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MAXIPROCESSO A COSANOSTRA: TOMMASO BUSCETTA, VINCENZO DE CARO E GASPARE MUTOLO DAVANTI ALLA SAGUTO

E l’aula bunker del Lucciardone, simbolo della lotta dello Stato contro Cosa Nostra, si apre una delle udienze più dense di significato del maxi processo quater. Davanti ai giudici si siedono tre collaboratori di giustizia che insieme hanno cambiato la storia. Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo e Vincenzo De Caro.

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Tommaso Buscetta, il primo grande pentito, colui che svelò al mondo la struttura di Cosa Nostra e diede origine al maxi processo. Gaspare Mutolo, ex uomo d’onore dei corleonesi, testimone diretto delle connessioni tra mafia, politica e apparati deviati dello Stato. e Vincenzo De Caro, figura chiave per comprendere i legami della mafia con la finanza e il traffico internazionale di stupefacenti.

Le loro voci, pur diverse,  convergono su un unico punto, la mafia, come sistema di potere totale, capace di infiltrarsi ovunque. Quello che state per ascoltare è l’audio originale delle deposizioni di Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo e Vincenzo De Caro, registrato il 18 gennaio 1996 durante il maxi processo quater a Cosa Nostra.

Un documento straordinario che testimonia la forza della giustizia e la fragilità del silenzio mafioso. Se questo contenuto ti è piaciuto, iscriviti al canale, attiva la campanella delle notifiche, lascia un like e scrivi nei commenti cosa ne pensi. Il tuo supporto è fondamentale per continuare a raccontare la verità attraverso le voci della storia, >> sia le sue generalità al verbale.

Avete una penna? Questa non mi funziona più. Tommaso Buscetta, nato a Palermo il 13 luglio 1928. >> Lei è stato sentito in questo processo, è il cosiddetto Maxi Quater, cioè imputato capolise Alfano Michelangelo, più altri 64 imputati di appartenenza ad associazione a delinquere di tipo mafioso e qualcuno anche di droga.

Lei è stato sentito come imputato di reato connesso, quindi in questa qualità ha la facoltà di non rispondere. intende avvalersene? >> No. >> Allora, vivere, intendo rispondere e possiamo cominciare. >> Lei ha già reso intanto dichiarazioni in questo processo. Io le chiedo se le conferma. Confermo. Sì, >> conferma le dichiarazioni rese al giudice istruttore.

>> In particolare cominciamo a fare qualche domanda per chiarire la posizione di qualche imputato e le chiedo di parlari della famiglia di Gaetano Badalamenti, la famiglia di Cinisi. Chi conosce, soprattutto se conosce i figli di Getano Padalami, se sa fanno sono uomini d’onore anch’essa, >> può rispondere >> Posso rispondere? E conosco la famiglia di Cinis, rappresentante della famiglia di Cinis nel 1900, fino agli anni 1978 era Gaetano Badalamente, conosco i figli di Gaetano Badalamente e perché li ho li ho conosciuti anche i

bambini e uno dei due è stato carcerato con me nel 1983 a San Paolo del Brasile credo che si chiama No, no, credo si chiamava un nome falso, ma lui si chiama Leonardo, non l’ho più visto. E in quell’epoca nessuno dei due, che io sappia era uomo d’onore. >> E perché era detenuto Leonardo? Leonardo era detenuto insieme a me per secondo la polizia brasiliana avevamo costituito la mafia in Brasile, ma lui è riuscito ad essere scarcerato dopo circa 2 mesi tre mesi di carcere e non è stato più preso dalla polizia brasiliana.

Lei sapeva se allora trafficasse droga Badalamenti? Questo badalamenti, questi figli? >> No, no, assolutamente no. Poi io le chiedo di parlare al tribunale di un episodio di cui lei ha già parlato e ci sono le sue dichiarazioni agli atti, però per chiarire e poi eventualmente qualche altra cosa del cosiddetto golpe borghese.

Noi abbiamo qualcuno degli imputati che è imputato associazione a delinquere nell’ambito di quel ehm di quelle episodio >> e si chiama >> eh dunque c’era Morana che è andato con il rito abbreviato, poi ci sono Macaluso, cioè e Joseph Miceli Crimi. Questi sono persi in dona, giusto? Pubblico ministero. >> Sì, presidente, è giusto. >> No, parliamo di questo intanto, poi quello mentre >> Ma dei tre nomi che mi ha fatto non li conosco nessuno dei tre.

