2 giugno 1997, Roma. Nell’aula di giustizia si celebra una delle udienze più significative del processo bisrage di via D’Ameglio, il procedimento che cerca di fare piena luce sull’attentato del 19 luglio 1992 in cui perse la vita al giudice Paolo Borsellino insieme agli agenti della sua scorta.
A rispondere alle domande dei giudici è Francesco Paolo Anselmo, collaboratore di giustizia e ex uomo d’onore della famiglia mafiosa della Noce di Palermo. Anselmo è entrato nel programma di protezione e ha fornito importanti dichiarazioni in vari processi relativi alle stragi e agli omicidi eccellenti degli anni 90. Il suo contributo è stato utilizzato, tra gli altri, anche nei procedimenti collegati alla strategia stragista di Cosa Nostra.
La testimonianza di Anselmo è preziosa perché racconta dall’interno alcune dinamiche di Cosa Nostra, i rapporti interni e le scelte criminali che portarono a scatenare una stagione di violenza senza precedenti contro lo Stato italiano. In particolare, nel processo bisrage di via D’Amelio, la sua deposizione viene ascoltata dai giudici per contribuire alla ricostruzione delle responsabilità e dei contesti che portarono all’attentato mortale contro Borsellino.
Quello che state per ascoltare è l’audio originale dell’udienza del 2 giugno 1997 con la deposizione di Francesco Paolo Anselmo davanti ai giudici del processo bisrage di via D’Amelio. Se questo contenuto ti è piaciuto, iscriviti al canale, attiva la campanella, lascia un like e scrivi un commento raccontandomi quale processo vorresti ascoltare nel prossimo video.
>> Il pubblico ministero ha chiesto il suo esame, può procedere. >> Signora Anselmo, buongiorno. >> Buongiorno. >> Lei ha fatto parte di Cosa Nostra? >> Sì. >> È stato uomo d’onore. >> Sì. >> Quando è stato combinato e da chi? Sono stato combinato nel 1980 nella famiglia della Nocia. >> Chi era presente al momento della sua combinazione? >> E il rappresentante della famiglia della Noce Todo Scaglione, il sotto Todo Di Maio.
Poi c’era il nostro all’epoca il nostro capo mandamento era Pippo Calò, il sottocapo di Pippo Calò Giovanni Liberi che poi fra l’altro mi fece pure da padino. Toto miseria siamo stati combinati in sette. >> Chi sono stati combinati assieme a >> Ero io Mimmo Gci. Pippo Spina, Franco Spina, Aurelo Sciarabba, Toto Severino, Enzo Misse. >> Chi è stato il suo padrino? >> Giovanni Lipari.

>> Che ruolo rivestiva Giovanni Libari all’epoca della sua combinazione? >> Era sotto capo della famiglia di Portanova. >> Lei apparteneva a una famiglia di sangue mafiosa. >> Sì. >> Ci vuole indicare chi erano i suoi parenti che appartenevano alla mafia a Cosa Nostra? Fratelli di mio padre. E prima di essere combinato, lei era già vicino alla sua famiglia mafiosa.
>> Sì, sì. >> E visto che lei mi ha detto che era già vicina, aveva già commesso reati per conto dell’organizzazione. >> Sì. >> Che reati aveva commesso, signor Anzelli? Eh, avevo rubato della macchina, avevo fatto pure omicidi. >> Ci può spiegare un po’ anche se sinteticamente quali omicidi aveva commesso prima della sua combinazione? >> Sì, ho commesso un duplice omicidio a Bemontezagno con Lupino Bagarella.
>> Eravate solo lei e Luca Leca Bagarella? No, io Luca Bacarella, Nino Marchese, Mimmo Gangci e altri del posto. >> Ricorda in che epoca ha commesso questo duplice omicidio e su ordine di chi l’ha commesso? >> Eh, se non vado errato, diciamo, subito dopo che avevo finito il servizio militare è stato questo omicidio 78-79 e l’ordine me lo diede a me la buonanima di mio zio Saro, mi disse di mettermi a disposizione di Loghino Bagarella.
Bagarellando questo appuntamento, io ci sono andato. >> Ehm, lei ha detto anche di avere commesso furti e rapine. Ricorda qualche furto e qualche rapina commessi sempre prima di entrare parte di entrare a fare parte dell’organizzazione? >> E sì, la macchina per dire che servì per uccidere il dottor Boris Giuliano l’ho rubata io.
>> E qualche rapina? No, no, rapina, diciamo, io l’ho fatto dopo che sono diventato uomo d’onore per conto di Cosa Nostra, diciamo dopo che sono diventato uomo d’onore. Prima il duplice omicidio di cui ha parlato è stato l’unico che ha commesso prima di diventare formalmente uomo d’onore. >> Sì, sì, sì. >> Ed l’ha svolto anche in fase operativa esecutiva.
>> No, no, no, io ho sparato, >> quindi l’ha commesso materialmente lei. >> Sì. Senta, lei ha detto di essere stato combinato nel 1980. >> Sì. >> Si ricorda il luogo dove è stato combinato? >> Sì. In una proprietà di dello Scaglione, dice qua verso San Lorenzo, Villariana, precisamente una traversa di Villariana.
>> Lei ha detto di essere stato combinato. Ma in quale famiglia mafiosa è stato combinato? >> Nella famiglia della Noce. E nel 1980 la sua la famiglia della Noce a quale mandamento apparteneva? già risposto su questo, ha già indicato anche qual era il capo del mandamento presente al al cerimonio di iniziazione.
E >> eravamo aggregati noi al mandamento di Porta Nuova. Infatti era questa la volevo capire ehm il mandamento di Porta Nuova. Chi era il capo del mandamento di Porta Nuova? l’ha già detto e con riferimento al periodo successivo, alla creazione del mandamento della Ecco, poi successivamente il la famiglia della Noce eh cioè fece sempre parte del mandamento di Portanova >> fino a tutto dicembre 82.
Sì, perché poi il 30 novembre 82 noi abbiamo finito quello che era cominciato, diciamo, con l’omicidio di Stefano Bontà nel 1981, quindi il 3982 abbiamo finito tutta questa fase di questa pulizia che c’era interna da fare. Abbiamo rifatto la famiglia sotto le feste di Natale. rappresentante divenne canc Raffaele, consigliereabba, io divenni il solto capo e poi diciamo a gennaio 83 ci hanno dato il mandamento.
>> Chi è che le diede il mandamento? Chi è che diede il mandamento? Chi fu? Per volere di chi? >> Per volere della commissione. La commissione dai mandamenti. >> Senta, con riferimento al periodo successivo alla creazione del mandamento della noce, quali famiglie componevano questo mandamento? Dunque, la famiglia della Noce, la famiglia di Malarpina doveva essere, diciamo, per comera originarmente prima, il mandamento della noce, ci doveva comprendere pure la famiglia dell’uditore.
Però la famiglia dell’uditore, diciamo, tramite Toto Buscemi chiese di fare parte di quel mandamento e quindi Toto Buscemi si tenne l’uditore. A noi ci ha ceduto Altarella di Baida, quindi eravamo noce, ma la spine altarella di Baida. Questa composizione delle famiglie aggregate componenti il mandamento della noce rimase anche fino al 1992 che è l’epoca delle stragi.
>> Il nostro mandamento? >> Sì, >> sì, sì. Le famiglie quelle sono nel nostro mandamento. >> Sono rimaste sempre quelle famiglie. >> Sì, queste tre famiglie. >> Ci vuole dire chi erano i capi decina del della noce? Sì, era Natale Spino e Mommo sedito. >> Ecco, Bommo >> sedito. >> Non proseguire. >> Prego. >> Senta, signora Anselmo, lei ha parlato di rappresentante della famiglia della Noce indicando Gangci Raffaele.
E lei all’interno della famiglia che ruolo rivestiva? sottocapo >> per volere di chi lei ebbe questa carica? >> A me diciamo io quando facevo questa famiglia furono fatte le elezioni e fu eletto Ganci Raffaele rappresentante e Sciarabba consigliere mi chiamo Canci Raffaele conto Torrin e Pippo Gambini e mi dissero di accettare questa carica e così accettai questa carica.
Senta, lei poco fa quando le ho fatto la domanda sulla sua appartenenza a una famiglia di sangue mafiosa, lei ha indicato alcuni parenti. I ganci >> erano erano suoi parenti? >> Acquisiti. >> Acquisiti. Ci vuole spiegare per quali erano i rapporti? >> Dovrebbe ripetere la domanda. Allora, poco a poco fa, quando le ho chiesto se apparteneva a una famiglia di sangue mafiosa, lei ha risposto affermativamente ed ha anche indicato quali erano i suoi parenti.
Le chiedevo che rapporto di parentela esiste con la famiglia Ganci, se esiste questo rapporto. >> E c’è Gci che è sposato con Anselmo, io sono sposato con Spina. dica i nomi perché altrimenti diventa incomprensibile. Chi è dei Ganci che è sposato con Anselma e con quale Anselma? Specifichi meglio >> Gcigaloger sposata con Ansemma Isabella.
>> Che rapporto ha Ansem Isabella con lei? >> Eh, figlia figlia di fratelli siamo. >> Sì. Poi io sono sposato con Spina, Caterina che Spina e Ganci sono tutte la stessa cosa, sono tutti imparentati fra di loro, perché per dire ganci una gancia è pure sposata coffina, quindi ci sono tutte queste parentelle tutte incrociate così.
Questi sono i rapporti di parentena. Una cianel è sposata con una ciaspina. Questo >> quando lei è stato nominato sotto capo è stato nominato per motivi particolari da parte di Ganci Raffaele. >> E perché io ce l’ho stato sempre vicino con Ganci Raffaele? >> Oltre ad essere vicino, quando dice vicino cosa intende? Perché io ero pure prima di essere combinato, io ero sempre vicino a lui, ademmo Rosario, sempre a tutti e due sono stato vicino perché lui era molto vicino a mio zio che poi lui con mio zio Rosario sono comiati, fra l’altro.
>> Questa vicinanza di cui lei parla si riferisce a rapporti legali o a rapporti illegali? E se ha rapporti illegali, a quali tipi di rapporti? Cioè, mi spiego meglio. Lei aveva prima dell’83, dati in cui viene nominato sotto capo, commesso reati per conto della famiglia della Noce. >> Certo che avevo commesso già il reati.
Io da quando sono stato l’ho fatto prima, poi sono stato conato, diciamo, ho continuato a fare reati, anzi. E quando parliamo di reati intendiamo reati di ogni tipo, intendiamo omicidi, rapine, furti, estorsioni. >> Sì, tutte queste cose. >> Senta, lei ha iniziato la sua collaborazione con la giustizia? Quando ha iniziato la sua collaborazione e quali sono stati i motivi che l’hanno indotta a collaborare? >> Eh, io ho iniziato la collaborazione nel luglio del 96.
motivi sono stati perché non mi ci riconoscevo più in questa situazione. Poi avevo visto la videoconferenza dove Santino De Matteo si era scagliato contro Giovanni Brusca per il fatto di suo figlio e quindi avevo un figlio pure di questa età e quindi tutte questi motivi non volevo che mio figlio dovesse seguire le mie orme.
Questa situazione mi ha fatto far sì che mi sono convinto a collaborare. Quando lei dice “Non volevo che mio figlio dovesse seguire le mie orme” si riferisce a un fatto che doveva concretamente realizzarsi. >> Eh, al 90% sì, >> perché? >> E perché è così. La maggior parte dei casi è così. >> Ci spieghi perché nella maggior parte dei casi è così sulla base sempre della sua esperienza all’interno di Cosa Nostra? Eh, perché diciamo che già uno quando già viene fa parte di una famiglia mafiosa e quasi si può dire che è quasi destinato a diventare anche lui d’onore
perché vive in quell’ambiente come tra l’altro ci ho vistuto io. >> E la sua preoccupazione che suo figlio entrasse a far parte dell’organizzazione da che cosa nasceva? >> In che senso? Quali perché lei non voleva che suo figlio entrasse a fare parte dell’organizzazione? E perché poi io, diciamo, con l’età e con l’esperienza mi sono reso conto che non era una giusta via, mentre prima, diciamo, quando sono entrato io ero entusiasmo perché mi sembrava che era la cosa giusta, invece poi mi sono reso conto che non era la cosa giusta, quindi
non potevo io, significava non volere bene a mio figlio. >> Lei dice che ha trovato la il coraggio di iniziare a collaborare. C’è stato questa sua decisione era maturata da prima della data in cui ha iniziato materialmente a parlare con i magistrati. >> Sì, io ci cominciavo a pensare da prima, ci avevo già pensato.
>> Cos’è che l’ha spinta poi a fare questo passo? C’è stata una motivazione concreta? >> Sì. Quando io sono riuscito a convincere a mia moglie >> e sua moglie ha deciso di accettare la sua collaborazione? >> Sì, mi ha seguito. Sì. Lei dice di avere aveva aveva già maturato prima questa volontà di collaborare.
Ma aveva confidato a qualcuno questa sua volontà di iniziare la collaborazione? >> No, assolutamente. A chi la confidavo? Significava che io ci buttavo qualche battuta a mia moglie su questo, diciamo, ma solo ed esclusivamente con mia moglie, non con altri. >> Non ha mai parlato con parenti o con uomini d’onore? >> No, assolutamente. Assolutamente.
>> Perché? >> E come faccio a poter dire una cosa di questo? significava che mi ammazzavano subito, diciamo, se ce lo dicevo. E poi non non è concepibile potere fare un discorso di questo con un altro modo d’onore. >> Quando lei ha iniziato a collaborare si trovava in stato di libertà o in stato di detenzione? >> No, in stato di detenzione.
Sono in stato di detenzione. >> Per quali delitti lei si trova in stato di detenzione? >> E io mi trovo per una scomparsa nel processo Agrigento e poi ho un mandato di cattura, operazione tempesta. per l’omicidio di Nino Badalamente e per l’omicidio di un fratello di mio padre che stava iniziando a collaborare. Io l’ho ucciso.
>> Quando è stato arrestato, signor Anzeli, >> nel 93. >> Con chi si trovava quando è stato arrestato? con mio cugino Ganci e con G Raele. >> Eravate la Titani. >> Sì, tutte e tre lati tanti. >> Dopo la sua collaborazione lei ha messo tutte le responsabilità in ordine reati per cui è detenuto. >> Sì, per questo sì.
E pure per altri che nemmeno ero sospettato. >> Quindi ha parlato anche di altri reati. >> Sì, sì. Di che tipo di reati senza entrare nel particolare? >> Eh, omicidi eccellenti, chiamiamolle, e altri omicidio. >> E per questi omicidi le risulta se lei era già indagato? >> No, che io sappia. No, no. >> Quando ha parlato di questi omicidi si è limitato ad ammettere la sua responsabilità o ha parlato anche della responsabilità di altre persone? >> No, ho parlato delle mie e delle altre, di tutti.
Per queste altre persone, l’autorità giudiziaria, sempre se lei ne ha conoscenza, stava procedendo? >> Sì, mi sembra che già per l’omicidio Cassaraggia ci fu nel gastolo e poi mi sembra che hanno fatto pure altri mandati di cattura. >> Quindi a seguito della sua collaborazione hanno fatto altri mandati di cattura o già c’erano dei mandati di cattura in precedenza? >> In precedenza c’erano dei mandati di cattura per altri imputati, ora ci sono Ora invece in base alle mie dichiarazioni hanno fatto altri mandati
di cattura. Quindi lei ha chiamato in corità persone che fino a quel momento non erano oggetto di indagine da parte dell’autorità giudiziaria. >> Sì. >> Senta, lei ha parlato anche di provvedimenti di custodia cautelare, citando il delitto Cassarà a seguito delle sue dichiarazioni. È a conoscenza di altri provvedimenti, se ne è a conoscenza di altri provvedimenti di custodia cautelare che sono scaturiti dalle sue dichiarazioni.
>> Sì. Poi c’è un duplice omicidio caccamo che già hanno fatto già, fra l’altro siamo stati pure rinviate a giudizio, eh, e un’altra serie di omicidi, sei- sette omicidi hanno fatto già altri provvedimenti e mi sembra che c’era pure l’udenza preliminare fissata non sono comandò a finire. Senta, lei ha detto di avere parlato di tanti omicidi e di alcuni eccellenti.
Ci vuole dire in sintesi quali sono stati i più gravi fatti di sangue che lei ha commesso? >> È la saggia della circonvallazione. L’omicidio del generale della Chiesa, l’omicidio del capitano Daleo, l’assaggio Chinnici, l’omicidio del dottor Cassarà. ha già riferito con dovizia di particolari sulle modalità di questi omicidi e in genere su tutti gli omicidi che lei ha commesso con l’autorità giudiziaria competente.
>> Su questi sì e su altri ancora non ho finito. >> Sei in grado di dirlo? Quanti omicidi ha commesso lei? >> No, non lo so. >> Non riesce neanche a dare un’indicazione così di massima. Non lo so, non lo so. Quegli omicidi eccellenti di cui lei ha parlato non sono gli unici o sono gli unici che ha commesso? Per dare un’idea alla Corte.
No, questi sono come omicidio eccellente sono questi. Poi diciamo c’ho avuto pure una parte nel nell’omicidio in sala, però comunque questi sono gli omicidi eccellenti. Senta, ma oltre ad ammettere le sue responsabilità, lei ha dato delle prove concrete del suo organico inserimento in Cosa Nostra e del suo grado di conoscenza nell’ambito della sua famiglia mafiosa.
In particolare lei ha fornito elementi per individuare i beni di provenienza illecita suoi. >> Presidente opposizione. Aspetta avvocato da qui. Si chiede al collaborante di referire opinioni, prove concrete. Che significa? È lui che valuta che cosa se la prova è concreta o non è concreta? No, non credo che faccia riferimento.
Opino, comunque lei parli di fatti che sono >> fatti a sua conoscenza e eviti giudizi o opinioni. >> Infatti la domanda era circoscritta. >> Infatti è abbastanza chiara. Può rispondere. >> Sì, io ho indicato i miei beni illeciti. Sì. >> E a seguito della delle sue dichiarazioni i suoi beni sono stati sottoposti a sequestro? >> Questi illeciti? Sì, sono sottoposti a sequestro. Sì.
Lei ha indicato i beni di provenienza illecita del suo mandamento? >> Sì, sì, sì, sì. E che c fra questi ci rientrano pure i miei, fra l’altro, perché noi avevamo una società i ganci. Ripeto una domanda che le avevo posto poc’anzi prima dell’interruzione. Lei ha detto di avere partecipato a diversi delitti che lei stesso ha definito delitti eccellenti.
La mia domanda intanto, era questa. Li ha commessi da solo o con altre persone? con altri uomini d’onore, >> no? Con altri uomini d’onore di diversi mandamenti fra l’altro. >> Eccolo la sua risposta ha anticipato quella che era la la mia domanda, cioè di diversi mandamenti. Per esempio, senza entrare nel nel particolare, perché in questa sede non ci riguarda, lei ha detto di avere partecipato all’omicidio in danno del dottore Cassarà. Sì.
