6 aprile 1989, nell’aula Bunker del Lucciardone a Palermo si celebra l’appello del maxi processo a Cosa Nostra, il più grande procedimento giudiziario mai istruito contro la mafia siciliana. Sul banco degli imputati non c’è un uomo qualunque, ma una delle figure più enigmatiche e potenti della storia di Cosa Nostra, Michele Greco, detto il Papa.
Greco apparteneva a una famiglia mafiosa di antiche tradizioni e negli anni 70 e 80 divenne il padrone incontrassato della campagna palermitana. Uomo dai modi eleganti, apparentemente rispettabile, si presentava come gentiluomo d’ altri tempi, amante della caccia e dell’ospitalità, ma dietro quell’immagine cortese si nascondeva un ruolo decisivo.
Era lui a presiedere la commissione di Cosa Nostra, l’organo che decideva su guerre, condanne e strategie dell’organizzazione. Quel processo Michele Greco si difende cercando di mantenere quell’aura di rispettabilità che lo aveva sempre contraddistinto. Si proclamava innocente vittima di calunni e negava ogni legame con la mafia.
Eppure le testimonianze dei collaboratori di giustizia e le indagini lo descrivono come uno degli architetti silenziosi della stagione di sangue che insanguinò Palermo. In quell’aula il contrasto è evidente. Da una parte il papà con il suo tono paato, quasi paterno. All’altra la mole di accuse che lo collegano ai corleonesi di Totori e Bernardo Provenzano all’ascesa dei Greco e alla gestione criminale di un sistema che intrecciava violenza, affari e politica.
Il maxi processo d’appello non è solo un procedimento giudiziario, è il luogo in cui lo Stato cerca di consolidare la sua vittoria contro Cosa Norra dopo le condanne di primo grado del 1987. E la voce di Michele Greco in quell’aula diventa una testimonianza unica. Il tentativo di un capo mafia di ribaltare la propria immagine, di negare la propria storia, di salvarsi dal peso della giustizia.
Quello che state per ascoltare è l’audio originale della deposizione di Michele Greco del 6 aprile 1989. Un documento che ci riporta dentro il cuore del maxi processo, dentro il confronto diretto tra lo Stato e gli uomini che per anni hanno governato la Sicilia nell’ombra. Lei ha detto che intende rispondere? >> Sì, presidente.
>> Lei è stato interrogato in precedenza. conferma le dichiarazioni che ha rese. >> Sì, sì, conferma le dichiarazioni che ho reso nel passato. >> Nel passato. E senta, ha da fare delle precisazioni? >> Poi se se lei me lo consente dirò qualche cosa, >> eh. E allora le dica Sindora, >> no? Poi poi quando >> No, lei ha confermato quello che ha già dichiarato e che è noto, >> va bene, alla Corte e alle parti.
fare qualche in ordine a quello che ha già dichiarato. >> Siccome lei ha elencato una cosa di cose allucinante, >> io non ho fatto altro che leggere >> quello che è scritto nelle carte. rendo conto che lei deve lei è chiamato, va bene, a rispondere hanno cosa le hanno presente >> e sulle quali ha il diritto rendersi.
Ora lei ha confermato tutto quello che ha dichiarato, tutto quello che ha dichiarato in precedenza. Se ha da fare delle precisazioni, da dare dei chiarimenti, da fare delle puntualizzazioni, le faccia, va bene? attiene al suo diritto di difesa. >> Allora, a questa elenco di cose allucinante io diedo una risposta e ho detto la violenza non fa parte della mia dignità.

Questo è scritto, è uno dei primi >> una delle prime proposizioni che si leggono >> nelle sue dichiarazioni. >> E questo sono io. >> Lei ha ricordato parte della storia della sua famiglia, si è richiamata al suo bisnonno, ha parlato di secoli, mi sembra due secoli all’incirca di lavoro. Ha detto tante cose che nelle sue dichiarazioni si leggono e che tutti hanno letto.
Quindi, come lei vede queste cose >> e se lei ne sono nel processo e le sappiamo per averle dette. >> Mi scusi signor presidente. >> Posso? >> Sì, dica. Se lei legge il mio memoriale, anzi poi ci sarà un altro aggiunto, se lei lo legge, questo sono io. C’è la storia piuttosto in una forma breve di me, della mia famiglia e più ci sono i miei sentimenti. Questo sono io.
>> I suoi sentimenti che intende dire lei con no? >> Ci sono i miei sentimenti che io odio il male. Come lo debbo dire? L’ho detto, non sono stato creduto fino a ieri. Oggi è un altro giorno. >> Sì, >> oggi è un altro giorno. Me lo aug lo spero. >> Lei si rende contro lo spero che sia un altro giorno. >> Lei si rende conto che se la Corte le fa delle domande e le chiede di fare delle precisazioni per acquisire degli elementi di valutazione.
La Corte ha questo compito di valutare tutti gli atti, comprese le dichiarazioni delle parti. Quindi lei mi risponda alla domanda che vi ho fatto in precedenza. Ha da fare delle precisazioni ulteriori. Lei ha detto, dice, “La mia vita è tutta scritta e io sono quello che risulta >> da questi scritti”. >> Devi dire qualche altra cosa in ordine a tutte quelle accuse che lei chiama allucinanti, ma che intanto però fanno parte del processo? Ho >> odiato sempre il male dalla nascita.
Mh, questi sono i miei sentimenti. No, con la falsità si distruggono le persone. Io sono un essere umano, sono un cittadino e bisogna rispettare il mio diritto, la legge. Reg. >> Infatti, se è qui, per essere sentito dalla Corte, se io le ho fatte queste domande è proprio perché lei sta esercitando questo diritto di difesa che nessuno le contesta, che l’ordinamento italiano le garantisce.
Quindi, ancora una volta dico questo, lei si è riportato alle dichiarazioni, in atti, agli scritti e lei dice “Io sono quello che risulta da questi elementi che ho fornito alla Corte”. Ha da dire qualche altra cosa? Ma io le debbo chiedere poi due >> Sì, le domande le faccio io. Cioè, lei mi può fare delle precisione.
Prima prima definire io poi le debbo chiedere due cose. Lei mi faccia le domande, io rispondo. >> No, io io per quanto riguarda per ora questa fase voglio raccogliere da lei una risposta precisa. Lei ha respinto tutte le accuse. Ha detto che sono accuse allucinanti. Lo ripeto ancora una volta. Mi sa spiegare allora perché mai ci sarebbe stato questo convogliamento di accuse nei confronti della sua persona? Ma signor presidente, la mia storia la mia storia incomincia nel 192.
Un giorno di domenica spunto il primo articolo. In una domenica di agosto del 1982 spunto il primo articolo, un articolo in prima pagina, un articolo grande dove mi lessero papa e tutto il resto. Cosa vuole? Io non avevo nessuna esperienza in materia giudiziaria. Sfortunatamente non ero stato mai in carcere.
Per sfortuna, dico come stanno oggi le cose, dico per sfortuna, perché anche è utile il carcere quando uno è giovane, può essere anche l’utilo. Spunta questo articolo, anziché andare da un avvocato e per vedere di che cosa si trattava, mi viene la fuga perché pensava il carcere che era una cosa allucinante. Chi li fuga? Uno che si dà alla fuga e renunziare alla propria innocenza e nascono tutti i miei guai.
Da quel giorno del del questa domenica del 1982, da quel giorno, signor presidente, si scatenò un uragano tutti i giorni, giornali, televisione, tutto quanto. Non facevano altro che sfornare calunnie, falsità. passavano ai giornali e le facevano pubblicate. >> Piano il ton e non sono io, è qui il neofono che >> e lo regoli bene, lo regoli in modo tale che lei usi un po di voce.
Non non è che voglio gridare, è il microfono. >> No, ma io ne sono convinto di questo, però non ci aspettare il microfono che altera la voce. >> Parli con regolarità e con >> non sono abituato qui. Cosa vuoi? E allora non facevano altro che sfornare false tale, passavano ai giornali e le pubblicavano. Se i giornali non le pubblicano sono bollate di mafiosità e questo lo sappiamo tutti.
attraverso tutte queste >> attraverso tutte queste calunnie propagandate dai giornali, qualsiasi calunniatore, signor presidente, qualsiasi colunniatore può architettare, può ideare quello che vuole nei miei riguardi. Furi che poco tempo fa non so precisare mi ven a interrogare un un signore magistrato che sa qual era l’accusa che un signore calunniatore disse che era stato a Favarello durante il periodo l’ammasso che c’era l’ammasso per tanti anni c’era l’ammasszo lì a Favorella.
Era stato lì e dice che io mi presentai col camion carico di manderine, io come un sacco di patate sopra il camion e mi pesarono assieme ai manderini a me. Quindi io già avevo rubato 76 kg di manderina allo stato. Io allora pesavo 76 kg. Ora sono gonfiato perché in cellla si gonfia, non è che si ingrassa se se si gonfia. >> A quale punto arrivano i calunniatori? Io l’ho detto al magistrato, il magistrato l’ha capito che era una calnia per e tutto il resto sono tutte calunnie.
E gregio, signor presidente, io questa gente non li conosco, non li ho mai avvicinati e il loro mondo non è stato il mio, non può essere, non lo sarà mai. Io tutta la mia vita l’ho dedicata a fare il contadino, signor presidente, a fare il contadino. Grazie a Dio, al mio nonno, a mio padre, ci crearono una fortuna nel settore agricolo.
Noi con dignità l’abbiamo custodito, ci ha dato la possibilità, ci ha dato la possibilità questo lavoro di vivere dignitosamente e lo sanno tutto, tutto il mondo che ci conosce sa conosce benissimo la nostra vita. Fino a 60 anni non ho avuto mai a che fare. >> Questo lei lo ha già detto, direi molto diffus, >> signor presidente, fino a 60 anni.
A 60 anni, a 60 anni, a 60 anni uno se ne va a fare il criminale a 60 anni è bene che lo sappiamo tutti e ce lo dobbiamo ricordare tutti. Purtroppo la società del benessere questo argomento non lo vuole pensare assolutissimamente a 60 anni. non non non faccia considerazioni di altro ordine, si attenga semplicemente ai fatti a quello che riguarda lei e i fatti che le presidente, è necessario che alcune cose io le faccio, presidente, a 60 anni ci avviamo alla grande festa a 60 anni.
Ma quanto possiamo campare? >> Questo lo sappiamo tutti, non occorre che lei ce l’ >> Quanto possiamo campare? Quando e a 60 anni me ne aveva fatto fare il criminale. Il criminale? Ma per conquistare che Ma che cosa dovevo conquistare? La guerra di mafia dovevo conquistare Piazza Ballarò. Che cosa? >> Che cosa dovevo conquistare? 60 anni.