>> Nessuno dei tre. Ehm e di questo >> No, Morano lo conosco i tre nomi. Lei ha detto Morano, non è il caso di parlar giudicato, per cui era imputato originariamente in questo processo, ma non lo è più. >> E di questo episodio della presenza di Sindone in Sicilia del sequestro, del finto sequestro, lei sa qualche cosa di specifico oppure no? specifico, no? Io ne parlai con eh con Bontene parlò a me e mi disse che non era il caso di parlarne perché l’avano cacciato, quindi Sindona veniva a parlare di colpo di stato, allora non ci

interessava. Quindi notizie frammentarie. >> Invece delle famiglie lei sa se esisteva a Napoli una famiglia eh di Cosa Nostra? >> Sì. e e mi parla di questa famiglia, mi dice chi conosceva di questa famiglia. A Napoli c’è stata sempre la famiglia. Eh, ricordo che ai agli inizi della mia partecipazione a Cosa Nostra già c’era la famiglia a Napoli e il rappresentante a quell’epoca eh detto in gerico lo chiamavano Chiattolido, si chiamava Pasquale Amato.

Negli anni susseguenti fu sostituito da Salvatore Zazza, fratello del più noto Michele Zazza. Salvatore Zazza è nostro imputato adesso, quindi lei sa che Salvatore Zazza era capo >> rappresentante della famiglia di Napoli Centro più o meno lo sa? >> No, non lo so. A iniziare da quando non lo so. >> E fino a quando lei ha saputo che lo era? Fino a quando lei ha fatto parte di Cosa Nostra? >> Fino a quando io ho fatto parte di Cosa Nostra, lui lo era ancora.

>> E altri personaggi di questa stessa famiglia? Lei ne conosce persone di questa famiglia mafiosa di Napoli. >> Il nipote di Michele Zazzo e Mazzarell >> Mattarell Ciro. Ciro Ciro Mattarella. >> Ehm in questo momento non ricordo >> I cuori lo conosce >> Liguori? No, questa famiglia di Napoli e qual era l’attività criminosa? Che attività criminosa svolgeva? >> Beh, io ricordo negli anni che incontrai Michele Zazza a Lucerdon, l’attività era costruzione e contrabbando di sigarette.

Se trafficassero anche in droga? >> Personalmente non lo so, ma si è sentito dire che trafficazioni di droga dopo gli anni del contrabbando di sigarette, diciamo così, intorno agli anni 78, 79 o 77. >> E lei conosceva qualcuno? Ha sentito parlare del fatto che vi fosse una famiglia maciosa balestrate? >> Balestrate? Sì, c’è la famiglia.

>> E chi conosceva di questa famiglia? Ho conosciuto il sotto capo in carcere a Lucardone. >> Come si chiama? >> Mi sembra Vito. >> Vito. Come? >> Vito. Non lo ricordo. Era carcerato con me all’infermeria. >> In che periodo? >> Siamo 76-77. Quando io sono andata via del lucierdone nel 77, lui era all’infermeria.

esponenti. >> Quindi di questa famiglia conosce soltanto questo sottocapo. >> Sì, >> l’ho avuto presentato ritualmente come uomo d’onore mentre eravate in infermeria al car. >> Sì. Bardellino Antonio lo conosce della famiglia? >> No, ma so chi è se so se esiste ancora, perché dato per scomparso era il rappresentante di una famiglia napoletana dell’entroterra.

>> Cioè c’erano più famiglie a Napoli, le >> più di una famiglia. Sì. più di una famiglia. Pubblico Ministero ha domande. >> Sì, presidente. Volevo eh la domanda che volevo fare riguarda i nomi di alcuni imputati. In particolare cominciamo da l’imputato Capitummino, se il signor Buscetta l’ha mai conosciuto. >> No, non l’ho conosciuto, però se non mi sbaglio mi sembra che fosse cugino di Stefano Bontadi e come uomo d’onore l’ho sentito dire, ma non l’ho mai conosciuto.

è a conoscenza, cioè se può specificare da chi l’ha sentito dire questo questa sua presunta qualità di uomo d’onore. Diciamo qual è la sua fonte? Non so specificarlo, >> ho capito. >> E è il linguaggio che si usa che si usava fra di noi, quindi non so la provenienza, chi me l’abbia detto. >> Ehm, volevo sapere poi se conosce l’imputato Chiaracane Pietro.

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