>> Può dire tra gli esecutori se c’erano persone di diversa famiglia, di diverso mandamento? >> Sì, c’era il mandamento della Noce, mandamento di Resultana, il mandamento di San Lorenzo, mandamento de di Portanova, mandamento di Pagliarelli. Eravamo cinque mandamenti in sembra. Ho capito. E persone di hanno partecipato persone di questi cinque mandamenti tutti alla fase esecutiva, quindi >> Sì.
Con vari compiti diversi, comunque tutta la fase esecutiva. Sì. >> Lei si ricorda se nella fase esecutiva sono stati coinvolti personaggi che rivestivano cariche in Cosa Nostra? >> Certo. E c’era Pippo Gambino che era il capomandamento di San Lorenzo, Raffele Gci che era il capomato la voce. Io che ero il sotto ho capito.
Poi ce n’erano altri comunque che comunque con altri varie cariche. Lei ricorda quando avvenne questa questo omicidio? >> Sì, nell’85. >> E lei ricorda quando fu ucciso il dottore Montana, un altro funzionario di polizia? >> Sì, ma questa era tutta una situazione concatenata. ci può spiegare >> che noi avevamo questo compito mentre diciamo all’epoca c’era Venuccetto Greco con altri che non so chi ci partecipò comunque si presero questo incarico del dottore Montana e noi avevamo l’incarico del dottore Cassarà.
>> Questo pinuccetto greco di quale famiglia e di quale mandamento faceva parte? >> Ale per il capomandamento dice >> ci può spiegare meglio lei ha detto di questa ripartizione di compiti? Lei quando ha saputo questo? >> Eh, quando fui messa quando fui messo a corrente di questa situazione da cancell Raffaele che mi disse che dovevamo fare questa situazione mentre loro si erano presi l’incarico del dottore Montana, poi loro l’hanno del posto, però era una cosa che partì assieme.
>> Quindi lei di queste cose le ha prese prima ancora dell’omicidio Montana. Certo. >> E quando Raffaele Ganci le disse che l’omicidio Montana se l’erano presi loro, a chi intendeva riferirsi? Loro >> a Pinuccetto Greco che era incaricato Pinuccetto Greco di questa situazione. Ma con chi? Non lo so. >> Lei ha preso parte alla strage di via D’Amerio.
>> No, no. >> È a conoscenza di fatti specifici relativi all’esecuzione di questa strage di via D’Amelio. >> Come modalità? No, non so niente io. >> Ha mai avuto occasione di parlare con altri uomini d’onore della strage di via D’Amelio o del coinvolgimento di qualcuno nella strage di via D’Amelio? >> Sì, io mi ricordo un colloquio che ho avuto nel carcere dei termine Maresi con Giovanni Ferrante che con Giovanni Ferrante abbiamo fatto la straggia Chinici, abbiamo fatto il dottore Casserà, quindi diciamo c’è una
situazione che ci legava abbastanza sette. Poi, fra l’altro, lui era nel mandamento di San Lorenzo, il capo mandamento era Pippo Gambino che è il cognato di Ganci Raffaele, quindi c’era pure questa avvicinanza fra i due mandamenti e quindi c’era questa fiducia e un colloquio che noi abbiamo avuto in questo carcere termine imerese si commentava la situazione della collaborazione di Doto Cangemi e lui mi disse dice “Ma com’è che non ci racconta il fatto della via d’Amelio?” Questo però le modalità come fu, come non fu,
io non le so non so nemmeno chi ci dice parte. Lei ricorda quando avvenne questo vostro colloquio al calci termini merese? >> Ma io se non vado errato mi sembra che fu nel 94 perché io all’epoca ero detenuto col 41 Piceno e sono sceso per una misura di prevenzione e mi appoggiarono qua a termine merese. >> Può essere più preciso il riferimento all’indicazione del mese o comunque del periodo dell’anno? Se >> non se non vado errato fu maggio 94.
Comunque si può verificare perché siamo stati messi nella stessa cella. Io sono stato in questa cella, dove ho trovato a Giovanni Ferrante ad altri. >> Chi c’erano? Chi c’era oltre a lei e a Giovanni Ferrante in Cella? >> Eh, c’era Gilod Carlo, c’era Stefano Fontana, c’era Ciccio Dagliavia, c’era qualcuno del trapanese, mi sembra, c’era Bartolo Cascio.
E queste persone ebbero modo di ascoltare il colloquio tra lei e il Ferrante. >> No, assolutamente no. No, noi ci siamo appartati per i fatti nostri. Come siete arrivati a parlare del coinvolgimento del cancemi, cioè se può essere più preciso circa i modi di svolgimento di questa discussione? >> Niente, se io mi sembra che ho detto che si commentava questa situazione della collaborazione di Cangemi e quindi diciamo poi lui mi disse dice “Ma com’è che non ci dice il dottor Bostellino?” Questo però si commentava la situazione
della sua collaborazione in questo in questi termini fu il discorso. >> Ferrante le disse qualcosa sul eventuali ruoli da lui ricoperti nella fase esecutiva. >> No, no, lui a me mi disse solo questa parola che poi è significativa per me perché stavamo parlando di uomini d’onore >> e comunque ha detto c’erano anche dei rapporti eravate vicini con Ferrante, eravate da prima, no? >> Sì, sì, sì, da prima. Sì.
Senta, signor Anselmo, lei ha detto di non sapere nulla sulla fase esecutiva, diciamo, della strage di via D’Amerio. Lei è a conoscenza delle motivazioni che hanno determinato la strage, comunque la condanna a morte del dottor Borsellino. E questa era una situazione che partiva, diciamo, insieme al dottore Falcone, ma da tanti anni fa, diciamo, perché io ho preso pure parte, diciamo, a dei sopralluoghi per uccidere sia il dottore Falcone che il dottore Borsellino.
Ecco, in particolare lei diceva una situazione che partiva da tanti anni fa, ma i motivi per cui dovevano essere uccisi il dottore Falcone e il dottore Borsellino quali erano? per il suo lavoro, diciamo, che non erano inavvicinabile e avevano fatto tutta quella situazione di mandar di cattura cosa detto ma che processo questa era la situazione.
Lei ha riferito di questi pedinamenti e che lei stesso ha fatto sia per il dottore Falcone che per il dottore Borsellino. >> Sì, poi presidente opposizione non ha detto pedinamenti. Sì, in effetti è parlato di partecipazione, credo, >> sopralluoghio. Detto sopralluoghi, sì. >> Quindi evitare, ovviamente ricordo che è in esame, quindi evitare le domande suggestive.
No, non non c’era nessuna intenzione di suggestività, ma avevo percepito proprio la parola pedinamenti. Evidentemente avevo percepito male. Comunque riferimento a questa sua attività sia per il dottore Falcone che per il dottore Borsellino, intanto può essere più preciso con riferimento all’epoca, agli anni in cui effettuò lei queste attività di sopralluogo, ma quelle del dottore Falcone, diciamo, furono prima ancora che io andavo la tetante e credo che prima ancora che cominciasso processo, cioè già i mandati di cattura
erano stati fatti, infatti mi ricordo che fece un sopralluogo in una villa a Mondello che aveva il dottore Falcone periodoessivo e poi siccome là la situazione l’agessiva Peppo Cambini Nomadonia decisero che non si doveva fare niente là e poi invece diciamo si era pensato di uccidere il dottore Falcone proprio come avevamo ucciso il dottore Cassarà perché prima il dottore Falcone non è che si faceva venire a prendere con la macchina proprio sopra il marciapiede ma questa situazione la fece dopo questo omicidio. Quindi, siccome noi avevamo
visto che a noi c’era riuscito l’omicidio del dottore Cassarà che fece quei pochi metri dalla macchina all’Angrone, avevamo pensato di farlo in questo modo. Ma che successe? che invece il dottore Falcone quando vide come fu ucciso il dottore Cassarano non fece più il tragitto dall’angrone sotto il marciapiede ma fece salire la macchina e la macchina lo andava a prendere direttamente davanti all’androne, cioè saliva la macchina sopra il marciapiede in poche parole e quindi questa situazione non fu fatta più perché non
si poteva fare, non c’era più lo spazio di farlo. >> Quindi lei dice erano già stati emessi i mandati di cattura. >> Sì, è il primo tentativo. Sì. E andiamo invece al a quell’attività che lei ha fatto per preparare l’omicidio del dottor Borsellino. No, non c’era preparato l’omicidio del dottor Borsellino, solo che non è potuto essere, diciamo, perché io ci ho perso quattro domeniche consecutive nel dottor Borsellino.
>> Ecco, poi ora ci arriviamo. In che anno siamo? >> Eh, io ero là de Dante già, non mi ricordo, 88 credo. Comunque il dottor Borsellino non faceva più servizi a Palermo, ma era procuratore a Marsala. Ora ci ritorniamo su questo episodio. Senta, lei ha detto, ha parlato del maxi processo. Io le voglio chiedere questo.
Lei è a conoscenza di tentativi di Cosa Nostra di aggiustare quel processo, >> di condizionare lo svolgimento di quel processo? >> Sì, sì. e se sì ci dovrebbe spiegare quali sono stati e e quali erano i fini che Cosa Nostra si proponeva. E i fini erano quello di smantallare, diciamo, il teorema a Buscetta, diciamo, proprio perché era una situazione che era pesante, diciamo, e quindi e poi anche per settimana, diciamo, pure il lavoro del dottore Falcone, del dottore Bostellino e infatti, diciamo, io tramite G Raffaele e Pippo Gambino sapevo che ce n’è
interessato, diciamo, il dottore Signorino in questa situazione. Senta, quando lei parla di Teorema Buscetta, lei e gli altri uomini d’onore all’epoca, a che cosa intendevate riferirvi? >> Eh, come che cosa e Buscetta ci aveva spiegato tutto com’era combinata la situazione di Cosa Nostra, le varie famiglie, i ruoli, la commissione, questo, quell’altro, quindi era c’era questa la situazione.
>> Senta, lei ha detto c’era interessato il dottore Signorino, lei conosce particolari su questo tentativo, su questo avvicinamento? No, io io sapevo che ci parlava Pino Cipoletti qua con col dottore Signorino, che Pino Cipoletti era un uomo d’onore della famiglia di Partan e sapevo che ci volevano dei soldi e questa era la situazione.
C’era il dottore Signorino si era preso questo impegno che dove c’aveva possibilità poteva attenuare le richieste o fare qualche altra cosa. Questo era il discorso. Torniamo alla cosa che stava dicendo poco fa, per quattro domeniche sono stato dietro al dottore Borsellino. Ha riferito il periodo. Ci può dire chi le ha dato questo incarico e come si svolsero i fatti? Intanto, come ripeto, già la sentenza era emessa.
A noi questa situazione partì quando videmo che ci avevano levato, diciamo, il piantonamento davanti casa al dottore Borsellino, perché anche se il dottore Borsellino era a Marsala, c’era sempre un furgone blindato che stazionava sotto la sua abitazione, mentre diciamo poi evidemo che questo furgone fu levato. Quindi noi abbiamo pensato, ho detto “Ma a posto siamo anche loro, diciamo, se lo stanno dimenticando il dottore Bellino.
” ce l’abbiamo presa come una disentzione e quindi ci siamo organizzati, diciamo, G Raffaele e Toto Gangemi loro due sempre, diciamo, con lo sa bene tutti gli altri capomandamenti di organizzare questo omicidio, l’abbiamo organizzato, però potevamo avere solo le domeniche la possibilità di avere il luogo dove noi ci potevamo riunire perché ci riunivamo in un negozio di mobili, quindi la domenica era chiusa e noi facevamo base in questo negozio.
>> Di chi era questo negozio di mobili? di un fratello di un uomo d’onore che è nella nostra famiglia di Sciarratta. >> Ricorda come si chiama di nome questo Sciarratta, l’uomo d’onore e il fratello se lo ricorda. >> L’uomo d’onore si chiama Franco, il fratello si chiama Giorgio che non è un uomo d’onore comunque.
>> E i locali di questo magazzino di chi erano? di Giorgio, cioè lui ce l’aveva qua l’attività, però quello non sa niente perché quello si faceva dare chiave su suo fratello e ci pensava tutto suo fratello e quindi noi ci siamo organizzati in questo posto e e Toto Gangem e Gang Raffaele ci dovevano dare la battuta quando usciva il dottore Borsellino.
Infatti il dottore Borsellino uscì, però noi da da dove eravamo a dove dovevamo andare vicino alla casa del dottor Borsellino, abbiamo perso tempo e l’abbiamo l’abbiamo mancato. Infatti poi le altre volte, diciamo, per le altre domeniche ci mettevamo, diciamo, vicino alla chiesa che qua dove c’è dove abitava il dottor Borsellino c’era una chiesa perché non ce la facevamo da quel magazzino.
Quel magazzino lo tenevamo solo per metterci la verpa e le arme. Però >> quando dice noi siamo arrivati tardi, a chi si riferisce? Lei in compagnia di chi era? >> Io e Cicciolamarca lo dovevamo uccidere. E Calogero Ganci aveva un ruolo particolare in questa situazione. >> Pure c’era pure lui. C’era c’era lui, c’era Rafael Ganci, c’era Toto Gangemi, c’era qualche altro, mi sembra, non mi ricordo se c’era Mimmo, comunque c’erano altre persone.
Sì, avevano compiti, diciamo, di copertura più che altro perché quelli, diciamo, effettivamente eravamo io a Cicciolamca in mezzo l’avevamo io a Cicciolam. Senta, a lei questi compiti relativi a questa uccisione del dottor Borsellino a quell’epoca, chi glieli aveva attribuiti? Chi è che l’aveva incaricata di >> Gang G Raffaele, il mio capomento.
>> E lei eh sa se il GAN aveva preso da solo questa decisione o se la decisione era stata presa in maniera diversa? No, io l’ho detto, mi sembra che l’ho detto. C R Rele quando si vide questa situazione che ci mancava qua il piantonamento, ne parlò con la commissione e ci dimandato a noi con con Toto Gangemio di fare questa situazione perché G Raffaele non è che poteva decidere da solo.
Tantoè vero che dopo quattro domeniche a noi ci arrivò l’ordine che Angel Raffaele mi disse a me, dice basta. Quindi non è e è anche il basta, non è che lo può decidere solo Raffaele perché poi se ci chiedeva conto perché com’è che ancora non si fa? come che ancora non si fa. Quindi si vede che ci fu un’altra un’altra riunione per dire basta, perché non è che Ganci Raffaele, diciamo, si alza la mattina e decide sì o decide no.
E Ganci Raffaele vi riferì perché non si doveva fare più niente, perché si doveva sospendere quella operazione. >> In questo, diciamo, non ce l’ho il ricordo. Io non me lo ricordassi sicuramente ci avrà detto qualche cosa, ma non me lo ricordo. Io mi ricordo solo che per quattro domeniche fece questa vita. Dopodiché Gangc Raffaele mi disse basta.
Senta, lei conosce le motivazioni per le quali l’attentato del dottor Borsellino è stato eseguito a distanza di così poco tempo da quello in cui morì il dottor Falcone. >> No, non mi conosco io. No, noi non so niente di questa situazione. Le volevo chiedere prima di passare ad altre domande una cosa proprio il riferimento a questo, diciamo, mancato attentato dell’8 e poi all’attentato, purtroppo, riuscito del 92 in base alle regole di Cosa Nostra, quindi se lei ha conoscenza, se ci sono regole al riguardo.
In questi casi in cui una operazione viene sospesa, quindi, per un lungo periodo di tempo, è necessaria una nuova deliberazione della della commissione per poi porre in esecuzione il vecchio progetto. >> Certo che è necessario. >> E perché, signor Anselmo, >> e mi scusi, lo faccio un esempio, diciamo, mettiamo caso che c’è un nuovo un nuovo capomandamento nuovo di un’altra situazione che fa, non lo deve sapere, quindi si rifà la riunione, si va la riunione pro Conce e si fa questa situazione. Così la regola è questa.
>> Senta, nel momento in cui lei è stato combinato, le sono state spiegate le regole di funzionamento dell’organizzazione Cosa Nostra? Sì, le fu detto anche se esisteva una commissione provinciale e chi faceva parte di questa commissione provinciale e poi soprattutto qual era la competenza di questa commissione provinciale? la commissione provinciale di Palermo e ne fanno parte tutti i capi mandamenti dalla provincia di Palermo.
>> Questo le è stato spiegato fin dall’inizio del suo della sua appartenenza a Cosa Nostra? >> Eh, non è che mi è stato spiegato il giorno che io sono stato combinato. Queste sono situazioni che si si vanno sapendo, diciamo, mano che uno va a fare che uno già ha inserito in Cosa Nostra. Non è che il giorno che mi hanno convenato mi hanno spiegato tutta la situazione.
Il giorno che mi hanno convenato mi hanno spiegato la situazione della famiglia, più che altro è il mandamento questo. Poi, diciamo, mano a mano si vanno acquisendo, diciamo, altre informazioni e altre regole di Cosa Nostra. Mi dica una cosa, in particolare le avevo chiesto anche delle competenze, cioè la commissione che cosa decide sugli in relazione agli affari di Cosa Nostra? Quali sono le sue competenze? La commissione provinciale di Palermo ha la competenza, diciamo, di decidere gli omicidi eccellenti anche
per quanto riguarda pure gli uomini d’onore e poi diciamo anche per suddivisione di appalti per dire che lo voglio dire fanno la strada per dire della via Regione Siciliana, quindi c’è attraversava tanti mandamenti e questo accordo le tangente come se debbono dividere i soldi. Questo è il discorso. >> Quando lei parla di omicidi eccellenti si riferisce agli omicidi di chi? Di quali categorie di persone? e poliziotti, carabinieri, magistrati, giornalisti, imprenditori e anche uomini d’onore.
>> Signor Anselmo, le è stato spiegato perché per questi delitti e deve decidere la commissione, se ci sono dei motivi particolari >> e perché sono omicidi, diciamo, che possono coinvolgere, diciamo, altre persone, quindi è giusto che se la prendono tutta la responsabilità ai vari capiomandamenti.
Non è che uno è un omicidio, diciamo, di un lato di pollo che uno se lo fa nel suo quartiere, non deve dare conto ragione a nessuno. Questo è un omicidio, sono omicidio, diciamo, che c’hanno delle ripercussioni. >> Senta, queste regole sul funzionamento e sulle competenze della commissione sono sempre state in vigore? Eh sì, fino >> almeno io io ne ho fatte tanti omicidio di commissione, quindi fino quindi al momento del dell’inizio della sua collaborazione possiamo dire che la commissione ha funzionato irregolarmente.
>> Guarda, io ho collaborato nel 96 e c’era tutta la situazione a posto, anche perché se noi eravamo in carcere, infatti avevamo fatto il nostro recente. Senta, al momento in cui fu arrestato Rina, nel gennaio 93 funzionava regolarmente la commissione? Eh, proprio quel giorno che fuorato Rina c’era una riunione di commissione.
