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ADDIO F-35! L’Italia Svela l’Arma Segreta da 21 Miliardi 🇮🇹 (Gli USA Tremano)

Ma nel frattempo il programma è cambiato. Non è più solo un aereo, è un sistema di sistemi. Un caccia con intelligenza artificiale, droni fedeli che volano al suo fianco, armi a energia diretta, laser, sensori che processano dati a velocità mai viste, cockpit virtuale nel casco del pilota, capacità di volare senza pilota, architettura digitale aperta per aggiornamenti continui, velocità Mac 3, il doppio di un F35.

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Questo non è un aereo, è una piattaforma di guerra del XXo secolo. È una piattaforma così, costa, ma c’è un altro motivo per cui il costo è triplicato, un motivo che pochi vi diranno. Il programma F35, 90 aerei, 18 miliardi di euro. L’Italia ne ha comprati 90, li usa, funzionano. Ma c’è un problema.

Le Black Box, parti dell’aereo controllate esclusivamente dagli Stati Uniti. L’Italia non può toccarle, non può aggiornarle, non può nemmeno sapere cosa c’è dentro. Se domani Washington decidesse di bloccare gli aggiornamenti, i nostri F35 diventerebbero obsoleti. Questa è la dipendenza tecnologica e Giorgia Meloni lo sa, Guido Crosetto lo sa, Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, lo sa benissimo.

Per questo il GCP costa di più, perché nel GCP non ci sono black box, zero. L’Italia ha accesso a tutta la tecnologia, può modificare, può aggiornare, può controllare. Questo si chiama sovranità tecnologica e la sovranità ha un prezzo, 18,6 miliardi. Ma pensateci un attimo. Se tra 20 anni gli Stati Uniti decidessero di non vendere più pezzi di ricambio, se decidessero di bloccare i nostri F35 per motivi politici, l’Italia sarebbe disarmata.

Con il GCP mai, perché l’Italia possiede un terzo della tecnologia, 33,3%, uguale al Regno Unito, uguale al Giappone. Tre partner, tre uguali. Nessuno comanda, tutti decidono insieme. Questo è il valore vero dei 21 miliardi. Non stiamo comprando un aereo, stiamo comprando indipendenza. Ma cosa rende il GCP così speciale? Perché tutti parlano di sesta generazione come se fosse magia? Facciamo un confronto.

Finta generazione F35 F22 Raptor stealt invisibile ai radar. Sensori avanzati supersonico. Impressionante. Ma il Gup va oltre. Primo, intelligenza artificiale. L’aereo non è solo pilotato, è assistito. L’intelligenza artificiale analizza il campo di battaglia in tempo reale, identifica minacce.

suggerisce tattiche, prende decisioni in millisecondi. Il pilota non è solo, ha un copilota digitale. Secondo, MandMand Teaming. Il GCP non vola da solo, vola con uno sciame di droni, loyal wingman, ali fedeli, droni che raccolgono intelligence, droni che disturbano i radar nemici, droni che valutano i danni dopo un attacco e il GCP è il comandante di una flotta aerea.

Terzo, armi a energia diretta, laser. Niente, più missili che finiscono. Un laser spara finché ha energia e l’energia arriva dai motori dell’aereo. Infinito. Quarto, velocità Mac 3. Tre volte la velocità del suono, più veloce di qualsiasi missile attuale. Se ti insegue non scappi, se lo insegui non ti raggiunge. Quinto cockpit virtuale.

Il pilota indossa un casco. Nel casco vede tutto. 360°. sensori, mappe, minacce, obiettivi. Non ha bisogno di guardare gli strumenti, ha bisogno solo di guardare avanti. E sesto, architettura aperta. L’aereo è modulare, puoi cambiare sensori, puoi cambiare armi, puoi cambiare software. Come aggiornare un computer? Il GCP del 2035 non sarà uguale al GCup del 2050, sarà sempre migliore.

