Nella sua più comune configurazione però è dotato di un cannone da 35 mm o 30 mm, una mitragliatrice coassiale da 7,62, una calibro 50 montata sopra la torretta remotizzata e tubi lanciamissili che possono essere caricati con diverso munizionamento dai droni Hero fino ai missili anticarro lancia e dimentica Spike.
Il KF41 è dotato di un motore potente data la sua mole. Si tratta di un D976 diesel da 6 cilindri in linea. Con una cilindrata totale di 18 l può produrre più di 800 cavalli. Oltre ad essere estremamente compatto, è molto efficiente, richiede poca manutenzione ed è stato sviluppato apposta per veicoli da lavoro come scavatori e trattori, quindi appunto per essere affidabile.
Ma sono abbastanza sicuro che tutto questo sia irrilevante a molti di voi, dato che hanno visto tutti i video dei recenti conflitti, ovvero apparecchi da centinaia di euro con attaccato un razzo che distruggono unità corazzate da svariati milioni. Questo problema esiste da che i carri armati hanno soltato i campi di battaglia e ci dedicherò un video a riguardo, dato che esistono delle armi antesignane, dei missili anticarro e dei droni, ma è diventato estremamente popolare come tema con la grande diffusione di video e immagini di unità corazzate distrutte da
armi anticarro degli ultimi anni. E visto che le unità occidentali stanno diventando sempre meno, ma sempre più tecnologiche e costose, è giusto aprire una parentesi. Qual è il senso del KF41 nel 2025 e anche nel futuro? Beh, prima di tutto delle premesse doverose su che cos’è un’unità corazzata occidentale.
Il primo obiettivo fondamentale di un veicolo corazzato occidentale moderno è la protezione del suo equipaggio, non solo da un punto di vista umano, ma anche da uno pragmatico, dato che un caro armato si può costruire in qualche settimana, ma la formazione di un carrista specializzato può durare anni, quindi il mezzo deve essere in grado di andare in 1ille pezzi, ma di far sopravvivere il suo equipaggio ad ogni costo.
Poche unità ultra tecnologiche sono molto più capaci ad anticipare e prevedere il nemico rispetto a molte unità obsolete, risultando nettamente più efficaci, soprattutto quando l’attacco è talmente tanto rapido e inaspettato che le unità obsolete non hanno neanche idea da dove stia arrivando l’attacco stesso. La corazza di un veicolo è la sua ultima risorsa, infatti nei veicoli moderni si punta molto di più sulla consapevolezza spaziale che l’equipaggio deve avere sul campo di battaglia, ma anche su sistemi per prevenire il contatto diretto tra

minaccia e il veicolo da proteggere. Il KF41 rispetta queste premesse grazie anche al sistema Strike Shield. Si tratta di un APS ibrido, ovvero un sistema di protezione attiva che funziona anche da corazza spaziata passiva. In pratica sono dei pannelli che si installano sul perimetro del Lynx e hanno due tipologie di reazione alle minacce che possono essere qualsiasi cosa in realtà, dagli RPG ai droni, ai missili fino addirittura ai proiettili APFSDS.
La prima risposta è attiva, ovvero i sistemi di rilevamento ottici, laser, radio, lavorando in parallelo coprono l’unità a 360°. Se rilevano un movimento che identificano come minaccia, delineano la sua traiettoria in pochissimi millisecondi e sotto i 10 m dal veicolo la eliminano o la rallentano con un sistema particolarissimo.
In pratica, in ogni pannello sono presenti due cariche esplosive che vengono direzionate a seconda della traiettoria calcolata della minaccia. Queste cariche esplosive detonano scagliando contro essa una polvere metallica che con la velocità supersonica diviene capace di fermare o rallentare ogni cosa. Questo ovviamente suona controintuitivo perché deve aspettare sotto i 10 m se riesce a rilevare molto prima la minaccia nemica perché il problema di altre APS, tipo il famoso trophy israeliano, che invece scaglia delle sfere metalliche solide e
che possono danneggiare gli altri veicoli amici o addirittura le truppe appiedate attorno ai veicoli, mentre lo strike shield minimizza questa possibilità, dato che la polvere metallica perde poco dopo il lancio la sua capacità distruttiva. Immaginatelo come un getto di una sabbiatrice. Risulta molto abrasivo a corta distanza, ma dopo pochi centimetri perde moltissima efficacia.
La seconda risposta è passiva. Lo strike shield è esattamente una scatola. All’interno sono contenute le cariche esplosive e i sensori di rilevamento, mentre l’esterno è composto da piastre balistiche utili ovviamente a proteggere il meccanismo di risposta attiva, ma anche agire da corazza spaziata, dato che un proiettile già rallentato, una volta che impatterà contro le due piastre balistiche in serie, farà molta più fatica a proseguire all’interno dello scaffo del Lyx.