Lei mi deve dire >> non siano le famiglie con qu inf assolutissimamente. >> Aspett Greco deve stare alle regole. Sono io che disciplino. Lei mi deve perdonare, mi deve scusare, ma per quello che ho subito, signor presidente, >> la corte è qui anche per questo. Quindi la Corte farà giustizia. quello che ho so presidente.
lei mi deve dire, ma intanto siccome sono appunto numerose le accuse e direi diciamo che provengono dalle persone che lei sa, è inutile che io lo ripeta, lei mi può dire, si può spiegare, mi può dice, voglio dire la Corte una ragione per la quale io sono stato accusato, sono stato o si dice di Michele Greco conosciuto perché c’era quel Nonno.
Lei ha detto che lo chiamavano zio Michele, mi pare. No, >> ma signor presidente, >> una delle tante dichiarazioni signor presidente in campagna si chiama o tu o donne. Questi sono i termini che si usano in campagna gli usi di campagna che in parte li conosco. Sto dicendo quello che si legge quello che si legge, va bene nel negli atti di Michele Greco come il Papa, Michele Greco donno, Michele Greco che aveva una zona di influenza.
Michele Greco Croceverde giardini, talvolta si dice ciaculli, qualche volta si dice Croceverde Giardini, ciaculli. Ecco, io dico tutte queste proposizioni, lei si si è spiegato, si è domandato, ma perché si sono convogliate nei miei confronti tutte queste accuse che lei ha chiamato poc’anzi allucinanti, >> allucinanti, sul senso della parola.
Bisogna chiedere a queste signore calonniatore chi gliel’ha ordo. Signor presidente, l’ho gridato sempre. >> Ma lei questo l’aveva giàato l’avevo detto >> aveva detto anche Buscetta è un portavoce. Ma loò sempre, fino a che sarò in vita, lo darò sempre. Bisogna chiedere a questi signori chi gliel’ha ordato di accusarmi e poi tutto ciò che hanno costruito l’hanno costruito attraverso tutte queste falsità della stampa.
>> Senta, ma eh Buscetta era portavoce? Lei ha detto in una delle sue portavoce di che cosa era la voce di chi? Perché lei ha detto così: “Buscetta è un portavoce”. Ma portavoce di chi? Cioè, alle spalle di Buscetta, secondo lei ci stava qualcuno? >> A lui bisogna chiederlo, signor presidente. >> E siccome lei dice Buscetta e portavoce e io devo dicendi da questo trarre la conseguenza che lei ha degli argomenti per dirmi che Buscetta era un portavoce.
>> Sì, sì. Portavoce di >> e lo conferma tutt’oggi. È >> portavoce. Bisogna chiederla a loro. >> Cioè lei dice che è un portavoce, ma non mi sa dire di chi è portavoce. È così. >> Bisogna chiederlo a loro. >> Non risponda alla mia domanda. Non mi sa dire chi si è portavoce. >> Ma signor presidente, io a questa gente non li ho mai avvicinato.
Lei non ha ancora risposto alla mia domanda. Le ho chiesto, lei ha detto Buscetta è portavoce. Mi sa dire di chi è portavoce? Lo chiede a lui quando >> no. E ma ancora non m’ha risposto, >> ma non m’ha detto né sì né no. Lei sa di chi è portavoce? Sì o no? È così semplice la domanda. È semplice dovrebbe essere la risposta.
>> Semp è semplicissima. Sì. >> E lei mi risponda: “So di chi è portavoce o non so di chi è portavoce?” E lei me lo deve dire questo. >> Sono dei portavoce tutte e due. Non solo Buscetta, anche l’altro sono dei portavoce. C chi? Lei me lo sa dire? >> No, no, signor presidente, >> non lo non me lo sa dire.
Lei dice di chiederlo a loro, ma lei non lo sa. E dunque volendo andare, diciamo, ad una delle iniziali proposizioni del suo interrogatorio, quel Salvatore, come si chiama? Salvatore Di Gregorio. Il primo, quel Salvatore Di Gregorio, lei mi pare che ha detto qualche cosa, lo ricorda? Conoscevo l’esistenza di di questo signore, >> di questo Salvatore Di Gregorio.
>> Sconoscevo l’esistenza e Sinagra Vincenzo. >> Sconoscevo l’esistenza >> e quei quei nomi Bardellino Nuvoletta non li lei aveva detto non li conosco. Conferma questo. >> Non le con non le conosco, signor presidente. Lei di Bontate ha detto, diciamo, qualche cosa. Bontate Stefano, >> dal ragazzino lo conoscevo e anche il fratello conoscevo dal ragazzino.
Venivano col padre che il padre veniva a prendere gli innesti dei tardi, veniva anche a caccia. Veniva anche a caccia e poi il padre morì e restò questo rapporto di amici. >> Lei ha detto che questi manderini tardivi è stata una scoperta di papà suo o di suo nonno, non so. Sì, sì, esatto, esatto. >> Che aveva cominciato prima a fare da noi in casa nostra, i tardivi in casa nostra sono nati questa pianta della Provvidenza fino a un certo tempo.
Ora non lo so che manco da da 6 anni 7 anni che manco, non so più niente. >> Perciò lei il Bontate Stefano lo ha conosciuto dal ragazzo >> con i pantaloncini corte a lui a Giovanni. >> Lui lui ha detto che era un cacciatore, gli piaceva la caccia. Sì, veniva molto spesso lì da noi che c’era la più bella riserva che di caccia che c’è in Sicilia.
Veniva a allenare i cani e veniva speso. L’ho visto tre giorni prima di morire. Stedo tutto il pomeriggio lì con me. >> Era in buoni rapporti con Bont Stefano. >> In buonissimi rapporti. Tre giorni prima di morire. Era lì da me tutto il pomeriggio siede da me tranquillo, sereno. Tre giorni e il venerdì santo, un giorno che io non posso dimenticare.
>> Inillo non lo non lo conosceva. No, no. Greco mi dica una cosa. Lei appartiene ai greco, si legge in alcuni atti, di Croce Verde Giardini. Ci sono dei Greco mi deve scusare perché io non sento bene se ho presed. >> Sì, lo so, l’ho percepito dalla lettura delle dichiarazioni di primo grado dove frequentemente lei dice appunto di non sentire bene. Le ripeto la domanda.
Lei appartiene ai greco di Croce Verde Giardini. È giusto. >> Siamo noi dei crocevi. >> Aspetti, aspetti un attimo che non ho finito. Negli atti talvolta si legge Greco di Ciaculli, anche Greco Michele della famiglia di Ciaculli vuole spiegare alla corte una volta per sempre e in modo chiaro e netto, anche se elementi ce ne sono in atti per ricostruire.
Chi sono questi greco di Croceverde Giardini? Chi sono i greco di Ciaculli? Dunque, la sua famiglia è Greco di Croceverde Giardini. Noi siamo di Croceverde Giardino dove abitò il bisnonno, mio nonno e mio padre e anche noi come il nome che portiamo greco, non abbiamo nessun parente perché papà non aveva fratella, papà nacque dopo sei sorelle, aveva sei sorelle proprio e nacque dopo 6 anni.
Dopo 6 anni dall’ultima sorella nacque papà. I nonni erano anziani come Zaccaria Elisabetta e pure nasce in acqua e papà. Quindi noi come nome non abbiamo nessun parente. Grecco ci fu un momento che la stampa portava tutti i parenti. Tutti tutti i parenti. >> Vè e allora lei ha detto che il greco di Croceverde Giardini Papa suo >> no siamo di Croce Verde e Giardini.
>> Sì. A Culle c’erano dei parenti greco perché erano figlie di una sorella di papà >> di Archceg con nessuna parentela e non le conosco che io di Caculli non c’ho avuto a con Ciaculle non c’ho avuto mai nessun rapporto perché non c’abbiamo proprietà, non c’è nessun rapporto. Io nel mio memoriale ho specificato benissimo una storia che superf ripeterla qui. la pollegge.
L’ho chiarito specificatamente tutto quanto e non ho avuto mai nessun rapporto io col paese di Ciaculla, con l’infamia mi nominano re di Ciaculle, con un paese che io non c’è avuto mai a che fare. Non conosco nessuno solo di vista, signor presidente. Di vista sì, ma specificatamente no. E questa è la mia storia. >> Questi greco dipulli chi sono? Sono tante, tante ce ne sono.
>> Sì. E quelli che sono parenti suoi per parte materna, lei gli ha detto lei ha detto che greco per parte materna. >> Sì, c’erano le parente per parte di una sorella del papà. >> Di una sorella di papà signor che era quello chiamavano grego salvatoia, come chiamava? Ciaschitello lei. Ciacchiteddo. Ciaschitetto. Sì, sì, sì.
Questo questo era un mio cugino perché figlio di una sorella di papà, >> figlio >> alig greco. Non sono miei parenti e non li conosco nessuno. >> Nessuno degli altri, >> nessuno. Dico nessuno, signor presidente, hanno fatto una confusione che non c’è >> il il la sua proprietà dove è concentrata? Tutta a Croceverde giardino.
Tutta, signor presidente, lo ripeto, con Ciacolle non c’ho non c’ho avuto mai nessuno. >> Lei ha fatto nel corso delle dichiarazioni di primo grado anche una, diciamo, distinzione di carattere di competenze territoriali delle stazioni dei carabinieri. Mi pare di ricordare. >> Esattamente. Esattamente, signor presidente.
Croceverde Giardina apparteneva alla stazione dei carabinieri di Roccella, mentre Caculla apparteneva a Brancaccio. Quindi già si vede la distinzione, lì sono cose alla luce del sole, alla luce. È stato un momento che la competenza passò ai carabinieri di acqua dei corsari. >> Sì, sì. Verso con le date io non posso essere preciso, verso il 74 75, non so.
E l’ultimo comandante di stazione, eh l’ultimo comandante di stazione che stiede circa 10 anni, mi pare, molto tempo, è stato allora era brigadiere, brigadiere Scala. Brigadiere Scala era è un militare veramente di valore. Dico di valore perché notte e giorno lì nella zona era in servizio, sempre in servizio che era un giovanotto allora faceva servizio, era molto temuto lì nella zona e faceva il proprio dovere.
Ed è stato l’ultimo comandante di stazione e che c’è stato a Rocco. I carabinieri da oltre un secolo, dico, da oltre un secolo, perché gliela diede mio nonno, mio nonno gliela diede la chiave del cancello nel secolo scorso e questa chiave, >> quando lei dice chiaramente cancello, a quale cancello si riferisce? >> Questa can quello de Favarello.
