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AL BANO DOPO 30 ANNI: “ORA SO COSA È SUCCESSO A YLENIA” — MA NON DICE NULLA

Era novembre del 1993, un albergo nel cuore di New Orleans, nel quartiere francese, dove il già si mescolava all’odore di fiume e di Magnolia. Erano le 3:00 di notte quando una porta si spalancò con violenza. Una giovane donna corse nel corridoio, scalza, i capelli biondi in disordine, gli occhi dilatati dal terrore.

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Dietro di lei un uomo la inseguiva chiamandola per nome, un nome che tutta Italia conosceva. Lei si voltò, puntò il dito contro quell’uomo, contro suo padre e gridò: “Quest’uomo vuole farmi del male”. Albano Carrisi si fermò come colpito da una fucilata. Sua figlia lo guardava come si guarda un mostro. Qualcosa si era rotto, qualcosa che non si sarebbe mai più potuto riparare.

Due mesi dopo quella ragazza sarebbe svanita per sempre. Ma per comprendere quella notte dobbiamo tornare indietro di 23 anni, al momento in cui un figlio di contadini pugliesi si innamorò della figlia di una leggenda di Hollywood al momento in cui nacque una bambina destinata a diventare la persona scomparsa più famosa d’Italia.

Il Mississippi non restituisce mai i suoi morti, ma se Ilenia non fosse morta, se fosse esattamente dove aveva sempre desiderato essere, da nessuna parte. Questa è la sua storia. Romina Francesca Power aveva 8 anni quando suo padre morì. Tirone Power, stella di Hollywood, cuore di milioni di donne, si accasciò durante le riprese di un film a Madrid, infarto fulminante.

Non aveva ancora compiuto 45 anni. La bambina tornò da scuola e trovò sua madre in lacrime. Da quel giorno conobbe il padre solo attraverso lo schermo. Andava al cinema, guardava i suoi film, tendeva le braccia verso quell’immagine in movimento. Ma le immagini non abbracciano, le immagini non tornano a casa la sera.

Crescere nell’ombra di un genitore morto lascia segni profondi. Romina divenne una ragazza malinconica con occhi che sembravano sempre cercare qualcosa di irraggiungibile. Hollywood le aveva dato il lusso, ma le aveva tolto l’essenziale. Non sapeva che avrebbe cresciuto una figlia con la stessa fame, la stessa ricerca, lo stesso destino di inseguire fantasmi.

Negli stessi anni, a migliaia di chilometri di distanza, un bambino si svegliava all’alba per lavorare nei campi. Cellino San Marco era un piccolo paese della Puglia nel tacco d’Italia. Terra arida, vita dura, povertà che si tramandava di generazione in generazione. Albano Carrisi nacque nel 1943 in piena guerra in una casa con due stanze dove dormivano in otto.

Il pranzo era spesso pane e cipolla. La carne appariva solo a Natale. I vestiti passavano dal fratello maggiore a quello minore fino a cadere a pezzi. Ma Albano aveva qualcosa che nessuna povertà poteva portargli via, una voce. Quando cantava nelle vigne, i vicini si fermavano ad ascoltare. Il padrone delle terre scuoteva la testa meravigliato.

Quel ragazzo aveva l’oro in gola. A 16 anni Albano partì per Milano con una valigia di cartone. Sua madre piangeva alla stazione, non sapeva se l’avrebbe rivisto. Molti partivano e non tornavano mai. Milano lo accolse con indifferenza. lavorò come cameriere, come fattorino, come tutto ciò che gli permetteva di sopravvivere.

Ma ogni sera andava a cantare nei locali per pochi soldi, a volte per niente, per farsi sentire. La sua occasione arrivò nel 1967. Un produttore lo notò, gli offrì un contratto, lo portò a Roma e a Roma c’era lei. Il loro primo incontro avvenne sul set di un film musicale intitolato Nel sole. Lui aveva 24 anni, lei 16.

Lui parlava solo italiano e dialetto. Lei parlava inglese e un po’ di spagnolo. Non si capirono, ma si guardarono e quello bastò. Chi sei? Gli chiese lei in inglese. Lui non comprese le parole. ma capì gli occhi, rispose in italiano: “Sono quello che canterà per te per il resto della vita”. A qualcuno tradusse e lei rise.

Quel riso fu l’inizio di tutto. Le famiglie erano contrarie. La madre di Romina vedeva in quel cantante meridionale un cacciatore di dote. I genitori di Albano erano intimiditi da quella americana sofisticata. Troppo diversi, dicevano tutti. Non durerà, ma loro non ascoltarono nessuno. Si frequentarono per tre anni, imparando l’uno la lingua dell’altra, scoprendo l’uno il mondo dell’altra.

Albano portò Romina Cellino San Marco tra la terra rossa e gli ulivi secolari. Romina portò Albano a Los Angeles tra le ville di Beverly Hills. Il 26 luglio del 1970 si sposarono a Roma. I giornali titolarono Il contadino sposa la principessa. Sembravano una favola moderna. Nessuno immaginava come sarebbe finita quella favola.

Nessuno poteva prevedere che 30 anni dopo non sarebbero riusciti a stare nella stessa stanza e che la causa sarebbe stata una bambina nata 4 mesi dopo le nozze. Il 29 novembre del 1970 Ilenia Maria Sole Carrisi venne al mondo in una clinica privata di Roma. Il nome Ilenia era un’invenzione della madre, un suono che le piaceva senza appartenere a nessuna tradizione.

Mariglia per la Madonna per far contenta la suocera pugliese. Sole perché era nata in un giorno insperatamente luminoso. I fotografi erano già appostati fuori dalla clinica. La prima immagine della neonata apparve sui giornali prima ancora che la vedessero le nonne. Un fotografo era riuscito a corrompere un’infermiera.

La privacy di quella bambina era stata violata a poche ore dalla nascita. Era il primo di innumerevoli episodi simili. La tenuta di Cellino San Marco divenne la casa della nuova famiglia. 60 ari di vigneti e ulivetti. una masseria ristrutturata con ogni comfort, il tutto circondato da mura alte abbastanza da tenere fuori i curiosi.

Era un paradiso, ma era anche una fortezza. E le fortezze proteggono chi sta dentro, ma gli impediscono anche di uscire. Ilenia crebbe in quel luogo incantato e claustrofobico. Parlava due lingue fin da piccola, italiano con il padre, inglese con la madre. I suoi primi passi furono sui prati curati della tenuta, sempre sotto lo sguardo di qualcuno.

Non era mai sola, non poteva essere mai sola. I genitori erano quasi sempre in viaggio. Concerti, tourée, registrazioni, apparizioni televisive. Albano e Romina stavano costruendo un impero musicale. Felicità sarebbe arrivata qualche anno dopo, ma già allora erano delle star. La bambina restava con le tate, le governanti, i nonni.

Imparò presto che i suoi genitori appartenevano al mondo tanto quanto appartenevano a lei. Quando partivano contava i giorni fino al loro ritorno. A volte i giorni erano troppi per le dita di una mano. Nel 1973 nacque Yari. Nel 1985 arrivò Cristel. Nel 1987 Romina Junior Ilenia era la maggiore quella su cui ricadevano le responsabilità.

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