Benvenuti su Storie Mafia. >> Ci lamentavamo, diciamo, di questa situazione, di come andavano queste cose di Cosa Nostra, cioè ora non è che però c’erano malcontenti per dire va che non eravamo più come una volta, diciamo, va, non eravamo stufo di questa situazione. Ecco, questo diciamo in poche parole. >> Sì, ma ma scontento perché eravate >> No, no, no, perché eravamo de danuti, no perché non è che ci mancava niente.
Non ci mancava niente alla tante della libertà, poi non è che ci mancava nient’altro. eravamo tranquilli, diciamo, sotto questo aspetto anche economico, non perché vedevamo e riflet e riflettevamo a tutte le cose magari sbagliate che avevamo fatto anche per dire questa si parlava per dire cose fra di noi, per dire era meglio che non si ammazzava Stefano Bontadi perché con Stefano Bontadi bene o male c’erano, come si dice quando ci sono due parti che dialogano uno contrario uno, invece poi con Totorrina e tutti gli altri capi
mandamenti e diventò, diciamo, unica la situazione, ma non è non è che c’era tutti tutti di una linea Questo era il discorso, va. E quindi ci mancavamo anche di questo per dire ammazzamo Stefano Bondate per migliorare i cose invece di cose peggioraro perché non c’era più niente sotto questo aspetto, quindi queste lamentele, queste queste riflessioni si facevano.
Prego. >> Sì, sì. >> Signora, lei ha fatto parte di Cosa Nostra? Sì, sono stato combinato nel 1980 nella famiglia della Noce. >> Ricorda Cisione che mese è stato combinato? Dove è stato? >> Io sono stato combinato subito dopo essere stato scarcerato, quindi credo marzo-aprile del 1980. Sono stato combinato in una proprietà di Salvatore Scaglione che all’epoca era il mio rappresentante e quel giorno fummo combinati in sette nella famiglia.
Io, Immoganci, Pippo Spina, Franco Spina, Totò Severino, Enzo Messere e Aurelo Sciarabba. In quale famiglia mafiosa? >> Nella famiglia della Noce. >> Lei ha avuto un padrino? Dire come si chiama? >> Sì, il mio padrino è stato Giannuzzo Liperi che all’epoca era il sotto capo di Portanova, perché noi all’epoca eravamo aggregati al mandamento di Portanova.
>> La famiglia della Noce quindi era aggregata al mandamento di Portanova. Chi era nel 1980 il capo? >> Il rappresentante della famiglia di Portanova era Pippo Calò e capo Mandamento. >> Ha già detto qual era la carica di Giovanni Vipa. >> Sì, era sotto capo, ho detto di Pippo Calò.
Senta, lei apparteneva anche a una famiglia di sangue? >> Sì, i fratelli di mio padre erano uomini d’onore della famiglia della Noce. >> Ci vuole riferire con sei sì rapporti di Entela con la >> Sì. La famiglia Ganci, diciamo, Ganci Raffaele era era sposato con Spina Giuseppina, Anselmo Rosario era sposato con Spina Caterina che erano sorelle queste due.

>> Anselmo Rosario chi è? >> Fratello di mio padre. Allora, facciamo così per mettere ordine dire i parenti suoi della famiglia Anselmo appartengono che o appartenevano? >> Sì, Anselmo Rosario e Anselmo Vincenzo, fratelli di mio padre. >> Suo padre come si chiama o si chiamava? >> Si chiamava Giuseppe >> che lui faceva parte di nostra.
>> No, no, no. Mio padre no. >> Questi suoi Rosario e Vincenzo e Vincenzo erano uomini d’onore. >> Sì. Della noce. >> Avevano delle cariche all’interno della famiglia. Ma prima di essere combinato io, che poi l’ho preso dopo, c’era mio zio Saro che era stato capo decina, poi dopo sono stato combinato io, mio zio Enzo è diventato pure capodecina.
>> Lei ci ha riferito il rapporto di affinità con Ganci Raffaele. Ci vuole dire se poi ci sono state altre parentele con i figli di Ganci Raffaele o altri rapporti di affinità? >> Sì, poi diciamo che io mi sono sposato pure con una spina. Ganci Calvogero si è sposata con un Anselmo, la figlia di Vincenzo Anselmo.
Mimmo Ganci si è sposata, diciamo, con una cugina di mia moglie che sono figli di fratello e sorella. Quindi, diciamo, c’erano questi matrimoni, diciamo, che portavano a questa parentela acquisita. >> Prima dell’80, del marzo 80 lei, lei aveva già, diciamo, interessi all’interno della famiglia mafiosa. Mi spiego meglio, aveva già commesso reati per conto della sua famiglia? >> Sì, avevo già commesso reati.
Ci vuole dire che tipo di reati aveva commesso? >> Ma per conto di Cosa Nostra io avevo commesso dei furti d’auto e poi avevo commesso pure un duplice omicidio. >> Dire chi erano queste persone che avete? >> Erano due persone a Belmonte Mezzagno, un certo Vagli, quello che doveva morire, poi ne ne è morto pure un altro dentro un bar e ci sono andato io e Luchino Bagarella.
>> Siete stati voi due soltanto gli esecutori o sono stati? No, no, quelle che abbiamo sparato sono stato Iell Luchino, poi c’era fuori Mimmo Ganci, Nino Marchese che ci aspettavano ed altri del posto. >> Eh, quando lei parla di furti di auto a cosa si riferisce? Cioè, furti semplici o furti finalizzati a utilizzare questi? No, no, furti che per dire mio zio, mio zio Saro o su Raffaele ci diceva che ci bisognava una macchina e noi ce l’ andavamo a rubare.
Tra l’altro io ho pure rubato la macchina insieme a Mimmo Ganci che servì per l’omicidio del dottor Boriste Giuliano. >> Lei ha detto di essere stato combinato nel marzo dell’80 subito dopo essere stato scacerato. vuole spiegarci quanti periodi di detenzione ha sofferto e se ricorda anche >> Sì, io la prima volta sono stato arrestato il 25 dicembre del 1976 per una rapina e sono stato detenuto fino al 19 luglio del 1977 perché poi sono sono stato assolto al processo.
Mi hanno inviato in soggiorno obbligato, poi mentre che ero di soggiorno obbligato mi arrivò il cartolino militare, me ne sono andato militare. Poi mentre io ero militare diciamo che mi fecero l’appello e me la passarono a sorveglianza speciale a Palermo. E mentre che ero sorvegliato speciale a Palermo, come lo dicevo nel 1980, se non ricordo male il 4 gennaio del 1980 sono stato tratto in arresto perché avevano trovato le mie impronte in una macchina rubata.
Mi sono fatto un 2007 meset di carcere, credo, e sono uscito in libertà provvisoria e poi sono stato combinato. Poi mi fecero il processo, diciamo che me ne andai pure assorto di questo processo. Poi sono stato arrestato il 7 marzo del 1989 che ero l’aditante perché mi avevano fatto un mandato di cattura, perché ero l’aditante perché avevo sparato a mio zio, un altro fratello di mio padre.
>> Come si chiamava? Salvatore perché aveva iniziato a collaborare, quindi io ci andrai a sparare >> su ordine di >> su ordine di Cosa Nostra, quindi ci andrai a sparare a casa. >> Ma quando dice Cosa Nostra intende dire c’è chi le diede? Ma andare >> G Raffaele >> e quando lei dice su ordine di Cosa Nostra si riferisce al fatto che sparare o al fatto che altri avevano, >> no? Perché quella, diciamo, fu tutta una strategia perché nel 1984, da novembre in poi, diciamo che ci fu una serie di di omicidi in danno di collaboratori di
giustizia o parenti e quindi, diciamo, ero lati tante per questo reato. Poi nel 90, nell’8 il 7 marzo dell’89 mi hanno arrestato e sono stato detenuto fino al 7 settembre del 1990, avevo fatto già 18 mesi di carcere e sono stato prosciolto per non aver commesso il fatto. Dopodiché, diciamo, che sono ritornato di nuovo a Palermo e mi hanno arrestato per l’ultima volta il 10 giugno del 1993 in località degli Androni insieme a Gci Raffaele e a Gci Cavalogero per un mandato di cattura per il processo denominato Corleone, operazione
Corleone. Poi fu chiamata Agrigento questo processo dal nome del capolista. >> Io vorrei capire una cosa, ma lei prima dell’89 si era reso latitante? Sì, l’ho detto che ero la detante >> e non l’abbiamo compreso. Spiega. >> Non ho capito a questo punto la domanda. >> La domanda è questa. Lei quando rispondendo a una mia domanda ha detto che dopo che nell’89 è stato nuovamente arrestato.
Dopo l’80 ho sofferto due mesi di carcerazione e poi ha detto sono stato nuovamente arrestato nell’89 per l’omic. >> Ma che ero l’atante? Ve l’ho detto io. >> Ecco, io vorrei sapere quando lei ha ucciso zio >> e quanti anni lei è stato latitante dall’80 all’89 quando si è reso le >> Ma io mi sono reso la tante nell’84, diciamo, quando andai a sparare a mio zio, perché come le ripeto io ci sparai sopra, ci andai a casa e c’erano tutti i familiari e c’era stata una mia cugina che si era fatto scappare il mio nome, anche se poi non non confermò più niente
e infatti io sono stato prosciolto a forma piena, diciamo, da questo omicidio E quindi io diciamo che mi diete l’aletanze subito, però il mandato di cattura a me lo fecero nel 1986 e quindi io sono stato la ditante, diciamo ufficiale dal 1986 al 1989. Ora è lo era. >> Ora è chiaro, vero? Poi lei ha detto che nell’80 che nel 90 è uscito ed è stato nuovamente arrestato nel giugno del 9.
