E l’aula bunker del Lucciardone, simbolo della lotta dello Stato contro Cosa Nostra, si apre una delle udienze più dense di significato del maxi processo quater. Davanti ai giudici si siedono tre collaboratori di giustizia che insieme hanno cambiato la storia. Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo e Vincenzo De Caro.
Tommaso Buscetta, il primo grande pentito, colui che svelò al mondo la struttura di Cosa Nostra e diede origine al maxi processo. Gaspare Mutolo, ex uomo d’onore dei corleonesi, testimone diretto delle connessioni tra mafia, politica e apparati deviati dello Stato. e Vincenzo De Caro, figura chiave per comprendere i legami della mafia con la finanza e il traffico internazionale di stupefacenti.
Le loro voci, pur diverse, convergono su un unico punto, la mafia, come sistema di potere totale, capace di infiltrarsi ovunque. Quello che state per ascoltare è l’audio originale delle deposizioni di Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo e Vincenzo De Caro, registrato il 18 gennaio 1996 durante il maxi processo quater a Cosa Nostra.
Un documento straordinario che testimonia la forza della giustizia e la fragilità del silenzio mafioso. Se questo contenuto ti è piaciuto, iscriviti al canale, attiva la campanella delle notifiche, lascia un like e scrivi nei commenti cosa ne pensi. Il tuo supporto è fondamentale per continuare a raccontare la verità attraverso le voci della storia, >> sia le sue generalità al verbale.
Avete una penna? Questa non mi funziona più. Tommaso Buscetta, nato a Palermo il 13 luglio 1928. >> Lei è stato sentito in questo processo, è il cosiddetto Maxi Quater, cioè imputato capolise Alfano Michelangelo, più altri 64 imputati di appartenenza ad associazione a delinquere di tipo mafioso e qualcuno anche di droga.
Lei è stato sentito come imputato di reato connesso, quindi in questa qualità ha la facoltà di non rispondere. intende avvalersene? >> No. >> Allora, vivere, intendo rispondere e possiamo cominciare. >> Lei ha già reso intanto dichiarazioni in questo processo. Io le chiedo se le conferma. Confermo. Sì, >> conferma le dichiarazioni rese al giudice istruttore.
>> In particolare cominciamo a fare qualche domanda per chiarire la posizione di qualche imputato e le chiedo di parlari della famiglia di Gaetano Badalamenti, la famiglia di Cinisi. Chi conosce, soprattutto se conosce i figli di Getano Padalami, se sa fanno sono uomini d’onore anch’essa, >> può rispondere >> Posso rispondere? E conosco la famiglia di Cinis, rappresentante della famiglia di Cinis nel 1900, fino agli anni 1978 era Gaetano Badalamente, conosco i figli di Gaetano Badalamente e perché li ho li ho conosciuti anche i
bambini e uno dei due è stato carcerato con me nel 1983 a San Paolo del Brasile credo che si chiama No, no, credo si chiamava un nome falso, ma lui si chiama Leonardo, non l’ho più visto. E in quell’epoca nessuno dei due, che io sappia era uomo d’onore. >> E perché era detenuto Leonardo? Leonardo era detenuto insieme a me per secondo la polizia brasiliana avevamo costituito la mafia in Brasile, ma lui è riuscito ad essere scarcerato dopo circa 2 mesi tre mesi di carcere e non è stato più preso dalla polizia brasiliana.

Lei sapeva se allora trafficasse droga Badalamenti? Questo badalamenti, questi figli? >> No, no, assolutamente no. Poi io le chiedo di parlare al tribunale di un episodio di cui lei ha già parlato e ci sono le sue dichiarazioni agli atti, però per chiarire e poi eventualmente qualche altra cosa del cosiddetto golpe borghese.
Noi abbiamo qualcuno degli imputati che è imputato associazione a delinquere nell’ambito di quel ehm di quelle episodio >> e si chiama >> eh dunque c’era Morana che è andato con il rito abbreviato, poi ci sono Macaluso, cioè e Joseph Miceli Crimi. Questi sono persi in dona, giusto? Pubblico ministero. >> Sì, presidente, è giusto. >> No, parliamo di questo intanto, poi quello mentre >> Ma dei tre nomi che mi ha fatto non li conosco nessuno dei tre.
>> Nessuno dei tre. Ehm e di questo >> No, Morano lo conosco i tre nomi. Lei ha detto Morano, non è il caso di parlar giudicato, per cui era imputato originariamente in questo processo, ma non lo è più. >> E di questo episodio della presenza di Sindone in Sicilia del sequestro, del finto sequestro, lei sa qualche cosa di specifico oppure no? specifico, no? Io ne parlai con eh con Bontene parlò a me e mi disse che non era il caso di parlarne perché l’avano cacciato, quindi Sindona veniva a parlare di colpo di stato, allora non ci
interessava. Quindi notizie frammentarie. >> Invece delle famiglie lei sa se esisteva a Napoli una famiglia eh di Cosa Nostra? >> Sì. e e mi parla di questa famiglia, mi dice chi conosceva di questa famiglia. A Napoli c’è stata sempre la famiglia. Eh, ricordo che ai agli inizi della mia partecipazione a Cosa Nostra già c’era la famiglia a Napoli e il rappresentante a quell’epoca eh detto in gerico lo chiamavano Chiattolido, si chiamava Pasquale Amato.
Negli anni susseguenti fu sostituito da Salvatore Zazza, fratello del più noto Michele Zazza. Salvatore Zazza è nostro imputato adesso, quindi lei sa che Salvatore Zazza era capo >> rappresentante della famiglia di Napoli Centro più o meno lo sa? >> No, non lo so. A iniziare da quando non lo so. >> E fino a quando lei ha saputo che lo era? Fino a quando lei ha fatto parte di Cosa Nostra? >> Fino a quando io ho fatto parte di Cosa Nostra, lui lo era ancora.
>> E altri personaggi di questa stessa famiglia? Lei ne conosce persone di questa famiglia mafiosa di Napoli. >> Il nipote di Michele Zazzo e Mazzarell >> Mattarell Ciro. Ciro Ciro Mattarella. >> Ehm in questo momento non ricordo >> I cuori lo conosce >> Liguori? No, questa famiglia di Napoli e qual era l’attività criminosa? Che attività criminosa svolgeva? >> Beh, io ricordo negli anni che incontrai Michele Zazza a Lucerdon, l’attività era costruzione e contrabbando di sigarette.
Se trafficassero anche in droga? >> Personalmente non lo so, ma si è sentito dire che trafficazioni di droga dopo gli anni del contrabbando di sigarette, diciamo così, intorno agli anni 78, 79 o 77. >> E lei conosceva qualcuno? Ha sentito parlare del fatto che vi fosse una famiglia maciosa balestrate? >> Balestrate? Sì, c’è la famiglia.
>> E chi conosceva di questa famiglia? Ho conosciuto il sotto capo in carcere a Lucardone. >> Come si chiama? >> Mi sembra Vito. >> Vito. Come? >> Vito. Non lo ricordo. Era carcerato con me all’infermeria. >> In che periodo? >> Siamo 76-77. Quando io sono andata via del lucierdone nel 77, lui era all’infermeria.
esponenti. >> Quindi di questa famiglia conosce soltanto questo sottocapo. >> Sì, >> l’ho avuto presentato ritualmente come uomo d’onore mentre eravate in infermeria al car. >> Sì. Bardellino Antonio lo conosce della famiglia? >> No, ma so chi è se so se esiste ancora, perché dato per scomparso era il rappresentante di una famiglia napoletana dell’entroterra.
>> Cioè c’erano più famiglie a Napoli, le >> più di una famiglia. Sì. più di una famiglia. Pubblico Ministero ha domande. >> Sì, presidente. Volevo eh la domanda che volevo fare riguarda i nomi di alcuni imputati. In particolare cominciamo da l’imputato Capitummino, se il signor Buscetta l’ha mai conosciuto. >> No, non l’ho conosciuto, però se non mi sbaglio mi sembra che fosse cugino di Stefano Bontadi e come uomo d’onore l’ho sentito dire, ma non l’ho mai conosciuto.
è a conoscenza, cioè se può specificare da chi l’ha sentito dire questo questa sua presunta qualità di uomo d’onore. Diciamo qual è la sua fonte? Non so specificarlo, >> ho capito. >> E è il linguaggio che si usa che si usava fra di noi, quindi non so la provenienza, chi me l’abbia detto. >> Ehm, volevo sapere poi se conosce l’imputato Chiaracane Pietro.
Io lontanamente ho conosciuto un un Chiara Cane Pietro che era rappresentante della famiglia di Torrelunga, ma a questo è morto circa 25 30 anni fa. Se è questa la domanda. >> No, vabbè, il nostro imputato è vivo, quindi evidentemente è un altro. >> No, no, no. Se conosce l’imputato Greco Giuseppe, ce n’è due Greco Giuseppe in questo processo >> e questo quello classe 25, >> quello detto Pinè, come presidente ha detto, lo conosco.
detto >> era fratello di Salvatore Greco inteso cicchiten >> e a conoscenza se questo greco fratello di Cicchitedu è uomo d’onore? >> No, potrei dire perché eh i due Salvatore Greco, uno inteso Cicchitelli e uno inteso ingegnere avevano stabilito che nessuno dei fratelli facesse parte a Cosa Nostra. se poi lo siano diventati.
Io questo non lo so. >> E perché l’avevano stabilito? Lei la conosce questa ragione? >> La ragione le hanno ammazzati i padri a tutti e due, Salvatore Greco. >> Quindi per salvaguardia >> per salvaguardiavo deciso che nessuno dei fratelli sarebbe entrato a far parte di Cosa Nostra. Conosce l’imputato Marcenò Benedetto? Io conosco un imputato, conosco una persona che si chiama Marcianò Benedetto che è stato carcerato con me a Lucardone e credo che abbia il viso butterato in un’altra maniera non so e apparteneva alla famiglia di Stefano Bontà. Che sia
la stessa persona, non lo so. Più o meno quanti anni aveva questo che lei ha conosciuto >> a quell’epoca? Intorno al 78, poteva avere 30 anni o 32 o 33. >> Ho capito. E questo che lei conobbe in carcere faceva parte di Cosa Nostra? >> Faceva parte di Cosa Nostra della famiglia di Stefano Bontani. >> Sì, capito? Senta, conosci l’imputato Mazara Girolamo? No, non mi ricordo. No, no, no.
>> Conosce l’imputato Micalizzi Michele? >> Sì, era genero di Rosario Riccobono e faceva parte della famiglia di Rosario Riccobono. >> E a conoscenza se Micalizzi fosse o meno inserito nel traffico di stupefacenti? >> A quell’epoca? No, e intendo dire a quell’epoca io ho visto Michele Micalizio fino al 1000 all’agosto del 77 e non l’ho più visto da allora.
>> Conosce l’imputato Muta Rivito? Multe le vite è quello di Balestrate. Ecco, adesso mi sono ricordato il nome. >> Ah, quindi quello di di cui ha già parlato. Conosce l’imputato Nuvoletta Angelo. >> Sì, è il rappresentante della famiglia di una famiglia dell’entroterra napoletana. >> È a conoscenza circa il suo inserimento in traffici stupefacenti con fatti specifici? No.
>> Conosce l’imputato Napoli Gaetano in America o in Italia? >> M >> perché io conosco un Napoli Gaetano in America di Villabate. Questo credo che No, no, questo non dovrebbe essere americano, cioè >> un imputato, >> no? diciamo nostrale. Eh, conosce l’imputato Ofria Vito? >> No. >> E Palazzolo Vito.
Lo conosce Palazzolo Vito, non so, una di cinisi, però >> No, possibilmente lo conoscerò. Ho conosciuto tanti Palazzo Vito a Cinesi per la verità. Ma non ricordo di quale Palazzo Vito lei mi sta parlando >> e questo, se non sbaglio, dovrebbe essere classe di 19 non la data in >> è anziano. >> Comunque dovrebbe essere oltre i 70 anni >> 75 anni >> non ricordo.
>> È uno che è stato in un periodo in America ed è sposato due volte in seconda nozze, >> no? Non lo conosce. >> E conosce l’imputato Siragusa Michele? >> Sì, l’ho conosciuto in carcere, ma non in qualità di uomo d’onore. Cioè, lo conosco perché era detenuto ed era all’infermia, >> ma non faceva parte di Cosa Nostra >> a quell’epoca? No, se lo fosse divenuto successivamente non lo so.
Conosce gli imputati Pecorella Antonino e Pecorella Tommaso? >> No. >> E conosce Romano Giovan Battista? >> No. >> Conosce Spatola Bartolomeo? >> No. >> Conosce Sutera Vincenzo? >> Sì, >> ho conosciuto in carcere. era era uomo d’onore della famiglia di Riccobono. >> E a conoscenza di fatti specifici commessi dal Sutera all’epoca >> era imputato per l’omicidio, mi sembra di un agente di di pubblica sicurezza, ma fatti specifici non ne conosco.
>> Ho capito. E mi pare che su Zazza Salvatore ha già risposto prima. Io non ho altre domande, presidente. >> Dico Ministero, lei ha il tribunale vorrebbe sapere il non le non ha chiesto nessuno degli imputati del cosiddetto procedimento di Pizza Connection e il Puscetta ne ha mai parlato perché noi non risulta.
Cioè, per esempio, c’abbiamo che so Petralia, questi qua. Lei conosce qualcuno degli imputati di questo traffico di droga che c’è stato tra l’America e l’Italia? >> Conosco quelli di Pizza Connession, non tutti, ma le conosco alcuni, sì. >> Per esempio De Vardo Lorenzo, >> no? >> Poi mi pare che c’era questo che le ho detto, Petralia.
Petralia >> nemmeno. Ma e non credo che erano imputati. >> No, Petralia non c’è più. Interrotone voi No, c’è ancora. Petralia Caloggero. Polizzi Francesco. >> Polizzi Francesco. Sì. Sì. >> Come lo conosce a Polizia? >> Eh, l’ho conosciuto nel processo perché prima non lo conoscevo. >> E sa è uomo d’onore? >> No.
>> Era coinvolto in questo traffico? era coinvolto perché tanto che fu condannato. >> E invece della famiglia di Torretta, lei conosce qualcuno? >> Sì. >> E chi? Beh, non ricordo in questo momento >> noi abbiamo importanti una serie di di maggio di cui io non saprei molto con io conosco il dimaggio. Sì, >> quindi non ricorda specificamente dei nomi.
>> Mi pare inutile. Le difese. Prego. avvocato nell’interesse di Micalizzi. >> Avvocato di Peri. >> Sì. >> Desere una circostanza di carattere generale al signor Buscetta. Intanto quando è entrato a far parte di Cosa Nostra? Anche se questo risulta >> prego. Lei può fare tutte le domande che vuole, però questo è vecchio rito, quindi è agli atti tutto il massimo.
So lo so, presidente, ma mi servono soltanto due e tre. Mi servono solo due dati. >> Va bene, rispondamo. Muscetta, >> qual è la domanda, avvocato? >> Quando è entrato a far parte di Cosa Nossa? >> Io alla fine degli anni 40. >> Bene. E adesso volevo chiederle quando si è allontanato lei da Palermo e quindi ha definito i suoi contatti con questa organizzazione.
>> Se potesse essere più preciso, avvocato, cosa intende dire per allontanarmi? Quando >> ci sono due domande, >> eh, >> perché lei ha dato già per presupposto che da quando si è allontanato da Palermo ha troncato i suoi contatti, cosa che questa agli atti non risulta vera. Avvocato di Pi, lei quando sarà andato da Palermo? >> Nel 1900.
>> E questa è un’altra domanda, avvocato Fir >> nel 1963 >> se n’è andato. Quando ha troncato i suoi rapporti con Cosa Nossa? >> Eh, nel 1984. ha risposto. >> E va bene così per me. Grazie presidente, ho finito. >> Prego. Dica. Avvocato Marasà. >> Avvocato Marasà nell’interesse di Domenico. Desidererei che vostra signoria chiedesse a Buscetta se ha mai conosciuto Domenico.
>> No, >> no. >> Se conosceva Riccobono e che rapporti vi erano con Riccobono Rosario? Riccobon l’ho conosciuto molti anni fa. Rapporti che cosa intende dire per >> se eravate in rapporti di amicizia o meno? >> Eravamo in rapporti di amicizia. Sì. >> Conosceva anche i suoi familiari? >> Sì. >> Ha mai sentito parlare di questo Domenico come facente parte della famiglia anagrafica di Riccobono o della famiglia mafiosa di Riccobono? >> No.
>> Nessun’altra domanda? Grazie. >> Prego, avvocato G. Eh, chiedo scusa, no, per completare fino a quando lei ricorda quel che ha detto in relazione a Riccobono, >> fino a >> cioè, cioè gli ultimi contatti, le ultime notizie che lei ha avuto in relazione alla famiglia di Riccobono Rosario. >> Notizie o contatti? notizie, contatti, cioè per accertare se questo Domenico fosse divenuto mafioso successivamente alle notizie che lei ha avuto.
>> Io ho visto Rosario Ricobono, ho visto personalmente nel 1980, dopo di allora non l’ho più visto e non non ci sono stati più incontri o motivi. >> D’accordo. Grazie >> avvocato Garmo, se lo ricorda chi è che svolgeva famiglia del borgo la funzione di consigliere all’epoca di Leopoldo Cancelliere. Nessun’altra domanda.
L’avevo prodotto proprio in questo senso e la risposta coincide. >> Ci sono altre domande? Continuiamo con il quatre, facciamo entrare De Caro. E De Caro è stato accompagnato oggi e però ce n’è solo uno. >> Signor De Caro, lei in questo procedimento è sentito come teste, non come imputatoriato connesso e pertanto deve giurare.
È presente il suo avvocato. >> Io non ce non ce avuto mai avvocato. Vabbè, comunque lei è teste, quindi si metta in piedi per il giuramento. Consapevole della responsabilità che quel col giuramento assume davanti a Dio se credente agli uomini, dica giuri dire tutta la verità, dica, lo giuro. >> Lo giuro. >> Si accomodi. Lei ha reso delle dichiarazioni.
>> No, no, io vorrei fare una promessa se c’è la visione perché >> eh giornalista perché noi siamo come io avev 10 anni. Ora ci stiamo creando un’attività io e mio figlio. Non vorrei che per causa di qualche buono giornalista io perdo tutto quello che ho costruito. >> Lei non verrà ripreso. Non ci sono comunque telecamere, non ci sono macchine fotografiche e in ogni caso abbiamo messo anche il paradento.
