Posted in

Italia 1989–1993: Mafia, Politica e Stragi | Gli anni che hanno cambiato la Repubblica

>> Eh, da questo ho m è stata una delle cose fatto capire che è stato un discorso a tappeto, era un segnale. >> E che risultato ebbe nell’86 Foni Barn? >> Ma diciamo un buon risultato, ma non eccezionale. >> Perché non eccezionale? Ma praticamente non è che poi hanno avuto questo grande apporto di voti perché ancora veniva difficile indirizzare un elettorato che era stato sempre un elettorato democratico cristiano e verso altri tipi di elettorati.

"
"

>> Ho capito. Nell’87 invece che risultato si ebbe? >> Un eclatante, notevole. Praticamente il Partito Socialista aumentò di quasi cinque o sei punti e praticamente ha avuto una serie di un grosso successo. >> Senta, lei ebbe modo di parlare con Lima di questo impegno di Cosa nostra del Partito Socialista, del risultato della elezione all’87? Praticamente parlammo con Lima di questa cosa che aveva avuto già sentore di questa cosa e lui pensava che fosse un’alzata di ingegno di Ciancimino, >> cioè >> però pensava che dietro questo accordo

ci fosse Ciancimino. Chi >> accordo tra chi, scusa? >> Accici, diceva lui. E cioè che significava la mafia e il i socialisti? pensava >> pensava che c’era San Cimino. >> Poi prima si preoccupò o non si preoccupò questo >> si preoccupò. Ecco, per riempio di contenuti questa preoccupazione >> e praticamente mi disse che erano dei pazzi a fidarsi dei socialisti.

Comunque dice dopo che io ho fatto sempre c’ho la c ha detto ho fatto un sacco di cose per loro per queste cose ora mi stanno trattando in queste condizioni. Ma che cosa credono di fare? vedranno chi sono i socialisti. Questi sono dei manciatari, cioè sono dei ladri, delle cose che praticamente non andranno mai, non avranno nessun tipo di affinità.

In effetti fu così, >> cioè >> perché dopo non c’è stato un una continuazione di questo tipo di rapporto delle elezioni. >> Comunque non c’è >> dopo l’elezione dell’87 >> sì >> la mafia votò più appoggiò più il Partito Socialista. No. Due anni più tardi, in una sera di novembre, il mondo cambia. Il muro di Berlino crolla sotto i colpi dei picconi e delle mani dei berlinesi.

Una notte storica per i berlinesi e per il mondo intero. 50.000 persone hanno varcato il muro da est verso ovest, accolti dall’abbraccio fraterno di una città in festa e le autorità della Germania comunista hanno cominciato oggi a demolire il muro. Un fiume di folla in festa passa. I berlinesi dell’ovest applaudono.

Tanti giovani, giovanissimi in festa, che dell’occidente, della libertà sapevano solo quello che avevano raccontato ai loro genitori. Guardate questo fiume di folle. Questo fiume di folla che passa sotto gli occhi De Vopos, la farigerata polizia del popolo che tante volte ha sparato per impedire l’attraversamento del muro.

>> C’è gioia, una gioia tranquilla. Tanta gente stanotte è andata a festa a Berino ovest e poi questa mattina è tornata al lavoro. Libertà, libertà stanno scandendo. Non posso credere che veramente posso passare. Sento che sto per svenire, sta dicendo questa donna. È l’ora è l’ora che aspettavo da 28 anni.

È meraviglioso la porta di Brandeburgo. Eccolo il monumento al disprezzo del bene più grande che l’uomo possa avere, da libertà, preso d’assalto dalla parte occidentale. Ed ecco i primi colpi di piccone. Sollevano solo polvere per ora, ma il muro, questa visione cafchiana e concreta di quella che una volta era la cortina di ferro da questa notte non esiste più.

Le immagini fanno il giro del pianeta. La guerra fredda, 44 anni di tensione armata tra est e ovest, si avvia verso la sua fine. Per l’Italia questo evento non è solo una questione di geopolitica lontana, significa che le strutture costruite per resistere a una possibile invasione sovietica perdono il loro senso.