Sì. per quel per l’operazione tempesta così tempesta con Leone. Io volevo capire quali reati le att questa ordinanza di >> Io mi attribuisco il reato di associazione mafiosa. È una scomparsa. >> Lei ha detto e poi torneremo poi 180 suo mandamento era quello di Portanov e che capomamento era Pippo Car.
ci vuole spiegare che cosa il tempo e se lei ha sempre è stato sempre in questo mandamento di Porta Nuovo se il tempo No, quando io diciamo nel 1980 sono entrato, noi eravamo aggregati perché la Noce ha fatto sempre mandamento, quindi noi eravamo aggregati, diciamo, di Porta Nuova, se nonché, diciamo, poi scoppiò la >> Che significa e signor Anselmo? Guardi, questa è una corte nuova, quindi lei dovrebbe essere la Noce ha fatto sempre mandamento e che voi eravate aggregati a Portanovo.
Lo vuole spiegare per favore? >> Sì, sì. La Noce av ha fatto sempre mandamento per quello che ne so io, per quello che mi è stato detto quando io sono entrato a fa parte ufficialmente di Cosa Nostra, se nonché che era successo che il rappresentante dello Scaglione era pure il capomandamento della noce se non che era successo che c’era lui, aveva lui sua figlia fidanzata in casa con Carmelo Meola, figlio del costruttore Luigi.
A questo punto diciamo che sua figlia fu messa incinta e lui diciamo che organizzò la cosiddetta fuitina non non venendo a dire diciamo che sua figlia aveva sbagliato, che aveva fatto, diciamo, questa situazione senza essersene fuggita e quindi diciamo che gli Anselmo, i Ganci, gli irpinaci portarono questa accusa a Toto Scaglione di immoralità e a questo punto diciamo che la commissione stabilì che Toto Scaglione non era più capomandamento e poteva fare solo ed esclusivamente il rappresentante e quindi il mandamento della noce che all’epoca era composta
dalla famiglia di Uditore Noce e Malafina fu diviso. La noce fu aggregata a Portanova, Malafina fu aggregata a Resultana, l’uditore fu aggregata a Bocca di Falco. >> Questo quando si verifica >> e io non c’ero combinato mai >> e quindi in periodo precedente sicuramente all’80 visto >> e non non ha dei particolari più precisi spiegarci quando? No, non mi ricordo, ma comunque diciamo che si ci può risalire perché c’è il matrimonio di Carmelo Meovola.
>> Quindi nell’80 c’è questa situazione per cui la noce, il mandamento della noce fu aggregato, cioè la famiglia della noce fu aggregata, ho sbagliato io, fu aggata a Cosa è successo poi nel tempo? Qual è? >> Niente, come le dicevo, a questo punto diciamo c’era il fatto che Toto Scaglione era il rappresentante della Noce, quindi mandamento la Noce non ne poteva avere finché c’era lui.
Lui fra l’altro era schierato dal lato di Stefano Bontade, Totucci Inzarillopo, Tanino Ballalamenti e company. A questo punto Stefano Bontate ci fa sapere a Toto Scaglione, dice “Senti,” dice “ma perché?” Dice, “dobbiamo tenere questa situazione così?” dice, “Dimettiti”, dice così, dice tutti i tuoi voti li fai confluire su Totò Di Maio, su Salvatore Di Maio che all’epoca era il sottocapo della famiglia della Noce.
Cioè così dice el leggiamo a Toto Di Maio il rappresentante e Toto Di Maio non ci sono vincole può avere il mandamento così noi abbiamo più forza in commissione. Questo era il discorso di Stefano Bontade se non che lo Scaglione a questa situazione non acconsentì e cercò un avvicinamento di nuovo nei nostri confronti perché noi eravamo in rottura con lo scaglione perché lui era vicino a queste posizioni, noi eravamo vicine alle posizioni di Luciano Origio, Dottor Rino, Abino Provenzano.
Quando lei dice noi si riferisce agli Anselmo oppure anche ad altre >> gli Anselmi, spine, ganci e i picconi c’erano, diciamo, che erano schierati con i colleonesi della noce. A questo punto, diciamo, lo scaglione gli dice “Ma che sta succedendo qua?” e cercò di avvicinarsi a noi, ma mio zio Saro non ne voleva sapere di questa situazione perché all’epoca, diciamo, il personaggio di di Maggior Spicco della Noce, parlando dalla parte nostra, sto parlando era Saraniemmo.
Lo saranzio, non ne voleva sapere di questa cosa, dice no, dice facciamo le elezioni dice e chi e che chi ha più numeri sale. Anche perché a questo punto si capì che la famiglia era non più era frazionata in due gruppi, ma in tre gruppi a questo punto col nuovo ingresso di Di Maio. Mentre Rina sosteneva dice no, dice faci fateci l’alleanza dice metteteviolato.
Ma mio zosaro non ne voleva sapere siccome mio zosaro era malato che aveva un tumore il il 2 luglio del 1980 Sarans Anzemmo muore. A questo punto, diciamo, il personaggio di Maggi Spicco, sempre parlando del lato nostro, diventa Gci Raffaele e accondiscente a quello che dice Totorrina di mettersi vicino con Toto Scaglione e quindi si prende l’impegno che noi votiamo a Toto Scaglione come rappresentante, come consigliere se riconferma Ino Sciarabba e Toto Scaglioni in cambio dava il sottocapo e una decina. E così fu. Si
fecero le elezioni e si votò per Todos Scaglione e Inosciarabba confermato. Todo Scaglione, rappresentante in Oscaraba consigliere. A questo punto Toto Scaglione fa sotto capo Gangci Raffaele, capodecina Enzo Anselmo e conferma i pure i precedenti capi capi decina che c’erano Mommo Sedita e Totom Messere.
E questa situazione dura fino a >> Questo quando avviene? >> Questo avviene nel 1980, subito dopo la morte di mio zio Saro. >> Dopo luglio 80. >> Dopo il luglio 80. Sì. dura fino >> e dura fino al 30 novembre del 1982. Faccio un passo indietro. Nel mentre nell’81 era scoppiata la guerra con l’uccisione di Stefano Bontade e compani e tutto sta collaborava con noi anche perché ci serviva che ci doveva fare eliminare diverse persone un tempo a noi contrarie fino a quando il 100 novembre 82 non arriva pure il suo turno, viene soppresso pure Toto Scaglione e quindi a
dicembre dell’82 noi facciamo l’elezione della famiglia e viene eletto Gangci Raffaele rappresentante in Oscarabba confermato consigliere io sotto capo capodina natale Le spina, capo decina mommo fedo. A gennaio del 1983 ci conferiscono il mandamento. La noce ritorna a essere di nuovo mandamento. Genio >> 1983.
Senta, io vorrei capire una lei ha parlato di la guerra di mafia e inizialmente ci ha detto Scaglione era alleato con Tade, poi si avvicinò a voi e per questo fu fatta fu nominato rappresentante. Ora vorrei capire quali furono invece le motivazioni che portarono alla >> Ma dotaglione a me quando mi hanno combinato quando mi hanno combinato e mi hanno presentato a Totorrina, cioè mi hanno presentato a Totorrina come uomo d’onore perché a Totorrina che lo conosco una vita e quindi me l’hanno presentato come uomo d’onore.
Torrina a me mi disse queste due parole subito dopo che io ero stato conato, mi portarono da lui e mi ci presentarono. Mi disse, dice, io non volevo, dice che vi convenavano, dice, a voi. Dice, “perché, dice, siete nati in mano a più cornuto rappresentante della storia di Cosa Nostra?” dice cè fare un buco qua. Cioè, quindi Toto Scagliona che doveva morire una vita perché ripeto era era alleato con tutta questa questo queste persone a noi avverse.
Quindi diciamo che Toto Scaglione e che Totorrina se n’è servito lo scaglione, come ci ho detto perché ci doveva fare ammazzare delle persone a noi avverse e così fu infatti e quando diciamo Totò Scaglione, Sariccobone non ci servirono più, il 3982 ci fu l’epilogo, la chiusura di quello che era iniziato nell’81. Quindi le elezioni, le nuove elezioni all’interno della famiglia della Noce sono in in che periodo le colloca? >> Quando viene eletto Canci Raffaele, lei sta parlando? >> Esatto.
>> A dicembre del 1982. >> Questa queste elezioni all’interno della famiglia avvennero con >> No, no, assolutamente. Anche perché ormai non avevamo più a nessuno, diciamo, avversi in famiglia, quindi che no non sono state sono state fatte, diciamo così, a voce. >> Lei ebbe il ruolo di sottocapo. >> Sì. ci furono delle motivazioni per lei.
Lei aveva commesso reati dall’80 a fine 82. >> No, ma non è che era questo, diciamo, la situazione. L’associazione che io ero una persona di fiducia che c’è Raffaele, di Totorrina, di Pippo Gambino, cioè ero vicino a loro e quindi diciamo che non è che c’era il discorso se avevo avevo commesso.
Sì, avevo commesso, ma non era questo, diciamo, il metro. >> E qual era il metro? era quello, diciamo, della della persona affidabile, della fedeltà che io ci garantivo. >> Senta, poi lei ha detto che fuori a gennaio 83 si formò il mandamento della noce. Di questo parleremo appena affronteremo il la composizione della dei vari.