Non ci sono dica >> problemi di questo tipo. Lei ha già reso dichiarazioni nell’ambito del procedimento cosiddetto maxi quater. il max di processo l’ultimo pezzo ha reso delle dichiarazioni al giudice istruttore parlando di alcuni imputati che poi io le leggerò. Intanto lei conferma le dichiarazioni che ha reso. >> Sì, sì, conferma.
>> Ehm, specificamente di chi parla l’avevo annotato. Per esempio, cominciamo di qualcuno che mi ricorda, poi vediamo gli altri, casomai glieli leggiamo. Lei conosce Spatola Bartolomeo? Spatola. Ma ce ne sono tante di spatola, però >> Lino spatola. >> Ma che ora era in infermeria questo? Perché uno io uno dei spadoli l’ho conosciuto in infermeria nel 77-78.
>> E questo chi era questo che l’ha conosciuto? Beh, era all’epoca io ero un ragazzo di 28 anni, oggi ne avrà un 42 43 perché non è che io c’ avuto a che fare con quello lì, erano eramo nello stesso carcere, però nella in infermeria, per cui ho capito >> se quello spatola che dico io però eh >> e questo che conosceva lei era uomo d’onore.
>> Ma all’epoca delle confidenze che aveva penso che di no. >> Vabbè. Penso che non >> lei è uomo d’onore. >> No, no, io non ce stato mai. >> E perché >> no, io sono io sono uomo d’onore perché io a quella gente gli chiamo uomo senza senso onore. Io l’onore ce l’ho, però >> Ben e un pubblico ministro del tribunale non ha domande.
>> No, il PM neanche ha confermato le dichiarazioni. >> Certo, per questo non ha domande. È vecchio rito. Abbiamo confermato le dichiarazione. >> S presidente è vecchio rito. >> Nemmeno il pubblico ministero ha domande. Difesa >> consente. Presidente, >> prego. Avvocato divato >> avvocato GCI. E il test, signor De Caro, e parecchio tempo fa, diciamo, nel corso del della celebrazione del max processo, ha reso delle dichiarazioni in relative alla scomparsa di Riccobono e desidero innanzitutto sapere se conferma quelle dichiarazioni.
>> Io confermo quelle dichiarazione. >> Eh, >> le cos’erano queste dichiarazioni? se non le ricordo. >> Ecco, in relazione a queste dichiarazioni è stata messa un’ordinanza di custodia in carcere a carico di 22 soggetti che facevano parte di questo max quater, ma in relazione a quell’episodio >> sono stati prosciolti su conforme richiesta del pubblico ministero.
>> Hanno prosciolta Sanrore Riccobono. >> No, San Riccobono è morto. >> No, quello ci ha pensato il padre Eterno. Pare perlomeno scomparso per quello che >> Sì. le prosorto. Signor Reina. Oh presidente, siamo completamente >> penso che sia un un discorso >> non ricorda quelle dichiarazione. Avvocato.
Presente avete ci onestamente, anzi faccio presente mi sto >> ha confermato tutte le dichiarazioni però perché lui ha sempre detto >> importante che lui confermi è che abbia presenti queste dichiarazioni, però lo ha presente il fatto che in relazione a quelle dichiarazioni >> lei l’avvocato le ricorda che lei una volta rese dichiarazioni in merito alla scomparsa di Saro Riccobono, lei lo sa come è scomparso Sarriccobo? E Saricobone è scomparso perché Caud scorse in parola povera è questo qui.
Quando sarà Robone è stato scomparso, non è che è scomparso lui solo, >> eh, c’è il suo genero. >> An, anzi prima hanno fatto hanno fatto prima sono andata hanno acchiappato a tutti, mi sembra sono 6 78, non mi ricordo quanto sono. E prima sono andato a sparare andato a sparare signor Michele Mcalizz un altro genero.
Poi quando è successo la scomparsa di Saro Riccobono, la figlia di Riccobono, mi ricordo così, che sarebbe la moglie, no, di Michele ma dell’altro, mi ricordo come si chiama, andata a chiedere eh dove si trovava suo marito, signor Porcell Antonino. E Porcell preoccupare, tutto a posto perché Porcella aveva la febbre.
E come si chiama quello di di Cardillo? Si chiama Totuccio e il nome mio più. Lo piccolo. Lo piccolo. Sì, sì. Lo piccolo. >> Ha presa la scusa che doveva andare a ritirare un tiller da a porto, non so una persona la tante com’è che poteva andare a ritirare un tiler eccetera eccetera. Per cui la la scomposta di San Riccobono l’ho saputo tramite queste cose qua e non è che so profondamente nel senso nel merito per che cosa hanno scomparso.
quello che so e quello che ho potuto sapere io, nel senso così per sentito dire dentro è stato che perché lui voleva mazerare o signor Reina, me reina è arrivato prima di lui e mi sembra sono stato scomparso nella casa del signor come si chiama e mi greco nella nella proprietà di Greco. Poi se l’hanno messo dentro sotto acido, non so io questo.
So prima l’hanno fatto mangiare e poi l’hanno tutto qui. Non è questo ci son detto altro io non ricordo più. Avete canne. >> Mi scusi, da chi ha preso lei queste circostanze? Mi è sembrato di che dicesse da voci così saputo che erano scomparsi. Cioè >> tutta questa cosa dove l’ha saputa? >> Sono io sono cognato di Mutolo Gaspar. >> Da Mutolo Gasper.
Ah, quindi le dice l’ha saputo tramite >> Se mio cognato era fuori moreava pure Gaspare perché tutt’altro >> lei non le può avere sapute da Mutolo, però in quel periodo le ha sapute perché era cognato di Mutolo e quindi conosceva persone. No, no, pure l’ho saputo. Non sono andato a fare il colloquio a Trapane da mio cognato, si parlava più di meno, ma non è che è andato nel profondo dei discorsi, perché neanche mio cognato una volta in galera non è che poteva sapere tutta la trama come si capiva che anzi mia cognata mi’ha detto l’hanno presi in
giro, s’hanno fatto fregare, ma così. Quindi mi è parso di capire che prima della scomparsa di Riccobono è stato effettuato quell’attentato di cui lei parla. >> Ma io suppongo che loro prima hanno acchiappato a Tote Omicalez, Totino Mical e e e tutto il resto. Non so se sono 5 6 7 >> dove è successo questo lei lo sa? >> Dove? >> Dove che ci hanno sparato? >> Sì, come no.
a Piazza dei Marmi vicino via Romanova. Noi la chiamiamo via Romanova, però è loro avevano un bar Singapore. Vabbè, mi sembra ci ha lasciato la vita. No, io ci sono andato in quel bar. Singapore. >> Io ci sono andato a cercare in quel bar quando ci ho chiesto siccome l’avvocato Mermino mi’ ha chiesto 30 milioni per mio figlio, perché l’avvocato pensava, dice questo fa spaccio di droga.
No, io parlo per l’avvocato di Carlo, eh, perché tutto il discorso della mia collaborazione perare c’ha la vita a mio figlio. Eh, che dice “Signore, l’hanno fatto, l’hanno tolto.” >> Questo perché cosa c’entra in questo momento? >> Eh, perché è connesso, nel senso che sono andato a trovare il padre di Michele in quel bar.
>> Ho capito >> per questo? >> No, questo il discorso. Poi mi sembra che ci ha lasciato abito un ragazzo a 15-1 anni. >> Avvocato Gan, ci sono altre domande? >> No, può bastare, presidente. Grazie. Prego. Avvocato Filecci >> che ha saputo dal cognato, cognato mi pare mutolo >> che alla Favarella la da Greco sarebbero avvenuti questi omicidi questo e quindi anche quello di Riccobono.
Io desidero sapere cosa le ha riferito se ricorda testualmente o presso a poco il signor Mutolo. Era presente il signor Mutolo oppure glielo hanno >> ha detto che è andato a fare un colloquio avvocato Firenz in carcere. >> Sì. E io vorrei sapere che cosa ha detto Mutolo a lui si parlava più meno così. Si parlava di queste scomparse mi sembra.
Mi sembra aspetta c perché >> si parlava di questa scomparsa è vero simileo che erano ma detto se hanno preso s’hanno fatto prendere sanno veramente ce la dico palermano felice palero per fessa. >> Si facevano picchiare per fessa. >> E gli altri che furono >> e Mutolo gliel’ha detto di chi l’ha saputo? >> Mut da chi l’aveva saputo su? >> Ma lui io penso che lui lo sapeva che erano i conci proi conce.
Non è che scorreva un buon sangue, lui lo sapeva. Mio >> non gliel’ha detto. Avvocato. Fed. >> Va bene, presidente, può bastare. >> Avvocato Marasà. >> Avvocato Marasà. E presidente, desidererei che vostra signoria chiedesse al De Caro se Mutolo, quando gli ha raccontato quello di cui ha parlato, gli ha detto le modalità del fatto.
E se non gliele ha detele dette Mutolo da chi l’ha preso? >> Ma non lo sa. Avvocato. Ah, io con Senti, io con mia cognata non è che scorrevo un buon sangue perché quando mi rovare a mio figlio io mio cognato lo odiavo a morte. Paramoci bello chiaro. Io sapevo che già me ancora io non collaboravo, però però io non è che io ci andava per mia sorella così si parlava più o meno.
A me non mi servivano i affondare, diciamoci infilarmene di i suoi discorsi perché me ne usavano tutto di qua. Se parlava però una volta che scomparo mi sembra otto persone o o me l’ha raccontato un altro luogo, non ricordo bene, però mia cognata abbiamo parlato di questo qua, anzi gli ho detto se era fuori pure tu t’ammazzavano pure a te.
Per questo mio cognato è vivo. Ma non è che a me mi interessava a me mi interessato il caso quando >> ven a sapere volevano ammazzare a mio figlio pure in galera. >> Lei è mai stata affiliata a Cosa Nostra? >> No, no, io ne sono affiliato. Mi hanno mi hanno corteggiato. Sì, io ero come una cane in calore, mi giravano tutto attorno, però poi ho rifiutato Buscetta, ho rifiutato San Riccobono nel 71 eccetera eccetera.
>> Lei ha conosciuto Domenico? che è quello di Parto, cognatiso perché ce ne sono due, ce n’è uno da Rasoltana che non lo conosco, ma se è un cognato di Sariccobono lo conosco. Sì, >> sì, il cognato di Saron Riccobono. Che cosa ci può dire di lui? >> No, io che io sappia non è un uomo d’onore quello là.
Lei ha reso delle dichiarazioni su Domenico in relazione a degli omicidi che egli avrebbe commesso. Sì, io so che pure ha sparato a un certo Ce lo dico io com’erano le cose che va ricordando così questo io ero amico di un certo marino, Francesco, faceva il muratore come me. Un giorno di questo ci hanno sparato >> a questo marino.
L’hanno Sì, c’è stato un mancato omicidio una Santo Canale mi ricordo e ho visto a questo qui palla in faccia e ho detto e poi abbiamo parlato lui si conferava con me dico, “Così cos sono vivo per miracolo”. E c’ha sparato il frate di Mancuso Bartol Mario. Noi ci siamo a Canenanè. Mancuso quello è morto questo il fratello e Troio.
Questo sì, ma questo non è che significa che ho detto che è uomo d’onore, però no. Quindi lei non ha mai detto che è uomo d’onore? Ma mi sembra di no. E io ricordo no se perché Saro se faceva il doppio gioco lui Saro faceva mi sembra per Ceramitaraonora non mi ricordo io avevo 10 anni 12 anni lui aveva delle tre quattro persone affiriate che quando ci serviva di togliere un capo mafia che non lo doveva sapere nessuno lui di questa gente se ne serviva.
modo per dire, se doveva ammazzare il reina lui e l’aveva portata in mano, facile si faceva fare di queste signore qua, perché non sento modo d’onore la cosa fineva lì. Ancora mio cognato non ci crede. Io queste cose le so perché apparteneva a una famiglia di Giacalone, no di San Lorenzo ma bensì di Partan Montella, che sarebbe Danino, Peppino e Antonino.
>> I cognomi di questi tre me li dice? >> Sì, Giacalone. >> Giacalone. Poi >> uno è morto 40 100 anni fa, io parlo quando aveva 17 anni, 18 anni. Allora queste cose, essendo loro uomo d’onore, a me non me le raccontavano. Però una volta che è morto Nino, è morto Peppino che l’ha ammazzato Saricobono, è rimasto tanino.
Tanino, essendo solo mi raccontò tutto il teorema della mafia. La mafia ne so quanto ne sta un signor Buscetta. Il teorema della mafia lo sapevano pure i bambini a Palermo. Non l’ha portato questa novità se ricco bono. E o signor Buscetta. I magistrati facevano finta che non sapevano niente. La polizia sapeva che non ne capano niente.
I prefetti, la mafia non esiste. Infine guardo non è proprio inerente no, ma qualcun magistrato lo sapeva perché i confidenti della mafia perché esistono 50 anni per cui il teorema lo sapevamo tutti, >> non l’ha portato signor Buscetta. Allora, glielo ripeto, per entrare nella mafia >> prima si deve ammazzare e poi si devenonore, per cui una legge ci vuole mafioso 40 anni di galera.
>> No, sta preso in giro 5, no, perché se voi buttate fuori i mafiosi, a noi ci ammazzano oggi. Voi sta gente li dovete tenere in galera. Abbiamo l’intenzione di vita. No, faccio io sta proposta di legge perché la vita è mia e i miei figli. Uno che è mafioso già è colpevole di omicidio.
Allora credite il teorema di Buscetta, 50 anni di galera. Questo ci vuole perché l’avvocato quando detto una mafiosi fuori per me sono colpevole morale quanti mafiosi. Presidente la vita è mia la vita è mia dei miei figli quando voi ora sbuttate fuori lei non può continuare a parlare in questo modo. Ma siccome se i figli ce l’ho io, 40 parenti sono i miei, io so che uscendo questi criminali ammazzano i miei figli.
I criminali per quello che riguarda lo Stato non escono, però lei le proposte di legge non le può f. >> Io io vabbè, speriamo che qualcuno glielo dice o presidente della Repubblica, così c’è una 50 anni di galera sta gente qua. Questo sciocch adesso basta. Io non dico che la gente l’avvocato non devono difendere, però permette che faccio una proposta pure io come libero cittad un per fare proposte.
Diamoci 100’anni di galere mafiosi. >> Si candida al parlamento così sarà eletto e va fare le proposte avvocato non ci sono altre domande. >> Ci sarebbe una domanda ma se vostra signoria ritiene che sia se vostra signoria ritiene che sia opportuno non porre ulteriori domande, io non pongo ulteriori domande. >> L’avvocato Ome la sa è una cosa nell’interesse del suo cliente la faccia la domanda.
Era una domanda conseguente proprio proprio a quello che lui ha detto. Lui ha detto che l’hanno corteggiato e allora che omicidi ha commesso lui per essere stato corteggiato? Lei diceva che questa è una domanda che il presidente non pone perché non è rilevante nell’interesse del suo cliente. avvocato di Peri >> che io sappia poi perché perché in realtà non è che io >> presente vediamo se >> lei caro deve rispondere alle domande senza fare ulteriore polemica perché nell’interesse delle persone che lei eh eh accusa, che io qui devo pure tutelare,
le domande vanno fatte agli avvocati e lei deve rispondere solo ed esclusivamente a quello. Però, però, però >> e se sa che una persona è uomo d’onore me lo deve dire perché è suo dovere, dire, però se quello che va oltre queste dichiarazione lei non le deve. >> Io forse non mi sono spiegato. Io voglio dire avete 10 anni che collaboro, non posso parlare che stampa, non posso parlare che televisione e io ma io non posso addentare un tabù e devo aspettare la morte senza parlare.
Corso è questo qui. Io addventavo un tabù. Stampa ce lo colpiscono, a televisione colpiscono di potere parlare e chi devo aspettare che me tirano quattro scopertate e parlo quando è morto mio figlio e chi st ci voglo. 100 anni di galera più mafiose. >> Avvocato di Peri lei ha altre domande? >> Io parlo mafioso, no per quelle che per innocente mafia devono morire in galera.
Va bene, e questo l’abbiamo capito. >> Presente, vediamo se è possibile, sono l’avvocato di Peri, fare questa domanda che ritengo essere pertinente alla posizione del mio assistito. Signo, ehm lei ha avuto in passato, comunque prima della sua collaborazione problemi di carattere economico? >> Eh, come no? Certo, è la vota che mi puare all’alemos.
Eh, a mafia mi pui stava allemos a be come no. Non poteva lavorare, non poteva fare niente. >> Benissimo. Quindi non aveva disponibilità economica. Ma e questo gli altri lo sapevano. >> Gli altri chi? >> Che so persone affiliate a questa organizzazione sapevano che lei non aveva. Certo. Io io ho dovete andare di nuovo a rubare per camparmi a mio figlio in galera.
>> Un’altra domanda. >> Un’altra domanda. Lei ha parlato di un episodio in cui si sarebbe tramato sulla uccisione del dottore Contrada. Ricorda questo episodio >> di Contrada? Sì, sì. Eh, cebre si può. >> No, no, no. Faccia parlare i contrat. >> No, no. Se il PM si vuole opporre si può opporre.
Il tribunale comunque non pone la domanda. Devo rispondere >> se non ci spiega perlomeno a che senso >> è strettamente attinente alla posizione del mio assistito. Forse il PM non ha presente il verbale in cui parla proprio del mio assistito del mutolo. Sì. >> Parla addirittura che Michele Micalizzi avrebbe tramato sull’uccisione del dottore Contrario.
>> Sì, sì, sì. >> Se volete pormela la domanda bene, senò prendo atto del Dinio. >> No, no, no, no, no. Per me è lecito discorso, forse è vivo contata per me. >> Grazie signor De Caro, vedo che è molto disponibile. Allora >> conferma questa circostanza avvocato. >> Io desidero desidero sapere solo questo. Quando lei apprese dalla voce di Michele Micalizzi di questo suo intendimento, era presente lei, era presente Michele Micalizzi, quindi era presente anche Mutolo.