Reti come Gladio, di cui parleremo tra poco, devono essere ridefinite, riassorbite o sciolte. In questo vuoto strategico la criminalità organizzata comincia a valutare le mosse successive. Se lo stato si riorganizza, anche la mafia si riorganizza. Gennaio 1990. All’alba del nuovo decennio, Cosa Nostra è tutt’altro che indebolita.

I fratelli Graviano rafforzano il loro controllo sul mandamento di Brancaccio, uno dei nodi strategici di Palermo. La famiglia di Corleone continua la sua ascesa. Le reti di consenso politico vengono tessute con pazienza e metodo. L’organizzazione non è più soltanto un sistema criminale, è diventato un vero e proprio polo economico politico capace di influenzare appalti pubblici, elezioni locali, nomine istituzionali.

Le strutture investigative cominciano in questo periodo a raccogliere informazioni sempre più precise su questa presenza tentacolare. Molto impegnato nei salotti a correre in macchina, avevo una bellissima barca e diciamo che mi divertivo alla grande. In tutto questo però questo fatto è stato importante per me perché mi permetteva di conoscere personaggi che erano all’altezza della situazione ed erano quelli che avevano il potere, il potere, sto parlando potere politico e potere di ogni tipo, anche mafioso, perché ce n’erano personaggi

che avevano un bipotere, se possiamo chiamarlo così, mafioso e politico. venne immediatamente coniata una nuova tassa, la tassa Rina. La tassa Rina era lo 080 su tutti i lavori pubblici che c’era in Sicilia. Sembra poco lo 080, ma lo 080 su un miliardi di miliardi di alloia era un’enormità. Questo qua doveva essere data a Rina e doveva essere eh messa in una cassa centrale che serviva per compiare armi, per pagare gli avvocati e per sostenere le famiglie degli arrestati.

24 ottobre 1990 il presidente del Consiglio Giulio Andreotti interviene alla Camera dei Deputati e in modo quasi sobrio rivela l’esistenza di Gladio, una rete militare segreta costruita negli anni 50 nell’ambito della NATO con il compito di resistere a una possibile occupazione sovietica dell’Italia. La struttura era sconosciuta al Parlamento, ne erano informati soltanto i vertici politici e militari.

il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, il ministro della Difesa, un’organizzazione che aveva operato nell’ombra per quasi 40 anni con depositi di armi nascoste, reti di agenti addestrati, accordi segreti con la CIA. La notizia scuote l’opinione pubblica. Si apre la domanda che terrà banco per anni.

Quanto la politica italiana era stata condizionata da strutture parallele e quali erano i legami tra queste reti e la criminalità organizzata? Il giudice istruttore di Venezia, Casson, che sta indagando sulla strage di Peteano e sulle eventuali connessioni con l’operazione Gladio, ha confermato di aver avuto una settimana fa, durante la sua visita a Roma, un incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Andreotti.

L’incontro è stato confermato anche in ambienti della presidenza del consiglio. Casson ha precisato che scopo del colloquio non era quello di ottenere nuovi permessi per accedere all’archivio dei servizi segreti. Accesso che chi indaga per stragi ha automaticamente. Questa mattina, intanto Casson ha ascoltato come testa il generale Ninetto Lugaresi, capo del Sismi dall’81 all’84.

Il servizio >> di questi nasconi un multo di un pesce. Nino Lugaresi, il generale che fu a capo del sismi dall’81 all’84, noto soprattutto per aver allontanato dai servizi segreti tutti gli uomini di Licio Gelli, così come li aveva ordinato l’allora presidente Spadolini. ha deposto per due ore davanti al giudice Felice Cassonp non una parola con i giornalisti né prima né dopo il colloquio >> per aprirsi un varco addirittura a loro chiesto >> cosa fate sequestr un >> mi sequestrato quello era una storia dei dei nasco che lo sapevano tutto

Read More