Eh, quello de Favarello. I i carabinieri tennero la chiave per più di un secolo, si >> il cancello d’ingresso. Il cancello. Il cancello principale. >> Il cancello d’ingresso. Sì. Il cancello dove dice contorno che cambiavano le chiave, signor presidente, e si fa se se mi deve scusare, non sono io. >> Dunque, abbiamo detto il le chiavi del cancello principale, >> precisamente >> questa proprietà che lei dice quanti cancelli ha? Si può entrare da altri cancelli? Sì, ci sono più cancelli, >> più cancelli che hanno >> più cancelli Sì,
>> ai quali si accede dall’esterno o dall’interno della stessa proprietà, cioè sono cancelli interni o sono cancelli esterni? Sono cancelli all’interno della proprietà o sono cancelli che possono fungere da accesso esterno all’ingiro, >> no? N nel muro di cinta sono queste cancello. >> Nel muro di cinta.
Quindi ci sono più cancelli. >> Sì, sì, ma uno è ce n’è uno centrale. >> Uno centrale. Gli altri cancelli devono essere muniti, anch’esse di chiave. >> Cancelle che servivano, però tutto il traffico era dal cancello centrale. >> Dal cancello principale. Cancello centrale. >> Dal cancello principale. All’interno della proprietà c’erano degli sbarramenti? No, no, la proprietà >> cancelli cancelletti quello che no, tutta libera.
E >> ora lei faccia come se io non sapessi va bene nulla. Mi dica, rispondendo alle mie domande all’interno c’erano sbarramenti? C’erano ostacoli, c’erano chiusure? >> No, no, no, no. >> Tutto libero. >> No, no. >> Quindi entrando dal cancello principale si poteva spaziare in questa proprietà. Sono 56, tutte girate da muro.
56 tutte girate da muro. Da muro. Quanti cancelli ci sono in questo muro? Mi lascio pensare un attimo, sa. 1 2 e c’è di ce n’è c’è di prospetto qui in via Conte Federico, poi Arcè all’interno, mi pare sei, se non ho ragione. Sei. >> Va bene. >> Mi padre. Sì, mi scusi. Avvocato Gallina, >> numero >> 85. >> Posso? >> Sì.
desideravamo informare la Corte che noi durante il giudizio, dico noi difesa, durante il giudizio di primo grado abbiamo prodotto una planimetria giurata della situazione. Sì, appartiene a iniziativa della difesa. Avocato Gallina, ma io ho detto infatti >> faccia come se io non sapessi. desidererei che fosse l’imputato a dirmi va bene per la spiegazione la Corte nella sua composizione plurima saprà così che è stata un’iniziativa della difesa di portare a parte le richieste di sopralluogo già un dato obiettivo registrato. Grazie presidente. E allora
ha detto in questo modo, quindi lei diceva i carabinieri erano in possesso della chiave di accesso >> Sì, sì, sì. del cancello principale, mi pare che ha detto, vero? >> Sì, sì, sì, sì. Il cancello principale >> da oltre un secolo per vecchia tradizione di famiglia. >> Sì, di sempre, di sempre. >> Chi è che avevano queste chiavi di accesso del cancello principale o eventualmente dei degli altri cancelli? Quali altre persone avevano queste chiavi? degli altri cancelli non aveva nessuno le cave, nessun del cancello
a centinaia d’poca tutti gli operai quasi erano fornite de de de chiave e poi tanti conoscenti avevano la chiave >> e questi conoscenti avevano la chiave per le ragioni che lei ha >> ma se venivano a fare una passeggiata, venivano per un motivo qualsiasi, >> ma abitualmente questo cancello principale quindi era chiuso proprio era fermo con la chiave.
C’era stava chiuso. >> Sì, sì. >> E c’era una toppa con la chiave. >> Con la chiave. >> Qualcuno aveva il possesso di queste chiavi perché lei l’aveva autorizzato. Ma tanto da noi veniva un mare di gente dell’ispettorato agrario. Si figura che c’era eh l’Istituto di Scienze Agrarie. Questo lei lo ha già detto che tantissime anni andavano e venivano poi venivano comettive comettive a vedere questo risultato, questo lavoro con i pull anche pullman pullman carica di persone per vedere questi impianto.
>> Sì, come lei ha detto poc’anzi che il suo fondo è piuttosto rispettabile come estensione perché sono 56 ari a precisare. >> Sì. Sì. Dove lavoravano centinaia di parte del famiglia. dove lavoravano centinaia di padri di famiglia, come lei ora dice, fam e c’era il massimo rispetto fra noi e questi collaboratori.
>> Sì, sì. Questo lei l’ha detto che aveva la massima comprensione che anziché operai lei li considerava che è ben informato quindi queste cose lei le ha detto. Io voglio semplicemente sapere questo, data l’estensione del fondo e poiché si deve ritenere che quelle sperimentazioni di cui lei parlava poc’anzi, riferibili all’Istituto di Scienze Agraria, mi pare le ha parlato, non potessero farsi su tutto il fondo, altrimenti lei non avrebbe avuto ben poco da lavorare.
Su quale parte del fondo avvenivano queste sperimentazioni? Cioè, in sostanza l’Istituto di Scienze Agraria lì faceva degli esperimenti, no? >> Sì. Oh, >> l’istituto >> lei ha detto poco, >> mi deve scusare, non sento bene. Quindi >> l’Istituto di Scienze Agrarie, lei ha detto o comunque un istituto con Scienza agraria. Scienza agraria.
>> Su quale parte del fondo faceva le sue sperimentazioni questo istituto? C’era una parte assegnata? >> Sì, sì. che avevano circa un di terreno assegnato. >> E dove si trovava questo? >> Dove si trovava? Dove quel gran calonniatore dice che c’era la raffineria? Quel gran quel gran calatore, signor presidente, si arriva a questa allucinante assurdità dove dove abita una famiglione do vuole vuole riprendere >> raffineria.
ci hanno svergognato in tutta la nazione che noi avevamo la raffineria, signor presidente, la raffineria noi la raffineria. >> Ma non non diciamo non occorre che lei faccia di queste, va bene? Perché è qui per torturato così, signor presidente, così non le sue considerazioni. Dunque, ritornando per un attimo e ancora una volta esortandola a rimanere nel binario dell’interrogatorio, io le ho chiesto questo ettaro dove si trovava.
Non voglio sapere dove dice quel tizio, voglio sapere dove. Lei mi deve dire qual è questo ettaro. >> Vicino la casetta se vicino la casetta. rispost >> se lei ha la cade, se se lei ha la pianta, io glielo posso indicare. Esattamente. >> E allora venga a indicare dov’è questo. Così le risposte si danno, non conazioni vaghe. Qual è la >> Eh, va bene.
indichi e poi va bene al microfono spiegheremo. >> Eh, scaricavano la match. Qui poi c’era la palata meccanica che mi macinava e tutto quanto. Qui c’era >> c occupava lo spazio destinato al tiro qua. Ma lei è evidente, signor presidente, evidente ancora. E prima fecero delle montagne, ora dopo tanti anni sono molto più ridotte, ma si vedono. Sì.
Quindi il primo giorno che iniziò l’ammasso, il campo di tiro fu distrutto completamente, non esisteva altri. E qui durante il periodo dell’ammazzo che durava circa 3 mesi, si aprivano tutti i cancelli, si apriva questo, l’altro cosa sono >> tutto tutto mandare netole e perché dovete fare la portica di Venezia. Eh, >> dunque >> si apriva questo cancello, si apre si apriva questo cancello, si apre e c’erava un mare di gente, signor presidente, un mare di gente veniva a quello che entrava >> gli operai qui la mattina da >> ver entravano da qui e entravano da qui
perché questo qui era comodo degli operai che venivano da Bagheria da Mism, da Vellabate, da Fecarazz venivano c’è una stradella qui interna e venivano qui e la mattina tutte queste operai passavano davanti la casetta. Ogni mattina passavano avanti la casetta per venire qui alle case verso le ore. Io aspettavo qui quando arrivavano tutti ce ne andavamo dove c’era lavoro qui e io stavo dalla mattina alla sera con gli operati.
Alle case ci stava papà, perché papà morì nell’82. E nell’82 si aveva 88 anni, ma era meraviglioso fino a 88 anni. Era una meraviglia. Infatti poi si è spento così, senza nessuna malattia. E fino al settembre dell dell’81 papà stava qui alle case. Stava qui alle case e io me ne andavo con con le varie squadre a fare i lavori o di raccolta di costazione.
tornare al suo posto facciamo diogare questa poi se fotografie gli dobbiamo qualcosa di tutti, dato che per qualche momento attraverso il microfono non credo che si sentisse bene, il greco sulla pianta in atti ha indicato il l’accesso principale che del resto si sapeva quale fosse. poi ha indicato quello spazio di circa 1 aro che era destinato alla 1 2 >> che era destinato alle sperimentazioni dell’Istituto di Scienze agrarie.
Secondo quello che dice il greco sulla pianta, questo spazio era molto vicino a quel gruppo di case che è un caseggiato. Questo >> ecco casa che in me la pianta è indicata come casa >> Antonio. >> Sì, sì, esatto. >> Dove praticamente che era dibita dai custodi galati, no? La famigliola ci stava. >> Sì. Galatti, no? Galatti.
>> Galatti. Come >> ora, proprio direi quasi sulo davanti di questa casa c’era il canile. >> Sì, >> il canile. E dietro c’era la vasca che serviva per alimentare, secondo quello che dice il greco, il le sperimentazioni, perché pare che si trattasse di sperimentazioni riguardante l’irrigazione a goccia. a goccia.
Esatto. Sì, sì. A goccia. Il nella pianta è segnato un accesso col numero tre, sarebbe uno dei cancelli secondari che, secondo quello che ora il greco ha affermato serviva ad alcuni operai che provenivano da Villabate, da Sicarazzi, da Bagheria e che si servivano >> di strada >> che passava vicino a questo cancello per entrare nella proprietà del greco, eh, bordeggiare queste case galati e andare attraverso una delle stradelle che qui è segnata nel caseggiato principale dove lui li attendeva >> insieme con gli altri che entravano dal
cancello principale che qui è indicato col numero uno, mi pare, vero? uno >> col numero uno dove li attendeva per poi recarsi nei posti di lavoro. precisato e lo dico perché appunto è stato detto e credo che sia stato anche sentito, non appena messo in funzione questo microfono, che sino al settembre dell’81 anche il padre soleva attendere l’arrivo di questi operai nel caseggiato principale, dove poi il genitore successivamente deceduto restava, mentre lui con le squadre di operai andava laddove era necessaria
questa questa mano d’opera ha poi indicato nella pianta quella parte del cosiddetto piano grande. qui una estensione di terreno indicata così piano grande ed è col numero 13 viene qui indicata quella parte di terreno destinata a campo di tiro a volo, campo che sarebbe stato poi smobilitato quando fu dato il terreno per i bisogni dell’AIMA, no? Esatto, esatto.
