21 novembre 1997, Roma. Nell’aula di giustizia si apre un’udienza decisiva del processo per l’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi, ucciso a Palermo per essersi rifiutato di pagare il pizzo e per aver denunciato pubblicamente la mafia. A deporre è Francesco Paolo Anselmo, collaboratore di giustizia, uomo della noce e appartenente al mandamento di Porta Nuova, un territorio chiave per comprendere le dinamiche estorsive che per anni hanno soffocato l’imprenditoria siciliana.
Anselmo conosce dall’interno il sistema del racket, le catene di comando, le modalità con cui venivano decise le punizioni contro chi si ribellava. Nel suo racconto emergono i passaggi che portarono la decisione di eliminare Grassi, un delitto che doveva servire da monito, ma che finì per scuotere le coscienze di un intero paese.
Durante la deposizione, Anselmo ricostruisce incontri, ordini e responsabilità, collegando il delitto ai vertici mafiosi e ai mandamenti che controllavano il territorio. Le sue parole restituiscono la brutalità di un sistema che non tollerava la disobbedienza. Quello che state per ascoltare è l’audio originale dell’udienza del 21 novembre 1997 con la testimonianza di Francesco Paolo Anselmo nel processo per l’omicidio di Libero Grassi.
Se questo contenuto ti è piaciuto, iscriviti al canale, attiva la campanella, lascia un like e scrivi un commento raccontandomi quale processo vorresti ascoltare nel prossimo video. >> Signor Anselmo, lei ha mai fatto parte di Cosa Nostra? Sì, io sono stato combinato subito dopo essere stato scarcerato, marzo- aprile del 1980 nella famiglia della Noce.
>> A quel tempo la famiglia della Noce da chi era retta? Il nostro rappresentante era Salvatore Scaglione e facevamo parte del mandamento di Portanova. >> Ora ci passeremo a questo. Fermiamoci un attimo al momento della sua affiliazione, della sua combinazione, dove è avvenuta, chi è stato il suo padrino e chi erano presenti.
>> Ma è avvenuta dove è abitato lo Scaglione che lui vicinò. vicino alla sua casa aveva un corpo basso ed è venuta qua. >> Sì, ma in dove eravamo? In che zona? >> Viale, una traversa del viaggasburgo. >> In una traversa di viale Strasburgo, quindi e c’era quindi Totò Scaglione, mi pare di capire, è così? >> Sì, Totò Scaglione, Raffaele Spina, Totò De Maio, Pippo Galò, Giannuzzo Liberi che poi fra l’altro è stato il mio padrino, >> un po’ di >> Toto Miserio e qualche altro.
Quel giorno la filiazione riguardò solo lei oppure eh altre persone? >> No, eravamo in sette. Ero io, Ganci, Pippo Spina, Franco Spina, Toto Severino, Aurelio Sciarabba, Enzo Misserei. Quindi sette persone. Senta, nella >> inutile chiederle perché credo che lo abbia già detto in qualche altro dibattimento, comunque precisiamola anche qua.

cerimonia di affiliazione e la cerimonia ormai divenuta classica attraverso le dichiarazioni di altri oppure no? >> No, no, quella classica col giuramento, con l’immagine saga che viene bruciata. Questo è >> Senta, lei prima di entrare a far parte di Cosa Nostra eh aveva avuto contatti con il mondo della criminalità oppure no? ed in particolare se aveva avuto contatti, aveva commesso eh reati oppure no.
>> Sì, sì, avevo commesso già reati. >> Di che natura? e furti d’auto per conto di Cosanose. È pure un duplice omicidio. >> Eppure un duplice omicidio. Senta, nel in questi suoi contatti con Cosa Nostra, vi erano anche rapporti che nascevano da vincoli di carattere familiare? >> Sì, c’era c’erano i due fratelli di mio padre, Rosario e Vincenzo.
>> Rosario e Vincenzo Anselmo. >> Sì. i quali facevano già parte di Cosa Nostra. >> Sì, sì. Della famiglia della Noce. >> Della famiglia della Noce. Ma avevano, diciamo, un ruolo di prestigio in questa famiglia o erano semplicemente, scusi, il semplicemente uomini d’onore? >> No, no, Rosari Anselmo era stato capo decina, poi lo divenne pure Vincenzo Anselmo, però erano di prestigio perché noi eravamo schierati contro Torrina, mentre il rappresentante no, quindi c’era questa divisione insieme alla famiglia.
Quindi ne vuole cominciare a parlare subito, visto che vi ha già fatto cenno. Cos’era questa divisione e da che cosa nasceva? >> Eh, la divisione nasceva che come ripeto noi siamo stati sempre schierati con i colleonesi, con Torrina. >> Quando dice noi, signor Anselmo, ci faccia capire a chi intende riferirsi, a lei e a chi altri.
Anselmo, Ganci, Spina e Picone. >> Anselmo, Ganci, Spina e Picone. >> Sì, sì. >> E intende riferirsi a persone fisiche o a gruppi familiari di sangue? >> No, persone fisiche con rapporti di parentela. Quindi sia ancora più chiaro. All’interno di queste quattro eh questi quattro gruppi familiari vi erano anche dei a parte rapporti di parentela, altri rapporti? >> Non ho capito la domanda.
In che senso? A parte che >> lei dice quando le ho chiesto a noi chi intende fare il riferimento con noi a chi intende fare il riferimento ha detto Anselmo, Ganci, Picone e Spina mi pare, giusto? E io le ho chiesto, >> sono semplici persone fisiche queste oppure sono gruppi familiari? No, gruppi familiari, cioè i ganci, gli spina, i picone, gli Anselmo.
>> Allora, esatto. Siccome siamo in un’aula di giustizia, lei dovrebbe gentilmente essere più preciso e cioè quando dice i ganci a chi intende riferirsi? >> Eh, c’era Raffaele Ganci, Mimmo Ganci, lo zio di di Raffaele Ganci, Toto Ganci. >> Sì. Poi c’era Raffaele Spina, Natale Spina, Pippo Spina, Franco Spina, poi c’ero io, Rosario Anselmo, Vincenzo Anselmo, poi c’era Franco Picone e Ino Picone.
>> Franco Picone e >> Ino Picone. >> Ino o Nino? >> Ino. Ino. >> Ino. Picone. E quindi questi, diciamo, erano i facenti parte di questi gruppi e questi gruppi avevano anche rapporti di parentela fra loro. >> Sì, sì. Di di che tipo ne ricorda qualcuno? >> Eh, Anselmo, Ganci e Spina sono cognate. >> Anselmo, Ganci e Spina, chi però? >> Anselmo Rosario, Spina Raffaele, Ganci Raffaele, Spina Natale. Tutti cognati sono.
>> Sono tutti cognati fra loro. E quindi questo gruppo era vicino a Totorriina ed ai coronesi. Ho capito bene? >> Sì, sì, così. ed era contrapposto a chi e per quale motivo? >> Ed eravamo contrapposti, diciamo, al nostro rappresentante perché era legato, diciamo, a Stefano Bontato Lucierillo che danno badalamento a questo.
>> Il vostro rappresentante all’epoca chi era? >> Salvatore Scaglione. >> Salvatore Scaglione. E siamo in che anni, signor Anselli? e nell’80, quando io entro a far parte formalmente di Cosa Nostra, >> quindi quando lei entra il panorama è questo. Il motivo di questa contrapposizione, lei lo conosce o lo ha conosciuto? È in grado comunque di riferirlo? Sì, perché le ripeto che Toto Scaglione, diciamo, si era avvicinata a queste posizioni e quindi avversava la parte dei Colleonesi.
Tra l’altro ogni minima scusa era buona per cercare sempre discorsi con i con i parenti. >> E questo credo di averlo capito. Vorrei acquisire un’ulteriore notizia. lei il motivo del contrasto, perché quelli che erano amici di Bontate e di Badalamenti non dovevano andare d’accordo con Totorrine di suoi amici. Lei il motivo di questo contrasto lo ha conosciuto oppure no? >> Ne ha sentito parlare perché dice che non non si ci trovavano con la raganza di Totorrina e questo era, diciamo, il panorama.
Quindi era un fatto, diciamo, di divergenza tra totorrina da un lato e bontate e badalamenti dall’altro. Ho capito bene? Sì, sì, esatto. >> E ciascuno di coloro che era amico del l’un gruppo o dell’altro finiva con l’essere contrapposto. >> Esatto. >> All’interno della vostra famiglia, quindi parlo famiglia della noce. E come mai si era potuto determinare questa spaccatura, diciamo, tra un vertice costituito dal rappresentante che era amico di Bontate Inserillo e Badalamenti e una consistente base costituita dalle quattro famiglie che lei ha indicato che
invece stava con Totorrina. Non ho capito la domanda, cioè >> dico come mai all’interno della famiglia della Noce si era potuto determinare questa spaccatura tra il rappresentante e voi che eravate una buona parte, diciamo, della famiglia della Noce. Ma all’origine per cose che a me mi raccontano, perché io già questa situazione l’ho trovata all’origine all’origine diciamo che si andava tutti d’accordo.
Tra l’altro diciamo a Totos Scaglione proprio i corleonesi ce l’avevano messo in quel posto di rappresentante e capomandamento addirittura della noce prima era >> Sì. Mentre invece poi, diciamo, Toto Scaglione si cominciò ad avvicinare a questa a questo lato di qua, cioè al lato, diciamo, badalamenti bontate. >> Sì, sia lei a fare i nomi per piacere, perché non voglio rischiare di suggerirle alcune risposte.
Balanti bontade di Maggio inserirlo si era avvicinato a queste posizioni e aveva lasciato, diciamo, la strada principale, cioè chi erano quelli che ce l’avevano messo in questo posto, >> cioè Totorrina ed i suoi amici Luciano Origio. Questi erano, >> ho capito. >> E quindi mentre noi, diciamo, siamo rimasti sempre nelle nostre posizioni e e all’interno della famiglia si sa, e quindi c’erano queste sono si sono venuti a creare questi artriti.
Tra l’altro proprio in quel periodo il rappresentante del capoandamento era Toto Scaglione, il consigliere era Spina Raffaele, il sottocapo era Inopicone e il capodecino era Rosarian Ansmo, cioè questo per farci dire l’accordo che c’era prima. Ho capito. Dopodiché invece c’è questo avvicinamento di scaglione, diciamo, a Bontate, inserirlo, badalamenti ed altri.
Lei trova questa situazione nel 1980. >> Sì, >> è così. >> Sì, sì, ma già. e mh ci faccia capire un altro passaggio. Come mai ha parlato di una noce che costituiva mandamento? Perché ha detto Scaglione era capofamiglia e capo mandamento e invece nel 1980 ha parlato di una noce nella quale Scaglione è capofamiglia, ma siete fate parte del mandamento di Porta Nuova.
Che cosa era successo e quando >> eh era successo >> sei in grado di dirlo? >> Sì, sì. per quello sempre che mi hanno raccontato era successo, diciamo, che in virtù di questi disaccordi, mentre che era soggiorno obbligato la maggior parte delle persone, Toto Scaglione, Rosario Anselmo, il mandamento il mandamento lo reggeva Spina Raffaele e Vincenzo Anselmo e quindi sono successi dei contrasti con Toto Scaglione.
A questo punto poi rientra Todos Scaglione e succede che già ci sono questi disaccordi e succede che la figlia di Totos Scaglione esce incinta e lui simola la classica fuetina, così noi ci portiamo l’accusa, >> quindi resta incinta pur non essendo sposato. >> Esatto. E lui simola la classica fuetina, ma invece non fu così.
Fu molto prima che sua figlio rimase incinta. >> Sì. E quindi a questo punto noi si ci porta questa accusa >> perché era un fatto disdicevole per >> Sì, era un fatto immorale e quindi a questo punto a Toto Scaglione la commissione decise di levarci il mandamento pur lasciandolo rappresentante. >> Quindi gli leva il mandamento e resta però rappresentante >> e il mandamento che cioè le famiglie che compongono il mandamento passano.
Intanto quali erano? era la noce, ma la spina e uditore. >> E come si dividono? >> La noce viene aggregata a Portanova, ma la spina viene aggregata a Resuttana, l’uditore viene aggregata a Bocca di Falco >> e l’uditore a Bocca di Falco. Quindi lei trova nel 1980 come capo del mandamento del quale fa parte la sua famiglia, chi? >> Pippo Calò.
>> Pippo Calò. E lei quindi conosce in quella occasione, cioè in subito dopo l’affiliazione oppure conosceva da prima? >> No, no, io Pippo Calò l’ho conosciuto in quell’occasione, >> cioè in occasione dell’affiliazione. >> Sì, sì. >> Ma l’aveva detto poc’anzi che era presente? >> Sì, sì. >> Ah, allora non avevo capito.
>> Io ricordo di averlo detto. >> Quindi c’era pure Pippo Calò. Senta, al momento della affiliazione, sia pure brevemente, ci dice eh che cosa avvenne, lasciamo stare proprio il rituale che lei ha già confermato. Ma che cosa avvenne? Le le vennero fatte delle raccomandazioni, le vennero date delle indicazioni oppure si è proceduta alla cerimonia rituale, vi siete salutati e siete andati via? No, no, prima della del giuramento, diciamo, c’è stata tipo una paternale.
Noi siamo qua, siamo tutti fratelli. >> Chi parlava? >> Parlava Scaglione >> e quindi vado avanti. >> E quindi fece tutta questa situazione di qua. Siamo tutti fratelli, ci dobbiamoare fra uno e l’altro di destra e di sinistra se volete fare parte. Però senza scendendo nello specifico, non veniva non veniva nominata Cosa Nostra. >> Sì.
Se volete fare parte di noi ditelo, se non se non volete fare parte lo dite che non succede niente. Ma il momento in cui dite di volere fare parte con noi sapete che E quindi quando noi abbiamo detto che volevamo fare parte di noi, abbiamo fatto il giuramento, e ci hanno spiegato tutto. >> Ecco, in maniera sintetica, eventualmente io vi farò delle domande di approfondimento.
Che cosa vi hanno spiegato? Cioè, era sempre Scaglione che parlava o interviene qualche altro? No, è intervenuto pure Pippo Calò, però diciamo che la maggior parte parlava Tato Scaglione. >> E allora dalla dalle parole di Scaglione per la maggior parte, di Pippo Calò per una minore parte, che cosa apprende lei? E apprendo che quando faccio il giramento sono entrato in Cosa Nostra e che è divisa la Cosa Nostra è formata da tante famiglie che tante famiglie, diciamo, formano il mandamento e che se non c’è la presentazione di una
terza persona, anche se io sapevo che quello era uomo d’onore, non ci potevamo non potevamo avere discorsi di Cosa Nostra. in sintesi. >> Benissimo. A parte questo, successivamente durante la sua lunga militanza in Cosa Nostra, a proposito, fino a quando è stato in Cosa Nostra? E quindi con una domanda più precisa, quando lei si è dissociato da Cosa Nostra, iniziando la collaborazione >> nel 96, a luglio 96.
luglio 96, quindi sostanzialmente c’è stato per circa 16 anni, no? >> Sì. >> Durante questi 16 anni e quali sono state le principali regole di condotta che lei ha appreso se ne ha apprese? Ma io la la regola principale era quella che uno se doveva curare la sua famiglia, non doveva avere rapporti con altre donne e non doveva insediare le donne di uomini d’onore, si doveva comportare con una certa moralità in tutto e per tutto.
Queste erano le cose principalmente che >> e queste diciamo erano regole deontologiche tra virgolette. Invece esistevano delle regole di vita della organizzazione? >> In che senso? Mi scusa. >> Cioè come funzionava questa organizzazione? Ognuno di voi poteva decidere autonomamente di fare quello che voleva? Mi lasci finire per chiarire l’ambito della domanda.
eh poteva spostarsi in qualsiasi parte del territorio e come qualsiasi altro cittadino muoversi e fare quello che voleva. Ovviamente intendo riferirmi a fatti illeciti, oppure no? E se no che tipo di regole di condotta le sono state impartite o le ha avuto modo di apprendere? No, assolutamente. Uno se era la cosa lecita si poteva muovere nel territorio.
>> Parliamo di illecito. Del lecito è chiaro che non ci interessa. >> Ah, diciamo che io quando sono stato combinato sono stato messo ho avuto messo un capo decina, quindi io per tutto diciamo mi dovevo rivolgere al capo de Cina. >> Quindi il capo de Cina che funzione aveva? Il capo de Cina ha la funzione di coordinare questi uomini d’onore che ci vengono affidati e per tutto si deve rivolgere a lui e poi lui si fa da portavoce con il rappresentante, con il sotto capo e ci risolve i vari problemi o anche se dovevo andare a fare
un’azione per dire delettuosa, a me veniva il capo de Cina e io mi ci dovevo mettere a disposizione, dovevo lasciare la qualunque cosa. >> Ho capito. Dopodiché lei ha detto il capo decina si metteva in contatto con il capofamiglia o il capo mandamento. Ha detto così. >> Sì. >> Ecco.
E allora ci spieghi la funzione del capofamiglia e del capo mandamento. >> Il rappresentante, come ripeto, del capofamiglia, quindi decide tutto lui nel suo territorio. >> Sì. Se mentre, diciamo, riguarda una cosa più che non va nelle sue funzioni, lui si deve rivolgere al capomandamento e il capomandamento porta avanti la situazione. >> Il mandamento è costituito da quante famiglie? >> Il nostro da tre, ma ce ne sono pure i mandamenti che sono costituiti da più famiglie, >> cioè da più di tre famiglie.
>> Da più di tre famiglie. Senta, e lei ha detto con una frase abbastanza sintetica, doveva decidere tutte le situazioni che riguardavano il suo territorio. Ma di che natura erano queste situazioni? Eh, cerchi, se possibile, di dettagliarle meglio? ma anche di imprese che venivano a lavorare, se ci imponeva chi ci doveva fare i fornitori e l’estorsione per la qualunque cosa che doveva avvenire nel nostro territorio, diciamo che il rappresentante doveva essere informato di tutto e di tutto.
Ecco, signor Anselmo, ehm, mi rendo conto che a lei può sembrare e banale la domanda, ma lei deve cercare di eh condurci all’interno di questo mondo nel quale lei è vissuto con maggiore analisi. È chiaro? Cioè non deve essere sintetico in questo caso, ma deve essere analitico. Noi dobbiamo capire che cosa significa in un territorio che fa parte, per quello che riguardava la noce, di un pezzo della città di Palermo, che se c’era un’impresa che voleva lavorare intervenivate voi, se c’era un’altra attività che doveva essere intrapresa
intervenivate voi. Come? Perché? Come si manifestava questo controllo? del territorio. Eh, c’è uno stato, ci sono degli organi di polizia, eh c’è un apparato burocratico. Voi chi eravate? >> E noi eravamo la nostra. >> Eh e ce lo faccia capire. >> E nel territorio non si non si muove una foglia senza il nostro consenso.