>> E penso di sì, penso di sì. Ma io penso di sì. Non so se mio cognato si ricorda perché c’è stata una parola detta così, però io >> Dunque il discorso è questo qui. Posso? >> Va bene. >> L’ha confermato già è conosciuto. Ha detto che lo volevano ammazzare. Se vuole rond a me basta la risposta che mi ha dato, non intendo indagare ulteriormente.
>> Poi che vuole sapere ancora? >> Sì. Poi un altro argomento ancora. Lei ha riferito eh di un episodio di ulteriore ferimento di Micalizzi Michele che sarebbe avvenuto allor quando venne ucciso poi tale Aquilino. Ricorda questa circostanza >> quando è stato quando è stato >> lei ha riferito e eh >> Aquilino. >> Sì.
Ah >> ah. Sì, sì, sì. Due sono morti lì, no? Uno. >> Ecco, sì, però ha parlato di due ferimenti. >> Sì, quello che ho ho preso io. >> Ecco, questo secondo ferimento se mi pari mi chied Sì. >> Scusi, signor De Caro, mi fa porre un attimo la domanda? >> Sì, sì. questo secondo ferimento. Non ricordo >> è una du quell >> che è stato credo in quale anno ce lo vuole ripetere.
Eh, >> comunque dopo l’82 ovviamente, >> insomma, ci posso dire può essere l’86 >> quello che so quando >> 86 è possibile >> e 86 io mi trovava già mi pare che in galera >> 84 >> 84 è un >> comunque l’omicidio Aquilino è processuale. Io non me lo ricordo, ma successivo par 84 non ricordo. >> E da chi l’ha presa lei? Da chi l’ha presa questa circostanza? Ma non ricordo io avete 10 anni sto discorso.
>> Comunque mi sembra che l’ho dichiarato questo qui che sia stato un doppio gioco. Nel senso questi due >> per fare queste domande >> dovevano ammazzare a Michele. Michele doveva ammazzare a quelle che dovevano andare a sparare che sarebbe mi sembra il mandante, mi ricordo se fu Porcella, perché in quel sangue correva lì perché secondo me Michele ha venuto a sapere che il charimento per fare scomparire a San Rocubono veniva sia di di Pietro di fratelli Porcello.
>> E allora lì stato andato alla mia alla mia domanda domanda una tavola non ricorda sta cercando di ricostruire. Ecco. >> E hanno trovato una tavola bandita pronta per mangiare. Allora io non sono sono nato ieri, c’è stato un doppio gioco, nel senso e venite a mangiare che io vi ammazzo. Invece quello che dovevano andare a mangiare già sapeva che c’era Michele pronto dentro lì a spararci e invece loro hanno appena hanno aperto la porta hanno sparato il fuoco e mi sembra che Michele si ha portato due o tre proiettile nella di
sopra. E signor De Caro, la mia domanda era questa di questo episodio. >> Senta, se ne dice che me l’ha raccontato, non ricordo. Questo le voglio chiedere >> se lei non lo ricorda se lei non lo ricorda mi dice no è il tema della domanda e della risposta esaurito. Ma no, non ricordo per fare un fto tonto, non ricordo per >> Ma nessuno mette in dubbio questo, signor >> Vabbè, io ho finito, presidente.
>> Non ci sono altre domande. No, >> ha detto poco fa che è stato corteggiato da uomini di onore e tra questi ha fatto anche qualche nome, ha fatto il nome di Buscetta che lo avrebbe corteggiato. Possiamo approfittare della presenza di Buscetta per metterlo a confronto con questo signore? Non è rilevante si oppone >> a fine di provarne la l’attendibilità mi pare che sia un fatto spontaneo e contest che fa una >> è provata aunde l’attendibilità probabile comunque da >> di questo test di questo test non parlo dell’altro
>> di questo test avvocato Fileccia credo che ci siano altre cose in atti per poterlo valutare. Comunque non è rilevante in questo momento in sede di discussione, poi vedremo. >> Voi direte la vostra, il PM la sua. >> Presidente, mi consente >> di avvocato Mormino. >> Io vorrei capire in maniera chiara qual è questo meccanismo delle informazioni del signor De Caro.
Il signor De Caro non è uomo d’onore, ha parlato di persone alle quali attribuisce la qualità di uomo d’onore. Come è venuto a conoscenza di queste caratteristiche particolari di queste persone? >> In parte l’ho detto, comunque >> in parte l’ho detto. Io vorrei avere un chiarimento. Sono notizie dirette o sono le cose che gli ha raccontato? >> No, no, no.
Quale raccontato? Qua si parla io ci sono, se ci ripeto di nuovo cognatolo Gaspar. No, no, io la domanda è precisa, signor presidente, la rivolta lei. Ma glielo dicevamo un po’, >> ma mi parlava a me Totino Micalz, mi parlava Michele Mical, mi parlava Toto, Totò David, >> la famiglia era lì, >> quindi >> la famiglia era lì e su Sutera il suo sutera mi diceva, anzi il padre di Sutera mi diceva tu cognato avanti tutti di dietro, insomma, mi m’hanno capito.
All’ultimo ci sono rimasti male perché io non è che ero bambino di 20 anni, io sapevo a che cosa si andava incontro a 38 anni. Gli ho detto io di questo male non i mangio perché infermeria veniva di vomitare, si parlava ammazziamoci le famiglie, ammazziamoci i famiglie. Io aveva sei figli. Io se me e me se queste proposte mi erano state fatte quando era senza una lera disperato e a dannata a 20 anni.
facile che a me mi prendevano in giro, perché i ragazzi che entrano nella mafia a 20 anni sono presi in giro. >> Quando se ne accorton presidente, allora voglio capire bene, lui veniva invitato a entrare a far parte di Cosa Nostra. >> Fu invitato quando aveva già 38 anni. >> Bene. Diceva di no, mi sembra di capire. E gli altri tuttavia gli raccontavano tutto quello che avveniva all’interno di Andiamoci piano.
Lasci stare. Andiamoci piano. >> Presente vuole rivolgere la domanda, vuole invitare il test a rispondere alle domande che rivolgerà lei. Lei >> lei deve aspettare che glielo dico io. Altrimenti intanto non non la finisce la domanda. Poi se l’avvocato ha capito male da quello che lei ha detto lei chiarirà che non è così e dirà com’è.
Allora, >> la mia domanda era quella, cioè dire lo invitavano a far parte di Cosa Nostra, lui diceva di no gli altri raccontavano a lui tutto quello che avveniva all’interno di Cosa Nostra, >> chi era mafioso, chi non era mafioso, quello che avveniva, chi avevano ammazzato, eccetera. dico, vorrei capire bene.
Ecco, se è così ne prenderò atto, poi domande caro. Lei diceva di no, però le parlavano lo stesso di questi fatti. Allora, siccome l’avvocato penso che lo sa, lei deve fare la presisponde. Ce lo spiego. Quando una persona viene corteggiata non è che da oggi a domani fanno delle proposte che a me una proposta sola m’ha fatto Buscetta. buttasse tutte queste gentaglie che c’ha come amici.
Dice le ci mandamo i bambini. >> Ma questo quando è avvenuto? >> Nel 77 una cosa del genere. E e allora questa qui non è che lui me la doveva mettere in un piatto, gli ho detto senti i miei figli a scuola ci vanno. Poi c’ho mio cognato ricco, io non c’ho di bisogno. Tutto qui il discorso stato. Anzi ho sentito dire che la Buscetta l’ha negata e mi chi la verità perché appena viene qua io metto nella macchina, ci mettiamo nella macchina la verità e vediamo che dice bugia.
Poi c’è un’altra cosa, signore. Io me l’hanno queste cose mi sono state raccontando nell’arco di 2 anni. Io 2 anni sono stato con Buscetta infermiera 18 mesi perché poi siamo partiti c’è stato già scapparo e ci fu l’evasione dopo che hanno ha fatto questa proposta poi lì non lei che lo sapevano tutti la proposta di Buscetto, lo sapeva mia cognata e Buscetto.
Domanda non era questa. Era anche se lei aveva rifiutato di fare parte di Cose Nostre, le ragioni le ha spiegate, le hanno parlato, le parlavano lo stesso di qu >> No, poi è rimasto poi è rimasto qualcuno a parlarmen, non è che a Buscetta continuava, poi siamo rimasti lui, poi le ha fatti suoi.
Ecco, allora Buscetta gli ha raccontato una parte delle cose >> No, no, Buscetta a me non io non ho detto mai. Buscetta a me non m’ha raccontato mai niente. >> E allora chi? che ce lo dico io. Totino Mich e Totino Michele non tanto perché quello era un po’ ma maggior parte mio cognato, nel senso e di più >> e Todò Davì.
Ecco, quindi suo cognato gli ha raccontato queste cose anche quando erano sorti i contrasti tra lui e suo cognato, perché ha detto che lo odiava il cognato. >> Sì, come cognato ci parlava sempre, perché lui lo sapeva che >> Anche quando vi odiavate. >> Sì, pure quando a qualsiasi momento mio cognato ci faceva >> Se io ci facevo una domanda lui mi rispondeva, nel senso voleva sapere qualche cosa.
però lui da come pure distinto suomo non diceva niente cognome succedeva qualche cosa ci diceva casp ma io parlava così >> però ci voglio dire un’altra cosa come è venuto a sapere certe cose perché nel 71 quando sarò riccoono m’ avvicina e mi dice rompiamoci corna a quattro persone che poi sono state morte perché corna significa morte lì sarebbe come si chiama eh e come si chiama Ma con biciclettista quello che è scomparso e dovevano sparava, doveva rompere i conna Angelo Guglielemmo morto.
Beh, >> ci doveva rompere i corna un altro cheoto che era un confidente di questo >> e invitarono lui a f >> che lui m’ha detto di andarci a rompere i corni a questo qui e io gli ho detto che io di questo pane non li mangio. Però diavolo vica questa gente dopo sono morti poi ammazz cognata sta gente avvocato. Io questo voglio dire.
Per cui io non è che ero il prima e poi voglio precisare una cosa, io l’ho detto chiaramente io il toorema della mafia l’ho preso di Tanino Giacalone >> va bene >> per 25 anni. >> Teorema della mafia. Lui dice che per entrare in Cosenostra bisogna fare un omicidio. Questo come >> no? Questo omicidio viene corteggiato. Non è che fa arriva un anno, due tre.
Poi piano piano si capiscono i processi negativi. Serio parla po tutte queste >> qua. >> Non ci sono altre domande? Lei può andare. >> Grazie. Mutolo Gaspar nato a Palermo >> il 5240. >> Lei qualità di imputato di reato connesso. Facolta di non rispondere. >> Intendo rispondere. >> E cà l’avvocato Ligotti giusto? è presente.
Pubblico Ministero, Nuovo Rito. Che bello. >> E allora Mutolo, cominciamo con una domanda di carattere generale, se può dire, giusto per entrare subito in argomento, se e quando è entrato in Cosa Nostra. >> Sono entrato a fare parte di Cosa Nostra nel 1973. Sono stato aggregato alla famiglia di Partannam Mondello a capo di Rosario Riccobono, capoomandamento.
Mi sono dissociato nel luglio del 1982, >> quindi e possiamo dire che lei è stato ininterrottamente componente, membro affiliato, anzi uomo d’onore di Cosa Nostra, dal 73 all’82. >> Al 92. >> Al 92, voglio dire. Va bene. Senta, questo è un processo che vede imputate 20 persone accusate di fare parte di Cosa Nostra.
Io ora le chiederò se lei le conosce, se sa ovviamente se fanno parte di Cosa Nostra e se hanno commesso reati specifici. E lei conosce Oliveri Michele? >> Credo di no. >> Lei conosce Nicki Pietro? >> Sì, signore. >> Ci può dire quando l’ha conosciuto? Anchipet lo conoscevo da molto tempo, l’ho rivisto in galera intorno al 1977 che siamo stati qui imputati assieme.
Dopo lui è uscito e ho saputo che è divenuto un uomo d’onore della famiglia di Pagliarelli. Non mi è stato presentato, almeno io non ricordo che mi è stato presentato come un uomo d’onore. >> Senta, è a conoscenza di episodi specifici che riguardino il nicchi. >> Guardi, il nicchi. Negli ultimi negli ultimi periodi in cui ero a Palermo che c’era un traffico di droga, sapevo che lui partecipava anche a mentire dei soldi perché tanti uomini d’onore mentevano dei soldi per le quote per accimulare le quote di un grosso
traffico che dopo hanno sequestrato 280 kg di droga nel canale di SUED >> e il Nicki ha finanziato in parte pure questo traffico del canale di Fus. Sì, perché questi soldi venivano ripartiti, diciamo, a, diciamo, a teste di serie, cioè ogni componente portava $300.000 e fra i quali lui era, insomma, uno di quelli che partecipava nei soldi che aveva messo il rotolo Antonino.
Non so ora se ha messo 10 milioni, 20 milioni, 50 milioni, insomma. Ho capito. Senta, rotolo Antonino, per quelle che sono le sue conoscenze, fa parte o faceva parte della stessa famiglia del Nicchi, famiglia mafiosa, dico. >> Sì, signore. nella famiglia di Pagliarelli, diciamo, quello che era come capoomandamento e come capo effettivo era un certo motisi, però in effetti quello che comandava era questo rotolo Antonino, un uomo molto legato, diciamo, a Pippo Calò, prima a Stefano Bontadi, insomma era quello che
che si interessava di questa famiglia in effetti. >> Ho capito. Lei ha mai commesso reati unitamente al Nicchi? Guardi, specificamente no, non >> va bene. Senta, lei conosce Laavenia Antonino? >> No, no, non mi ricordo. >> Conosce Cappello Giuseppe? Guardi, io a questo cappello non lo ricordo, non è però io ne ho sentito parlare così, insomma, insomma, di qualcuno che era sicuramente del o di Menzo Monreale oppure di oppure di Borgo Molara, insomma, sempre nel mandamento che andava sotto Monreale.
Però io non mi ricordo di averlo conosciuto mai, anche se possibilmente lo conosco perché io conoscevo tante persone, insomma, di questa borgata. >> Senta, ma ricorda chi le ha detto ho sentito dire innanzitutto ha sentito dire in ambienti di Cosa Nostra da Uomini d’onore? >> Sì, sì. Io quando sento che ne ho sentito dire e mi riferisco sempre ad ambienti mafiosi e precisatamente quando, diciamo, è stato messo fuori famiglia il il Gaetano Batalamente che il Salvatore Rina con il Michele Greco per accattivarsi, diciamo, la simpatia
di tutti di tutte le borgate, ho sentito dire che avevano fatto tutti di diciamo quelle famiglie che ancora erano sciolti, che erano sono aggregati ad altri gruppi, insomma, più importanti e quindi so che a Borgomolara, a Menzomreale, insomma a Monreale avevano fatto delle famiglie e quindi mi ricordo così di avere sentito dire questo cappiello, però onestamente non può dire chi >> non posso dire chi me l’ha detto o se lo conosco, ma è un nome che io ho sentito dire senz’altro.
Va >> bene. Senta, conosce Badagliacca Gaetano? No, no. >> Conosce Marcianò Francesco. >> Ecco, anche di questi Marcianò io ho conosciuto tanti Marcianò, però credo a questo non lo conosco, insomma. >> Conosce Badagliacca Pietro? >> No, no. >> Conosce Ciresi Gioacchino? Sì, signore. Lo conosco come un uomo d’onore.
Mi ricordo che intorno alle 7576 ci sono andato anche in una bottega di Agnelli, insomma in una carnezzeria che aveva di rimpetto al capannone di Ballerò. Mi ricordo che ci sono andato a volte con Emanuele D’Agostino, con un certo Giovanni Il Bello, mi sembra che si chiama Di Pasquale Giovanni della >> Questi due sono uomini, sono o erano uomini d’onore? No, sono uomini.
Cioè il Manuele D’Agostino è morto, il Giovanni di Pasquale è ancora vivo e appartenevano alla famiglia di Stefano Bontadi. Allora, ci sono andato anche qualche volta con Ricco Bono, però non so di di che cosa parlavano perché era il periodo in cui ancora c’erano delle persone che si dovevano mettere a posto, insomma, con le famiglie, però io mi ricordo tu chiarese, insomma, che >> Scusi, in che anno avvenivano queste visite? >> Guarda, io mi >> più o meno in che periodo >> prima delle prima del 76, insomma, intorno al 75-76.
Senta, negli ultimi anni, diciamo negli ultimi anni della sua militanza in Cosa Nostra, ha avuto più rapporti con Ciresi? >> No, no, anzi io mi ricordo un particolare che una volta e verso l’82 parlando completamente di questa persona con il Micalizzi Salvatore, mi sembra che il Micalizzi Salvatore mi aveva detto che questo era scomparso, però io credo che non è che si sapeva ufficialmente che era scomparso, cioè di Luparabianco, cioè che non si vedeva più.
E può darsi che era perché, diciamo, in quella famiglia era stato ucciso Ignazzo Gnolfo, erano stati uccisi, diciamo, tutti quelli persone che erano molto vicino a Stefano Bontade e a inserirlo e può darsi che questa persona, insomma, per come tante altre si avevano nascosto e non davano più notizie. >> Senta, è a conoscenza di eventuali fatti specifici commessi dal Ciresi? >> No, no.
Lei ha mai commesso reati con lui? >> No, no. >> Conosce Motisi Matteo, classe 33? dico la classe perché ce n’è parecchio omonimo. >> Guardi, anche con questi motivi io ho fatto un po’ di confusione perché ho conosciuto diversi motivi, diciamo, al baglio di Stefano Bontade, però io non me la sentirei, insomma, ora di dire se questo della classe del 30 o del 27, perché con questi motivi ci sono tante persone.
Qualcuno l’ho preso nelle fotografie, però ecco c’ho i ricordi un poco pago da questi motisi. Ho capito. Conosce Salsiera Francesco Paolo? Sì, signore. È un uomo d’onore della famiglia di Pagliarelli. È stato per un piccolo periodo, diciamo, all’infermeria di Palermo. Mi è stato presentato uomo d’onore. Dopo l’ho rivisto quando io sono uscito nell’81-82 e mi ricordo un fatto specifico che questo si stava comprando 10.