>> Per concentrare lì gli agrumi. >> Lì esatto. Sì. >> Va bene. Questo è quello che il Greco ha detto alla corte. Lei conferma tutto questo che ora >> è stato qui da lei indicato sulla pianta. Va bene. >> Avvocato Gallina numero >> 85. Presidente, le dispiace dare atto. Io ho sentito quello che ha detto il signor Greco, sia pure in maniera un poco faticosa per via del microfono e Michele Greco ha anche spiegato il giro che facevano i camion, ecco se di questo dessimo atto, attraverso la indicazione specifica delle strade che risultano
nella mar >> i camion che entravano nella chiede l’avvocato, il suo difensore che lei risponda a questa domanda. Quale giro facevano i canyon che entravano nella sua proprietà? >> Andavano a scaricare lì dove facevano un giro lì sul campo dove c e scaricavano >> quello che lei ha indicato come campo destinato a tiro a volo.
>> Sì, lì era la l’ammaso e si vede tutt’ora. Signor presidente, >> i canyon si dirigevano verso quel posto. >> Sì. scaricavano e poi ritornavano. >> Sì, avvocato Gallina. Ecco, presidente, io avevo, dico più che altro sentito, perché visto, no, perché per la distanza, che aveva indicato anche il il giro che facevano i camion quando tornavano, non soltanto dove si dirigevano. Questo è pacifico.
>> Quando poi >> quando tornavo >> quando dopo avere effettuato scarico >> interessa alla difesa dimostrare così come abbiamo già fatto in primeure, come ha dimostrato col suo memoriale l’imputato, che vi era un larghissimo uso delle strade poderali. Ecco, questo è l’oggetto della nostra indagine, signor presidente, sostanzialmente è come dire che lei ci ha già fornito gli elementi, va ben >> Ma è obiettivo.
Vedi, è una una vecchia cosa perché è la difesa che ha fornito questa mappa. Il camion una volta eseguito il loro, diciamo, lo scarico, poi dovevano tornare via. >> Sì. >> Quali strade percorrevano per uscire fuori dalla proprietà? Ma c’erano delle giornate che c’era molta confusione, cioè tantissime carre e si adoperavano tutte e canceli.
Se vuole io gliel posso indicare. >> Questo è il punto. Va bene. Se vuole glielo posso indicare. >> I cancelli che si >> Sì, i cancelli. >> E vengo allora indicare. Basta dire il numero e poi sulla pianta l’abbiamo. Quali cancelli? Va bene. Sì. Qui c’è un cancello che lo fanciale conto pubblico. >> Sì. Numero 278. >> Sì. Qui c’è un altro cancello.
>> Sì. >> E qui c’è un altro cancello. >> Sì, sì. Questa è la via Conte Federico. Questo è il >> e qui quel cancello centrale. Questo è. Dunque, allora sono i tre cancelli che che si affacciano sulla via Conte Feder e queste si aprivano tutte quando c’era la qualche che che quasi sempre giornata si amprivano tutte e c’è e i camion prendevano ad esempio aspetta veda qui c’è un’altra stratella che poi se va a finisce va a finire va a finire questo cancello.
>> Settimana >> qui ci sono case. C’è un caseggiato. Qui c’è un caseggiato. >> Le cavere, le famose cavere. >> Cave ai tempi con Sì, Tempella. Sì, sono queste qua. Qui e qui c’è la grotta dove c’erano dico 1000 persone. Sa >> vabbè questo detto che ci andavano 1000 persone. >> Sì. per alleggerire il traffico.
Tante volte i camion giravano di qui, per uscire da qui c’era qualche operaio cavalassciato. >> Sostanzialmente sta dicendo che entravano >> dai tre cancelli, compreso il principale, che si aprono sulla via Conte Federico e percorrevano le stradelle che ritenevano di dover percorrere a secondo del traffico che si creava.
interessava dire che c’era un movimento in ordine e soprattutto col corpo delle case principali, presidente, dove ci sono i silos. Eh, va bene. L’imputato ha anche aggiunto che quelle cave di cui ha parlato nelle sue dichiarazioni e che risalirebbero al tempo della guerra dove trovavano rifugio >> durante i bombardamenti, >> molte persone, centinaia parrebbe, perché in primo grado ha detto 1000 e 1000 ora ha ripetuto.
>> Sono in quella zona che nella planimetria è indicata come ferriera. Com’è? >> Sì, sì, ferriera. Sì, qua è giardino. >> Dunque, >> va bene. Può tornare al suo po e allora una domanda del relatore, >> presidente, mi consente >> un attimo, un attimo. >> Sì, lo stabilimento della DAS dov’era? Cioè il caseggiato principale pure perché quelli che salutando qui che una insomma questo è il complesso principale, no? >> Questo non è No, noi qui in borgata qui la borgata è qui.
>> Questo qui di questo è un complesso di fabbricato molto magazzino. >> Questo è un bag. >> Sì. Qui qui c’è il bago. Sì. E qui ci sono i magazzini precisamente. Sì, >> questo è il corpo principale. E >> qui c’ >> E allora il l’imputato precisa osservando la planimetria, che lo stabilimento della DAS era allocato in una parte del corpo principale.
Presidente, >> questo è quello che >> che lui ora dice >> perché ci sono dei silos che sono insiemi. >> Avvocato Gallina, io vorrei che gli interrogatori >> Sì, >> fossero un colloquio tra presidente ha ragione >> e imputato. Poi se le parti hanno delle domande le facciano pure. Presidente, parlavo di situazione obiettiva, ecco, alla mia esperienza dico anche che l’imputato ha indicato ecco ha indicato la foto la riproduzione fotografica 14 >> numero 14 come quella che rappresenta appunto il caseggiato principale o quantomeno diciamo una parte di questo
caseggiato principale. Allora, mi pare che può ritornare al suo posto il Greco. Allora, può riprendere il suo posto. >> Mi consente, presidente. >> Prego. Avvocato. >> Presidente, lei lei ricorderà che nel corso del dibattimento di primo grado >> Sì. >> È stato ascoltato come testo il professor Barbera, >> sì.
>> Che guidava quel gruppo di lavoro dell’Università Agraria di Roma che faceva gli esperimenti. >> Sì. Sì. Ora io vorrei che lei chiedesse all’imputato se gli risulta che il professor Barbera e il suo gruppo avessero degli strumenti che lasciavano sul posto. >> Se io non ricordo male, negli atti di primo grado qualche cosa del genere è stata detta.
>> Sì, appunto, è stata detta, ma io non voglio ripeterla. >> E allora vuole rispondere alla domanda dell’avvocato Mirabile? Eh sì, certo. >> E che cosa lasciavano sul posto? >> Cì sul posto tutte le attrezzature, chiave e tutto quanto. >> Tutto ciò, tutti i mezzi che avevano per lavorare lì che che occorrevano, >> cioè li lasciavano lì.
>> Sì, lì da da Antonio. Noi anzi, anzi diciamo da Nannina. >> Da Nannina si chiama Nannina la donna che abita lì, quella casa. Mh. E loro lasciavano lì queste >> tutto lì e andavano e venivano. E c’è una dichiarazione del dottor Barbera. >> Sì, ma l’avvocato mirabile ha voluto che insomma forre la domanda ugualmente.
Sì, sì. E lo lasciamo lì. Allora, >> avvocato Mirabile. Altra domanda? Altre domande? No, questo mi mi mi interessava che lui confermasse quello che aveva detto Barbera, senza dirglielo preventivamente. >> Va bene. Senta risulta da un atto di polizia giudiziaria che nel corso di una perquisizione fatta negli uffici della DAS era stato trovato all’interno di un mobile due fogli da attivoscritti in nero e rosso che recavano formule chimiche ed appunti relativi alla trasformazione.
della morfina base. Mi sa dire qualche cosa su questo rinvenimento, su questi appunti? >> Come signor presidente, scusi. >> Io le sto facendo una domanda. Lei mi risponda se sa, se non sa, se è vero. >> Oh, forse voglio capire bene. >> Dunque, nel corso di una perquisizione >> Sì. effettuata dal negli uffici della DAS.
>> Erano stati rinvenuti due fogli. >> Due fogli da tiroscritti. Due fogli. Due fogli. Due fogli di carta. Ah, ecco, recavano formule chimiche e appunti relativi alla trasformazione della morfina base. Lei è a conoscenza di questa cosa, sa? Ma si deve andare a fare benedire che dice che le ha trovate. Le dico le dico una cosa.
>> Lei nelle espressioni deve essere corretto >> perché per quanto lei abbia il diritto di difendersi deve perdonare che tutte le garanzie possibllero in nessun modo che le espressioni siano meno che corrette. è una Mi dispiace per quello che lei ha potuto subire o soffrire, ma le espressioni devono essere corrette.
Lei ha il diritto di difendersi e nient’altro. Questo diritto di difendersi è molto ampio, ma lo si può esercitare, va bene, con molta dignità e senza bisogno di ricorrere alle espressioni che in un’aula di giustizia non devono essere pronunciate. Va bene? Quindi la pregherei, va bene, di restare, va bene, al posto giusto.
Quindi lei si difenda. Ho fatto una domanda, dia la sua risposta. La corte valuterà. >> Sono risposta. Sono stato troppo torturato. >> Sì, ma la Corte di questo può anche doversi se queste torture dovessero risultare, va bene, ingiuste o ingiustificate, va bene, però l’esercizio del diritto di difesa non implica che si ricorra ad espressioni inaccettabili.
È una raccomandazione che ho fatto sempre, l’avete sentita e che torno a fare. Va bene? Quindi si difenda in tutti i modi come lei ritiene di doversi difendere, ma le espressioni devono essere corrette. Quindi le ho fatto la domanda, rispondo. Lei può dire è vero, non è vero, non mi risulta, respingo, però va bene, mi dia una risposta.
Ve dico una cosa, signor presidente, sino fino a una certa data io sconoscevo che esisteva questa feroce materia, cioè l’eroina. Io lo sconoscevo, faceva una vita di campagna, una vita di lavoro, sconoscevo questa che esisteva questa materia che che la chiamano eroina. Ora, tramite la stampa la televisione tutte le sere vediamo sacchette e cose varie e tutti sappiamo parlare di eroina, ma io fino a quella data non sapevo parlare di questa materia.
Chi si è interessato mai di queste cose? Ma che si è interessato mai da queste? Ma sì, >> la Rosa, mi scusi, la Rosa Antonino per lei che cosa era? La Rosa Antonino. La Rosa Antonino. La rosa cognome diciamo Antonino la Rosa. Un individuo, un soggetto. Lei lo conosceva? >> Di dove? del Torino. >> La Rosa Antonino.
>> Ah, la Rosa Antonino. Un mediatore era. >> Mh. Un mediatore. Aveva una società a >> Ma che era senza lia di terreni? Che cosa faceva? Mediazione di che cosa? mediazione. >> Ma ma se facciamo una pregazione >> mediazione di terreni >> c’era un un la Rosantonino che era mediatore >> il giovane >> c’era un altro ragazzo, la Rosantonino, che era impiegato lì >> mh >> impiegato, lavorava lì, assisteva ai macchinari >> lì nella fabbrica.