>> Lei come ne è a conoscenza di questo? Perché io la sera prima, diciamo, ero stato chiamato da Canci Raffaele, dovevo pattugliare, diciamo, un pezzo di strada e precisamente, diciamo, la strada di da Salamone e Pullara fino allo vbincolo, diciamo, di via Belgio. >> Sa pure dove si doveva tenere questa riunione? No, io la riunione so che si doveva venire in zona San Lorenzo, non so il posto preciso perché avevo questo incarico solo di pattugliare questa questa strada che poi tra l’altro io non lo feci più perché canc Raffare mi disse
“No, lascia stare tu aicare altre cose” e ci m un altro a farlo questa strada. >> E chi era quest’altro? Se lo ricorda? Giovanni Gugliem Meno. >> Senta, lei ha mai partecipato a delle riunioni di commissione, quindi con capi mandamento dei vari mandamenti di Palermo che produci? >> Sì, sì. Una volta nel 1990.
>> E lei rivestiva semplicemente anche a loro il ruolo di sottocapo della famiglia? >> Sì, io era sottocapo sempre. Io dal 1982 fino al 1996 sono stato sotto capo. >> E può spiegare allora come mai e chi le disse di partecipare a quella riunione. >> Io mi ricordo che nel 1990 a settembre ero stato scaccerato che era imputato di quattro omicidi cosiddette le vendette trasversali e sono stato prosciolto nel 1990 e quindi sono stato scacerato.
Quindi sotto le feste di Natale Gci Raffaele mi fece sapere che c’era Torrina che mi voleva salutare, mi voleva fare gli auguri e che loro erano qua ad Altarello in una villa che si ci incontravano spesso. Anche io ci sono andato per altre cose in questa città qua di Guddo che è parente di Toto Gangemia e nel primo pomeriggio mi disse vieni non lo so se erano le 5:00 se erano le 6:00 non me lo ricordo bene.
Quindi ci sono andato e che ci ho fatto sapere che era arrivati perché loro erano sopra al primo piano. Angi Raffaele è sceso e mi disse “Sale.” Sono salito, ho salutato i presente. >> Chi erano i presenti? Eh, c’era Genci Raffaele, c’era Totorrina, c’era Salvatore Bondino, c’erano i fratelli Graviano, Giuseppe e Filippo. >> Quali fratelli Graviano? >> Giuseppe e Filippo.
>> Giuseppe non >> c’era Angelo La Barbera e c’era Toto Cancemi, quindi salutai presente Dotor Rina mi fece gli auguri della mia scacciazione e chi mi disse “Siediti”, dice siediti puoi stare dice e quindi diciamo questa e sono stato qua. >> Di che cosa si discusse in quella occasione? E se non ricordo male si discuteva di omicidi in danno di amici o parenti di contorno e chi aveva preso l’iniziativa di quella discussione? Ilano la portarono questa situazione.
>> Ricorda in che termini portarono questa situazione e quale fu la decisione adottata al termine della discussione. >> E loro portavano questa situazione perché avevano preoccupazione che questi ci potevano dare delle battute a Toto Contorno. >> Senta, al di là di questo episodio nella villa di Guddo, lei è a conoscenza di altri luoghi dove si tenevano le riunioni dei capi mandamento, quindi della commissione? Sì, c’era a Borgomolare, a casa di Angelo Raffaele, c’era Dammusa, a San Giuseppe. Ci fu un periodo che si
facevano prima quando c’era era cera era tranquillo, diciamo, a Ciagulle da Michele Greco e a San Lorenzo a fra la villa di Mario Troi e qualche altro posto di San Lorenzo ce n’erano poi, non è che mancavano posti per fare riunioni, anche a casa mia ci sono state per dire qualche riunione in forma ristretta.
Nel tempo sono cambiate le modalità di riunione della commissione o sono rimaste sempre immutate? >> In che senso? Come riunione? >> Quanto fa lei ha detto quando la situazione era tranquilla le riunioni si facevano alla Favarella. Che cosa significa questa cosa? >> No, no, quando era tranquilla, nel senso diciamo a Favarella che Michele Greco non era preso, diciamo, ancora così di mira.
In questo senso le parlo io si ci facevano pure riunioni qua >> e partecipavano tutti i capi mandamento contemporaneamente. >> Sì, sì, prima sì, prima sì, anche da casa da Canci Raffaele ci fu un periodo che si facevano riunione plenaria, anche a Dammuso si facevano riunione plenaria, poi invece è successe per motivi di sicurezza più che altro diciamo di non farle più questa riunione planpe.
Senta, ma per esempio facciamo l’esempio del fatto a cui della riunione a cui ha partecipato anche lei. Questi capi mandamento che si incontrarono nella villa di Guddo, come giunsero nella nellaabitazione di questo Guddo? A parte che io li trovai là, ho detto che io li trovai là e poi quando loro se ne sono andati nemmeno li ho visti andare perché io sono rimasto diciamo con Totorrina e Gani Raffaele che Totorrina aveva delle altre cose da dirci a me a Ganci Raffaele in privato.
Ma comunque di solito le riunioni per dire io mi ricordo a quelli che ho partecipato io che andavo a prendere le persone non è che si facevano si facevano venire là per dire che le voglio dire proprio in virtù diciamo di questo posto gli appuntamenti si davano per dire a Vella Serena, non so se l’ pratico di Palermo.
Sì, >> poi se ci andava, diciamo, uno li andava a prendere, li portava nel posto dove c’era Totorrina. Senta, lei ha parlato poco fa di avere partecipato a una riunione di commissione ad Altarello e ha detto che si trattava di una casa di Guddo. Non volevo che lei mi descrivesse questa casa, >> ma questa è una villa a due piani, se non vado errato.
C’è un cancello, si entra, c’è un piccolo spiazzale, diciamo, per posteggiare qualche macchina se ci può posteggiare e quindi si entra, c’è una sala da pranzo, mi sembra e poi c’è una scala che si sale sopra dove io sono salito per andare a trovare a queste persone. Non è che l’ho girata tutta la casa io. Dottoressa, >> lei ha parlato di competenza e di composizione della commissione.
In base a quali conoscenze lei ha parlato di questo? >> In base alla conoscenza che io ci ho vestuto in Cosa Nossa. oltre averci vissuto, ci sono altre motivazioni per cui lei era particolarmente a conoscenza di quelli che erano i meccanismi di funzionamento della commissione? >> Eh, perché io facevo parte, diciamo, di quel gruppo, diciamo, prova di fuoco e ho partecipato a tanto omicidi deliberate dalla commissione.
>> Qual era il suo rapporto con Ganci Raffaele? >> Ottimo. >> Quando parla di rapporto ottimo a che cosa si riferisce? che non c’erano problemi fra di noi. >> Ganci Raffaele la metteva al corrente o o no su tutto quello che succedeva nel mandamento e comunque anche di altre decisioni al di fuori del mandamento? Ma sul nostro mandamento sì, sapevamo tutto.
Bene o male sapevamo tutto. >> Lei ha detto di avere commesso una serie di omicidi eccellenti e ha anche riferito che si trattava di decisioni della commissione. >> Sì. >> Perché? Come fa a fare questa dichiarazione? Sulla base di quali elementi concreti lei fa questa dichiarazione? >> Eh, intanto diciamo le faccio l’esempio per dire al dottore Cassarà che ci Ganci Raffaele mi disse: “Noi ci siamo presi questi compiti e quello si sono presi gli altri compiti”.
quello del dottore Montana. Poi tenga presente che io l’omicidio del dottor Casarà mi sembra che eravamo cinque o sei mandamenti che partecipavamo, non è che lì ce l’ha fatto solo la noce. >> Quindi per lei l’ha constatato personalmente che c’era stata una decisione di commissione? Sì. E e anche per gli altri omicidi, anche per il generale alla chiesa c’eravamo diversi mandamenti.
Anche per la staggia che c’eravamo diversi mandamenti. Non è che dice la situazione fu fatta così, noi la noce andiamo a fare questo omicidio di qua, no? Collaboravamo con gli altri mandamenti per fare questo omicidio di un certo di una certa gravità. Tornando alle riunioni della commissione, lei ha già fatto una ha già dato ha fatto una differenza fra i luoghi di riunione e tra le modalità di riunione indicando Favarella e poi altri luoghi di incontro.
E le volevo chiedere dopo le riunioni di Favarella come avvenivano queste riunioni? >> Cioè non ho capito in che senso? Dopo le riunioni di Favarella, >> cioè aveva erano riunioni plenarie così come quelle di Favarella. >> Sì. Nel primo tempo, sì. Nel primo tempo, sì. >> E poi successivamente cosa avvenne? >> Poi successivamente non me lo ricordo quale fu il motivo, diciamo, si optò che non si dovevano fare più queste riunioni tutti andamento assieme, ma bensì, diciamo, a group di 56, oggi cinque, fra tre giorni, fra 4 giorni, altri cinque,
diciamo così, diciamo, si faceva il giro completo, però non più riunione tutti assieme. >> Ma fra queste persone che erano presenti potevano esserci anche gli stessi capi mandamento che partecipavano a più riunioni? No, i capomandamenti che partecipano al più riunione poteva essere, diciamo, solo a livello di Salvatore Biondino, perché in quell’epoca ce l’aveva lui il compito di prendere, diciamo, a Totorrina, mentre prima, diciamo, prima dell’arresto di Canci Raffaele, era Gir Raffaele e Pippo Gambino che avevano
questo compito, dopo l’arresto di Ganci Raffaele e Pippo Gambino, diciamo, subentrò Salvatore Biondino, quindi a livello suo. Allora, che significato aveva se dovevano fare le ricette, se partecipavano sempre gli altri capomandamenti? Senta, lei ha detto che primaci e poi Biondini avevano il compito di prelevare Rina.
Rina era presente a queste riunioni, a tutte queste riunioni di gruppi ristretti. >> Sì, sì. Io quando c’ero io. Sì. >> E che ruolo aveva Rina, se lei ne ha conoscenza nell’ambito di queste riunioni, singole riunioni? >> Eh, Rina era il capo. Rina. >> E quando dice che Rina è il capo può darci degli elementi ancora più specifici.
In che senso Rinere il capo? Il Rina era il capo, era il capo provincia, fra l’altro. Il Rina era non solo capo provincia, pure capo regione. Rina era Rina era il capo. >> E che ruolo svolgeva quindi all’interno della della provincia Rina? >> Il ruolo di suplomazia il più importante era lui. Lui era perché tutti noi c’avevamo il debito di riconoscenza con lui.
>> Senta, e essendoci varie riunioni, lei sa qual era il contenuto di queste riunioni? E comunque come avvenivano come avvenivano le votazioni, se c’erano delle votazioni nell’ambito di ogni riunione. >> No, io non lo so. Io le posso dire che quando c ho partecipata per casa a quella votazioni non ne ho viste.
>> Lei non ha partecipato più a nessun’altra riunione a quella del 90 di cui No, no, no, no. >> Lei poco fa ha detto che era Ganci prima e successivamente Biondina ad occuparsi di accompagnare Rina. Sì. Prima Gci e Gambino, dopo l’arresto di Ganci e Gambino, diciamo, subovo Salvatore Biondino. >> Come arrivava Rina >> in macchina con con Salvatore Biondino e se ne andava in macchina con Salvatore Biondino.
>> C’era qualcuno che nel gergo vostro si dice batteva la strada quando arrivava a Rina? >> Ma dipende, dipende, diciamo dov’è che si fossavano questi appuntamenti. Per dire il giorno che arrestarono a Totorrina c’era quello che ci batteva la strada. Senta, con quali mezzi arrivava Rina? >> Mezzi con la macchina l’ho detto io.
>> La di chi erano queste macchine? La macchina poteva essere, per dire che lo voglio dire, di proprietà di Salvatore Biondino, come poteva essere di proprietà di un altro che Salvatore Biondino se la faceva pressa, non è che era questo, diciamo, la cosa importante. >> Quindi erano macchine diverse. >> Sì, macchine pulite.
>> Poco fa lei ha detto che in un’occasione c’era qualcuno che batteva la strada a Biondino e a Rina. Chi era questo qualcuno? Quando fu l’arresto di dotorrina, io le posso dire Salvatore Biondo era >> Salvatore Biondo. Quale? >> No, non lo so quale. Se era il lungo se è il corto. L’ho capito? Ci >> sono due Salvatori Biondo.
>> Sì, sì. >> Che voi definite il lungo e il corto. >> Sì. Quando Riina arrivava a bordo di un’autovettura che, come lei ci ha detto, poteva essere di Biondino, poteva essere di qualcuno a cui Biondina aveva chiesto in prestito l’autovettura. Sa dove posseggiava la macchina? >> Dentro.
Per dire in questa riunione dove c’ero io la macchina era dentro >> e gli altri posteggiavano pure dentro? >> No, fuori. >> Quando lei dice dentro cosa intende? Vuole essere un po’ più precisa. E siccome ho detto che questa villa c’è un cancello e c’è uno spazio pereggiare la macchina, si entrava si faceva aprire il cancello e si entrava la macchina dotor Rina.
In quella riunione a cui lei ha partecipato, questa macchina di Rina posteggiata dentro era l’unica a trovarsi in quella particolare collocazione? >> Guardi, non mi ricordo se ce n’era qualche altra passeggiata. Comunque Totorrina la entrava la macchina. non è che faceva passata a piedi nel modo anche quando veniva da me per dire che io dove abitavo io c’era il cancello elettrico, io mi facevo trovare giù ci facevo aprire il cancello elettrico lo faceva entrare con la macchina mentre gli altri per dire la macchina lasciamolo fuori.
Signor Anselmo, al di là delle riunioni di commissione, andiamo a riunioni fatte eventualmente invece proprio per preparare un omicidio. L’è mai capitato? Cioè, lei sa se Rina abbia mai partecipato a queste riunioni per preparare un omicidio? >> Sì. In questi casi alle riunioni Corina potevano partecipare anche uomini d’onore che non avevano cariche e quelli che dovevano fare questa situazione, >> cioè quelli incaricati di eseguire quell’omicidio.
>> Sì, sì. >> Lei ha qualche ricordo particolare, preciso per avallare quello che sta dicendo? Sì, io mi ricordo per dire nell’assaggio della circonvallazione che ci fu in un primo momento che eravamo noi come posto di partenza eravamo in una villa qua a Villabate de proprietà di Salvat di proprietà o nella sua disponibilità Doto Montalto e c’era Rina che organizzò tutto >> e quindi c’eravate anche uomini d’onore non capimandamento >> CTO c’ero io c’era Calogero, c’erano in Modonia c’era clinica, c’era perucchese,
cioè era il gruppo che doveva fare quell’omicidio. Ho capito. >> Ecco, in quell’occasione quale fu l’oggetto della riunione, della discussione, di che cosa si discusse? e si è discusso di come si doveva fare l’ siccome noi all’epoca c’era la che a noi ci arrivò la situazione che la teneva sotto controllo Raffaello è stato Montalto che si sapeva che Alfio Ferlino doveva essere trasferito dal carcere di Trapani a Enna in cieno, quindi si parlò di fare questa operazione alla stazione centrale di Palermo e lui organizzò questa
situazione come ci dovevamo mettere nella macchina e come non ci dovevamo mettere nella macchina. furono loro, Totorrina, Peppo Cammino, erano loro, diciamo, quelle più piccole, furono loro a decidere i vari ruoli e come ci dovevamo piazzare. Poi questa situazione, diciamo, arrivato proprio sul luogo della stazione centrale, si si optò di non farlo perché era troppo rischioso e così Gambin e Ganci Raffaele e Totalto tennero i contatti con quelli della famiglia di Enna e fecero sapere il giorno che doveva essere trasferito e
fallito, questa volta non più in macchina, ma con quattro carabinieri di scorta. E quando sono arrivati, diciamo, nel territorio di Palermo, le abbiamo le abbiamo uccise. Le volevo chiedere un’altra cosa. Lei ha detto di avere partecipato a molti omicidi, comunque per moltissimi anni è appartenuto a Cosa Nostra.
Lei sa se nella fase esecutiva e organizzativa di un delitto può anche essere chiesto l’apporto di persone che non sono uomini d’onore. >> Sì, ci può fare qualche esempio? E guardi, io per dire ho fatto l’omicidio, quello che ho detto che già sono stato rinviato a giudizio Caccamo e mi sono servito di una persona che non era uomo d’onore.
>> Chi era questa persona? Se se lo può dire, ma penso che lo possa dire perché non credo. >> Sì, Aurelio Neri. >> Aurelio Neri. >> Sì. E il posto mi sono servito posto, diciamo, sempre di quel magazzino di mobili che era nella disponibilità di di un fratello, di un uomo d’onore. Ma lui >> sempre quello quel magazzino di cui abbiamo parlato a proposito l’attentato dottor Borsellino.
>> Sì. Poi diciamo ci sono altre altre altre cose diciamo altre altre situazioni del genere. >> Senta, ma Aurelio Neri successivamente a questo omicidio è stato fatto uomo d’onore? No, no, assolutamente. >> E che ruolo ebbe nell’omicidio di Cacca, Maurioneri? E lui aveva il ruolo di farcelo trovare. >> Cioè, lo doveva portare nel posto dove lo dovevate ammazzare.
>> No, no, non è che lo dovevano sangolare, non ci dovevano sparare. Però lui, come lui era un rapinatore, questo era pure il rapinatore, diciamo, fare in modo che si poteva dare un appuntamento a questo e poi intervenire noi e ucciderlo. E così fu fatto. >> Lei conosce un certo Priolo Vito? Sì, sì, lo conosco.
>> Sa dire eh chi è e se aveva un ruolo nell’organizzazione o parente è parente di Toto Gangemi c’è una carnezzeria che poi fra l’altro questa carnezzeria io ci andavo se avevo bisogno di un appuntamento con Toto Gangemi ce lo facevo sapere a lui quando Toto Gangemi era l’atante ci dicevo famme fammi un appuntamento con Toto Cangemi.
Comunque non è un uomo d’onore. A casa sua ci abbiamo fatto degli incontri delle riunioni fra di noi. una persona disponibile, ma non è inserito in casa nostra, cioè formalmente non è comenato. >> Quindi erano Quando lei dice fra di noi intende riferirsi a riunioni tra uomini d’onore. >> Sì, tra uomini d’onore. Sì, >> anche riunioni a cui partecipavano capi mandamento.
>> Sì, ci sono incontrato là con Angelo Baibera, con Giovanni Motisi, con Giovanni Sansone, con lui, col Dodo Cancemi che all’epoca aveva funzione di capomandamento con Ganci Raffaele. Senta, prima di passare ad altre domande che le farà la mia collega, un’ultima domanda, intanto su Priolo. Lei sa di qualche altro incarico particolare ricoperto eventualmente dal Prio, per conto della di Cancemi Salvatore e comunque per conto della famiglia di Portanova? No, in questo momento, diciamo, può inarsi che ci sia qualche altra
cosa, ma in questo momento, diciamo, non mi viene. Però Priolo era una persona, diciamo, di fiducia de Bangemia, perché c’è questa parentela, mi sembra, sono cugino, non lo so, però era una persona, diciamo, disponibile anche con noi. Lei sa se la famiglia di Portanova avesse la disponibilità di una di una cassa dove confluivano i soldi delle estorsioni o di traffici di stupefacenti, di attività illecite comunque >> di Porortuova.