000 m di terreno, diciamo, nella discesa di Valdese che aveva il ricco Bono perché voleva fare un capannone che questo aveva un un piccolo supermercato nel viale Campania di rimpetto le pompe di benzina che dopo forse non ci hanno dato la licenza e non se li comprò più i 10.000 di terreno e questo ora io parlando mi sto ricordando che ha pure un parente che non so indicare se il fratello o il cognato che era anche un uomo d’onore che è venuto per le trattative con Micalizzi Salvatore e Micalitti Michele per questo terreno in via Marmora,
insomma al bar Singapore >> e questa trattativa come finì poi non >> No, non si è preso più, insomma, il terreno perché non ci hanno dato la Ah, pertereo. Lui >> ho saputo che essendo un elemento valido era anche inserito, diciamo, in quelle in quelle cote che si raccoglievano per la droga.
Insomma, partecipava anche lui, per come quasi tutti gli uomini d’onore partecipavano, diciamo, alla raccolta di soldi e investire nella droga. Cioè, non è che era uno spacciatore, erano dei dei finanziatori che percepivano, insomma, una certa quota di guadagno. >> Ho capito, ma si riferisce sempre a quel traffico >> Sì, signore. Sì. >> organizzato da lei col >> con altre persone, con Gambino, con Savo con Riccobono, con compachim, insomma, >> quello dove c’era Fioravante Palestini.
Sì, signore, che dopo diversi viaggi hanno preso questa nave con i 280 kg di droga. >> Senta, va bene. Quindi su Solziera, lei conosce Sansone Giovanni? >> Guardi, io anche di questi Sansone ne ho parlato, insomma, perché conoscevo, diciamo, a Sansone Domenico e a Sansone Rosario. Questi avevano dei figli. in in un’interrogazione che io faccio al dottore Aliò, mi ricordo che molto tempo fa io ho dato l’indicazione che uno dei Sansoni Giovanni era genero fidanzato di Cangemi Salvatore.
E insomma ci fu un verso l’86-87 il rotolo che regalò una una macchinetta, un computer a mio figlio e so che ce lo diede su Sansone Giovanni. >> M scusi, questo Sansone era genero di chi? >> Diemi Salvatore. >> E quindi evidente >> ci sono interrogazione mie fatte del 1992-93. E questo Sansone è uomo d’onore. >> Sì, io sapevo che era un uomo d’onore, anche se non me l’avevano mai esentato e non ricordo nemmeno se lo conosco, però ne ho sentito parlare molto spesso.
>> Senta, è a conoscenza di fatti specifici commessi da questo Sansone? >> So che era un trafficante di droga, per come era anche il il suo suocero, insomma, che era un trafficante, insomma, di droga. Se ha commesso delitti, non lo so. Perché non è non è in contatta. >> Lei e volevo dire lei ha nei suoi traffici di stupefacenti Sansone è stato coinvolto? >> No, no, io non ricordo se anche Sansone era coinvolto.
>> Va bene, passiamo a un altro imputato. Conosce Scalici Simone? Sì, signore. È un uomo d’onore della famiglia di Tommaso Natale. Lo conosco da moltissimo tempo, insomma, è uno che è stato inserito anche nel traffo di droga, sempre con Spatola Bartolomeo. È uno che ha commesso qualche omicidio, quindi è una persona che conosco da moltissimo tempo.
>> Di questi omicidi che avrebbe commesso Scalici, lei ha già riferito all’autorità giudiziaria? >> Sì, signor ho riferito all’autorità giudiziaria. Senta, che attività svolge ufficialmente Scalici? >> M Scalici ha, diciamo, come copertura c’è una bottega di macelleria. ho indicato anche io, anche se nei primi tempi non mi ricordavo che si chiamasse Scalici, ma l’ho indicato come Simone.
Avevo indicato, diciamo, la la macelleria che dopo i carabinieri, facendomi vedere la fotografia ho detto che era scalice. Insomma, >> senta, in qualcun lei ha commesso reati specifici con scalici? No, io personalmente non ne ho commessi, diciamo, a parte quel traffico di droga che ci era un po’ implicata tutta la famiglia di Tommaso Natale, però so degli omicidi che ha fatto con con Tortino, con Micalizzi, con e con altre persone.
>> Ho capito. Senta, conosce Sciarratta Francesco? >> Sì, lo conosco come un uomo d’onore della famiglia della Noce. ha tantissimo tempo che lo conosco e verso l’81, fine dell’81 io ci ho dato parte di chili di droga a chili a chili, cioè che lui era in società con Anselmo con Canci Calogero e con Davi Francesco.
E a parte questo traffico di stupefacenti, eh queste cessioni stupefacenti è a conoscenza di altri fatti nei quali sarebbe coinvolto Sciarratta. >> Sì, lui era è, diciamo, uno degli esponenti più vecchi, più rispettati, diciamo, mafiosi della famiglia della Noce. Anche il padre di lui era un mafioso. Lui è inserito molto bene, anche se come copertura, diciamo, fa sempre il mobiliere.
E io mi ricordo che nell’82, quando a me mi hanno arrestato, lui stava aprendo uno dei più belli negozi di di mobili completamente alle spalle della Piala Marmora. Non so dopo se l’ha aperto, però già c’erano si stavano organizzando con le vetrine, insomma. Ho sentito parlare sempre di lui, cioè non è insomma che io negli ultimi tempi proprio informandomi ho sentito che lui con Spina Giuseppe e con il figlio di Ganci si stavano prendendo a Palermo il monopolio di tutti i biliardini, i videogioco che minacciavano, diciamo, a tutti queste persone che avevano queste
attività e e l’ho sentito. >> Ho capito. Senta, conosce Bisconti Ludovico? Sì, signore. È un uomo d’onore di di Belmonte Menezzagno. Siamo stati assieme anche mentre c’era il massrocesso. Mi ricordo che negli ultimi periodi che sono stato fuori io del 1982 uno dei figli si stava sposando o fidanzando, ora non mi ricordo bene, con il figlio di Teresi Giovanni, detto il pacchione, dopo non so se si sono sposati, se non si sono sposati, insomma, però siamo stati molto tempo assieme, diciamo, a Palermo, insomma. Senta, e a conoscenza
di attività delittuose eventualmente possa in essere da bisconti? Guardi, di questo non posso essere io sicuro, anche se lui aveva una una grossa attività di formaggi, aveva grossi magazzini, però in quel periodo, cioè tutti i mafiosi erano che partecipavano, diciamo, a questi traffichi di droga, però io di lui non ho sentito niente, insomma, di specifico o non mi ricordo, insomma.
>> Va bene. Conosce Parisi Benedetto? No, no, non >> conosce Pastoia Francesco? >> No. >> Conosce Spera Benedetto? Ma spera benedetto, credo che era un uomo d’onore della famiglia di Misilmeri, ucciso, diciamo, nella semmeno questo, perché degli speri ce ne sono tanti. uno degli speri è stato ucciso, diciamo, a nella zona di di Valdese, insomma, all Daura, però può anche darsi che sia qualche altro parente perché, diciamo, questi speri sono >> sono originari, diciamo, di misilere, quindi non so se il riferimento è a
questo spera oppure ad altri spera. No, no. >> Conosce Cesi Domenico. >> Guardi, io ho sentito dire che quel Ceresi, l’Agnellaro, aveva dei figli. M non posso essere sicuro se il riferimento è al figlio di Ciresi, insomma, Gioacchino, insomma, però non ho avuto modo, insomma, di conoscerlo, anche se parlandoni sapevo che aveva un figlio o due figli, insomma.
E può darsi che questo Domenico sia figlio di questo gioaccchino, però personalmente non lo conosco. >> Ho capito. Senta, conosce Trapani Giovanni? Guardi, Trapani Giovanni se è l’architetto, perché anche questi Trapani ce ne sono tanti. Io ne ho conosciuto uno, diciamo, nel villino di Micalizzi Salvatore, mentre questo nei primi dell’82 stava facendo un bellissimo Bellino nella discesa di Valdese e c’era, diciamo, questo architetto che stavano discutendo di fare alcune alcune cammerette segreti, diciamo, nelle nelle doppio parete che
aveva il villino e io mi meravigliavo come il micalizzi, cioè potesse dire a una persona che che voleva fare, diciamo, questi stanzette segreti, insomma, sottopassaggi. E il Micalizzi mi spiega che questo era un uomo vicino allora a Stefano Bontadio, insomma, ma che era un amico, però non mi è stato presentato come uomo d’onore.
Eh, ed è solo questo la, diciamo, solo questo episodio lei collega con Trapani, cioè non ha >> guardi, >> non ha avuto altri contarsi che dopo io magari ne abbia parlato, sai, insomma, sono fatti che si risalgono a tanti anni, cioè non mi ricordo altri episodi momentanamente. Va bene, io ho finito, presidente.
>> Avvocato Giovanni Garbo. >> Buongiorno, signor Muto. >> Buongiorno avvocato. Signor Mutolo, e mi conferma quello che ha detto poc’anzi che il Trapani non le è stato presentato come uomo d’onore? Guardi, io non io non mi ricordo di averlo avuto presentato, ne ho sentito parlare sicuramente negli anni 76-77, però io in questo momento io non mi ricordo che è stato presentato, se il riferimento è alle quello è quello >> all’architetto.
>> Quindi ne ha sentito parlare negli anni 76-77 >> dopo. Sì, signora. Sì, con riferimento alla costruzione. Lei ricorda se questa costruzione era munita di licenza o era abusiva? Guardi, in questo complesso era un diciamo che c’è uno dei più belli complessi di Palermo. E completamente nella discesa di Valdese sulla sinistra, non mi ricordo come si chiama, ma comunque era del Castellucci.
e degli ed un altro costruttore molto importante di Palermo. Credo che il terreno era tutto lottizzato, però ricordo che c’erano alcuni pezzi di terra in cui, diciamo, erano stati adebiti ad Astrada e quindi il Micalizzi si è preso facendoci della piscina, insomma. Cioè io non è che ora posso ricordare se aveva la licenza o meno, non erano cose che noi tenevamo tanto conto di questo. Ma il villino c’è.
Io se lei per soddisfazione vuole io ce lo posso anche indicare, ma non costiava proprio. >> Ecco, io le volevo chiedere la domanda successiva era proprio lei sarebbe in grado di individuare questa? >> Sì, signore. Sì, sì, senz’altro. è un villino che era costruito con Mi ricordo che abbiamo fatto una ricerca di canali, cioè il tetto era fatto tutto con i canali quelli vecchi e costeggiava completamente vanazza, diciamo, la strada allora non tanto sperrata che costeggiava fondo anfuso, cioè si entrava nella discesa di Valdese, però
era uno de era l’ultimo villini che al limite che considiava questa strada e mi ricordo che di rimpetto avevano anche due villini i fratelli pedoni che dopo sono stati strangolati e non Ma comunque io so indicare il posto con precisione. >> Signor Mutolo, ha avuto mai mostrate fotografie del signor Trapani Giovanni? Credo di sì, perché io ho avuto delle degli albumi fotografici, insomma, che io a qualcuno l’ho preso, l’ho riconosciuto, a qualcuno no.
Io non ho nessun interesse. Se uno non lo conosco, non è Mao >> può può anche darsi che me l’hanno mostrato. >> Quindi non ricorda se le hanno mostrato la fotografia o non ricorda se lo ha riconosciuto. No, io non mi ricordo se mi hanno mostrato la fotografia, non mi ricordo se l’ho conosciuto, ma questo non potrebbe avere, secondo me, nessuna importanza perché io l’ho conosciuto pochissimo, non è, insomma, che era >> e sarebbe in condizione di riconoscerlo.
Guardi, se lei mi fa fare il confronto, io potrei essere in grado di riconosci di riconoscerlo perché c’ho una buona memoria e anche perché io mi trovo meglio nei confronti e non negli albumi fotografici perché a volte gli albumi fotografici sono un pochettino in bianco e nero, sono schiaditi, cioè io se me lo ricordo, perché fisicamente me lo ricordo che era una persona abbastanza magrolina, cioè e esile non era grosso, diciamo, e quindi se lei me lo porta, se io lo riconosco, con tutta franchezze ci dico è lui, se non lo conosco gli dico
non mi ricordo e non ho nessun interesse, insomma, di >> Va bene. Ora e signor Muto, lei ha conosciuto un certo di Trapani Giovanni? Guardi, io i dedani conosco, diciamo, quelli che di origine di Rasultana che dopo si sono trasferiti alle a Cinesi che dopo hanno fatto il rientro, però non mi ricordo di questo di Trapani Giovanni non è l’unico.
>> Sa se le do un’indicazione un di Trapani Giovanni che possa essere architetto. No, guarda, non non ho capito la domanda, avvocato, scusi. >> E signor Muto, lei ha detto che conosce dei di Trapani. >> Sì, signor >> non ricorda se è conosciuto un di Trapani >> No, no, ma quei ma quei di Trapani sono era quello che è morto, Francesco, Papuniero, insomma Diego, insomma sono tutti altri partiti.
L’unico di Trapani che io mi ricordo architetto era questa persona perché ho avuto, diciamo, questo specifico contatto diciamo nel Bellino di Michaelizzi Salvatore. >> Mi scusi signor Mutolo, lei lo ha conosciuto come di Trapani Giovanni o come Trapani Giovanni? Guardi, ora io non sono un letterario che posso dire D o Trapane, non >> insomma è l’architetto amico di Stefano Bontadi, insomma se lei ha qualche dubbio io sono prchivo a farci il confronto.
E >> presidente a questo punto io chiederei che si possa procedere a questo atto o comunque che si possa porre in essere questo atto. >> Lei cosa chiede? Ricognizione formale o confronto? una ricognizione di persone se la identifica >> pubblico ministero. >> Ma presidente il solito problema quei che cosa dobbiamo fare? Cioè ci vogliono tre persone simili tra di loro.
Se è così fare l’altra cosa che ogni tanto si fa di dire sei in aula riconosci quella il PM si oppone. >> Presidente, potrebbe esserci la persona che dice che sarebbe disponibile a vederlo faccia a faccia. prima fare una ricognizione di persona formale, poi nel fare un altro >> presidente oppure come individuazione informale >> se è possibile organizzare il confronto il tribunale preferisce il la ricognizione.
Se poi non possiamo trovare due persone simili al Trapani faremo l’individuazione. Ma io penso che magari alla fine della del di tutto l’interrogatorio si può fare. Ci sono agenti? C’è qualcuno? >> No, certo, non l’ascolta per evidente. Ora vediamo se ci sono persone che mutulo non ha visto il pubblico mi pare che non c’è. Intanto andiamo avanti.
>> Certamente devono essere le persone non conosciute al mutolo. Questo evidentemente nell’interesse dell’imputante. >> Ivi compresa la possibilità di un confronto se non c’è la possibilità di realizzare un confronto diretto fra i due >> confronto lo potremmo fare se venisse prima esaminato l’imputato. >> Appunto c’è l’esame dell’imputato prima da fare.
Lo so perfettamente al pubblico ministero di invertire nel frattempo >> nel frattempo continuiamo. Il tribunale allo stato si riserva sulla richiesta dell’avvocato G. Devo fare >> posso >> avvocato Ganci nell’interesse di Scalici Simone. >> Signor Muto, lei ha detto di conoscere Escalici Simone? Sì, signori. >> Alla cui, come dire, individuazione è pervenuto in in base a un paio di interrogatori dai quali però purtroppo io ho soltanto due righe perché tutto il resto è coperto ancoroggi da Omissis e quindi mi riferisco soltanto a questa a questa parte di
interrogatori che c’ho io. In un interrogatorio lei dice Simone >> no. Avvocato nuovo rito. >> Sì, sì, presente, siamo perfettamente d’accordo. Eh, >> prima di fare la domanda, poi eventualmente se non risponde in quel modo gli fa la contestazione. >> Non sto presidente, non sto leggendo, gli stavo lo stavo soltanto >> sembrava che stesse leggendo.
>> No, ma è proprio è una un fulmine. In un primo interrogatorio lei fa riferimento a un certo Simone. in un secondo interrogatorio fa riferimento a un Simone dopo. >> Ma l’ha detto prima lui già direttamente che prima l’aveva indicato solo come Simone. >> Perfetto. In un secondo momento lo individua come Simone Scalici perché gli viene mostrata una foto.
Ecco, nel nella foto era indicato il nome di Scalici Simone, cioè questo è stato un elemento che le ha fatto ricordare che il il Simone >> Allora, la domanda che le viene posta è come si è ricordato che questo Simone era Scalici? Come la >> perché mi sembra che ho visto un catalogo di non lo so se erano 2030 fotografie di un’associazione diciamo di Partan Mondello Tommaso Natale e mi ricordo insomma che dopo ho individuato io in quel Simone quel Simone che perché io non mi ricordavo qual era un’altra persona di Tommaso Natale un certo tatuned che io
>> che era scritto sulla foto direttamente. >> No, no, no. sulla foto. Io, cioè, io non ho visto mai delle fotografie con innominativo sulle fotografie, >> cioè io non io ho visto migliaia di fotografie, mai ci sono stati scritti in nominativi. Certamente io credo che non lo so qualche giudice, magari io sto facendo così un’ipotesi, cioè in qualche verbale avranno detto abbiamo individuato questo Simone è questo? E io ho detto sì, è questo, per come ci sono tante altre persone, una persona che io ho conosciuto benissimo, un certo
Tatoniedu, che non mi che non mi ricordavo, insomma, che era Liga Salvatore, cioè io non è che quando parlavo parlavo di una persona, io parlavo 7 ore, 8 ore, quindi potevo essere stanco, potevo essere un che non mi >> l’ha riconosciuto poi in fotografia e sulla fotografia dopo ha letto il nome, l’ufficio ha dato atto che si trattava Questo che desideravo, che desideravo sapere e quando ha conosciuto lei Scalici Simone, no, quando lo ha riconosciuto.
La sua conoscenza a quando risale? Ma guardi, la mia conoscenza con Simone Scalici sale intorno al 73 al 74 perché lui era uno è uno di quegli uomini, diciamo, antichi della famiglia di di Tommaso Natale >> e lo ha conosciuto mos >> anche come uomo d’onore. >> Conut l’ho Sì, signore. Altrimenti >> e ricorda chi glielo ha presentato? Guardi, ora dicci che me l’ha presentato a me il ma sicuramente me l’avrà presentato o lo piccolo Salvatore o Nino Spatola o Rosario Riccobono, insomma quelli che noi, cioè la famiglia di Tommaso Natale era aggregata sempre a
quella di Partanamondello, quindi noi tutte le persone mafiose di Tommaso Natale li conoscevamo a tutti. >> Ora lei in condizione di descrivere fisicamente questa questa persona? >> Sì. è bassino piuttosto brutto, sembra il cugino della scimmia, di una scimmia e così piccolino, insomma, magro, insomma, >> quando lei dice bassino, che cosa intende dire? Cioè, >> riferendosi al al >> pochissimo pochissimo più alto di Salvatore Rina, cioè il paragone che lei sono due persone che conosce.