Io vorrei chiedere, lei è stato nel momento in cui viene catturato era stato raggiunto soltanto edimento o c’erano altri? No, no, io a giugno 93 ricevo solo quel provvedimento. Poi mentre che ero in stato in detenzione mi hanno riaperto l’indagine per l’omicidio di mio zio Salvatore e mi hanno rifatto di nuovo un mandato di cattura.
Poi nel 95. >> Lei quando? >> Io a luglio 96. >> Ci sono stati dei moticolari? Sì, ci sono stati, diciamo, dei motivi particolari. ho maturato questa decisione principalmente, diciamo, perché io venivo da questa famiglia mafiosa e quindi da piccolo avevo vissuto quest’aria, cioè non è che potevo diventare ingegnere e questo dovevo diventare perché sin da bambini i miei zii, anche mio padre per dire che non era uomo d’onore, però diciamo c’era questa avversetà con le forze dell’ordine e quindi diciamo che ho ho vessuto diciamo in questo clima ed era
una cosa naturale che io sarei finito per come sono finito. Quindi, diciamo, che poi cominciai a pensare, diciamo, dopo quando mi arrestato, cominciai a pensare a mio figlio Pippo che porta il nome di mio padre e io a mio figlio l’avevo fatto crescere mentre che c’ero io in libertà, diciamo, in una gabbia dorata, fuori di tutto.
Invece ora, venendo a mancare io, pensavo che mio figlio sarebbe stato avvicinato dai parenti e magari, diciamo, portato, diciamo, in una via diversa di quella che io ci stavo insegnando, visto che avevo fatto questa esperienza, che c’ero entrato io in storia. E poi diciamo perché non in poche parole non mi ci riconoscevo più in questa situazione, ma la cosa principale è stata questa del mio bambino che non volevo che >> Quando lei è stato arrestato? >> Quando sono stato arrestato io nel 93, mio figlio aveva 11 anni quando nel 96
già ne aveva quasi 15, quindi diciamo che l’età era quella già da cominciare a tenerlo d’occhio e quindi io se c’ero io fuori sicuramente magari potevo fare qualche cosa, ma essendo in carcere io che potevo fare? E quindi questa situazione non mi faceva dormire la notte, avevo gli incubi. Poi, ripeto, non mi ci riconoscevo più.
Poi ho visto pure al processo Agrigento la videoconferenza di Santino di Matteo che si scagliava contro Giovanni Brusca per il discorso di suo figlio e quindi diciamo ho detto >> perché lei non si >> perché non non non mi ci riconoscevo più perché vedevo diciamo che non c’era più più nessuna cosa anche questo questo fatto del figlio di Santino De Matteo del bambino.
Cioè io io per dire quando mio zio collaborò e si decise e si decise di che doveva morire mio zio Salvatore, io se volevo mi potevo pure rifiutare per dire va su Raffaele mandiamoci un altro invece io no, ci sono andato io proprio perché sapevo che a casa di mio zio c’erano i bambini e se ci andava un altro non è che sapevo quello che faceva.
Io invece al rischio di andarmi a prendere le gasolo, ci sono salito io in casa di mio zio davanti a mia zia, davanti ai miei cugini e ai miei cuginette e ci ho sparato io a suo padre proprio per evitare, diciamo, di di toccare i bambini. I bambini che colpa avevano? Chi c’entravano i bambini? Non è che a me cancele mi impose che ci dovevo andare io.
>> La sua collabor è precedente, >> no? successiva, anche perché io con Caloggi Raganci mi Caloggio Roganci proprio in virtù dei discorsi che noi avevamo in carcere perché mentre che eravamo detenuti eravamo messi pure nella stessa cella per certi periodi, diciamo, qua nel processo Agrigento per i discorsi che avevamo avuto e lui lo vedeva che io ero stanco, lui mi mandò a chiamare per dire vedi che io sto collaborando però io in quel momento preso all’approvvista ci disse “No, lasciami stare a me, anche perché prima
dovevo avere pure la certezza se mia moglie e mia figlio mi seguivano, senò se io mia moglie e mia figlie non mi seguivano io Non non non non non mettevo, diciamo, in difficoltà a mia moglie e a mia figlia. Dobbiamo chiarire due, intanto il fatto spiegare Ganci quando è in quali periodi voi avete avuto l’opportunità di stare nella cella prima che iniziassero >> i periodi non è che ce lo so dire, però sono tutte cose registrate.
Cioè, a parte che >> Ma io parlo, volevo capire se stavate insieme, qual era l’og >> No, noi non è che stavamo, noi stavamo insieme solo quando eravamo a Palermo, perché poi anche se eravamo nello stesso carcere, perché io per dire con il 41 bis era ad Scola Piceno e lui era da Ascolle Piceno, però eramo sezione differente.
Poi a noi ci hanno trasferito sempre col 41 bis e ci hanno portato a Spoleto e lui era pure a Spoleto e ci vedevamo dalla finestra, però eravamo in sezione differente, mentre quando scendevamo a Palermo, siccome per il 41 funzionava solo la nona sezione e c’erano tante persone, diciamo, al 41 che le celle si può dire che non ci bastavano e quindi davano la possibilità di mettersi assieme e io mi mettevo insieme a Calogero Ganci e a passeggio andavamo io, Caloggero Ganci, Mimmo Ganci e Raffaele Ganci per il passeggio. Mentre in cella stavo io con
Calogero Ganci. Ora i periodi, io non ce lo so dire, le date qua non mi interessano le date. Volevo capire se erano lunghi periodi o brevi periodi e volevo anche chiedere, lei ha detto ci lamentavamo assieme, parlavamo cosa parlavate Ganci Calogio in relazione a quello che lei ha detto, noi ci lamentavamo assi, >> ma ci lamentavamo, diciamo, di questa situazione, di come andavano queste cose di Cosa Nostra, cioè ora non è che però c’erano malcontenti per dire va che non eravamo più come una volta, diciamo, va,
non eravamo stufo di questa situazione. Ecco questo diciamo in poche parole. Sì, ma ma scontento perché eravate >> No, no, no, perché eravamo detenuti, no, perché non è che ci mancava niente, non ci mancava niente alla tante della libertà, poi non è che ci mancava nient’altro. eravamo tranquilli, diciamo, sotto questo aspetto anche economico, non perché vedevamo e riflet e riflettevamo a tutte le cose magari sbagliate che avevamo fatto anche per dire questa si parlava per dire cose fra di noi, per dire era meglio che non si
ammazzava Stefano Bontadi perché con Stefano Bontadi bene o male c’erano, come si dice quando ci sono due parti che dialogano uno contrario invece poi con Totorrina e tutti gli altri capi mandamenti e diventò, diciamo, unica la situazione, ma non è non è che c’era tutti tutti di una linea Questo era il discorso, va.
E quindi ci mancavamo anche di questo per dire ammazziamo Stefano Bondate per migliorare cose invece di cose peggioraro perché non c’era più niente sotto questo aspetto, quindi queste lamentele queste queste riflessioni si facevano. >> Poi lei ha detto che nel momento in cui Calogero Ganci iniziò a collaborare la mandò a chi vuole spiegare cosa >> niente io le ripeto mi trovavo a Lucardone perché avevo le udienze del processo Agrigento.
Sono che un pomeriggio arrivò un agente penitenziario e mi disse deve scendere giù. Io sono sceso giù e vide dei carabinieri, ma mi scusi, dove devo andare? Dice lei c’ha udienza, siccome io lo sapevo quand’è che avevo udienza cennò guardi ci deve essere un errore, io l’udienza ce l’ho domani. A questo punto diciamo che loro sono rimessi un po’ così.
Dice, “Vabbè”, dice aspetti un attimo. Quindi è arrivato, diciamo, il comandante della sezione dice no dice, ha ragione lei, dice non ce n’è a udienza, dice però dice “C’ha un interrogatorio” dice, “Quindi, dice, non si può rifiutare”. Dice “ci ci deve andare”. Ho detto, ho detto “Va bene, andiamo”. Quindi sono salito in questo blindato dei carabinieri e mi hanno portato, diciamo, qua a Cartanissetta e qua ho visto a Caloggero Gance, mi chiamò e mi disse “Vedi che io sto collaborando”, dice.
E proprio le dicevo questo, dice, siccome dice so che pure tu, dice si sango, di sta cosa nostra tutte queste situazioni di qua, dice, dice collabora pure tu, dice, già dice, “e ce l’ho detto”, dice pure a mio fratello Mimmo che è venuto dice prima di te, però mio fratello Mimmo dice mi ha detto, dice “Fai bene”, dice “perché tu c’hai questo coraggio?” Dice, “Io”, dice “Questo coraggio, dice di di fare questa situazione non ce l’ho”.
dice e a che io ci disse le ripeto perché io fui preso alla sua vista io non non me l’aspettavo un discorso di questo. C no calogero, ti ringrazio. Ci disore t’aiuta c a me lasciami stare e me ne sono andato io. >> Successivamente c’è stata qualche udienza e c’è stato un suo comportamento di >> Sì, no all’indomani era l’udienza, infatti l’ho detto che a me quando mi avevano detto per la scusa che avevo l’udienza ci ho detto “No, guardi che io ce l’ho domani l’udienza”.