Sì, ma io lo posso dire di noi. Di noi c’era penso che ce l’hanno tutti questa situazione. Non è che io mi potevo ci potevo andare a dirmi questo discorso, però basando per quello che avevamo noi tutti ce l’abbiamo una cassa. Ho capito. Volevo ritornare un attimo ad un’affermazione che ha fatto lei stamattina.
Lei ha detto prima della combinazione ho commesso alcuni reati, ha parlato di un duplice omicidio e poi ha detto “Ho rubato la macchina che è servita ad uccidere il dottor Boris Giuliano”. >> Sì. >> Può essere un poco più preciso su quest’ultimo incarico, chi gliel’ha dato, che cosa le è stato detto? dove l’ha rubata, soprattutto sull’incarico.
Guardi, io in quel periodo, diciamo, come incarico avevo dipendevo da Venci Raffaele e da Anselmo Rosario perché erano anche se formalmente in famiglia della Noce loro non erano niente perché erano solo soldati, però noi avevamo una rottura nella famiglia della Noce c’era il lato Scaglione che poi era il rappresentante che era legato a Stefano Bontà, Cinserillo, Sarò Riccobon e così via, noi siamo stati sempre legati con i corleonesi, quindi io prendevo ordine solo ed esclusivamente da GI Raffaele, da Rosanzelmo.
Quindi erano sono stati loro a dirmi perché fra l’altro l’ho rubata io a Mimmo questa macchina io a Mimmo Gangci e le fu detto anche che cosa doveva in che cosa doveva essere utilizzata questa macchina. No, no, non è che mi fu detto in che cosa dove tanto mi fu detto di rubare questa macchina e e mimmo la rubano.
E poi io ho saputo, perché non è che lo potevo sapere prima, io non ero niente, poi ho saputo che questa macchina è servita per uccidere il dottor Boregionano, anche perché fra l’altro ci partecipò come autista Mimmo Ganci. >> Lei dove la rubò questa macchina assieme al >> una traversa del via della Lazio, non mi ricordo se via Guilea o via delle Alpi.
Comunque qua >> in quale territorio? Eh, >> mala spina, mala spina quell’è >> mandamento, quindi di >> No, no, all’epoca, diciamo, e ha fatto sempre parte del mandamento della noce. Siccome poi ci fu un periodo che il mandamento della noce fu sciolto e infatti la noce fu aggregata a Porta Nuova, l’uditore fu aggregato a Bocca di Falco e Malafina fu aggregato a Resultan a Ciccio Madonia, quindi all’epoca faceva parte de di Resultana della Malaspina.
Continua la collega. Senta, signora Anselmo, con riferimento a Priolo Vito, lei ha detto che Priolo Vito, pur non essendo uomo d’onore, metteva a disposizione la sua casa per riunioni e a conoscenza se la stessa casa sia stata messa a disposizione anche per commettere delitti, se ne ha conoscenze. >> No, io non ci ho mai preso parte in questa situazione di di partire, diciamo, dalla casa di Pietro Priolo per commettere un omicidio, no? e a conoscenza se ci siano stati altri locali che sono stati messi a disposizione per preparare delitti che
locali appartenenti a uomini non d’onore. >> Certo, l’ho detto poco fa, oltre il caso quello ce ne sono altri casi >> e vediamo se riesce a fare a darci qualche esempio concreto per confortare quello che lei ha dichiarato. E guardi, io una volta, per dire, credo nel 91 mi sono trovato in un locale di Carmelino Gangemi, cugino di Toto Cangemi, che questo è un balista ed ero io, Cicciolamca, Toto Cangemi, Can Raffaele, Giuseppe Gamiano, Salvom Madonia, Giovanni Brusca, qualche altro che dovevano uccidere uno che veniva da
Alcamo che era stato ferito, non mi ricordo come era stato ferito e si andava a visitare all’ospedale civico e avevamo la moto, le anne, tutte cose qua. Poi l’omicidio non fu fatto perché è successo un disguido, però eravamo là e questo cammino Gangemi che è cugino di Toto Gangemi non è non è un uomo d’onore.
Senta, torniamo ora al alla composizione di Cosa Nostra, lei della commissione provinciale, lei ci ha indicato quali sono le competenze, ci ha indicato quali quali sono le regole di Cosa Nostra. Vorrei che lei ci indicasse com’era composta la Commissione Proinciale di Cosa Nostra cioscrivendo il tutto all’epoca delle stragi di Capace e via D’Amelio, quindi parliamo del da maggio- luglio 1992 e comunque nell’anno 92.
Io evidentemente comincio dal mio capomandamento Raffaele Ganci della Noce di San Lorenzo, capomandamento Pippo Gambino ed era sostituito da Salvatore Biondino. sultana Ciccio Madonia e che ci fu un periodo che vicendo, miei figli e Ciccio di Trapane con Geraci San Giuseppe perfettiva Bernardo Brusca era sostituito da Giovanni Brusca per portarò con per Santa Maria di Gesù perere San Moro Cerveid Peppino Parinella, Bemonte Mezzagno, Benedetto Spera, i fratelli Graviano per Brancaccio.
>> Fratelli >> Graviano per Brancaccio. >> Quali fratelli Graviani? Giuseppe e Filippo, loro due erano quelli che giravano, però il più importante era Giuseppe. >> Lei ha conosciuto Buscemi Salvatore, >> Bocca di Falco, Buscemi Salvatore con Angello La Barbera di sostituto. Sì, anche perché fra l’altro questo mandamento è stato conferito insieme al nostro.
>> Lei ha detto di avere conosciuto Rina. per con l’ho detto assieme a Benopenzana ragioniera. >> Lei ha conosciuto Montalto Salvatore per la Bade. Sì, sostenito da suo figlio Giuseppe. >> Lei ha conosciuto Ciccio Intila? >> Ciccio Intilla? Sì, a Caccano, però poi non lo so chi l’ha preso posto. >> Senta, con riferimento a Santa Maria di Gesù, lei ha indicato come capoomandamento agli ieri Pietro.
>> Sì. >> Da quanto tempo era capoomandamento? Ma io se non ricordo male, diciamo la fu fra fine 86 principe 87 che lui diventò il capomandamento di qua perché dopo l’omicidio di Stefano Bontana diciamo que loro furono aggregati a parte Nico e poi diciamo si fecero la famiglia nell’8 fino 86 87 diciamo ci diedero il mandamento.
>> Chi quando lei dice gli diedero il mandamento a chi si riferisce? a tut alla conduzione provinciale. >> Sì, ma chi volle la formazione di questo mandamento per volere di >> Ma esisteva al tempo di Stefano Bontà esisteva il mandamento, quindi era normale che doveva ritornare questo mandamento prima o poi. >> Ci vuole dire che ruolo aveva nell’ambito del mandamento di Santa Maria di Gesù? Carlo Greco >> è sottocapo. Carlo Greco.
>> Con riferimento al ad Alieri e Carlo Greco e lei ha avuto modo di conoscerli? >> Sì, li ho conosciuti prima anni 80 io. >> Fino a quando li hai incontrati? Carlo mi sembra che io l’ho incontrato che già ero latitante l’ultima volta che l’ho visto. >> Quando parla della sua latitanza ci vuole circoscrivere il periodo.
>> Guardo sono stato latitante, diciamo, ufficiosamente dall’84, ufficialmente dall’86. Lei ha parlato di un ruolo nell’ambito della famiglia di Carlo Greco. Lei è capitato di avere degli appuntamenti o di chiedere degli appuntamenti per conto del suo mandamento o della sua famiglia con uomini di Santa Maria di Gesù e nella specie con Ieri e Carlo Greco? >> Io con ieri e Carlo Greco Agnazzo con dire c’ho avuto pure il rapporto di un traffico di droga, ci ho fornito della droga gli agganci voccero a loro prima.
Con chi parlava lei quando doveva avere dei rapporti con il mandamento di Santa Maria di Gesù? con loro. Io tra l’altro feci pure un lavoro qua nel territorio nel territorio suo qua di Santa Maria di Gesù con loro Carlo Grego Ringo Purarà all’epoca c’era e perere erano loro tre le persone, però ancora diciamo non era formalmente diciamo ricostituito questa situazione poi perché erano loro comunque già quelli che si interessavano di tutto.
Poi nell’86-87 ho saputo, diciamo, che sono diventati che hanno fatto la famiglia, c’è andato in mandamento rappresentante del capoandamento Pietragliere e lui era sotto capo Carlo Brigo. >> Lei ha detto che per il mandamento di Brancaccio c’erano i fratelli Graviano Giuseppe e Filippo >> che ha parlato anche ecco, di un’importanza maggiore di Giuseppe.
E su che base? Perché lei fa questa affermazione? Ci sono elementi concreti che ci può riferire? Beh, no, non è che ci sono perché si parlava di loro due, però in particolare di Giuseppe, cioè era Giuseppe quello che girava, più che altro io vedevo Giuseppe, però erano tutti e due, diciamo, il responsabile di questa situazione, cioè se non trovava uno, trovava l’altro, era la stessa situazione, però Giuseppe era quello, diciamo, più di spicco.
>> Senta, lei poi ha parlato di capo mandamento per Portanova. Per per Portanova come capo mandamento ha indicato Calò Pippo. >> Sì, Giuseppe Calò, sì. E lei ha ha indicato come sostituto Cancemi Salvatore. Ricorda quando Cancemi divenne sostituto? Cioè a tutti gli effetti lo diventò dopo l’arresto di Pippo Calò.
>> Perché dice a tutti gli effetti vuole essere un po’ più preciso? >> Perché quando diciamo Pippo Calò non era arrestato, anche se viveva a Roma, era sempre Pippo Galò il capomandamento e quindi nelle riunione ci partecipava Pippo Calò, non è che ci partecipava, diciamo, Toto Cancemi. >> Dopo l’arresto invece partecipò Cancemi? >> Sì, sì.
Senta, ci vuole dire che ruolo aveva Cancemi Salvatore nell’ambito del suo mandamento? Se lei ne è a conoscenza? ruolo famiglie del suo mandamento >> ci manchierebbe. >> Aveva la gestione completa. >> Avvocato Scozzo presidente opposizione. Dico com’è che lui può dire che can ha già risposto comunque la sua >> presidente anche se tardiva eventualmente >> potrà svolgerlo in sede di controesame se se ha interesse ad approfondirlo.
eventualmente vada come inutilizzabilità della risposta perché il problema è lui com’è che può sapere se calcolo chiediamo avvocato, deve avere un po’ di pazienza perché se non mi fa completare come faccio a far >> io sulla domanda faccio l’opposizione, non >> sulla domanda già c’è stata una risposta, quindi è tardiva >> tempo materiale.
>> Senta, sulla base di quali elementi concreti lei fa questa affermazione che aveva il potere su tutto il mandamento? Un potere concreto? Ma scusa perché è normale perché l’abbiamo l’ho vissuta questa situazione. Se io lo dico che per dire c’era un costruttore che doveva andare a fare una ristrutturazione al Politeama io con Langemi lo mettevo a posto.
Non è che lo andavo a mettere a posto con quello di Palermocentro perché era lui il responsabile di tutto e di tutto. >> Lei parla del Politeama. Ci vuole indicare a quale famiglia appartiene il Politeama? >> Palermo centro. >> La Porta Nuova quante famiglie ha? >> C. >> Quali sono? >> Porta Nuova, Borgo e Palermo Centro.
Le è capitato anche sulla base, appunto, della sua esperienza concreta di conoscere e di avere la prova che Cancemi aveva il controllo anche su Borgo sul Borgo. L’altro cosa ha detto? Mi scusi. >> Palermo Centro Borgo e Portanova. Allora, >> detto su tutte e tre le famiglie nell’ine eguale misura? >> Eh, non la capisco questa domanda.
Mi sembra che >> lei ha lei ha parlato ha fatto l’esempio di Portanova e ha parlato del Politeamo. Siccome lei ha parlato di tre famiglie che compongono Palermo, che compongono Porta Nuova, ha degli esempi concreti da darci con riferimento ad altri affari che Cancemi curava personalmente anche nelle altre due famiglie, nel territorio delle altre due famiglie.
Il Portanova è già scontato perché era è sotto capo per lui era arrestato. Ci mancherebbe. Noi per dire anche per altri costruttori che costruivano nel territorio di Portanovo non lo mettevamo a posto contro Docemi altrettanto per altrettanto per il Politno Centro e è lo stesso per il borgo. Cioè lui era quell il responsabile era lui, non c’è poco da fare.
quando lei parlava con Cancemi e di questi problemi che riguardavano il suo territorio, Cancemi prendeva, adottava le decisioni autonomamente che che a me >> mostrava di avere una padronanza del territorio suo. >> Certo, certo. Per queste richieste di impressioni. >> L’opposizione è accolta. Vediamo di porre la domanda >> in maniera diversa.
La Ecco, SAS se Cancemi ne parlava con qualcuno prima di prendere le decisioni. >> Guardi, noi quando andavamo e ci andavamo a dire che voglio dire, c’è questa ristrutturazione da fare a Allora, io le faccio un esempio pratico. Il Super Cinema lei se lo ricorda? >> Eh, sì, penso di sì. >> Oh, a posto.
Qua ora il super cinema non esiste più. ci hanno fatto la ricordi cose di dischi musiche e cose. La ristrutturazione noi ce l’abbiamo fatta noi. C’è un costruttore legato a noi. Noi siamo andati a Doangi, ci abbiamo detto si può fare mettano. A posto. Non è che ci disse vieni fra tre giorni, vieni fra 5 giorni che ti do la risposta. Assolutamente.
>> Senta, un altro un’altra domanda. Lei ha parlato di competenze della commissione e ha riferito competenze sugli omicidi eccellenti e anche competenze su altri affari. E ci vuole indicare quali erano questi altri affari? E c’era per dire c’era c’era un affari anche di traffico di droga a grande livello, per dire, lo facevano a livello di commissione.
C’erano queste situazioni di questi appalti pubblici che attraversavano diversi territori e quindi lo curava uno e lo curava per tutti, cioè tutte queste cose diciamo e poi altre cose. E con riferimento proprio a questi appalti pubblici, se se n’è a conoscenza, Cancemi partecipava a queste riunioni nel corso delle quali ci si discuteva di appalti pubblici con riferimento al suo territorio.
>> Guarda, io questo diciamo ci ho detto io ci ho preso parte a questa riunione di commissione, ma Cancemia ci partecipa perché Cancemi era il clapo mandamento di porta nuova in sostituzione di Pippo Cavot. Cancemi partecipava in questa veste, se lei ne ha a conoscenza o se ne è venuta a conoscenza tramite altre persone, a tutte le riunioni che riguardavano affari della competenza di competenza della commissione.
>> Sì, Cangem era Cangem le sto dicendo era allo stesso livello di canc Raffaele perché Cangem era capomandamento di Porta Nuova. Poi se lui dice che non era capomandamento io non ci posso fare niente, però lui era capomandamento. >> Scusi, fermi un attimo, vedo il detenuto nella cella numero uno che sta fumando.
Ricordo a tutti che non è consentito fumare nell’aula e invito anche i carabinieri a vigilare su questo. Poco fa abbiamo detto, cioè lei ha riferito che nel caso in cui fosse cambiata eh la fossero cambi mutati i capi mandamenti o anche i sostituti nel tempo, bisognava rinnovare le riunioni per portare a conoscenza di questi capi mandamento e dei sostituti nuovi delle decisioni che riguardavano, ad esempio, gli omicidi eccellenti.
Per quelle che sono le sue conoscenze, dopo l’arresto di Calò, furono adottate delle decisioni riguardanti omicidi eccellenti? E per Cassarà, >> Cassarà >> Montana >> Montana. >> E queste decisioni per quelle che sono le regole di Cosa Nostra e sulla base di sue conoscenze dovevano essere portate a conoscenza e volute dai capi mandamenti o dai sostituti, se i capi mandamenti erano detenuti che in quel momento rappresentavano la commissione >> e ci mancherebbe.
Scusi, a me a Ciccio Marca che ce lo mandò a noi a Ciccio Lamarca. Ciccioloo Marc è un uomo d’onore della famiglia di Portanova. Non è che noi ci possiamo autorizzare. Vado da Ciccio Lamarca e ci dico “Vieni con me.” Ciccio Lamarca con me non ci viene se non è autorizzato. >> E chi lo autorizzò? >> Toto perché lui il rappresent è lui il sotto capo in quel momento fa veste di capomandamento perché poca lui è arrestato.
Cioè è assurdo che io io non posso andare da Ciccio Lamacchia e a dirci viene con me che dobbiamo andare a fare questa cosa. Ma con chi stai parlando? Quindi era Cancemi che mandava, cioè sulla base Cancemi partecipava alle riunioni e poi mandava i propri uomini. Volontà di Cancemi. La marca avrebbe potuto partecipare a un omicidio senza l’apporto, senza l’autorizzazione di cancelli? >> No, no, la no.
Perché >> è per questo, perché diciamo la regola è questa. Se lo deve sapere il suo capomandamento, ma poi lui non viene, in ogni caso non veniva per non mettersi in difetto. E poi qual era il motivo che Toto Gangem non lo doveva sapere? Io non lo capisco questo. >> Senta, signor Anselmo, per quelle che sono le sue conoscenze, Cancemi ha mai commesso, ha mai partecipato alle fasi esecutive di omicidi? >> Sì.
>> Può riferirne qualcuno? >> Eh, anche con me ne ha fatto omicidio Cangemia. Non è che non ha fatto omicidio con me Cangemia. >> E in danno di chi? un danno di persone >> e se dovrebbe riferire a quali omicidi ha partecipato Cancemi intanto con insieme a lei >> e non lo so se ci sono indagini in corso in questa situazione, dottore, mi deve scusare lei.
>> Ne ha parlato comunque lei già all’autorità giudiziaria? Sì, sì, ne ho parlato io con l’autorità generale di Palermo. >> Ho capito. E sempre se ci sono motivi di segreto istruttorio non le chiedo i particolari, ma lei sa se Cancemi, per esempio, si è occupato di della fase esecutiva di altre di altri reati, per esempio di rapine? Ne ha mai commesse rapine o ne ha mai organizzate? >> Certo che le ha organizzate le rapine.
>> Lei già ne ha parlato con l’autorità giudiziaria competente? Onestamente non me lo ricordo in merito a questo se ne ho parlato. Comunque un accenno ci sarà stato sicuramente perché per adesso con la magistratura di Palermo stavamo facendo tutte tutti gli omicidi più che altro era scomparsa. Questo stavamo stiamo ricostruedendo, >> ma sempre riferire i particolari, lei ha detto che Ancemi ha partecipato alla fase esecutiva di omicidi >> anche di omicidi eccellenti.
Lei stesso ha definito quali sono gli omicidi eccellenti. Io volevo sapere se Cancemi insieme a lei o insieme ad altri ha partecipato anche alla esecuzione di omicidi eccellenti. >> Eccellente, diciamo, come persona istituzionale. Io con cancemino, cancemino non me lo ricordo onestamente io, però omicidi di persone, diciamo, normali, uomini d’onore o non uomini d’onore, con Cangemio con me le fatte, a voglia se le è fatte.
