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La Morte di Stefano Bontate: Francesco Paolo Anzelm

Benvenuti su Storie Mafia. >> Ci lamentavamo, diciamo, di questa situazione, di come andavano queste cose di Cosa Nostra, cioè ora non è che però c’erano malcontenti per dire va che non eravamo più come una volta, diciamo, va, non eravamo stufo di questa situazione. Ecco, questo diciamo in poche parole. >> Sì, ma ma scontento perché eravate >> No, no, no, perché eravamo de danuti, no perché non è che ci mancava niente.

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Non ci mancava niente alla tante della libertà, poi non è che ci mancava nient’altro. eravamo tranquilli, diciamo, sotto questo aspetto anche economico, non perché vedevamo e riflet e riflettevamo a tutte le cose magari sbagliate che avevamo fatto anche per dire questa si parlava per dire cose fra di noi, per dire era meglio che non si ammazzava Stefano Bontadi perché con Stefano Bontadi bene o male c’erano, come si dice quando ci sono due parti che dialogano uno contrario uno, invece poi con Totorrina e tutti gli altri capi

mandamenti e diventò, diciamo, unica la situazione, ma non è non è che c’era tutti tutti di una linea Questo era il discorso, va. E quindi ci mancavamo anche di questo per dire ammazzamo Stefano Bondate per migliorare i cose invece di cose peggioraro perché non c’era più niente sotto questo aspetto, quindi queste lamentele, queste queste riflessioni si facevano.

Prego. >> Sì, sì. >> Signora, lei ha fatto parte di Cosa Nostra? Sì, sono stato combinato nel 1980 nella famiglia della Noce. >> Ricorda Cisione che mese è stato combinato? Dove è stato? >> Io sono stato combinato subito dopo essere stato scarcerato, quindi credo marzo-aprile del 1980. Sono stato combinato in una proprietà di Salvatore Scaglione che all’epoca era il mio rappresentante e quel giorno fummo combinati in sette nella famiglia.

Io, Immoganci, Pippo Spina, Franco Spina, Totò Severino, Enzo Messere e Aurelo Sciarabba. In quale famiglia mafiosa? >> Nella famiglia della Noce. >> Lei ha avuto un padrino? Dire come si chiama? >> Sì, il mio padrino è stato Giannuzzo Liperi che all’epoca era il sotto capo di Portanova, perché noi all’epoca eravamo aggregati al mandamento di Portanova.

>> La famiglia della Noce quindi era aggregata al mandamento di Portanova. Chi era nel 1980 il capo? >> Il rappresentante della famiglia di Portanova era Pippo Calò e capo Mandamento. >> Ha già detto qual era la carica di Giovanni Vipa. >> Sì, era sotto capo, ho detto di Pippo Calò.

Senta, lei apparteneva anche a una famiglia di sangue? >> Sì, i fratelli di mio padre erano uomini d’onore della famiglia della Noce. >> Ci vuole riferire con sei sì rapporti di Entela con la >> Sì. La famiglia Ganci, diciamo, Ganci Raffaele era era sposato con Spina Giuseppina, Anselmo Rosario era sposato con Spina Caterina che erano sorelle queste due.

>> Anselmo Rosario chi è? >> Fratello di mio padre. Allora, facciamo così per mettere ordine dire i parenti suoi della famiglia Anselmo appartengono che o appartenevano? >> Sì, Anselmo Rosario e Anselmo Vincenzo, fratelli di mio padre. >> Suo padre come si chiama o si chiamava? >> Si chiamava Giuseppe >> che lui faceva parte di nostra.

>> No, no, no. Mio padre no. >> Questi suoi Rosario e Vincenzo e Vincenzo erano uomini d’onore. >> Sì. Della noce. >> Avevano delle cariche all’interno della famiglia. Ma prima di essere combinato io, che poi l’ho preso dopo, c’era mio zio Saro che era stato capo decina, poi dopo sono stato combinato io, mio zio Enzo è diventato pure capodecina.

>> Lei ci ha riferito il rapporto di affinità con Ganci Raffaele. Ci vuole dire se poi ci sono state altre parentele con i figli di Ganci Raffaele o altri rapporti di affinità? >> Sì, poi diciamo che io mi sono sposato pure con una spina. Ganci Calvogero si è sposata con un Anselmo, la figlia di Vincenzo Anselmo.