Salvatore Erdina è leggermente più altino, però molto molto più magrolino. >> In sostanza lei volendo usare il sistema metrico decimale è in condizione di dire 1,50, 1,70 m, 1,60 m con una certa approssimazione, le dico, non al centimetro. >> Guardi, non lo so. Io faccio uno sport, io non è che sono pratico di met, ma comunque io credo che sia sul metro 63 64, cioè io ora mi sporto, cioè io per esempio è più basso di me, ecco, non molto più basso di me.
Questo è già questo? >> Io sono circa 1,70 m. È adesso è molto più basso di basso. Più basso di cioè ora non è che un un nanerottolo è più alto di Tot. >> Cioè, Esatto, più alto di Totorri. Ecco, lei >> presente non ci vuole non ci vuole molto. Mi perdoni. >> Quant’è altro? >> Ma non è che l’ho misurato mai, ma noi a Totorrina gli dicevo muitto perché era cuitto, cioè non era alto quanto lei avvocato, eh, molto più corto di lei, insomma.
E si ricorda lei che mestiere faceva Schialici Simone? >> Gliel’ho detto, aveva una macelleria. >> Eh, la macelleria la gestiva direttamente lui o la gestiva qualcuno dei suoi familiari? >> Guardi, spesso c’era il padre, la mamma, non mi ricordo, ma lui come diciamo copertura era quasi sempre là, insomma, nella macelleria.
Mh, c’erano periodo che aveva anche qualche eh che allevava qualche vitellino, qualche cosa, ma questi erano cose insignificate, cioè tutti lo conoscevano come come Simone, insomma, che aveva la macelleria. >> Le risulta che il Simone Scalici fa essere il muratore? >> Non lo so se faceva muratore. >> No, >> io non l’ho conosciuto come muratore.
Io l’ho conosciuto proprietario di questa macelleria. Se lui faceva dei lavori in cotomo di muratura, io non lo so, insomma, non sa descrivere con una certa precisione la macelleria a cui ha fatto riferimento nel >> Guardi, io ho dato l’indicazione quando ho parlato, appunto, perché non non ricordandomi il cognome, ho dato l’indicazione e per poterlo rintracchiare.
Ora io non vorrei sbagliarmi di una stradina più in alto o più in basso. Comunque scendendo da Tommaso Natale verso Sperracavallo, sulla destra c’era una strada e e sulla sinistra di questa strada c’era a macelleria di questo Simone. Ora se lei mi dice quanto strade erano oppure a che numero era, io non me lo ricordo perché non è passato tanto tempo.
>> No, signor Muto, io non pretendo questo. desideravo e c’è un motivo fondamentale per cui le faccio questa domanda e ed è in relazione a quanto poi dice un altro un altro dichiarante a proposito di questa stessa macelleria. Quindi se io cerco di individuare il posto preciso della macelleria naturalmente non chiedendolo né il numero né il numero delle traverse, >> ma può darsi che aveva due attività, insomma io ho conosciuto che ce n’aveva una attività.
Può darsi che l’arto dichiarante l’avrà conosciuto che lui avrà cambiato posto o ce non sappiamo né cosa dice né se dice cosa diversa da lei Mutolo. Quindi per adesso sappiamo cosa dice lei. >> No, io rispondo cioè all’avvocato che >> mi scusi, lei oggi ha parlato di un coinvolgimento dello Scalici in traffico di stupefacenti. >> Insomma, ho detto che dava soldi per comprare, per investiva, diciamo.
>> Infatti sto dicendo coinvolgimento. Come mai non ne ha riferito prima? Le ripeto, io c’ho soltanto una par ne ha riferito prima. Ha detto che c’ha l’interrogatorio tutto omissato e poi mi dice se ne ha riferito prima. >> Eh, presidente, io questo vorrei sapere. Vorrei sapere dal punto ha riferito prima.
Allora, ne aveva già riferito e a questo punto, evidentemente nel negli atti che >> ma ne ho riferito minimo un anno e mezzo fa, du anni fa. Ecco, >> evidentemente eh se è coperto Domissi se è possibile, quindi lei non deve chiedere come mai non ne ha riferito, deve chiedere ne ha riferito e comunque ha detto che ne ha riferito. >> Tanto ne ha riferito oggi a me >> oggi sicuramente noi tutto per noi è nuovo, quindi >> a me non risulta che ne ha riferito prima.
Questo non risulta nemmeno alla Corte, evidentemente volevo sapere se ne aveva riferito prima e mi sta dicendo che ne ha riferito prima. Ora, può riferire qualche episodio specifico di traffico di stupefacenti nel quale è risultato coinvolto il il Simone Scalici? un episodio specifico facendo riferimento a un fatto, a un tempo, a un momento, a una a dei compartecipanti.
nell’82, cioè quando si sono raccolti i soldi per fare un certo trao di droga e c’erano questa famiglia di Tommaso Natale, l’inno spatola, che ha messo pure dei soldi per i non lo so se erano 80- 100 milioni dividendole, diciamo 10 milioni li aveva messo per esempio Totuccio, 5 milioni il fratello, altri 5 milioni o 10 milioni un cetto Grazian Salvatore della famiglia altri 10 milioni Simone, insomma erano quote per accimolare, diciamo, le due quote di un certo traffico che fece il ricco Bono che ha messo due quote di 300 milioni.
>> E questa circostanza risulta come circostanza che lei ha preso direttamente oppure una sua deduzione? Guardi, io per come ci ho detto, siccome la famiglia di Tommaso Natale era sotto la dipendenza di Partanna Mondello, io a parte che conoscevo, diciamo, tutti e sapevo chi investiva e chi non investiva, insomma, certo, non mi posso ricordare o non mi interessava, cioè il tizio quanto ha messo, però mi ricordo perfettamente con il Lino Spatola ha detto questi soldi sono eh di tutti, insomma.
Ma tutti il riferimento era al fratello, allo piccolo, a Graziano Salvatore, a Simone, insomma, cioè >> e qualche altro che per il momento non ricordo a Tatuni insomma >> e lo disse specificamente Stato. >> Sì, signore. >> Specificamente che c’era una parte di questi soldi che erano di eh Scalici Simone. >> Sì, signore. >> Va bene. Grazie.
Posso presidente? Avvocato Fileccia, il signor Mutolo ha parlato poco fa di conoscere di avere conosciuto Nicchi. La domanda è questa: questa conoscenza era superficiale o profonda? >> Guardi, io conoscevo a Nicchi. Come >> si oppone alla domanda così intesa perché si chiede un giudizio, magari se può essere diversamente formulato.
>> Diciamo come lo conosceva? Lo conoscevo prima come un ladrunolo che faceva dei furti contro il patrimonio. Dopo questo ragazzo entra in galera e quindi ci viene raccomandato e ci viene portato, diciamo, in infermeria. Ora, per come ripetutamente ho detto che all’infermeria venivano persone che erano o mafiosi o quantomeno che erano vicino ad ambienti mafiosi.
Mi ricordo perfettamente che questo ragazzo dopo che lui uscì mi fece avere dentro il carcere un cesto di pesce in composti belli a tipo quei quadri che si vedono con un paniero di vimini tutto. Quindi era un pensiero gentile che certamente non poteva avere, diciamo, >> una persona normale. Dopo io poco tempo ho sentito dire che lui era mafioso.
Ora io non mi ricordo se qualcuno me l’ha presentato o meno, però io non me lo ricordo perché se me l’avessi ricordato l’avrei detto. Ne ho sentito parlare negli anni successivi che questo Nicchi era un uomo d’onore della famiglia di di Pagliarelli, >> quindi non può dirci da chi lo ha saputo e quando l’ha saputo.
Arri questa affermazione sicuro l’ho avuto intorno all’8182, ma ne ho sentito parlare anche dopo l’82. >> Va bene, passiamo ad altro. Eh, sa che attività commerciale svolgeva Nicchi? No, no, io lo conoscevo come un ladrungolo. >> Un ladrunolo, >> cioè nei tempi passati. >> E sa se disponeva di grosse somme economiche, disponibilità finanziarie.
No, credo di no perché so che lui per un certo periodo è stato allontanato a Torino in cui era là con >> con la Fiat con la Fiat >> era con un con gli altri uomini d’onore della famiglia di Corso de Mille che è stato ucciso questo Salvatore è stato ucciso con una donna ma comunque so che per un certo periodo lui è stato allontanato a Torino.
Salvatore Rinella, ecco, con Salvatore Rinella io mi sono trovato con il fratello Angelo in galera che le imputavano due due omicidi e mi parlava anche lui di questo Nicki che era, diciamo, a Torino vicino con suo fratello, insomma che il fratello trafficava in droga, però io non posso dire se anche il Nicchi periodo sta trafficando in droga, insomma, però è una persona che io ecco dopo La mia domanda è stata questa: l’attività commerciale svolta da Nick? Io desidero sapere un stava bene secondo lui? E perché però per il fatto che
stava a Torino fa pensare che non stesse bene? Dice penso di no perché era stata allontanata a Torino. Cioè a Torino c’era per lavoro. >> No, no, no. Lui io credo che lui era stato allontanato a Torino per motivi di giustizia. Non so, insomma, se aveva il confine o l’allonamento e mi ricordo che questo Angelo Rinella, parlando perché si parlava di droga che al fratello ce la portava il fidanzato che dopo Gaetano fidanzato che dopo viene ucciso questo Salvatore Rinella insieme a una donna a Torino e quindi parliamo noi di questa
queste discorso non ci interessano. entrano per farci capire che io cioè anche nell’ >> No, io l’ No, ma io volevo sapere soltanto se lei sapeva che attività commercialotto è perché interessa il tribunale se poi lei mi deve costringere a fargliela dopo la domanda, evidentemente gliel’ho posta io, gli ho chiesto com’è che lei dice che era a Torino e che cosa ci faceva a Torino, perciò Mutolo mi sta rispondendo.
Se non mi interessava lo bloccavo. Se non gliela faccio dopo. Quindi dico, se lei interessa a farla di corsa su tribunale, va bene. Alla difesa io ho chiesto perché era a Torino questo alla difesa interessava sapere soltanto se sapeva che attività commerciale svolgesse il N. Ha detto poi io ho chiesto se sapesse che avesse dis se aveva disponibilità economica e ha detto “No, basta, questa difesa non ha più domande da far”.
E allora Mutolo mi ripete di nuovo per concludere su Nicki che perché era a Torino Nicki? Guardi, io credoizia >> sì io credo che lui era stato allontanato e me ne parla a me un cetto Angelo Rinella e perché perché viene ucciso il fratello di questo Orsinella a Torino e così parlando che si capiva che erano perché contemporaneamente muore diciamo ir il Irrinella con un certo Carollo, insomma un palermitano di Milano.
Quindi noi parliamo di queste cose e lui mi dice che aveva conosciuto a questo Piero Nicchi, un palemmitano, bassino, insomma, eh Piero, insomma, e quindi insomma io ne ho sentito parlare, era vicino, diciamo, a questo Salvatore Rusinella a Torino, però onestamente io non è che ho detto lui traficava in droga, perché anche se me l’ha detto, io non le ricordo e quindi non l’ho detto, insomma.
Prego. >> L’avvocato Morvino. Sono signor Muto, lo sente? Lei ha parlato di Bisconti Ludovico, ha detto di averlo conosciuto in carcere, ha avuto altri rapporti con Visconti a prescindere da questa comune detenzione in occasione del maxi processo. Penso no. Guardi, io a lui personalmente lo conoscevo di nome prima della nostra conoscenza diretta al carcere.
Me ne parlava il cognato di Michaelizzi Michele che anzi mi invitavano più volte di andare, siccome era un periodo che io entravo e scendevo e salivo di Teramo, questo più di una volta mi aveva invitato nel suo magazzino che ora non mi ricordo dov’è, ma era nelle parti della guadagna in cui mi voleva fare dei regali di salami, di prosciutto.
>> Ma era un’attività le magazzino del commercio? >> Sì, signore. Lecita. Sì, sì. Lecita. Io mi ricordo che ho conosciuto il figlio mentre sono, cioè intorno all’82 che il che mi ricordo proprio ci annunciò a me e amicalizzi Michele e Salvatore al bar Singapore che si era fidanzato con la piglia o si dovevano sposare, non ricordo bene.
Io dopo ho conosciuto direttamente a Ludovico, mi è stato presentato come un uomo d’onore e mi fece un favore che fece lavorare a mio fratello in un in un altro magazzino che aveva lui di vestiti. Non mi ricordo ora il cioè aveva questo un grande stabilimento. Prego. >> Quest venuto in che anno è avvenuto questo? Ma quando c’è il mass processo intorno alle 86 87, infatti mio fratello per un certo periodo andò in questo in questa fabbrica perché era in effetti una fabbrica di vestiti la tra vicino San Lorenzo, insomma.
>> Ok. Dopodiché non ha avuto altri rapporti. Va bene. >> Avvocato Giuseppe Oddo. Presidente, >> signor Mutolo, scusi avvocato prima di passare all’altro che poi ci sfugge lei. Intanto chi gliel’ha presentato? Detto è stato presentato. >> Guardi, noi eravamo in una sezione dove c’eravamo tutti uomini d’onore, quindi gli uomini d’onore là venivano tutti presentati.
Chi non era un uomo d’onore non veniva presentato. Le uniche persone che non sono stati presentati là in quel periodo era un certo rotolo Salvatore. C’era mio nipote Carlo che non tutti gli altri non era insomma che ecco io non mi ricordo ora se è stato non lo so Montalto o Bagarè, insomma, io non mi ricordo insomma chi era, però noi in tutta la sezione mi ricordo che ecco un altro delle pochissime persone che non che non mi è stato presentato era il figlio di Nicola Milano, diciamo uno perché uno era mi è stato presentato e un altro E e dire là quasi ci conoscevamo quasi
tutti, quindi era una consuetudine, insomma, essere presentati. Ora >> poi lei ha detto un un qualcosa a proposito del cognato di Micalizzi Michele. >> Sì. >> Chi è questo cognato di Michelizzio Michele? Mi sembra che si chiamava Crisafi, che questo è morto, insomma, che erano molto amici con questo Visconti Ludovico.
>> Era uomo d’onore pure questo qua. >> No, no, io non lo conosco il nome. Era uno però che era molto tenuto in considerazione perché cognato di Michelitti Michele e Michaelizzi Salvatore. E >> vabbè, >> anche per questo ha fornito una data. mi pare. No, parlava sempre del Singapore True, cioè di quella il bar.
>> Sì, sì, perché dopo >> quindi 82 83 dico questo. >> Sì, 82. Va bene. >> Prego. Avvocato. >> Avvocato Giuseppe Oddo. Signor Mutolo, è più un chiarimento che una domanda, perché ne ha parlato poc’anzi a domanda del pubblico ministero. Lei ha detto che capomandamento di Pagliarelli era Motisi, però quello che comandava in sostanza era Rotolo Antonino.
>> Sì, signore. >> Rotolo Antonino in pratica era il vice. >> È giusto dire così? No, era, diciamo, il capomandamento a dei sostituti, a il sostituto, cioè il il rotolo Antonino, va bene, era il sostituto di questo Motisi, però in effetti, cioè si sapeva che era nella stessa condizione in cui era messo Bernardo Brusca con Antonino Salamone, che il capomandamento era in effetti Antonino Salamone, ma quello che comandava era Bernardo Brusca, quindi è per farci un paragone così grossolano.
Nelle stesse condizioni era il rotolantino, era il sostituto >> di Motisi, però a Motisi, insomma, >> ecco, io no, volevo solo capire questo, appunto, l’aveva detto e in questo caso nella quando lei parla di queste cose nella struttura di Cosa Nostra, il ruolo di quando dice sostituto vuol dire vice capo della famiglia, giusto? >> Sì, sì.
cioè sostituto, cioè cioè mentre il vicapo, cioè c’ha c’ha un una cosa specifica, il sostituto può essere un uomo d’onore che però sostituisce insomma il capomandamento il capofamiglia. Non è necessariamente è un minuto in cui manca il capo. >> Altri ci hanno detto già che era vice capo. Volevo capire se era la >> No, no, io forse non mi spiego bene, insomma io sto dicendo poteva avere il Nino Rotolo una carica.
Poteva essere pure la carica, >> poteva essere consigliere, poteva essere sottocapo, capodì, ma anche essendo un uomo d’onore semplice, cioè uno può assumere la carica di sostituto di qualsiasi elemento, insomma, della famiglia. >> E nel caso di specie lei non sa l’avesse o quale carica avesse. >> Ma guardi, il rotolo è stato sempre una persona importantissima.
Ora io >> No, mi serviva come carica. No, come io ho fatto delle dichiarazioni in cui il rotolo, insomma, ha non lo so e è stato consigliere, è stato sotto capo, insomma, della famiglia di Pagliarell. >> Allora, si riporta a quel tipo di dichiarazioni in buona sostanza. Va bene. Niente, perché noi non le abbiamo, >> no? E queste sono quelle acquisite nel processo omicidi politici, signor presidente.
>> Ah, quelle là sono acquisite >> sono già acquisite. Io era per un chiarimento. Ecco, grazie, signor, Prego. >> Prego. >> Ecco, avvocato Vianello per Sansone. E dunque, signor Rotorio, signor Muto, innanzitutto. Buongiorno. >> Buongiorno. >> Allora, potrebbe un attimino, nei limiti della sua dei suoi ricordi, riferirci periodi di detenzione che lei ha subito dal 1976 in poi.
nell’82 io sono uscito nelle, diciamo, sia a semilibertà che in permessi il 5 il 5 febbraio del dell’81, perché mi ricordo perché la prima volta che sono uscito avevo la tavola imbandito con qualche rosa, con qualche con qualche dolce che era il il mio compleanno e ho avuto io la prima licenza per motivi che mia mamma stava male che era ricoverata a Villa Sofia.
di lì dopo io sono rientrato perché non me ne avevano dato prima perché c’era il la paura che io andando, diciamo, in permesso perché allora c’era la legge Guzzini e dopo un certo periodo prevedeva a questi diciamo licenze, però io avevo quel senso di pericolosità e quindi me la respingevano ogni volta perché pensavano che appena io uscivo mi buttavo lati tanti.