Questo è il futuro e l’Italia sta costruendo questo futuro insieme al Regno Unito e Giappone. Ma chi sono le persone dietro questo programma? Chi ha il coraggio di scommettere 21 miliardi? Primo, Giorgia Meluni, presidente del Consiglio. 16 gennaio 2026, Tokyo incontra la prima ministra giapponese Takaci Sanae. Dichiarazione congiunta: Esprimo soddisfazione per i progressi del GCAP.

Confermiamo l’importanza di raggiungere l’obiettivo del 2035. Meloni non ha dubbi. Il GCAP è una priorità strategica, non solo militare, industriale, perché il Gap significa migliaia di posti di lavoro in Italia. Secondo Guido Crosetto, ministro della difesa, l’uomo che ha presentato i 18,6 miliardi al Parlamento e ha detto una frase che resterà nella storia.

Questo non è semplicemente un aumento di spesa, sono scelte coraggiose e strategiche orientate alla trasformazione profonda dello strumento militare, pronto ad affrontare qualsiasi minaccia in qualsiasi momento, per tutto il tempo necessario. Crusetto sa che alcuni parlamentari protesteranno, ma sa anche che l’Italia non può restare indietro.

Non in un mondo dove Cina e Russia sviluppano caccia di sesta generazione. Non in un mondo dove la tecnologia militare decide chi comanda. Terzo, Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, l’azienda italiana che costruisce il GCAP insieme a BAS Systems e Mitsubishi. Leonardo ha già 3000 ingegneri italiani che lavorano sul programma. 3.000.

Su un totale di 9.000 nel mondo intero. Un terzo degli ingegnari è italiano. Torino, caselle, la casa del Gup italiano. Dove oggi si assembla l’Eurofighter, domani si assemblerà il Gup. Ma il lavoro non è solo a Torina, Roma, Pomezia, Firenze, Nerviano. Leonardo ha diffuso il programma in tutta Italia perché il GCP non è solo tecnologia, è economia, è lavoro, è futuro. E Cingolani lo sa bene.

Ha dichiarato che Leonardo investirà miliardi nei prossimi anni per assicurarsi che l’Italia sia al centro di questo progetto, non ai margini, al centro. Ma il GCAP non è solo un programma militare, è una partita geopolitica e l’Italia sta giocando da protagonista. 3 gennaio 2026 Guido Crosetto fa una dichiarazione che scuote l’Europa.

Germania e Australia potrebbero entrare nel Gap. Stiamo lavorando alle condizioni. Capite cosa significa? La Germania, il paese più ricco d’Europa, il paese con l’industria aereospaziale più potente d’Europa, sta guardando al GCP perché perché il loro programma, l’FCAS, è in crisi. FCAS, Future Combat Air System, Francia, Germania e Spagna doveva essere il rivale del Gap, ma è bloccato.

Litigi su chi controlla la tecnologia, litigi su chi costruisce i pezzi, litigi su chi comanda. Risultato nulla e la Germania sta perdendo pazienza. Se l’FCAS non si sblocca, Berlino potrebbe guardare al GCP e se la Germania entra, il GCP diventa il programma aereo spaziale più grande del mondo occidentale, più grande del programma americano F47, più grande di qualsiasi cosa.

Ma c’è un altro paese interessato, Australia, il paese che ha cancellato il contratto con la Francia per i sottomarini, il paese che ha firmato Hous con Stati Uniti e Regno Unito. L’Australia guarda al GCAP perché vuole autonomia nell’Indo Pacifico e il Regno Unito è già nel GCP. Per l’Australia entrare è logico. Ma tutto questo cosa significa per l’Italia? Significa che l’Italia non è più un paese che compra tecnologia.

È un paese che crea tecnologia, è un paese che altri vogliono unire. Questo è il cambio di paradigma. L’Italia non insegue più, l’Italia guida. Ma parliamo di soldi perché 18,6 miliardi sono tanti, troppi, dicono alcuni. Ma qual è il ritorno? Primo, posti di lavoro. 3000 ingegneri Leonardo lavorano già sul GCP, ma nei prossimi anni il numero salirà. 5.

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