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Gladio e Mafia la rete segreta tra Stato parallelo e criminalità organizzata in Italia

I mandati di cattura nei loro confronti erano stati emessi ieri sera. Sono fortemente indiziati, come ha dichiarato il procuratore generale della Repubblica di Gorizia, Pascoli di strage, trasporto e detenzione abusiva di esplosivi, furto di automobili. Il comandante della Regione Carabinieri di Udine, colonello Mingarelli, ha coordinato e diretto le indagini giunte oggi alla svolta conclusiva.

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Stamane, dietro denuncia del comando di Legione Carabinieri di Udine e in esecuzione di provvedimenti dall’autorità giudiziaria abbiamo arrestato sei persone con un’azione coordinata da parte dei reparti speciali carabinieri di Gorizia, di Udine e di Verona. I sei arrestati sono stati associati alle carceri di di Gorizia a disposizione delle autorità giudiziaria.

Una mattina verso le 5 qualcosa mia madre è venuta a svegliarmi e mi ha detto “Guarda che ti stan cercando perché devono chiedirti delle cose”. >> Lei è rimasto per un mese isolato. >> 38 giorni per la verità. >> E che cosa pensava in quei giorni lei? >> Eh, speravo che venisse qualcuno a contestarmi qualcosa perché io non sapevo perché ero stato arrestato.

>> Questa la ricostruzione della vicenda. 26 maggio in questa strada di Gorizia viene rubata una 500 chiara appartiene a un operaio. 31 maggio, ore 23:30 alla centrale operativa di Carabinieri di Gorizia giunge una telefonata. Sarà l’elemento chiave dell’attentato e poi delle indagini. L’ipotesi su cui gli inquirenti si sono mossi è quella della vendetta nei confronti dei carabinieri che già in precedenza li avevano assicurati alla giustizia per reati minori.

>> Assolte da prima con formula dubitativa, dovranno attendere 6 anni prima che nel 79 venga riconosciuta la loro totale estraneità. Si aprirà a quel punto un’inchiesta a carico di ufficiali dai carabinieri e di magistrati. L’accusa è di aver deviato le indagini. L’istruttoria sulla strage, nel frattempo si era indirizzata verso gli ambienti neofascisti.

1982 Vincenzo Vinciguerra, appartenente a Ordine Nuovo, confessa di essere stato l’organizzatore della strage. Così, fra tutti gli attentati avvenuti in Italia, quello di Peteano è l’unico ad avere una paternità certa per confessione dell’autore stesso. Vinciguerra, che rifiuterà di fare i nomi dei complici, si attribuisce ogni colpa e dichiara che le protezioni nei suoi riguardi sono scattate autonomamente.

>> I carabinierei, i poliziotti sono dei militari che accettano volontariamente di impugnare le armi per difendere lo Stato e che volontariamente uccidono in difesa dello Stato. Io sono perfettamente convinto che da parte dei servizi segreti generalmente intesi, perché sono 7 e non due come si pensa normalmente, non ci sia stato mai nessun depistaggio sulle indagini relative a fatti cruenti o di terrorismo.

il che però, sono altrettanto convinto, il che però non esclude che da parte di qualcuno inserito nei servizi ci sia stato un depistaggio, cioè il depistaggio possibile è se c’è stato è stato opera di singoli che io chiamo traditori perché naturalmente hanno tradito le istituzioni, ma dal punto di vista organismo servizio segreto non è possibile che avvenga un depistaggio perché è un organismo costituito in modo così particolare, così compresso con dei controlli dall’inferiore al superiore, dal superiore all’inferiore, dal laterale al

laterale che non consente l’insabbiamento o il depistaggio di un’indagine. Però i traditori ci sono. Per quanto riguarda il ruolo anticomunista, io direi che negli ultimi anni probabilmente, anzi sicuramente si è attenuato, data la l’evolversi della situazione politica, però non dimentichiamo che l’Italia fa parte di un’organizzazione difensiva atlantica della NATO e quindi i servizi seguono la politica militare del paese >> e tutte queste deviazioni poi, >> beh, per quanto riguarda le indagini fu sottoposto a processi,

ad alcuni processi il generale Dino Mingarelli e l’allora capitano Antonino Chirico. Essi furono processati per dei rapporti svizzeri redatti nel corso delle indagini e tendenti ad accreditare le voci di un calunniatore che fu utilizzato per il processo contro i goriziani che erano completamente falsi.