Un ragazzo insignificante, proprio >> insignificante. Lei che intendeva? un ragazzino così, >> cioè uno che non contava niente, >> ma così, un ragazzino era lì e e bagava, era bravo per i macchinari e assisteva i macchinari. >> Cioè i macchinari, cioè come meccanico, come meccanico. >> Beh, non è che c’era insomma da da macchinazzare tanto dei pulsanti e cose varie, sa, >> insomma, per eventuali riparazione Sì, sì, sì.
Stava lì, >> stava lì, >> eh. Sì, avvocato Gallina, >> se vostra eccellenza mi consente, gradirei che vostra signoria proprio rendesse noto alla Corte la data del rinvenimento di questi documenti che sono atti processuali. >> Sì, certo. E lo diciamo subito allora dal rapporto novembre. >> Il rapporto è del 22 novembre 83.
del dell’arresto di della rosa perché in quell’occasione furono trovati. Sì, lo leggiamo subito. >> No, dunque è un rapporto del 22 novembre 83. Ecco, esso è relativo a quel reato di detenzione abusiva di munizioni. >> Sì, di una cartuccia. Eh beh, quello che sia, ma quello che è insomma non è che ecco e nel corpo di questo rapporto se le interessa le posso dare anche qualche altro dato.
Proviene dalla squadra mobile e proprio si dice così, lo leggo testualmente, nel corso della perquisizione effettuata negli uffici della DAS, dopo aver estratto i cassetti di una scrivania, il personale procedente rinveniva. occultata all’interno occultati all’interno dei del mobile due fogli attivoscritti, il nero e il rosso, recanti formule chimiche e appunti relativi alla trasformazione della morfina base.
Ecco, questo è nel corpo di questo rapporto. Posso leggere anche quest’altra parte donde la domanda poi su quella rosa non è non è certamente secondario sottolineare che l’appunto da tiroscritto contenente il processo chimico di raffinazione dell’eroina trovato negli uffici della DAS risulta essere, pur nella sua brevità l’originale dal quale la Rosa Antonino ha estratto parte dei suoi appunti manoscritti. Esatto.
>> Ciò emerge dal confronto tra il contenuto dei due fogli di articoscritti e quanto più diffusamente aveva vergato nella sua agenda il Rosa Antonino. Ecco perché poi la domanda sulla rosa, quindi sono fatti >> quelli che sono l’imputato ha dato la sua risposta respingendo qualunque suo rapportoidente >> con droghe o con processi di trasformazione di morfina.
Ecco, se ha sul punto da fare qualche domanda. >> A me era chiara la circostanza conosciuta perché di battuta in prim in prime cure e riguardava la posizione di La Rosa. >> Tant’è che tant’è che io non ho non l’ho difeso proprio per questa ragione, voglio dire, al tempo del del novembre, ecco la conclusione, il signor Greco era ancora disponibile in giro o era la Titanta? Ecco, questo volevo dire.
Vabbè, >> eh vabbè siccome è stata contestata e la Rosa ha risposto altro imputato e non posso fargli la domanda. Noi interessa dire che da >> Va bene, l’ha fatto la precisazione. Va bene, ma del resto era una domanda e l’imputato ha dato la sua risposta. Avvocato Mirabile >> mi consente desiderei che lei informasse la Corte che su questi appunti sono state fatte delle indagini e sono stati fatti degli accertamenti che hanno avuto un determinato esito con riferimento alla rosa. Ciò per evitare che questi appunti
da parte dei giudici popolari possano essere considerati elementi a carico dell’imputato. >> Avvocato mirabile, nessuno ha parlato. Abbiamo fatto una domanda, l’imputato ha dato la sua risposta, ci sono stati i chiarimenti che ora sono stati forniti, abbiamo letto l’atto e ed era troppo evidente e troppo chiaro che ci riferivamo alla Rosa Antonino donde la domanda sulla Rosa Antonino, quindi mi sembra però gli accertamenti successivi esistono degli accertamenti successivi che è bene che la Corte tenga presente,
>> va bene, avvocato mirabile. Va bene, prendiamo atto di quanto lei ha richiesto. >> Lei conosce la famiglia Marsala? Vincenzo Marsala, Mariano Marsala. No, signor presidente. Questo già mi pare che era stato pure detto anche di Gigo Pizzo, ha detto “Non lo conosco” e anche e anche qualche altro che inutile che io stia a ripetere perché è un seguito di non conosco, salvo qualche nominativo dei quali anche oggi oggi ha parlato come per esempio appunto quelle bontate.
>> Ah, sì. Per quel rapporto con Bontate e Giovanni mi pare che c’è un fatto che riguarda degli assegni. Vuole alla corte chiarire questo rapporto? Bontate Giovanni. >> Sì. Ecco, >> gli chiese un prestito una volta o due volte che >> mh >> che f non ora a distanza di tanto tempo non posso ricordare esattamente comunque mi prestò dei soldi che poi io ho restituito >> mh e si ricorda si ricorda si ricorda l’ammontare si ricorda l’ammontare di questo prestito oggi no esattamente no signor presidente sono passate 10 anni
>> ma lei Questo è un rapporto con Bontate Giovanni. Conato Giovanni che chi che se allora una cortesia de farmi un prestito per un programma che io avevo per per fatte mie programma dovevo comprare una casa al mare >> e poi gliel ho restituito >> e mi dica un poco lei dico >> e poi c’erano ottimi rapporto lo conoscevo dal ragazzino lei abbia chiesto il pestico, maico le sue condizioni, diciamo, patrimoniali, le sue condizioni economiche dovevano essere piuttosto, diciamo, buone.
Va bene, come fatto? >> Non ho capito bene, >> cioè lei ha chiesto il prestito? >> Sì, >> perché aveva delle difficoltà. >> No, no, no. >> E allora la ragione di questo >> Ma la ragione gliela posso >> gliela posso chiarire, anzi mi fa piacere che lei >> e ce la dica. >> Lei ama la verità. >> Mi dica. Eh, io avevo un po’ di soldi, andavo dietro per fare un film, siccome mio figlio ha avuto sempre dalla nascita la passione, >> figlio Giuseppe >> Giuseppe che l’unico figlio che c’ho, ha avuto sempre la passione per la vita
artistica. Purtroppo poi >> lei lo ha detto questo, purtroppo. Ha assobbeto, quello che ha sobbeto, comunque pazienza. Quindi andavo e avevo in programma questo film. Poi mi capitò un’occasione che era un’occasione per avere una casetta al mare per fare questo affare e allora chiese questo prestito a Giovanni che poi restituiva subito.
Non perché io ero in difficoltà, no. Non mi volevo levare i soldi che avevo perché avevo in un momento all’altro andavo dietro per realizzare questo film e e la questa cortesia a Giovanni. >> Questa casa al mare dov’era? >> Questa casa al mare dov’era? In che località? >> A Casteldaccia. >> A Casteldaccia. >> Eh. >> E una casa che lei acquistò.
Che lei acquistò? >> Sì. Sì. a nome suo. Ma o è a nome mio o a nome di mio figlio e ioario, non mi ricordo esattamente se ho presidente, ma il nome mio, insomma, nome o mio o mio figlio. lei perché Sì. Lei perché ha messo questa casa, questo acquisto di questa casa in rapporto all’attività esercitata dal suo figliolo che lei mi ha mi ha parlato ora del suo figlio, di suo figlio Sì.
che aveva delle tendenze artistiche, che doveva fare un film, mi pare. >> Sì, sì, >> sì. Perché ha fatto questo accostamento? Questa casa lei l’ha acquistata per villeggiatura? Per per cosa? No, io allora l’ho acquistata una casa al mare, così >> così proprio per acquistare una casa al mare. >> Per avere una casetta al mare.
>> E lei non aveva in quel momento delle aveva delle somme sue, non se ne voleva privare per finanziare le attività del figlio, l’attività cinematografica di suo figlio. Avevo, come un detto, non ero in necessità di andare a cercare. Questo lei lo ha detto, >> non mi volevo privare di una cifra che disponevo perché andavo dietro per realizzare il film e si presentò questo affare della >> quindi in sostanza va >> e allora per evitare del rimanere senza o chiesa all >> poter avere disponibilità >> chiesa allora e questa cortesia a a
Giovanni >> di farle un’anticipazione, di farle un prestito. >> Sì, mi fece il prestito, poi ho l’ho restituito e tutto qui. >> Va bene. >> Contatte umane. Va bene, va bene. >> In quel in quel periodo inma la sua suoi rapporti con le banche, la sua posizione in banca, aveva facoltà di scopertura, aveva com’era combinato lei? >> Beh, rapporte buone con con il Banco di Sicilia.
Il rapporte >> aveva facoltà di scopertura? Ma sì, sì, sia al Banco di Sicilia e sia alla cassa del risparmio. Mi pare. >> L’ammontare lo ricorda? >> No, signor presidente. >> Questo affidamento quale importo? Bene. Era Banco di Sicilia o Cassa di Risparmio o entrambe le banche? Ma me cred non non ho più l’idea completamente.
Ma guardi, sono tanti anni che mancano e poi ve dico una cosa, sono 3 anni, 3 anni e 2 mesi che sono in uno stato di isolamento. 3 anni e 2 mesi >> sono ridotto un legno sia per gli acciacchi che c’ho acciacca non finita, >> insomma questi particolari, >> sia per per l’età che ho, che ora ho 65 anni e ho compresso due cose.
Avevo un conto corrente al Banco di Sicilia, avevo un conto corrente alla Cassa del Risparmio, buonissimo il rapporti con le banche e tutto qui. >> Erano gli unici istituti con cui lei aveva questi compiti? >> Sì, sì, sì. Avevo questi rapporti con queste due istitute. Sì. >> Non aveva rapporti con altri istituti bancari? >> No, per ricordo non lo so.
Senta, leggo questo sua precisazione alla corte di primo grado e debbo fare presente a questa corte che io nel Natale del 1982 ero solo in montagna, dico solo in montagna. in una casetta di roccata o comunque un po’ di roccata e ho passato lì il Natale, poi mi venne l’idea di scrivere nel muro col carbone perché non avevo altri mezzi.
Ho scritto Natale 1982, anzi lei avrebbe messo sotto questa sigla le due lettere MG che poi sostanzialmente sono le iniziali >> del suo cognome nome >> es MGM Grec. >> Ci può dire qual era dov’era questa casetta dove si trovava questa casetta dioccata o semioccata? Ma guardi, signor presidente, io è proprio questa la grande cortesia, anzi la chiamo la grazia che io chiedo a lei.