Quindi poi all’indomani andando in aula eravamo messi vicini con con Mimmo Ganci, il Ganci Raffaele e Mimmo Ganci mi disse dice io già dice ce l’ho detto dice a Nino Madonia dice ora dice diciamolo qua. E io prese la parola, parlai col presidente il presidente dottore Scaduti e ci disse “Guarda signor presidente che a me ieri mi hanno portato a Cartanissetta mi hanno fatto incontrare con Ganci Calogero che Ganci Calogero sta collaborando”.
Presidente ascolti mi disse guardi dice non lo so se Ganci Caloggero sta collaborando, dice qua risulta rinunciante e Mimmo Ganci ci disse no dice pure io dice ci sono stato dice ieri dice Ganci Calvogelo dice sta collaborando. >> Senta signor Anz io devo chiederle anche quando lei si trovava per quelle volteato a Palermo a parlare con Roglavate di processi? Parlavate di reati che avevate >> di processi? Sì, sicuramente ne parlavamo perché dire canci Raffaele mi raccontava anche con Carci precedentemente che avevamo fatto un viaggio assieme da
Terminesa su Picen mi raccontava discorti capaci Raffele per dire mi raccontava il fatto del confronto che ci avevano fatto fare con Toto Cangemi, quindi se ne parlava di process che se ne parlava di processi di reati fatti assieme onestamente può darsi pure che ne parlavamo, però non mi ricordo. Sicuramente parlavamo per dire perché cosa eravamo imputati per dire con Calogeroci che eravamo imputati per lo stesso reato nel processo Agrigento del reato quindi che ne parlavamo sicuramente di quel reato >> di quelli per cui avevate i in corso.
>> Sì, perché noi avevamo un processo in corso per il fatto della scomparsa di uno di San Giuseppe Eliato che si sospettava che aveva fatto arrestare a Bernardo Brusca e l’avevamo sequestrato. >> E di quelli che non per cui non avevate processi e non eravate indagati, imputati e parlavate.
Guardi, io non mi ricordo, però non posso escludere, diciamo, che ne abbiamo parlato, però sicuramente di quello ne parlavamo. >> Parliamo della sua collaborazione. Lei inizia a collaborare, ci ha spiegato per quali provvedimenti, cioè sulla base di quali provvedimenti lei era detenuta. Io vorrei sapere con quale autorità giudiziaria è iniziato a collaborare e se ci può riferire soltanto così come quali sono stati i più gravi delitti che lei ha commesso e ha immediatamente conato all’autor >> Io ho iniziato a collaborare con l’autorità giudiziaria di Palermo e ho
super per giù diciamo che ci ho che ci ho detto per quelli che erano, diciamo, i miei ricordi in quel momento tutti i reati che avevo commesso maggiormente ci avevo elencato i più gravi. >> V dire quali reati? Ma la strage della circompallazione, il generale della chiesa, dottore Ghennici, capitano Dale Leo, dottore Cassarà.
Questi erano i più gravi che avevo. >> Ha commesso anche altri. >> Sì, sì. >> Li ha >> sì, ne ho pensati. >> Pessarli ha soltanto le sue respilità personali o anche le di altri? >> No, io ho confessato sia per quant erano le mie colpe, sia per quelli che erano con me in quel specifico episodio >> e anche con riferimento al prigento, lei ha quei reati per cui era stato >> Sì, sì.
Oltre a riferirei fatti il reato che lei aveva, lei ha anche unitoaria di informazioni che suo patrimonio biliare >> Sì, tutto ci ho detto io alle dove dove avevo, diciamo, i soldi illeciti, non mi sono tenuto niente e ne debo uscire B. >> Lei sa se i beni lei ha parlato intanto erano beni di provenien >> sa se i beni di cui ha parlato sono questi? Sì, sono sottoposti a segu >> erano beni intestati a Prestanome.
>> A Prestanome. >> Erano beni che riguardavano soltanto lei presente o anche componenti della sua famiglia di sangue? >> No, erano beni che riguardavano me, Calogero Ganci, Mimmo Ganci, Raffaele Ganci, Stefano Ganci. >> Ha fornito anche su appalti tori, reati di >> Non ho capito la domanda. Le chiedevo se lei ha anchezioni su appalti che riguardavano di quali la famiglia di e anche >> Sì, io su sugli imprenditori che noi c’avevamo interesse.
Tutto ciò detto all’autorità giudiz. Senta, lei sa se a seguito delle sue dichiarazioni sono stati emessi >> Sì, sì, sono stati emessi propriamente >> se né a conoscenza compire quali >> Ma sono stati emessi provvedimenti per per il dottore Cassarà, sono stati emessi provvedimenti per generale alla chiesa, per altri delitti diciamo non eccellenti di altri con altri imputati.
Sì, ne sono stati emessi provvedimenti restettivi. >> Volevo chiederle una cosa, quando lei ha inorare avevano già inizio Ferrante Secal Giovanci, lei conosceva Ferr? No, ma io non lo sapevo che collaborava, non lo so quando ha quando cominciò a collaborare Ferrante Giovanbattista. >> Vorrei sapere se lei iniziando a collaborare riferendo attuità giudiziarie più gravi tra i qualiatoici era già a conoscenza per averlo appreso da lettura di o eventualmente da fatti di cronache e da appunto resoconti giornalisti del contenuto e
dichiarazioni rese da Calogeroci e Ferrante Gist. No, ma forse non mi sono spiegato io. Dian di Giovanni Ferrante. Di di Giovanni Ferrante l’ho saputo dopo che collaboravo io che lui collaborava. Io non è che sapevo che lui collaborava Giovanni Ferrante, anche perché non so quando cominciò lui a collaborare Ferrante, io io ho collaborato a luglio, lui non lo so quando iniziò a collaborare.
>> E per Calogero Ganci lei già conosceva il contenuto delle dichiarazioni che aveva reso il Ganci riferimento alla S. >> No, e come facevo? Non è che avevo ricevuto niente io. Non avevo, non è che avevo io che avevo ricevuto mandato di cattura, io niente avevo ricevuto. >> Senta, signor Anselmo, lei è stato sotto capo, è stato nominato sotto capo nel dicembre dell famiglia della luce.
Nel tempo lei ha rivestito anche delle altre cariche all’interno della famiglia o del mandamento? >> No, cariche no, che io ero sempre sotto capo, quindi quale carica dovevo rivestire? C’è stato un periodo, diciamo, che Ganci Raffaele è stato arrestato e io insieme a Mimmo GI abbiamo retto il mandamento.
Non è che avevo non è che era una carrica. Leggevamo il mandamento, io er il sotto capo e lui era il figlio di Ganci Raffaele. >> Mi può dire quand’è che lei ha avuto la >> nell’87 i era la detante. >> Ci vuole spiegare? Lei ha detto di essere solo sotto capo della famiglia. Che significa essere sotto capo? E poi se può spiegare quali erano i rapporti con Raffaele sotto capo non è una carrega, diciamo, elettiva perché si elegge solo il rappresentante e il consigliere.
Il sotto capo è se lo sceglie, diciamo, il rappresentante perché è persona di sua massima fiducia. Ora lui non potendosi scegliere i suoi figli, perché gruppi familiari diciamo uno ne può avere carrica in famiglia, non è che ne possono avere due, tre, due fratelli per dire la carrica non la possono avere, uno ne può avere, quindi padre e figlio o ce l’ha il figlio o ce l’ha il padre la carrica in famiglia perché trattava come un figlio, si è scelto me per sottocapo, quindi non è che e quindi diciamo è la figura del sottocapo è la figura della persona di
fiducia, del rappresentante della famiglia. Lei ha indurre la questione che riguarda cioè la la composione della provinciale di qui. Intanto io lei ha parlato di mandamento. >> Sì. >> Cos’è la commissione? >> La commissione provinciale di di Cosa? Diciamo che è il governo di Cosa Nostra ed è formata di tutti i capi mandamenti della provincia di Palermo.
>> Esiste un capo della >> capo provincia rappresenta la provincia con gli altri capi provincia che formano, diciamo, la la regionale. >> Lei ha detto che il mandamento della Noce fu formato nel gennaio del 1900. ci può dire prima del com’era formata la commissione prima del gennaio provinciale di >> quando sono quando sono entrato io diciamo in Cosa Nostra? Capandamento erano Michele Go, capomandamento di Ciaculla e capoprovincia con Leone.
Devo dire i mandamenti o in nome pure di quelli che >> No, facciamo così. Lei intanto ci indichi i mandamenti e poi ci spiega se nel tempo c’è stata un’evoluzione, cioè se nell’83 c’è stato ci sono state modifiche e poi affronteremo i nomi dei singoli capi mandanti. Quindi lei diceva allora c’era Ciaculle, Corleone, San Giuseppe Igato, Misilmere, San Giovanni Gemini, Partinico, Portanova, Resultana, Partanna Mondello e Bocca di Falco.
>> No, la Noce nell’80 non c’era. Giusto, ha ragione. Sì, ragione. Bocca di Falco, eh, Santa Maria e Gesù, Stefano Bontade, di questi erano i mandamenti, diciamo, quando sono entrato io. >> Senta, eh, >> Bacheria, >> nella provincia di Palermo c’erano di Palermo c’erano altri >> come non ho capito. >> Lei ha detto San Giovanni Gemini, cosa intendeva dire? >> Il mandamento di San Giovanni Gemini.