Come detto, lo strike Shield è un sistema utile se l’equipaggio di Lyink è già stato colto di sorpresa, cosa che le ottiche e gli altri sensori devono impedire il più possibile, ma lo strike shield ha comunque dei limiti abbastanza evidenti. Le cariche sono limitate a 60, dato che i pannelli sono in totale 30. Dunque, se viene ripetuto continuamente il fuoco sul lato è possibile saturare lo strike shield e far impattare i colpi.
Il fatto è che questo sistema non è pensato per rendere invincibile il KF41, ma per dar margine di tempo all’equipaggio di ingaggiare in risposta al fuoco nemico. Comunque i lanciatori all’interno dei pannelli hanno aree abbastanza ridondanti tra loro in caso di fuoco intenso. Come vedete, questi 30 pannelli proteggono solo lo scafo ed essendo che il KF41 monterà delle torrette abitate, dunque con equipaggio, ci dovrà essere obbligatoriamente anche un sistema di difesa attivo che protegga la torre.
Una APS del genere è già stato visto montato su dei KF41 proposti all’esercito australiano. Questo è un Ironfist molto simile al Trophy. Anche lui scaglia dei proiettili contro le minacce. Come detto, però è rischioso per la fanteria e per i mezzi alleati, ma non mi sembra irrealistico pensare che possano esistere degli strike Shield adattabili anche per le torri dei Linkx, visto che già ne esistono alcuni per i Leopard 2.
Sappiamo già che potrà montare la torretta della Centauro B2, ovvero la It Fact Mark 2. Questo significa che può sicuramente adottare dei sistemi di difesa passivi come i jummer montati su alcune B2. E a proposito di sistemi passivi, è dotato anche dei lanciatori fumogeni Rosy, che sta per sistema di oscuramento rapido. Questi permettono di nascondere completamente il Lynx da eventuali ottiche termiche e illuminatori laser in pochi secondi.
In pratica genera una cortina fumogena che si sviluppa verso l’alto, dunque prevedendo attacchi top down, il tipo di attacco del missile Javelin. Il Lynx non è solo capace di difendersi dai droni, ma anche di attaccarli grazie ai proiettili AED che sta per efficienza di impatto e distruzione avanzate. Sono una particolare tipologia di proiettile cinetico a spoletta programmabile.
In pratica funzionano a stretto contatto con le ottiche di puntamento e i sistemi di aggancio elettroottici de Infatti il KF41 può essere convertito in versione antiaerea a difesa di punto che al posto di avere missili anticarro ha dei missili terra aarria Memp, esattamente come gli Stinger.
Come detto prima, è adattabile anche per avere armi di grosso calibro. Sono infatti anche installabili torrette con vere e proprie armi anticarro balistiche come il Lynx 120, dimostratore tecnologico di Reay Metal, ma anche proposte più concrete dove finalmente compare la già citata Itf che è stata proposta in due configurazioni con cannone da 120 mm da 45 calibri e da 105 mm da 52.
Ovviamente entrambe sono in grado di sparare tutte le munizioni in AO. Litfct Mark 2 è dotata di un sistema di ricarica automatizzato che però può essere disattivato per far posto invece a un operatore nel ruolo di servente per renderla il più versatile possibile. Se questa versione dovesse essere messa in servizio nell’esercito italiano, potrebbe fare concorrenza pure al vecchio C1 Ariete.
E allora parliamo proprio dell’esercito italiano perché esiste già un piano per l’acquisizione, ma soprattutto la produzione in Italia proprio dei KF41. Questo piano segue Likes o Armored Infantry Combat System, programma per un sistema di fanteria corazzata da combattimento richiesto dall’esercito italiano. Il 15 ottobre 2024 è stato stipulato un accordo tra Leonardo e Raymental che ha fatto nascere una nuova azienda compartecipata al 50 e50 da entrambe, ovvero la LRMV Leonardo Ray Metal Military Vehicles.
Questa si sta incaricando di portare avanti AX, ma non solo. Infatti è giusto citare anche MGCS e IMBT. MGS Main Ground Combat System sarebbe un programma europeo per sviluppare un caroarmato principale da battaglia comune europeo. Mentre IMBT, ovvero Italian Main Battle Tank, è invece il programma del nostro esercito per l’implementazione di un nuovo MBT italiano.
È veramente complicata come faccenda, dunque preferisco farci un video a parte e ovviamente si parlerà del KF51 Panther che è uno dei protagonisti in tutte e due i programmi. Ma torniamo al KF41. Hx ha avuto inizio con i test preliminari nel poligono di Nettuno nel Lazio da gennaio 2025 ed è stato posto sotto esame un KF41 con la configurazione standard nell’unica nazione in cui è in servizio, ovvero l’Ungheria che ne dispone di circa 200.
Dunque cannone da 30 mm e torretta Lens 2.0, ma anche il sistema Strike Shield. Ovviamente il sistema PS è descritto prima, ma non è la prima volta che viene testato in Italia, infatti è stato provato su un altro lince, l’MV e vi lascio qualche foto perché è molto particolare. Di questi KF41 classificati come UOR, Urgent Operational Requirement o esigenza operativa urgente, ne verranno forniti altri quattro entro il 2025 dall’Ungheria.