Una è questa e là c’è il sopralluogo a Favorella. Sì, però ci dica dov’è questa casetta di Roccata o seocata? >> È una zona una zona che io conoscevo da tempo come la pianta della mia mano >> e quindi una ragione >> perché andava a caccia. Siccome ho avuto sempre la passione della caccia, ho avuto la passione della caccia >> e andavo sempre spesso in montagna e conoscevo questa zona.
Dopo quella famosa domenica del 1982, quando io feci il bagaglio e me ne andai in montagna, me ne andai in questo posto dove rimase per tanto tempo. Il giorno di Natale, il giorno di Natale del 1982 >> io lo passai solo in questa casetta. Lei lo ha detto >> e c’è scritto Natale 1982 e sotto la MG. >> Ora io la grande cortesia che io chiedo a lei lei me la va concedere a titolo de grado.
>> La Corte non v la corte lì non può venire perché c’è da fate care. Non le dico quanto, camminare a piede, tutto quanto. >> Quindi lei ci dica dov’è intanto. >> Ma guarda la zona io come si chiama la zona? Non non lo so. >> Lei ha detto che la conosceva molto bene come non so. >> Sì, sì.
Ma ma come si chiama il posto? >> La contrada. Non lo non lo so. A distanza a distanza di questa casetta c’è in alto un bosco, un bosco che lo chiamano Rasciura, il bosco Rasciuda, solo questo io so. E la contrada, >> poi una contrada lì che non so se questa fa appartiene questa zona a questa contrada, lo chiamano il Vacco. Vacco. >> Lei dice che questa casetta non è molto lontana da questo bosco, evidentemente.
>> No, c’è un po’ di distanza. C’è >> Sì, un po’ di distanza. Ma dico, non sono stanze che possono fare spaventare, ma ci sarà una strada d’accesso, un sentiero, una viottola, una >> Sì, sì, c’è c’è c’è il viottolo che se ci va. Sì, sì, >> sì. >> E lei si >> quindi quindi è accessibile, va bene? >> Sì, sì, certo che è accessibile, ma bisogna camminare a piede, bisogna faticare.
E questa è io una una delle due grandi cortesia che io chiedo a lei. Lei la corte non la corte non può venire, ma lei mi fa cortesia. grandiosa. >> Lei non se la corte non fa né cortesia né grazie. Lei deve un poco stare la Corte, va bene valuta e provvede poi secondo quello che ritiene giusto. Allora >> io vorrei dirle questo.
La contrada almeno lei la conosce? >> Sì, la conosco. >> E non sai il nome della contrada? >> No, il nome non ne so. >> Il bosco vuole ripetere comeè inteso il bosco? >> In alto, in alto c’è un bosco. >> E come inteso >> e si chiama Rura. Poi a a sinistra di questo bosco c’è una zona si chiama Vacco, a meno so poi che posso dire, ma io sono in condizione.
Io chiedo, allora chiedo, lei mi dà delega delle persone, ci sono giovanissimi ufficiale dei carabinieri e possiamo andare a vedere questa casetta perché per me ha un valore. Infatti una volta me lo disse anche un magistrato. Certo che ha un valore perché poi in seguito, signor presidente, non è che a me mi presero a Polama, mi presere in montagna il 20 febbraio, arrivarono i signori carabinieri e mi trovarono in una casetta solo e disarmato.
Tutto qui. Quindi io già sono rimasto 3 anni e mezzo in montagna. 3 anni e mezzo in montagna, solo disarmato e così. Quindi lei mi deve fare, glielo chiedo nuovamente, non forse sono noioso. >> E in quale >> lei autorizza del che non io la forma non >> questi 3 anni e mezzo e ci andiamo >> li li passò sempre nella stessa >> in montagna in montagna fe una taccia >> ma sempre nella stessa casetta >> no poi me me mi spostavo, insomma, no, sempre lì, no? Poi sempre in montagna qualche grotta, casa abbandonata e tutto
quanto e ciascorse 3 anni e mezzo sa facendo una taccia. Ma comunque pazienza >> sempre in questa zona però dove c’è questa casetta semidoccata. >> Sì, no, sempre lì. Poi mi spostavo, sa, andando sul posto io potrei dare delle indicazioni. Lei glielo chiedo, sa, vede che ci sono tante brave ufficiali, ci facciamo una bella faticata.
E dunque che dice il procuratore generale? >> Eh, dunque, allora, scusate, difensori, parti civili, procuratore generale, ci sono domande da fare al all’imputato greco? Le parti civili, il procuratore generale, avvocato Mancuso. >> È numero, avvocato >> 80. >> Attivato. >> Sì, sì. Avvocato Mancuso e >> volevo sapere se l’imputato sa se suo cugino eh Greco Salvatore avesse o no un soprannome e quale era questo soprannome eventualmente >> il greco Salvatore >> Salvatore quello che emigrò poi nel
Venezuela, >> quello parente della parte materna. Sì, >> mi pare che l’ha detto. >> Sì, ha detto Cicchiteddo, Ciaschiteddo. Mi pare che questa è stata la risposta. >> Cioè conferma che sap che sa che avesse sentiva almeno così questa. Sì. E >> ma però in primo grado il l’imputato ha negato che suo cugino si chiamasse Cicchiteddu.
L’annegato nel dibattimento dell’11 giugno. Come mai? >> Possiamo chiedere questo chiarimento? quel suo cugino di parte materna, greco salvatore, si era detto poc’anzi se avesse o no fosse inteso con un soprannome che poteva essere Ciacchiteddo, Ciaschiteddo, Cicchiteddo. Ci può dire qualche cosa al riguardo? Lei poc’anzi ha detto che lo sentiva dire questo soprannome.
Signor presidente, quello che io ricordo eh dopo la vicenda giudiziaria che lui a quell’epoca ebbe nel 60, non le date non lo ricordo che il giornale tutti i giorni incominciarono a parlare per tantissimi anni dei greco di cul tutti i giorni per tantissimi anni il giornale comincia a parlare i greco di e allora scontò questo nomecheggio cchit >> pare una cosa del genere spuntò dai giornali da allora sempre totto greco ascello che io ricordo prima della vicenda giudiziaria assolutissimamente mai io l’avevo sentito dire questo è quello che
io ricordo >> questa è la risposta avvocato >> e non ricordo altro sa >> siccome come il il fatto che fosse chiamato così credo che non risulti solo dai giornali o dai pentiti, ma pacifico. L’hanno detto anche altre persone fra gli imputati che lo conoscevo. Mi sembrava strano che eh proprio il cugino non lo sapesse.
>> Ha detto che ha fatto questa distinzione temporale, almeno ora abbiamo sentito >> era presidente, vorrei sapere se con suo cugino era in buoni rapporti. >> Con questo suo cugino lei era in buoni rapporti? >> Sì. Mi sembrerebbe di averlo letto però in qualche punto che le >> i rapporti erano buoni. >> Il porte de parente e >> parente come tutti gli altri parenti che >> e volevo sapere se quando tornava dal Venezuela si vedevano, si salutavano.
>> Quando >> se l’ha mai visto, quante volte l’ha visto? >> Quando veniva dal Venezuela lei lo incontrava, vi viste? Lui veniva molto spesso, ma io lo vedi solo una volta perché non mandò a chiamare lui >> e questo io l’ho fatto presente, >> ma che veniva molto spesso. Veniva molto spesso.
Lo sentivo, sa, c’era un parente che mi diceva c’è Totò, ma io quando mi cercò ci andai perché era era un ricercato e quindi io non avevo nessun interesse di andarla a cercare. Un giorno me mi me mi mi mandò a chiamare e ci andai. E questo io l’ho dichiarato in quell’occasione mi regolò due monetine del Venezuela. >> Sì. E questo è stato detto.
>> Signor presidente, io io io non ho niente da da nascondere. >> Avvocato Mancuso. >> E presidente, volevo sapere se l’imputato ora ricorda di avere mai conosciuto un tale Dimaro Domenico. >> Un tale >> Dimaro Domenico. >> Sì. Risponda alla domanda dell’avvocato Mancuso. >> Come me lo ripeto? Perché come si chiama? >> Dimaro Domenico. È vero.
Domenico? >> De Maro. De Maro Domenico. Domenico. >> Mo signor presidente de dov’è? E non è siciliano. >> No, no, non De Mario. No, >> presidente. E il l’imputato ebbe a incassare degli assegni. è un problema >> emessi da Dimaro Domenico e successivamente in data 6 maggio 80 emise tre assegni di 50 milioni ciascuno, quindi facilmente ricordabili perché di grosso importo con >> ricordo di questo rapporto >> di questi assegni che ora l’avvocato dello Stato ha indicati sono assegni di un certo importo.
Sono tre >> tre assegni di 50 milioni ciascuno. >> Sono sono di un certo importo. Quindi >> Ma mi può mi può precisare de questo signore? >> Eh, >> mi può dire di dov’è questo signore? >> Eh, l’abbiamo detto che non è di Sicilia. >> Come? >> Avvocato Mancuso >> vuole dare gli estremi. >> Sì, si tratta di sei assegni. >> Noi gli abbiamo.
>> No, no. Dov’è questo? Di dov’è questo signore? >> Eh, della Campania. >> Della Campania. Ecco, vuole darci qualche spiegazione sui rapporti relativi a questi tre assegni? Con questo signore io non avevo nessun rapporto di niente. Avevo un rapporto con un certo Salvatore o Cocozz o Cocuzza, non so come si chiama, napoletano. Napoletano.
Avevo il rapporto di affari, mandavo, ci fu un periodo che mandavo un mare di produzione a questo signore. Infatti una volta gli chieso un cortesia di un prestito per l’acquisto del feudo che 300 milioni ci aveva prestato il Banco di Sicilia e 300 milioni mi fece prestare credo 300, non ricordo esattamente. >> Sì, avvocato Mancus.
Presidente, vorrei sapere >> e questo è il rapporto, ma con questo qui, signore, io non lo conosco, non ho mai il rapporto d’affare. Non lo conos >> presente, prima di concludere su Diaro, allora vorrei sapere se l’imputato questo prestito a Cocozza Salvatore lo ha saldato, cioè se ha rimborsato a Cocozza i soldi che gli aveva prestato.
>> Sì. >> E in che modo? >> Vuole rispondere alla domanda dell’avvocato Mancuso? Lei ha saldato, ha pagato? >> Sì, sì. E io, grazie a Dio non debbo niente a nessuno. >> Va bene. >> A chi li ha dati i soldi? E in che modo li ha dati? >> A chi ha dato questi soldi? >> A chi ha rimborsato a Cocozza personalmente? In che modo? Con assegno in contanti.