>> Esisteva un mandamento nelle madonnie? >> Sì. Eh, vabbè, ora sì. San Maro Castelverde >> e nella zona di Termini Merese, >> Caccamo, Cicciuntilla Cera. >> Io vorrei spiegato un po’ che cosa succede durante la guerra di mafia. Se lei, siccome a noi interessa poi l’83, io vorrei che lei mi spiegasse come avvenne la guerra di mafia, quali furono le motivazioni che determinarono questa guerra e quando si può dire che si può stabilire una data di fine di questa guerra di Ma >> la fine ce l’ho detto poco fa, il 30
novembre del 1982. L’inizio comincia con l’omicidio di Stefano Bontata, ma non è con l’omicidio di Stefano Bontà, veramente all’inizio inizia con la scomparsa di Peddopanno. Eh, quali sono i motivi che determinano la bontà della scomi che determinano la scomparsa di Stefano, eh la la scomparsa di Peddobanno a noi ci viene detto che non aveva consentito al piano che doveva che doveva fare Stefano Bontà che doveva uccidere a Totorrina e quindi noi diciamo ci mettiamo in cerca di di Stefano Bontade e infatti poi è stato
ucciso. Quindi i motivi, diciamo, per quello che ci viene detto a noi sono questi, diciamo, che Stefano Bontade, Tucci inserirlo stavano avevano preso questa decisione di eleminare, diciamo, a Totorrina. >> Sì. E quindi questo fu la furono le motivazioni che determinarono la guerra di mafia.
E queste sono le motivazioni che determ che determinerarono l’ucciso di Stefano Bondade di Nino Badalamenti e di tutti gli altri che sono caduti fino al 30 novembre 82 quando si conclude con l’epilogo di Saro Riccobono, Toto Scaglioni e altri Micalizzi e altri. >> Lei ha partecipato materialmente all’uccisione di persone che erano schierate contro di voi.
>> Sì, sì, sì. Parliamo quindi del 30 novembre 2 che la commissione, ecco, durante questo continuava a funzionare e in particolare i mandamenti continuavano ad esistere? Certo che i mandamenti continuavano ad esistere lavando il mandamento di Santa Maria di Gesù che era stato sciolto ed era stato aggregato a Partenico, Daniel Geraci e quello di di Bocca di Falco che con l’uccisione di di Tuccio Inserillo era sciolto pure i mandamenti tutti funzionavano e e quello di San Giovanni Gemine con Gigino Pezzuto che fu
ammazzato pure Gigino Pezzuto. Tutto funzionava i mandamenti >> sì continuo. Cioè stava l’ho interrotta forse no >> lei mi stava dicendo continuavano a funzionare i mandamenti. Io ci ho detto, ad eccezione di quello di Santa Maria di Gesù con Stefano Bontà che era stato ucciso ed era stato aggregato a Partenico, quello di di Totucci Inserillo che era stato ucciso e quello di e quello di Gigino Pizzo, di San Giovanni Gemini poi capimandamente tutti tutti tutto al loro posto sono rimasti fino al 30 novembre 82 che poi è stato
ucciso pure il capomandamento di Partanna Mondella Sarò Riccobono. >> Ecco dopo il 30 novembre del 1982 cosa succede? Cioè oltre lei ha detto che nel gennaio 83 ci vuole spiegare in che circostanza si riformò il mandamento della noce e se ci furono anche delle altre decisioni adottate nell’ambito riguardanti >> Sì, come le dicevo io, poi noi a dicembre a dicembre la famiglia, si fecero le cariche della famiglia e poi a gennaio 83 a noi ci fu conferito il mandamento unitamente a mandamento di Bocca di Falco nella persona di Toto
Buscemi e a mandamento non più di Partannam Mondello ma di San Lor Lorenzo a Pippo Gambino e quindi ne sono stati creati, diciamo, i mandamenti diciamo quello di Santa Maria di Gesù non fu creato, fu lasciato aggregata a Partte Nico. I mandamenti furono ricreati quello di Partannam Mondello che prese il nome di San Lorenzo, la noce che fu creato diciamo X nuovo perché non c’era e quello di Bocca di Falco e Renato di nuovo mandamento con nella persona di con la ed è stata affidata alla persona di Dodobusemi.
>> Senta, chi fu nominato capo mandamento di >> Pippo Gambino? Lei ha detto, quindi si formarono questi tre mandamenti, San Lorenzo, La Noce e Bocca di Falco. Dove ci se ci fu ci dica se ci fu una cerimonia, una riunione, dove si svolse, alla presenza di chi? >> Sì, ci fu una riunione qua in una villa a Baida che non sono in grado, diciamo, di spiegare, ma sono in grado di andarcene perché la so dov’è, alla presenza di tutti i capi mandamenti della commissione provinciale di Palermo e furono conferiti questi tre
mandamenti. Ora, a noi il mandamento doveva rinascere per com’era prima. Quindi Noce Malapina e uditore. Se nonché, diciamo che Toto Buscemi Bocca di Falco, chiese il favore di l’uditore tenersolo lui e a noi cederci un’altra famiglia e ci e a noi ci ha ceduto la famiglia di Artarello di Baida e quindi il mandamento della noce era composto dalla famiglia della noce della famiglia di Malaffina.
Non aveva più l’uditore, ma aveva acquisito la famiglia di Altarello di Baida, >> mentre Uditore rimase a Bocca di Falco. >> Mentre Uditore è rimase a Bocca di Falco. >> Senta, ma ci sono stati per volere di chi ci furono furono creati questi tre nuovi mandamenti? >> Ma e si dovevano ricreare i mandamenti? Cioè la noce intanto non aveva più.
Cioè, ci fu qualcuno che eh pressò perché venissero creati questi tre nuovi mandamenti, che propose la formazione, cioè la la riformazione dei dei tre mandamenti. >> Ma questo, diciamo, va per sua via, perché ripeto la noce non aveva più nessuna preclusione che non poteva ottenere più il mandamento perché era stato sempre mandamento.
A parte Anna Mondello non c’era più ed era passato, diciamo, a Pippo Gambino perché Pippo Pogbino era stato eletto rappresentante del San Lorenzo e quindi il mandamento ce l’hanno dato a lui e tutto Buscemi ha ripreso il mandamento di di Bocca di Falco. Ma questa è una decisione che viene decisa, diciamo, dai capi mandamenti già esistenti dalla commissione, quindi per per mettere, diciamo, di nuovo a posto la commissione provinciale di di Palermo.
>> Senta, lei ha detto che erano presenti tutti i cavi mandamento, >> tutti quelli che che mi ricordo. ricorda chi era presente in cui vennero formati nuovi mandamenti? Ricordo ricordo che c’era Dotorrina, Pino Provenzano, c’era Michele Greco, c’era Pippo Cavalò, c’era Ciccio Madonia, c’era Farenella. >> Lei era presente? >> Sì, io ero presente, sì.
C’ero per la famiglia della Noce, c’ero io in Nociarabba e Ganci Raffaele. Per la famiglia di San Lorenzo c’era Pippo Gambino, Mario che è consigliere e Pino Buffa che è sotto capo. Per la famiglia di Bocca di Falco c’era Todò Buscemi che era rappresentante, Angelo da Barbera che è sotto capo e il consigliere Uncetto Brusca mi sembra che si chiamava.
Senta, per quindi questi sono i tre mandamenti. Ora parliamo degli altri mandamenti. Lei ha parlato di Ciaku. Chi era capo mandamento di >> Michele Greco. >> Lei sa oltre ad essere capo mandamento avesse qualche carica all’interno della commissione provinciale di >> E l’ho detto che quando mi hanno combinato a me mi chiedere era capomandamento e capoprovincia.
Eh, io le sto chiedendo nell’83, >> no? Nell’83 poi diciamo che è subentrato Torrina, diciamo, a essere, diciamo, effettivo capoprovincia. >> Perché? Che successe? Perché Michele Greco non fu più capo? No, ma non è che perché a parte che Michele Greco era capoprovincia, però tutti i discorsi passavano sempre per le mani di Rina, anche all’epoca, però era Michele Greco cap provincia, invece poi nell’83 diciamo se era centro lui, diciamo direttamente lui.
>> Senta, e nel mandamento il Michele Greco era anche il rappresentante della famiglia di Ciaculli? >> Sì, sì, era il rappresentante. >> E chi era il sotto capo della famiglia? Quando Quando sono entrato io era Peg greco il sotto capo. Pine greco. >> Poi lei ha parlato di Corleone. Chi era il capo mandamento di Corleone? >> Luciano Liggio, consigliere Bino Proovenzanu, ragioniere e sotto capo Totorrina.
>> Lei sa in quel periodo Luciano Liggio fosse libero o detenuto? >> No, ho detenuto Luciano Ligio. >> Chi è che e cosa succedeva all’interno del mandamento di Corleone? C’era qualcuno che aveva una sostituiva, aveva la regenza del mandamento? Sì, lo sostituivano Totorrino e Bino Rovenszano tutti e due erano.
>> Che significa? Lo sostituivano tutti >> Tutte e due facevano funzione di regente, >> quindi avevano quali poteri? >> Sì, sì. >> Poi lei ha parlato di San Giuseppe Iato. Questo mandamento nell’80, quando lei viene combinato già esisteva? >> Sì, ma Sì, ma non era Bernardo Brusca il capomandamento.
Il capomandamento quando mi hanno combinato a me era Antonio Salamone. >> Ecco. E che cosa è successo poi? Come mai? C c’è stata una sostituzione? >> Sì, sì. E poi c’è stata la sostruzione e divenne e perché quando mi hanno combinato a me c’era Antonio Salamone rappresentante del capomandamento e Bernardo Brusca era sotto capo, invece poi diciamo divenne a tutti gli effetti rappresentante e capomandamento Bennaido Brusca e sotto capo Mariuccio Brusca.
