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Francesco Marino Mannoia: Il Chimico di Cosa Nostra — Dal Traffico di Eroina al Pentimento

Qui, proprio al semaforo, è scattato l’agguato. I killer hanno sparato dal lato guida, forse hanno affiancato in moto l’auto ferma al rosso. L’auto ha superato di scatto l’incrocio, come dicono i segni delle ruote per terra. La sgommata è evidente. La corsa dell’auto è finita appena 10 m dopo sul muretto che costeggia la strada e quella sera alla Favarella la tenuta dei Greco nelle campagne di Ciaculli si festeggia perché come annuncia Michele il Papa, il falco è morto.

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L’attentato aveva richiesto settimane e attenta preparazione e viene sostenuto da alcuni traditori interni alla famiglia Bontate, in primis dal fratello minore di Stefano Giovanni che ha raggiunto un accordo con i corleonesi per succedere al fratello come nuovo capo della famiglia e dal vice capo di Bontate Pietro Loiacono.

La proposta più interessante dell’antimafia era di condurre accertamenti patrimoniali non solo sui mafiosi, ma anche sulle persone insospettabili sospettate di complicità con la mafia. Si riuscirà finalmente a condurre questi accertamenti? Noi proponiamo, fra le altre cose, accogliendo l’indirizzo della commissione, di spostare l’asse dell’azione preventiva e repressiva da quello che è stato l’andamento tradizionale di inseguire i poveracci.

5.000 diffidati in provincia di Reggio Calabria, 15.000 in provincia di P. Noi diciamo che bisogna smetterla con questa vergogna di inseguire i poveracci la cui maggioranza con la mafia non ha niente a che sptire. A volte si tratta di poveracci proprio. Allora noi diciamo fine della diffida, revisione di tutto il sistema della sorveglianza, del confo, perché spesso sappiamo cosa è diventato e invece concentrare la nostra attenzione su l’illecito arricchimento, perché la mafia ha come fine, appunto, l’illecito

arricchimento. Allora, è lì che dobbiamo mettere il riflettore. >> Alle 9:20 del 30 aprile 1982, con una Fiat 131 guidata da Rosario di Salvo, l’onorevole Pio La Torre sta raggiungendo la sede del Partito Comunista. Quando la macchina si trova in piazza generale Turba, una moto di grossa cilindrata obbliga di salvo che guida ad uno stop immediatamente seguito da raffiche di proiettili.

Da un’auto scendono altri killer a completare il duplice omicidio. Il commando è composto da Salvatore Cucuzza, Scarpuzzedda Greco, Madonia e Lucchese. >> Un primo maggio, quello di domani, diverso in tutta la Sicilia. Le manifestazioni già indette si trasformeranno in una protesta generale contro la violenza della mafia che questa mattina a Palermo ha fatto altre due dit.

L’onorevole Piola Torre, 54 anni, sposato con due figli, segretario regionale del Partito Comunista ed il suo autista Rosario di Salvo, 35 anni, sposato, padre di tre figli. Per tutta la giornata polizia e carabinieri hanno ascoltato i testimoni per ricostruire l’agguato e per dare un volto agli assassini. Avrei voluto che questa manifestazione, la prima alla quale la mia veste nuova, vado partecipando, significasse veramente è soltanto gioia.

Gioia per chi ha raggiunto un traguardo fatto di sacrifici, di rinunie e di lavoro. Purtroppo dobbiamo avvertire e cogliere e sottolineare questa atmosfera che certamente ci rende consapevoli della gravità del gravissimo episodio che come episodio turba, ma come episodio inquadrato in qualcosa di più vasto, deve scuoterci, deve renderci veramente coscienti che dobbiamo stare uniti e insieme.

tutti. Se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle leggi.   Il barbaro assassinio del generale dalla Chiesa e della sua giovane moglie non soltanto ha suscitato in tutto il paese profonda commozione, ma ha posto in drammatica evidenza la gravità del fenomeno mafioso e delle sue probabili connessioni con il terrorismo.

Ci si è resi conto, come ha detto il presidente Pertini, che la sfida allo stato democratico è giunta a un livello non più tollerabile. Sembrano infine ritrovare animo e forza di convinzione quelle parole che dalla chiesa pronunciò nel corso di un’intervista appena qualche settimana fa.

