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VITO VITALE – Il Boss Silenzioso di Partinico!

Fra il 1993 e il 1998, secondo gli atti dell’indagine Terra Bruciata, Vito Vitale dirige il gruppo mafioso di Partinico. La direzione investigativa antimafia nella relazione semestrale del 1999 descrive il suo ruolo come quello di reggente di mandamento di primissimo piano nell’area occidentale di Palermo. Il 14 aprile 1998 arriva la svolta.

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Dopo 5 anni di latitanza, Vito Vitale viene catturato. L’operazione porta alla luce la rete di coperture e i contatti mantenuti durante la fuga. Con il suo arresto i fratelli vitale vengono entrambi assicurati alla giustizia e sottoposti al regime detentivo speciale previsto dall’articolo 41 bis. Nel periodo immediatamente successivo la direzione del mandamento resta in famiglia.

La sorella Giuseppe Vitale, detta Giusi, assume la regenza su indicazione diretta dei fratelli detenuti. Una sentenza del Tribunale di Palermo del 14 giugno 2001 riconoscerà il suo ruolo di dirigente del sodalizio mafioso di Partinico, definendola interfaccia operativa dei fratelli Leonardo e Vito Vitale. Durante la detenzione di Vito, le comunicazioni con l’esterno avvengono attraverso familiari e un linguaggio convenzionale.

È quanto emerge dalle intercettazioni e dai rapporti confluiti nei procedimenti penali successivi. La sentenza del 27 ottobre 2007 della quarta sezione del Tribunale di Palermo relativa al processo Leonardo Vitale + 26 conferma che Leonardo Vitale e Vito Vitale continuarono a dirigere senza soluzione di continuità le attività del sodalizio di Partinico anche dal regime di 41 bis.

Dalla cella Vito mantiene il rispetto e l’autorità del capo. Attorno a lui si muove una cerchia di uomini fidati. Tra questi Michele Sedita, che diventa reggente del mandamento per sua designazione fino all’arresto del 2000 e Domenico Raccuglia, detto il veterinario, già esponente del gruppo di fuoco di Giovanni Brusca.

Raccuglia diventa di fatto il supervisore del mandamento per conto dei fratelli detenuti. La loro alleanza è documentata in più sentenze, tra cui quella del 17 marzo 2006 che definisce Raccuglia il referente esterno della famiglia vitale nell’area di Partinico. Nel 2002 Sedita inizia a collaborare con la giustizia confermando la struttura piramidale guidata da I Vitale e i contatti con le famiglie vicine.

Nel 2005 anche Giusi Vitale decide di collaborare. Le sue dichiarazioni confluite nei processi celebrati tra il 2005 e il 2007 contribuiscono a ricostruire l’organigramma e i metodi di comunicazione utilizzati da Vito Vitale e dai suoi fratelli durante la detenzione. Le condanne diventano definitive.

Nel 2006 la Corte d’Assise di Palermo conferma l’ergastolo per vito vitale per associazione mafiosa e reati aggravati dal metodo mafioso. La relazione DIA del 2007 riporta che il mandamento di Partinico, storicamente retto da Vito Vitale, risulta oggi privo di direzione unitaria a seguito delle condanne definitive e della collaborazione dei principali affiliati.

Eppure l’influenza dei Fardazza non si spegne subito. Dal 2009 al 2010 i figli di Vito, Giovanni e Leonardo Vitale tentano di raccoglierne l’eredità. Entrambi vengono arrestati nel 2010 nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Le successive inchieste Nuovo Mandamento del 2013 e Kelevra del 2016 porteranno all’arresto di altri affiliati.

segnando la fine della linea di comando riconducibile alla famiglia vitale. Nel 2018 l’operazione Game Over chiude definitivamente il cerchio. L’ultima rete di collegamenti con il clan viene smantellata. A quel punto Vito Vitale è in carcere da 20 anni. Le condanne sono ormai definitive e la sua figura, un tempo centrale è entrata nella storia giudiziaria di Cosa Nostra.

come esempio di regente che ha saputo mantenere il controllo di un mandamento anche dal regime detentivo. Le carte giudiziarie delineano così la sua parabola, dalla giovinezza trascorsa a Partinico all’ascesa al vertice di un mandamento strategico per Cosa Nostra, fino al declino segnato dagli arresti, dalle condanne e dalla collaborazione con la giustizia di familiari e sodali.

Quando la Dia nel rapporto semestrale del 2018 cita il nome Dei Vitale, lo fa al passato. Il gruppo Dei Vitale, un tempo riferimento assoluto del mandamento di Partinico, risulta oggi disarticolato. L’eredità criminale si è dissolta nel progressivo rafforzamento dell’azione investigativa e giudiziaria. Dopo l’arresto del 14 aprile 1998, Vito Vitale entra stabilmente nelle cronache giudiziarie.

Le carte dell’epoca lo indicano come reggente del mandamento di Partinico e figura di raccordo tra le famiglie dell’area palermitana occidentale.

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