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Fratelli Graviano: Bombe, Stragi e Omicidi — Il Clan di Brancaccio

Il giornalista era stato già condannato a morte dall’organizzazione l’anno precedente quando in tandem con Michele Santoro conduceva programmi durissimi contro la criminalità organizzata. parlava in televisione sempre male dei mafiosi, dirà Matteo a Geraci a titolo di motivazione. >> Dove ci mettiamo? >> Venga qui.

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Allora, dica quello che c’ha da dire. Se mi dà il microfono parlo liberamente. Voglio dire soltanto che qui stasera >> vorrei parlare pure io, siccome ho sentito pazientemente, ho ascoltato per 3 ore tutte le buffonate che avete costruire, chiedo 2 minuti in silenzio. Credo che abbia il diritto di farlo, solo 2 minuti. C’è in atto una volgare aggressione alla classe dirigente migliore che abbia la Democrazia Cristiana in Sicilia.

una volgare aggressione >> mafia made in Italy. Quindi c’è qualcuno che le produce, qualcuno che le vende e qualche imbecille che le compra. Abbruciamo. L’attentato del 91 era stato rimandato per problemi organizzativi. Ora si torna alla carica. A pedinare Costanzo nel febbraio 92 sono Geraci e Sinaori. Sinaori guida l’auto perché conosce Roma.

Geraci è una pedina preziosa perché formalmente è pulito qualora venissero fermati dalle forze dell’ordine. La versione di copertura da raccontare è che Franco è a Roma per una riunione con un grossista. ha incontrato per caso il compaesano Matteo e hanno deciso di fare un giro insieme. Molti anni dopo, intercettato in carcere mentre parla con un compagno di passeggio, Giuseppe Graviano farà una rivelazione esplosiva.

Afferma di essere stato nel 92 a Roma in compagnia di Matteo Messina Denaro. “Ero con lui” dice Graviano e svela di essere stato sempre con Matteo anche nel teatro in cui si registrava il Maurizio Costanzo Show. Ci siamo seduti accanto. Gli investigatori della Dia, visionando tutti i filmati della trasmissione accertano che Graviano viene inquadrato fra il pubblico del teatro la prima volta a gennaio 92 e la seconda volta al 13 novembre 92.

I fotogrammi estratti dal video danno la certezza agli investigatori che fosse il boss di Brancaccio all’epoca latitante. Non è chiaro se sia stata estratta anche l’immagine dell’uomo seduto accanto a lui che dovrebbe essere Matteo Messina Denaro. Se così fosse sarebbe la fotografia più recente in assoluto del super latitante.

L’attentato a Costanzo, in quei giorni di febbraio viene di nuovo rimandato. Arriverà solo l’anno successivo, il 14 maggio 93 in via Fauro a Roma. Costanzo sopravviverà miracolosamente. >> Buonasera. Violenta esplosione questa sera intorno alle 21:40 a Roma in via Fauro, nel quartiere Parioli. Autobomba i Parioli, decine di feriti.

Una voce volevano uccidere Maurizio Costanzo. >> Costanzo sale su un’auto, un’auto diversa dal solito, insieme con la sua compagna e con l’autista. Passano accanto all’autobomba, svoltano a sinistra in via Boccioni. Ecco l’esplosione che squassa l’aria e fa scendere un buio fitto su tutto il quartiere. >> Buongiorno dal TG2.

L’autobomba a Roma, un attentato di avvertimento. Le ipotesi mafia, terrorismo serbo, tentativo di destabilizzazione. Terrore tra la gente, parlano i feriti e di testimoni. >> Come si presenta lo scenario dell’attentato a quasi 24 ore di distanza? Alessandro Feroldi, >> buonasera. Dunque, i Vigili del Fuoco hanno terminato i sopralluoghi nei nel centinaio di appartamenti, 99 per la precisione, che sono stati interessati a questo attentato a vario titolo.

sono state sistemate urgentemente le situazioni di pericolo, cioè pareti o pavimenti o soffitti pericolanti che potessero danneggiare le persone, però non le persone che ritorneranno ancora nelle case, che sono di fatto inagibili, ma le persone, appunto, vigili del fuoco che provvederanno a puntellare, riparare e creare un’emergenza, diciamo, per l’interno degli stabili.