Invece il il direttore del carcere Uncetto Granito mi chiamò, mi ha detto che si assumeva lui la responsabilità di farmi uscire e io ci ho detto “Non si preoccupa che brutta figura lei non fa”. >> Chiedo scusa, Mutolo, di quale carcere stiamo parlando? >> Di Teramo. >> Sì, grazie. di Teramo. Quindi io sono a Teramo ed esco per la prima volta in permesso o in licenza, come si vuol dire, il 5281.
di là mi cade questa pericolosità, perché io quando rientro passo dalle dall’Aquila, dal giudice di sorveglianza e ci dico, “Guarda, io sto rientrando con alcune ore in anticipo perché io brutta figura, non ne ho fatto fare mai e spero di non farcene fare anche a lei.” Quindi era un invito, una sollecitazione perché siccome alcuni mesi prima mi avevano rigiettato, diciamo, la semilibertà, non perché non c’era il tempo, ma sempre per questa paura che uscendo mi potevo buttare latitante. di là a poco tempo, insomma,
ho soffriti altri permessi e dopo a maggio, credo aprile-mo, ho avuto il la semilibertà, la semilibertà che è comportato, che me l’hanno detto ieri anche a Bologna hanno voluto specificare per avere la semilibertà ho dovuto avere un posto di lavoro in cui c’era la ditta Carus e Cellini che mi erano venuti a trovare preventivamente al carcere perché questi erano fornitori dei dei Bellavia di Palermo.
Quindi io ho avuto tutte le carte in regola per avere la semilibertà. >> Mi scusi. Dunque, quindi per chiarire meglio, lei ottiene dei permessi? Il primo permesso che ottiene il 5 febbraio dell’81 lo ottiene che lei è detenuto, non è ancora in semilibertà. No, no, sono detenuto. >> Detenuto. E la semilibertà, chiedo scusa, la ottiene >> Prego.
La semilibertà >> se non prendo errore a maggio, nel mese di maggio. >> Di maggio, durante il periodo in cui lei è in regime di semilibertà, ottiene altri permessi? Sì, sì, molto spesso, >> molto spesso. >> Ma ci ma ci sono stati altri collaboratori che dicevano che anche io quando ero in seme in semelibertà a volte in un giorno io andavo a Palermo e ritornavo.
Io logicamente in quel periodo negavo perché perché nel mast processo non c’era nessuno che diceva che era mafioso, quindi però io insomma a parte che andavo molto spesso a Palermo però a volte per per qualche cosa andavo in una giornata, entravo e andavo giù e salivo perché io uscivo dal carcere alle 7:00 di mattina e rientravo alle 10:00 di sera E senta, mi scusi, tutte le volte orientativamente quanti permessi avrà ottenuto? >> Guardi, non le so.
Non non è che certo >> me li tengavo nel calaio. Sì, sì, sì, sì. Senta, mi scusi, tutte le volte, ogni qualvolta lei otteneva questi permessi, si è recato sempre a Palermo oppure si è recato anche in altri? Io sono stato sempre regolare con i permessi. Io andavo sempre a Palermo, una volta però risalendo, se il riferimento è questo, una volta salendo da Palermo per andare a Teramo, sono stato fermato a Catania con una Ferrari e e mi hanno arrestato perché, diciamo, ero in compagnia del Condorelli Domenico, se era questo che lei voleva,
>> però siccome c’era in corso, diciamo, la >> eh già la domanda dell’affidamento improprio, insomma, e mi rimanevano poco, insomma, in sostanza qualche altri 6 mesi, insomma, la domanda fece sempre il suo corso normale. >> Sì. Senta, Mutolo, mi scusi, ogni qualvolta lei otteneva questi permessi e si recava a Palermo o lì vicino eccetera, dove lei si è recato, si recava, con che mezzo si recava, effettuava questi viaggi di andata e ritorno? sempre con l’aereo.
Però per arrivare a Roma io mi servivo di una Ferrari e di una Alfa 2004 che la tenevo posteggiata all’aeroporto di Fumicino e a Palermo. Certamente non avevo esigenza di altre macchine perché basta che io le fanavo e dicevo mentete una macchina posteggiata in aeroporto cioè non avevo problemi diciamo di come muovermi, però io scendevo a a Palermo quasi sempre in aereo.
>> Quasi sempre in aereo. >> Qualche volta salivo con la macchina così per comodità >> con la sua macchina quella la Ferrari, quella che ha detto lei. >> Sì, signore. con la Ferrara o con questo 2004 Alfa Romeo. >> Non ho capito. E le volte che lei rientrava o andava, diciamo, da Teramo a Palermo o da Palermo a Teramo, ricorda le volte che andava con l’automobile che strada faceva? >> Guardi, di solito io facevo l’autostrada fino a Reggio Calabria, dipende che macchina avevo.
Io andavo a Catania perché per motivi di strada era più facile, insomma. A volte prendevo anche quella di Messina, insomma. >> Senta, mi scusi, quand’è che lei ottiene poi dopo il periodo di semilibertà mi pare, la liberazione condizionale? Ricorda la data? Ma credo verso nei primi dell’82, però già che la domanda era stata presentata, insomma, mese prima, >> ma e mi pare che all’epoca era competente la Corte d’Appello a decidere, >> non mi ricordo, guarda, non >> non ricordo, >> cioè no, non mi ricordo.
Io non sono pratico di di queste cose. So che c’era una domanda in corso per la semilibertà o per l’affidamento in proprio, ma cioè con quei precedenti che io avevo che avevo fatto tutti i rientri, non ero stato mai non avevo avuto mai mezz’ora di ritardo, cioè di solito, cioè l’importante è nella legge Cuzini, allora, almeno ora io credo che è un pochettino cambiata, l’importante era avere la buona condotta in carcere.
Io ce l’avevo perché non avevo nemmeno un rapporto in questi 6 anni, 5 anni e mezzo che avevo fatto e quindi avevo tutto per ottenere qualsiasi beneficio. >> Ho capito. Senta Mutolo, questa è una domanda differente rispetto al periodo della sua, diciamo, Teramo e poi Palermo. Ah, no, chiedo scusa, no, ce ne sarebbe un’altra.
Lei poi ottenne ottenne la liberazione condizionale detto ai primi dell’82 e nell’82 lei fu riarrestato. >> A me mi hanno arrestato nell’82 e dopo non sono uscito più. Sono uscito, insomma, nelle nell’88. >> Nell’8. Nell’82. Ricorda il giorno del suo arresto. Mi pare che è legato anche a un episodio >> Sì, sì. è fatto a un fatto molto importante.
Insomma, il giorno prima c’era stato la strage nell’autostrada di Palermo Trapani, insomma, in cui io avevo delle telefonate, diciamo, intercettati con i cane con i catanesi. Quindi quando viene ucciso, diciamo, nel nostro territorio, diciamo, perlito con l’ascolta, la polizia automaticamente pensa che quelle telefonate che io avevo con il Condorelli, il riferimento che si faceva il nome di Santa Paola, di Carletto, dei napolitani, di altre persone, hanno pensato anche perché precentamente erano stato erano stati seguiti da Catania Uncetto Cristaldi
Salvatore, Uncetto Maugier Nicolò. due uomini d’onore della famiglia di Catania, quindi c’era stato tutto un appostamento, un un e quindi quando dopo muore questo Ferlito, i gli inquirenti pensano che, diciamo, era stato, diciamo, il gruppo di Partannamondello a farli fuori invece e infatti noi siamo stati indiziati per un certo periodo che c’erano rapporti dei carabinieri, però dopo quando incomincia a collaborare contorno Salvatore, invece si spostano le indagine e quindi noi veniamo, insomma, diciamo, prosciolti in isruttoria, insomma, e
almeno non se ne parlò più, insomma, di questo di questa strage. >> Scusi, ha conosciuto Francesco Gasparini? >> Sì, signore. >> E può dire che rapporti aveva con questo signor Gasparini? Ma guardi, a a Francesco Gasperini l’hanno arrestato in Francia mentre portava, mi sembra 3, o 4 o 4G di droga e la portava per me che era andato a Bangocchi, insomma.
>> Ho capito. Mi scusi, questo signor Gasparini per caso la mise in contatto o quantomeno le posso fare una domanda più specifica. Lei mutola, l’ha avuto mai contatti con funzionari dei servizi segreti? Guardi, Gasperini era un un impiegato dell’ACI. Per me era una persona >> un impiegato un impiegato >> AGI >> ACI lavorava a Roma in un palazzo dell’ACI, aveva un ufficio.
Io tramite Gasperini ho conosciuto diverse persone a Roma, persone per bene, sapevo che erano impiegate del Ministero e infatti ci fu in quel periodo in cui io faccio fare la domanda alla mamma di Rosario Riccobono perché c’erano questi persone del ministero che per soldi dovevano avvallare, diciamo, questa domanda. >> Ma ministero quale? >> Di Roma.
Dal Ministero di Craza e Giustizia. Quindi io faccio fare c’è una traccia che mentre il riccobono è latitante, la mamma presenta in quel periodo diciamo questa istanza eh per la per la grazia del figlio appoggiati da questi persone che io sapevo che erano impiegati dal dal ministero. Ma di questo fatto a parte che che ne sa parlare bene bene l’avvocato Insirillo perché si è approfondito bene allora.
Però dopo io ho sentito, cioè mentre c’era il mass processo, che qualcuna di queste persone che io ho conosciuto a Roma era il dottor Fabri, se non ricordo male, che era un funzionario dei servizi segreti. dopo di quello che ha scoperto l’avvocato Insirillo, questo dottor Fabbri ha ritenuto opportuno, perché dopo è stato in galera questo dottor Fabbri, perché faceva il dipestaggio, perché evulgava delle notizie e false. Va bene.
quando mi hanno imputato a me il la strage, diciamo, di >> Ferlito >> di Ferlito, questo, diciamo, fece una relazione in cui io ci avevo confidato che ero in possesso di quel tipo di mitra che era fatta la strage, la il K47, non lo so, sia per fare Sibi bello, sia per fare. Quindi il dottor Falcone a me mi interroga di questo fatto, mi dice “Lei conosce un certo signor Mario?” Perché io lo conoscevo come Mario, come il dottor Mario Ti ho detto “Sì, almeno se quello che io mi riferisco dal ministero, insomma, sì.” E mi dice, “Ma
qua c’è una relazione in cui dice che lei era in possesso di questo mitra. Guardi, io non E dopo, insomma, l’avvocato Insirillo facendo dell’indagine e difendendomi al massrocesso, ha detto che il Gasperini a questo dottor Fabbri ci ha pregato un sacco di soldi, quindi questo dottor Fabbri per volere giustificare lo spreco che avevano questi servizi, non so ora a che livello, va bene, ha giustificato, diciamo, questi contatti col Gasperini, con la mia conoscenza, perché io ero un mafioso di quelli importanti secondo lui
e quindi potevo avere del delle notizie che a lui ci potessero interessare. Ma questo fatto è stato tacitamente smentito in aula e e mi dispiace che cioè e mi mi meraviglio come mai questa domanda non me l’ha fatto l’avvocato Marasà che ora sta entrando anche lei in questo dialogo e mi fa piacere così il discorso si può chiarire bene.
Comunque informatevi con l’avvocato Insirillo ci sono dei documenti, ci sono delle fasi dibattimentale in cui al masso l’avvocato Inillo ci ha detto a questo dottor Fabbri dice lei si ha fatto imbrogliare dei soldi del Gasperine perché dopo il Gasperini si era messo a collaborare e che dicendo che lui era un corriere mio.
Io allora ho negato perché tutti allora negavamo per come era e usanza che tutti nego. l’avvocato Francesco Insidirillo che che è vivo e vegito, va bene, in aula propria ci rinfacciò a questo dottor Fabri che aveva fatto fregare i soldi dei Gasperini e per giustificare, non lo so, la sua ignoranza, la sua incompetenza va bene, fece questo rapporto basandosi che io potessi essere coinvolto, perché se io disgraziatamente ero avrei stato coinvolto nella strage di Ferlito, va bene che non parlava contorno. Va bene. può darsi che
avvaloravano questo discorso degli del insomma del dottor Fabri che io ero in possesso di questo mitro così allora così un pochettino rare, però dopo non ora insomma questo è un motivo che anche ieri a Padova, signor presidente mi scuso, è successo un po’ di baraonda perché sempre si vuole ritornare, ma a meno ecco in quanto un avvocato che me lo chiede per io darti dei chiarimenti a me mi fa piacere Siccome l’avvocato questo non l’ho sentito mai e ci sto dando questa spiegazione, ma io non è che domani ci posso dare di nuovo la stessa
spiegazione, se me lo dice un altro avvocato io, >> purtroppo mutolo il processo di nuovo rito, non comportano la possibilità di prendere le dichiarazioni così e remettere da quello a questo. Quindi lei se all’avvocato interessa e nei limiti in cui interessa io io credo che sono stato lo guace, cioè ma però se vogliono effettivamente dei chiarimenti perché non si informano con l’avvocato Insirillo a dire informare con l’avvocato Inilla, si devono informare con lei qua >> però il tribunale vorrebbe capire posto
che io non l’ho interrotta sulle date perché immagino che avrà una rilevanza, ma l’episodio specifico comincia a sfuggire a questo tribunale la necessità Sì, sì, >> presidente, sulla credibilità del mutolo e anzi a proposito di questo episodio e >> Mutolo, per l’amor di Dio, la mia domanda non era riferita al suo eventuale coinvolgimento all’episodio Ferlito.
La mia domanda aveva un altro scopo di chiarire, vediamo se posso essere più preciso, se lei aveva Quindi lei conferma che ha avuto contatti con questo dottor? Ma io e allora mi scusi, detto ha avuto ha avuto contatti con questo dottor Mario Fabbri, >> col dottor Mass come no. Ma io l’ho sempre detto anche a Palero, l’ho detto, guardi, cioè non è che un che uno Ma ho chiesto io anche il confronto.
No, no, io ho chiesto anche il confronto al dottor Faccone. C’ho detto a me il dottor Mario mi doveva fare dei favori. Ma se lui dice questo lei me lo porta a confronto e vediamo se lui di confronto che io non ho mai fatto. Non >> domande. >> Senta Mutolo, ma il contatto col dottor Fabbri lo ebbe tramite il Gasparini? No, mi pare >> Sì, signore.
Sì, >> quindi >> ma ho conosciuto anche altre persone. >> Quindi lei al dottor Fabbri non ha mai proposto nulla, diciamo, di illecito nei suoi contatti che ha avuto con questo dottor Fabbri, nei suoi dialoghi. Oltre al possesso di questo Mitra Kalashnikov, non ha proposto null’altro al dottor F. Io ci ho proposto fin dal primo prima fin dai primi abboccamenti al dottor Fabbri che ogni persona che lui faceva uscire con la domanda di grazia c’erano minimo 100 milioni.
Questo discorso lo sapeva Ricco Bono, lo sapevano i miei amici, quindi per me non era, insomma, un segreto perché Ricco Bono sapeva di questi contatti che io avevo. Non, cioè a me non è che all’epoca mi poteva interessare se il dottor Fabbri apparteneva ai servizi segreti. Io ho fatto presente a Premo che conoscevo a una persona del ministero, un certo dottor Mario che almeno per come lui mi disse aveva possibilità di fare accettare le domande di Gatti.

Il Gasperini mi assicurava che questo aveva fatto uscire anche altre persone, quindi io portai la novità a Palermo. Se c’era qualche mafioso che voleva fare la domanda di grazia, minimo uscendo 100 milioni e questo ce l’ho detto anche al dottor Falcone dopo, vabbè, si poteva fare la domanda di grazia. Questo era quello che io ci ho detto a dottor Fabri dopo il dottor Fabri ha detto che io avevo il mitro, ma il dottor Fabri poteva dire anche che io avevo un carro armato.
Io a dottor Fabio non ci ho detto mai niente perché non l’aveva, ecco, non è insomma che ero in possesso del Midra, io non l’avevo, però lui si è convinto perché a me mi imputarono, cioè l’indomani io già ero al carcere dopo l’assaggio di Alfio Ferlito. che ne vogliono fare una una speculazione così perché no perché ieri è successo un una baraonda perché sempre per questi discorsi insomma >> un altro processo qua nessuno vuole fare nessuna speculazione.
>> Mutolo, queste dichiarazioni chiedo scusa presidente >> Mutolo, queste dichiarazioni che lei dice di aver effettuato al dottor Falcone sono state mai verbalizzate? >> Guardi, sono state >> opposizione del pemando, >> no? Sono stati verbalizzati a Roma. Il dottor Falcone mi è venuto a interrogare a Roma.
Aspettare a rispondere anche se è il nuovo rito. Se opposto comunque >> se opposto senza riuscire a fermare Mutolo. Sono state verbalizzate. >> L’importante è che a verbale rimane l’opposizione. >> Mutolo, mi scusi, lei ha mai avuto contatti con estremisti, diciamo così, di destra? >> No, no, mai. Né destra e né di sinistra. Noi mafiosi, la politica non ci interessava, non ci è mai interessato.
Fino a quel momento a noi ci interessavano soltanto i DC e su questo, se vuole possiamo anche parlare. Estri missi di destra che di sinistra non non ci interessavano. >> Quindi diciamo che nei contatti che lei avuto o negli incontri o l’incontro che l’hai avuto col dottor Fabbri non si è mai parlato di eventuali arresti di estremisti di destra.
Ma non ma è una novità che Leo vuole portare sempre avanti, ma sono stati fatti questi arresti. >> Guardi, io io le posso dire questo allego come risposta. Io al carcere di Palermo ho avuto tanti persone sia di destra che di sinistra, ma noi non è che stavamo a guardare i colori. Io ho avuto da concutelli a tutti gli astri neri e rossi, però li trattavamo a tutti bene.
Va bene. che mi dica se se il dottore Fabbri arrestato a qualcuno, perché io ti ho detto io a me quando ero io fuori non non mi interessavano né di destra né di sinistra. Quindi il dottor Fabbri se ogni tanto si sognava qualche cosa e per e per raccimolare i soldi scriveva qualche cosa, non è insomma che a me mi interessa.
>> Quindi lei non ha proposto al dottor Fabri l’arresto di un eventuale estremista di destra. >> Ha già risposto, avvocato, tre volte. La stessa domanda >> non è in ogni modo, presidente, non è proprio la stessa. In ogni modo >> è la stessa secondo questo tribunale. E questa è l’esplicitazione dell’altra implicita che quindi la contiene.