>> E come mai non si muove una foglia? Voi che modi di controllo avevate in dettaglio? Eh, noi avevamo la forza dell’intimidazione e eh quindi che cosa avveniva se per caso un soggetto che non conosceva queste regole arrivava a a Piazza Noce ed apriva un un negozio o un’attività commerciale? Eh, se era un’attività, perché almeno da noi non è che ci andavamo a tappeto, quindi per dire se se apriva un fruttivendolo apriva un’edicola a noi non è che ci interessava, ma se era un’attività, diciamo, di dimensione grossa, per dire che lo voglio dire, una
concessionaria, un costruttore o anche per dire a partialti pubblici quelli che facevano le strade, questo e quell’altro e li faceva così senza permesso, ci succedeva danno. Quindi, cioè, intervenivate eh facendo dei danneggiamenti. >> Sì. >> A quel punto che cosa succedeva? >> Eh, a quel punto poi il titolare diciamo che perché prassi questi a Palermo si cercava la strada, cercava la strada, cercava un intermediario e si e veniva messa a posto e poteva lavorare tranquillamente.
>> Cercavo un intermediario per fare che cosa? Mi scusi, lei dovrebbe completare le frasi perché sennò mi costringe a fare delle domande che potrebbero sembrare suggerimento di risposta e non vogliono essere >> No, cercavo un intermediario >> per parlare con chi? >> No, per parlare perché non è che era detto che lui si doveva incontrare con qualcuno. Cercava questo intermediario.
Può darsi pure che si incontrava come può darsi che non si incontrava. Cercava un intermediario per risolverci questa situazione e metterlo a posto. >> Metterlo a posto che cosa significa in altri termini? significava metterlo a posto che poteva lavorare tranquillo dopo avere pagato ovviamente. >> Ah, ecco, quindi doveva pagare.
>> Sì. Quindi questo, diciamo, per quanto riguarda il settore del del, diciamo, imprenditoriale, commerciale, vogliamo definirlo in questa maniera. Questa attività, per quello che lei conosce, questo controllo capillare del territorio e di tutte le iniziative economiche del territorio, era una caratteristica vostra della noce o era una o è una caratteristica di Cosa Nostra? >> No, no, è una cosa di Cosa Nostra.
Poi c’è per dire che ognuno nel suo territorio se lo amministra come vuole. Noi, per direvamo pagare chi tenevamo opportuno che poteva pagare. >> Sì, >> però però è alla base questo discorso di tutti. >> Quindi il principio è che dovrebbero pagare tutti. Poi ciascuno nel proprio territorio può, diciamo, governare questo principio a seconda di quello che ritiene più opportuno o più giusto.
È così? Capito bene? Sì. il rappresentante fa quello che vuole. >> Senta, e fin qui siamo, diciamo, a livelli di carattere economico, no? Sì, >> ma eh rappresentante di famiglia, rappresentante di mandamento, eh che funzioni hanno per altre attività illecite e prima fra tutti, visto che in questo processo le imputazioni riguardano gli omicidi, >> in ordine agli omicidi.
>> In ordine agli omicidi. >> Sì. Che cosa che cosa succede in Cosa Nostra relativamente agli omicidi? mh lei poteva decidere eh autonomamente di uccidere un’altra persona, sia un cittadino comune, sia un uomo d’onore, senza informare nessuno oppure no? >> No, io personalmente no. Il rappresentante, diciamo, se un cittadino comune, un un ladro, lo può pure decidere, mentre se si tratta di un modo onore, no, lo deve dare lo deve dire a capoomandamento e il capomandamento lo deve portare in commissione perché questa è una garanzia
per tutti i gemoni d’onori. >> Questa è una garanzia. È sempre stato così per quello che lei eh sa? >> No, io non è stato sempre così. appreso che devenne che venne messa questa regola dopo la scomparsa di Angelo Graziano. >> Ehm, che anno siamo? Se lei se lo ricorda? >> No, io sono entrato nell’80, già e già questa regola c’era, quindi sarà sarà stato prima, non me lo ricordo.
>> E già questa regola c’era e in precedenza, quindi prima di Angelo Graziani invece che cosa accadeva in Cosa Nostra? che lo diceva il capo lo decideva il capomandamento del capomandamento decideva di vita di morte anche degli uomini d’onore. >> Ho capito. Senta, lei se ho inteso bene o se ricordo bene le sue parole ha detto era un una garanzia per gli uomini d’onore questo discorso che venisse portato in commissione? >> Certo.
>> E vuole farcelo capire in che cosa consisteva la garanzia? Eh, la garanzia consiste che portandolo in commissione ci sono, perché la commissione è formata da tutti i capi mandamenti della provincia di Palermo, viene valutato e viene sentito il discorso se ci fu errore o non ci fu errore, mentre prima il capo se uno ci faceva antipatia a questo punto se lo poteva liquidare senza dare contragione a nessuno.
>> E quindi la commissione che aveva funzioni tipo di giustizia era un tribunale, >> eh proprio così. Cioè la commissione è questo, diciamo, è un tribunale che decide di tutto e di tutti e principalmente, diciamo, si decide gli omicidi dell’uom d’onore, gli omicidi delle persone che eccellenti e poi >> che significano persone eccellenti >> e facenti parte della magistratura, della polizia, giornalisti, imprenditori grossi, questo e poi diciamo di guidare l’organizzazione al meglio.
Questo è il compito della commissione. guidare l’organizzazione almeno. Senta, per uscire dal dal generico, se lei è in grado di uscire dal generico, può raccontare a tutti noi e principalmente alla Corte d’Assise qualche esempio specifico di così di di uomo d’onore tratto di fronte al giudizio della commissione? Ma guardi, io le ripeto io queste notizie le ho apprese per dire Rosarian Anselmo proprio in virtù di questi disappori che c’erano nella famigl >> Rosari Anselmo è suo zio, no? >> Sì, sì. proprio in virtù di questi
sapori che c’erano nella nostra famiglia che c’erano questi due gruppi, fu portato sotto accusa e e fu deciso che fu messo per un periodo fuori famiglia, ma se per dire non c’era questa situazione all’epoca Dot Scaglione poteva fare quello che voleva >> perché tra l’altro appunto aveva questa contrapposizione diretta con Rosario Ansellì >> e qualche altro caso, se è in grado di esemplificarlo >> anche quello di Pippo Gambino per dire quando fu fermato a Castelverrano sarò ricco buono che allora il suo capoomandamento lo porto sotto accusa e
perché lui si trovava là Castelverrano senza che il suo capomandamento ne servasse niente. >> Scusi, m siccome dobbiamo farlo capire a tutti, ma a Castelvetrano perché fu fermato Pippo Gambino? >> Eh, fu trovato in macchina con delle armi. Doveva commettere un reato, doveva commettere. >> Ricorda per caso con chi si trovava? con Le con Leone sicuro con Giovanni Leone con un altro che non mi ricordo.
>> Ho capito. E quindi per il fatto che si era spostato fuori provincia senza avvisare il proprio capomandamento, questa costituiva una infrazione alle regole. >> Sì, fu messo sotto accuse. Anche per lui fu deciso un periodo di fuori famiglia. >> Ha qualche altro esempio da rappresentarci, da ricordarci oppure no? No, lo stato nonalmente ha mai subito sanzioni o minacce di sanzioni? >> Io sì una volta.
>> Eh, e quindi ci vuole >> Io fui con >> dare questa questa testimonianza di natura personale, chi propose la sanzione e come si sviluppò, diciamo, questo procedimento disciplinare, tra virgolette, a suo carico? No, fu solo, diciamo, più che altro fu una minaccia perché non andò avanti, diciamo, il discorso, perché io ero stato imputato di un furto di autovettura dove avevano trovato le mie impronte.
Siccome io questa macchina l’avevo rubato per conto di Rosario Anselmo che serviva ai Corleonesi e che io non lo sapevo, quindi quando a me mi dovevano fare questo processo, Toto Scaglione, che all’epoca era il mio rappresentante mi disse, dice “C’hai problemi? Non c’hai problemi?” E cioè tipo mi fece tipo una domanda più che altro per capire se ero stato io il vero autore del furto.
>> Mi scusi, signor Anselmo, il processo che le dovevano fare era un processo da parte dello Stato o da parte di Cosa Nostra? >> No, no, un processo da parte dello Stato. Io dovo dire >> dello Stato. Quando lei ruba quest’auto è già entrata in Cosa Nostra oppure no? >> No, quando io rubo quest’auto no. Io vengo combinato proprio quando esco da questo da questo processo.
>> Ah, quindi la scarcerazione della quale ha parlato è a seguito di questo processo. E allora vado avanti. >> Sì. E quindi io esco, vengo combinato e dopo che io fui cominato, dopo qualche mese, io dovevo subire questo processo perché ero stato scarcerato per in libertà provvisoria. Allora lui mi domanda, io ci dico zodò, io problemi non ne ho perché non sono stato io a commettere il furto? Allora lui mi disse >> mentre lo aveva effettivamente commesso.
>> Sì, io l’avevo commesso. >> Quindi dice una bugia al a Totò Scaglione. >> Sì. E lui mi dice proprio queste parole, mi dice, “Senti, io non ti sto chiedendo se sei stato tu a fare il furto, perché se te lo chiedo tu mi devi rispondere e poi dice, in base alla tua risposta andremo avanti.
” Però, onestamente non me lo chies, quindi fu più una minaccia che un’azione veramente intrapresa. >> Ho capito. Sent, per concludere eh su questo su questo punto, ma proprio in maniera rapida, se ci riesce, eh chi è che in questi eh procedimenti disciplinari, ripeto tra virgolette a carico degli uomini d’onore, è abilitato a prendere l’iniziativa? Ma se la famiglia dove succede, diciamo, non c’è il capomandamento e c’è il rappresentante, il rappresentante che la passa al capomandamento e poi il capomandamento la porta in commissione.
>> Quindi sempre dico gerarchicamente. >> Sì, gerarchicamente, >> tranne che la figura del rappresentante della famiglia e del rappresentante del mandamento non coincida. >> Non coincidono. Sì, >> ma comunque è sempre la commissione. >> Sì, sì. E quando poi la commissione decide eh che cosa che cosa avviene, cioè la sanzione che viene data è solo ed esclusivamente come nei due casi che lei ha indicato di di temporaneamente messo fuori famiglia oppure vi sono altri tipi di sanzioni? >> No, anche la morte c’è.
>> E in questo caso che cosa avviene? chi viene incaricato. >> Di solito diciamo che quando c’è questa sentenza viene incaricata poi la famiglia e se non c’è e se >> cioè la famiglia alla quale appartiene l’uomo d’onore sanzionato, condannato. >> Sì. E con la giunta, diciamo, se non c’hai quella famiglia il mandamento, diciamo, con la giunta o del capomandamento o di qualcuno che ne fa le sue peci. Ho capito.
A lei eh per caso è capitato di eh ricevere incarico di eseguire una decisione di questa natura proveniente dalla commissione? E io ne ho ne ho eseguite tante omicidi di uomini d’onore. >> Ecco quanti omicidi sta anticipando una domanda, ma la facciamo subito. Quanti omicidi ha commesso lei nella sua vita? >> Una cinquantina.
>> Una cinquantina. tra questi eh omicidi, o meglio per questi omicidi prima della sua collaborazione che è iniziata, se ho ben capito, luglio >> 96 e era stato incriminato, era stato raggiunto da comunicazioni giudiziarie o informazioni di garanzia per tutti oppure no? >> No, io avevo solo due procedimenti penali, solo il processo Agrigento e il processo tempesta di due omicidio, poi per tutti gli altri sono stato io, diciamo, ad accusarmi.
>> E quindi di questa cinquantina di omicidi quanti fino a quel momento gliene erano stati contestati secondo le leggi dello Stato? >> Due, è una una scomparsa. >> Quindi tre. >> Sì. >> E lei poi ne ha confessati una cinquantina. >> Sì. prima di essere combinato, aveva commesso soltanto quel duplice omicidio o per caso ce ne sono stati degli altri? No, no, come come omicidio solo quel duplice omicidio.
>> Solo quel duplice omicidio. all’interno di questa cinquantina di omicidi di questa catena di sangue, perché le cose vanno chiamate col loro vero nome e ammesso che sia possibile fare una classificazione all’interno di questa tragica catena di sangue, ma mi permetto per esigenze di giustizia di farle. Vi sono stati degli omicidi di particolare rilevanza in relazione al ruolo rivestito dalle vittime che lei ha commesso e ha spontaneamente confessato per spontaneamente intendo dire prima di essere chiamati in causa da qualcuno.
>> Sì, sì. >> Vuole ricordarlo a tutti noi quali sono stati? E c’è la strage della circonvollazione. >> Intendiamo quella in cui venne ucciso chi? >> E i quattro carabinieri e Ferlito. >> E Ferlito. Poi >> poi il generale alla chiesa. Poi >> dottor Chinnici, poi >> capitano Daleo, poi il dottore Cassar. Quindi questi sono lei ha preso parte a tutti questi omicidi.
Senta, per fare subito chiarezza su un tema eh di prova di questo processo, questi omicidi dei quali lei è stato responsabile le furono affidati, le furono le fuo carico da chi? E per certe dotor Rina in persone, per altri diciamo dal mio capomandamento poi Ganci Raffaele, >> i quali parlavano a titolo personale, cioè si trattava di un rapporto Totorriina Paolo Anselmo, Raffaele Ganci Paolo Anselmo oppure no? No, no, questi sono omicidi di commissione, quindi di commissione a lei comunque comunicati da queste due persone.
>> Senta, ha già fatto riferimento più volte a Salvatore Rina, presumo che l’abbia conosciuto. >> Sì, sì, ha voglia. >> Cosa può dirci di questo rapporto di conoscenza? È stato solo di conoscenza o anche di frequentazione? No, no, di frequentazione. Io, fra l’altro, a Tetorrina l’ho conosciuto prima di essere combinato, >> quindi prima del 1980.
>> Sì, perché lui >> Perché >> perché lui, diciamo, stava a casa di mio zio Vincenzo Anselmo che era era suo figlioccio, quindi lo ospitavamo noi durante la sua late danza. >> E questo è durato quanto tempo? >> Eh, tanto >> tanto settimane, mesi o anche anni? >> No, no, anni, anni. Anni. anni, anni ed anni.
E quindi e perché c’è questo rapporto che si instaura tra Salvatore Rina e lei? Eh, perché, diciamo, mi vede crescere, poi divento >> in casa di questo suo zio. >> Sì. Poi divento uomo d’onore. Che fra l’altro lui nemmeno voleva che in quel periodo diventassi uomo d’onore. >> Perché? Perché non voleva che io nascessi nelle mani di Toto Scaglione, che lui reputava il più cornuto rappresentante che la storia di Cosa Nostra abbia avuto e che lo doveva ammazzare.
>> Ho capito. E ed invece lei nasce >> in mano a Toto Scaglione. >> in mano a Toto Scaglione. Dopodiché eh questo rapporto si consolida oppure no? Sì, dopodiché, diciamo, specialmente quando io sono stato combinato, dopo un paio di mesi da noi si sono fatte di nuovo le elezioni della famiglia e Toto Scaglione, diciamo, aveva cercato di avvicinarsi a noi.
>> Ecco, >> a voi >> a noi gruppo Anselmo, Spina, Ganci, Picone. l’importante è che ci faccia capire eh questo riferimento >> e quindi si era avvicinato a noi perché aveva capito che le cose non andavano tanto bene perché era intelligentissimo lo scaglione e così fu. Si avvicinò e infatti diciamo lui venne di nuovo rieletto il rappresentante e Ganci Raffaele lo nomina sotto capo e a Vincenzo Anselmo ci dà la decina.
Eh, >> e a me, diciamo, a me a Mimmo Ganci, perché ancora eravamo io e Mimmo Ganci, diciamo, combinati. >> Sì. >> Ci misione di Totorrina. >> Che significa mis vi mise a disposizione di Totorrina? >> Che noi diciamo che anche se io avevo il capo de Cina, per le cose diciamo che riguardavano la famiglia dovevo fare la strada diciamo giusta, cioè quella di rivolgermi al capo de Cina.
>> Sì. Mentre per altre cose che non riguardavano la famiglia, io non avevo nessun nessun dovere verso il capo decine e anche verso il rappresentante stesso, cosa che poi fu fatta pure quando combinarono a Calogero Ganci, anche Calogero Ganci fu messo a disposizione da dottor Rina, >> quindi diciamo saltavano i vincoli gerarchici, se ho ben capito, per quanto riguardava il suo rapporto diretto con Totorrina.
>> Sì. E perché Totorrina poteva chiedere ad un capo famiglia o ad un capo mandamento, nel caso inispecie, di avere a disposizione dei propri uomini. Questo veniva fatto alla luce del sole o viceversa veniva fatto nell’ombra? No, veramente, perché nemmeno il mio capo decina lo sapeva questo discorso. Era normale.
>> E dico era normale, >> no? Non era normale, però era allora >> lui lui quasi in tutte in tutte le famiglie ce l’aveva gli uomini a disposizione >> e ed era finalizzato a che cosa >> era finalizzato? Che Totorrina sempre questo ha fatto, diciamo, di avere sempre queste persone all’interno di ogni famiglia e per sapere tutto di tutti.
Quindi cos’era? Una sorta di di di servizio segreto a propria disposizione? >> Sì, sì, sì. ha detto bene, era proprio questo. Dodorrin aveva due tre 4 c persone a famiglia o a mandamento sempre disponibile e che non dovevano dare con ragione a nessuno. >> Non dovevano dare con ragione a nessuno. Quindi lei sostanzialmente, su questo vorrei essere sicuro di avere inteso bene, non diceva al suo capo famiglia o al suo capo mandamento quello che era l’oggetto dei suoi contatti ed il contenuto dei suoi colloqui con Tot
Torrino. Ho capito bene? Sì, io non dovevo dire niente. Io a me Totorina mi mandava a chiamare o mi doveva, anche se mi doveva mandare a commettere un omicidio, io non dovevo dire niente né né al mio capo decina, né, al mio rappresentante, a nessuno. Senta, in questo momento al quale storico, al quale lei sta facendo riferimento, eh gli altri, quelli che lei ha definito gli altri, gli amici di eh Totò Scaglione, erano ancora in vita, quindi intendo dire bontate, inserirlo.
>> Sì, sì, sì. Sto parlando dopo un paio di mesi che sono stato combinato, quindi siamo sempre nell’80. >> Appunto è bontate inserirlo. Sapevano di questa dell’esistenza di questo servizio segreto, mi scusi la espressione impropria, che Totorrina aveva creato all’interno di Cosa Nostra? >> No, io non lo so se lo sapevano, ma credo di no.
e nel momento in cui >> e nel momento in cui lei entra in Cosa Nostra, quindi in un momento delicato e è testimone diretto e interprete protagonista addirittura di questi fatti, viene messo a disposizione di Totorrina e ha modo per caso di capire quale fosse il quali fossero i rapporti di forza tra il vostro gruppo, quindi Rina e suoi amici che definisco convenzionalmente corleonesi, compreso lei e gli altri schierati dalla sua parte.
È bontata inserirlo e gli altri. >> Chi era più forte in quel periodo, >> no? Che cosa? come come si vorrei capire io e che lei facesse capire, soprattutto alla Corte, qual era la vita in Cosa Nostra agli inizi degli anni 80, prima che esploda quella che è stata definita giornalisticamente e poi anche giudiziariamente Seconda Guerra di Mafia.