I controlli statici saranno fatti più avanti. Comunque per ora rimangono inagibili. Dunque, il cratere che vedete ai miei piedi, l’esplosione è stata così violenta che, come avrete già visto nelle immagini di questa giornata, entrando la massa d’aria in tutti gli spazi possibili, cioè finestre, porte saracinesche, ha praticamente devastato gli appartamenti dall’interno.

ipotesi verosimile che Maurizio Costanzo fosse l’obiettivo di questo attentato è questo muretto che vedete da questa parte, la Camera lo sta inquadrando, che evidentemente ha salvato la macchina su cui viaggiava Maurizio Costanzo, una Mercedes che è nella strada di fianco e via Boccioni. Questo muro, evidentemente ha salvato la macchina da questa massa d’urto che, ripeto, ha praticamente devastato tutto il devastabile in un raggio molto più ampio di quello che si può vedere qua. spalle.

Dietro c’è il teatro dove Maurizio Costanzo registra il suo Maurizio Costanzo Show. Poi la sua automobile, una Mercedes a noleggio con una scorta privata, scende da questa strada che vedete, via Ruggero Fauro. Ecco, a questo punto dove si vede la buca c’erano due automobili parcheggiati nelle quali o sotto le quali ancora gli investigatori devono accertarlo.

C’era almeno c’erano almeno 10 kg di tritoro. Comunque l’auto di Costanzo scende a questo punto della strada e qui necessariamente deve girare a sinistra perché c’è senso vietato e questo è il punto in cui la macchina rallenta ma l’esplosivo non è ancora scoppiato. Ecco la Mercedes di Maurizio Costanzo. A questo punto la macchina riceve la deflagrazione da lontano e come vedete questi sono i danni.

Quindi, quando la bomba è esplosa, la macchina era circa a 20-30 m, ma soprattutto era dietro l’angolo. >> Sono molto frastornato in questo momento, era una oltretutto una serata molto tranquilla. Era molto di routine la la storia era molto molto tranquilla. Forse di routine c’è di non routine c’è solo una cosa che io in proprio in maniera inusuale questa sera non avevo la macchina che solitamente ho.

>> Chi c’era con te sull’auto? Ecco, c’era lei che è Maria De Filippi che la persona che divide con me fino a ieri gioie, fino a questa notte le ansie, >> i rischi e i pericoli. >> I rischi e i pericoli. >> Sul momento non pensi niente, anche se sei fredda e lucida, quindi vedi quello che succede. E io ho avuto paura, penso che ce l’ha bevuta anche lui.

Per cui uno si guarda, poi guarda la persona che è accanto, vede che non è che stai bene, che non è successo niente e poi ti viene voglia di scappare. Io sono scappata, sono corsa avanti e lui dietro. 4 giorni dopo, il 27 maggio, esploderà via Deggi Orgofili a Firenze. >> Un cratere largo 3 m e profondo più di due.

Per fare una buca del genere ci vogliano 100 kg di esplosivo, hanno detto gli inquirenti. Firenze, colpita al cuore in via Lambertesca, a pochi passi da Piazza della Signoria e sgomenta e allibita. Cinque le salme recuperate sotto quelle macerie, 28 i feriti, due in gravissime condizioni. >> Mi sono sentito un dolore a una tempia e mi sono svegliata con della polvere in bocca.

La prima cosa ho fatto cercare il bambino e poi siamo riusciti in qualche modo a scendere dalle scale in mezzo a tutto che crollava. L’inferno è scoppiato alle 1:05 di notte, un’esplosione che ha sventrato l’antica torre dei pulci e un intero stabile. L’onda d’urto fa tremare Palazzo Vecchio e sconquassa la galleria degli Uffizi. I soccorsi arrivati subito trovano la gente inebetita, ferita, che si aggira in pigiama per questi medievali vicoli come sotto un bombardamento.

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