Quali erano? Lei in parte ha già risposto, però io le chiedo una specificazione alla risposta. Quali erano in particolare nel 92 i rapporti tra Salvatore Cancemi e Raffaele Ganci? >> Eh, Salvatore Cancemi con noi era il più vicino che c’era. Normalmente chi accompagnava per esempio Raffaele Ganci, Raffaele Ganci come si recava alle riunioni con altri uomini d’onore? >> Raffaele Ganci, diciamo, ci regava da solo o casomai andava a prendere lui a qualche altro per dire a Toto Gangem e se lo portava.
Lei sa se ci sono state occasioni in cui sono arrivati assieme, camminavano assieme, andavano insieme alle riunioni Raffaele Ganci e Toto Cancemi. >> Questo non lo so se andavano assieme, però che camminavano assieme. Sì, poi fra l’altro con Toto Canemi si vuol dire che ci vedevamo giornalmente noi. Lui ci veniva a trovare al cantiere dove noi avevamo base qua cantiere perice campo reale o ci vedevamo all’Artarello con con Gemi c’erano un rapporto diciamo giornaliere va.
Ecco che magari la cosa sfugge perché era ogni giorno che ci vedevamo noi contato Pangemia. Senta, lei per quanto tempo è stato latitante, signor Anselmo? Lei ha detto poco fa ufficiosamente, ufficialmente, comunque ufficialmente per quanto tempo è stato la Titan? ufficialmente 3 anni, uffici solamente 5 anni perché a me mi cercavano, ma io non mi presentavo.
Però il mandato di cattura me l’hanno emesso dopo 2 anni, anche se loro mi cercavano io non mi facevo trovare in ogni caso. >> E lei in tutto questo periodo dove risiedeva? In quale città risiedeva? >> A Palermo. Non mi sono mai mosso di Palermo io. >> In quel periodo ha mai partecipato a riunioni con altri uomini d’onore? >> Sì, sì.
Pensa che ero l’ detante. >> Sì, >> sì, sì. Eh, ero attivo io. >> E in quel periodo lei ha frequentato andava ogni tanto nella sua casa di residenza ufficiale? >> Guardi, io la residenza ufficiale ce l’avevo da mia madre, però io abitavo in un appartamento intestato a mia moglie >> e ci andava in questo periodo.
>> Sì, sì. E i carabinieri non sono mai venuti. >> Cioè, ci risiedeva stabilmente lei in questo anche o ci andava soltanto dopo poche ore se ne andava? No, no, io ci fu quando poa fuit tante, diciamo, ufficialmente, diciamo che ci ci c ci ho vissuto, diciamo, un 7-8 mesi proprio a >> continuativamente. >> Continuativamente, sì.
E poi, diciamo, ho trovato un altro appartamento dove poi, fra l’altro, mi hanno pure arrestato, però in questa casa ci andavo sempre io, capito? E qualcun c’è stata mai qualche occasione in cui altri uomini d’onore della sua famiglia sono venuti a trovarla in questo appartamento dove lei trascorreva la latitanza? >> Sì, sì.
Io non giocherò latante qua pure pure omicidio organizzavo mentre che ero là. >> E per esempio chi veniva a casa sua durante questo periodo di 7-8 mesi di cui ha parlato? Eh, venivano in Galleano, venivano i ganci, veniva Giovanni Guglio, quelli del mio mandamento venivano tutti bene o male. Senta, un’ultima domanda prima di passare alla posizione personale degli dei vari imputati.
Lei ha parlato di reati commessi assieme a Cancemi Salvatore. >> Sì. >> Lei ha indicato all’autorità giudiziaria competente tutte le persone che avevano commesso quel quei reati assieme a lei e a Cancemi? >> I reati che io ho commesso ho indicato le persone che c’erano. Se c’era Cancemi e c’erano altri, certo che li ho indicati.
Lei è a conoscenza, cioè sa se ci sono persone che non sono, almeno per quelle che sono le risultanze processuali che lei ha indicato per lo stesso fatto e che precedentemente non erano stati indicati da nessuno e nella specie da Cancemi. >> Ma Cancemi nemmeno a me accusava Cancemi che io non ho un mandato di cattura di Cangemi.
Io c’ho un mandato di cattura dell’operazione tempesta, ma lui dice solo per sentito dire. Lui non è che a me gli omicidi che ho fatto con Cangemi, io non ho mai ricevuto nessun ordine di gusto da votare, nessun avviso di garanzia, non ho niente di Cangemi. >> Quindi Cancemi non ha mai chiamato in correità lei? >> No, a me mi ha chiamato, mi chiama come uomo d’onore che era il sottocapo di Ganci Raffaele che ha sentito dire che a uccidere Anemo Salvatore sono stato io.
Punto. E basta. Poi io le altre cose conemi che ho fatto io li sto dichiarando, poi se lui le aveva dichiarate o le ha dichiarate io non lo so perché non le conosco le sue dichiarazione. Dottoressa, >> lei comunque non è stato raggiunto da provvedimenti restrittivi in precedenza sulla base di dichiarazione di cancemi.
>> No, solo questo dell’operazione Tempezza in merito a che lui dice che l’omicidio dio Salvatore lo fece io che lui l’ha saputo di canc Raffaele. Punto. Basta. Però per gli omicidi che noi abbiamo commesso assieme, io non ne ho non ho ricevuto ordine di custalaria. Va bene. In questo processo, oltre a occuparci della strage di via D’Amelio, ciascuno degli imputati ed alcuni imputati esclusivamente hanno l’imputazione di 416 bis, per cui volevo farle delle domande sulla sua conoscenza personale di tutti gli imputati di questo
processo. in particolare e cominciando da Aglieri, Alieri Pietro, lei ha già fatto ha indicato sinteticamente degli episodi e quindi ha detto che lo che lo conosceva. Ci vuole dire se lo ricorda quando lo ha conosciuto, se le è stato presentato ritualmente, se ha commesso reati o fatti illeciti in genere con Aglieri.
>> Io l’ho conosciuto nei primi anni 80, non mi ricordo chi me lo presentò. Con lui ho commesso, diciamo, solo c’è stato questo passaggio di di stupefacente, reati di sangue che almeno che sono nei miei ricordi io non ne ho commesso con Petralier. >> Quando parla di questo passaggio di stupefacenti vuole essere un po’ più specifico di che tipo di stupefacenti si trattava e in quale e di quale quantità? >> Io ci ho portato 1 kg di eroina a lui e a Carlo Grega Agnà erano loro tre.
>> Quindi c’è c’è stato questo rapporto di consegna. >> Sì, sì. Le venne retribuita questa sostanza stupefacente. >> Sì, poi i soldi mi sembra che le andò a ritirare Caloggero Ganci con mio compare Franco Spina. >> Era una sostanza stupefacente pura. >> Sì, sì. Che poi tra l’altro ce la forni a me a Calogero, me la diede Gangemi.
>> E questa lei sa poi con che cioè se venne poi ulteriormente lavorata questa eroina? >> No, non lo so, dottoressa. No, non lo so. Altri episodi che riguardano ieri, se lei li ricorda. >> No, io credo di non avere commesso fatti di sangue con Petragliere, >> non me ne ricordo. >> Lei ha già detto che carica ricopriva e ricopre Pietro Aglieri.
L’ è stato presentato ritualmente, lo ricorda? >> Sì, però non mi ricordo che me lo presentò, dottoressa. >> Sì, comunque le fu presentato. Ricord Carlo Greco e vuole dire quando è stata l’ultima volta che l’ha visto? Ma io mi ricordo che ero la tante quando ho visto a Callo Greco l’ultima volta. >> Ha avuto rapporti illeciti di natura illecita con con Carlo Greco? >> Questa situazione di questo passaggio di droga e nemmeno con lui mi ricordo di aver commesso fatte di sangue io.
>> Il ruolo di Carlo Greco all’interno del mandamento >> e io >> presidente avvocato da qui ha detto più volte. In effetti potrebbe essere una base di partenza per eventuali approfondimenti. Comunque dobbiamo tener presente che già ha risposto a questa domanda in termini specifici. >> Sì, su questo l’avvocato non ha tolto e lei ha già detto che Carlo Greco era sotto capo.
Ci vuole dire che rapporti c’erano fra Carlo Greco e Pietro ieri? Ottimi, perché il sotto capo non è che viene eletto, dottoressa, il sottocapo lo sceglie solo edamente il rappresentante e quindi il rappresentante sceglie per sottocapo l’uomo di sua fiducia. >> Sì, questo è sulla base di quelle che sono le sue conoscenze generali.
Nella specie in particolare lei può dire sulla base proprio di conoscenze concrete se c’era questo affiatamento particolare fra ieri e Carlo Greco? Guardi, io per quello presidente opposizione è un giudizio affiattamento particolare che significa? Ho detto sulla base delle delle sue conoscenze particolari rapporti ottimi, quindi base di conoscenza si è avuto modo di constatare che esistevano questire soltanto gli elementi obiettivi che ha sua conoscenza.
la domanda perché propone nei termini in cui è fatta propone >> questi termini non credo che sia suggestiva deve evitare giudizi per fare il riferimento a fatti concreti >> io a fatti concreti io non ne ho. Io sentivo parlare a Ganci Raffaele che diceva che perere e Carlo Griooco è la stessa cosa. Va questo questa questo le posso dire perché io materialmente cosa concrete non ne ho.
>> Lei le fu riferito da Ganci Raffaele che esistevano che erano la stessa cosa. Sì, dice se non c’è uno c’è un altro, cioè non faceva distinzione. Comunque di questo io a parte che le ho spiegato il perché sotto capo viene scelto dal rappresentante proprio a questa fiducia e questa situazione GI Raffaele per dire diceva non c’erano problemi >> e questa affermazione questa questa confidenza che le fece ganci Raffaele ricorda se gliela fece prima del vostro arresto, prima della strage Chinnici, cioè se la sa collocare nel tempo quando
gliela faceva? >> No, non lo so dottoressa, come faccio a ricordarmi? diciamo. E quale fu l’occasione? Non me lo ricordo perché magari uno si parlava di certe situazioni, cose, però vatti a ricordare l’occasione. Senta, e sulla conoscenza e della cioè i rapporti fra Santa Maria di Gesù e Brancaccio e a conoscenza di rapporti fra questi due mandamenti? Maandamente tutti ce l’hanno i rapporti, perché la provincia tutti i rapporti con tutti ce l’abbiamo noi.
Non è che c’è un distacco o c’è una una contrapposizione, non esiste. >> Ma io parlavo di rapporti fra questi due, fra di loro, fra Bancacci e Santa Maria di Gesù, ovviamente se lei ne è a conoscenza. >> No, io le posso dire la mia esperienza che i rapporti ci sono con tutti perché noi lavamo con tutti. >> Lei ha conosciuto Natale Gambino? >> No, credo di no.
No, >> ha conosciuto Calascibetta Giuseppe. >> Io Calascibetta Giuseppe l’ho visto, diciamo, in carcere. So che è uno d’onore, però non mi è stato presentato della famiglia di Corso de Mille, quindi non non è che lo conosco formalmente, così ne ho sentito parlare. >> Lei ha conosciuto Vernengo Cosimo? >> Io di Vernengo qualcuno lo conosco, ma non >> Vernengo Cosimo, figlio di Pietro.
>> No, non e appunto a suo padre, però a lui non lo conosco. Non so se è uomo d’onore, non lo so. Lei ha detto di avere conosciuto Graviano Giuseppe che tra l’altro era presente alla riunione del 90. Sì. >> Ci vuole dire se ha conoscenza intanto se l’è stato presentato ritualmente e ha già detto quale carica aveva.
Lei è stato presentato ritualmente Graviano Giuseppe? >> Sì. Sì. >> Ci vuole dire se è a conoscenza di eventuali reati commessi da Graviano Giuseppe assieme a lei? No, con me non ha conesso, ad eccezione che dovevamo fare questo omicidio della di cui ho parlato io qua mentre che eravamo ospitati da Camellino Gangemi, però poi non l’abbiamo fatto perché è successo una situazione che il dottore che ci doveva dare la battuta che era questo perché di nuovo non lo conoscevamo nessuno, non c’era quel giorno in servizio e quindi si è sospeso
questa situazione e quindi io materialmente, se non vado errato, reati di sangue con Giuseppe non ne ho fatto io. altri reati? >> No, no, niente. Con Giuseppe noi abbiamo avuto discorso per dire che lo voglio dire a livello quando siamo stati in carcere che è successa la la radina milardaria, lui mi fece sapere che erano venuti i ragazzi che erano a disposizione di portare un altro po’ di soldi perché avevano ristato a nedi oppure situazione di di estorsione che noi avevamo un costruttore che lo curavano loro che ci
dovevano fare avere questi soldi. Questo e loro avevano la Renault nel nostro territorio, più altro. Senta, Tinnirello Lorenzo l’ha conosciuto? >> Sì, sì, lo conosco. >> Chi è Tinnirello Lorenzo? >> Renzino. Chi cedo. >> Sì. >> Che è uomo d’onore. >> Sì, sì. >> Di quale famiglia? >> Gostill. >> L’è stato presentato ritualmente? >> Sì, sì.
è a conoscenza di fatti il reato commessi da Tinirello. >> Sì, qualche omicidio si andata a fatto. >> M senza entrare nel merito degli omicidi che ha commesso, perché ho capito che esistono indagini in corso. Ci può indicare quanti omicidi? >> Due. >> Eravate voi due soli? >> No, no, altri. Altri altri. Senta, è Tagliavia Francesco l’ha conosciuto >> formalmente no, però so che uno della famiglia di Colilla e forse aveva pure una carica, però presentazione non ce n’è stata.
>> Biondino Salvatore, lei ne ha già parlato. >> Sì. >> Lei ha anche riferito che dopo l’arresto di Gambino Giacomo Giuseppe fu Biondino a prendere a diventare sostituto. >> Sì. In quell’epoca Biondino di per sé che carica rivestivia? >> Capodicina della famiglia di San Lorenzo. >> Chi lo designò come sostituto del mandamento? Ma già questa è una situazione che lui già camminava, diciamo, sempre con Pippo Gambino che Pippo Gambino era la petante, quindi era una constazione già acquisita, già anche a noi, per dire, se
non trovavamo a Pippo ci rivolgevamo a lui, mentre che Pippo era libero già già il Biondino era una persona, diciamo, abbastanza di fiducia e poi abbiamo commesso pure dei grossi reati assieme con Biondino, quindi Biondino già era il responsabilità, quindi andò perso via poi questa situazione Quando lei dice e abbiamo commesso dei reati di un certo di una certa importanza, si riferisce anche ad omicidi? >> Eh, questo proprio >> quanti e lei ha dichiarato di avere commesso omicidi con Biondina.
Anche qua nel rispetto delle esigenze istruttorie, vorrei capire se sono stati più di uno questi omicidi. >> Sì, sì, sì. >> Se li ha commessi soltanto lei e Biondino o con la partecipazione di altre persone? No, con la partecipazione di altri mandamenti pure >> di altri mandamenti. Quando fu arrestato Gambino che lei ci ha detto era legato da era perché è deceduto è legato dal rapporti di parentela con Gambino.
>> No, no, io non ho detto il rapporto di parentela. Già c’era >> con Ganci. Lei aveva detto no. >> Chi? Gambino con Ganci. Ah, non mi sembrava che lei parlava di Biondino. >> Dico per eh quando subentrò Biondino, i rapporti fra il mandamento della noce e il mandamento di San Lorenzo rimasero gli stessiamento.
>> Sì, sì, sì, sì. Uguale. Non cambio niente. Non cambiò. Signor Anselmo, lei ha già detto di aver partecipato alla strage Chinnici. >> Sì, >> ovviamente ci sono sempre limiti di segreto istruttorio, stavolta lo sappiamo direttamente noi, però intanto io volevo farle alcune domande. >> Sì. Alla strage, nella strage, nella fase esecutiva della strage, sono stati coinvolti uomini d’onore di un solo mandamento, di una sola famiglia o di più mandamenti.
>> Quando parla lei, mi scusa, >> della strage chinnice. >> Eh, in quale fase? la fase esecutiva, cioè chi c’era quella quella mattina in via Bibitone Federico e comunque chi giorni precedenti e chi c’era attorno, chi rubò la macchina, chi ha premuto il telecomando, chi ha portato la macchina sotto casa del dottore Chinnici.
Volevo capire, volevo sapere se eravate tutti della stessa famiglia o se c’erano anche uomini d’onore di altre famiglie e di altri mandamenti? Eh no, c’era il mandamento di San Giuseppe, c’era il mandamento di San Lorenzo, c’era il mandamento del Re Sultana, c’era il mandamento della Noce. Mi sembra che questi quattro mandamenti eravamo.
>> Senta, e nel territorio di quale mandamento fu rubata la l’autovettura che poi fu imbottita di esplosivo? >> Non lo so. >> Un’ultima domanda. Lei stamattina ha parlato del del maxi processo, ha detto quali erano gli intendimenti che Cosa Nostra voleva raggiungere aggiustando o tentando di aggiustare il maxi processo.
Io le volevo chiedere se lei ha avuto modo di eh percepire commenti particolari nel momento in cui passò in giudicato la sentenza del maxi processo, cioè se ci fu ci furono commenti particolari allor quando si concluse anche il giudizio in Cassazione, se ne è a conoscenza e se sì dovrebbe specificare quali. Sì, commenti ce ne furono, ma non mi ricordo in che termine, diciamo.
Intanto ci furono commenti per dire che ci furono state persone che si sono andate a costituire questa situazione di qua. E secondo le regole di Cosa Nostra questa costituzione di latitanti è una cosa normale, fa parte delle regole di Cosa Nostra o delle prassi di Cosa Nostra? Cioè, accade che un uomo d’onore latitante si va a costituire perché non vuole più essere latitante.
>> Guardi, io con tutte le persone che ho frequentato, diciamo, non abbiamo mai pensato nessuno di andarci a costituire. Poi, tra l’altro, c’erano persone pure che erano abituate alla latitanza, però si sono andati a costituire. >> Lei sa chi sono? Si ricorda chi sono queste persone che si costituirono? Eh, sei di Fedpo Nania, se questi Nino Rotolo, se costitui Giovanni Pilo, ci sono stati tante altri che si sono costituti, Sì, ce ne furono persone che si costituirono.
Per noi diciamo era non è che noi le abbiamo censurate, per carità, perché ognuno è responsabile, è libero di fare quello che vuole, però dire noi non ci pensavamo proprio a a questo Twitch. E allora avvocato di Gregorio nell’interesse di Agari Pietro, signor Anselmo, e lei conosce Gaetano Murana? >> Gaetano >> Murana? >> No, credo di no.
>> Un’altra domanda. Lei stamattina ha parlato, rispondendo al pubblico ministero, del duplice omicidio di Belmonte Mezzagno. >> Sì. E se io non ho compreso male l’ha definito come unico omicidio commesso prima della sua, diciamo, della sua iniziazione, della sua copazione in Cosa Nostra. >> Sì. Prima che venisse combinato.
