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Anzelmo rompe il silenzio: “Riina mi ordinò di eliminare Paolo Borsellino”

2 giugno 1997, Roma. Nell’aula di giustizia si celebra una delle udienze più significative del processo bisrage di via D’Ameglio, il procedimento che cerca di fare piena luce sull’attentato del 19 luglio 1992 in cui perse la vita al giudice Paolo Borsellino insieme agli agenti della sua scorta.

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A rispondere alle domande dei giudici è Francesco Paolo Anselmo, collaboratore di giustizia e ex uomo d’onore della famiglia mafiosa della Noce di Palermo. Anselmo è entrato nel programma di protezione e ha fornito importanti dichiarazioni in vari processi relativi alle stragi e agli omicidi eccellenti degli anni 90. Il suo contributo è stato utilizzato, tra gli altri, anche nei procedimenti collegati alla strategia stragista di Cosa Nostra.

La testimonianza di Anselmo è preziosa perché racconta dall’interno alcune dinamiche di Cosa Nostra, i rapporti interni e le scelte criminali che portarono a scatenare una stagione di violenza senza precedenti contro lo Stato italiano. In particolare, nel processo bisrage di via D’Amelio, la sua deposizione viene ascoltata dai giudici per contribuire alla ricostruzione delle responsabilità e dei contesti che portarono all’attentato mortale contro Borsellino.

Quello che state per ascoltare è l’audio originale dell’udienza del 2 giugno 1997 con la deposizione di Francesco Paolo Anselmo davanti ai giudici del processo bisrage di via D’Amelio. Se questo contenuto ti è piaciuto, iscriviti al canale, attiva la campanella, lascia un like e scrivi un commento raccontandomi quale processo vorresti ascoltare nel prossimo video.

>> Il pubblico ministero ha chiesto il suo esame, può procedere. >> Signora Anselmo, buongiorno. >> Buongiorno. >> Lei ha fatto parte di Cosa Nostra? >> Sì. >> È stato uomo d’onore. >> Sì. >> Quando è stato combinato e da chi? Sono stato combinato nel 1980 nella famiglia della Nocia. >> Chi era presente al momento della sua combinazione? >> E il rappresentante della famiglia della Noce Todo Scaglione, il sotto Todo Di Maio.

Poi c’era il nostro all’epoca il nostro capo mandamento era Pippo Calò, il sottocapo di Pippo Calò Giovanni Liberi che poi fra l’altro mi fece pure da padino. Toto miseria siamo stati combinati in sette. >> Chi sono stati combinati assieme a >> Ero io Mimmo Gci. Pippo Spina, Franco Spina, Aurelo Sciarabba, Toto Severino, Enzo Misse. >> Chi è stato il suo padrino? >> Giovanni Lipari.

>> Che ruolo rivestiva Giovanni Libari all’epoca della sua combinazione? >> Era sotto capo della famiglia di Portanova. >> Lei apparteneva a una famiglia di sangue mafiosa. >> Sì. >> Ci vuole indicare chi erano i suoi parenti che appartenevano alla mafia a Cosa Nostra? Fratelli di mio padre. E prima di essere combinato, lei era già vicino alla sua famiglia mafiosa.

>> Sì, sì. >> E visto che lei mi ha detto che era già vicina, aveva già commesso reati per conto dell’organizzazione. >> Sì. >> Che reati aveva commesso, signor Anzelli? Eh, avevo rubato della macchina, avevo fatto pure omicidi. >> Ci può spiegare un po’ anche se sinteticamente quali omicidi aveva commesso prima della sua combinazione? >> Sì, ho commesso un duplice omicidio a Bemontezagno con Lupino Bagarella.

>> Eravate solo lei e Luca Leca Bagarella? No, io Luca Bacarella, Nino Marchese, Mimmo Gangci e altri del posto. >> Ricorda in che epoca ha commesso questo duplice omicidio e su ordine di chi l’ha commesso? >> Eh, se non vado errato, diciamo, subito dopo che avevo finito il servizio militare è stato questo omicidio 78-79 e l’ordine me lo diede a me la buonanima di mio zio Saro, mi disse di mettermi a disposizione di Loghino Bagarella.