Il colone Mingarelli era un uomo molto importante a quei tempi. >> Il colonelo Mingarelli fu un uomo importante al tempo del piano solo >> eh uomo di di fiducia di De Lorenzo e fu un uomo importante, era un un comandante di legione importante anche all’epoca. M >> certamente qui poi si trovò per per varie ragioni anche appoggiato dalla Procura generale di Trieste, da un procuratore generale di Trieste, il dottor Pontrelli.

sono stati accusati prima all’estrema sinistra, poi siccome le piste erano del tutto inconsistenti, sono stati accusati ed arrestati dei piccoli malavitosi locali, a un certo punto sono emerse responsabilità importanti e notevoli di depistaggio nell’indagini da parte dei carabinieri, dei servizi segreti, della polizia e anche della magistratura goriziana.

Il giudice Casson chiama a deporre i vertici dei servizi segreti, tra cui il generale Maletti, ex capo del controspionaggio del SID, che fa una rivelazione clamorosa. >> Dalle sue dichiarazioni emerge che c’era una struttura super segreta, riservatissima, di cui non sapevano nulla e nemmeno i vertici dello Stato italiano.

comincio, per così dire a tampinare anche il presidente del Consiglio dei Ministri che all’epoca era Giulia Andreotti scrivendogli alcune lettere e dicendo “Guardi, sono arrivato a questo punto di indagine, avrei la necessità di vedere negli archivi dei servizi segreti militari italiani che cosa c’è”.

Il 24 ottobre 1990 il presidente del Consiglio Giulio Andreotti si presenta in Parlamento e pronuncia un nome che per 40 anni era rimasto sepolto nei sotterranei dello Stato italiano. Quel nome è Gladio. Con questa rivelazione una delle pagine più oscure della Repubblica esce dall’ombra. Il giudice istruttore di Venezia, Casson, che sta indagando sulla strage di Peteano e sulle eventuali connessioni con l’operazione Gladio, ha confermato di aver avuto una settimana fa, durante la sua visita a Roma, un incontro a Palazzo Chigi con il presidente del

Consiglio Andreotti. L’incontro è stato confermato anche in ambienti della presidenza del consiglio. Casson ha precisato che scopo del colloquio non era quello di ottenere nuovi permessi per accedere all’archivio dei servizi segreti. Accesso che chi indaga per stragi ha automaticamente. Questa mattina, intanto Casson ha ascoltato come testa il generale Ninetto Lugaresi, capo del Sismi dall’81 all’84.

Il servizio >> di questi nasconi un multo di un pesce. Nino Lugaresi, il generale che fu a capo del sismi dall’81 all’84, noto soprattutto per aver allontanato dai servizi segreti tutti gli uomini di Ligio Gelli, così come li aveva ordinato l’allora presidente Spadolini. ha deposto per due ore davanti al giudice Felice Cassonp non una parola con i giornalisti né prima né dopo il colloquio, >> per aprirsi un varco addirittura a loro chiesto.

>> Cosa fate? Sequestr No, no, >> mi sequestrato quello la storia dei dei nasco che lo sapevano tutto, >> scusa con la testa porta. >> Eh, >> può dirci qual >> è qua l’uscita. No, di qua, no, di qua, >> di qua. >> Disorientato, l’abbiamo visto, non riusciva a trovare l’uscita. Eppure non era la prima volta che si affacciava Palazzo di Giustizia di Venezia.

Mastelloni lo incriminò per depistaggi ed è imputato al processo in corso nell’aula Bunger di Mestre per la fornitura nel 79 di Armi Olpe alle Brigate Rosse. Proprio stamani c’è stata la testimonianza del suo successore al Sismi, ammiraglio Fulvio Martini. molte domande su eventuali coperture del SID e sulle cosiddette triangolazioni ed altrettante risposte, ma per dire che le preoccupazione dei servizi erede la sicurezza nazionale e non l’eventuale opportunità politica consumata sul versante del traffico d’armi. A quei

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