>> Esatto. Vuole dire per piacere se questa è stata quella che classicamente si chiama la sua prova di coraggio? Presidente, credo che questa risposta comporterebbe la necessità di una valutazione di un giudizio da parte del collaboratore. Rispondere a questa domanda comporterebbe l’espressione di >> cheé non abbia un significato proprio tecnico, gli si chiede un giudizio.
Cambio, presidente, con questa questo omicidio l’ è stato fatto compiere per metterla alla prova e vedere se era capace di fare gli omicidi. >> Guarda, io questo non lo so se fu per questo. Non ce lo so dire se fu per questo. A me mio zio mi disse di andare qua, mettermi a disposizione di Luchino, punto e basta.
>> Ma fra le regole di Cosa Nostra la signora Anzelma esiste o comunque fra la terminologia anche di Cosa Nostra? Stamattina abbiamo illustrato regole, termini, edizioni varie. Esiste questa cosa di cui ho parlato? Cioè la prova di coraggio oppure è un termine che le ritorna assolutamente nuovo? No, non è che mi ritorno nuovo, ma io non credo che fu il caso mio, >> perché perché lei era già stato, come dire, saggiato sotto questo aspetto oppure perché poi ha fatto altre cose più significative prima di essere
coptato? >> No, io le ho detto che questo fu il primo omicidio, il primo duplice omicidio che io comin che io feci prima di essere combinato, ma non credo che fu per provarmi. Non lo so. Poi può anche chiedarsi che fu per provarmi, ma io non ce lo so dire questo. >> Sì. Sente. È un Allora, un’altra cosa, la prova di coraggio di cui, appunto, che lei ha ammesso che esiste, che è un termine appunto che si usa, in che cosa consiste? >> No, guardi, io non ci ho detto che esiste, io l’ho detto non so se fu il caso mio, poi se per altro l’hanno fatto
io non lo so. >> No, no, no, no. Glielo chiedevo come regola generale, signor Anselmo, era andata via già dalla domanda relativa al suo caso specifico. Dicevo, come domanda di carattere generale, se questa terminologia, appunto, non le è nuova, è una terminologia che si usa in Cosa Nostra, vuole spiegare per quello che a sua conoscenza che cosa significa in senso assolutamente generale, fuori da lei.
Dico la prova di coraggio io le posso dire una cosa per dire in quei sette che noi siamo stati combinati non è che erano tutti che avevano fatto omicidi prima di essere combinato. Io così le posso rispondere perché le ho detto che noi siamo stati combinati in sette persone. >> Domand la domanda è un po’ diversa, dice l’avvocato.
Esiste nella terminologia, nel linguaggio che si usa tra appartenenti a Cosa Nostra, l’espressione prova di coraggio? Io non ne ho sentito parlare di questa prova di coraggio. Io le ripeto che siamo stati in sette combinati e fra l’altro di questi sette ce n’erano che non avevano fatto niente. >> Benissimo.
Allora un’altra domanda con riferimento invece sempre un argomento che abbiamo affrontato stamattina con riferimento alla decisione di uccidere il dottore Casserà e il dottore Montana. Lei ne ha parlato stamane rispondendo ai pubblici ministeri. Lei ha detto di essere stato messo a conoscenza quindi della consideri comunque che sono fatti diversi.
Ci siamo mantenuti nei limiti generali. >> Sì. E io la mia domanda è assolutamente sul piano generale, presidente, la stavo richiamando perché passo ad un argomento ovviamente diverso, non c’entrava più con Belmontezzana. Stavo dicendo quindi che lei ha detto di essere stato messo a conoscenza quindi della necessità della sua partecipazione della sua partecipazione all’omicidio Casserà da parte di Raffaele Ganci.
Eh, >> allora la domanda è questa. Lei oltre ad essere sotto capo, naturalmente è stato anche un esecutore di questo omicidio. Ha preso parte alla riunione nella quale si è decisa questa uccisione del quindi la morte del dottore Cassarà e del dottore Montana? >> No, io non ho preso parte. Un’altra cosa, questo vorrei sapere, siamo sempre sulle regole di carattere generale.
È vero o non è vero che esiste una regola di Cosa Nostra di cui altri ovviamente ci hanno parlato, secondo cui quando Cosa Nostra decide l’eliminazione di un soggetto, l’eliminazione fisica, evidentemente perché lo ritiene nemico o comunque da uccidere, non torna mai indietro e sa aspettare anche tanti anni.
È corretto quello che sto dicendo o non le risulta questo fra le regole di Cosa? Guardi, la sentenza se è stata emessa, poi si deve seguire, si può seguire oggi, si può seguire fra due mesi, si può seguire fra 3 anni, si può bisogna vedere le condizioni, si deve seguire. Certo. >> Quindi è solo, diciamo, un fatto logistico, poi se è possibile materialmente farlo o meno, però diciamo non si torna indietro.
Ecco, questa era la mia domanda. >> No, se c’è una condanna hai messo una condanna, basta. >> Sì. Un’altra cosa, allora lei stamattina ha detto m parlava di Raffaele Gci. Raffaele Gangci non poteva decidere da solo. Stiamo parlando delle decisioni sugli omicidi. Tant’è vero lo ha portato quasi, come dire, al riscontro, tant’è vero che poi a un certo punto, mentre si stava seguendo l’apportamenti eccetera, ha detto basta e così ha aggiunto testuale, si vede che ci fu un’altra riunione per potere dire per dire basta.
>> Sì. Ora questo si vede in altri termini, significa che lei lo deduce o che lei l’ha saputo o che fa parte di una regola, quindi lei lo ricava. Cioè questo si vede che ci fu un’altra riunione, è un’espressione del suo pensiero, della sua conoscenza >> perché non è che lo poteva revocare quel quel discorso lo poteva revocare solo Raffaele Ganci, mi deve scusare.
Infatti sempre detto ci fu il motivo, magari lui me lo disse, ma in questo momento mi sfugge, ma in ogni caso non lo poteva revocare lui l’ordine da solo di di non fare più l’omicidio del dottor Borsellino? Peré mi sembra che lei a questo si sta refererendo. >> Sì, sì, mi riferisco a questo, ma la mia domanda è un attimino più precisa, cioè questo suo si vede che evidentemente non lo poteva fare da solo e tutto quanto.
Lo ricava perché lei è stato comunicato nel caso specifico oppure perché fa riferimento lei a principi di Cosa Nostra? Per cui per i dati a sua conoscenza non poteva. >> Intanto intanto diciamo che io lo dico per per regola non poteva lui perché nel momento in cui si decide di uccidere il dottor Bossellino e noi ci perdiamo quattro domeniche di seguito, dopodiché lui viene e dice basta, non è che lui si sognò le prime la prima volta che ci fece partecipare, dice facciamolo dopo quattro domeniche si sognò dice basta.
Si vede che era stato deciso di sospendere questo omicidio. Il motivo per cui fu sospeso io non lo so, però non lo non la poteva prendere GCI Raffaele e Totogneme da solo questa questa decisione. >> Cioè, se ho capito, lei dice se non l’ha presa da solo di ucciderlo non poteva prendere da solo quello di sospenderlo e questo l’avevo compreso.
>> Allora ci vado da un’altra parte signor Anselmo. Non riesco a essere molto felice nel fare le domande. Lei non ha partecipato alla riunione nella quale si è decisa la morte dei due giudici? >> No. E chi è che ha detto che ci ha partecipato? e dico non ha partecipato. >> No, assolutamente. >> Quindi non può non può dirci né come si è svolta, né chi ha votato a favore, né chi contro, né quanti erano presi.
Non ci posso dire niente io in merito a questa situazione >> e il riferimento ad altre riunioni del dell’organo decidente, cioè della commissione di Cosa Nostra, lei ha per scienza diretta mai saputo se il voto veniva espresso da caso all’unanimità oppure se per caso si doveva formare una maggioranza oppure se qualcuno poteva dissentire e questo dissenso aveva peso nel nell’ambito ovviamente della decisione.
No, non ci so rispondere su questo perché non c’ho partecipato a questa riunione io, quindi non lo so. Io le posso dire, diciamo, che ho fatto degli omicidi di commissione e le ho detto che eravamo tanti mandamenti a parteciparci, quindi io questo le posso dire a lei, però io non è che ero là dentro e so se qualcuno votò contro, qualcuno votò a favore, io non lo so questo, non ci ho preso parte.
Perfetto, ho capito. Allora, a proposito di quello che adesso lei ha aggiunto, cioè lei ha fatto adesso riferimento a esecuzione di omicidi, appunto, decisi dalla commissione, però lei non ha preso parte. Lei rispondendo stamattina al pubblico ministero proprio a questo tipo di domanda, ha detto per fare comprendere a noi come com’è che faceva a ricavare che tutta la commissione aveva deciso.
Dice tanto è vero che per esempio all’omicidio Casserà io ho visto gente, ha partecipato gente del mandamento della Noce, del mandamento di Resultana, di San Lorenzo e di Portanova >> e di Pagliarelle. detto, >> esatto. No, mi era sfuggito, comunque, insomma, eh voglio dire, hai elencato i personaggi, appunto, a seconda i mandamenti che partecipavano.
Allora, io devo farle questa la questa domanda, visto che le riunioni, come ha detto lei pure stamattina, dopo un certo periodo di tempo, si facevano per motivi di sicurezza a gruppetti e non più in seduta plenaria. Allora, la mia domanda è questa: quali sono quegli elementi attraverso cui lei può dirci che c’era stata la riunione di tutta la commissione e non invece che siano riuniti quei capimandamento che per cui poi erano presenti i singoli soggetti delle famiglie.
Mi spiego meglio se vuole. Per esempio Cassarà, porto solo l’esempio, le cinque famiglie che lei ha nominato, come fa a dire che per Cassarà non hanno deciso i capimandamento di quelle cinque famiglie, che invece ha deciso tutta la commissione riunita a gruppetti, ma ha preso parte alla decisione tutta la commissione.
Questo lei da che cosa lo ricava? >> Eh, ce lo >> presidente? C’è opposizione. C’è opposizione in quanto noi riteniamo che il collaboratore su questo abbia già ampiamente risposto quando ha riferito delle competenze della commissione provinciale, ha parlato di quelli che lui ha definito delitti eccellenti e ha spiegato determinate cose a proposito della competenza della commissione provinciale sui delitti eccellenti.
Quindi la domanda, seppure con questa diversa formulazione è già stata posta e l’argomento ampiamente sviscerato. >> Posso presidente? L’opposizione è accolta e ciò non toglie comunque che possono essere poste altre domande. >> Che conoscenza può darci lei, come fatto naturalmente suo diretto del fatto che i soggetti che non ha mai visto riunire o di cui non ha visto i i singoli uomini nei vari omicidi eccellenti fossero stati pure presenti alla decisione.
>> Ma guardi, io lo posso fare proprio l’esempio del dottore Cassarà e il dottore Montana. >> Sì. >> Tantoè vero che G Raffaele disse a noi ci hanno noi ci siamo presi questo compito, gli altri si sono presi il compito di Montana. Mi sembra che è così. Ho detto stamattina io. >> In parte era già stato detto questo.
>> Il presidente con questo ritiene che la risposta sia? >> No, io penso che la sua domanda fosse un po’ contorta come formulazione e cosa, no? Non è non c’è nessun e penso che per renderla più comprensibile è meglio la espliciti. >> E allora signor Anselmo, nella riunione nella per l’omicidio Casserà hanno partecipato uomini dei cinque mandamenti che lei ha riferito.
>> Lei sa se per l’omicidio Cassarà alla decisione, per esempio, ha preso parte pure Pietro Aglieri, cioè si è seduto durante la riunione di commissione, espresso il suo voto favorevole all’uccisione di Cassaraco. Ma Pietra Ieri nell’85 non è che era capomandamento, mi scusi. >> Benissimo.
Allora, lei salta per la riunione di uccidere il per la riunione fatta, si suppone, dalla commissione per uccidere il giudice Falcone. Non sappiamo il tempo perché lei non ce lo ha proprio precisato. È stato presente Pietro Aglieri, ha espresso il suo voto favorevole per l’uccisione del giudice Falcone, del giudice Borsellino. >> Guardi, io le ho detto che la condanna del dottore Falcone, del dottore Borsellino era stata emessa precedentemente.
Tanto’è vero che io c’ho preso parte a dei sopralluoghi, però ho detto pure che poi quando è stata fatta, diciamo, questa situazione, diciamo, di queste strage, non è che si sono basati in quella situazione, poi sono subentrati nuovi capomandamenti e quindi è normale che c e c’è dovuta essere una riunione, però se lei a me mi dice che ci ha preso parte Petaglieri, io non è che ero in commissione là, non è che mi ci andava a sedere, però Petraglieri è capomandamento dall’87 e questo è sicuro.
Quindi la, allora devo che far le due domande proprio su questa sua risposta. Quindi la decisione di uccidere il giudice Falcone, il giudice Borsellino è precedente alla alla presa del mandamento da parte quella vecchia, intendo da parte di Pietro Aglieri. >> Eh sì, se io ci dico che ci ho partecipato nell’84-85, Petraglieri non è che era capoomandamento.
>> E quali elementi ha lei per sapere che poi elementi certi non ritiene non e regola? Quali elementi di sua conoscenza? >> Elementi di mia conoscenza non ho. Io lo posso parlare su regola. >> Formulare la domanda. Scusi, signor Anselmo, così la resta per il verbale. Noi ci siamo capiti, ma il verbale poi non si legge.
Stavo dicendo quali elementi diretti di sua diretta conoscenza e non ipotesi oppure deduzioni da regole di Cosa Nostra. lei possiede per potere dire che successivamente all’87, quindi al momento che lei segna come presa di del mandamento da parte di Pietralieri, c’è stata o ci sarebbe stata una nuova riunione per ridecidere la morte del giudice Falcone e del giudice Borsellino? >> Eh, guarda, come vuole che ci risponda? Io c ci ho risposto poco fa, questa è la situazione, però ieri era un capomandamento.
>> Quindi lei ha elementi diretti o no? ha partecipato, ha accompagnato qualcuno arrivato? >> No, io ho detto di no. Ho detto di no. Le ha già dato la Sì. Allora, un’altra domanda. Lei nel cantiere dei Ganci stamattina si è riferito in un determinato momento alla presenza di Cani.
Dice eravamo vicini, veniva spesso nel cantiere dei Ganci, se lo ricorda? No, io non è che ho detto nel cantiere dei Gci, nel cantiere dove c’avevamo interessi noi e c’avev Sì, no, ha ragione. E in questo senso intendevo nel cantiere dove avevate interessi? La domanda è questa. Lei in questo periodo, questo diciamo di frequentazione al cantiere da parte di Cancemi l’ho mai visto coi baffi? >> Ha chi haato cancemi.
Sì, >> sì, sì. Lei ha presente, cioè a sua conoscenza se ci sono state in quel cantiere riprese fotografiche da parte dei fotografiche o >> da parte di forza dell’ordine. >> Sì, sì. >> Senta, lei dopo i primi anni 80 stamattina ha detto appunto di avere conosciuto Pietro ieri, anche se non ho capito male quando c’era Inzio Pullarà nei primi anni 80 di aver trattato quell’affare di droga, no? >> Sì.
E la mia domanda adesso era questa: per incontri, per esempio, non più di droga, ma anche di droga, oppure per affari di Cosa Nostra, oppure per fissare appuntamenti, per esempio, con, che ne so, con Rina eccetera. Lei dopo questi incontri di cui ha parlato stamattina, questo discorso che di cui ha accenato stamattina, si è più visto, si è più incontrato con Pietro ieri? Credo qualche altra volta, sì, in merito, diciamo, che io presi, mi fecero prendere loro un lavoro qua nella sua borgata una costruzione che era la società si chiamava Cochistadil, mi
sembra che il costruttore era La Grasso. Sì, mi ci mi ci sono visto che loro mi portarono in questo costruttore, me lo presentarono e mi ci fecero fare i lavori perché avevo la ditta di impianti idrici e termici e condizionamento. >> No, non mi ricordo l’anno quale fu. Comunque si può ricavare, >> non si ricorda, mi scusi, >> l’anno, diciamo, quando fu, però si può ricavare, tanto >> la costruzione va.
>> Senta, un’altra cosa. Ehm, lei stamattina ha parlato e ovviamente non poteva entrare nel dettaglio e quindi non glielo chiederò neanche io, di alcuni omicidi per i quali lei si è accusato, ha accusato anche Salvatore Cancemi, ha accusato anche altri soggetti, no? e ha detto espressamente che su questi sulla scorta di dichiarazione di cancemale non era pervenuto alcun provvedimento di custodia, non le avevano fatto nessuna ordinanza di custodia.
È ovvio che io non le chiederò i nonni di questi altri soggetti, però le desidero chiederle soltanto questo. Fra questi soggetti da lei accusati poi come autori degli omicidi, oltre a Cancemi e prima di lei, prima di prima che lei collaborasse, c’erano anche altri collaboratori di giustizia >> di questi omicidi. >> Sì, lei ha detto stamattina che ha fatto delle accuse per alcuni omicidi, no? si è autoaccusato.
Ha accusato pure Cangemi e pure altre persone. >> Sì, sì. >> Quest tra queste altre persone, giusto? >> Sì. >> Dal momento in cui lei ha cominciato a collaborare, >> oltre a accusare Cancemi, si è trovato tra questi partecipanti agli omicidi ad accusare anche altri collaboratori di giustizia oppure gli altri erano imputati, diciamo, normali, non collaboratori? >> Guardi, io ho accusato, diciamo, a Cangemi, ho parlato, diciamo, di mio cugino Calogero Ganci, però io non ho che so le dichiarazioni di di Caloggero Ganci, io non le so. Quindi se già lui
l’aveva detto o io l’ho detto prima, questo non lo so. Io >> non non sono stata chiara, evidentemente. Dico presidente deve rispare. M’ha detto che ha accusato anche suo cugino Calogero Ganci, ma non sa lui già ne aveva parlato o meno perché non conosce e non le conosco le dichiarazioni. Calogero. >> Quindi oltre Gancelli e ganci non ci sono altri soggetti, intendo collaboratori questa la può chiedere come consult.
altri collaboratori di giustizia che lei ha accusato di alcuni reati. >> E per dire nell’omicidio Caccamo che tanto già ha avuto il rinvio giudizio c’era pure Neri, però le ripeto io non so se Neri ne aveva parlato o non ne aveva parlato. Io non le conosco le dichiarazioni io. Di nessun collaboratore conosco nessuna dichiarazione.
>> Va bene, grazie. Nessun’altra domanda. >> Va bene. >> Avvocato da qui. >> Sì. avvocato da qui. Signor Anelmo, senta, come si entra in Cosa Nostra? E come si entra in casa nostra? Con il giuramento. >> Come? >> Con il giuramento. >> E come avviene questo giuramento? >> Come avviene? Mi scusi, se uno viene convocato in un posto come io lo posso dire per quello che siamo stati convocati in sette alla presenza di tanti uomini d’onore che noi non sapevamo che erano uomini d’onore, ci hanno fatto tante domande, noi abbiamo
risposto di sì e poi ci hanno fatto ci hanno fatto fare il giuramento con la classe santina, la percita e facci fare il giuramento. >> Quindi diciamo che c’è un rito. Ecco. Sì. Ecco, senta, lei in che rapporti era con Cangemi Salvatore? Buoni rapporti. >> Nell’ambito di Cosa Nostra sto parlando? >> Eh, nell’ambito di Cosa Nostra io le sto rispondendo.