Mimmo Ganci si è sposata, diciamo, con una cugina di mia moglie che sono figli di fratello e sorella. Quindi, diciamo, c’erano questi matrimoni, diciamo, che portavano a questa parentela acquisita. >> Prima dell’80, del marzo 80 lei, lei aveva già, diciamo, interessi all’interno della famiglia mafiosa. Mi spiego meglio, aveva già commesso reati per conto della sua famiglia? >> Sì, avevo già commesso reati.

Ci vuole dire che tipo di reati aveva commesso? >> Ma per conto di Cosa Nostra io avevo commesso dei furti d’auto e poi avevo commesso pure un duplice omicidio. >> Dire chi erano queste persone che avete? >> Erano due persone a Belmonte Mezzagno, un certo Vagli, quello che doveva morire, poi ne ne è morto pure un altro dentro un bar e ci sono andato io e Luchino Bagarella.

>> Siete stati voi due soltanto gli esecutori o sono stati? No, no, quelle che abbiamo sparato sono stato Iell Luchino, poi c’era fuori Mimmo Ganci, Nino Marchese che ci aspettavano ed altri del posto. >> Eh, quando lei parla di furti di auto a cosa si riferisce? Cioè, furti semplici o furti finalizzati a utilizzare questi? No, no, furti che per dire mio zio, mio zio Saro o su Raffaele ci diceva che ci bisognava una macchina e noi ce l’ andavamo a rubare.

Tra l’altro io ho pure rubato la macchina insieme a Mimmo Ganci che servì per l’omicidio del dottor Boriste Giuliano. >> Lei ha detto di essere stato combinato nel marzo dell’80 subito dopo essere stato scacerato. vuole spiegarci quanti periodi di detenzione ha sofferto e se ricorda anche >> Sì, io la prima volta sono stato arrestato il 25 dicembre del 1976 per una rapina e sono stato detenuto fino al 19 luglio del 1977 perché poi sono sono stato assolto al processo.

Mi hanno inviato in soggiorno obbligato, poi mentre che ero di soggiorno obbligato mi arrivò il cartolino militare, me ne sono andato militare. Poi mentre io ero militare diciamo che mi fecero l’appello e me la passarono a sorveglianza speciale a Palermo. E mentre che ero sorvegliato speciale a Palermo, come lo dicevo nel 1980, se non ricordo male il 4 gennaio del 1980 sono stato tratto in arresto perché avevano trovato le mie impronte in una macchina rubata.

Mi sono fatto un 2007 meset di carcere, credo, e sono uscito in libertà provvisoria e poi sono stato combinato. Poi mi fecero il processo, diciamo che me ne andai pure assorto di questo processo. Poi sono stato arrestato il 7 marzo del 1989 che ero l’aditante perché mi avevano fatto un mandato di cattura, perché ero l’aditante perché avevo sparato a mio zio, un altro fratello di mio padre.

>> Come si chiamava? Salvatore perché aveva iniziato a collaborare, quindi io ci andrai a sparare >> su ordine di >> su ordine di Cosa Nostra, quindi ci andrai a sparare a casa. >> Ma quando dice Cosa Nostra intende dire c’è chi le diede? Ma andare >> G Raffaele >> e quando lei dice su ordine di Cosa Nostra si riferisce al fatto che sparare o al fatto che altri avevano, >> no? Perché quella, diciamo, fu tutta una strategia perché nel 1984, da novembre in poi, diciamo che ci fu una serie di di omicidi in danno di collaboratori di

giustizia o parenti e quindi, diciamo, ero lati tante per questo reato. Poi nel 90, nell’8 il 7 marzo dell’89 mi hanno arrestato e sono stato detenuto fino al 7 settembre del 1990, avevo fatto già 18 mesi di carcere e sono stato prosciolto per non aver commesso il fatto. Dopodiché, diciamo, che sono ritornato di nuovo a Palermo e mi hanno arrestato per l’ultima volta il 10 giugno del 1993 in località degli Androni insieme a Gci Raffaele e a Gci Cavalogero per un mandato di cattura per il processo denominato Corleone, operazione

Corleone. Poi fu chiamata Agrigento questo processo dal nome del capolista. >> Io vorrei capire una cosa, ma lei prima dell’89 si era reso latitante? Sì, l’ho detto che ero la detante >> e non l’abbiamo compreso. Spiega. >> Non ho capito a questo punto la domanda. >> La domanda è questa. Lei quando rispondendo a una mia domanda ha detto che dopo che nell’89 è stato nuovamente arrestato.

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