Ma che si ricorda? Io ho restituito e nel conteggiare della meccartenza, anziché pagarmi se li teneva. Ma esattamente ora. >> Quindi li ha restituiti a Cocozza, >> sono passati. >> Comunque li ha restituiti al Cocozza. >> Sì, sì, sì. Io le ho restituitete, ma dopo 10 anni i particolari non me le che ci posso fare se non >> Allora, l’ultima domanda e concludo su Di Maro.

Vorrei sapere come mai ci sono però questi tre assegni in data 6 maggio 80 a nome di Michele Greco incassati tutti fra il 20 e il 22 maggio attraverso una sola girata, cioè sono pervenuti a Dimaro attraverso un’unica girata, però la girata nei tre assegni non è uguale, quindi non è stata la stessa persona, almeno apparentemente, a farli avere a Dimaro.
Come mai i tre assegni emessi dal signor Michele Greco pervengono tutti e tre alla stessa persona a Di Maro che lui non conosce per il tramite di una sola girata che però non è apparentemente uguale nei tre assegni. Se ci può spiegare questo, >> può rispondere a questa domanda? Ha un ricordo? >> Ma che posso dire, signor presidente? >> Lei ha inteso la domanda.
Se può rispondere rispondere. Non solo, ma ma le dico una cosa, signor presidente, come ho detto tantissime volte, io avevo un’agenda dove c’erano tutte le mie operazioni bancarie. Perché non me ridanno l’agenda che io rispondo a tutte le domande? Esattamente, signor presidente. >> Lei parlava di di >> l’ho cercata, l’ho richiesta e l’ho detto.
Datemi l’agenda che io risponda esattamente con data precisione a tutte le domande che riguardano assede. Senza questa agenda io non posso dare nessuna spiegazione. Sono passati 10 anni e dare risposta a Vampere io non ne do, signor presidente, >> nessun’altra domanda. Bene. E allora il le altre parti civili difensori li avevo avvocato Emilio >> e il numero avvocato >> numero 79 già ho la linea.
Volevo soltanto che venisse chiesto all’imputato se conosce Calderone Antonino. >> Conosce Calderone Antonino? >> No, non lo conosco. Ma anche lui ha confermato che non mi conosce. Le dico come che mi ha visto in fotografia da quello che ho letto e non mi conosce. dice che ero rosso e io sono nero, signor presidente.
C’ho solo i capelli bianchi, ma io sono nero. Poi dice che ero più robusto, che ero più robusto, invece no. Ora sono gonfio, allora pesavo 76 kg nella vita libera e si può controllare se sono dimagrito o sono 10 kg in più ora perché in cè la si gonfia e questo è Calderone. >> Non l’ha non l’ha mai conosciuto. >> Non l’ho mai visto. L’ho vede qui.
Qui qui. Ho visto ho visto un signore che si chiamava Calderone. >> Nico, ma non ha mai avuto i rapporti con lui? No, mai >> era venuto questo, perciò non esclude che sia venuta mai a trovarla, che abbia avuto abboccamenti con lui, incontri con lui. >> No, no, affariamente, >> assolutissimamente. >> Riunioni niente, >> ma quale riunione che assolutissimamente.
Quindi nessuno eh l’avvocato Mirio aveva chiesto su Calderone Antonino, mi pare, vero? >> Sì, sì, signore. S >> Ma lei non ha conosciuto altre persone che si chiamino Calderone? >> No, signor presidente. >> Non li ha mai avuto in pratica? No, no, mo il procuratore generale. >> Una prima domanda che in relazione alla domanda fatta dall’avvocato Emilio.
È vero che in un salottino di casa sua vi è un tavolino circolare di vetro con monete antiche attaccate? Rispondo alla domanda del >> No, non ho sentito niente completamente. La ripeta >> se è vero che nel salotto di casa sua vi è un tavolino di vetro con monete antiche attaccate sotto >> in casa mia. >> Nel salotto di casa sua.
Sì, >> nel salotto di casa sua. >> Sì. >> Anzi, ci sarebbero anche dei trofei di caccia. No, questo mi interessa in particolare questo tavolinetto circolare con moneta sotto in casa mia c’erano, ci saranno tutt’ora. Io ora manco da tanto tempo. C’è sono c’è, signor presidente, signor procuratore generale, sono gettavo e sono monete da 20 lire, non monete antiche, sono monete >> da 20 lire >> da 20 lire.
È vero che queste >> cioè monete d’argento del periodo reggio sono monete da 20 lire, monete d’argento. >> Sono monete da 20 lire all’epoca quando c’erano in giro le monetine da 20 lire, non so se lei si ricorda. >> È vero che questi presidente vabbè, mi sta bene, ci sono. Basta, chiudiamo. È vero che questi tavolonetti sono stati fatti da sua moglie? >> Come? >> Che sono state incollate le monete da sua moglie? No, c’era siccome era un lavoro molto fateo e ci voleva una certa competenza, c’era allora un mi pare un imbianchino, non so, un operaio piuttosto
specializzato a questo lavoro, l’abbiamo affedato e che erano sono circa 80.000 lire tutte a monetine da 20 lire e questo abbiamo consegnato il denaro, il tavoli e fece questo lavoro, questo artigiano, chiamiamolo così. >> Vabbè, passiamo ad altro. Desidero sapere se ha mai conosciuto Filippo Marchese. >> No, e questo punto aveva risposto che non conosceva Filippoese. No, no.
E allora es la gieriamo in un altro modo. Se conosceva gli abitanti dei villini attorno a quello suo di Casteldacci, le persone che avevano dei villini vicini al suo, il villino di Casteldaccia, lei conosceva queste persone? che c’era la famiglia Aiello >> accanto >> eh dei rapporti e ho conosciuto e si crearono un rapporto de >> si parla di Aiello Michelangelo >> Michelangelo che era un rapporto del buon vegenanzo di de persone civile altre poi altre famiglie >> no accanto non c’era nessuno poi più in là c’era la che si vedeva era a vista si
vede tu c’era la villa di Stefano Bontà >> la villa di Stefano Bontà sì >> e altre persone che conoscevano Accanto nessuno c’era più nessuno. C’è un giardino accanto a questa casa >> e poi non c’è più nessuno. >> Procuratore, >> desideravo che ci precisasse la data in cui ha ceduto all’Aima il terreno del campo tiravolo? Ecco, quand’è che lei ha concesso all’AIMA di utilizzare quel terreno sul quale c’era stato il campo di tiro a volo.
In quale data hai? Guardi, eh, o è nel 75 o è nel 76, ma ripeto, con la data non posso essere preciso. O >> o nel 75 o nel 76 che allora ricordo che venne una commissione lì nella zona. Io l’ho scritto questa storia. >> Sì. E la ripeta. >> Sì. Allora, io la posso io la posso ripetere conere. Mi >> interessa la data. Non mi interessa.
Allora, aspetti, una domanda che la faccio io. Ma questa lei ha detto di averla concessa nel 75 o nel 76 che è stata una concessione che si è rinnovata o che aveva lunga scadenza o era assolutamente temporanea, poi è continuata nel tempo? Come >> no? È stata vi racconto come come stanno le cose con esatte.
Brevissimamente io vorrei sapere nel 75 o nel 76 ed è la data che interessava al procuratore generale lei ha concesso l’im sta mi sta precedendo. Vabbè, vabbè, mi sta bene, mi sta bene, mi sta bene >> questo >> sì >> campo, questo per i bisogni dell’AIMA. Vorrei sapere questa concessione come si sviluppò, >> che ci fu un’intesa, un fatto un atto scritto, fu un fatto rinnovato amichevolmente, di volta in volta, come state, >> no? Così un’eccezione così amichevolmente all’epoca venne una commissione lì nella zona per cercare un posto dove ammazzare il lavanderia gli
indicarono dice l’unico posto a Favorarella può essere vennero a trovare lì si presentarono ispettore tagli che un posto così e io ho fatto vedere dove dove c’era il campo. Ma dice, “Qui è meraviglioso, è bello perché dice è un ambiente chiuso, dice non viene nessuno” perché dove li facevano all’aperto poi c’era l’assalto di tanta gente così dice qui è un posto meraviglioso che noi a disposizione e iniziarono lì fecero un ufficetto lì che istituttore e poi si iniziò l’ammazzo.
Sì, >> era una concessione, diciamo, amichevole, amichevole e durò tante anni, fino all’81 durò >> che si rinnovò di volta in volta sempre così amichevolmente, non vi furono mai atti scritti. >> Fu una cosa che lei, diciamo, dava così volta per volta, >> amichevolmente, sì, ogni anno si ripeteva lo stesso lavoro.
>> Gratuitamente. Gratuitamente, dico, era un fatto, lei lo dava senza percepire nessun contenso. >> No, no, niente. Così, >> così. amichevolment procuratore generale, >> desidero sapere se ha mai posseduto una Fiat 1300 con cambio al volante di colore bianco, di colore bianco sporco. >> Lei una Fiat 13. Fiat >> 100 di colore bianco cambio automatico.
È vero, >> col cambio il volante. >> Sì, una Fiat 13 di colore bianco sporco >> con cambio al volante. >> No, avevo io una ultimamente una 100. >> No, ultimamente >> no. Ultimamente il procuratore generale dice se ha mai posseduto, quindi anche indietro nel tempo. >> Bianca, >> bianco sporco >> bianca ha detto.
>> Sì. >> No, che ricordo no. >> Il ricordo no. >> Da recente quale macchina aveva lei? >> Una 128 bianca. >> Una 128 bianca. E aveva il cambio E aveva il cambio a volante, mi pare. No, >> da 128 non è possibile. >> Non lo ricorda? Lo ricorda o non lo ricorda? >> Che cosa? >> Questo fatto della 1003. >> 1003? No, >> non lo ricordo dire una cosa, signor presidente, che papà aveva qualche macchina che era intestata a me.
>> Eh, ma lei dovrebbe ricordare che macchina però aveva >> Sì. Il papà aveva, ricordo una una l’ultima era una 100 eh una Fiat precedentemente aveva avuto un’altra eh Fiat pure Fiat e prima ancora, ma si parla del che so del >> di più di 100 anni più aveva un accento una Fiat nera col a volante, fiat nera col cambe a volante e e camminava papà con questa macchina.
>> Va bene. >> Se e non ricordo se era intestata a me, non me lo ricordo, ma se era intestata a me niente ricordi come 103 103 a >> 1003 100 >> 13 >> 113 signora. Eh, >> che papà aveva una Fiat con cambia a volante nera. Questo me lo ricordo. Non ricordo. Può darsi anche che era intestata a me, ma camminava papà con questa macchina.
>> Ma quella 1003 di colore bianco questo >> a quanto pare non ricordo. >> No, colore bianco no che io ricordo no aveva niente da scomere. Va bene, va bene. Presente procuratore, >> sempre a proposito di automezzi, se ci può dire se ha mai posseduto un camion 42 grigio. >> 42 grigio. >> Un’epoca che l’abbiamo.