>> Vi vendevate spesso? >> Sì. >> Con che cadenza? >> Con che cadenza? Spesso >> sì, lo so. Spesso, può essere anche ogni giorno, ogni minuto che >> eh può essere pure che ci vedevamo pure ogni giorno, come può essere ci vedevamo una volta alla settimana, dipende. Per dire ci fu un periodo che ci quando c’era GI Raffaele agli arresti domiciliari che ci vedevamo quasi ogni giorno che ci andavamo a casa, io ero latitante fra l’altro e ce ne andavamo qua a Borgomolara e ci facevamo compagnia a G Raffaele, si parlava, si
discuteva del più del meno, di affari lecite o il mangiavamo pure assieme, va. >> Sì. Ehm, avete fatto la latitanza insieme >> conemme? No. >> E durante la latitanza vi vedevate? >> Sì, ci siamo viste. >> E siete visti? >> Sì. >> M Sento un attimo, quant’è l’ultima volta che lei ha visto Cancemi? >> Io >> sì, >> eh, un paio di giorni prima di arrestarmi.
>> E lei è stato arrestato >> il 10 giugno del 93, >> un paio di giorni prima, >> eh, una settimana, 15 giorni. Ora non è che possa essere preciso. Comunque ci siamo visti. >> Vi siete visti? Sì. >> Mh. >> E lei ha detto di aver visto Cancemi con i baffi. >> Sì. >> Ha portato sempre i baffi Cancemi. >> Ah, Cangemi ci fu un periodo che li portava, per dire, quando era la detante.
>> Mh. >> Poi se le lavò, poi se le fece ricrescere. Io l’ho visto tante volte Cangemi con i B. No, no, mi perdoni. >> Ecco, >> voglio dire prima della latitanza >> eh >> eh aveva i baffi, non aveva i baffi, aveva la barba, aveva i cap della lattitanza, quando lui non era latante, io non mi ricordo che lui aveva i baffi, >> quindi non aveva i baffi prima della lattanza? >> No, no, >> se li è fatti crescere, diciamo, durante la latitanza.
>> Sì, ma lui non è che è stato latitante nel periodo del 93, ci fu pure periodi prima del 93 latitante da Duanceme. Sì. Quindi quando diciamo aveva la la lo status di La Titante >> Sì. Aveva il baff, sì. di camuffare la sua identità. Senta, lei il giorno della strage di via D’Amelio dove si trovava? >> A Terratine, >> al mare.
>> Sì. >> Con chi? >> In piazza? Con mia moglie e miei figli. >> E come ha saputo la notizia? >> E proprio mentre che era al bar, diciamo, affacciarono i sottotitolo nella televisione. >> Ah, lei stava guardando la televisione? >> No, io ero al bar che stavamo prendendo un gelato con mia moglie. figli tutti assieme, diciamo, affacciaro questi sottotitoli >> e ho letto quello che era successo e me ne sono andato subito.
>> Come? e me ne sono andato subito, mi sono ritirato subito a casa >> perché >> e perché perché io bene o male sono e e non non ho condanne, non sono pregiudicato, però ero stato in carcere, quindi mi spaventavo un fermo, una cosa e mi sono ritirato. >> Sento un attimo. Lei commentò con Ferrante al carcere terminerese, se non sbaglio.
>> Sì. il fatto che il Cangemi non si fosse accusato della strage di Ria D’Amela, giusto? >> No, io non è che commentai questo discorso. >> Io e Ferrante commentavamo la collaborazione di Gangemi e Ferrante disse: “Come mai non ci parla della via d’Amelio?” Cè è diverso il discorso, mi scusi perché io che ne sapevo chi ci aveva preso parte alla via D’Amelio.
>> È finito lì il discorso? >> Sì, sì, finì lì, finì lì. Senta, e mentre lei era a Termini Merese, lei ha avuto modo di leggere atti processuali e della strage capaggi a termine? No, o >> in altri posti mentre era detenuto. >> Mentre ero detenuto, sì. Eravamo a passeggio assieme io, G Raffaele, Mimmo, Mimmo Ganci e Calogero Ganci.
Qualche cosa la la sentivo dire da loro. Andavamo previa a domandina andav andavamo aare assieme. Poi, fra l’altro gli agganci cal Caloger avevamo messi pure nella stessa nella stessa cella con tutto che avevamo il 41. >> Quindi lei aveva modo anche di leggere arti processuali di quel processo. >> Ma guardi, può anche darsi che le ho letto. Sì.
Io non è che me lo ricordo in questo dov chiedersi che l’ho letto e poi fra l’altro me lo dicevano loro per dire qualche cosa in merito a questo processo. >> Ho capito. >> E quando invece c’è stata la strage capace dove si trovava? >> Io io era al Fant’anna. Presidente, in questi in questi termini la domanda non è pertinente.
Secondo noi c’è opposizione perché >> un’opposizione respinta può essere posta la domanda, anche se ovviamente dovrà poi essere più evidenziato il collegamento con i fatti per cui si procede. Comunque io ero all’Istituto Sant’Anna dove mia figlie andavano a scuola che è una scuola privata di Monachi, non so se lei la conosce e mia figlia aveva il saggio di pianoforte, mi trovavo Laio.
>> Quindi diciamo solo per motivi personali. Ecco >> comera sono andato a assistere a saggio della mia bambina. Sì, >> capito. Capit Senta, lei è stato sottoposto al regime al 41 bis? >> Sì. >> Per quanto tempo? >> Per 3 anni. >> E dove è stato detenuto? col 41 bis. >> Sì. >> Ascolicen Poleto.
Poi termini merese come base d’appoggio e Palermo come base d’appoggio e poi quando partivo per trasferte sono stato al G7 di Roma, sono stato a Bologna, sono stato a Como, seguivo la Corte. >> Senta, lei prima di intraprendere la collaborazione ha avuto dei colloqui investigativi? >> Chi? Io >> sì. No, io l’ho richiesto, quando ho richiesto di collaborare, ho richiesto questo contatto ed è venuto, mi sembra che un 4-5 giorni prima che io veniva il giudice, parlai col dottore Savina e ci disse che io volevo collaborare, lui mi disse “Va bene,
allora lo faccio sapere i magistrati, punto e basta”. >> E lei conosce Giovanni Brusca? >> Sì. >> E come lo conosci? Come? Come lo conosco? Lo conosco perché fra l’altro lo conosco prima che io ancora diventavo uomo d’onore. Poi sono diventato uomo d’onore, me l’hanno presentato e abbiamo fatto del rato assieme.
Ho capito. Senta, eh può un uomo sessuale essere uomo d’onore? >> Un uomo omosessuale? >> Sì. >> E io non ne conosco uomini sessuale, uomini. >> Come? Io non le conosco, sessale, come le conosco. >> Sì, però dico, è possibile, come regola di Cosa Nostra far entrare nel nell’organizzazione a un uomo sessuale? >> No, un uomo sessuale non entra in Cosa Nostra.
>> Lei conosce Scarantino Vincenzo? >> No, non lo conosco. >> Ne ha mai sentito parlare? >> Sì, so che un collaboratore, ma non lo conosco. >> Dico questo come fonte, chiamiamola giornalistica o no? E l’ho l’ho sentito dire che è collaboratore Scarantino. >> Sì, ma prima della collaborazione, voglio dire. >> No, io non lo conosco, non nemmeno sapevo che esisteva uno che si chiamava Scarantino io prima della collaborazione.
>> Ok. >> Alla fine, ecco, la decisione finale come veniva presa? Era la somma di tutte queste riunioni oppure poi alla fine c’era qualcosa che li collegava insieme? Ecco, vorrei capire come come si come avveniva, come maturava la decisione finale. >> Quando finiva l’incontro tutti i capi emandamento >> e chi praticamente, mi perdoni, cioè c’era una prima riunione e partecipavano alcuni capi mandamento, giusto? >> Sì.
>> Poi ce n’era un’altra e ne partecipavano altri, giusto? >> Esatto. Sì. >> E quindi quante riunioni, grosso modo, avvenivano così in maniera frazionata? Tre 4 5 Non lo so. >> Ma credo che due. Due tre. Due. Tre. Certo, perché >> eh >> fra due e tre fra le due e le tre riunioni credo che avvenivano, dipende, diciamo, di quanto si facevano, se erano sei, se erano sette.
Chi partecipava alla prima non poteva partecipare alla seconda, nemmeno alla terza. È così o no? >> Ha già risposto, presidente, c’era qualche eccezione queste regola. Come >> ha già risposto stamattina? C’è opposizione. >> Eccione solo per qualcuno, non penso che erano per tutti. >> Sì, ha già risposto comunque in termini con Sì, ma ora voglio capire, presidente, la decisione finale come maturava. C’è opposizione, presidente.
La domanda può essere >> alla precedente domanda. >> Quale precedente? Io sto facendo questa domanda. >> Allora, ritira quella che aveva fatto prima. >> Sto facendo questa domanda. No, non può fare due domande contemporaneamente. Prima faccia decidere il presidente su questo a questo punto non si è per ragioni di chiarezza e parte dalle risposte che già sono state date e in parte aveva risposto >> a quella dicendo che qualche eh coincidenza né in qualche soggetto ci poteva essere e può proseguire nel nella >> Io ora voglio capire presidente alla
fine la decisione finale come veniva presa chi dava il risultato finale. Ecco, questo a me interessa bene. Hai capito, signor? >> Sì, l’ho capito. Io ho detto che quando finiva il ciclo di questi di questi incontri si prendeva era automatica la decisione, cioè questo quando si sentivano tutti i capiemandamento.
Se c’erano due riunioni, perché per dire si facevano in due l’incontro tutti cambiamandamento, si svolgevano in due riunioni, alla seconda riunione si si prendeva la decisione e basta. Quello faceva la prima riunione con se set capomandamenti. Totorrnina perché Totorrina è il capo della mafia. Perfetto. >> E quindi si acquisiva il consenso di quei sette, poi nella seconda si faceva la seconda riunione, si acquisiva il consenso di quei sette e e si passava alla fase operativa.
Questo è il discorso. >> Sì. Ora io voglio capire chi è che poi diceva guardate che nella prima riunione presente Tizio Caio Sempronio si è deciso in questo modo e quindi ora dobbiamo votare noi praticamente. Succedeva questo grosso modo, no? >> Eh beh, credo di sì, ma poi in ogni caso Totorrina la presiedeva tutte e due le riunioni, tutti e due lui le presedeva, quindi chi lo poteva dire? Quindi il garante era Rina >> e ci mancherebbe.
C’era Rina, c’era Biondino, c’erano loro, >> c’era >> Biondino. >> Biondino. >> Oh! E nell’ambito di questa commissione chi aveva, a parte il ruolo, un potere di supremazia? C’era qualcuno che aveva una supremazia sugli altri, sulla volontà degli altri? avvocato, questa domanda eh ha anticipato non è ammessa perché ha già dato una indicazione più che chiara sul sui ruoli e sulle competenze all’interno di queste commissioni.
>> Senta, poteva accadere che talvolta c’era qualche assenza in commissione? Guardi, io questo non ce lo so dire perché le ripeto io non è che ho preso parte alle riunioni di commissione, quindi non lo so se c’è se ci mancava il capomandamento, ma in ogni caso c’era un suo sostituto perché si doveva acquisire tutti i capi mandamenti dovevano sapere la situazione, quindi non lo so se mancava il capomandamento e ci andava il sostituto.
Questo io non è che ce lo posso dire, non è che io ero là e quindi le dico sì, è successo? No, non è successo. >> Senta, lei si è mai chiesto perché per esempio interessato nella molti anni prima per seguire, quindi tentare di uccidere dottor Borsellino, poi non fu investito di questa eh di questo ruolo per quando poi in effetti avvenne purtroppo la strange? No, non me lo sono chiesto, anzi.
No, non me lo sono chi anzio, anzi ringrazio che non c’ho partecipato >> e non me ne sono creato i problemi. >> No, no, per carità, dico questo ora lo immagino lei. Ora non si crea problemi. >> No, no, non mi sono creato problemi. No, le voglio dire, non mi sono creato problemi, nel senso non è che non mi hanno fatto partecipare perché c’era qualche cosa, non mi hanno Gio Raffaele ha stabilito così e a me mi ha fatto solo un favore che non ci ho preso parte.
Sì. Ecco, Gang Raffaele disse per questa volta tu non pari >> No, no, io non ho detto questo, non ho detto questo che GI Raffaele intanto a me quando fu il discorso dei Capaci mi disse solo di non salire, di non fare la tosciata perché e basta e si fermò qui il discorso per invece Borsellino >> niente assolutamente.
>> E quindi lei non disse mai, non ho avuto mai dire al Gangci Raffaele perché non mi avete mai coinvolto? No, no, perché >> veramente ha già risposto >> e ha risposto pure ulteriormente, quindi è attardiva l’opposizione. >> Senta, avete mai commentato con altri uomini d’onore della consegna di cancemia all’autorità giudiziaria, carabinieri? Sì, fra di noi, voi, specialmente fra di noi, si certo che la commentavamo anche con altri uomini d’onore.
>> M E che cosa avete detto? >> Che si commentava che si and a costituire poi fra di noi, però questo fra di noi commentavamo che lui si andò a costituire perché si spaventava che l’ammazzavano perché c’era una situazione che lui pensa che era la detante insediò una ragazza che era sposata.
Questa questo noi commentavamo in questo senso, >> cioè lei lui avrebbe approfittato di una ragazza mentre era latitante di una sua parente forse pure era >> approfittato nel senso che aveva avuto rapporti. >> No, no, no. Voleva >> Ah, aveva tentato. >> Aveva tentato. Sì, >> ho capito. E questo sarebbero stati, diciamo, i motivi per cui temeva per la sua vita.
Eh, noi così ce lo spiegavamo perché non è che c’era niente per Toto Cancemi. Toto cancem era una lo rispettavano tutti. >> Mh. E il Cangemi, diciamo, di questa rapina miliardaria era la mente, era stato l’esecutore. Che cos’era? >> Di che cosa sta parlando? Mi scusi. >> Della rapina miliardare alle poste. >> E di quale? >> Come di quale? Lei poco fa ha parlato che Cagemi era stato coinvolto e mi sembra che non ho indicato nessuna sede di queste.
A me mi è stata fatta una domanda sul >> come >> sul generico. Dice rapina io ho detto sì e poi ora lei mi sta dicendo la posta. Io >> non sa niente lei. >> No, non è che non lo so. Se lei mi dice quale rabina io ci posso rispondere. >> Non lo so se ce ne sono state più di una rabbina miliardaria. Eh, ce ne sono state. Sì, ce ne sono state.
>> Ho capito. >> Eh, quali? Non lo so. Le sono più di una. Sono tante. >> Eh, sì. Ci fu quella del Monte di Pietà, ci fu quella della banca, diciamo, dove ci furono le cassette di sicurezza. Questa della posta se le parla questa dell’ultima non c’entra niente. Cangem già Gangem era collaboratore, ho >> capito.
No, vabbè, magari sono stato impreciso io. >> Appunto, per questo le ho detto se lei mi dice quale posta. Per quanto riguarda i tentativi di aggiustamento del maxi processo, lei si si riferisce soltanto alla fase del primo grado? >> Sì, del primo grado c’era il dottore Signorino, poi per detto di G Raffaele sapevo che in Cassazione la doveva seguire questa situazione Salvo. Cer interessato pure Salvo Lima.
Questo questo è questo, questo questo so questo le dico. >> E per l’appello vi fu pure tentativo di aggiustamento. >> Credo di sì, ma non in questo non ricordo, diciamo, su che cosa, su quale base, non me le ricordo, perché fu seguito in tutto e per tutto in magistro processo da quando iniziò a quando finì. Senti, lei ha confessato tutti i fatti di sangue di cui si è macchiato oppure qualcosa ancora? No, ancora non ho ancora non ho finito.
>> Cioè ancora, diciamo, ci sono altri fatti di sangue che lei deve >> Sì, sì. >> Nel senso che mi perdoni, non ha mai detto io ho fatto questo omicidio, poi vi racconto le fasi esecutive. >> No, leate massima le ho anticipate, però lei ha fatto una dichiarazione di intendi in un certo punto >> Sì, leate massima sì, le ho anticipate ho in questo momento >> può darsi pure che me me ne sfugge pure qualcuno, giusto? Però >> omicidi lei ha commesso? Perdon.
>> La domanda è stata già posta, avvocato, >> cioè quanti >> e non l’ha saputo quantificare. >> È stata posta Vorrei allora avere magari un’indicazione se è più eh che so 100000. >> Presidente, ha già la domanda è stata posta. Presente, mi perdoni, non stiamo parlando di caravelle, stiamo parlando di omicidi.
Io >> e la domanda è stata posta con riferimento agli omicidi e lui ha detto “Ho fatto omicidi eccellenti e altri omicidi ho chiesto quanti fossero e lui mi ha detto che neanche orientativamente la domanda è stata riproposta negli se lei ha qualche no se lei ha qualche altro elemento da aggiungere, ma non soltanto una quantificazione generica 100 1000 o 10.
000, ma se ha qualche riferimento preciso può approfondire, ma riproporre le stesse domande no. messo il signor Anselmo >> e questo ha cercato di sta sono più di 20, sono più di 30, sono 5, sono 50. Eh, scusa. >> E in questi termini la sua indicazione è generica. >> Come generica, presidente? >> È un’elencazione. È un’imrazione. >> Meno volevo sapere, sono più o meno di 100? >> No, meno sicuramente.
>> Più o meno di 50? >> Di più. Quindi sappiamo >> c’è un’approssimazione, >> un’approssimazione quando arriverà 101 vuol dire che >> non lo so. >> Questi commenti però vorrei che fossero evitati, anche perché non credo che arriverà a 101. Come >> dico il commento quando arriverà a 101 è gratuito ed è extraprocessuale.
Invito le parti a evitare il dialogo. Avvocato prosegue nel >> presente siccome si parla di omicidi, io dico ritengo che è siccome è un fatto gravissimo l’omicidio debba poi tranne che uccido ogni giorno un altro tipo di discorso. >> Comunque presidente l’avvocato deve porre domande. Lo stesso invito rivolgo al pubblico ministero evitate di opposizione a questa se era una domanda c’è opposizione.
Non ho ancora ascoltato domande e invito l’avvocato da qui a a procedere nelle domande. Sto arrivando alla fine. Senta, c’è differenza tra capo mandamento e regente? Capomondamento è capo leggente leggende. Termini mi perdono. >> Ecco, io volevo Lei dice giustamente capomandamento capomandamento, regente e regente.
Io non lo so qual è la differenza se c’è differenza tra il capoandamento e il regente >> in termini di decisioni, di poteri. >> No, non ce n’è differenza perché se fa regente svolge le funzioni dei capo mangiamento. è regente, solo che non è non ha quel propria quella carica come elezione, diciamo che è diventato rappresentante, è diventato capomandamento proprio eletto.
