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Mafia, Politica e Stragi 1989-1993: Capaci, Via D’Amelio e la Fine della Prima Repubblica

Quello che state per ascoltare non è fantascienza, non è un romanzo, è la storia vera di un paese che tra l’87 e il 93 ha vissuto uno dei periodi più oscuri della sua storia repubblicana. Una stagione in cui mafia, politica e servizi segreti e bomba economica si sono intrecciati in modo che ancora oggi fatica a essere compreso del tutto.

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Seguiremo i fatti in ordine cronologico, data per data, perché solo così i pezzi di questo puzzle cominciano a incastrarsi. Se volete addentrarvi ancora di più nei misteri di queste storie, sappiate che sto predisponendo una serie di mappe interattive e video extra. trovate tutto il materiale esclusivo abbonandovi tramite il link che vi lascio in descrizione.

L’Italia del 1987 è una repubblica in bilico. La Democrazia Cristiana governa ancora con il pugno fermo, ma le inchieste giudiziarie e le pressioni interne cominciano a scavare crepe profonde negli equilibri di potere. In Sicilia, Cosa Nostra, non guarda a tutto questo da spettatore, osserva, valuta e agisce.

Secondo le testimonianze di diversi collaboratori di giustizia raccolte negli anni successivi, Rina avrebbe dato l’input all’organizzazione di spostare parte dei consensi elettorali dalla C verso il Partito Socialista Italiano. Un cambio di cavallo strategico, non ideologico. L’obiettivo era duplice: punire la Democrazia Cristiana per presunti torti subiti e aprire canali di dialogo con nuovi interlocutori all’interno dello Stato.

Non esistono prove giudiziarie definitive su questa operazione, ma il quadro che emerge dalle ricostruzioni giornalistiche e dai verbali dei pentiti è eloquente. Cosa Nostra, già nel 1987 si comportava come un soggetto politico a tutti gli effetti, capace di orientare il voto e condizionare le istituzioni dall’interno. Nel 1986 venne da me Giovanni Brusca e mi disse: “Angelo, dobbiamo dare un segnale.

Stiamo parlando nelle 86 si sono svolte le elezioni regionali”. le elezioni regionali. Mi disse Angelo, dobbiamo dare un segnale che significa domanda andare io. Significa che praticamente dobbiamo votare per un personaggio socialista. Socialista dice sì, socialista. Chi è questo personaggio? è un personaggio sconosciuto, Foni Barba continuo.

> Eh, da questo ho m è stata una delle cose fatto capire che è stato un discorso a tappeto, era un segnale. >> E che risultato ebbe nell’86 Foni Barn? >> Ma diciamo un buon risultato, ma non eccezionale. >> Perché non eccezionale? Ma praticamente non è che poi hanno avuto questo grande apporto di voti perché ancora veniva difficile indirizzare un elettorato che era stato sempre un elettorato democratico cristiano e verso altri tipi di elettorati.

>> Ho capito. Nell’87 invece che risultato si ebbe? >> Un eclatante, notevole. Praticamente il Partito Socialista aumentò di quasi cinque o sei punti e praticamente ha avuto una serie di un grosso successo. >> Senta, lei ebbe modo di parlare con Lima di questo impegno di Cosa nostra del Partito Socialista, del risultato della elezione all’87? Praticamente parlammo con Lima di questa cosa che aveva avuto già sentore di questa cosa e lui pensava che fosse un’alzata di ingegno di Ciancimino, >> cioè >> però pensava che dietro questo accordo

ci fosse Ciancimino. Chi >> accordo tra chi, scusa? >> Accici, diceva lui. E cioè che significava la mafia e il i socialisti? pensava >> pensava che c’era San Cimino. >> Poi prima si preoccupò o non si preoccupò questo >> si preoccupò. Ecco, per riempio di contenuti questa preoccupazione >> e praticamente mi disse che erano dei pazzi a fidarsi dei socialisti.

Comunque dice dopo che io ho fatto sempre c’ho la c ha detto ho fatto un sacco di cose per loro per queste cose ora mi stanno trattando in queste condizioni. Ma che cosa credono di fare? vedranno chi sono i socialisti. Questi sono dei manciatari, cioè sono dei ladri, delle cose che praticamente non andranno mai, non avranno nessun tipo di affinità.

In effetti fu così, >> cioè >> perché dopo non c’è stato un una continuazione di questo tipo di rapporto delle elezioni. >> Comunque non c’è >> dopo l’elezione dell’87 >> sì >> la mafia votò più appoggiò più il Partito Socialista. No. Due anni più tardi, in una sera di novembre, il mondo cambia. Il muro di Berlino crolla sotto i colpi dei picconi e delle mani dei berlinesi.

Una notte storica per i berlinesi e per il mondo intero. 50.000 persone hanno varcato il muro da est verso ovest, accolti dall’abbraccio fraterno di una città in festa e le autorità della Germania comunista hanno cominciato oggi a demolire il muro. Un fiume di folla in festa passa. I berlinesi dell’ovest applaudono.

Tanti giovani, giovanissimi in festa, che dell’occidente, della libertà sapevano solo quello che avevano raccontato ai loro genitori. Guardate questo fiume di folle. Questo fiume di folla che passa sotto gli occhi De Vopos, la farigerata polizia del popolo che tante volte ha sparato per impedire l’attraversamento del muro.

>> C’è gioia, una gioia tranquilla. Tanta gente stanotte è andata a festa a Berino ovest e poi questa mattina è tornata al lavoro. Libertà, libertà stanno scandendo. Non posso credere che veramente posso passare. Sento che sto per svenire, sta dicendo questa donna. È l’ora è l’ora che aspettavo da 28 anni.

È meraviglioso la porta di Brandeburgo. Eccolo il monumento al disprezzo del bene più grande che l’uomo possa avere, da libertà, preso d’assalto dalla parte occidentale. Ed ecco i primi colpi di piccone. Sollevano solo polvere per ora, ma il muro, questa visione cafchiana e concreta di quella che una volta era la cortina di ferro da questa notte non esiste più.

Le immagini fanno il giro del pianeta. La guerra fredda, 44 anni di tensione armata tra est e ovest, si avvia verso la sua fine. Per l’Italia questo evento non è solo una questione di geopolitica lontana, significa che le strutture costruite per resistere a una possibile invasione sovietica perdono il loro senso.

Reti come Gladio, di cui parleremo tra poco, devono essere ridefinite, riassorbite o sciolte. In questo vuoto strategico la criminalità organizzata comincia a valutare le mosse successive. Se lo stato si riorganizza, anche la mafia si riorganizza. Gennaio 1990. All’alba del nuovo decennio, Cosa Nostra è tutt’altro che indebolita.

I fratelli Graviano rafforzano il loro controllo sul mandamento di Brancaccio, uno dei nodi strategici di Palermo. La famiglia di Corleone continua la sua ascesa. Le reti di consenso politico vengono tessute con pazienza e metodo. L’organizzazione non è più soltanto un sistema criminale, è diventato un vero e proprio polo economico politico capace di influenzare appalti pubblici, elezioni locali, nomine istituzionali.

Le strutture investigative cominciano in questo periodo a raccogliere informazioni sempre più precise su questa presenza tentacolare. Molto impegnato nei salotti a correre in macchina, avevo una bellissima barca e diciamo che mi divertivo alla grande. In tutto questo però questo fatto è stato importante per me perché mi permetteva di conoscere personaggi che erano all’altezza della situazione ed erano quelli che avevano il potere, il potere, sto parlando potere politico e potere di ogni tipo, anche mafioso, perché ce n’erano personaggi

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