Ma questa configurazione non sarà quella definitiva per l’Italia. Sempre nel 2025 dovrebbe iniziare la preproduzione di 11 unità italiane alla Spezia che verranno adattate per le torrette Hitfist già esistenti. La Hitfist è la torretta prodotta da Leonardo per freccia d’ardo supera AV. Le più moderne sono due, la OVS e la UL, che sono ancora più interessanti della lens, dato che oltre ad avere un sistema di aggancio elettrottico, un cannone da 30 mm adattato per le munizioni head e lanciaamissili spike, adattabile anche a lanciadroni Hero, sono completamente
disabitate e remotizzate. Questo migliorerebbe ancora di più la sopravvivenza dell’equipaggio, dato che il capocarro e il cannoniere sarebbero più al sicuro nello scafo assieme al pilota. Ma per il KF41 potranno essere utilizzate anche le torrette più modeste, come le Hitfist Janus, dotate sempre dell’armamento citato prima, ma queste invece sono abitate dal cannoniere e dal capocarro.
Dunque si andrà a sfruttare la parte più tecnologica degli FV al momento in servizio in Italia, lasciando indietro invece lo scafo. Ovviamente si sta parlando del dardo, dato che è abbastanza attempato, non ha un sistema APS, anche se potrebbe essere adattata volendo la torre, ma risulta comunque meno efficiente rispetto a un sistema strike Shield e quindi si andranno mano a sostituire gradualmente con i KF41 Lince.
La produzione definitiva dei KF41 italiani inizierà nel 2027. Il programma sarebbe la fase 2 del Likes, anche chiamato A2CS, e si concluderà nel 2040. La 2S porterà in totale la produzione di un migliaio di KF41 su cinque versioni principali: APC, dunque trasporto, truppe corazzato, Nemo, casi di New Mortar, sarebbe un Lynx dotato di mortaio da 120 mm.
AA versione antiaerea, è ancora da definire quale sarà la torretta, se magari sarà una variante della Hatfist o magari una variante della skyeld EV IFV, dunque dotata di una torretta Itf, ma anche un sistema lanciadroni in versione recupero e assistenza mezzi, utilizzabile anche come veicolo comando. Di queste cinque versioni ne esisteranno in totale almeno 16 varianti e andranno a coprire ruoli completamente mancanti nell’esercito italiano, dato che andranno a sostituire addirittura unità ritirate come gli APC o gli M106
Mortaisoventi, ma anche l’M113 Sidam, unità antiaeree da difesa di punto che stanno venendo attualmente rottamate. La produzione italiana verrà spalmata per tutta l’Italia e coinvolgerà soprattutto i siti produttivi della Spezia, Bolzano e Roma. È stimato che tutti e 1000 KF41 saranno pronti circa per il 2040.

Tutto questo quanto costa allo Stato italiano? Per il momento, per il programma Ax sono stati stanziati 2,5 miliardi di euro destinati sicuramente ad aumentare di almeno altri 10. Ma sia AX che IMBT puntano all’esportazione degli IFV e degli MBT prodotti in Italia. Questo dovrebbe garantire un ritorno economico per l’indotto italiano.
Diversi stati europei hanno già dimostrato interesse verso questa macchina, come la Grecia, la Polonia, ma anche la Romania. E grazie a Reiarm Europe è molto più allettante scegliere questa alternativa. Ed eccoci arrivati a fine video. Ragazzi, che fatica questo video. Ho dovuto scavare un sacco per capire esattamente come funzionasse quel maledetto strike shield.
Non ho trovato assolutamente nessun video, nessuna immagine in cui lo strike shield viene testato direttamente sul KF41, ma ci sta, visto che comunque è un prodotto relativamente nuovo, si fa fatica a trovare ancora qualche immagine di test. A meno che gli ungheresi a un certo punto non gli avessero sparato un RPG a caso e l’avessero filmato, è probabile che l’abbiano fatto, ma che appunto non sia stato reso pubblico per il momento.
Dovrò sicuramente sbattere la testa sul programma europeo comune dell MBT e anche ovviamente sul programma italiano della MBT. Sarà abbastanza un disastro perché già si è litigato tanto, a esempio sempre con KNDS che è l’azienda olandese meglio francotedesca che ha la sedia in Olanda, con cui Leonardo non è riuscita a mantenere gli accordi per quanto riguarda i Leopard 28, per questo che probabilmente non li vedremo mai in Italia, almeno sotto quella forma lì, ma vedremo appunto il KF51 che però al momento non esiste, infatti si mancano
dei pezzi, c’è la torretta, lo scafo è un protot prototipo, perciò non è ancora definitivo quel calore armato lì, ma c’è anche il Leclerc, ci sono delle varianti strane chimere tra Leopard e Leclerc, insomma ragazzi, un mal di testa solo a pensare a quel macello che che stan combinando per quanto riguarda gli MBT.
Detto questo, grazie mille per essere arrivati fino a qui. Lasciatemi magari un mi piace, un commento, le solite cose e noi ci becchiamo come al solito, a un prossimo video.
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