Che cosa succedeva? Quali erano i vostri rapporti quotidiani quando vi capitava di eh incontrare persone che voi sapevate essere sostanzialmente amici dei vostri nemici? Niente, noi ci comportavamo normalmente senza fare già parlare niente. >> Quindi c’era una sorta di doppia realtà, una realtà apparente, una realtà. >> Chiedo scusa, sono chiedo scusa al pubblico ministero, sono l’avvocato di Greor, io mi rendo conto della difficoltà nel porre queste domande, però gradirei se è possibile che non ci fossero decisamente domande suggestive oppure riassunti all’esito della
risposta del collaboratore. Grazie. Avvocato, se mi consente il presidente, il riassunto è soltanto prima di passare ad un’altra domanda per capire se ho compreso bene le risposte precedenti, perché senò farei domande su presupposti falsi, quindi sono integrazioni alle domande precedenti. Io prendo atto di questa precisazione del pubblico ministero e anche dellinvito dell’avvocato Di Gregorio che contestualmente invito Anselmo a cercare di essere di percepire di fare attenzione alla domanda che vengono rivolte dal pubblico
ministero in maniera da percepire immediatamente il significato della domanda e rispondere adeguatamente direttamente. Grazie. Sì, ma comunque per presidente, se mi consente, non credo che sia colpa del signor Anselmo di non capire le mie domande, ma sono io che sto cercando di rappresentare un tema di prova delicatissimo, come è ormai a conoscenza della Corte Intera, in maniera cronologicamente adeguata allo sviluppo dei capi di imputazione.
che nascono da un certo omicidio e finiscono ad un altro omicidio. Mi sto sforzando, probabilmente, senza riuscirci, di dare ordine alle risposte del Lanselmo. Ecco, >> può proseguire nell’esame pubblico. >> Grazie, presidente. E se mi consente, solo per chiarire, vorrei riuscire a dimostrare come nasce la cosiddetta seconda guerra di mafia.
mi sarebbe molto più semplice cominciare a chiedere dei singoli omicidi. Ma >> che questo sia che questo sia il suo tema di indagine credo che sia e la corte lo sta intuendo, lo sta inendo pure anche credo i difensori presente e eh >> siccome si parla degli anni 80 sono dei fatti con riferimento anche a pregessi processi a questa situazione conflittuali che si sono venuti a determinare.
Signor Anselma lo può intuire, >> mi scusi e se riesce a concentrarsi e a rispondere secondo l’invito del presidente. Le dicevo di cercare di riassumerci, di farci capire con esempi tratti dalla sua vita vissuta, i momenti che hanno preceduto la uccisione di Stefano Bontate. Così entriamo subito all’interno del problema di questo processo o del primo omicidio di questo processo.
>> Dunque, in merito all’omicidio di Stefano Bontade, io mi ricordo che un giorno fummo convocati tutta la RAR. C’eravamo tanti uomini d’onore e tutta e tutti i capimandamenti riuniti e uscendo poi da questa riunione c’è stato comunicato che era stato soppresso Pidanno e si >> era stato soppresso >> Piddopanno.
Era scomparso Pidomanno >> era scomparso Pidupanno. >> Rappresentante di Castalcia. >> Senta, in che mese siamo? >> Marzo 81. >> Marzo 81. E quindi avevano dato le direttive che a fare scomparire più domani era stato un egolano di Altavilla Milici in certo Paris. Sì. >> E di cercare a questo Parise o a chi aveva vicino e farci terra bruciata.
>> Quindi eh dove dove siete? Mi scusi perché sono stato distratto da una persona che è uscita >> alla Faarella. >> Alla Favarella. E chi c’è? Eh, eravamo tanti uomini d’onore e tutte e la commissione. >> Ah, quindi è una riunione di commissione e tanti uomini d’onore. Lei ha detto, dice, ci c’è stato detto, ci venne detto.
>> Vuole precisare da Faverella che cos’è un fondo? La corte lo sa, è un fatto notorio. Ma >> comunque >> la Faella è la tenuta cacciagulle di Michele Greco. >> Di Michele Greco. >> Di Michele Greco. >> Croce Verde Giardini. cient >> quindi eh lei ha detto ci venne ci venne detto di cercare eccetera eccetera.
Il soggetto che ve lo dice chi è >> o chi rappresenta? >> Raffaeleci, Pippo Calò, questa con noi ci parlarono. >> Sì. E quindi ci siamo organizzati per cercare questo Parisi o chi c’era vicino. E così noi dopo un paio di giorni abbiamo ucciso un macellaio qua ad Altavilla Vilice. Altre squadre si erano organizzate hanno ucciso ad altri legate a questo Paris.
Però la realtà non era questo, diciamo. La realtà era questa era solo uno stratagemma per far credere che si era creduto a quello che era stato rapportato, perché già c’erano delle avvisaglie in quanto anche prima di scomparire più domanno ci arrivavano dei dei puntamenti a Totorrina, appuntamenti che Totorrina non andava perché evidentemente era informato di quello che >> chi gli proponeva o gli fissava questi appuntamenti? Stefano Bontà e Tucci Inserillo.
>> Stefano Bontata e Tucci inserillo. E perché Rina non ci andava? >> Perché evidentemente era stato informato di quello che doveva succedere. Infatti >> lei ha testimonianze dirette di qualcuno di questi fatti? >> Sì, io una volta accompagnai a Pippo Cambino proprio in un appuntamento di questo, in una tenuta di nella disponibilità di Dolucci inseririllo qua verso l’aeroporto di Bocca di Falco.
>> Sì. E quando siamo entrati con la macchina di Pippo Gambino e c’erano diversi uomini d’onore, tantissime persone che ci sono venuti subito incontro, però non quando si sono accorti che Totorrina non c’era hanno fatto come una cosa normale, tipo che c’erano venuti incontro per farci prio, >> cioè per salutarci.
>> Sì. Quindi Pippo Gambino si ci appartò, ci parlò e quando ce ne siamo andati con Pippo Gambino, Pippo Gambino dice “Ma l’hai visto?” C l’ho visto. Sì. E quindi c’erano questa sera di appuntamenti tutte. >> Senta, e in questo appuntamento al quale lei prende parte, chi sono, diciamo, quelli che vi vi accolgono in quella maniera così calorosa? >> Ma io mi ricordo Santino Inzarillo, poi c’era un certo bosco, potuto Inzarillo e e qualche altro, diciamo, che al momento mi sfugge.
Ma ce n’erano tante persone, >> tanti quanti a a occhi e croce. Non me lo ricordo, ma comunque io non lo conoscevo, però mi è stato detto che anche in questo posto c’era Alfro Ferlito. Ecco pure perché Alfro Ferlito poi deve morire. Preciso. Ho capito. Quindi c’è questo clima prima eh per caso in questa riunione in questa riunione in questo appuntamento, eh lei ha notato tra i presenti Gaspare Mutolo? No, no, non l’ho notato, dottor Nate.
Eh, per concludere sul punto, >> quando quando siete andati, cioè in che ora del giorno? >> Ma credo che sia stato nella seconda mattinata, >> quindi insomma c’era luce >> nella seconda mattinata. Senta, e questa tenuta nella disponibilità di Totucci in Sero rispetto ad esempio al deposito di carburanti di Salvatore Montalto, dove si trovava? >> No, di fronte dall’altro lato.
Eh >> Ah, quindi sostanzialmente sulla stessa strada. >> Sì, però di fronte. >> Di fronte. >> Sì. >> Chiedo scusa. Chi era del fondo Micciulla? >> E non lo so come si chiama, signor presidente. >> Sono Colomba. Comunque è al limitare l’aeroporto di Bocca di Falco. >> Al limitare dell’aeroporto di Bocca di Falco e comunque di fronte al deposito che allora Salvatore Montalto aveva.
Senta, facciamo un passo indietro per concludere le linee generali >> della sua conoscenza di Cosa Nostra e poi passeremo ai singoli omicidi di cui al capo di imputazione. nel momento nel quale lei entra in Cosa Nostra, 1980, quindi lei ha già fatto riferimento al fatto che la commissione è costituita da tutti i capi mandamento della provincia di Palermo.
Ho capito bene? >> Sì. >> E allora chi sono questi mandamenti della provincia di Palermo per quello che lei ricorda? riferimento al momento in cui lei entra, poi andremo avanti fino al 1900 96 eventualmente. Allora, Santa Maria di Gesù, San Giuseppe Pegliato, San Moro Cevedde, San Giovanni Gemini, >> un attimo, dovrebbe essere leggermente più lento, quindi San Mauro Castelverde, poi >> San Giovanni Gemini, >> sì, >> Colleone, Caccamo, Sciagulle, Portanova, Partenico.
Partan Mondello, Bagheria, Bocca di Falco, Resultana, Misilmeri e non sono sicuro se già c’era pure Pagliarella. Quindi sono 3 6 9 12 15 14 sicuramente forse 15. È così. Sì, sì. >> Chi erano i capi mandamento di eh quel periodo? Quindi lei ha detto per primo Santa Maria di Gesù >> e Santa Maria di Gesù ci sono bontanate.
Poi ha detto San Giuseppe Iato, >> Antonio Salamona, >> San Mauro Castelverde, >> Peppino Falenella, >> poi ha detto San Giovanni Gemini, >> Gigino Czuto, >> Corleone, >> il vero capomamento qua era Luciano Origgio, però lui era da dovuto e funzionava Totorrino e Bino Provenzano che erano rispettivamente Il consigliere è sotto capo.
>> Che significa? Funzionavano. >> Funzionavano tutti e due, >> cioè lo lo rappresentavano, lo sostituivano. >> Sì, sì. Lo sostituivano loro a Luciano Liggio, diciamo, perché Luciano era in carcere e quindi lo sostituivano loro due. >> Ho capito. E allora, scusi, così ogni volta mi dice ritorniamo un attimo indietro.
Bontate aveva un sostituto o qualcuno che lo rappresentasse. >> Guardi, sicuramente se lui era sarebbe stato impossibilitato sicuramente avrebbe fatto il sostituto. >> Vabbè, dico nell’80 lei non lo conosce. Antonio Salamone. >> Antonio Salamone aveva Bernardo Brusca. >> Bernardo Brusca. Poi Peppino Farinella, >> no, non lo so chi aveva.
e Gigino Pizzuto, >> nemmeno. >> Quindi per Corleone lei ha detto Liggio e poi Rina e Rina e Provenzano >> e Bino Provenzano. >> E come eh che cosa accadeva per quello che lei ha potuto apprendere? Cioè ci andavano contemporaneamente in due, si alternavano, come prendevano questa come manifestavano questa loro volontà in commissione? Ma guardi, per quello che mi risulta a me, certe volte ci andavano tutte e due, certe volte si avvicendavano, dipende, perché era comunque era un’unica persona.
>> Quindi che significa un’unica persona? Che anche quando andavano in due esprimevano un solo voto. >> Un solo voto. Sì. >> E per quello che riguardava la formazione della volontà, se ci andava a Riina parlava a titolo personale e se ci andava Provenzano parlava a titolo personale o si coordinavano? No, erano erano quando parlava Rina parlava per Rina e per Provenzano.
Quando parlava Provenzano parlava per Provenzano e per Rina, >> quindi era una volontà concorde. >> Sì, sì. >> Ritorniamo di nuovo a Caccamo. Io altri c’era solo caccamo Ciccio Intele. >> Io me lo sapevo. >> Ciccio Intile aveva un sostituto? >> Non >> non lo sa. Sciaculli. >> Sciaculli c’è Michele Greco all’epoca >> aveva un sostituto Michele Greco.
>> No, non lo so. Portanuova. >> Portava Pippo Cavalibili >> aveva un sostituto a quell’epoca. >> No, non mi risulta. >> Partinico >> nè. Geraci >> nenè. Per chiarezza intendiamo il vecchio. >> Sì, il vecchio. Il vecchio. >> Aveva un sostituto all’epoca. >> All’epoca no, però poi diciamo ho sentito >> poi ne parliamo nei periodi successivi.
Per ora stiamo fotografando la situazione dell’80. >> No, all’epoca non lo so. Ancora >> Partanna, scusi, Partanna Mondello. Sì, >> Saro Riccobono. >> Saro Riccobono. Allora, se c’era un sostituto me lo dica lei autonomamente. Va bene. Bagheria, >> Giovanni Scaduto. >> Giovanni Scaduto. Bocca di Falco, >> Toto Zarillo.
>> Resultana >> Ciccio Madonia. Misilmeri, >> Gabriele Cammarata, >> Gabriele Cammarata e Pagliarelli, >> Matteo Motis, >> ma lei non sa nell’80 già Pagliarelli fosse costituita. Eh, Matteo Motisi, lei sa eh >> quest’uomo è solo a chiamarsi in questa maniera o se ce ne sono altri? >> No, ce ne sarà qualche altro, ma non lo so.
Comunque io, >> ecco, per farcelo capire che tipo di indicazione ci può dare, >> ma io mi ricordo che quando poi a noi ci hanno dato il mandamento ci portava qualche qualche appuntamento del re di commissione qua. Rente lei dove c’è Bebel Luna. >> Sì. >> Mettendosi con le spalle a Bebel Luna c’è quella traversa che scende al villaggio di Santa Rosolia.
>> Sì. >> E quindi su questa strada >> dovrebbe essere grosso modo via Gustavo Roccella, aiutatemi. Cioè, >> no, non lo so, non lo so. Mettendosi con le spalle al Baby Luna. Intanto c’è però un guard rail o comunque >> Ecco, >> quindi quando lei dice di fronte intende sulla corsia opposta. >> Certo.
Io dico le spalle a Bebeluno e le guarda e vede la strada che scende al villaggio di Santa Rosalia. quindi che va verso eh Villaggio Santa Rosalia e quindi questo Motisi del quale lei parla e eh >> aveva casa qua. >> Aveva casa qua. Aveva figli che lei sappia? >> No, non lo so. >> Quindi è inutile chiederle se aveva figli in Cosa Nostra? >> No, non lo so. Non lo sa.
>> Non lo sa. E questa è la situazione del 1980, giusto? >> Sì. >> Questa composizione della commissione eh ha dei mutamenti, subisce dei mutamenti oppure no? E se li subisce quando? se riesce a farci un >> eh le subisce quando, diciamo, succede questa cosiddetta guerra di mafia che poi guerra di mafia non fu. >> E poi le farò una domanda espressa su questo punto, quindi a seguito della guerra di mafia, convenzionalmente continuiamo a chiamarla così, e subisce dei mutamenti.
Ed allora io, con riferimento alla indicazione che ha dato lei, ai 15 mandamenti, le chiedo per ogni mandamento se ci sono mutamenti. E scusi, lei dice dopo la guerra di mafia cominciamo a datarla in a che momento? Perché la guerra di mafia è durata qualche anno, giusto? E >> dal momento diciamo aprile 81, un momento che viene ucciso Stefano Bontà.
Sì, fino a quando, cioè il mutamento interviene subito. >> Eh, già, diciamo, venendo ammazzato una bontà >> è andata la luce, >> ma il suo microfono i microfoni funzionano ancora presente? >> Sì, sì. ed è tornata. Forse >> no, forse l’amplificazione >> l’amplificazione c’è, quindi possiamo andare avanti.
Quindi stava dicendo la registrazione funziona. Cè stato un momento di interruzione, proprio una questione un momento. Quindi dovrebbe riprendere pubblico ministero la domanda. Sì, la domanda è questa, quindi ucciso Stefano Bontate, che cosa ne è del mandamento di Santa Maria di Gesù? >> Viene aggregato a parte Nico, quindi non c’è più in quel momento il mandamento di Santa Maria di Gesù.
>> Che è successo? Sì, ma dico >> cosa c’ha quello schermo che >> ehm non è più sintonizzato sull’interno, ma forse sulla >> Ma soltanto >> Ah, lo possiamo spegnere eventualmente >> se li disturba che >> presidente, se possiamo andare avanti perché >> andiamo avanti. Ho il dubbio. Quindi eh Santa Maria di Gesù ha detto viene aggregata a >> Partenico.
>> A Partinico, quindi a a chi? >> A Nene Geraci. >> A Nene Geraci. Poi San Giuseppe Iato. >> No, San Giuseppe Iato rimane per com’è, solo che poi, diciamo, si si fa la famiglia, diciamo, e viene letto a tutti gli effetti, diciamo, Bernardo Brusca, capoomandamento, però rimane il mandamento di San Giuseppe. >> Rimane il mandamento di San Giuseppe.
Cosa? Eh, allora mh, sia lei, guardi, a a dirmi sinteticamente che che eh sostituzioni eh vi sono state, quindi Bontate Santa Maria di Gesù. Eh che cosa avviene poi? >> Scusa, scusi pubblico ministero, c’è uno schermo che trasmette immagini che non dovrebbe trasmettere se per piacere lo spegniamo grazie.
No, no, lo deve proprio spegnere, per favore. Spende che si vedeva il collaborate. >> E ci stacchi la luce. Non lo so. Ci sta chi la spina. Perché viene ripreso il collaborante. >> Sì, ma perché quello non si può spegnere all’interno? >> Sì, dico perché non si può spegnere. Avrà un interruttore. >> Va bene. >> Ora, ora sì, ora c’è la corte che viene ripeloto.
>> Ora c’è la corte che viene ripotsi che sia collegato al No, neppure perché sto parlando io. >> Lo seguo. pubblico minister >> comunque siamo arrivati a Santa Maria Gesù. >> Sì, presidente, è un un problema di concentrazione perché c’è un brusì alle mie spalle gentilmente se >> si riprende per favore. >> Capisco che ognuno deve fare il suo mestiere, ma anch’io cerco di fare il mio.
>> Oh presidente, mi scusi, sono la votoazzo. Qua non è questione di mestiere, non so. Abbiamo abbiamo sollecitato la Corte, dico forse che c’era una situazione che non andava e ora ci si vede. Posso un rimprovero? Non lo so. No, se possiamo gentilmente. Mh. Sento il brusio che proviene dalle mie spalle e eh non riesco a concentrare.
Ministero la cosa il nostro mestiere non è disturbare il pubblico ministero. >> Che sia chiaro. Avvocato dazzò. Ministero ne prende atto. Si riprende. >> San Giuseppe Iato diceva pubblico ministero. >> Presidente, se non c’è silenzio alle mie spalle non riesco a parlare. Siccome sento ancora qualcuno che parla, se gentilmente mi fanno sta cortesia, seò mi sposto.
Sono avvocati gentil i signori avvocati sono pregati gentilmente di consentire al pubblico ministero di espetare le sue funzioni. Quindi >> bisogno è un problema anche di concentrazione per questione questo e questo mi pare che sia un’esigenza doverosa che il presidente anche i signori avvocati non possono non percepire e quindi >> quindi oltre bontate che mutamenti ci sono a seguito della guerra di mafia? >> Eh San Giovanni Gemini per dire hanno ucciso Gigino Pezzuto e quindi non non viene rifatto questo mandamento, >> quindi sparisce. Pubblico ministero, mi
scusi, lei si era fermato dopo Santa Maria Gesù, veniva aggregato a Partinico, San Giuseppe Iato rimaneva così com’era, però vennero ci furono delle nuove nomine e su questo punto, siccome ci fu un’interruzione che direi che >> ecco e allora riprenda lui risponde >> riprenda da qui non so se >> San Giuseppeato lei ha detto vi furono elezioni e fu eletto Brusca, ma >> Bernardo Brusca. Sì.
>> A che punto siamo degli anni 80? Ma lì siamo dottor Natoli? >> Cioè >> fine 8182 questo. >> Fine 8182 era per capirlo. E poi lei ha detto a San Giovanni Gemini scompare con l’uccisione di Pizzuto, che per quello che ricorda lei, a quando risale? >> Eh, nell’81. Sono >> 81. Poi vi sono altri mutamenti? >> No, come mandamenti diciamo che no.