>> Benissimo, presidente. Un’altra domanda e l’ultima. E Mutolo, lei ricorda quando effettuavi i viaggi da Palermo a Teramo o da Teramo a Palermo con l’automobile? E mi pare che ha detto Reggio Calabria o Messina, adesso non ricordo bene, ma prima di arrivare a Teramo era già aperta, diciamo, la la famosa galleria quella del Gran Sasso, per capirci.
>> Ma scusa, io non mi ricordo. C’era una galleria, ma credo che quella di Crastanzo, no? Comunque, anche se mi ricordo una galleria, >> non sa quale fosse questa galleria, >> eh, all’Aquila, però credo che ancora quella del Gran Sasso non era aperta, >> ma io non è che faccio i costruttori di >> di gallerie e mi interessava.
Ah, non me >> Certo. Orientativamente, che tempo impiegava con l’automobile? Da Palermo a Teramo o da Teramo a Palermo? Guardi, questo c’è scritto nei barbali di Gasperini. Io non mi ricordo, ora io non è e guardavo insomma orologio, ma il Gasperini competente per come ha detto queste cose, ha detto pure che io andavo a Roma, prendevo l’aereo, scendevo a Palermo, la sera arrivavo a Roma, mi prendevo la macchina e prima delle 1000 ero io al Cacchiere di Teramo, grosso modo se ci poteva stare qualche ora e mezzo.
Questo >> va bene, grazie. Prego. >> Ci sono altre domande? Avvocato Marasà. >> Avvocato Marasanà. >> Signor Mutalo, lei ha detto di conoscere Ciresi Gioecchino e di averlo conosciuto nel 75-76. Ci può dire se l’ è stato presentato ritualmente? Sì, mi è stato presentato ritualmente. Ora non mi ricordo se da Riccobono o di Manuele D’Agostino oppure di di Pasquale Giovanni, cioè non purtroppo sono cose che non uno a volte si ricorda perché c’è un fatto specifico, a volte no.
>> Comunque uno dei tre. >> Sì, signore. Uno dei tre. >> E lei c’è andato con tutti e tre o con uno? Io ci sono andato sia con il Sarorrisco Bono perché allora molto spesso si andava in via in via Cesare Battista che c’era una gioelleria dove tante persone si riunivano là e credo che ancora oggi insomma è un punto di ritrovo perché ci sono diversi magazzini, diversi insomma posti dove uno si può fermare a parlare e a discutere.
Quindi io ci sono andato sia con Rosario Riccobono, ci sono andato sia con Giovanni Di Pasquale sia con Emanuele D’Agostino. Ora non mi ricordo se qualche volta ci siamo preso qualche agnello, qualche po’ di salchiccia, insomma non cioè io non posso ricordare quello che andavo a fare da una persona 20 22 anni fa.
Comunque ci sono andato più di una volta in questa bottega che non era grande e mi ricordo che era convenente dove c’è il capannone e alla Ballarò di Rimpetto proprio alla Ballarò. Accanto c’era un Quarumaro, insomma che fineva a Quarum che sarebbero >> accanto a chi? Scusi >> che sarebbero gli anteriore. >> Sì. Accanto a chi? >> Vicino a questa macelleria.
insomma, ecco, io più che parlo, magari più vado vedendo il cerco di ricordarmi con più esattezza e rispetto al capannone era di fronte ha detto. >> Sì, di fronte al capannone come se uno vuole guardare la strada di via Castro, credo che sia a sinistra. Lei ha detto che parlando con Micalizzi nell’82 ha preso che il Ciresi era scomparso e poi ha precisato quali erano i motivi.
Ma a lei risulta che il Ciresi facesse parte ancora dell’associazione? Guardi, eh io non lo so se lui faceva parte o meno, però persone che allora non facevano parte dell’associazione venivano comunque eliminati. Va bene? Lei difficilmente dopo quel periodo trova persone mafiose che non fanno parte >> No, stiamo parlando tra il 75 e l’82.
>> Sì, sì. No, no, in quel periodo come se se me l’hanno presentato era perché faceva parte >> nel 75, ma tra il 75 e l’82 lei non sa fatto più parte dell’associazione o comunque >> no. Io nell’82 parlando col Micalizzi, il Micalizzi non so ora qual era l’innocciolo della situazione mi dice che questo Ciresi Gioacchino era scomparso.
Quindi il mio ricordo è che questo è scomparso. però riflettendo bene e ricollegando, perché guardate uno quando fa delle dichiarazioni, io ho fatto delle dichiarazioni di 7-8 ore articolando tanti punti che dopo pian piano uno cerca di riodernare. Io, ripensando a quello che mi aveva detto il Micalizzi, ecco, io posso pensare pure che il Micalizzi mi aveva detto, nel senso era scomparso, cioè era attipocanziato, era preoccupato, perché in quel periodo, va bene, molte persone, per quello che c’era a Palermo, non si facevano vedere perché avevano paura di
essere uccisi. Può anche darsi, insomma, che il motivo che il Micheletti mi dice era scomparso, insomma, ha questo significato >> e dopo l’82 ha più sentito parlare di Ciresi Gioacchino. >> Guarda, io ne ho sentito parlare sempre di questo Gacchino l’Agnellar, non è insomma un nominativo che insomma conoscono tutti le persone di Palermo perché c’ha l’attività commerciale, sia perché è uno degli uomini anziani, insomma, cioè non è un uno che non è conosciuto. Io ne ho sentito parlare.
Ora è inutile che lei mi dici con chi perché non mi ricorda perché ne ho sentito parlare. >> E allora io le devo chiedere con chi e da chi ha io ti ho detto che io siccome io non ho nessun presidente, lei sa il motivo per cui faccio questa domanda? No, guardi, io ripeto, io sono stato nell’86-87 insieme a tantissime persone, tutti mafiosi, che noi sapevamo tutti e di tutto, cioè non Io però non siccome non mi ricordo e non ho nessun interesso di indicare, cioè lei non è >> che io se e ci dico ho parlato col tizio, ma io siccome non me la sento
perché io non mi ricordo, quindi per me e allora e allora mi dica di quali attività illecite ha sentito parlare a carico di Ciresi. >> Guardi, io non è che ho indicato che il il Cirese ha fatto delle attività illecite. Per me, io non mi ricordo che il Cirese ha fatto delle attività illecite, però nell’82, va bene, e negli anni a venire non ci sono persone mafiosi, va bene, che non sono implicate o per una cosa o per l’altro nel traffico della droga.
Insomma, questo è un discorso che io ho spo >> e le risulta che il Cire si è implicato? >> A me non mi risulta, altrimenti l’avrei detto. Se a me mi risulterebbe, io l’avrei detto. Io non avrei aspettato che me lo domandasse lei, insomma. E a me non mi risulta, non non l’ho detto. >> E lei ha detto che Ciresi aveva dei figli.
>> Sì, sapevo che aveva dei figli. >> E da chi lo ha saputo? Ma sicuramente da Ricco Bono, da Giovanni Di Pasquale, da D’Agostino Manuele, da Michaelizzi Salvatore, insomma da qualche altra persona che magari non mi ricordo, può darsi pure che non ho sentito parlare intorno all’87, però io non mi ricordo con >> E questi figli erano uomini d’onore.
Guardi, di solito quando uno indica il tizio a figli, il riferimento esplicito è questo, che anche i figli sono uomini d’onore. Ora io, >> ma specificamente le è stato detto che aveva dei figli uomini d’onore? No, io specificamente non credo che non me l’hanno detto, però il riferimento che quando uno, ad esempio, parla di una persona e dice questo c’è un figlio, può avere anche tre, quattro figlie, ma se viene indicato c’avev il figlio Salvatore, cioè è una consudine per dire, per far capire che quella persona
e di resigue di quali figli le hanno parlato? Le hanno detto un figlio, due figli, tre figli, che cosa le hanno detto? Lo ricordo? Almeno se io io per come lei può constatare io non è che c’ho i ricordi talmente bene su questo personaggio, altrimenti sarei stato più concreto. Cioè mi ricordo che mi hanno parlato dei figli, ma se ne ha uno, se ne ha due, se ne ha tre, se ha due femmine e un maschio o due maschi non è non >> Siccome lei ha detto ha due figli poc’anzi a domanda del pubblico ministero >> Sì, signore. Credo che qualcuno mi ha
detto che aveva due figlie, insomma, hanno fatto i nomi di questi figli, uomini d’onore. >> Le hanno fatto i nomi di questi figli, i nomi di battesimo. >> Guardi, io non mi ricordo, però non posso essere sicuro. Eh, avvocato, io non mi ricordo se mi hanno fatto il nome che aveva i figli, è sicuro. Allora, se si chiama Gioacchino Vincenzo Salvatore, insomma io non >> E signor Mutolo, lei >> è parente di De Caro.
>> È mio cognato. È un collaboratore di >> Vincenzo. Sì, è un collaborate. >> E Carlo, >> mio nipote, se sono padre e figli. >> Suo nipote. >> Lei ha avuto possibilità di incontrarsi con il De Car oggi? Guardi, io so che che sono non risponde a questa domanda e non intendo che vengano fatte domande su Decaro in questo processo Olivieri dove de De Caro non ve traccia.
Se lei vuole lo richiamiamo nel quater, ma per Oliveri di decidente è ai fini della credibilità del mutolo. >> Del mutolo, non del decaro. >> Del mutolo. Che c’entra il decaro? E comunque non rileva che si siano visti oggi. >> Lei quando De Caro Vincenzo ha iniziato a collaborare con la giustizia, dove era detenuto? >> A Trapani.
>> E lei da chi ha appreso che De Caro collaborava con la giustizia? >> Da mia moglie. >> E che ha fatto? Io subito mi sono messo in ufficio matricola e ci ho detto intendo presenziare al processo di Palermo. >> Ed è stato portato subito a Palermo. >> Sì, signore. Dove? >> Dove mi hanno c’era l’avvocato Insirillo e l’avvocato un altro avvocato che non mi ricordo prima di portarmi a Palermo siamo entrati nell’ufficio del dottor Giovanni Falcone insieme agli avvocati, anzi gli avvocati erano là che mi attendevano che erano stati convocati.
mi han mi ha letto i verbali di mio cognato. Io logicamente ho negato e c’erano anche alcuni verbali di mio fratello e ho negato perché non quindi e ho in >> perché suo fratello è pure uomo d’onore, >> no? >> E De caro De Caro Vincenzo è uomo d’onore. >> No, no, no. continui. >> E quindi dopo che il giudice mi ha interrogato, mi hanno portato eh a Palermo.
>> E i suoi coimputati hanno avuto delle reazioni con lei in relazione al sentimento. Subito ho chiamato a Pippo Calò e c’ho detto che che ero un pochettino dispiaciuto, che purtroppo c’era questa situazione e mi ricordo che Pippo Calò molto umanamente mi dice “Guardi, hai fatto bene che sei venuto subito perché loro ancora non sapevano niente e abbiamo dopo fatto una ricerca per rintracciare, diciamo, a questo cognato mio che si rintraccia non a lui, alla moglie.
Io che lei può vedere attraverso i documenti che ci sono a Palermo, l’ho fatto venire dicendoci, guardi, vedi che sappiamo che dove siete, se non se non rimangia Enzo qua vi ammazziamo a tutti perché per come è venuta mia moglie con la sorella, perché ci andò mia mia moglie e mia cognata, ci ho detto potevano venire altre persone e vi uccidevano a tutti.
E in quell’occasione suo nipote Carlo dove si trovava? >> Non lo so. >> Era detenuto a Luciardone. >> No, quando è successo questo io non lo so. Non non lo so. Io >> lei ha avuto dei colloqui con suo nipote Carlo tra il pentimento del padre e il pentimento del Signore? No, no, io con mio nipote Carlo per un certo periodo eravamo nella stessa cella mentre si stava giocando al pallone.
Mi ricordo che mio nipote è stato chiamato e tutto assieme non l’abbiamo visto più. Ma però la cosa che ci stupì è perché c’era tutta la biancheria, insomma, in cella, quindi se l’avevano portato. Io quando faccio il >> E questo era a Luerdardone? >> A Luucardone, sì. Sì. >> E quando a Lucerone? Eh, quando >> dopo il pentimento del del padre, >> no, prima del pentimento del >> Eh, scusi se eh mi consenta di farle rilevare che lei ha detto che nel momento in cui si è pentito De Caro Vincenzo, lei si trovava a Trapani.
>> Sì, signore. >> E come mai lei era a Luerdone quando suo suo nipote è andato via? >> Guardi, io >> mi può spiegare Mi può spiegare le date, per favore? Ma io ci posso spiegare questo, che io mi ricordo con mio nipote Carlo eravamo assieme nella stessa cella, mentre si stava giocando al pallone chiamano a mio nipote e se ne va.
Non sappiamo niente, la cosa mi stupisce. C’era anche con me Condorell un cetto. Cerchiamo, io parlo col col brigatere della scorretta. Ci ho detto scusi, ma dov’è caro? Dice, sai? dice, “Siccome il padre, siccome il padre l’hanno portato a termini imerese, se non sbag, insomma, io credo che sia questo, insomma, il discorso, dice, e a suo nipote ci sembrava male avvisarlo perché già c’era nata un’amicizia anche con Condorelli e con gli altri.
Dice, nemmeno si è portata la biancheria. M lei il discorso mi strato. >> L’ho capito, l’ho capito. Lei prima di essere a Lucardone, dopo il ritorno da Trapani, per quanto tempo è rimasto a Trapani? >> Guardi, a un certo punto ci sono stato io, Salvatore Davì, Vittorio Mangono e Contorelli Domenico che dopo qualche anno ci stufò.
Insomma, io ora non posso essere preciso se era passato un anno che noi andavamo tutti i giorni nel massi processo. Tutta facciamo la domanda rinunziando, diciamo, a comparire al massrocesso e ci hanno portato a Trapani, anzi a Condorelli l’hanno portato. Ma lei a Trapani quanto tempo? >> Mi lascia terminare, avvocato, mi lascia terminare.
Il Contorello non mi ricordo se andò a Bicocca oppure a Messina. Io, David e Vittorio Mangono siamo andati a Trapani. Non lo so ora se sono passati 10 giorni, 15 giorni, non posso essere preciso, 8 giorni, non mi ricordo. Io ero assieme a Salvatore Davlo a mia moglie. Eh no, no. E e ce lo spiego meglio perché è in continuazione è venuta che aveva tutti gli occhi gonfi.
Ci ho detto che hai dice sai dice ieri sera abbiamo sentito dice che c’è Enzo sicuramente sta collaborando perché perché avevo cercato di fare rintacciare a mia sorella, va bene e non c’erano. Quindi e dopo insomma non lo so come è che mia moglie l’ha saputo forse tramite mio fratello. Sicuramente. Ecco, ora mi ricordo bene perché il dottor Falcone dopo che interroga a mio cognato, interroga anche per alcune conferme a mio fratello perché dicevano che erano andati al mercato della frutta a parlare con Cipiletta, insomma tutti questi discorsi di costruzione, insomma. E
quindi mio fratello uscendo dal dottor Falcone avvisa a mia moglie, quindi quella poverina non ha potuto dormire. L’indomani mi fa il colloquo a Trapani e io subito appena finisco il colloco ci ho detto vabbè non ti preoccupare tanto che cosa sai ho detto tuo, insomma tuo fratello chi è tanto perché mio cognato io lo so che cosa poteva sapere.
Niente poteva sapere qualche rapina che aveva fatto, qualche cosa che lui si immaginava, però a me non è che mi preoccupava, però è stata una mia delicatezza, una mia delicatezza. Subito ce l’ho detto a Salvatore Davì, sono andato in ufficio matricola, ci ho detto io. No, no, no, no. Ce lo ripeto per essere ma l’ha già detto, non credo che sia utile che lo ripete.
Allora, >> io invece desidero sapere l’episodio della sparizione di suo nipote, a quanto tempo prima risale rispetto al giorno in cui lei è stato trasferito giorni, ma non mi ricordo giorni, >> guardi, non è che io >> un mese, due mesi giorni, avvocato io ho capito, cioè io ho creduto a quello che mi hanno detto le guardie carcerarie, va bene? Cioè io non avevo per me era un una cosa che nemmeno io pensavo che il mio cognato potesse collaborare o mio nipote potessero collaborare.
Quindi quando a me mi dicono le guardie che noi avevamo la squadretta speciale, mi dicono Mudolo, siccome De caro Vincenzo ha voluto essere trasferito a Trap e a a Terminimerese e voleva il figlio, dice il figlio sa, insomma, ha voluto andare col padre, però ci è sembrato talmente male sia per lei che per Condorelli che nemmeno si è preso la bieria.
Anzi dico o ce la date a noi la bencheria, ecco, io più parlando più vado essendo preciso. O me l’ha data a me c no io benchieri a voi non che ve ne do mercoledì che faccio il colloquio ce la do a mia sorella perché spesso mia sorella mi veniva a fare il colloquio. >> Mi viene un attimo mi viene a trova mia sorella e ci ho uscito io tutta la bianchia.
>> Ma questo non è l’oggetto della domanda. La bianchia >> no e ho detto della domanda e quanto giorni è e non mi ricordo quanto giorni sono. Ha detto giorni, >> giusto e quindi è inutile che continua. Staremo qua fino a stasera per sentire le stesse le a che ora è partito sono mentre giocavamo a pallone. >> Signor Mutolo, signor Mutalo, vuole ascoltare l’altra domanda? Ecco, era normale in quel periodo a Lucierdone che le squadrette consentissero il trasferimento dei detenuti quando qualcuno veniva trasferito.
>> Opposizione del PM. >> No, ma mi faccia capire la domanda. Non io >> lei ha detto, se ho ben se ho ben capito, lei ha detto che la giustificazione che le ha dato la squadretta >> o comunque uno dei componenti della squadretta di sorveglianza delle celle era che suo nipote, dato che il padre era stato trasferito al termine, suo nipote aveva chiesto di andare con il padre e lo avevano trasferito subito.
Questo avveniva a Luciardone per quel che le risulta. Avvocato Maras. Lui ha detto che il nipote non glielo volle fare sapere, non ha detto che l’hanno trasferito subito. Questa è una cosa che ha aggiunto lei. >> No, ha detto, se ho ben capito e allora ce lo facciamo. La domanda è questo. Il figlio ha voluto andare col padre.
