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Giulietta Masina — la musa che pagava il prezzo del genio di suo marito

Roma. Notte del 13 novembre 1963. Una piccola donna da i capelli corti e gli occhi enormi siede davanti a uno specchio. Ha appena finito di togliersi il trucco di scena dopo una lunga giornata sul set di Giulietta degli Spiriti. Le mani tremano leggermente mentre osserva il suo riflesso. Accanto allo specchio una fotografia.

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Federico Fellini con un’altra donna ritagliata da una rivista di gossip. Giulietta la guarda per un lungo momento, poi la gira con il volto verso il basso, ma non la strappa, non la butta via, la tiene lì come un promemoria quotidiano del prezzo che deve pagare per amare un genio. Esiste un documento nascosto negli archivi della Banca Nazionale del Lavoro, un documento che mostra decine di transazioni bancarie, tutte firmate da Giulietta Masina.

Pagamenti fatti in silenzio, debiti saldati senza che nessuno lo sapesse, sacrifici finanziari che hanno salvato la carriera di suo marito quando tutto sembrava perduto. Ma perché nessuno ne ha mai parlato? Chi ha fatto sparire le prove? E soprattutto cosa ha ricevuto Giulietta in cambio di tutti questi sacrifici? La storia ufficiale racconta di un matrimonio felice, di una coppia perfetta del cinema italiano.

Federico Fellini, il genio visionario, Giulietta Masina, la moglie devota e l’attrice straordinaria. Ma cosa si nasconde dietro le fotografie sorridenti e le interviste patinate? Cosa accadeva davvero quando le telecamere si spegnevano e i giornalisti se ne andavano? Giulietta Masina nasce il 22 febbraio 1921 a San Giorgio di Piano, un piccolo paese vicino a Bologna.

Suo padre, Gaetano Masina è un violinista itinerante che sogna di diventare famoso, ma finisce per dare lezioni di musica ai figli dei contadini. Sua madre, Angela Flavia è una donna pratica, dura, che non crede nei sogni. I sogni non ti danno da mangiare”, ripete sempre alla piccola Giulietta. Solo il lavoro duro e la resistenza ti salvano.

Ma Giulietta è una bambina diversa. Ha gli occhi troppo grandi per il suo viso, un sorriso che sembra dipinto da un artista rinascimentale. È una fantasia che la porta in mondi lontani. A 7 anni, durante una recita scolastica, interpreta un angelo. È così brava, così naturale, che tutti i genitori presenti piangono.

Quella bambina ha qualcosa di speciale, dice la maestra, qualcosa che non si può insegnare. Ma c’è un episodio mai raccontato, un evento che segnerà per sempre la vita di Giulietta. È il 18 giugno 1928, ha solo 7 anni. Suo padre torna a casa ubriaco. Ancora una volta. Ha perso tutti i soldi giocando a carte.

La madre urla, piange, minaccia di lasciarlo e il padre, in un momento di rabbia cieca, alza la mano per colpirla. Giulietta, quella bambina minuscola con gli occhi enormi, si mette tra loro. Non toccarla, dice con una voce che non sembra appartenere a una bambina. Se la tocchi ti odierò per sempre.

Il padre si ferma, guarda quella creatura piccola e fragile che lo sfida senza paura e qualcosa in lui si rompe, non colpirà mai più sua moglie. Ma da quel giorno Giulietta porta dentro di sé una certezza terribile. Le donne devono sempre proteggere, sempre salvare, sempre sacrificarsi. È il loro destino. Gli anni passano. La famiglia si trasferisce a Roma quando Giulietta ha 15 anni.

Suo padre ha finalmente ottenuto un lavoro stabile come insegnante di musica al Conservatorio di Santa Cecilia. Giulietta frequenta il liceo, studia con diligenza, ma di sera, di nascosto va a vedere spettacoli teatrali. È affascinata dal teatro, dalla magia di trasformarsi in qualcun altro, di vivere 100 vite invece di una sola.

A 17 anni, contro il volere della madre, si iscrive all’Università di Roma per studiare letteratura, ma in realtà passa più tempo nei teatri che nelle aule universitarie. È lì, durante una prova di uno spettacolo studentesco che incontra un giovane promettente, un ragazzo di nome Osvaldo Valenti. È affascinante, talentuoso e fa innamorare Giulietta con la stessa facilità con cui respira.

Sposerò te le dice Osvaldo una sera sotto le stelle. Diventeremo famosi insieme. Io e te e Giulietta conquisteremo il mondo. Giulietta gli crede, come non credergli. Ha 20 anni, è innamorata per la prima volta e lui le promette tutto ciò che desidera. Ma nell’estate del 1941 Osvaldo sparisce.

Nessuna spiegazione, nessun addio. Semplicemente svanisce dalla sua vita. Mesi dopo Giulietta scoprirà che si è sposato con un’attrice più famosa, qualcuna che poteva aiutarlo nella sua carriera. L’amore apparentemente era meno importante del successo. Quel tradimento insegna a Giulietta una lezione brutale. Nel mondo dello spettacolo l’amore è sempre secondario all’ambizione, ma invece di diventare cinica, invece di chiudere il suo cuore, Giulietta sceglie una strada diversa.

Decide che quando amerà di nuovo lo farà completamente, senza riserve. anche se significherà soffrire, perché essere cinici è facile, continuare ad amare nonostante tutto è coraggioso. Nel 1942, a 21 anni Giulietta ottiene il suo primo ruolo radiofonico importante. Lavora per Radio EAR, la radio di stato fascista, interpretando personaggi in sceneggiati radiofonici.

La sua voce, dolce, ma con una strana profondità malinconica, conquista gli ascoltatori e conquista anche un giovane sceneggiatore che lavora nella stessa radio. Si chiama Federico Fellini, ha 23 anni, viene da Rimini, ha capelli ribelli e occhi che sembrano vedere cose che gli altri non vedono.

Non è bello nel senso convenzionale, ma c’è qualcosa di magnetico in lui. Quando parla sembra che stia raccontando fiabe, anche se sta solo descrivendo cosa ha mangiato a colazione. Il loro primo incontro è banale, quasi comico. Giulietta sta cercando di raggiungere un microfono troppo alto per la sua statura minuscola.

Federico la vede in difficoltà e le porta una sedia. Grazie”, dice lei. “Sei molto piccola”, osserva lui senza filtri. “E tu sei molto scortese”, risponde Giulietta, ma sorride quando lo dice. E Federico, vedendo quel sorriso, pensa: “Questa donna ha qualcosa di speciale, qualcosa che devo capire”. iniziano a parlare prima solo di lavoro, poi di tutto.

Federico le racconta dei suoi sogni di diventare regista, di fare film che nessuno ha mai visto prima, di rivoluzionare il cinema. Giulietta lo ascolta con quegli occhi enormi che sembrano assorbire ogni parola e per la prima volta dalla delusione con Osvaldo sente il suo cuore riaprirsi. Tu credi in me? le chiede Federico una sera.

“Credo nei tuoi sogni”, risponde Giulietta, “ma i sogni hanno bisogno di qualcuno che li protegga dalla realtà e io posso farlo.” Non sa ancora quanto queste parole saranno profetiche. Non sa ancora che proteggerà i sogni di Federico per i prossimi 50 anni, sacrificando i suoi, ma forse, in qualche parte profonda di sé, lo sa già.

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