>> Ci spiega perché ci fu questa modifica se ne a conoscenza. >> Sì. E a parte che perché Antonio Salomone viveva in Brasile e poi si cercava pure per ammazzarlo perché era parte avversa, diciamo, >> cioè dalla parte di chi? >> Parte di Stefano, di di Danino Badalamiente. >> E Bernardo Brusca invece da che parte? >> No, Bernardo Brusca sempre apettito Torrina. Esatto.
>> Lei come fa a fermare questo? >> E perché c ci ho vissuto in Cosa Nostra e sempre, purtroppo pure io ho schierato sempre dalla parteina. Quand’è che Bernardo Brusc è diventato capo mandamento? Ma lo voglio dire fino 82 83 una cosa di questo. Comunque siamo qua. >> Lei ricorda se è diventato capomandamento prima di Raffaele Gangci? Sì, sì.
Prima di Raff G è diventata anche perché ricordo che Totorrina quando diede questi si fecero questi mandamenti in quell’occasione Sabì pure che per Palermo in mancanza sua diciamo si potevano rivolgere a Pippo Gambino e per l’esterno in mancanza sua si potevano rivolgere a Bernardo Brusca. Quando dice per l’esterno a che >> per le province esterne a Palermo.
>> Senta, poi lei ha detto ha parlato di Pippo Calò, quando Pippo Calò divenne capo mandamento di Porta Nuova. >> Io nell’80 lo trovo a Pippo Calò capomandamento, infatti noi siamo aggregati nel mandamento di Portanova. >> Lei sa chi erano i sottocapi del della famiglia di Portanova? Quando sono stato combinato io c’era Pippo Calò rappresentante, Giallandabbettu Paccarera consigliere e Giannuzzuler era sotto capo.
Poi mi sembra che ci fu pure Franco Scima sotto capo e poi ci fu Todangemio sotto capo. L’ultimo sottocapo di Pippo Calò, diciamo, fu Toto Gangemi. >> Senta, lei sa se in quel periodo, cioè se nel negli anni 80 il Calò abitasse a Palermo? E Pippoò faceva la scuola fra Roma e Palermo. >> Lei ha avuto modo di constatarne la presenza a Palermo? >> Di chiede Pippo Calvò.
>> Sì, >> certo che hanno avuto modo. >> Quando Lea ci ha detto che era presente alla riunione in cui si formarono i tre, cioè si furono ricostruiti tre mandamenti. San Lorenzo Laanoce Bocca di Falco, l’ha visto anche in altre occasioni nel 1983. >> Chi è Peppo Calò? >> Sì, >> voglia che l’ho vissi Peppo Calò.
Poi volevo parlare del mandamento di Reso a capo del mandamento di Sultan e da quanto tempo >> il capo del mandamento del Resultan è Ciccio Madonia, ma non lo so da quanto perché io nel 1980 capomandamento lo trovo a Ciccio Madonia. Cioè quando io faccio l’ingresso in Cosa Nostra, Ciccio Madonia è capomandamento.
>> Il sotto capo chi era? Tanino Carollo, >> senta, quando lei dice era capo mandamento ci vuole riferire se ha visto, cioè Francesco Madona, intanto nella nella guerra di mafia come si è collocato, cioè qual è stata la sua posizione, se era con una in quale fazione decise di schierarsi? >> Che decise già era schierato perché anche anche Ciccio Madonina è con leonese, diciamo, schierato sempre Gutto Torrina.
>> Poi volevo chiederle, lei ha parlato di Bagheria? ci vuole spiegare chi era a capo del mandamento di Bagheria e se questo mandamento ha subito delle evoluzioni. >> Sì, capo quando sono entrato io, diciamo, nel 1980, il capo mandamento della Bagheria ed era Giovanni Scaduto il rappresentante del capo mandamento.
Poi con l’uccisione di Stefano Bondade inserirlo, diciamo, in questa cosiddetta guerra di mafia. Toto Montalto che era originario di Villabate ma era nella famiglia di Bocca di Falco, passò diciamo a Villabate, divenne rappresentante, capomandamento. Il mandamento fu spostato a Villabata. >> Io vorrei che lei fosse preciso indicarci quando Salvatore Montalto, in che epoca Salvatore Montalto che lei faceva parte di Bocca di Falco, divenne capo mandamento di Villabate.
>> Ma prima di noi divenne capomandamento di Villabate, >> come ha detto? Prima di noe fu, >> quindi prima del gennaio del 1983. >> Sì, sì. Io credo nell’82 perché perché mi ricordo, diciamo, che ci fu un fatto specifico che con Toto Montalto, diciamo, noi abbiamo fatto l’omicidio del padre di Giovannello Greco.
>> E si ricorda in che anno è avvenuto quella del padre di Giovanni Lego. >> Nell’82. >> Ed era già capo mandamento. >> Sì, sì. Senta, lei sa se Salvatore Montalto è stato detenuto? Sì, si è stato detenuto Salvatore Montalo. >> Lei sa se la se è stato nominato capo mandamento mentre era >> No, io mi ricordo così, dottoressa.
Io mi ricordo così, anche perché c’è c’è questo particolare che mi è mi è venuto in mente, diciamo, di che nell’82 con Toto Montalto, io Capogeroci, Nino Madonia, travestiti da Carabinieri, siamo andati a ammazzare il padre di Giovanni Lovre. Nel periodo della detenzione Salvatore Montalto è stato sostituito da qualcuno nella regenza del mandamento di Labate.
>> Sì, c’era il suo sottocapo il Vitale. >> Sì. e suo figlio Giuseppe che ha rimesticato Vedale e suo figlio Giuseppe. Poi fu ucciso il Vedale e restò Giuseppe solo. >> Lei quindi ricorda che la regenza era attribuita a due persone, cioè a Pietro, a Messicati Vitale e a Giuseppe Montalto >> e a suo figlio. Sì, erano loro due.
Come fu per dire con me, diciamo e Mimoganci. >> Questo lei lo ha preso o l’ha potuto anche constatare personalmente? No, io l’ho appreso e credo di averlo constatato ora in questo momento, non è che per averlo appreso è sicuro, per averlo constatato, diciamo, credo che che l’ho constatato pure anche a livello di lavori che io facevo, mi rivolgevo a loro.
>> Ci sono stati dei motivi particolari che hanno portato al trasferimento del mandamento da Bagheria a Villabate e alla nomina proprio di Salvatore Montalto? Montalto aveva dei meriti particolari. Eh, Montalto era era vicino, diciamo, a Toto Gusemia, a Todor Rina, poi con Montalto con Montalto lui collaborò pure con noi nell’assaggio della circonvallazione per uccidere affio Fellito, quindi Dudo Mont era una persona affidabile e poi era originario di Vellabate Dodo Mont >> e mi spiega perché e fu levato il mandamento a Scaduto. Cosa aveva fatto
Scaduto che portò a questa mod? No, niente. Non è che perché il mandamento originariamente era Bellabata. Eh, spieghi un po’ questa questa storia del mandamento se la conosci. Eh, la conosco così, diciamo, non è che l’ho vissuto. Il mandamento, diciamo, il vero mandamento era come le facevo l’esempio nostro della noce che è sempre esistita la noce come mandamento e altrettanto era villabati che era sempre esistita come mandamento con i pitarrese e quindi diciamo poi dice Pitarrese ci fu levato e fu dato diciamo a Bagheria quando poi i
pitarriasi de Piere questi di Villabate che erano schierati pure contro a noi quando poi ci passò Totò Montalto che fece parte diciamo a tutti gli effetti della famiglia di Villabata perché lui era originario di Villabata, ma era stato stato convenato a Bocca di Falco. Ora non mi chieda il perché, perché non lo so.
Poi lui poi lui ripassò, diciamo, nel suo posto originario dov’è che lui è originario e diventa rappresentante e quindi il mandamento fu spostato di nuovo nella sede originario dove che era sempre stata. >> E Giovanni Scaduto che fine ha fatto? >> E Giovanni Scaduto rimase il rappresentante di Bagheria. >> Senta, lei poi ha parlato di Misilmeri.
Chi era capo del mandamento di Silmeri? >> A tempo, diciamo, Gabriela Cammarata. Il sottocapo Petrocello che poi diventa lui capomandamento. Petrocello poi diventa capomandamento. Lei ha anche parlato di un mandamento di Partino. >> Sì. Ci vuole dire chi era a capo di >> Nine Geraci, il vecchio, però poi Nino Geraci consigliere, presidania il sotto capo.
Senta, Partanna Mondello che diventa poi San Lorenzo, quali sono i cui cambia cambia >> eh cambia il nome che là diciamo che si dimette il rappresentante di San Lorenzo che è Toto Buffa, fanno la famiglia ed eleggono a Pippo Gambino consigliere Mario Cioia e lui si chiama al fratello di Toto Buffa se lo chiama per sotto capo e quindi la persona più di fiducia l’ha e il mandamento viene spostato da parte Anna Mondello, viene spostato a San Lorenzo e c’era a Pippo Gambino.
