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Cartello del NORESTE: BRUCIAVANO VIVI 300+ Persone – Ora ATTACCANO gli USA | Los Zetas

Immaginate un’unità dell’esercito creata dal governo per combattere i cartelli della droga che si trasforma essa stessa nella più letale organizzazione criminale del continente. Immaginate soldati addestrati dai berretti verdi americani e dalle forze speciali israeliane che tradiscono il giuramento non per ideali ma per denaro, trasformando le loro abilità di assassini in merce sul mercato nero della violenza.

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Cosa accade quando i maestri delle operazioni di controinsurrezione, gli esperti in interrogatorie tattiche di combattimento urbano si ritrovano dall’altra parte della legge? Cosa succede quando l’elite a cui è stata affidata la protezione del popolo vende le proprie conoscenze al più pericoloso narcobarone del Messico? La risposta a queste domande è scritta col sangue sulle strade di Tamaulipas, Nuevo Leon e Coauila.

E questa storia non è iniziata nelle baraccopoli, non nei laboratori di cocaina in montagna, ma nelle caserme dell’esercito messicano, dove alla fine degli anni 90 del secolo scorso nasceva un’organizzazione che avrebbe cambiato per sempre, il volto della criminalità latino-americana. Questa è la storia dei Los Zetas, i precursori di quell’incubo che il mondo conoscerà come cartello del Nord.

E tutto è iniziato con un uomo, una proposta e un tradimento. Nell’anno 1997 il governo del Messico si trovò ad affrontare un problema che minacciava di inghiottire interi stati del paese. I cartelli della droga stavano diventando troppo potenti, troppo ben armati, troppo organizzati per la polizia ordinaria.

Il cartello del Golfo, che controllava le rotte strategiche del contrabbando lungo il confine con il Texas, si era trasformato in un vero e proprio potere parallelo nello stato di Tamaulipas. Il suo leader, Ossiel Cardenas Gillen, era un uomo intelligente, spietato e dotato di un pensiero strategico che avrebbero invidiato i generali.

Ossiel capiva una semplice verità. In guerra non vince chi ha più droga, ma chi ha l’esercito migliore. E mentre gli altri cartelli reclutavano banditi di strada e adolescenti ambiziosi delle Baraccopoli, Cardenas Gillen concepì qualcosa di senza precedenti. Decise di comprare l’arma più letale che si potesse acquistare.

Decise di comprare i soldati d’elite dell’esercito messicano. Nello stesso anno 1997 il governo messicano, cercando di rafforzare la lotta al narcotraffico, creò un’unità speciale chiamata Gruppo Aeromobile de Fuerzas Speciales, abbreviato Gaffe, che si traduce come gruppo aeromobile delle forze speciali. Non erano soldati comuni, erano l’elite della macchina militare messicana, combattenti selezionati tra migliaia di candidati sottoposti a una selezione durissima e a una preparazione che includeva l’addestramento con istruttori americani della scuola di

Fort Benning in Georgia, dove si preparavano i leggendari berretti verdi. studiavano tattiche di controinsurrezione, operazioni urbane, tiro di precisione, metodi di interrogatorio, uso di esplosivi e molto altro. I combattenti del Gaf possedevano le armi più moderne, capivano la psicologia della guerra, sapevano agire in gruppi coordinati ed erano assolutamente spietati.

erano addestrati per uccidere in modo efficace, veloce, senza esitazioni. Il governo investì milioni di dollari nella loro preparazione, equipaggiamento e mantenimento, contando sul fatto che questi uomini sarebbero diventati lo scudo dello Stato contro la crescente minaccia dei cartelli, ma andò diversamente.

Il problema era che l’esercito messicano pagava i suoi soldati in modo ridicolo. anche un combattente d’elite del GAF che rischiava la vita in operazioni contro criminali armati fino ai denti, riceveva circa 400-500 al mese, una somma con cui si poteva a malapena sfamare una famiglia. Allo stesso tempo i cartelli della droga guadagnavano miliardi e il denaro scorreva a fiumi.