Poi vengono vengono cambiate e viene aggiunto quello della noce per dire partanna. Ma questo siamo nell’83 nell’82 diciamo principio 8 >> 82 principio 83 che cosa avviene? >> Viene rifatto di nuovo il mandamento della noce viene ricostituito. >> Sì, >> partanna non si chiama più mandamento di Partanna ma bensì di San Lorenzo.
>> E qui perché che cosa è successo? Anticipi un tema che cosa è successo? che diciamo il capomandamento viene a mancare, sarò ricco bono, il 30 novembre 82, quindi si refanno la famiglia e a gennaio 83 contestualmente alla Noce e a Bocca di Falco nascono questi tre mandamenti: Bocca di Falco, Noce e San Larenzo.
>> Quindi Bocca di Falco retto da chi? >> Da Toto Buscemi. >> Da Toto Buscemi. Poi Noce retta da >> Raffaele Gci. da Raffaele Ganci e San Lorenzo >> San Lorenzo Pippo Gambino. >> Pippo Gambino. Quindi questo è un altro intervento e ad esempio con l’uccisione di inserirlo che cosa succede >> con l’uccisione di inserirlo? Niente, lo a me non mi risulta che fu aggregato questo mandamento, quindi la la lo gestirono loro, diciamo.
>> Lo gestirono loro fino a quando non arriva Toto Buscemi. >> Sì. >> Ok. >> Pubblico Ministero su questo punto vuole >> Prego. >> vuole riprendere questo discorso? >> Sì. Chiedevo se che cosa avviene dopo l’uccisione di Salvatore Inserillo Sì. E eh ha detto, mi pare, dice, “Lo gestirono loro, vuole spiegare che cosa significa.
” >> Sì, lo gestirono loro, nel senso che ci fu data una regenza, diciamo, proprio a Uomini d’onore di Bocca di Falco, cioè non fu come Stefano Bontà che fu aggato a Partinico, mi segue? >> Sì, sì, >> questo. E poi si fece la famiglia e fu eletto, diciamo, Toto Buscemi e fu fatto rappresentante e poi capo nel gennaio 83.
>> Nel gennaio 83. Quindi poi tutto il resto, diciamo, permane immutato. >> Sì, >> è così. E siamo arrivati quindi alla all’inizio del >> dell’83 >> del dell’83, ma nel frattempo qualcuno dei capi mandamento è stato arrestato, ha avuto qualche problema? Vi sono state delle sostituzioni? Sì. Poi ci fu, diciamo, la sostituzione di Michele Greco che fu che fu eletto, diciamo, rappresentante del Campoomandamento Pinuccetto Greco.
Pinuccetto, cioè Giuseppe Greco, giusto? Detto Pinuccetto. Poi >> dicevo, fino all’83 vi sono delle altre delle altre modifiche? >> No, nell’83,83 >> ad esempio a Resultana che cosa avviene? Resultana c’è sempre Cicciomonia, diciamo. Resultana, quindi non è che se se Cicciamodonia è in carcia, diciamo, c’è ci sono, diciamo, i figli che lo gestivano.
>> Eh, i figli chi? Ma la maggior parte sempre Nino e Salvuccio sono stati a gestirlo >> e tanto per chiarire subito i tempi di questa sostituzione quando Nino e quando Salvuccio. >> Eh, come faccia, dottore? >> Ah, se non è in grado, ovviamente non >> Quindi lei sa soltanto può dire soltanto questo che >> Sì, sì.
In occasione delle detenzioni di Francesco Madonia, la sostituzione fu di Nino. >> Sì. Nino Madonia. Sì. È salvuccio, ma non sa dire eh quando. >> No, no, quando no, io so il periodo non so precisare, però se Nino Madonia era fuori c’era sempre Ninom Madonia, cioè Salvuccio poteva subentrare nel momento in cui c’era pure Nino arrestato.
>> Ho capito. Quindi c’è questo, diciamo, questa situazione di esclusione automatica. È così o no? >> Sì, sì, così. >> E siamo arrivati quindi al 1983. Vi sono delle altre degli altri mutamenti in prosieguo di tempo? >> Sì, ci fu, diciamo pure che nell’82 credo che questo avvenne, anche Bagheria non fece più mandamento e passò a Villabate e divenne capomandamento Toto Montalto.
>> Quindi sparisce Bagheria e subentra Villabate. >> Sì. >> E questo quando lo colloca lei? Fine 8182. Qua lo colloco io. >> Fine 8182. Sì. >> Nell, quindi è un fatto antecedente. Nell’83 l’ha già detto. Successivamente all’83 ci sono altre modifiche oppure andiamo avanti sempre nella stessa composizione? >> No, poi diciamo che fino 86-87 viene rifatto di nuovo il mandamento di SantaAlia di Gesù.
>> 86-87. Affidato a chi? >> A Puzruzzi Aglieri. >> A Pietro Aglieri. Poi e poi poi ci sono, diciamo, le varie sostituzioni >> e allora ecco, prendiamo come base questo 8687. Santa Maria di Gesù, Pietro Alleri, ehm >> San San Giuseppe Iato, San Giuseppe Iato, stiamo prendendo 86-87, >> sì, grosso modo degli anni 80 San Giuseppe Ignato, diciamo, c’è sempre Bernardo Busca, ma è sostituito da Balduccio di Maggio.
>> Balduccio di Maggio. Poi eh San Mauro Castelverde. >> No, San Mauro Castelverdeo non lo so. Sto seduto sempre per Pino Farinella io. >> Sempre Pepp Pino Farinella. Corleone. >> Corleone sempre Totorino e Benep Provenzano. >> Caccamo. >> Caccamo 86 87 mi sembra che non c’era più, però non lo so chi fecero. >> Cioè non c’era più il mandamento di Caccamo.
>> Non c’era più Ciccio Intilla. >> Ah, non c’era più Ciccio Inile. >> Inile. >> In tile. E chi lo sostituisce? Lei non lo sa. >> No, non lo sa. Eh, Ciaculli, c’è sempre Pinuccetto Greco 86-87? >> No, assolutamente. Pinuccetto Greco non c’era più in quel in questi anni. Già >> m non c’era più.
Per quale motivo? >> Perché fu soppresso. >> Ecco, per piacere, quando eviti questi termini equivoci, quando una persona è morta dica è stato ucciso o è morto, perché non c’era più, poteva significare pure che fosse andato eh fuori da Palermo. E chi lo sostituisce a Ciaculli? Vice Puccio. >> Vincenzo Puccio. E allora finiamoci.
Vincenzo Puccio. Fino a quando? >> Fino a quando non è stato arrestato. >> Fino a quando non è stato arrestato? Lei è in grado di di di precisarlo? >> No, non lo so. Quando >> quando quando venne arrestato. >> No, non lo so. >> E quando viene arrestato che cosa succede? Eh, lo sostituisce perpuccio Lucchese. >> Lucchese.
Eh, Lucchese fino a quando resta? >> Fino a quando non fu arrestato. >> Dopodiché >> dopodiché diciamo che se lo gestivano qua in mandamento quello di Brancaccio, i fratelli Gamiano. >> I cuiinomi di battesimo quali sono? >> Giuseppe e Filippo. >> Giuseppe e Filippo. Che significa? se lo gestivano quelli di Brancaccio, che il mandamento si chiama sempre Ciaculli e però lo reggono quelli di Brancaccio oppure no? >> Presente, la domanda è suggestiva, c’è opposizione.
>> Vabbè. E allora che significa? Che significa lo gestivano quelli di Brancaccio? Ce lo spieghi? gestito gli uomini d’onore di Brancaccio, diciamo, a Caculli non ce ne fu affedata più Reggenza e fu e fu affidata qua a Branca ai fratelli Graviano. >> Quindi secondo una regola che lei ha già esposto, il mandamento diventa mandamento di Brancaccio.
>> Sì, sì. >> Rimane come mandamento >> Brancaccio, cioè come >> viene assorbito da Brancaccio. Questo >> Brancia Brancaccio faceva parte del mandamento di Ciagulli. Poi a Ciagulli dopo l’arresto di di di Verpucciolucchese viene passato, diciamo, a Brancaccio ai fratelli Gramiano. >> Mi scusi, mancava in effetti una mia domanda di chiarimento sul punto.
>> Il nome i mandamenti come lo prendono o come viene dato il nome ai mandamenti? Il nome dei mandamenti viene dato dalla famiglia dove c’è il capomandamento. >> Dalla famiglia dove c’è il capomandamento. Quindi se il capomandamento cambia può cambiare anche la denominazione del mandamento. È così? Sì.
Io c’ho io mi sembra che ci ho fatto l’esempio di Bagheria Villabata, di Partanna San Lorenzo. >> Ho capito. Perfettamente. >> Ma le famiglie le famiglie che lo compongono il mandamento sempre quelle sono però >> sono sempre quelle mentre >> eh il la denominazione cambia. Quindi in questo caso diventa mandamento di Brancaccio Giuseppe e Filippo Graviano.
È così? >> Sì. >> Port Nuova. Portanova è sempre Pippo Calò, però lui è detenuto e c’è Toto Cancemi che lo sostituisce. Toto Cancemi Partinico. >> Partinico, essendo detenuto Geraci Vecchio mi risulta che si sono avvicinate nella nelle varie regenze Nino Geraci giovane, Fifillon Nania e Cicciurzolo Iacono. Però non so non so precisare i periodi.
Non sa precisare i periodi. Partan Mondell è diventato San Lorenzo. Abbiamo detto a San Lorenzo come vanno le cose? San Lorenzo, diciamo, c’è Pippo Cambino, però Pippo Gambino è dauto, lo sostituisce Salvatore Bion. >> E come mai un capo decina sostituisce il capoandamento? E perché non è che è regola che deve essere per forza il sotto capo.
>> Ecco, allora ci dica come viene designato, cioè >> Ma già dottor si capisce diciamo già da subito quando >> mi scusi capiscono tantissime cose. Dobbiamo far finta che stiamo cominciando da zero. Questa è una premessa che >> Non si chiama questo capo decina le dovevo fare da prima? Salvatore Biondino. >> Salvatore Biondino.
>> Va bene, non deve dare per scontato nulla perché questo è un processo assolutamente nuovo nel quale non ci sono verbali di altri dibattimenti che sono stati riversati. Mi spiego, signor? Ecco, quindi per lei sarà la centesima volta che ripete le stesse cose, ma per noi è come se il mondo stesse nascendo stamattina.
Quindi entri in quest’ordine di idee e mi spieghi gentilmente come mai, come viene individuato il sostituto del capoomandamento quando il capomandamento è detenuto o impedito. Eh, perché le stavo io le stavo dicendo, si capisce subito quando uno deve diventare il sostituto del capomandamento, se è il sotto capo se non è il sotto capo, perché è proprio la persona che si ci accompagna sempre, quindi viene messo a conoscenza di tante cose che ci passano dalle mani del capomandamento e poi perché Pippo Gambino, diciamo, si era scelto a lui,
diciamo, già si sapeva. >> Ecco, quindi nasce da una scelta, diciamo, non non c’è una gerarchia che viene rispettata, nasce da una scelta del capo. È così? Perfetto. Sì. A Villabate, >> a Villabate c’è che lo sostituisce a Toto Montalto, lo sostituisce Messicati Vitale e suo figlio Giuseppe >> Messicati Vitale e Giuseppe Montalto.
>> A Bocca di Falco avevamo lasciato Buscemi >> e sostituito da Angelo La Barbera. >> Sostituito da Angelo La Barbera. Buscemi ha detto come di nome? >> Totò. Salvatore >> Salvatore per Resultana la situazione è sempre quella che lei ha descritto. >> Fino a quando? Mi scusi. >> Lei aveva parlato di Francesco Madonia e poi di Nino e di Salvuccio, senza sapere però collocarli nel tempo.
>> No, no. Quindi 8687 siamo sempre in questa in questa situazione. >> Misilmeri. >> Misilmeri c’è Gabriela Cammarata, diciamo che è sostituito da Pierrocello, poi viene tolto Gabriela Cammarata e diventa, diciamo, rappresentante e capomandamento Pietro Cello. E quando viene eh, >> ma credo che siamo nell’87 pure qua.
>> Ecco perché il periodo che stiamo fotografando è 86-87, >> credo, però non è che possa essere, diciamo, sicuro, >> ma comunque siccome parliamo di due persone pacificamente morte, la cosa ci interessa solo per la storia. Successivamente, che cosa avviene di questo mandamento? Successivamente, diciamo, avviene che dopo la morte di Pierrocello viene stabilito che per 3 anni il mandamento passa a Belmonte Mezzagno.
>> Dove? >> Belmonte Mezzagno. >> Sì, dico dove >> c’è Benedetto Spera. >> C’è Benedetto Spera. Fino a quando lei è stato in Cosa Nostra? La situazione di Belmontem Mezzagna è questa? Sì, sì. Questo >> Pagliarelli. Abbiamo sempre >> Matteo Motisi. >> Abbiamo sempre il Matteo Motisi. >> Dopo l’8687 ci sono altri mutamenti.
Tenga presente che il periodo che ci interessa ripercorrere in questo processo si ferma all’agosto del 1991, quindi diciamo per tutto fino al 1991 rispetto a questa situazione che lei ha delineato. Ci sono delle variazioni oppure no? >> Come mandi. >> Come mandamenti e come composizione, cioè come persone che reggono i mandamenti? >> No, sembra di no. Sembra di no.
C’è stato un periodo che l’ho sostituito io a Ganci Raffaele insieme a Mimoganci, però mi sembra che sia st che sia >> Quindi se io le dicessi perché è la cosa che ci può interessare 1991 che è l’ultimo periodo, no? Sì. >> Santa Maria di Gesù c’è sempre Pietraglieri. >> Sì, sì. >> San Giuseppe Iato c’è sempre Balduccio di Maggio.
>> 91. >> Sì. >> Eh, 91. Credo che c’è Giovanni Brusca. Già. >> Giovanni Brusca. San Mauro Castelverde >> per Pino Perenella, >> per Corleone, >> Totorrin e Bernardo Prozano. >> Per Caccamo, >> no, per Caccamo. Io le ho detto che >> c’è sempre quella persona che ha sostituito Inile, ma che lei non >> Cioè, diciamo di questo mandamento lei non sa nulla dopoentile.
>> No, no. >> Per Ciaculli nel 91 chi c’è? Nel 91 ci sono i fratelli Graviano. >> C’è ci sono già i fratelli Graviano perché è diventato Brancaccio. >> Per Portanova. >> Per Portanova c’è sempre Pippo Caloma. Pippo l’è detenuto e c’è il suo sostituto Toto Cancemi. >> Totò Cancemi >> nel 91 lei sta parlando? >> Sì, sì, del 91.
Perinico la situazione >> ce l’ho detto com’è. >> Sì e quindi è quella che ha descritto. È inutile ripeterla. Per San Lorenzo è sempre la situazione Gambino Biondino. >> Gambino Biondino nel 91. Sì, >> per Villabate nel 91. >> Nel 91 c’è Giuseppe. Solo >> c’è Giuseppe. Perché Messicati Vitale che cosa ha fatto? >> È stato ucciso.
>> È stato ucciso per Bocca di Falco. >> Il nome di Messicati Vitale ce lo facciamo dire. Pubblico ministro. >> Prego. Presidente, >> il nome di Messicati Vitale >> ce lo facciamo dire. Si parla di Messicata Vitale, di >> Ah, sì, sì, vabbè, ha detto quello ucciso è quello del capo di imputazione. Comunque, come si chiama per Messicatività o come si chiamava? >> Pietro.
>> Pietro aveva un soprannome. >> Sì, Bennario. >> Perfetto, così sappiamo tutto. Per Bocca di Falco. >> Bocca di Falco, Totò Buscem e Angelo la Barbera. >> E Angelo La Barbera. Eh, per Resultana l’abbiamo già detto, per Misilmeri siamo nel 91. Eh, nel 91 non mi ricordo se già Pietro Cello è stato ucciso. >> Eh, Pietro Cello è stato ucciso il 7 di settembre del 91 >> e quindi fino a quando c’è Pietro Cello, è >> quindi fino a quando viene ucciso è Pietrocello, il capo >> il capomandamento.
Poi passa >> poi passa a a Belmonte Mezzagna. Poi passa a Belmonte Mezzano. >> Senta, ancora qualche domanda di carattere generale. Qual è il rapporto che intercorre fra sostituto e capoomandamento detenuto o altrimenti impedito? e di massima fiducia, senò perché il sostituto, come le ripeto, se lo sceglie il capomandamento, quindi è una una situazione, diciamo, propria, come si può dire, come se fossero una persona sola.
No, non era questa la domanda che aveva posto il pubblico ministero. >> Non ho capito. Allora, >> parlava prego, presidente. Pubblico ministero dice il rapporto di fiducia, se c’è un sostituto non può non essere persone di fiducia, ma il rapporto che intercorre tra i due nell nell’ipotesi in cui che cosa avviene? Il capo mandamento è impedito.
>> Che cosa fa il >> detenuto o impedito? >> Impedito. Anche perché è detenuto, perché è fuori. >> No, no, per impedito intendo dire. Presidente, ad esempio, non si trova a Palermo, potrebbe essere al soggiorno obbligato, potrebbe essere in viaggio all’estero, cioè è impedito a svolgere le sue funzioni sul territorio.
>> Qual è qual è il rapporto in relazione alla gestione? La domanda gliela pongo volutamente in maniera incomprensibile perché eh diversamente so già che >> Vabbè, pubblico ministero. >> No, presidente, perché vede le domande poste in questa maniera obiettivamente non sono comprensibili poi al soggetto che deve rendere la risposta.
Quindi la metta la posso chiarire. Eh, del resto che cosa fa il sostituto? in assenza del capo, ma non tanto con riferimento al sostituto, perché questo lo capisco, essendo libero quello che può fare. Che cosa fa il capo quando è sostituito? I suoi rapporti con la commissione quali sono? Li conosce i fatti che vengono portati in discussione in commissione oppure no? È questo un tema di prova di questo processo? Certo che li conosce perché noi per dire quando noi avevamo agganci Raffaele detenuto di tutto lo informavamo.
>> Quindi continua ad essere informato come se fosse fuori. >> Sì, sì, >> viene informato. Vabbè, proseguo su questo su questo. >> Io le stavo dicendo, quando noi avevamo, per dire, il nostro cap il nostro capomandamento arrestato nella persona de Ganci Raffaele, lo gestivo io e Mimmo Ganci il mandamento e lo informavamo di tutto.
>> Ma altro essere informati? essere informati è una persona ascolta e che fa si limitava ad ascoltare questo ma mi scusi signor presidente informandolo c’era per per dirci come va come non va e lui ci dava le le sue direttive questo è il discorso >> e completi quando si pone una domanda lei che non sia a b eccetera non risponde al sillabazione alla domanda che le pone il pubblico ministero lei se ha dei concetti da esprimere su questa domanda le esprima autonomamente.
Come vedere allora li sta li sta esprimendo. >> Sì. >> Cioè dire c’è un capomandamento che è impedito e per una qualsiasi ragione c’è un sostituto. Se c’è da svolgere un’attività si informa il capomandamento che cosa fa in questi casi? Quali sono i rapporti tra i due? Questo è il >> ci fa sapere come comportarsi. >> Quindi dà a disposizione.