Torno un attimo indietro e le chiedo. Lei ha parlato di Messicati Vitale, intanto se sai il nome di Vitale e se nel tempo, cioè se è ancora vivo. >> No, Petro Messicato Vitale, l’ho detto che è stato ucciso. >> Ecco, ci vuole dire quando è stato sono state le emotizioni. >> No, non me lo ricordo l’anno quando è stato ucciso, però è stato ucciso perché era si era messo in contrapposizione Gonightito, almeno per quello che mi è stato detto.
>> Parliamo del mandamento di San Mauro Castell. Chi era il capo? >> Pino Farinella. era presente quando furono formati i tre mandamenti le certeza, visto ci pareiziare ad altri incontri, altre riunioni di cui parl poco detto che l’ho visto. Ora non mi ricordo però le date, non è che mi posso ricordare le date dottoressa, però l’ho visto io perché non fare niente.
>> Caccamo, capo mandamento caccamo. Il capo mandamento era Ciccientilla. >> Lei ricorda se esisteva anche un mandamento di Pagliarelli? >> Quando sono entrato io nel 1980? No, però prima dell’omicidio di Stefano Bontade fu creato questo mandamento. >> Chi fu >> Matteo Motese. >> Chi è? Lo conosce lei personalmente? >> Sì, lo conosco.
È una persona anziana, alta. Ci ho portato pure diversi, quantomeno uno, quantomeno uno sicuro appuntamento di commissione dove lui abitava che abitava qua eh Vellaggio di Santa Rosalia, mettendosi dalle spalle al Bebel Luna in questa strada. Quando ci fu? Lei ricorda quando ci fu la strage del dottore Chic? In che anno e in che mese? >> Ha voglia che la ricordo. Sì, nel 1983.
>> Tutti questi queste persone che lei ci ha indicato come capiento e anche secondo le ha dato erano tutti componenti della commissione provinciale? Erano tutti all’epoca ancora in carica >> questi che ho detto adesso? >> Sì, tutti quelli che abbiamo menzionato. >> Sì, sì, sì. Senta, io adesso le vorrei chiedere e lei ha parlato di questo organismo come missione.
Ah, un’ultima cosa proprio per completezza restare molto. Santa Maria di vuole spiegare la storia sempre in qual era la di questo? >> No, la la il mandamento di Santa Maria di Gesù, diciamo, con l’uccisione di Stefano Bontade fu sciolto e fu aggregato a Partenico. Il regente era Ignazio Pullarà, ma non regente di mandamento, era regente per rapportarsi con Nenegeraci.
>> Quand’è che poi fu urmato? >> 86-87. ci spiega in che modo comandamento. >> Come in che modo? Scusi, non ho capito. E >> sì, ha detto che poi fu perché fu riformato. Ci fu una causa per cui alla fine riformò il mandamento di Santa Maria. È collegato a qualche avvenimento questa formazione del mandamento su ricost.
>> No, perché il discorso è dottoressa che con la morte di Stefano Bontà Mandamento non esiste più. La famiglia fu sciolta e c’era la regenza, diciamo, affidata a Agnio Pullarà che si rapportava però con un Energia Race e poi dopo non mi ricordo, mi sembra che era stato stabilito dalla commissione che per 5 anni non doveva esistere niente, mi sembra che per 5 anni e quindi hanno fatto poi lezione e quindi ci hanno ritornato a dare poi mandamenti alla persona di petragliere.
> Le chiedeva a questo c’è qualche collegamento con la morte? No, io non mi risulta a me questo, anche perché Giovanni Bontade non è che poteva ambire a diventare capomandamento nel modo più assoluto. Senta, adesso io le vorrei chiedere quali sono se gli affari di competenza della Commissione Provinciale di >> Ma gli affari di competenza della commissione di Cosa Nostra è intanto diciamo di dirigere l’organizzazione per il meglio, anche perché possono succedere, per dire, contrasti con altre famiglie a livello di territorio o di

confine e quindi, diciamo, di di di di prendere provvedimenti e dire no, questa zona decade nella famiglia Tizio, questa zona decade nella famiglia dell’altro poi diciamo La commissione, diciamo, funziona anche per una garanzia per l’uomo d’onore, perché per uccidere un uomo d’onore ci vuole la la decisione della commissione, perché sennò un uomo d’onore in mane al suo rappresentante e quello che il rappresentante ne volebbe fare ne farebbe, com’era prima.
Invece poi con la situazione che è successa ad Angelo Graziano, uomo d’onore del Borgo, fu messa fu messa fu messa questa legge che l’uomo d’onore non si poteva più uccidere se non c’era, diciamo, lo stabilito della commissione. Poi la cosa >> quando quando avvenne questo suicidio di Angelo? >> No, non mi ricordo io perché nemmeno ero combinato.
Queste sono notizie che poi io ho appreso, >> quindi sicuramente prima dell’80. >> Sì, sì, sicuramente. Sono notizie che io ho appreso durante la mia letanza in Cosa Nostra. Io non ero con Benato. >> E quindi la causa di questa morte, di questo omicidio di Angelo Graziano, si cosa si decise? Quali quali furono i risultati e le decisioni adottate in sede di commissione? >> Niente, si decise che da quel giorno in poi un uomo d’onore non non poteva più essere ucciso se non c’era lo stabilito della commissione.
>> La commissione quindi quali affari deliberava oltre all’omicidio dell’uomo d’ore? e la commissione delberlare gli omicidi anche delle persone, diciamo, eccellenti, perché un omicidio eccellente suscitava tanto clamore e poteva portare a ripercussione, quindi era una situazione che compeva la la commissione.
Poi c’erano, che lo voglio dire anche gli appalti pubblici, dove passava e dove non passava, perché per dire hanno fatto, diciamo, questa via Regione Siciliana che si collega con con Punta Ris e con la tostada di Catania, attraversa tante famiglie questa e quindi anche questa situazione era gestita da dalla commissione e poi davano i soldi alle varie famiglie per dire qua a te aspetta tanto, a te despetta, cioè quello che è dirigge tutta tutta la commissione, diciamo, dirigge Cosa Nostra, loro la diriggono.
Io vorrei vorrei chiedermi questa regola seidi eccellenti dovevano essere liberati da è sempre >> quando io sono combinato io non ho mai sentito dire diversamente anche perché tra l’altro revede la composizione di di chi è che compie questi omicidi non è che dice è la noce no è la noce c’è San Lorenzo, c’è Resultana c’è San Giuseppe c’è Pagliarelli.
Io ho fatto t Io ho fatto omicidio di commissione con ma non con la noce con tanti, diciamo, esponenti di mandamenti diversi. Quando lei parla di omicidi eccellenti ci vuole dire a che tipo di >> Gli omicidi eccellenti sono gli omicidi della carabinieri, poliziotti, magistrate, imprenditori, giornalisti. Questi sono gli omicidi quelli che suscitano un allarme sociale.
>> Le è stato spiegato perché questa da deliberazione deve fare capo alla comprovinciale di >> Ma perché diciamo le ripeto porta a ripercussione, quindi non è che allora che fa? Uno si alza la mattina e dice “Ora vi ammazzo al suo magistrato”. A questo punto diciamo quante ce ne sarebbero state omicidi di magistrato perché bene o male, diciamo, ognuno ognuno ce l’aveva con uno diverso magistrato, invece no, diciamo era una regola che la doveva dirigere, la doveva decidere la commissione, sennò che non c’era nessun ordine, uno si alzava la
mattina e andava a fare quello che voleva. >> E per quella che è la sua esperienza dovuta alla lunga militanza in Cosa Nostra, lei ha potuto constatare se questa regola, cioè della deliberazione da parte della provinciale degli eccellenti è stata settata? Ma io le ripeto come ci ho risposto poco fa, io ho fatto tanti omicidi eccellenti e io ho fatto Allora, cominciamo a cup.
Io ho fatto tanti omicidi e li facevo io con quelli della noce o con quelli che appartenevano al mio mandamento. Mentre gli omicidi, diciamo, di queste persone, diciamo, eccellenti, diciamo, magistrati, poliziotti, carabinieri, io non è che li facevo io e altri soldati, diciamo, della mia famiglia o del mio mandamento.
Li ho fatti sempre con altri esponenti diversi mandamenti. >> E questo che significa? E appunto è questo che significa? Diciamo che questa è la situazione che è stabilita dalla commissione, cioè perché sennò come ho fatto io quell’omicidio che me lo andavo a fare io a Calogero Ganci, ci potevo andare pure io a Calogero Ganci a fare quell’omicidio.
Cioè non so se mi se mi sto spiegando. >> Senta e allora per scendere nel caso concreto, lei ha detto ho fatto molti omicidi eccellenti. Ci vuole dire, senza però entrare nel articolare con quali mandamenti lei ha commesso l’omicidio Cassar? No, io l’omicidio Cassar l’ho commesso. Allora, eravamo Noci, Cesultana, San Lorenzo, Portanova, Pagliarelle.
>> L’omicidio del Capitano D’aleo. >> L’omicidio del capitano D’aleo, che è stato, se non ricordo male, il primo omicidio eccellente del 1983, guarda caso, l’abbiamo commesso Noce, San Lorenzo e Bocca di Falco, i tre mandamenti che erano stati creati a gennaio 83. Poi l’omicidio della la strage della circonvallazione.
>> La strage della circonvalazione. Io all’epoca facevo parte del mandamento di Porta Nuova ed era Porta Nuova perché io ero aggregato a mandamento di Porta Nuova all’epoca e c’era Porta Nuova, Sciagull, Partan Monvello, Resultana e San Giuseppe e qualche altro andamento. Adesso io vorrei capire come la commissione, come materialmente la Commissione provinciale di Cosa Nostra deliberava eh queste nelle varie competenze che lei ci ha indicato.
