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ROSARIA PAGANO – La Regina della Camorra: Ascesa e Caduta della Boss di Arzano

È la periferia nord di Napoli tra Scampia, Secondigliano e i comuni  limitrofi. Qui, negli anni 2000 e nel decennio successivo, prende forma una delle organizzazioni criminali più  potenti e violente della città. È in questo contesto che emerge la figura di Rosaria Pagano, una donna che nel mondo della camorra riuscì a ottenere un ruolo di comando in un sistema dominato dagli uomini.

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Rosaria Pagano appartiene a una famiglia profondamente radicata  nella criminalità organizzata. È sorella di Cesare Pagano,  uno dei boss più noti del clan Amato Pagano. La fazione degli scissionisti nata dopo la sanguinosa guerra interna contro il clan di Lauro, è sposata con Pietro Amato, fratello del boss Raffaele Amato, detto o spagnolo, protagonista della scissione che diede origine  a un nuovo impero di droga e affari illeciti tra Napoli e la Spagna.

Quando i fratelli e i mariti vennero arrestati o costretti alla latitanza, Rosaria Pagano divenne un punto di riferimento per il clan. Le inchieste successive mostrarono come fosse riuscita a mantenere l’unità dell’organizzazione, gestendo il traffico di droga e le piazze di spaccio nel nord di Napoli, in particolare ad Arzano, Melito, Mugnano e Secondigliano.

Era considerata una donna carismatica, intelligente, capace di trattare con rispetto e fermezza allo stesso  tempo, tanto da essere chiamata zia Rosaria. La sua abitazione ad Arzano quando fu perquisita, rivelò un tenore di vita lussuoso. Ambienti curati, palestra privata,  sauna, arredi in oro, simboli di un potere economico accumulato negli anni grazie ai traffici  e al controllo del territorio.

Quando gli agenti si presentarono per arrestarla, lei rimase calma, pronunciando una frase rimasta celebre: “State calmi, noi siamo amato pagano e sappiamo come comportarci”. Una dichiarazione che esprimeva il  senso di appartenenza e di disciplina interna a un clan abituato a considerarsi una vera e propria famiglia.

Negli anni del suo potere, Rosaria Pagano riuscì a controllare le attività del  clan insieme a una fitta rete di affiliati, parenti e collaboratori. Il clan Amato Pagano gestiva traffici di droga all’ingrosso  importando cocaina e hashish per poi distribuirli nelle principali piazze  di spaccio.

Le indagini rivelarono una struttura organizzata e ben  ramificata che faceva uso anche di prestanome, società di copertura e attività economiche apparentemente legali per il riciclaggio dei profitti. Una delle caratteristiche più rilevanti della gestione di Rosaria Pagano  fu il ruolo assegnato alle donne all’interno del clan.

Molte di loro avevano compiti di fiducia, raccoglievano il denaro, curavano i rapporti con i fornitori e in alcuni casi gestivano direttamente  le piazze di spaccio. La presenza femminile diventò una  componente strutturale della nuova camorra, non più confinata ai ruoli di supporto, ma integrata nei meccanismi  di comando.

Rosaria Pagano rappresentò perfettamente questo cambiamento,  incarnando un nuovo modello di leadership criminale, dove la forza non passava solo dalle armi, ma anche dalla capacità di  amministrare, mediare e organizzare. Il 17 gennaio 2017 la Polizia di Stato arrestò Rosaria Pagano insieme ad altri esponenti del clan.

era ricercata nell’ambito di un’inchiesta per associazione mafiosa  e traffico di stupefacenti. L’arresto avvenne ad Arzano, nell’abitazione di un uomo che gli inquirenti identificarono come suo amante. >> È un colpo durissimo quello inferto oggi dalla direzione distrettuale antimafia ai signori della droga dell’area nord di Napoli.

La polizia ha tratto in arresto, infatti 17 persone ritenute vicine al clan Amato Pagano, protagonisti della prima faida di Scampia e la scissione dal clan di Lauro ed ora egemoni su Melito e Mugnano. Tra le persone finite nella retata c’è Rosaria Pagano, sorella del boss Cesare Pagano e moglie di Pietro Amato, fratello defunto dell’altro capoclan, Raffaele Amato.

Secondo gli investigatori, era lei con i vertici in galera a scontare pesanti condanne ad aver assunto il controllo degli affari illeciti della cosca. Le accuse per gli arrestati sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

Le indagini della squadra mobile che si avvalsa del supporto del servizio centrale operativo della direzione centrale per i servizi Antidroga e dell’Interpol hanno esplorato due distinte organizzazioni criminali che si sono spartite la gestione del mercato all’ingrosso della cocaina e dell’Ascish nell’area a nord di Napoli.

Gli 007 della Questura di Napoli sono riusciti anche ad entrare e filmare l’abitazione di Rosaria Pagano tra cornici, dorate e telecamere per sorvegliare tutto il perimetro. Eseguiti arresti anche in Spagna. In un blitz a Malaga è stato arrestato anche Giuseppe Ivarone, contatto in terra iberica per conto degli amato pagano.

Da sempre attivi in quell’area, tanto da essere denominati gli spagnoli. Sequestrati nell’operazione anche beni di ingente valore, tra cui società ed attività commerciali a Napoli, Roma e Caserta e scoperti diversi depositi di droga, sigilli pure ad unità immobiliari, beni mobili e conti correnti. Una batosta dunque per i cosiddetti scissionisti, gruppo che di recente aveva fatto registrare fibrillazioni criminali con agguati e sparatorie, forse sintomo di un riassetto interno.

Oggi però è finita in manette anche la nuova regente Rosaria Pagano. >> L’operazione segnò un duro colpo al clan Amato Pagano che vedeva crollare uno dei suoi pilastri più importanti. Dopo l’arresto, le indagini e i processi confermarono il suo ruolo di vertice nell’organizzazione. Nel 2018 fu condannata a 20 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso e traffico di droga.

Nel 2019 la pena fu ridotta a 15 anni in appello.  Queste condanne rappresentarono la fine della sua parabola criminale e la frammentazione dell’organizzazione che nel frattempo aveva perso coesione e influenza sul territorio a causa dei numerosi arresti. La storia di Rosaria Pagano rimane significativa per diversi  motivi.

è l’esempio di come la camorra sia riuscita a evolversi inserendo figure femminili ai vertici e costruendo un sistema di potere che  univa violenza, controllo economico e capacità organizzativa. Mostra anche come dietro l’apparenza di normalità e ricchezza si nascondesse un impero fondato sulla paura e sull’intimidazione.

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