>> Sì. Sì. Senta, senta, eh per quanto riguarda la composizione, ne abbiamo parlato dei rapporti tra capomandamento e sostituto, ne ha finito di parlare di che cosa si occupa la commissione? Lei ne ha già parlato, però desidererei che in maniera sintetica ci ribadisse quali sono i compiti della commissione. >> I compiti della commissione sono quelli di far funzionare al meglio l’organizzazione, decidere che le cose vanno bene, anche se ci sono dei dei contrasti, come per dire, certe volte succede per dire no, questo pezzo di
territorio è mio, questo pezzo di territorio è mio e quindi anche in virtù di contrasti di limite e si risolvono queste cose. Poi c’è questa situazione che decide gli omicidi dell’uom d’onore e decide strategie anche a livello di votazione a chi dare i voti, a chi non dare i voti. Decide gli omicidi delle persone eccellenza.
Questa è le competenze della commissione. Queste sono. >> Ho capito. >> Silenzio, per favore in aula. >> Gentilezza. Prego. >> Altrimenti si saranno allontanati. No, no, no, non c’è bisogno perché >> se hanno domande se hanno dichiarazioni spontanee da fare le faranno in qualsiasi momento. Per ora c l’esame >> stavano parlando in fondo alla cella e non si rendevano conto che se >> Vabbè, >> io non lo lei chi è? Non l’ha Io non non la vedo.
>> Oh, io non la vedo perché da dove ci sono il presidente non la vedo. Prendo ne prendo atto. Va bene, >> nessun problema. parlato di questa commissione. >> Lei ha parlato quindi di questa commissione e ha fatto pure cenno a riunioni della commissione. Ma lei personalmente ha mai visto riunioni di commissione? Sì, questa per dire quella che le ho citato per dire a Chaculle >> quella la richiami per piacere >> la riunione che che fu che fu fatta a Cagulle, diciamo, quando diedero le direttive che a fare a sopprimere a
Pedanno fu quel carnezzi quel gastolano di alcun, >> quindi quella che lei ha definito alla Favarella più che a Ciaculli. Alla Faverella. Benissimo. E poi ve ne sono state delle altre. Sì, poi c’è stata per dire anche quella dove ci hanno dato i mandamenti a noi, a Bocca di Falco, San Lorenzo e alla Noce che >> E questa si è tenuta dove? >> A Baida, in una villa di Baida.
>> In una villa di Baida. Poi ne ha viste delle altre? Eh, poi ci sono state delle riunion di commissione, come le ho detto poco fa, che io ci portavo per dire l’invito a Matteo Modisi anche qua a Borgo Molara, a Dammusa, a San Giuseppe, ce ne sono stati riunioni di commissione >> e diciamo lei in questo caso vede che altri si riuniscono, giusto? >> Sì, sì.
>> Ma a lei per avventura è mai capitato di partecipare a riunioni di commissione? Ma io solo una volta quando sono stato scaccerato nel 1990, proprio ganci Raffaele mi fece sapere che c’era Uzudo Tuccio che mi voleva vedere e così mi ha dato la punta. >> Scusi Usudo Tuccio per il verbale chi è? >> Rina. >> Rina.
E quindi, diciamo, mi disse dove che erano ed erano qua ad ad Altarello, mandamento da noi fa in una villa, ci sono andato e e c’era, diciamo, però già in questi periodi nel 90 la riunione non si riuniva più a completo, si riuniva più ristretti e quindi >> ecco ci faccia capire in queste occasioni, ecco, a tutto questo decennio del degli per quello che lei hauto, vedere, che cosa avviene quando vi sono le riunioni.
Lei sta dicendo ora non si riuniva più nel 90. >> Sì, non in forma plenaria. Non si riuniva più >> in forma plenaria. Perché in forma plenaria lei quando di queste riunioni quali sono in forma plenaria? >> Ma in forma plenaria c’è questa che l’ho detto io di Ciagull, c’è questa che l’ho detto io dove ci hanno dati i mandamenti a noi, >> quindi quella di Baida, no? Sì, quella di Baid nell’83, poi c’è stata qualche altra riunione.
>> Poi lei ha fatto riferimento ad una riunione a Borgomolara. >> A Borgomolara nella villa de Canci Raffaele. >> E quindi questa è sempre una riunione plenaria. >> Per riunione plenaria significa che lei ha visto tutti i capi mandamento o comunque i sostituti, ogni mandamento rappresentato. >> Sì, sì, sì, sì.
Mentre questa >> quella di Dammusi, >> quella di Dammusi lo stesso, mentre quella che ho partecipato io nel 90, no, già la la commissione non si rineeva più in forma plenaria. >> E quindi che cosa avveniva? Che come funzionava per quello che ha capito lei? funzionava che per virtù di di esigenza, perché ormai era rischioso riunirsi tutte queste persone.
Sì, Totorrino ha decisa di riunirsi, diciamo, a gruppi, quindi oggi si vedeva con quattro cinque capi amandamento, poi fra una settimana o fra tre giorni si faceva gli altri appuntamenti con gli altri capi mandamento, così funzionava la commissione. >> Ho capito. E questa ad Altarello, ad esempio, alla quale lei prende parte, quanti siete? Eh, quella c’è Raffale Ganci, Totorrina, Salvatore Biondino, Toto Cancemi, Angelo Barbera e i fratelli Graviano.
Ed i fratelli Graviano. Quindi, con riferimento ai mandamenti, mi scusi se sono insistente, chi quali mandamenti sono presenti in questa riunione? Lei per la noce, poi >> no. Ganci Raffaele per la noce. Io ero invitato solamente per per salutare a Totorrina. Ma dottorina poi mi disse dice no siediti, stai qua. >> Ah, ho capito.
>> Non è che >> quindi come come invitato speciale perché c’era invece il suo capomandamento. Sì, sì. >> Quindi Raffaele Ganci per la Noce, poi >> Totorrino ovviamente >> per Colleone, Salvatore Biandino per San Lorenzo, Angelo Barbera per Bocca di Falco, il Fatell Gaviano per Brancraccia. Quindi cinque mandamenti se >> Totorina, Angelo Barbera, Raffaele Gan, Toto Gangem e fratello Gramello.
Sì, >> cinque mandamenti. Presidente, io sarei eh pronto a questo punto ad iniziare con le singole domande in relazione ai eh agli omicidi così come contestati cronologicamente. lei aveva eh detto eh stamani e io l’avevo interrotto, che eh si parlava impropriamente, se ho ben capito, di guerra di mafia. >> Sì. >> Perché aveva fatto questa precisazione? Ci chiarisce il suo concetto.
>> Eh sì, perché la guerra di mafia è quando si spara da una parte all’altra. la sparavamo solo noi, diciamo. >> E quindi le vittime perché non sparavano, perché non hanno sparato? >> Perché è stato, diciamo, più che altro un tiro a bersaglio. Basta, poi non c’è stata nessuna reazione perché colpendo a Stefano, diciamo, si sono sbandati.
>> Stefano chi è? Bontate, >> Stefano, Bontate, si sono sbandati. Allora, vogliamo cominciare proprio con questo primo omicidio. Che cosa sa lei in ordine a questo omicidio? lo riferisca in maniera autonoma ed io eventualmente mi riservo di intervenire per approfondimenti. >> Io ho partecipato a questo omicidio la prima volta che proprio amministratore l’incarroco fu che me lo diede Raffaele Ganci alla presenza di Calogero Ganci e proprio io Calogero Ganci e Nino Madonia.
>> Lei Calogeroci e >> Nino Madonia. Nino Madonin >> c’era stata, diciamo, una notizia che Stefano Bontata dava qua nel barbiere Piazza Lungheria, dietro le spalle del Piazza Lungheria, non so come si chiama questa via e quindi io con lo giro Ganci nuomonia ci siamo appostati in questo posto per circa due giorni, ma Stefano non si vede.
>> Mi scusi, appostati per circa due giorni ininterrottamente? No, ininterrottamente nel senso di mattina, poi c’era il barbiere che chiudeva e riprendevamo di pomeriggio. >> Ho capito. Quindi a tratti. >> Sì. E quindi Stefano qua non si è visto. A questo punto arriva un’altra notizia che Stefano si deve andare a ritirare un’auto blindata qua da Adamo in viale Lazio vi Lazio viale Michelangelo e quindi si trova una base qua all’auditorio in via Bernini nei fratelli Sansone.
>> Fratelli Sansone, i nomi di battesimo. >> Eh Mimmo, Mino e Giovanni. Questi tre sono >> Sì. E quindi facciamo base qua e sono io che avevo l’incarico di di avvistare a Stefano quando sarebbe entrato in questa concessione d’auto, mentre in questa autoofficina che è una carrozzeria c’era Raffele Ganci, Pippo Gambinio, Dino Madonia, Peppuccio Lucchese, Filippo Marchese, Lino Rotolo, Giovanni Sansone, perché non sono sicuro se poi Mimmo Sansone e Pino Sansone anche se erano uomini d’onore, sapevano che cosa facevamo noi là.
>> E siete rimasti quanto a fare base in questa officina? >> Anche qua è durato un paio di giorni, se nonché poi proprio in virtù del discorso che facevo stamane io, mentre che io ero appostato qua, sono stato notato dal mio capo decina Toto Misseri che si fermò e mi chiese che cosa facevo là. Io ci preso una scusa, ma lui non ci ha creduto tanto.
Tanto è vero che poi se non dal rappresentante tanto accusare perché si era sentito, diciamo, offeso perché dice “Comè un soldato mio non mi dice quello che fa e quello che non fa”. >> Il rappresentante era >> Toto Scaglioni. >> Ecco, dica che nomi per farci capire. Totò Misseri. In questa spaccatura che c’era all’interno della vostra famiglia, da che parte stava? >> Da Toto Scaglione.
>> Con Toto Scaglione. >> Sì. Ma già, diciamo qua la spaccatura non c’era più perché ripeto già >> avevate rifatto le elezioni, >> si era riavvicinata a noi. >> Sì. >> E quindi io subito quando a me mi vede Totom seri ci dico questo questa scusa, appena lui se ne va io subito me ne vado all’autofficina e ci vado a dire quello che mi è successo e decidono che a questo punto di qua è meglio smontare, andarcene, non montarci più.
Senta, per un chiarimento immediato. La notizia che Stefano Bontate doveva andare a ritirare questa quest’auto, che tipo di auto era? >> Un’auto blindata nel >> Un’auto blindata presso la concessionaria Adamo. Chi ve l’aveva data? Ah no, io non lo so di dove arrivava la battuta. >> Ah, comunque vi era arrivata la battuta che >> e per collocare nel tempo questi due appostamenti, quello presso il barbiere è questo, rispetto all’omicidio che è del 23 aprile 81, quando lo collocherebbe lei? >> Ma a fine marzo primo aprile, >> quindi m nella quasi immediatezza,
diciamo. >> Sì, sì, sì. E senta un un dubbio, perché per il barbiere eravate soltanto in tre e qua invece lei ha già menzionato, diciamo, un corpo di spedizione di una decina di persone almeno perché diciamo già per le notizie che arrivavano già si cominciava a credere, diciamo, che c’era tipo dei sospetti, >> cioè che Stefano Bontate nutrisse dei sospetti.
>> Sì, sì, sì. Anche perché in virtù di quegli appuntamenti che Rina non andava >> e lì mi faccia capire, però lei ha detto eravamo in una strada dietro piazzalgheria, la strada potrebbe essere via Generale Magliocco. >> Credo di sì. Comunque >> c’era un cinema alla fine di questa strada. >> C’era il Banco di Sicilia alla fine della strada. Sì, sì, sì.
Ecco, quindi è via Generale Magliocco. E come mai in una strada del centro di Palermo eh lei eh Calogero Ganci e Nino Madonia avete stazionato per due giorni, eh, per molte ore. >> Ma guarda, >> non temevate un controllo che qualcuno vi notasse? >> No, perché a parte che eravamo tutti incensurati. >> Ah, eravate incensurati? >> Sì.
Eh, a parte questo, >> eh, non è che davamo nell’occhio, eh, perché doveva essere, diciamo, una situazione che lui entrava nel barbiere, si avvicinava, se ci faceva fuoco e ce ne andavamo. C’era un’azione di normalissima. >> Ho capito. Invece dall’altro lato e da nell’officina dei Sansone eravate già un numero >> Sì, sì. più grosso, piùoso.
Sì, >> più numeroso perché eh >> Sì, tanto è vero che >> Stefano Bontate cominciava a nutrire dei sospetti. >> Sì. Tanto è vero che si stava andando a prendere una macchina blindata >> che si stava a prendere Si stava andando a prendere una macchina blindata. Senta, la fonte delle sue notizie per quello che non lei non vede con i propri occhi, chi è? >> In che senso? Nel senso della battuta della macchina blindata.
battuta della macchina blindata di questi sospetti di di di Stefano Bontate, >> ma Raffaele, Pippo Gambino e poi diciamo anche là con le persone con Pino Greco, mentre che si era là in attesa per dire si parlava di questa situazione, quindi non è che >> senta e ci chiarisca un un dato di rapporto tra Pippo Gambino e Raffaele Ganci Che rapporti vi erano? >> Di cognati sono cognati.
>> Sono cognati. Ecco, non l’aveva detto. Quindi, tra l’altro, quindi si frequentavano anche in per questo motivo, nel senso stavano sempre insieme anche per questo motivo? Sì, assolutamente sempre insieme. Siera. >> Senta, un altro aspetto preliminare che è rimasto un attimo sullo sfondo è la questione di eh di Piggio Panno, della scomparsa di Pigio Panno.
Lei ha accennato a quella riunione di commissione >> alla presenza di altri uomini d’onore alla Favarella. Ma eh dice Raffaele Canci, mi pare che abbia detto e chi era l’altro non >> Pippo Calò, >> eh Pippo Calò, eh ci dissero che dovevamo uccidere un certo Parisi e persone vicino vicine a Parisi. >> Sì, >> ma che questa era Io avevo parlato di doppia realtà, giusto? >> Sì, sì.
Ecco, ci fa capire perché eh che cosa avvenne successivamente, >> perché, diciamo, per quello che a me mi è stato sempre detto, il PDPO era stato soppresso da Stefano Bontà. >> Era stato soppresso da Stefano Bontat. Lei ricorda quando forse gli ho già chiesto, mi scuserà se ripeto, quando scomparve Piggio Panno? >> Marzo 81. E allora, esattamente la denuncia è del 10 marzo del 1981.
Questo omicidio che voi fate, questa ricerca di di di questo Parisi, ecco, che cosa avete fatto? >> Niente, noi ci siamo messi ci siamo affiancati con con il mandamento di Bagheria in questa ricerca. >> Sì. E così, diciamo, è stato individuato questo macellaio che dice che era legato a questo Parisi, perché Gastolano non si riusciva a trovare e noi abbiamo fatto questo omicidio, ma c’erano altri gruppi che hanno fatto altri omicidio, diciamo, sempre collegati a questo paese.
>> E con riferimento a questo macellaio, lei ricorda il nome? >> Sì, se non vado errato, Abinati mi sembra che si chiamava >> Abbinati. >> È stato ucciso di sera comunque, non dentro la macelleria. >> Dentro la macelleria. ricorda rispetto alla scomparsa di panno, quanto tempo dopo? >> No, non lo ricordo.
Comunque dopo dopo, ma non che siano passati mesi di giorni, si parlo di qualche settimana, credo. >> Poteva, lei ha detto Abinati, io le chiedo, poteva chiamarsi invece Abinanti Damiano? Eh eh beh, diciamo >> perché c’è un abbinanti Damiano che è stato ucciso il 14 marzo 81 ad Altavilla Milicia >> dentro una carnezzaria.
Allora è questo >> è questo. >> Sì, sì. Quindi è 4 giorni dopo la scomparsa di Piggio Panno e voi commettete questo omicidio nonostante aveste il sospetto o la convinzione che Stefano Bontate avesse mentito. >> Presidente, ma non è una domanda suggestiva questi, scusate. >> Quale? >> Questa fatta adesso. >> Quale? quest’ultimo avvocato.
>> Sì, proprio questo. >> E vabbè, allora la ritiro. Vedo di fargliela in maniera diversa se le sembra suggestiva e eh vuole spiegare allora ancora meglio perché eh avete ucciso queste persone e perché lei ha detto che non credevate alla storia raccontata da Stefano Bontate? Perché le ripeto questa questa questo fatto di andare a ammazzare queste persone fu solo ed esclusivamente una strategia di dottor Rina per fare credere che si era creduto alla versione di Stefano Bontade? >> Era creduto o non si era creduto?
>> Si era creduto, cioè per non darci sospetti a Stefano Bontade, >> quindi per non dare sospetti a Stefano Bontate e lei commette questo omicidio insieme ad altri il 14 marzo dell’81. Eh, >> successivamente vi si collocano quei due episodi di appostamento presso il barbiere di via Magliocco e presso l’autoofficina Adamo.
>> Sì, certo, certo. Dopo questo omicidio. Fu >> dopo questo omicidio. E lei ha detto fine marzo, primi di aprile. È così? >> Sì, sì. quti questi due appostamenti >> questi due appostamenti dopo questi due appostamenti e quindi siamo ai primi di aprile, prima del 23 aprile data di uccisione di Stefano Bontate, che cosa ha fatto lei e che insieme a chi l’ha fatto? Quindi, come dicevo, a questo punto, dopo che a me mi aveva visto il misterio di qua si si smontò e quindi si si cercò un altro posto di riferimento
e fu così che un giorno io, Venci Raffaele e Gancivolgero siamo andati nell’appartamento di Angelo Baiamonte >> e si trovava >> Corso de Mille, via Messina Marina in quale? >> In Corso de Mille o via Messina Marina. Angelo Baiamonte chi è? >> È un uomo d’onore della famiglia di Corso dei Mille.
di corso dei 1000 che cosa fate in questo appartamento? >> E quindi ci ci reghiamo in questo appartamento e qua ci troviamo a Giovanni Scaduto, Anden Argano, Pippo Gambino, Bino Provenzano, >> scusi, Nino Argano corrisponde ad un imputato di questo processo che si chiama Gargano Antonino >> di Bagheria. Sì, >> di Bagheria.
Quindi perché lo chiama Argano? Perché così si si chiamava in cosa nostra, Nino Argano si diceva. >> Voi lo chiamavate Nino Argano. Comunque è Gargano. Allora, e allora ripeta chi siete? >> E quindi qua siamo io, Raffaele Ganci, Canci Cavaloggero, Giovanni Scaduto, Nina Egano, Bino Provenzano, Angelo Baiamonte, >> scusi, Nino Provenzano, >> Bino Provenzano, Provenzano, >> Bino Provenzano, >> Bernardo Provenzano, certo.
>> Sì. Poi >> Linom Madonia, Pinuccetto Greco, Filippo Marchese che però, diciamo, Pinuccetto Greco, Filippo Marchese fanno la spola perché c’è un’altra un altro posto di riferimento che vicino, se non vado errato qua Cazzatorre Lunga alle spalle che c’era una un ufficio di di una ditta di impianti elettrici.