Come faceva a prendere le Se >> è più chiara? Dicevo, non l’ho capito in che senso a prendere le decisione che di chi ci doveva andare, >> cioè come facevano? si incontravano, non si incontravano, che modo avevano, con che modalità prendevano le riunivan >> si riunivano, la commissione si riuniva. >> Ecco, ci vuole spiegare che tipo se lei ha partecipato, se lei ha visto, ha potuto constatare che come avvenivano queste riunioni, dove e come avvenivano >> Ma non è che c’era, diciamo, un posto, diciamo, specifico perché un posto
vallo. Io mi ricordo che c’erano riunioni che avvenivano a Dammuse a San Giuseppe, riunioni che avvenivano a a Borgomolara da Raffaele Gangci, riunione che avvenivano a San Lorenzo, cioè ce non è che c’era un posto un posto vovalcio e quindi si facevano queste riunioni. fu un periodo, nei primi periodi ve parlo, che le le riunioni si facevano, diciamo, in forma in forma planaria, poi invece con l’evento di di tutti sti mandati cattura che sono successi di di di Buscetta, tutte queste perquisioni giudiziarie, poi si optò,
diciamo, di di non assembrare più tutte queste persone tutti insieme e si riuniva per dire quattro oggi, 5 oggi, sei domani, sette dopodomani, cioè per dire, ma si riuniva sempre la commissione. Senta, eh parliamo proprio del periodo in cui avvenne la strage chica, riguarda nel periodo della strage Chinici queste riunioni, lei ha parlato di riunioni plenarie e riunioni a 5, a se a 7.
Vorrei capire se nel periodo della precedente alla strage Chinnici le riunioni della commissione provinciale avvenivano nel in una forma, nell’altra o in tutti e due i modi. >> No, no, nell’83, diciamo, quando ci fu il fatto del dottore Ghennice, le riunioni avvenivano in forma plenaria. Quando lei dice in forma plenaria intende con la partecipazione di tutti i capi mandamenti >> dei capi mandamenti >> e quando parla di questa partecipazione di tutti i capi mandamento, lei poco fa ha fatto ha spiegato che a Favarella a Molara in quel periodo, il periodo
antecedente all’83 dove prevalentemente si svolgevano le >> nel periodo antecedente >> all’83, cioè alla strage ghini dove si svolgevano? Ma nell’83 io le posso parlare perché noi nell’83 siamo stati mandamento, dottoressa. >> È perfettamente. Vabbè, prima del luglio dell’83 io avevo capito prima dell’83, per questo ci ho detto ma noi dall’83 dobbiamo perché noi il mandamento nell’83 ce l’hanno dato a noi.
Le riunioni avvenivano da da Canci Raffaele a Borgomolara. C’era pure sempre a Borgoomolaro un terreno di Pippo Gambino dove c’era che lui ci aveva creato una dipendenza e qua c’erano pure riunioni, avvenivano a Dammuse da Benedo Brusca, quindi c’erano i posti per fare le riunioni. >> Senta, lei ha avuto modo di constatare personalmente la partecipazione di tutti i capi mandamento alle >> Ma per quelli che mi ricordo sì.
>> Lei come mai non ha potuto constatarlo? E perché diciamo che quando c’erano queste riunioni, per dire, si svolgeva la riunione che lo voglio dire a Borgo Molara da Ganci Raffaele e noi eravamo là, c’era chi lo andavamo a prendere e lo portavamo per dire nella sede, diciamo, qua a Borgo a Borgomolara, per dire a noi ci potevano dare l’incarico per dire di andare a prendere a Pippo Calò e portarlo a Borgomolare Pippo Calò e ce lo portavamo.
Quindi per questo poi c’eravamo presenti anche là a livello di Raffaele per dire poi ci diceva a noi fate un cafè oppure restavano a mangiare là e quindi accendevamo il fuoco e si arrosiva. Questa era la situazione perché noi non è che avevamo nessun titolo per entrare là dentro e partecipare alla riunione. >> Le è mai capitato di conoscere qual era stato l’argomento oggetto della riunione? >> No, io poi le cose le apprendevo da can Raffaele.
>> Sì. Ed era questo la risa, cioè volevo capire se lei in qualche modo veniva a conoscenza di quello che era stato il contenuto degli argomenti trattati nel corso delle riunioni. >> Sì, specialmente trattandosi di queste cose. Poi c’era Canci Raffaele per dire che che me lo diceva a livello per dire di quando ci fu la situazione del del dottore Cassarà per dire noi ci dobbiamo interessare del dottor Cassarà gli altri ciagurdari si interessano dottore Montana cioè perché qua fu una cosa quasi in contemporanea altrettanto fu fu
per il dottore Chinnici lui mi disse quello che dovevamo fare e quello che non dovevamo fare. >> Ecco, ricorda se riesci a ricordarlo, che cosa le disse con riferimento a chi? Il Gangci >> niente, il Gangci Raffaele fu in macelleria. Io mi ricordo questo discorso che lui ce lo portò. >> No, lei parla della fase? >> No, io parlo della fase, diciamo, di quando fui messa a corrente che doveva essere ucciso il consigliere istruttore Chinnicci.
>> Sì. E e su questo ora ci torneremo perché dobbiamo poi affrontare la fase organicamente. Le le chiedevo, lei è a conoscenza qualche di una riunione nel corso della quale si uccide? No, io se cando fu questa riunione non la so, dottoressa, >> secondo le eh la sua esperienza in Cosa Nostra e secondo le regole di Cosa se fosse stata adottata una riunione negli anni precedenti, una deliberazione di uccidere il dottore Aginci negli anni precedenti e nel frattempo fossero cambiati i capi mandamento, ero state fossero stati ricostituiti alcuni i
nuovi capi mandamento dovevano essere messi a conoscenza della deliberazione. Certo che dovevano essere messe a conosco. Potevano essere messe a conoscenza per dire solo informativamente per dire se ormai era stato deciso questo e se deve fare questa situazione o poteva essere messa a conoscenza per dire addirittura di farci partecipare a qualcuno della sua famiglia per dire.
Mi segue quello che voglio dire? >> Sì. No, ma io volevo capire questo. Se il nuovo capo fosse stato di non fosse stato consenziente, cosa sarebbe successo? >> E che doveva succedere? Io non la so questa situazione perché non mi ci sono trovato. Me >> Perché non si ciè mai trovato? Ma perché non mi ci sono mai trovato in una situazione di questa? Perché io non ho mai sentito ripercussione di niente per dire quello, almeno a me cancelaffero non me l’ha detto mai per dire quello non era consenziente, quello non era consenziente, a me non mi risultano
queste cose a me. E poi, fra l’altro, le ripeto questi omicidi, diciamo, erano composti da diversi mandamenti quando ci andavamo a farlo. Cioè, questo vuole dire che Raffaele Gangi non le ha mai detto di gente che dissentiva da quelle che erano le decisioni della Commissione Proinciale di Cosa Nostra.
No, io a me non a me non mi risulta sto discorso, >> nel senso che erano tutti d’accordo. >> Dottoressa, io sto dicendo a me non mi risulta un discorso che una abbia non era consenziente a questo discorso. Quindi >> senta, poi lei ha partecipato ha detto di avere partecipato, di essere st di avere retto il mandamento a Domenico Gangci.
Io vorrei sapere nella sua veste di regente del mandamento lei ha avuto modo di partecipare a riunioni di >> No, no, in quel periodo no. Io assolutamente no. Io ero la detante, si muoveva Mimmo, quindi diciamo no. Le è mai capitato di partecipare a qual riunione alla quale >> io mi ricordo che a settembre del 1990, come ho detto stamattina poco fa sono stato scacerato e sotto le feste del Natale del 1990 la Fercia mi fece sapere di andare alla al Tarello di Baida in una villa di Guddo che c’era ziuo che mi voleva salutare e mi voleva fare gli auguri.
Uzio mi intendo a Totorrina. in questa villa, entra io ci fece sapere che ero qua. Ganci Raffaele dice sale, sono salito e trovai Totorrina, Ganci Raffaele, Salvatore Biondino che all’epoca sostituiva a Pippo a Pippo Gambino, Angelo La Barbera, Giuseppe Graviano e Filippo Graviano e qualche altro se non ricordo male.
Cioè io salutai mi salutai salutai a tutti, mi salutai con Totorrina, Totorrina mi fece gli auguri per la mia scaccerazione, me ne stavo scendendo e invece lui mi disse dice “No, rimane, siediti.” E quindi, diciamo, sono rimesso là e ho assistito che si parlava per dire che c’erano degli omicidi che si dovevano commettere in danno, diciamo, di di parenti o amici di Toto contorno.
Poi non so se si sono commesse o non si sono commesse. diciamo e questa era una riunione, diciamo, in forma ristetta perché le ripeto poi fu adottato questo sistema di riunirsi in diverse volte con tutti i capi mandamenti, quindi solo in questa occasione, diciamo, io ho assistito, diciamo, poi mai >> nel 1990o presidente, >> senta, signor Anselmo, io l’ultima domanda, poi prosegue il voleosa, per quanto tempo lei ha retto il mandamento? Non saprei.
Comunque diciamo forse meno di un annetto perché poi Raffaele fu messo agli arresti e domiciliari anche se se si girava però c’era Ganci Raffaele, anche se era gli arresti domiciliari c’era Ganci Raffaele.
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