Non chiedo leggi speciali disse dalla Chiesa. Chiedo solo chiarezza. riguarda l’omicidio di Piola Torre e del suo autista di Salvo. Lei ha già reso su tempo. >> Confermo confermo quello che ho detto io. Lino di massima ho detto questo che io mi trovavo rinchiuso nel carcere del luciardone, se non ricordo male, alla nona sezione dove ero in compagnia di Giovan Battista Pullarà, Pietro Loiacono ed altri membri della nostra famiglia.

Eh, quindi apprendemmo noi all’interno del carcere questo omicidio, a prescindere dai partecipanti che hanno avuto il ruolo di esecutori, che io ho saputo in particolar modo dal Pullarà, perché Pullarà in quel periodo faceva colloqui con un membro di Cosa Nostra, Pietro Agieri, che entrava a colloquio camuff camuffandosi come spacciandosi come il fratello, il fratello della moglie del profeta e e quindi ho saputo in particolar modo dal Pullarà, diciamo, quali erano stati, diciamo, gli esecutori di questa delitto

la Torre che già ho precedentemente. Per quanto riguarda le modalità, il motivo reale di questa eliminazione, >> prima che lei avesse notizia in carcere >> sì >> della reale accadimento dell’omicidio di Piola Torre. Prima ne aveva avuto sentore che c’erano dei malumori per la condotta di Pio La Torre, che c’era nell’aria qualcosa per attuare questo omicidio o no? Sarò sincero, io questo omicidio io ero in carcere, quindi >> era in carcere da tempo, forse >> da già dall’80, dal 2 dicembre 80vo rinchiuso in carcere. In quel periodo

c’era un assaggio di persone, c’era una una lotta contro i così chiamati scappati, i gruppi perdenti di Cosa Nostra e un mare di persone ammazzate nell’ambito familiare dei di questi scappati. Vi erano anche numerosi morti dello Stato, poliziotti ed altri. E nel frattempo questo omicidio non è che ha fatto una risonanza particolare quando è è avvenuto, però è stato oggetto di commento da parte mia di Loiacono, di Bullarà, di profeta, nel senso che abbiamo criticato questo omicidio che sicuramente avrebbe provocato

una reazione e sicuramente una reazione molto negativa nei confronti dell’organizzazione. Era era chiaro e lampante che questo sarebbe avvenuto, come infatti da lì a poco e dopo l’uccisione di dalla chiesa subito hanno varato la legge rognione e la torre. Ecco, ritornando a questi motivi della sua cesione, io sentivo dire in precedenza, prima che venisse fatto l’omicidio che rompeva, che era una persona >> politicante che comunque andava con tutte le sue forze contro Cosa Nostra.

E questa fu la quello che io sentì, ma naturalmente io e diciamo discutendo con Pullarà, con lo Iaccono, con profeta, con le persone di cui potevamo discutere la stessa famiglia, abbiamo pensato che che sicuramente c’era qualcosa che andava al di là da quella semplice irruenza, da quel semplice comportamento, diciamo, nei confronti di Cosa Nostra.

dell’onorevole La Torre, ma è stato un commento nostro, non non altro. un commento perché è stata una situazione certamente negativa nei confronti dell’organizzazione. Anche questo è un delitto comunque sicuramente ascrivibile alla Commissione di Cose Nostre, ma questo per le ragioni generali eh del diciamo tra virgolette Teorema Buscetta o perché appunto Giovan Battista Pullal riferì specificamente che c’erano stati che era stata una deliberazione, cioè c’erano esecutori di famiglie diverse.

Io non voglio dire il teorema Buscetta, cioè il teorema è la regola della struttura, nel senso cheo che più che un teorema è la struttura in se stesso che che è è conformato in questa maniera che >> Sì, mi rendo conto. L’ho detto per intenderci Maria sintetica, >> no? che certi certi delitti di una certa importanza, di una certa rilevanza sociale eh non turbano solo l’opinione pubblica, ma a volte vengono a turbare moltissimo la lo stato detentivo degli imputati di Cosa Nostra e un insieme di cose. Quindi ci può essere la reazione

anche del soldato semplice alcune volte, se ciò non accada, e che fosse delegittimato dalla commissione e anche un soldato semplice potrebbe cominciare a lamentarsi a dire “Adesso io non esco più dal Cacciaro, magari il processo che si sta per fare con me ci sarà un antagonismo in più da parte magari del del giudice nel condannare questi fenomeni delittuosi.

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