>> Questa ditta di impianti elettrici di chi era per quello che lei sa? No, chi l’entessata non mi ricordo, però faceva capo a Filippo Machese. >> Quindi lasci perdere, appunto, dico >> di chi era era di di a chi era intestata? Era di Filippo Marchese. >> Sì. >> E quindi in quest’altro punto di riferimento chi c’era? >> Eh, c’era Filippo Marchese e Penucetto Gego che facevano la scuola.
C’era per unese, c’era Nino Rotolo, Giovanno Scaduti e qualche altro che allo stato Pucciolucchese e qualche altro che allo stato uno spuge. Ho capito. Ehm, dovrebbe quando fai i nomi, per piacere essere un poco più lento per consentirci di memorizzarli. E allora tra queste due basi che cosa avviene? Niente, avviene che noi nella base che abbiamo noi c’abbiamo una macchina qua perché dove c’è la casa, dietro la casa c’è uno spazio tipo posteggio.
>> Quindi voi quelli di della casa di Angelo Baiamonte. Esatto. >> Sì, >> esatto. Mentre loro in quell’altra base c’hanno un motore e un’altra macchina e furono fatti diversi tentativi che si usciva con la macchina e con e con il motore, ma disse bontato nemmeno l’ombra, non si riusciva a beccarlo. >> È un un chiarimento.
Eh, siete rimasti ininterrottamente presso queste due basi oppure no? No, no, la sera poi ce ne andavamo. >> Pubblico Ministero mi volevi fare chiarire l’altra base qual è oltre alla casa? >> L’altra base è il qual è? >> Dietro, mi sembra che qua sia torre piazza Torre Lunga dietro. >> Sì, lasci stare il posto. Indichi che cosa ha detto su questa base? Che cosa era? >> Era un ufficio di impianti elettrici.
>> Un ufficio di >> di una ditta di che svolgeva impianti elettrici. >> Di una ditta che faceva impianti elettrici di >> che faceva capa a Filippo Marchese. >> Che faceva capo a Filippo Marchese. Quindi Filippo Marchese da un lato e Angelo Baiamonte, diciamo questi due luoghi e le persone che lei ha indicato ci faccia capire esattamente come si sviluppa questa ricerca in un lasso di tempo che sarà stato, grosso modo, lei ha detto primi di aprile fino al 23 aprile sarà durata una ventina di giorni, giusto? Volse pure di meno perché il primo di
aprile quei due tentativi >> Sì. >> Poi c’è stata questa ricerca di queste due base, quindi comunque è durata è durata questa ricerca, >> la ricerca di Stefano Bontani. Ecco. E come ricercavate, come cercavate di acquisire notizie sul luogo in cui si trovava Stefano Bontani? >> Ma c’era, diciamo, Pinuccetto Greco qua che teneva i contatti, non lo so con chi le teneva e veniva e diceva “Deve andare qua”.
Quindi noi ci muovevamo con con questi equipaggi che eravamo due macchine e un motore, ma di Stefano Bontano nemmeno l’ombra. >> Nepure l’ombra. Quindi Stefano Bontate a quel punto aveva capito che era oggetto delle vostre ricerche oppure no per quello che lei ha appreso. >> Ah, ecco. >> Posso? Sì, rispondo. Certo, >> per quello che a me mi risulta, diciamo che già le ripeto cominciava a nutrire dei sospetti, però la certezza non l’aveva perché sennò non era facile beccarla a Stefano Bontana.
Ed allora vada vado avanti. >> E quindi a questo punto fu così che che una sera arrivò Pinuccetto Greco e venne a dire che aveva una notizia che Stefano Bontati doveva recarre in questo posto. Ci stavamo preparando per >> in questo posto >> dove fu ucciso. >> Dove fu ucciso e cominciamo allora ad essere più analitici.
Una sera venne dove noi ci trovavamo, chi c’era insieme a lei? E sempre quelle che le belleencare di nuovo c’ero io, diagano, Giovanni Scaduto, Raffaele Ganci. >> Se li fa così veloci non riesco neppure a seguirlo. Lei >> io >> sì >> Nina Argana, Giovanni Scaduto, Raffaele Ganci, Calogero Ganci, Bino Provenzano, Pippo Gambino, Nino Madonia e Angelo Baiamonte.
>> Ed Angelo, quindi c’è pure Angelo Baiamonte. >> Sì. E vi viene a dire, >> quindi arriva Pino Pino Greco con Filippo Machese e viene a dire che ci hanno questa situazione per le mani alé stavamo preparando come le altre volte e invece no, decisero che all’azione partecipasse solo Filippo Marchese, Nino Greco, Nino Madonia e Pippo Gambino e G.
>> Filippo, mi scusi non riesco a seguirla, è più veloce della luce. Filippo Marchese, poi >> Nino Madonia, >> Nino Madonia, >> Pippo Gambino, >> Gambino >> e Pinuccetto Grega Skype >> e Greco Scarpa >> e Raffaele Ganci e se non vado errato pure Giovanni Scaduto e qualche altro come copertura e io Caloggero Ganci, Angelo Baiamonte, Ningano, Vino Provenziano, siamo rimasti là in quella casa.
>> Sì. Quindi passò, chi lo voglio dire, un’oretta e sono ritornati loro felici e contenti che era andato tutto a posto, che avevano ucciso Stefano Bondà, ci siamo abbracciati, ci siamo baciati e ce ne siamo andati. >> Le dissero, intanto, chi è che riportò la notizia del felice andamento della operazione? quelli che erano usciti da quella casa, Pino Greco, Filippo Machese, Pippo Gambino, Nino Madonia, Ganci Raffaele, Giovanni Scaduto, loro sono ritornati.
>> Loro sono ritornati e hanno detto questo. In quell’occasione o in occasioni successive lei ha saputo se avevano partecipato all’omicidio altri uomini d’onore? Guardi, io le sto dicendo quelle che ho visto che ho visto io, ma le >> cioè quelli della sua base di casa. >> Sì. Insieme a Insieme diciamo a Pinuccetto Greco e a Filippo Marchese che facevano la spola fra le due basi.
>> Sì, >> sicuramente ci c’erano gli altri dell’altra base, ma con che ruolo? No, non lo so io. >> Quindi non lo apprende né quella sera né successivamente. >> No, no. A questo punto, ucciso Stefano Bontate, che cosa avviene? >> Niente, come le ripeto, noi ce ne andiamo e >> intanto, scusi, da un punto di vista cronologico, lei ha parlato di sera, >> riesce ad essere più preciso sugli orari >> e di sì, >> quando ritornarono questi? che tipo di di in che momento della serata, che è un concetto abbastanza ampio.
>> Ma che lo voglio dire? Verso le 10: mezz 10 di sera così >> ritornarono. >> Sì, credo. Eh, comunque qua siamo di sera. Era >> di sera. Senta e eh le ripongo la domanda. Eh ucciso Stefano Bontate, che cosa avviene? Come la ripeto, noi ce ne andiamo e dopo un paio di giorni ci organizziamo per Tatuucci inserirlo.
>> E allora parli di questo. >> Ah, posso andare? E certo. >> E quindi ci organizziamo per traducci in Sarlo e facciamo base in un appartamento di Tanino Carollo in via autonomia siciliana e contestualmente, se non vado errato, c’era un’altra base verso l’Adardella che faceva nella disponibilità o di Toto Cocuzzo o di suo fratello Mimmo dove c’erano altri uomini d’onore perché da Tarino Carollo c’ero io, G Calogero, Raffele Ganci, Peppo Gambino, Nino Madonia, Tanino Carollo Pinucetto greco che faceva questa spola
di qua con Filippo Marchese, mentre là c’era Pepp Pucciolucchese, Penuziese e qualche altro. Eh, in questo appartamento di Danero Carollo c’era pure Enzo Galatolo che veniva pure e quindi ci siamo organizzati per questa situazione e aspettavo che e aspettavamo che ci portavano la battuta che a noi la battuta ce la doveva portare Nino Buscemi.
>> Che significa ve la doveva portare? Eh, noi eravamo in attesa là giorno per giorno, quindi ce la doveva portare e quando arrivò poi ce la portò Nino Buscemi insieme a Nino Rotol, >> quindi ve la doveva portare e poi in effetti ve la portò. Sì, certo. >> Di questo lei è assolutamente certo. Sì, perché lui veniva là giornalmente lui rotolo e Giovanni Sansone perché lui aveva i rapporti con suo fratello in quanto Tucci inserirlo dopo l’omicidio di Stefano Bondade si era fatto più guardigne e si era chiuso con altri uomini d’onore fra cui Toto
Busceme, Angelo La Bibberi, Montalto che lui credeva >> Montalto intende >> padre e figlio >> padre e figlio >> che lui credeva, diciamo, persone sue, mentre in realtà erano persone, diciamo, vicino a noi. Quindi questi stavano attorno a Totucci inserirlo, però avevano rapporti con voi. >> Sì, sì. >> E questi rapporti erano rapporti risalenti o si erano instaurati in quei giorni? No, erano rapporti risalenti, però giustamente loro giorsavano, facevano un colpo alla botta, cioè non è che ci davano modo a traducurci
inserirlo di inspettano rapporti di normale amministrazione. >> Ho capito. Cioè inserirlo era circondato, diciamo, da infiltrati corleonesi e non se n’era accorto. Sì, >> e quindi siamo arrivati al punto in cui eh arriva questa battuta. >> Sì. è portata, lo ripeta, da >> da Nino Buscemi, Nino Rotolo e Giovanni Sansone.
Loro tre venivano là nella casa di Danino Carollo e quindi a questo punto arriva questa battuta e noi partiamo e l’omicidio organizzato che loro lo dovevano fare con un furgone. Pippo Gambino, Nino Madonia >> Gambino, Nino Madonia, >> Pinuccetto Greco e Pino Marchese. Mentre io e Calogero con due macchine sempre rubate dovevamo stare posteggiati a distanza dal luogo dove poi è avvenuto l’omicidio e quando sentivamo i colpi ci dovevamo avvicinare, li dovevamo prendere e il furgone rimanere là.
esternamente c’era Tino Carollo, Gangci Raffaele, Enzo Galatolo come copertura, ma la situazione non andò così perché io e Calogero Ganci non l’abbiamo sentito i colpi e quindi noi siamo sempre là in attesa, se non vediamo tutto assieme vediamo un movimento di polizia. Ho detto che è successo qua? Quindi siamo scesi dalle macchine rubate.
Siccome noi eravamo festeggiati vicino a una scuola abbandonata qua a Michelangelo, >> quando lei dice al Michelangelo intende nel rione Michelangelo, la zona di Michelangelo. >> Sì, nel rione Michelangelo. Sì, sì. Quindi c’era una scuola abbandonata e Coloogero Rogan ci siamo mangiati là dentro e abbiamo e abbiamo nascosti le armi e ci siamo diretti sul luogo a piedi dell’omicidio.
Però non siamo arrivati proprio là perché poi ci siamo reso conto che effettivamente era stato fatto l’omicidio e quindi noi già ci sentivamo in colpa per dire come ci finì, come non ci finì a piedi. >> Cioè avevate mancato l’appuntamento con quelli che avevano sparato per prendere >> Sì.
Non sapevamo come quindi a questo punto io aggancio Calogera a piedi. Ci rehiamo qua all’uditore che che suo cugino Mimmo Gallano c’ha una grandezzeria. ci facciamo dare la macchina e ci rehiamo a casa da Danilo Carollo. Io arrivato là io vengo rimproverato aspamente da Canci Raffaele. >> Mi scusi un attimo prima di arrivare a questa fase, vorrei ritornare alla fase precedente.
Lei ha detto “Ci trovavamo in un posto dal quale dovevamo sentire i colpi.” Fa capire a tutti noi qual era la situazione dei luoghi. Siete in mezzo alla città? Oppure siete in condizioni diverse? >> No, no, siamo, diciamo, nella città Michelangelo Palermo. Eh, >> sì, ma dico nel concreto, dove vi trovavate voi com’era combinata la situazione dei luoghi? >> Eh, dove eravamo noi, noi eravamo proprio dietro a un grandissimo fabbricato e quindi sarà stato per questo che noi non abbiamo sentito i colpi.
>> Eh, lei ha parlato pure di una scuola abbandonata? >> Sì. E è proprio di fronte a questo grande fabbricato c’era questa scuola abbandonata >> dove avete lasciato le armi. >> Sì. E poi ce le siamo andati a riprendere poi. >> Ah, poi le avete riprendete? >> Sì, dopo dopo un paio di giorni ce le siamo andati a riprendere.
>> Che tipo di armi erano? >> Armi, diciamo, pistole, >> cioè armi corte. >> Sì, sì. >> E lei ha detto “Avevamo delle macchine eh rubate.” >> Sì. Eh >> no, non lo so. >> Non lo sa. >> Non lo so. Lei ha parlato, se ho capito bene, di un furgone >> con il quale Gambino, Nino Madonia, Greco Scarpa e Pino Marchese dovevano andare.
Dovevano o andarono? >> No, andarono perché noi li dov li dovevamo prendere noi due. >> Quindi lei poi ha saputo che loro spararono? >> Sì, certo. Loro l’hanno quel giorno l’hanno fatto l’azione perché perché noi per capito Sì, sì, sì, sì. E volevo essere certo su questo passaggio. Solo una volta siamo usciti. >> Mi scusi, volevo essere certo su questo passaggio.
Questo furgone lei l’ha visto? >> No, no, io non l’ho visto il furgone. >> Non l’ha visto. E che tipo di armi vennero usate dalle quattro dai quattro correi che lei ha indicato? Li sa? >> Sì, lei i Talashnikov è una scopetta, mi sembra. >> Talashnikov ed una scopetta, cioè per scopetta che cosa intende? Che tipo la descriva? >> Un calibro 12.
>> Un calibro 12. >> Un fucile. >> Canna lunga, canna corta. >> No, non lo so. >> Non lo sa. Perché lei sa che usarono dei calci Nicof? >> E perché se ne parlava di questa situazione. Fra l’altro ci fu precedentemente che Caloggero Ganci prese parte con Nino Modonia ad andare a provare questi calash in golf nella nella vetrina di Contino nella gielleria della via Libertà.
>> Quindi c’era stato una prova. Sì, anche questa prova c’era stata >> che per quello che lei sa fu posta in essere da Calogero Ganci e >> e da Nino Madonia e è un altro che non mi ricordo in questo momento. Senta, eh >> chiedo scusa, molto spesso il collaborante gli viene detto, dice per quello che lei sa, >> Sì.
se fosse possibile indicare da chi ha saputo determinare. >> Sì, sì, ci arriviamo, ci arriviamo subito, anche se è implicito che per quello che lei sa implica che deve dire chi sono le sue fonti di riferimento, ma ci arriviamo subito. E dicevo, questo questa prova del Kalashnikov, lei da chi la apprende e quando è avvenuta? E quando è venuto non mi ricordo, ma prima di questo omicidio, ma lo apprendo da Calogiro Ganci, fra l’altro io sono in questo gruppo, quindi si parla di queste cose.
>> Benissimo. E per rispondere alla osservazione della Corte e tutte le altre notizie, cioè che Gambino, Nino Madonia, Greco Scarpa e Pino Marchese avevano sparato, lei da chi l’apprende? No, no, io non ho detto che Pino, perché non lo so se Pino Marchese ha sparato io. Poi fra l’altro a Pino Marchese nemmeno l’ho visto e lui e lui nemmeno ha visto a me sicuramente perché era così, non è che ci vedevamo tutti.
>> E comunque lei poc’anzi ha detto che ha saputo che queste quattro persone portarono a compimento l’omicidio. Lasci stare chi ha materialmente sparato e chi invece ha eh assistito o ha fatto altro. Io dico questa notizia che questi quattro avevano portato ad esecuzione l’omicidio, lei da chi la prende e dove? >> Mi scusi, se io sono là che li debbo prendere e so che sono loro là che li debbo prendere, quando io mi vedo circondato dalla polizia, vedo che è successo l’omicidio, me ne vado a casa da Tanino Carollo con Ganci Calogero,
vengo alemamente rimproverato, da chi li debba apprendere? Io l’ho vissuta la situazione. >> Sì, siamo perfettamente d’accordo. Vogliamo semplicemente acquisire la notizia, visto che lei non li ha poi raccolti materialmente, cioè >> no, perché perché non ho sentito i colpi. >> Esattamente.
A casa di Tanino Carollo chi le dice che comunque l’azione era andata a buon fine e che insomma chi le dice qualcosa in ordine all’omicidio? lei viene aspramente rimproverato, ci descrive un attimo questa questa scena. >> Eh, G Raffaella, diciamo, mi sempropò per dire “Ma dove dove dove ve ne siete andati?” e parlava con me però giustamente.
>> Sì. >> Dove ve ne siete andati? Che avete fatto? Che non avete fatto? E i picciotti stavano rimanendo imbottigliati là, non se ne potevano andare, se ne sono dovute andare col furgone, poi li abbiamo dovuti prendere noi. Cioè, è successo e è Pippo Gambino di Nomadonia. Ci c ci hanno preso le difese per dire “Vabbè, ma chi vuole i picciotti un sentiero?” Perché noi ci abbiamo dimostr noi non non li abbiamo sentiti. Io non li ho sentiti i colpi.
>> Ho capito. >> E quindi finella la situazione, cioè non hanno non hanno perché si sono resi conti che effettivamente non li avevamo sentiti i colpi. >> Quindi in questa in questa casa di Tanino Carollo chi siete presenti a questo punto? Lei è Raffaele Ganci. Ne ha già fatto >> Pippo Gambino Nino Madonia. >> Un attimo.
Gambino Nino Madonia. Tanino. Tino Carollo, >> sì. Pinuccetto Greco e Filippo Merchese perché a Pino a Pino a Pino Marchese non l’ho visto in que io non mi ci sono incontrato con Pino Marchese. Pino Marchese lei non l’ha visto, però sapeva chi gliel’aveva detto che doveva far parte del commando che a bordo del furgone doveva eseguire l’omicidio.
Ma ne parlavamo là con Canci Raffaele, con Pippo Gambino, anche con Pinuscetto Greco là, perché c’era che questo fatto che a Pino Marchese non lo conosceva nessuno, quindi lui andava a posteggiare questo furgone e e qualcuno lo vedeva, non lo riconosceva, non lo conoscevano. >> Quindi questo >> lo apprende prima dell’omicidio.
>> Certo, prima dell’omicidio. >> E apprende pure che veniva utilizzato, doveva essere utilizzato come venne utilizzato Pino Marchese perché era sconosciuto. >> Sì, >> ho capito. Senta, è sulle modalità del dell’omicidio, cioè il luogo nel quale si svolse la battuta in che cosa consisteva? Che cosa può dirci? >> No, non ho capito la domanda.
C’è >> cioè lei ha parlato di una battuta che venne portata, no? >> Sì. >> Da Nino Buscemi, Giovanni Sansone >> e Nino Rotolo. >> E Nino Roto. Sì. >> In che cosa consisteva questa battuta? di farci >> in Sero. Sta andando dove? >> In questo posto. >> E questo posto che cosa era? >> Dove c’aveva lui una donna? Qua c’aveva in via Brunelleschi.
>> Quindi in via Brunelleschi aveva una donna. Sì. >> Quando arriva questa battuta, in che momento del giorno siamo? Mattina, pomeriggio, sera, notte? >> No, io credo che sia stato il giorno prima o due giorni prima addirittura. Cioè, perché è stato è stato così il discorso perché lui la mattina poi fu ucciso, quindi il giorno prima sicuro arrivò la battuta, quindi lui fu ucciso di mattina e lei ritiene che il giorno precedente è arrivata la battuta, cioè ritiene, ricorda in questa maniera perché lei è presente quando arriva la battuta.