Osiel Cardenas Guen lo capiva perfettamente e quando nell’anno 1998 incontrò l’uomo che avrebbe cambiato l’intera storia del narcotraffico messicano, gli fece un’offerta che non potè rifiutare. Quell’uomo era Arturo Guzman de Cena, caporale minore dell’esercito messicano in servizio nell’unità d’elit Gafe. Guzman de Cena era un professionista di altissimo livello, un combattente esperto, addestrato e partecipe a operazioni reali contro gruppi criminali, ma era anche un uomo deluso, stanco della miseria che la patria gli offriva in cambio di fedeltà e sangue. Quando Osiel

gli offrì $10.000 al mese, una somma 20 volte superiore al suo stipendio militare, solo per diventare la guardia del corpo personale del capo del cartello del golfo, Guzman de Cena non ci pensò a lungo, disertò e divenne il primo. Gli fu assegnato il nome in codice Z1. Così nacque la leggenda dei Los Zas.

Ma Arturo Guzman, decena capiva che un uomo solo, per quanto professionista fosse, non avrebbe potuto garantire una protezione completa a Cardenas. Aveva bisogno di una squadra e Z1 iniziò il reclutamento. Usando i suoi contatti nell’esercito, stabilì contatti con altri combattenti del GAF e delle unità speciali che, come lui, erano insoddisfatti dello stipendio da fame e della mancanza di prospettive.

La proposta era semplice e allettante. Passare dalla parte del cartello del golfo, ricevere 20 volte più denaro, avere accesso alle migliori armi ed equipaggiamenti e allo stesso tempo continuare a fare ciò che sapevano fare meglio. Condurre una guerra. Verso la fine dell’anno 1999 e l’inizio dell’anno 2000 a Z1 si unirono altri 24 combattenti, principalmente del Gafe, ma anche di altre unità d’elite delle forze armate messicane.

Tra loro c’erano il Riberto Lazcano Lazcano, futuro Z3 e uno dei leader più crudeli dell’organizzazione e Miguel Angel Trevinho Morales, noto come Z40 che in seguito avrebbe guidato il cartello e sarebbe diventato il simbolo del terrore assoluto. A ciascuno di loro veniva assegnato il proprio numero, da Z1 a Z25. Non erano semplici guardie, erano un esercito privato, addestrato per uccidere professionalmente, agire in modo coordinato, applicare tattiche militari nelle guerre di strada.

Eosiel Cardenas Guillen ottenne ciò che altri narcobaroni potevano solo sognare. Un’unità paramilitare d’elite di assoluta fedeltà, capace di distruggere qualsiasi concorrente. Le prime operazioni dei Los Zas si svolsero proprio nel ruolo di guardie del corpo ed esecutori di compiti particolarmente importanti per il cartello del Golfo, ma molto rapidamente divenne chiaro che il loro potenziale era molto più ampio.

Dalla fine dell’anno 1999 fino all’inizio degli anni 2000, gli ZAS iniziarono a partecipare attivamente alle guerre territoriali del cartello, eliminando i concorrenti con precisione chirurgica. I loro metodi erano militari, ricognizione, pianificazione, attacchi coordinati, uso di armi pesanti.

Se prima le guerre tra cartelli venivano condotte in modo caotico, con sparatorie per le strade e vittime casuali, gli ZAS portarono in questo affare la professionalità delle vere operazioni militari. organizzavano imboscate, conquistavano interi quartieri, liquidavano i militanti nemici e persino i poliziotti corrotti che lavoravano per i concorrenti.

Verso l’anno 2002 o 2003 i Los Zas si trasformarono di fatto da guardie in forza d’urto del cartello del Golfo e la loro reputazione si diffuse in tutto il Messico. Li temevano. Il loro nome divenne sinonimo di violenza professionale e, cosa più importante, iniziarono a capire di possedere una forza che poteva esistere indipendentemente dai loro padroni.

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