>> Ha detto che il figlio ha voluto andare dal col padre, quindi è stato il figlio >> però non lo voleva dire a lui. >> Quindi è stato il figlio a chiedere il trasferimento, giusto? E quindi >> io non mi sono spiegato bene. >> Io quando cerco di rintracchiare dov’è mio nipote lo debbo cercare perché stiamo giocando a al pallone e quello esce dell’aria.
Rincasiamo, rientra dopo un’ora. Non è logico che io mi informò, ma mio nipote dov’è? È a telefonare? c’è l’avvocato, sta facendo il colloque. Allora, giustamente, siccome la squadretta che noi avevamo erano delle persone mandate dal Ministero, non so ora quale qualifiche avevano, però erano persone, diciamo, non c’era né marasciallo né erano tutti con la stessa divisa, però fra di loro si conoscevano chi era capitano o o Bigatiere, però erano persone di un un’intelligenza, diciamo, superiore a quello che è,
diciamo, l’andamento delle guardie carcerie normali. Quindi quando io la sera, insomma, insisto nel dire “Ma insomma, mio nipote dov’è?” Mi ricordo che è venuto una guardia di questo, poteva essere marasciallo e mi ha spiegato quello, ma in una maniera dice, sente dice siccome il padre è a termine merese dice e a suo nipote ci è sembrato male a dirci sia a lei che al Condorelli che voleva andarsene con il padre, nemmeno si è peso la biancheria.
Quindi >> io ho fatto l’ingenuità che c’ho creduto che vuole vuole tagliare la testa. Ma io non sto discutendo sulla sua. >> L’avvocato le dice ma allora su richiesta di suo nipote è stato trasferito. >> Non lo so dottoress io non lo so. Quello che le hanno detto, quello che le hanno, Mi scusi se la interrompo, presidente.
Quello che le hanno detto è suo, siccome il padre è a termine, il nipò, il figlio ha chiesto di andare col padre e lo abbiamo portato, però per non fare sapere a lei che preferiva andare col padre piuttosto che restare con lei che lo zio e ha preferito non dirgliela. È questo che le hanno detto. >> Sì, signore.
>> Oh, perfetto. >> Ed era anche una cosa, diciamo, non strana perché, diciamo, se un detenut che significa? Mi scusa. >> Cioè non era una cosa che uno poteva sospettare male perché se un detenuto nel Massi Processo chiamava a questi della squadretta che erano in contatto con il ministero, mi scusi, e ci diceva io faccio la rinuncia perché allora interessava che uno faceva la la rinuncia al dibattimento e voleva essere trasferito subito.
quelli subito a 3 minuti non è che dovevano parlare col direttore, col maresciallo, uno prende e andava e c’erano tanti detenut. Quindi la domanda la risposta alla domanda che le avevo fatto poc’anzi è questa. >> Perché la mia domanda era questo, era normale che ciò succedesse allora a Luciardone? Ma certamente quasi tutti e senza noi signor Mutolo, noi abbiamo rispondere PM si oppone si oppone a queste domande che non hanno nulla a che vedere con l’oggetto del processo.
Dopo mezz’ora di domande inutili il PM si oppone. >> Eh, >> presidente, le domande non sono inutili perché attengono alla credibilità del muto. >> Sono un po’ eccessivamente ripetitive, avvocato. >> No, non sono ripetitive, presidente. Presidente, non sono ripetizione. >> Per quanto io voglia lasciarvi spazio a un certo punto quando ha risposto poi lei perché per esempio poco fa gliel’ha ripetuta tutta detto allora è questa la risposta, è registrata, l’abbiamo sentita tutti e lei gliel’ha dovuta ripetere, però adesso se gliela vuole
ripetere una quarta volta io non gliela fatto >> perché ho bisogno di una risposta precisa e ora finalmente me l’ha dato. >> E la risposta precisa è posso rispondere, signor risposto. È chiarissimo, perlomeno per il tribunale sicuramente è chiaro. Io e siccome io tutte le risposte che me le debbo imparare a memoria perché ora e insomma queste no >> risparmi lei almeno la polemica che già ce n’è abbastanza in giro in generale.
Non non si preoccupi di imparare a memoria niente. Lei risponda secondo i suoi ricordi. Se lei non ricorda dirà che non ricorda. Se mano che risponde ricorda dirà che mano a mano ricorda. Adesso vediamo un’altra nuova diversa domanda. Lei ha mai dichiarato di essere in pericolo di vita >> il >> lei ha mai dichiarato in generale da le spiego subito, presidente.
>> E allora prima spieghi e poi vediamo. Il mutolo ha dichiarato che al secondo maxi, cioè al all’appello del maxi processo non ha partecipato alle alle udienze perché riteneva di essere in pericolo di vita. La domanda è questa: lei ha mai dichiarato in altri processi naturalmente di essere in di sentirsi in pericolo di vita? Perché >> opposizione permane l’opposizione del piet? >> Perché domanda? >> E perché >> no? Lei mi deve spiegare perché glielo vuole chiedere.
Presidente, sulla credibilità del muto, l’ho detto, no, questa è una cosa che se è avvenuta processuale e non credo che rilevi sulla credibilità sulla se lui è in pericolo di vita perché è già stato condannato dall’associazione Cosa Nostra a morte e poi poi questo non credo che sia il momento di discuterlo. Presidente, >> non può porre questa domanda avvocato perché nemmeno io le posso rispondere su tante altre cose.
Poi in discussione discutiamo. Eh, ma in discussione se non abbiamo ma se non abbiamo il presupposto in discussione non possiamo discutere, quindi >> sì, quello che accertiamo se già l’abbiamo gli atti >> è nuovo rito, ma ci sono delle dichiarazioni, >> per esempio quelle che è rilasciato agli omicidi negli omicidi politici >> agli omicidi politici, ma non quelle rilasciate nell’omicidio politico.
Sono dichiarazioni tutte confermative perché negli omicidi politici ha confermato ogni dichiarazione da lui mai fatta dal minuto in cui si è pentito e me lo ricordo avvocato Mar. >> Sì presidente, ma non c’è questa specifica è contenuto implicitamente negli omicidi >> implicitamente ma specificamente no. Quindi mi >> comunque il problema non è se questo l’ha mai detto.
Io non capisco perché è rilevante sulla credibilità di Mutolo che abbia mai detto di essere in pericolo di vita e lo voglio capire. Glielo dico subito >> perché mi sono stancata di domande relative alla credibilità che io non capisolo. Se Mutolo, come dice, è stato condannato a morte, se Mutolo, come dice in pericolo di vita, se Mutolo, come dice dopo la prima la sentenza del maxi 1 di primo grado si è dovuto allontanare da Palermo in quanto i suoi ex compagni di associazione avevano deciso di eliminarlo.
Se è vero, come dice il mutolo, che addirittura egli stesso ha ascoltato una telefonata mentre si trovava a Catania, telefonata proveniente da un tizio che ordinava la sua morte, io vorrei sapere com’è che successivamente >> gli raccontano certe cose. >> Successivamente >> quelle stesse persone che hanno deciso di ammazzarlo. >> Successivamente.
Forse lei cammina troppo a lungo, avvocato. Io dopo quando se ho capito la sua domanda, se ho capito >> prima però deve deve attendere, signor Mutolo, deve attendere l’autorizzazione del presidente perché io non era non avevo formulato una domanda, avevo dato delle dei chiarimenti al presidente in relazione a quanto ho richiesto.
>> Allora, e quando lei fa capire al presidente e al collegio perché vuole sapere le cose, potremmo anche vedere di porrere le domande che sono rilevanti. >> Infatti, infatti non era una domanda, era un chien. Allora, Mutolo, lei ha dichiarato di sentirsi il pericolo di vita e quando se lo ha dichiarato? >> Io l’ho l’ho dichiarato quasi in tutti i processi, anche fino a ieri, alla presenza dell’avvocato Fileccia e Marasana. Lo ribadisco anche ora.
il mio quando si sentiva inicolo >> ecco il mio convincimento del pericolo di vita e sentivo questo che >> precedente alimento perché quello è >> logico logico tutti i componenti della mia famiglia nel tempo erano stati tutti eliminati però >> cioè sarebbe famiglia ricob i signori mafiose però che cosa avevano in mano tutto i tutti i miei beni diciamo le società che io avevo con i Caravella, altri altri sociatò che avevo con un certo buon anno, alcuni terreni che avevo con Rosario Riccobone e con Peppino Glorioso, insomma, ed altri terreni.
Quindi a me mientono in condizione e ne ho parlato ampiamente a lungo, che io chiedo mentre sono a Palermo del Massi processo, cioè prima che io esco, prima che io ascolto questa telefonata, io mi incontro con il Gambino Giuseppe, grosso modo gli dico “Ma scusi, ma perché non mi date a me i miei avere?” Perché avevo saputo da Cusimano Giovanni che al Micalizzi la quota delle dei palazzi di via Ammiragliocni ce l’avevano dato al padre.
Allora lui mi dice no dice ma quale problemi ci sono? Dice quando tu esci io sto parlando cioè di quelle persone che interessano a me con il mio capo mandamento dice ma quale problemi hai? C. Ma io sono abituato in una, cioè io non è che posso vivere con i 2 milioni, con i 3 milioni, anche se c’erano dei regali in quel periodo, perché c’erano i soldi che venivano del sequerro fiorentino.
Disse “Ma io, scusi, ora ci voglio regalare una macchina a mia moglie, non c’ho la liquidità”. Dice, “E quale problemi hai? Ora ce lo mando a dire a Mario, fammi sapere tua moglie che macchina vuole”. Mi sono spiegato. Quindi, però io capisco che non è una risposta, anche perché in quel periodo il Pino Savoca che mi deve pagare a me 4,G5 di eroina che mi doveva portare i soldi quando hanno sparato al Micalizzi in via in via La Marmore il 30 novembre, di fronte a Leggio Giuseppe ci dico “Ma insomma lasciamo andare la droga che dopo ti portò il Palestini, lasciamo
andare la droga che ti portava il combim dopo.” Ma a meno mi vor 4 e5 di droga che tu ci dovevi portare quella sera a mio fratello e al palestino. Io tiementento la fimma col sangue che quando esci tu questi soldi le hai. Io ci dico, io ti mento la fimma col sangue che a me col al collo. Non me ne mentite perché a me ci possiamo sparare e sapete che io sparo.
Infatti a me >> mi scusi se la interrompo. Mi date mi dati No, no la data la data. Mi date questa questa conversazione con Savoca? Se può? di lei con precisione, mentre si trova Gambino alle all’ospedale di Palermo e subito rientra perché c’è il pinosauroco che va all’ospedale e Gambino rientra, va bene? E io subito >> torna qual nell’anno.
L’anno almeno >> ma lei lo sa all’anno, mentre c’è masso è l’anno. Quindi il Gambino rientra >> primo grado, secondo grado. >> Avvocato non mi cerca di farmi confondere. Io parlo primo grado. Lei ha detto che io nel secondo grado non ci sono andato. Queste cose chiede dopo >> dopo che lui finisce gli dice questo episodio a quando si riferisce perché non si interrompe il test o l’imputato di reato connesso che poi vi formalizzate pure su questo quando parla.
No, ma ma l’avvocato poc’anzi ha detto che io all’appello non ci sono andato qui, quindi è assurdo che vuole sapere i gradi. Lui sa che io in appello non ci sono andato, quindi che l’istruttoria oppure la Cassazione è il massi processo. Sono i giorni in cui rientra il Giuseppe Gambino dell’ospedaletto che c’è a Palermo dei dei detenuti e contemporaneamente c’era andato giorni prima il il Pinosavogo.
Quindi lei ha una data che può rilevare questo. In sostanza io dopo esco, mi faccio la convinzione, anche perché il pinoleggio quando esce, che esce prima di me, chiama appuccio e ci dice davanti a me, mi dice “Se tu hai di di bisogno rivolgiti a Vincenzo Pugo che sono tutte cose che ho detto.” E comunque io quando esco mi ero fatto questa convinzione, io va bene, me ne vado a Gaverrano.
A parte che ho dei discorsi con il Condorelli, insomma che lui mi vuole mandare arme, dopo a un certo punto lo interrompono. Vedo che lui cambia, insomma, c’erano dei movimenti che a me non mi piacevano. Il condorello mi viene a trovare anche a Gavarrano, quindi io il primo tempo sono sul Kipalà e cerco di dirci a Condorello un fa ora tu ci puoi battuta.
Allora nascono altri complicazioni a Firenze in altri processi. Va bene che tentono i palermitani di strangolarmi a Firenze che io mi salvo per episodio che c’è un processo in corso a Firenze. Va bene? Quindi dopo cercano di strangolarmi o di farmi uccidere tramite il Condorelli che il Condorelli oltre a farmi leggere una lettera, io non ascolto solo la telefonata, io leggo una lettera da Calogero Campanella, ascolto la telefonata in cui ci dice vedi cerca di organizzare e cam a fare una bella mangiata e c’avessere l’amico
tuo. viene il fratello della moglie del figlio di Condorello, un uomo d’onore molto stretto ad Dulco, Ercolano. Dopo viene Condorielle per non volermi essere per non mi tradire è stato eliminato un certo lombardo Giuseppe per non mi venire a sparare a Gavarrano, che era uno del quel gruppo che avevo io è stato strangolato insieme ad altri.
Quindi io avevo la sentenza quando io, ecco, successivamente mi trovo a Spoleto e arrestano il signor Gambino Giuseppe, i mafiosi, io purtroppo c’ho un’esperienza che la vado acquisendo ora che tanti mafiosi son mafiosi perché sono a gruppi, perché sono armati, perché non si conoscono e ma dopo quando uno li va prendendo a sol a soli, va bene, e c’è la preoccupazione che qualcuno ci può mettere qualche coltello o qualche forchetta nella gola diventano più ragionevole.
Io quando vedo a Gambino Giacomo Giuseppe se il riferimento è questo, io la prima cosa che ci dico a Gambino è questo, che me lo portano all’infermeria, quindi siamo soli soli, non è che ci sono altri mafiosi perché io li conosco. Bergogna. Io tutto potevo accettare e non essere uccisi dai catanesi. Caspere, questo tipo che palora d’onore che io non so niente.
Cioè il discorso è stato questo. Quindi lui se dopo mi racconta qualche cosa che entriamo a parlare del Massi processo perché c’è in corso il massi processo era una giustificazione alla sua vigliaccata, alla meraviglia perché io avvocato, io ero quando ero mafioso, io credevo alla mafia, ero un guerriglieri, potevo essere anche un camicazzi, però non avrei ucciso mai io né una donna né un bambino.
E come ci ho detto ieri io parlare ancora di questi persone che li volete fare apparire come delle persone per bene. >> Presidente, la prego di intervenire. >> Nessun’altra domanda. >> Nessun >> Ci sono altre domande? Allora, prima di fare domande, il tribunale in ogni caso ritiene di dovere sciogliere questa riserva relativa a questa possibilità di riconoscimento.
Così interrompiamo. Voi interrompete perlomeno. >> Sì, presidente, perché sono sempre all’avvocato Garbo, perché tra le altre cose il signor Trapani ritiene che il signor Mutolo parli di persona diversa da lui. >> Cioè, è chiarissimo il perché. Intanto lei può andare per adesso, però >> sarebbe disponibile anche a una pura e semplice individuazione.
>> Sì, lo capisco, però noi vorremmo il signor Mutolo lo può vedere, visto che è qui presente in aula e dire se quello cheato, se non è lui, io non ho nessuna cosa a dire non è, cioè io non muto, non lo metto in dubbio che lei non abbia nessuna intenzione di accusare persone ingiustamente.
Infatti mi proposito di questo No, no, scusi, no, no. che parli di >> giudice. Scusa, io giorni fa con la dottoressa Olga Capace No, no, no, no, scusami un minuto. L’ho sollecitato di di scaccerare a una persona perché c’erano due persone con lo stesso nome. Io ci ho detto, dottoressa, guardi, ce n’è una innocente, la prego, io mi riferisco sempre a una persona.
Cioè, >> noi vogliamo evidentemente trovare la forma per farle fare questa individuazione o riconoscimento. Non è che il tribunale non lo vuole fare. Vorremmo farlo nelle maniere più garantiste possibili. È semplicemente questo il tipo di riserva. Vediamo com’è possibile farlo. Quindi lei per adesso può uscire. Come siamo combinati noi? Siccome questa è unarice che riguarda solamente potessimo avere Noi ancora non abbiamo fatto una sola domanda >> perché qualcuna ce la siamo annotata, qualche altra nel frattempo è stata
superata dalle vostre, però dobbiamo vedere anche con i colleghi, visto che abbiamo questa opportunità, ancora qualche minuto di pazienza, poi capisco che lei ha interesse a sentire dirett Di Matteo >> ora vi informo, non lo so io da qua non so nemmeno se era citato per mattina o per pomeriggio. alle 12, quindi >> può essere >> c il tribunale su di allo spatola, per cui si può procedere sol al Trapani >> al Trapani, per cui si può procedere solamente alla individuazione >> e pertanto faremo quello.
è stato il desiderio manifestato dal dal Trapani, >> quindi può tornare Mutolo, >> che è tutt’altro che mutolo perché parla troppo >> e non è nuova questa cosa avvocato muto, non è mutolo, eh. Allora, >> facciamo vedere così. Avento con vetro. Forse è meglio che lo facciamo >> faciamo portare qua. Facciamo facciamo che lo >> può darsi che lo portano ancora.
Può darsi che quando presidente noi abbiamo oggi sono difficoltà >> avvocato se riusciamo a farlo avere >> se noi lo possiamo avere per oggi >> noi lo faremo venire per oggi. >> Ma per oggi quando >> per oggi quando è possibile? Io non ho idea di dove sia. Non so dove si è cominciato a rifiutare di venire o se aspettiamo ancora una notizia.
Intanto facciamo questa cosa di Trapani. >> No, facciamo portare qua a Trapani. >> Lei può rimanere così. >> Sì, a meno che non c’è la questione del caposcoperto >> lei notizia? risposte sia per con la conferma che riusciamo riusciamo c’è giazione e in alt ora sta aspettando la mia se c’è questa gir Grazie
Disclaimer : This content may be created by AI for entertainment purposes. Any resemblance to real persons, events, or places is coincidental.