>> Io sono là a casa di Tenino Carollo. Io io io Angi Calogero non ci muovevamo di là. Presidente, avvocato Di Benedetto non ha detto il giorno precedente, ha detto anche due giorni prima. >> Sì, sì, il giorno precedente o due giorni prima, dico m >> comunque e allora volto è in grado di essere di essere più preciso oppure no, signor Ansel? >> Eh, ma in che senso posso essere più preciso? sul momento nel quale avete ricevuto la battuta >> rispetto al giorno in cui >> rispetto al giorno in cui avvenne l’omicidio che è l’11 maggio 1981.
>> Guardi, io sono più più propenso a dire il giorno prima, però non posso escludere che fu due giorni prima, cioè perché loro ogni giorno venivano queste persone a venire a dire “Nente, non ce ne sono novità”. Cioè mi mi segue? >> Sì, sì. E e quindi questo io posso dire >> loro sono sempre le tre persone che le >> quindi non ce ne sono novità, non ce ne sono novità.
Un certo punto invece danno la novità. >> Danno danno la novità >> e quindi la battuta è avvenuta mentre lei si trovava in casa di Tanino Carone. >> In casa di Tanino Caron. >> Quindi questa casa di via Autonomia Siciliana. Abbiamo capito bene? >> Sì. Sì. >> E lei ha pure detto io e Calogero Ganci non ci siamo mai mossi da questa da questa casa, >> no? Quando si smontava ce ne andavamo tutti da quella casa, non è che dormivamo là, però stavamo stavamo tutto il giorno là, quando poi si diceva niente, ce ne andavamo ognuno per i fatti ognuno per i fatti nostri.
>> Ho capito. >> E rifissavamo l’appuntamento per l’indomani mattina. >> E rifissavate l’appuntamento per l’indomani mattina. Quindi questo gruppo di persone che lei ha indicato è sempre stato presente. >> Sì. >> Con questo questa precisazione che la sera smontavate e ritornavate all’indomani mattina.
E ho capito bene? >> No, dottore Natolio, non era la sera, appena venivano loro e venivano a dire “Non c’è niente di novità, noi ce ne andavamo.” >> Ah, ho capito. Quindi poteva essere anche nel corso del della mattinata? >> Sì, dopo pranzo, non è che c’era un orario, >> cioè ogni giorno voi avevate, diciamo, stavate in attesa di queste di queste notizie.
>> Quest Sì. Quando le notizie erano nel senso oggi non sappiamo nulla o non se ne fa niente, smontavamo. >> Sì, ce ne andava perché ognuno di noi aveva pure la sua attività, il nostro lavoro. >> Ho capito. Quindi per cercare di trovare delle dei punti di riferimento, le due autovetture rubate da voi e lasciate lì non sa poi vennero rinvenute e da chi vennero rinvenute.
Lei non le vede più quando ritornate a prendere le armi. >> Sì. >> Il furgone lei non l’ha mai vista? >> No, no. Non l’ho visto io. >> Poi eh mi pare di avere sentito che nella operazione, quindi nella distribuzione dei ruoli, fossero coinvolti, prima dell’omicidio ovviamente fossero coinvolti anche Tanino Carollo e Raffaele Ganci.
Ho capito bene? >> Sì, Enzo Alati pure. >> E Enzo >> Galatolo. >> Enzo Galatolo. Che ruolo venne assegnato loro? >> Di copertura. di copertura, >> però con le macchine pulite, con le loro macchine. >> E quante macchine avevano? >> Ognuno la sua macchina. >> Ognuno la sua macchina. Quindi ognuno ha la sua macchina privata.
>> Sì. >> Ricorda per caso che tipo di macchina fosse? >> No, non me la ricordo. >> Per nessuno dei tre? No, nemmeno quella di Canci Raffaele, mi ricordo. >> Ho capito >> come andate voi, visto che avevate lasciato le vostre macchine lì nei pressi della scuola abbandonata a casa di Tanino Carollo in via Autonomia Siciliana.
Ci dirigiamo a piedi qua all’uditore dove c’è un cugino di di Canci Calogero a nome Mimmo Galliano. >> Ah, il Mimmo Galliano. >> Il quale vi dà >> ci dà la sua macchina e noi ci reghiamo nell’appartamento di Tenero Carolla. >> E gli altri erano già arrivati? >> Sì, gli altri noi là li abbiamo trovati. >> Voi li avete trovati là.
Senta, quando lei ha detto che dice siamo andati a vedere quando sentite arrivare le prime volanti o comunque le prime macchine delle forze dell’ordine, dice siamo andati a piedi dove noi sapevamo che ci dovevamo dirigere. Quindi lei lo sapeva questo posto in via Brunelleschi dove era effettivamente ubicato? >> Certo, senò come ci andavo io con la macchina appena senti, appena io e Caloger appena sentivamo i colpi dovevamo mettere in moto e ci dovevamo dirigere in questo posto.
>> E allora riesce nonostante il tempo trascorso a ricordare come si arrivava a questo luogo e a darci a questo palazzo e a darci una sintetica descrizione del palazzo? Ma guardi, se ci arriva dalla via Brunelleschi, >> Sì. >> venendo dal Michelangelo, è giusto, lei svolta, diciamo, >> quando lei dice venendo dal Michelangelo intende da viale Michelangelo, >> da viale Michelo, da viale Lazio, per dire, va, per farci capire, salendo per andare verso il Michelangelo, lei gira a destra che qua è la via Brunellesche.
Sì. facendo un pezzo di strada, poi c’è a sinistra c’è questo cancello dove c’era poesteggiato il furgone, dove è avvenuto l’omicidio. >> Dove è avvenuto l’omicidio? E questo palazzo si ricorda come si arrivava a questo palazzo? Riesce a ricordarlo? >> C’era un cancello che si centrava. >> Sì, è superato il cancello.
Il cancello a che cosa dava accesso? al posteggio delle macchine. >> Al posteggio delle macchine. Quindi davanti al palazzo c’era un parcheggio di macchina. >> È così? >> Sì, perché questo palazzo non è che è messo, diciamo, così per dritto, diciamo, come effetto, è messo per lungo >> rispetto a via Brunellus. >> Esatto. >> Cioè, perpendicolare.
Io non vedo i gesti che lei fa, quindi >> cioè non è messo così come la strada via Brunellesche. È messo così, >> cioè non è parallelo alla strada, ma è perpendicolare alla strada. Esatto. >> E il parcheggio era davanti >> e c’è un cancello che si che si entrava nel parcheggio. >> Ho capito. Rispetto a questa a questo palazzo, lei e Caloggero Ganci, dov’eravate in attesa di sentire i colpi? >> Eh, distanti noi eravamo perché anche perché le ripeto c’erano c’erano palazzi che ci che le avevamo dei davamanti che erano palazzoni civ
>> Sì, ma ci faccia capire. Eravate passati da via Brunelleschia, avevate superato questo cancello. >> No, noi venendo dal Michelangelo siamo prima. Sì, giriamo per via Bronelleschi, ma siamo prima del cancello. Ha voglia che siamo prima. >> Quindi in linea d’aria a quanto a che distanza siete? >> Eh, non lo so, dottore, non lo so.
Però io le ripeto che io e Cavoggi i colpi non li abbiamo sentiti. >> Eh, avevate avevate fatto del degli esperimenti, cioè perlomeno calcolato per scegliere il posto nel quale appartarvi, calcolata la distanza o quella mattina lo avete fatto così all’improvviso e avete sbagliato chiaramente perché dovevate essere molto distanti.
Noi non avevamo fatto nessuna situazione perché, ripeto, non è che sapevamo dove dovevamo colpire a a Toluarillo. Quando arrivò questa notizia arrivò, come le ho detto prima, io sono più pensant dire per un giorno prima, ci siamo solamente organizzati per partire e andare a fare questa situazione e ci e ci hanno detto di metterci qua in attesa di sentire i coppi, appena sentivamo i colpi mettere in moto.
>> Questa strada nella quale vi siete collocati voi ricorda per caso come si chiamava? >> No, non me lo ricordo. Però c’era una scuola abbandonata, cioè è facile risalirci. Ho capito. Se vuole se vuole ce lo porta. Avvocato. >> Dovrebbe essere una scuola abbandonata nei pressi di via Brunelleschi, perché via Brunelleschi lei è sicuro, giusto? >> Sì, sì.
Via Bruneschi è questa dritta, diciamo, questa che si va a Firenze Bar, così per capirci >> perfettamente e per aiutare anche l’avvocato nel ricostruire i luoghi. questa strada nella quale voi vi siete collocati salendo per viale Michelangelo per chi proviene da via Lazio veniva prima o veniva dopo? >> Di che cosa? >> Di via Brunelleschi. >> Non mi ricordo se veniva prima o dopo.
Comunque là siamo siamo qua quasi ci diciamo che ci stiamo capendo dove sono io e c’è questa e c’era questa scuola abbandonata. Io la via non me la ricordo la via. Eh, e non sa dire neppure se era prima o dopo via Brunellesche. Ho capito bene? >> Sì. Non perché la via Brunellesche io non è che so da dove comincia.
Non lo so da dove comincia la via Brunelleschi. >> Va bene. Io intendevo via Brunelleschi quando si apre su viale Michelangelo. >> No, ma noi davvero io dove siamo messi noi? Noi giriamo per andare in via Brunelleschi, però non so se subito appena noi giriamo. Questa è via Brunelleschi, cioè mi seg. >> Allora, quindi lei da da voi due da viale Michelangelo avete svoltato sulla destra.
>> Sì. Per andare in via Ma non so se questa subito appena giriamo si chiama pure via Brunelleschi quello che lei non sa è se il primo pezzo, una volta svoltato da viale Michelangelo si chiama Brunelleschi o no? >> O no? E io questo sto dicendo, non so se comincia di qua la via Brunelles e comunque proseguendo lungo questa strada ad un certo punto c’era il palazzo dove venne ucciso Totucci inserito.
>> Esatto. Esatto. >> Quindi tutto il problema è è il primo pezzo >> dove dove sono impostato io a Calogero. Questo è tutto il problema. dico il primo pezzo di via Brunelleschi o comunque il primo pezzo di una strada che poi si chiamerà via Brunelleschi. >> Ecco. E io questo >> Ma che si chiama senza soluzione di continuità, cioè è sempre la stessa traversa.
>> Sì, sempre la stessa traversa. Eh, >> ora è molto più chiaro. Quindi allora non è una traversa prima o una traversa dopo, è la stessa traversa che ad un certo punto lei sa che si chiama via Brunelleschi perché >> lo sa. Sì, >> è chiaro. E che nella parte iniziale non sa come si chiama. >> Non lo so come si chiama.
Se qua si chiama diretta già subito via Brunelles alleschi. Non lo so. >> Ho capito. Ho capito. Ora ho capito io e mi auguro che abbiano capito anche gli altri. Quindi in linea d’aria siete comunque sulla stessa traversa. Sì, sì, siamo siamo in linea terra, siamo là, solo che noi abbiamo dei palazzi davanti. >> Ho capito.
Quindi una volta che avvertite la presenza di forza dell’ordine, voi andate a piedi. >> Sì, >> è chiaro. >> Nell’andare a piedi attraversare, cioè passate attraverso una strada frequentata da da persone, eccetera oppure no? No, no, noi passiamo a piedi, diciamo, usciamo da questa e ci mettiamo proprio in questa via grande, questa via Bionelleschi e ci sono delle persone, ci sono un sacco di macchine, ci sono dei palazzi, ci sono dei negozi >> nei pressi del luogo dove siete voi o nei pressi del palazzo dove venne ucciso
Totuccio in Sero, c’erano dei giardini oppure Sì, c’era c’era. Ecco, ci vuole fare capire questi giardini intanto dov’erano, vicino a dove vi eravate collocati voi e quindi la scuola abbandonata oppure >> Ma dove c’è dove eravamo vicino alla scuola abbandonata c’era un pezzo di terreno abbandonato, poi più avanti ce n’erano altri per andare verso Toto Inzarillo, diciamo.
Mi scusi, signor Anselmo, perché ho difficoltà senò a fare capire soprattutto le cose. Eh, il pezzo di terreno abbandonato che significa? Un pezzo di terreno brullo su cui non c’è niente o un pezzo di terreno con alberi o altro? >> No, pezzo di terreno che poi qua è diventato edificabile, ci hanno pure costruito. >> Ma nel momento in cui lei lo vede ci sono alberi o non ci sono alberi? Era coltivato, c’erano alberi, era abbandonato.
>> No, abbandonato no, ma non me lo ricordo se c’erano alberi. Capito? Non se lo ricordo. Andiamo invece al palazzo dove viene ucciso Totuccio inserillo, giusto? >> Sì. Lei dice che ci va dopo avere avvertito confusione perché capisce che qualcosa, cioè che l’omicidio è stato commesso e cerca di recuperare i suoi complici.
È così? >> No, io vedo la polizia, dico “Ma che è successo? Perché c’è tutta questa polizia qua?” I Calogero ci guardiamo, diciamo, “Ma perché c’è tutta?” Quindi scendiamo, entriamo in questa scuola abbandonata, posiamo le armi >> e a piedi ci ci dirigiamo verso il luogo dove sapevamo che c’erano appostati le persone che dovevano commettere l’omicidio.
>> Sì. Arrivato là, vediamo che proprio la polizia entra in quel cancello, quindi noi non sappiamo niente. Noi subito ce ne andiamo perché siamo preoccupati che è successo, che non è successo. >> E comunque non vedete il furgone e non vedete più i vostri complici. >> No, non vedemo. Anche perché noi non è che arrivamo proprio davanti al cancello perché ci preoccupavamo che ci fermavano.
>> Sì. Sì. Quindi ce ne andiamo e non sappiamo quando noi arriviamo da Danino Carollo apprendiamo quello che è successo. >> Ho capito. Quindi arrivate nei pressi del cancello, ma non vedete pratic a quel punto c’è chiaro che è successo qualche cosa. >> Quindi per arrivare alla domanda ultimativa sul punto, lei vede il cadavere di Totucci inserirlo o no? No, io non lo vedo ved perfettamente.
>> Andate quindi al a casa di Tanino Carollo e vi è quella >> Prima passiamo dal cugino di Calogero a prendersi la macchina, però. >> Sì. Quindi prendete la macchina eccetera. dico, arrivate finalmente a quella a quella casa e lei si prende la sua bella ramanzina sul perché e per quale motivo lei ha detto era rivolta a tutte e due, però principalmente a me? Eh beh, quello sempre il figlio, è Mi deve scusare.
>> Ho capito. Quindi per questo tipo di fatto finito questo omicidio, in quella stessa giornata lei incontra altri oppure no? >> No, credo di no. Poi ce ne siamo andati sul l’ordine di uccidere Stefano Bontate prima e Totuccio inserirlo dopo, anche se può sembrare una domanda ripetitiva, però desidererei che fosse chiaro.
Lei da chi apprende quest’ordine? Da chi riceve quest’ordine? Intanto >> da chi? Da chi? Io da da Canci Raffaele questi ordini li prendo >> sia per il primo omicidio che per il secondo. >> Sì, da Canci Raffaele e Pippo Gambino. Io con loro, diciamo, ero. >> E per essere eh ancora più chiari, quando apprende riceve l’ordine di uccidere Bontate, le viene pure detto che successivamente dovete uccidere inserirlo oppure questo secondo ordine è posteriore all’omicidio di Bontate? No, no, già, già sapevamo tutta la situazione.

>> Quindi era erano omicidi preordinari. >> Sì, sì, sì. ecco eh che tipo di eh omicidi erano stati preordinati, quindi bontate, inserirlo e e poi diciamo c’erano se si poteva acchiappare per dire a tutti gli altri per dire a tutti quelli vicino a lui, come poi è stato per dire a Calogero de Maggi, a Santino Inserillo, a tutte le persone vicino a questo gruppo.
Quindi fermiamoci un momento a questa volta in cui lei sente per la prima volta, riceve quest’ordine per la prima volta. Che cosa le viene detto da Ganci? Raffaele >> sta parlando quando mi dà il discorso di Stefano Bontia. >> Sì, sì. >> Che dobbiamo uccidere a tutte queste persone perché è venuto il momento di ucciderle.
quindi che dovete uccidere tutte queste persone. Quindi è un numero, diciamo, eh alcuni identificati e altri che si sarebbero identificati a mano a mano. >> Sì, sì. Poi, fra l’altro, diciamo, c’era che noi nemmeno ce l’aspettavamo che doveva finire così, perché noi eravamo tutti quando andavamo dentro ci guardavamo, facevamo, diciamo perché ci spaventavamo, per così dire, come se sarebbe stata una vera guerra.
Ecco perché le dico che non è stata una guerra, perché uccidendo a Stefano poi non hanno capito più niente. >> Che significa? Spieghi >> che non hanno capito più niente. Non hanno avuto nessuna forza di reazione, si sono fatti ammazzare tutti. >> Non ho non ho capito bene questo quest’ultimo passaggio. È una sua osservazione o una sua constatazione? vuole dire ritiene di dire credo che non ebbe la e non ebbero la capacità di reagire.
>> Sì, io io lo volevo >> ma però >> se noi invece prima di ammazzare Stefano ammazzavamo per dire a Totucci inserillo, >> allora sì che era guerra >> perché si fanno bontate diciamo mentre diciamo uccidendo a Stefano già era vinta in partenza la situazione >> perché diciamo avevate colpito il il generale o il personaggio più importante >> più importante. Sì.
è la scelta di colpire per primo Stefano Bontate, per quello che lei sa, fu una scelta deliberata oppure fu un una cosa casuale, cioè si poteva colpire prima Totucci inserito? >> No, no, assolutamente. Prima doveva cadere Stefano Bontana. >> E questo lei lo apprende da chi? Lo sente dire a chi? >> Da Dani Raffaele, da Pippo Gambino.
Così noi parlavamo fra di noi si parlava di questa cosa che se prima non si colpiva Stefano Bontà inutile colpire l’altri. Perché poi finiva la situazione. >> Ho capito. Quindi è un un programma ben definito di partire da Stefano Bontate e di passare poi ad inserirlo. >> Sì, >> è così. Sì, sì, preciso. >> Ucciso inserillo.
Lei in questi in questo lasso di tempo, 20 giorni, 25, insomma, in queste settimane, ha modo per caso di incontrare Salvatore Rina? >> No, io a Totorina lo rivedo il 26 maggio a Dammose. >> Lo rivedete? a San Giuseppe. >> a San Giuseppe >> a San Giuseppe >> m mi vuole spiegare e vuole spiegare a tutti perché fino a questo momento sulle date eh è stato incerto e ora invece sta sparando il 26 maggio >> perché è il giorno del mio compleanno.
>> È il giorno del suo compleanno. Era il giorno del suo compleanno. Quindi che cosa avviene in questo 26 maggio del 1981? Viene sangolato Santino Inserillo e Calogero di Maggio. >> Chi sono Santino Inserillo e Calogero di Maggio? >> E Santino Inserillo è il fratello di Toto Inserillo e Calogero di Maggio è lo zio.