>> Ah, >> un’epoca che l’ultima >> un camion >> un ultimamente contorno l’ultima la cosa più grandiosa non dice che aveva la società di vacche con me. La società di vacche con me trasportava le vacche col camion 42. Signor presidente, poi lei ha ragione che >> Calma. >> Sì. No, per carità. >> Calma e carità. >> Per carità.
>> E ci può confermare questo camion era guidato da un certo sutano. >> La votista di papà tutta una vita, più di 40 anni fece l’autista a papà. Tanuzzo. Tanuzzo. >> Eh, Tanuzzo. Come >> lo chiamavamo? Tanuzzo. >> Tanuzzo. Come? >> Il Tanuzzo. Il cognome >> Grut. 40 anni fece l’autista a papà. >> Più di 40 anni fece l’autista a papà.
>> Un’ultima domanda. Se ci può dire se è vero che abbia mai avuto una società di animali col cugino Greco Salvatore. >> Aveva una società >> animali in società col cugino greco. >> Aveva animali in società? >> Mai. Mai. Io ho avuto nessuna società di animali. Mai. Sono mi sono dedicato sempre a fare il contadino, esclusivamente il contadino, >> ma non aveva nessun interesse niente, signor presidente e qui poi all’in fuori di zappare la terra e coltivare i frutti non ho avuto mai nessun interesse di niente. Mi dava la possibilità di vivere
dignitosamente sia a me che a mio fratello. Questa è la storia della nostra famiglia. Quindi esclude di aver avuto la società di animali con suo cugino Greco Salvatore nella maniera più assoluta. Nessuna società con nessun in altre società con simili con chi che sia. >> Non mi sono occupato mai di nessun lavoro allenuore di zappare la terra e raccogliere i frutti.
E questa è nota a tutto il mondo che ci conosce. Tutto il mondo che ci conosce sa questo particolare, zappare la terra e raccogliere i frutti. il procuratore generale, le difese, avvocato mirabile >> 85. Io più che delle domande vol vorrei fare delle puntualizzazioni, cioè tutte queste richieste del procuratore generale sulle autovetture, anche le richieste sulla commissione dell’AIMA, sono richieste che possono essere soddisfatte dal punto di vista documentale.
>> Io non vedo perché si debba evitare la documentazione e fare delle domande all’imputato. Avvocato Mirabile >> suai ma è dal dalla prima istanza che noi abbiamo fatto sc è singolare veramente l’un cosa non esclude l’altra. Sì, >> ci può essere una produzione documentale ma nessuno vieta che all’imputato. >> Ma siccome noi abbiamo domande >> per quanto riguarda l’Aitano pertinenti >> le richieste documentali sull’Abiamo fatte sin dal primo grado e nessuno ci ha dato retta.
Va bene, avvocato, sarà tenuta in conto la sua puntualizzazione. Va bene, ma quindi non è non è vietato porre domande che poi riguardano un po’ i fatti dell’imputato. >> Scusa, scusi, se documentazione dovessere prodotta, deve essere prodotto dalla difesa che credo finora non abbia prodotto, abbia soltanto richiesto eventuali acquisizione, ma prodotto niente, quindi credo che il diputato sia il primo a parlare in questo caso.
Presidente, ricordiamo che l’ è è un ufficio pubblico, quindi la risposta suavato che dice 7576 l’ufficio può dare anche se 74 o 78. Vorrei dire che anche questo non è scudo di dissenso che ci possa essere un chiesto perché non siamo in grado di come pubblico e corte, >> no? Perché a richiesta e dimostrando l’interesse gli uffici pubblici rilasciano la documentazione.
>> Presidente, non m’hanno voluto. Io ho fatto richiesta all’assessorato dell’agricoltura. ha fatto richiesta all’assessorato della coltura presso la Regione Sicilia e me l’hanno rifiutata. Mi hanno detto noi risponderemo forse per Michele Posso permettermi di risponderle così >> solo e io ho fatto un’istanza istruttoria.
posso permettermi di risponderle poiché io, come tutti sanno, provengo dal settore civile e ho una certa esperienza, direi, di quel settore. E allora le dico che Sindora lei è autorizzato da questa corte a chiedere agli uffici pubblici tutta la documentazione che lei ritiene interessante per questo caso e credo che con l’autorizzazione di questa corte che sin da questo momento esiste, c’è perché ve la stiamo dando, non credo che ci sia nessun pubblico ufficio che si permetterà di rilasciare la documentazione che voi andrete a richiedere. Mi consente, presidente,
nellistanza istruttore che ho fatto in questo giudizio di appello su cui la Corte si è riservata di provvedere, io ho esibito la copia della domanda fatta all’ispettorato dell’agricoltura presso la Regione >> Ora le dico su avvocato Mirabile se questo può contribuire anche ad alleggerire il peso della Corte nel futuro >> suo di richieste di atti eccetera, le parti che hanno interesse di chiedere atti alla pubblica amministrazione o a un qualunque ufficio pubblico, perché questi atti siano prodotti alla Corte stessa e salvo naturalmente il giudizio
di valutazione che ne farà la Corte, sono autorizzate a chiedere agli uffici pubblici e alle pubbliche amministrazioni i documenti, le copie dei documenti di cui avessero io reiterò Con l’autorizzazione di questa corte che, ripeto ancora una volta in questo momento viene data ed esiste, nessun ufficio la potrà rifiutare.
>> Grazie. >> Ecco, a parte che avevamo fatto già un’ordinanza con cui autorizzavamo le parti che avessero interesse a richiedere atti alle pubbliche amministrazioni. Quindi torniamo a ribadire questo concetto e così si semplifica e credo anche che sia agevoli il lavoro di tutti. Grazie. >> E per Greco Michele.
>> E allora se non ci sono altre domande, parti civili, difensori, procuratore generale, Greco Michele può ritornare, >> signor presidente, Sì. Mi dica, >> mi conceda, >> dica. È qua per questo. >> Cosa? >> Certo che può. Per ciò che io debbo dire, lei è un grande maestro e cioè la mente umana è fatta per la verità, come l’occhio per la luce.
Ora a questo punto che lei ama la verità, cerca la verità, mi deve consentire il sopralluogo in montagna e sopralluogo a Favarella. E io le consegnerò la verità in un cofanetto d’oro a lei. La verità in un cofonetto d’oro gliela consegno. Ma mi deve concedere questi due supralluoghi, quelli in montagna e quella a Favarella. A Favarella è una passeggiata per la corte, anche il processo dura un giorno in più.
Signor presidente, >> la Corte su queste richieste perdonare, abbiamo solo da fare raccomandazioni. Solo quest >> Sì, io la ringrazio. è stato gentile e allora che può fare di più al solito >> allora e allora >> eh mi pare che avvocato Miglio >> se mi consente io desidererei fare una richiesta, se la Corte e vostra signoria mi consente la richiesta istruttoria.
Grazie. Si tratta di questo. Chiedo che venga che vogliate acquisire la sentenza 25 febbraio 89 emessa dalla Corte d’Assise seconda sezione di Firenze in processo contro Calò Giuseppe +8. Faccio presente che non risulta ancora essere stata depositata ovviamente la motivazione, per cui chiedo che intanto venga acquisito il dispositivo con riserva di acquisire anche la motivazione non appena sarà depositata.
La può produrre lei anche se vuole la può produrre >> anche il dispositivo, >> perché no? Se se rilasciano >> proviene da un pubblico ufficio che vuole che sentenza e quindi >> la sentenza non ci saranno problemi, ma per il dispositivo sì, perché sembra che sia vietato il rilascio di >> Io arrivato a questo punto confesso di non sapere >> Sì, perché sono problemi complicatissimi di cancelleria, suppongo.
Cancellieri non sono autorizzente, ne siamo già in possesso ci serviamo di produrno. Ah, e allora ecco il procuratore generale è già in possesso della e lo >> E allora chiederemo >> avvocato di Napoli. Mi pare. Avvocato di Napoli >> e il numero >> 80. >> Io ritengo >> avvocato di Napoli. Eh >> di Napoli. >> Sì. Per la registrazione, avvocato.
>> Prego. >> Per registrare il nome o meno. >> Sì, sì, sì. mi pareva di averlo detto, ma mi scusi. Io ritengo che, ecco, facendo in adesione anche alla richiesta che ha appena formulato l’avvocato Midio, io credo che sia di molta puntuale interesse l’acquisizione anche della requisitoria di cui adesso darò gli estremi, presidente, nonché della ordinanza di rinvio a giudizio per integrare questa questa richiesta.
Voglio rammentare alla Corte che la maggior parte degli atti del procedimento di primo grado di questo processo sono stati richiesti ed acquisiti dalla Corte di Assise di di Firenze seconda sezione la sentenza a cui ha fatto riferimento l’avvocato Milio. Siccome questi atti allo Stato non sono nella disponibilità, perché la Corte ritira, no, sono già nella disponibilità, solo la sentenza non c’è.
La requisitoria del Fi numero 2501/75, l’ordinanza del giudice istruttore numero 90/86a per le acquisizioni che sono state fatte dalla Corte di Assise di Firenze, presidente, emerge chiaramente una interconnessione tra quel processo e questo, direi quasi per fatti concludenti, senza dover aggiungere nulla non è molto semplice per noi poter provvedere alla Corte.
Noi lo chiediamo proprio facendo questo riferimento di questa interconnessione per le acquisizioni massicce, diciamo, che furono fatte. Allora, >> non so se questa rientra pure in quel no procuratore regionale. Va bene. Allora, la Corte provvederà anche su questo punto e ci sono altre istanze le difese. Avvocato Garbo che voleva dire il numero avvocato >> avvocato Cordaro.
Non so perché ho guardato l’avvocato Garbo e ho detto avvocato, eppure l’avvocato Cordaro lo conosco la più lunga data. Ha qualche ha qualche >> si vede che lei lo ha surclassato. Va bene. Non lo so. Qual sì, presidente. Lui ha qualche mese in più. >> Avrò qualche mese in più, ma sono molto più bello di lui, insomma.
Come ha fatto a sbagliare presidente >> avvocato con questo affare di beddo è meglio non bene senò poi lei si piglia qualche soprannome. Volevo chiedere le conferma signor signor presidente se può disporre che vengano interrogati per il 13 aprile prossimo quattro altri quattro miei clienti e cioè Capizzi Benedetto Greco Ignazzi.
>> No, no, li legga bene. >> Giovanni e lo con Andrea. >> Sì, già fatto istanza, presidente sono già. E allora sta bene per il 13 aprile. Mi >> dà conferma oggi, presidente. Mi dà conferma oggi? Vabbè. Sì. Per il 13 aprile però vorrei leggere i nomi. Li legga lei, signora. Greco Ignazio, Lipari Giovanni, Loiacono Andrea e Capizzi Benedetto.
Ecco, saranno interrogati per il dice
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