Bagarellando questo appuntamento, io ci sono andato. >> Ehm, lei ha detto anche di avere commesso furti e rapine. Ricorda qualche furto e qualche rapina commessi sempre prima di entrare parte di entrare a fare parte dell’organizzazione? >> E sì, la macchina per dire che servì per uccidere il dottor Boris Giuliano l’ho rubata io.

>> E qualche rapina? No, no, rapina, diciamo, io l’ho fatto dopo che sono diventato uomo d’onore per conto di Cosa Nostra, diciamo dopo che sono diventato uomo d’onore. Prima il duplice omicidio di cui ha parlato è stato l’unico che ha commesso prima di diventare formalmente uomo d’onore. >> Sì, sì, sì. >> Ed l’ha svolto anche in fase operativa esecutiva.

>> No, no, no, io ho sparato, >> quindi l’ha commesso materialmente lei. >> Sì. Senta, lei ha detto di essere stato combinato nel 1980. >> Sì. >> Si ricorda il luogo dove è stato combinato? >> Sì. In una proprietà di dello Scaglione, dice qua verso San Lorenzo, Villariana, precisamente una traversa di Villariana.

>> Lei ha detto di essere stato combinato. Ma in quale famiglia mafiosa è stato combinato? >> Nella famiglia della Noce. E nel 1980 la sua la famiglia della Noce a quale mandamento apparteneva? già risposto su questo, ha già indicato anche qual era il capo del mandamento presente al al cerimonio di iniziazione.

E >> eravamo aggregati noi al mandamento di Porta Nuova. Infatti era questa la volevo capire ehm il mandamento di Porta Nuova. Chi era il capo del mandamento di Porta Nuova? l’ha già detto e con riferimento al periodo successivo, alla creazione del mandamento della Ecco, poi successivamente il la famiglia della Noce eh cioè fece sempre parte del mandamento di Portanova >> fino a tutto dicembre 82.

Sì, perché poi il 30 novembre 82 noi abbiamo finito quello che era cominciato, diciamo, con l’omicidio di Stefano Bontà nel 1981, quindi il 3982 abbiamo finito tutta questa fase di questa pulizia che c’era interna da fare. Abbiamo rifatto la famiglia sotto le feste di Natale. rappresentante divenne canc Raffaele, consigliereabba, io divenni il solto capo e poi diciamo a gennaio 83 ci hanno dato il mandamento.

>> Chi è che le diede il mandamento? Chi è che diede il mandamento? Chi fu? Per volere di chi? >> Per volere della commissione. La commissione dai mandamenti. >> Senta, con riferimento al periodo successivo alla creazione del mandamento della noce, quali famiglie componevano questo mandamento? Dunque, la famiglia della Noce, la famiglia di Malarpina doveva essere, diciamo, per comera originarmente prima, il mandamento della noce, ci doveva comprendere pure la famiglia dell’uditore.

Però la famiglia dell’uditore, diciamo, tramite Toto Buscemi chiese di fare parte di quel mandamento e quindi Toto Buscemi si tenne l’uditore. A noi ci ha ceduto Altarella di Baida, quindi eravamo noce, ma la spine altarella di Baida. Questa composizione delle famiglie aggregate componenti il mandamento della noce rimase anche fino al 1992 che è l’epoca delle stragi.

>> Il nostro mandamento? >> Sì, >> sì, sì. Le famiglie quelle sono nel nostro mandamento. >> Sono rimaste sempre quelle famiglie. >> Sì, queste tre famiglie. >> Ci vuole dire chi erano i capi decina del della noce? Sì, era Natale Spino e Mommo sedito. >> Ecco, Bommo >> sedito. >> Non proseguire. >> Prego. >> Senta, signora Anselmo, lei ha parlato di rappresentante della famiglia della Noce indicando Gangci Raffaele.

E lei all’interno della famiglia che ruolo rivestiva? sottocapo >> per volere di chi lei ebbe questa carica? >> A me diciamo io quando facevo questa famiglia furono fatte le elezioni e fu eletto Ganci Raffaele rappresentante e Sciarabba consigliere mi chiamo Canci Raffaele conto Torrin e Pippo Gambini e mi dissero di accettare questa carica e così accettai questa carica.

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