>> È lo zio. Calogero di Maggio ha altri rapporti di parentela o di affinità con altri uomini d’onore? >> Sì. E in quel periodo sono fidanzato, diciamo, con Giuseppe Montalto, sua figlia. Quindi è il suocero di Giuseppe Montalto. >> Chi sarebbe il suocero? >> Calogero di Maggio, presidente. >> È il consuocero di Salvatore Montalto.
>> Certo, >> però erano ancora fidanzati. >> Sì, sì. E allora ci faccia faccia riferimento per tutto quello che è a sua conoscenza su questo duplice omicidio, come arrivate lì, eccetera eccetera. Niente, io ci arrivo con con Ganci Cavogero e Ganci Raffaele che è una villa qua a San Giuseppe Gliato nella che era di un dottore se non vado errato, ma il dottore non ne sapeva niente di quello che doveva avvenire perché questa proprietà veniva curata da Mario Brusca.
>> Mario intende Mariuccio. >> Sì, Mariuccio. >> Sì. >> E quindi >> no, le dico Mariuccio perché anagraficamente è Mariuccio. Voi come lo chiamavate? Mariuccio. >> Mariuccio. >> E quindi diciamo che arriviamo in questa villa e qua io ci trovo a Totorrina, Bernardo Provenzano. >> Un attimo sempre Rina Provenzano, >> Bernardo Brusca.
>> Sì. Michele Greco, nelle Genace Fidonania >> Sì. Pippo Gambino di Nomadonia, Pinuccetto Greco, Peppucciolucchese Vito Brusca. >> Vito Brusca, >> sì. Vito Brusca. >> Sì. e altri che di San Giuseppe che non ricordo e forse nemmeno conosco. E quali doveva portare a questo Santinenzarillo e Calogero 2 maggio Angelo la Beberia che è connato di Santini Inzarillo e Toto Boscen e così è stato.
Li hanno portati però loro >> un attimo un attimo perché non l’ho seguita più. Quindi, eh, Santino Inserillo e Calogero di Maggio vengono portati da Angelo La Barbera >> e Toto Buscemi >> e Toto Buscemi. Angelo La Barbera è cognato, era cognato di >> Santino Inserino. >> Di Santino Inarino, >> però non partecipano perché loro solo li lasciano e se ne vanno perché lo sapevano la fine che dovevano fare e così li hanno portati qua in questo borso.
>> Li lasciano o che significa? li accompagnano, >> li accompagnano là dentro, noi le acchiappiamo e loro se ne vanno, si strangolano e poi vengono lasciati là e se ne sono occupati quelli di San Giuseppe. Un attimo soltanto prima di passare allo strangolamento, mi chiarisca un dubbio, ma eh Santino Enserillo è Calogero di Maggio, una volta che è stato ucciso Totuccio Inserillo, non sono insospettiti, non hanno capito che qualcuno ha tradito all’interno del loro gruppo.
No, non è Perché allora perché le dico io che la battuta la portava Nino Buscemi, Nino Rotolo e Giovanni Sansone perché erano tutti chiusi là dentro con Tob Buscemi con Angelo Albarbera, quindi Santinen Zarillo, Cavio si fidavano di loro perché dice “Ma se quelli sono stati con noi schiusi qua dentro con noi, ecco che dov’è la situazione qua è proprio qua la situazione.
” >> Quindi il tradimento va oltre la data dell’uccisione di Totucci in Sero. Certo, quella serviva poi per per poter acchiappare pure a tutti. >> Ho capito. >> E infatti quelli si sono fidati, fra l’altro c’era pure questa parentela, e li hanno portati nel luogo della morte. >> Quindi riportano in questa in questa villa e lei sa questa villa, lei ha detto era di un medico che però non sapeva l’utilizzazione che ne veniva fatta.
Chi è che ne aveva la disponibilità? Mariuccio Brusca che poi però se la comprò Pippo Gambino questa villa e fece il ricorso pressoanome. Ma dopo questi fatti >> dopo questi fatti e quindi vengono accompagnati per quello che lei eh sa eh quale fu la motivazione di questo di questo incontro? >> Niente che dovevano andare a questo appuntamento per vedere che cosa c’era e che cosa non c’era. Mh.
Perché era successo questo? Che avevano ucciso a Stefano, avevano ucciso a Soduccio, cioè volevano >> quindi era un chiarimento. >> Un chiarimento. Esatto. >> Perché quindi fino a questo momento, nonostante l’uccisione di Stefano Bontata e di Totucci Inserillo, questi due ancora eh intrattengono rapporti con il vostro gruppo.
>> Chi? Il Toto >> il Santino Inserillo e il >> Oh, non so. intrengono rapporti con con la loro famiglia, perché quelli sono uomini d’onore di Bocca di Falco e parenti suoi. >> E quindi mi scusi Angelo La Barbera e Buscemi che cosa dicono che a a Santino Inserillo e a Calogero a Calogero di Maggio che si devono incontrare con Rina, Provenzano, Bernardo Brusca e tutti gli altri oppure che si devono incontrare solo con qualcuno della propria famiglia.
No, non lo so questo, dottore. Io so solo che quelli le tranquillizzano e devono andare a vedere perché pure loro si fanno vedere preoccupati. Mi segue? >> Sì. >> E quindi, diciamo, si fanno vedere preoccupati e vogliono sapere quello che c’è, quello non c’è e li portano a questo appuntamento. Però quello che ci dicono, quello che non ci dicono, non lo so. Ho capito.
Dopodiché eh lei eh che già si trova nella villa vede che questi li lasciano. Sì. >> Ci faccia ci faccia capire li lasciano che cosa significa. Proprio materialmente questi scendono con i loro piedi tranquilli. >> Sì. Entrano tutti e quattro. >> Entrano tutti e quattro. Noi le acchiappiamo a Santinenzerilli e a Calogino de Maggio e loro due se ne vanno subito.
>> Ah, quindi Angelo La Barbera e Toto Buscemi assistono addirittura al momento in cui questi gli altri due vengono afferrati, >> ma non che già ci viene messa la corda a collo. Acchiappati acchiappati. >> Acchiappati. Sì. E loro se ne vanno. >> Cioè privati della loro libertà. A questo ci arrivano, giusto? Dopodiché loro se ne vanno.
>> Se ne vanno. Sì. Se ne vanno. >> Se ne vanno. E che cosa avviene? >> E niente, eh. E qua vengono strangolati. >> Vengono strangolati. Lei partecipa allo strangolamento? >> Sì. >> Quindi se vuole essere un attimo più preciso, anche se si tratta di rievocare scene macabre, ma ne abbiamo necessità.
Chi afferra chi? >> Eh, io per dire afferra uno dei due. Allora non mi ricordo a chi, ma penso che fu a Calogero di Maggio e non mi e lo teniamo si butta a terra. Quindi è lei insieme a chi afferrate Calogero di Maggio? >> Io Calogero Canci credo e gli altri che sono là. >> Quindi lei ricorda soltanto Calogero Ganci? Forse >> Sì, perché perché perché poi diciamo si crea una confusione là.
quella acchiappa, quello tira, quello fa, quello dice. Questo così vanno. >> Per darci un’idea, eh, tutte le persone che lei ha menzionato come presenti nella villa, avete cooperato per afferrare, strangolare, eccetera o qualcuno è rimasto a guardare? No, Totorrina, Michele Greco, quelli sono rimasti a guardare Bernardo, Bernardo Lorenzano, Bernardo Brusca, questi hanno guardato, per dire, a partecipare a questa a queste soppressione.
C’ero io, Ninom Madonia, Peppo Poogpo Gambino, Giovanni Brusca questo Peppucciolucchese. Questi eravamo >> Giovanni Brusca non non l’aveva menzionato. >> Eh, vabbè, ce lo menziona adesso. Quindi c’è pure Giovanni Brusca che aveva detto altri di San Giuseppe. Pensavo che non ganci Raffaele. >> Eh, Ganci Raffaele, no, Ganci Raffaele ha partecipato, diciamo, allorangolamento.
>> È tra quelli che guardano? >> No, no, assolutamente. >> Ah, è operativo. >> Sì, operativo. >> È operativo. Quindi, diciamo, restano a a guardare la scena. Riina, Provenzano, Bernardo Brusca. Menegeraciania. Questi restano a guardare questi però là in quella stanza. >> Sì. Dopodiché >> niente, dopodiché noi ce ne andiamo e se se la sbligano questi di San Giuseppe a fare scomparire i corpi.
>> Senta, eh tra le persone che lei ha fatto rientrare genericamente negli altri, no, che erano presente, ehm ha visto è una domanda precisa, quindi se è possibile un sì o no? Filippo Marchese e Rotolo Antonino. >> Rotolo Antonino non me lo ricordo, ma non lo escludo. Filippo Marchese. Sì, >> era presente. >> Sì, sì.
Stanno e ricordando meglio ora pure Danilo Carollo c’era, >> quindi no non l’avevo detto. >> Tanino Carollo >> Marchese Filippo >> e Montalto Salvatore. >> No, io non l’ho vista Montalto Salvatore >> non l’ha visto. Quindi Montalto Salvatore non l’ha visto. Rotolo Antonino non lo ricorda ma non lo esclude. Gli altri due invece ci sono >> e ricorda la presenza di Agrigento Giuseppe e Genovese Giovanni.
E io, come le ho detto, diciamo, c’erano altre persone di questo mandamento, ma io non me le ricordo. Non me le ricordo, però ripeto, c’erano altre persone fuori. Lei non se le ricorda, ma c’erano altre persone fuori, quindi eh diciamo grande mh così siamo già 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 sicuri e altri altri così eventuali.
>> Sì. >> Quanti potevano essere questi altri eventuali? 20 30 40 un >> No, non non me lo ricordo, dottore, non me lo ricordo. Però c’erano le persone. >> Per darci un’idea dei luoghi, eravate tutti in una sola stanza oppure la villa si snodava su più stanze, su più locali e quindi eravate sparpagliati nella casa? No, la villa si si c’erano diverse stanze, ma c’erano le persone pure fuori dalla villa, cioè nel terreno circostante.
>> Mi segue? >> Eh, ora che l’ha detto, sì. Quindi c’è un terreno circostante. Questo terreno è un terreno brullo o ci sono degli alberi? No, era un terreno coltivato, ma non mi ricordo se se era vigna, una cosa di questo. >> E quindi lei ricorda però che c’erano delle persone nel >> e all’esterno. >> All’esterno.
>> Sì, sì. >> Dopo lo strangolamento, chi è che va via insieme a lei? >> Io, canci Caloger e Canci Raffaele, ce ne andiamo >> perché eravate arrivati con una sola macchina. Sì, noi eravamo assieme >> e ve ne siete andati con la stessa macchina e lasciate poi tutti gli altri lì. >> Sì.
E poi sicuramente anche gli altri altri se ne saranno andati >> comunque, >> però noi li lasciamo là. >> Voi ve ne andate per primi. >> Sì. No, io ce ne se non siamo i primi, siamo i secondi, ma ce ne siamo andati subito dopo finita questa operazione ce ne siamo andati. >> E l’opera poi di di dissoluzione dei corpi viene lasciata a quelli di San Giuseppe.
>> Sì. che ha parlato di soluzione parlato di sparizione. >> Sparizione se ne sono occupati loro. >> Vabbè, come >> io ho tradotto sparizione, se ne sono occupati loro con considerato che ufficialmente, presidente, questi risultano scomparsi, quindi ecco perché mi sono permesso di Ecco, allora cerchiamo di non permetterci nulla.
cerchi di essere analitico su questo punto. Che cosa sa della fine che fecero le due persone che avete strangolato? >> No, non lo so. So solo che se ne sono occupati loro e come se ne sono occupati non lo so e non mi interessava. >> Ma eh che cosa lei le ha più ha saputo che i corpi sono stati ritrovati oppure? >> No, no, assolutamente.
Quale ritrovati? No, non sono stato ritrovati. >> Quindi, mi scusi, come vede c’è una terza verità alla quale ci stiamo avvicinando. Lei sapeva che i corpi non si dovevano ritrovare. >> Sì, non si devono ritrovare. >> E allora lo dica questo, mi scusi. >> E ho detto che sono scomparsi. Mi scusi dottore, che se ho detto che sono scomparsi.
>> Sì, ma la corte non l’ha capito. Quindi sono scomparsi. Il che significa che quando voi ve ne andate sapete che i corpi non devono più essere ritrovati. Questo è chiaro? Sì, sì, sì. Quindi quello che lei non sa è le modalità di sparizione dei corpi. >> E che ho? Io questo ho detto, >> ora è forse un pochino più chiaro >> dopo >> questo omicidio del questo duplice omicidio del 26 maggio dell’81, lei partecipa a eh qualche altro episodio in questa strategia che lei ha detto le venne delineata sin da prima della
uccisione di Stefano Bontate e se sì a quale? Sì, certo che ci e partecipa all’omicidio di nuo parlamento di Stefano Gallina che questi diciamo già siamo lato cinesi lato tani la mente perché poi ci siamo divisi noi per direccetto greco con il suo con il suo lato si occupò di là e noi per dire io Pippo Gambino diciamo ci siamo occupati di questa situazione latocinesi.
>> Ecco. E quindi della situazione della quale vi siete occupati voi. Ha detto Nino Badalamenti, >> gallina. >> Gallina >> poi ci fu impastato pure. >> Questi sono tutti >> tutti omicidi che riangciano in questa strategia >> sempre in questo ambito di di strategia unitaria, giusto? >> Sì, sì. Dicevo, questi sono eh tutti omicidi con ritrovamento dei corpi o ci sono anche delle scomparse? >> No, si è trovato, Gallina si è trovato, Impessato si è trovato perché sono state sparate.
>> Sono stati sparati. Lei ne ricorda altri o comunque ne ha commessi altri? >> Sì, ne ho commessi altri, anche perché poi abbiamo fatto pure pulizia all’interno della nostra famiglia. Ecco chi avete >> e i fratelli Severino, Salvo Di Maio e il Filippone, cioè poi Toto Di Maio riuscì a scapparci, cioè poi abbiamo fatto pulizia pure nella nostra famiglia che erano tutte persone legate, diciamo, a questo gruppo.
>> Ma Scaglione è ancora vivo? Certo, a Scaglione ce lo donevamo perché ci doveva aiutare in questa situazione, per questo ci serviva Scaglione. >> Ecco, ecco, ci faccia capire un attimo qual è il comportamento di Salvatore Scaglione in questo periodo. Lo avevamo lasciato, diciamo, alle elezioni per il rinnovo delle cariche all’interno della famiglia della Noce che lei colloca nel 1980.
Ricordo bene? >> Sì, sì. Ecco, e lei aveva detto, dice Ciscaglione si era riavvicinato a noi. >> Sì. Tantoè vero che aveva dato il sotto a Gangciel Raffaele. >> Sì. >> E la e il capodina a Enzo Anselmo. >> Suo zio >> Vincenzo Anselmo. >> Sì. >> E nel corso di di dell’inizio della guerra di mafia, Bontate inserillo, Scaglione come è collocato? Niente, Scallone è collocato che è vicino a noi e si mette subito a disposizione e infatti non >> Quindi mi chiarisca questo punto.
Bontate già capisce che Scaglione ha preso le distanze da lui prima di essere ucciso. Sì, già. Lo Scaglione aveva preso le distanze perché era successo che allo Scaglione il Bontate ci aveva detto dimettersi di rappresentante in modo che >> Bontate aveva detto a Scaglione di dimettersi dal rappresentante in modo >> in modo in modo che visto che lui non poteva avere più il mandamento in modo che i voti della famiglia della Noce sarebbero confluiti a Totò Di Maio.
Una volta eletto Totò Di Maio rappresentante poteva divenire si poteva rifare di nuovo il mandamento e quindi Stefano Bontà acquisire ancora più forza all’interno della commissione. Mi segue? >> Perché Totò Di Maio era amico di Scaglione e di >> Sì. sotto capo all’epoca. All’epoca era quando io quando a me m’hanno combinato nell’80.
>> Sì. Toto Scaglioni è rappresentante e e Toto de Maoi è sotto capo. >> Ho capito. E quindi gli dà questo consiglio, >> cosa che Toto Scaglione non ha voluto accettare, >> cioè nel senso che Stefano Bontate aveva capito che la vostra opposizione era solo nei confronti di Caglione o perlomeno i motivi ufficiali voi li potevate esprimere solo nei confronti di Scaglione perché aveva avuto quella storia della figlia incinta.
Sì, no, anche perché ormai era stato stabilito dalla commissione che Tot Scaglione mandamento non ne poteva avere più. >> Era rimasto il rappresentante >> Era rimasto il rappresentante, ma mandamento non ne poteva avere più. E allora Stefano Bontate, per aggirare questa questa sanzione o questa decisione della commissione suggerisce a Scaglione di dimettersi di fare diventare di fare leggere capofamiglia >> Salvatore Di Maio in modo tale che Salvatore Di Maio potesse continuare a mantenere il mandamento.
È possib >> no? Si rifaceva di nuovo il mandamento. Una volta che veniva eletto Totò Di Maio si ricostituiva il mandamento. >> Sì. Eh, quindi dico perché l’ostacolo era rappresentato solo dallo scaglione. >> Sì, lo scaglione ormai a vita non poteva diventare più capomandamento. >> Abbiamo capito.
E allora Scaglione non aderisce, ovviamente >> non aderisce a questa situazione e proprio si cerca di di avvicinarsi alle nostre posizioni. All’epoca c’era ancora mio zio Rosario vivo e il mio zio Rosario, diciamo, non ne vuole sapere di questa di questa di questo riavvicinamento perché lo odiava. proprio a morte e quindi dice “No, ce ne andiamo tutti a votazione perché ormai noi ce l’avevamo fatti pure i conti visto che ora nella famiglia della Noce si erano venuti a creare tre gruppi.
Gruppo Scaglione, gruppo Di Maio, gruppo nostro.” Ho capito, >> ma Dorina diceva no, dice lasciamo stare noi si è butaggione, facciamolo diventare i voti nostri diamocelo sempre a lui, facciamo stare a lui rappresentante in questo momento perché già vuol dire, ripeto, Tot Scaglione vedeva Totorrina vedeva avantamante, se nonché mio zio non voleva.
Il 2 luglio 80 mio zio muore, a questo punto la persona di >> suo zio muore quando? Il 2 luglio del 1980. >> 2 luglio del 1980. Sì. >> A questo punto la la persona di maggior Picco all’interno nostro diventa Gangci Raffaele. >> Sì. >> E G Raffaele acconsente alla strategia di Totorrina di dire “Sì, va bene, andiamo a votare e ci diamo i voti a Toto Scaglione e così facciamo la famiglia”.
Toto Scaglione si prende l’impegno di darci il sotto capo a Gang Raffaele la Daacina a Vincenzo Anselmo. >> Sì, >> facciamo l’elezione e così avviene. >> Ho capito che >> in questa elezione specifiche medio in questa elezione cosa avviene? Ripeta, >> in questa elezione viene eletto Raffaele Totò Scaglione, rappresentante Inosciarabba consigliere e poi Totò Scaglione si chiama come sotto capo Dang Raffaele.
>> E il capo comandamento chi era? Noi in quel momento siamo sempre aggregati a Portanova, nel 1980, >> quindi risponda capomandamento >> Pippo Calò. >> Pippo Calò. Arrivati allora a
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