Cioè, ma le funzioni sono quelle uguale sono. Se fai regente fai il regente >> e i regenti hanno dei sostituti. >> Come >> i regenti hanno dei sostituti. Il regente, diciamo, il sostituto lo può fare solo se è regente lui del mandamento e non c’è il mandamento. Allora, per dire, se lui viene impossibilitato perché magari è arrestato, il regente può nominare un sostituto, ma se non c’è il mandamento effettivo, perché se c’è il mandamento effettivo il regente che può fare il sostituto, non assolutamente. Ok.
Sono altre domande, presidente. Grazie. >> Avvocato Scozzola. Signor Sermo, senta, lei ha dichiarato che è stato sotto cappo della noce. Potrebbe dirmi in che epoca è divenuto sottocapo? >> Sì, nel 1982 sotto le feste di Natale abbiamo fatto le lezioni della famiglia. Io sono diventato il sottocapo della noce e poi nell’83 agganci Raffaele ci hanno dato il mandamento e io il sotto capo quindi l’ho fatto dalla fine 82 fino a luglio 96.
>> Fino a luglio >> 96. Ah, sì, vabbè, chiaro. Perodo in cui iniziava la collaborazione e sentita e pure avendo partecipato lei a diversi omicidi eccellenti, così come ha detto, così come ha dichiarato, non ha successivamente avuto ulteriore cariche, ulteriore grado? E quale >> o si è limitata a rimanere sotto capo? E mi scusa.
E quale carica doveva avere se ci aveva un rappresentante un sotto e un un rappresentante di famiglia e capomandamenti in ganci Raffaele? Dove doveva andare olso di qua? >> Sto chiedendo se lei ha avuto >> eh No, non ce n’era. >> Ma ha acquisito maggiore prestigio all’interno di Cosa Nostra oppure no? >> Guarda, questo io a me mi rispettavano tutti e avevano fiducia a me, quindi poi io non lo so.
Ma nel 1980, dall’80 all’82, al Natale 82, non la rispettavano pure tutti? Avevano in ogni caso fiducia. >> Sì, però poi diciamo diventando sottocapo, diciamo, c’ha più diventa più importante, diciamo. >> Sì. Senta, lei ha partecipato, se non ricordo, all’omicidio di Bontata Stefano. È vero o no? >> Sì. >> Ecco, come un esecutore materiale, giusto? Ma non è che c’ho sparato io non ci ho sparato.
>> Sì, vabbè. Eseccore materiale, nel senso che era nel gruppo taluno dei quali ha sparato. Ecco, io volevo sapere da lei questo. Si ricorda a che ora è stato ucciso Bontate Stefano? >> Sì, di sera. >> Di sera? Su per giù. A che ora? >> Di sera comunque già era buio. >> Sì, lo so, ma eh può determinare l’orario? Sicuramente >> 18 20 21 >> no eh dopo le 21 credo. Credo sì, credo.
Eh, non posso essere preciso. >> 21. Sì, lo so che non può essere preciso, ma molto prima delle 24, >> come >> tra le lei ha detto dopo le 21, ma prima delle 24, giusto? >> Sì, credo di sì. Sì, sì, sì, >> sì. Eh, lei esclude che sia venuto alle 4:00 di mattina? >> Alle 4:00 di mattina? No, no, lo io Sì, lo escludo, >> lo escludo.
Senta, sai i motivi, dato che già No, lei ancora non era eh m sotto capo e sai i motivi della guerra di mafia? In particolare, per essere più sintetici, le è mai risultato, ha mai saputo da taluno che Bontato Stefano è stato ucciso in quanto aveva decretato Bontate Stefano la morte di Agieri Pietro che venendolo a sapere ha anticipato il Bontate e quindi lo ha fatto uccidere.
A ieri Pietro. >> Sì. >> No, no, assolutamente. Era il discorso per quello che sapevo io era per Totorrina. >> Cioè, in che senso, scusi? Questo è più speci, >> cioè noi abbiamo ucciso Stefano Band. Intanto, intanto l’abbiamo ucciso perché c’era questa situazione che c’era questa contrapposizione, poi c’era c’era stata la scomparsa la scomparsa di Pedanno.
A noi c’è stato detto che Peddupanno l’aveva fatto scomparire Stefano perché non si era voluto pressare ai suoi voleri di attaccare Totorrena e per questo abbiamo scatenato la guerra noi. >> M e quindi diciamo la contrapposizione tra chi era? Se lei può specificarlo meglio con due parole.
Era tra Stefano Bontata e Totorrino. Non l’ha detto in maniera specifica. Presidente, >> fra noi con Leonesi e il gruppo Orina e Zarillo Badalamenti. Questo era >> è il gruppo Rina. Fra voi, Collonese e gruppo Rina. E noi collanese gruppo Rina siamo. >> Ah, quindi fra voi Rina e l’altro gruppo Stefano. >> Sì, noi la caccia a loro la davano, la davamo a Bontà, inserirlo, badalamenti e altri, diciamo, che erano legati a loro.
>> Sento una cosa, un’altra cosa. Lei nel 1989 era libero o sbaglio? >> No, io nel 1989. Che data? Mi scusi? >> Nell’anno 89. Fino al 7 marzo 89 ero libero. Fino al 7 marzo. >> Esatto. E poi >> poi sono stato detenuto >> fino al >> 7 settembre 90. Perfetto. Oh, voglio sapere allora da lei questo. Le è pervenuta voce, sia pure all’interno del carcere, che nel 1989 a Palermo circolasse Giovannello Greco oltre che Contorno Salvatore.
>> Ma guardi, c’era non ci fu ciucci. Queste notizie arrivavano. Ora non mi ricordo se fu nell’89 di Giovannello Greco, se fu prima. Non me lo ricordo. Questo >> la possiamo collocare dopo l’omicidio Puccio. Fratelli Puccio. >> Io dopo l’omicidio Puccio non ero detenuto a Palermo. Ero detenuto all’ospale di Livorno, quindi non avevo contatti con nessuno.
>> M ho capito. Quindi, comunque lei questa voce la colloca prima dell’89. >> Ma io non è che sto dicendo la colloca prima. Io ho detto c’erano queste voci, allora non mi ricordo se fu nell’89, se fu nell’86, se fu nell’87, non me lo ricordo perché arrivavano queste voci. Perfetto.
Queste voci sono si è sparsa questa voce nell’ambiente di Cosa Nostra. Ma nel 190, quando lei acquista della libertà è ancora più lontana del tempo, se lei vuole, nel 1992 questa voce continuava a circolare oppure già non si parlava più del della presenza di questo soggetto in Palermo? >> Di chi? Di chi parla? Giovannello Greco. >> No, io nel 92 non ne ho sentito parlare di Giovannello.
>> Nel 92 non ne avete più sentito? >> No, io che ricordi? No. >> Sì, sì. Sente una cosa. Lei ehm chiaramente essendo stato uomo d’onore è stato più volte presentato ad altri uomini d’onori, almeno penso. È vero o no? E se c’erano persone che già non mi erano state presentate e poi si presentava l’occasione e mi venivano presentati.
>> E quando c’è la presentazione tra uomini d’onore che hanno un determinato grado, come avviene la presentazione? Cioè dire si dice il grado tra le persone, questo è sotto capo, questo è capo decina, questo è capo mandat. Sì, sì, si dice. >> Quindi regolarmente si si indica >> Sì, io sono stato presentato e mi presentava per dire per dire io ero con G Raffaele giusto mi presentava che lo voglio dire un tizio qualsiasi presenta a Paluzzaniemo a stessa cosa come sotto capo.
>> Ho capito. Sì. Lei poc’anzi rispondendo a una domanda del collega che mi è preceduto l’avvocato da qui ha detto che Cancemi si è fatto crescere i baffi durante il periodo della sua latitanza. Per essere più specifico si lei si riferiva alla latitanza in seguito alla emissione nei confronti del cancemi dell’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio Lima.
Ma non mi ricordo se fu in questa occasione, se si fece crescere il baffo, fu nell’occasione prima quando lui precedentemente ci fu altre volte lui latitante comunque aveva usava che quando era latitante si faceva crescere i baffi. >> Oh, quindi quando cestava la latitanza toglieva questo tratto somatico, cioè si si levava i baffi.
Eh, non è che Allora, mi sembra che ci fu un periodo che se le se le tenne e poi se le levò, però non è che io posso fare caso a queste cose, avvocato, mi scusa. >> Ho capito. Senta, lei ha parlato che nel 1987 all’incirca avrebbe pedinato per quattro domeniche consecutive, sia pur con le modalità che ha detto il dottor Borsellino.
Io da lei volevo sapere questo. Anzitutto io non ho detto 87. Scusi, ho detto 88 effettivamente presente. Vabbè, 88 presente vabbè queste premesse che possono indurre >> in errore. >> Comunque nel periodo in cui in periodo in cui ha detto presidente, per carità e volevo sapere questo. Anzitutto quanto tempo durava questo pedinamento, cioè quante ore ogni domenica? >> Ma la mezza giornata, >> quindi mezza giornata.
per mezza giornata. Se lei ci può dare un’indicazione da a da che ora a che ora? >> Dalla mattina non mi ricordo se partivamo alle 8:00 perché loro tenevano che c’era il dottore Borsellino che c’era in un posto che andava a comprare le uova qua in via a Galilei che c’era un pollaio, poi usciva per andare a prendere il giornale che vicino c’è l’edicola, usciva per andare a messa, quindi comunque nella mezza giornata noi prima di pranzo o allora di pranzo poi smontavamo e ce ne andavamo.
Se >> Perfetto. E quando il dottor Borsellino si allontanava da casa >> Sì. Se è successo per la verità. >> Sì, è successo una volta e l’abbiamo sbagliato. Infatti ho detto io che quando noi siamo arrivati già il dottore Borsag è successo eh nel senso che e voi io volevo sapere questo, se lei mi fa fal domanda.
quando lui si allontanava da casa, nel senso che si spostava non per andare nei posti che lei ha indicato e che erano tutto sommato, diciamo, vicino casa, ma per andare in posti più lontani voi lo pedina? >> E guardi che io non lo pedina, io non lo pedinavo al dottore Borsellino. Io stavo in attesa della battuta che me la portava.
Ho detto G Raffaele e Totò Gangeme. >> Ecco, quindi praticamente >> erano loro che se la vedevano. >> Ecco, quindi erano loro. Lei rimaneva praticamente. >> Sì, io ero in attesa, come ho detto, in quel locale >> di quel negozio o davanti la chiesa. >> Poi quando infatti, diciamo, non siamo arrivati in tempo, ci siamo spostati davanti alla chiesa, però logicamente c’erano dei rischi là perché passavano sempre le pattuglie.
Questo era il discorso. >> Sì, sì. Ecco. Oh, ma sa se oltre cancemi e ganci vi fossero altri soggetti che lo pedinavano, che lo pedinassero? >> No, guardi, io mi io mi ricordo di loro due, poi può anche darsi che ci fosse qualche altro, però io in questo momento ricordo a loro due. >> Lei in questo momento ricorda a loro due.
Ehm, perché lo facevate se Ganci gliel’ha detto solo la domenica? Intanto ho detto io che era solo la domenica perché noi avevamo quella possibilità di quel locale che era un negozio dove c’era della vendita di mobili e quindi non è che ci potevamo andare a mettere là il sabato che il negozio era aperto e c’erano tutte le persone che entravano e uscivano. Cioè, mi deve scusare.
Poi c’era il discorso che dottor Borsellino non è che faceva servizi a Palermo, ma faceva servizi a Marsala, quindi se non ricordo male fino il venerdì lui lavorava là. Il sabato non poteva essere perché le ripeto il negozio era aperto e quindi e quindi noi ci piazzavamo là solo la domenica perché la domenica il negozio era chiuso. Ok.
cambiando argomento e passiamo un mattino a queste riunioni organizzative per il delitto e volevo sapere da lei anzitutto chi è che partecipava a queste a queste riunioni in cui si doveva organizzare il delitto solo esclusivamente le persone che dovevano commetterlo o materialmente logicamente oppure vi potevano partecipare anche altre persone che non dovevano commetterlo, che non dovevano agire materialmente >> in merito a che cosa? Perché non ho capito.
Lei ha detto stamattina che vi possono essere state all’interno di Cosa Nostra e per la verità e poi ci arriviamo, lei ha portato un esempio delle riunioni organizzative per il delitto, cioè dire una volta che la commissione ha Presidente, mi devo scusare ma devo sintetizzare una volta che la commissione ha deliberato un determinato delitto X, va bene, cioè viene praticamente deciso chi lo deve fare e chi non lo deve fare.
A questo punto ci può anche essere una riunione in cui i capi mandamento con i anche con i soldati si possono vedere, si possono incontrare per decidere come fare, come materialmente agire nel per compiere questo delitto. Ricordo bene, presidente, io eh Allora, io le chiedo questo a questo tipo di riunione, chiamiamola tra virgolette organizzativa, come organizzazione materiale del diritto.
Chi poteva partecipare? Potevano partecipare, poteva partecipare chiunque o solo ed esclusivamente quei soggetti, semplici soldati che dovevano materialmente agire? potevamo partecipavamo quelli che dovevamo agire, >> quindi partecipavate solo ed esclusivamente quelli che dovevate agire e lei ha partecipato ha detto a una riunione di tale di tale natura, di tale tipo.
È giusto? No, io ne ho ne ho partecipato a diversi perché in quelle situazioni per gli omicidi eccellenti che ho fatto io ho partecipato a tutte queste situazioni per vedere come si doveva fare l’azione. >> Ma quando lei partecipava a queste riunioni eravate più capiandamente un e più soldati oppure un solo capomandamento e più soldati? Ma dipende, guarda, per dire se c’era Ganci Raffaele c’era Pippo Gambino c’era e Nino Madonia che faceva l’ suo padre e c’era o ci poteva essere pure qualche altro capomandamento, quindi Ma però sempre diciamo interessata a chi stava
partecipando all’azione. >> Ecco, ma a questo punto i capi mandamenti che partecipavano agivano anche materialmente, >> certo, >> avevano anche una condotta poi materiale nel DE e quindi tutto sommato, diciamo, era una riunione per dire come dovevate materialmente organizzare. Sì, partecipavano attivamente pure loro.
>> Eh oh, io mi riferisco a questo. Chi dei capi mandamenti invece non partecipava materialmente non prendeva più parte a quella riunione deliber e organizzativa, scusa. >> No, se non se non ci partecipava che doveva venire a fare? No. >> E quanto tempo prima del fatto si verificavano queste riunioni? >> Del fatto >> del fatto del fatto dell’evento che dovevate commettere? Eh, ma guardi, dipende, diciamo, quanto per dire noi nel dottore Castaracci abbiamo perso diverso tempo avanti che noi abbiamo abbiamo fatto tutta la fase
organizzativa, trovare il posto dove ci dovevamo mettere, quindi non lo so, sono passati 20 giorni, sono passati, però ogni caso è a sé. >> Ok. Lei ha detto poi che alcune riunioni della commissione sia pure spezzettate nei gruppi e già questo qua sono domande già fatte, quindi non le reitolo, si sono svolte anche a casa sua, si sono svolte alla villa di Guddo e poi ha indicato altri posti, quelli che ha indicato lei, specie per quelli che si svolgevano a casa sua o anche per quelli che si svolgevano a Villa Guddo, dove lei
alcune volte ha avuto un ruolo cioè di accompagnare le persone, probabilmente anche di non lo so se altri ruoli eventualmente me lo dica lei. Entrava mai all’interno mentre discutevano all’interno della casa? E per dire, se erano a casa mia, io per dire ci facevo il caffè mentre che loro erano nel salotto e poi io ci portavo il caffè, ma solo per questo fragente, >> eh.
Dunque, allora specifichiamo un pochettino a casa sua, se possiamo fare questa distinzione, signor Anzemo, tra casa sua e Villa Guddo. >> Sì. >> E contemporaneamente, per maggiore chiarezza per tutti, poiché non mi ricordo i posti che lui ha indicato, anche per gli altri posti che lei ha indicato. È giusto? Oh, ad eccezione che a casa sua lei negli altri posti che funzione aveva? >> Niente di andare a prendere per dire, mi dicevano, vai a prendere questo capomandamento, lo porta luogo >> e lo porta lì e poi lei rimaneva fuori casa. Sì, fuori, fuori, fuori.
>> E queste e lei entrava mai all’interno, non siamo a casa sua, poi c ci arriviamo a casa sua. E lei entrava mai all’interno delle abitazioni, mentre durante lo svolgimento delle riunioni. >> Aspetti di un caso ha già parlato avvocato, quindi può chiedere se gli è capitato di entrare in altre occasioni. Sì, un minuto.
Quello di là è diverso e ci arriviamo presidente in maniera differente perché là c’è io non voglio suggerire presente tutt’altro perché là c’è Torrina che glielo dice. Qui la mia domanda è differente. >> Comunque ha parlato di un caso in cui lui ha fatto ingresso. >> Lui ha fatto ingresso perché è stato specificatamente chiamato.
Ci siamo? Il ricordo esatto. Perfetto. Il mio ricordo è esatto. È giusto. La mia domanda è differente, presidente. Lui spontaneamente lì è stato chiamato. È differente. Lui >> ora è chiara anche la >> Lui spontaneamente entrava e >> di sua iniziativa di sua iniziativa. Sì, spontaneamente. Assolutamente. Assolutamente. >> Come? >> No, non non entravo. Non entravo.
No, >> no, non avevo sentito, non si era sentita completamente la risposta. Andiamo invece a casa sua. Lei metteva a disposizione la sua casa e ho capito ora, grosso modo, anche la stanza del salotto. >> Sì, >> ho capito. Quando una volta che lei portava questo caffè e si annunziava il suo ingresso e in che modo? >> Sì, bussavo io.
>> Bussava. >> Bussavo. Sì. >> Oh. E quando lei portava il caffè, materialmente che fa? e smettevano la discussione, l’oggetto che avevano in corso oppure continuavano a parlare sia pure in sua presenza. Ma guardi che io restavo là il tempo di posare il vassoio con il caffè e le tazze nel tavolino di stavolta e me ne andavo.
Quindi può darassi pure che qualche parola la continuavano. Ma non è ma io non è che potevo capire niente. Uscivo di nuovo e me ne andavo di nuovo in cucina ad aspettare. >> Esatto. Quindi, diciamo, non sentiva l’oggetto della della riunione. >> No, no, assolutamente. >> E richiudeva immediatamente la porta e si allontanava.
>> Sì, sì. Richiudevo la porta e mi allontanava e me ne andavo in cucina, ho detto. >> E se ne andava in cucina. Sì, queste persone che accompagnavano i capi mandamento a queste riunioni che Totorrina conosceva, cioè dire, scusi signor ancora più chiaro, lei tra le altre cose in Cosa nostra aveva questo ruolo di prendere capi mandamenti e portare in un determinato posto.
È giusto? E lei ha detto che rimaneva fuori. >> Oltre lei questo ruolo lo facevano anche altri. >> Eh sì, certo. >> Oh! E tutte queste persone erano che che avevano questo stesso ruolo suo erano conosciute specificatamente da Totorrina come uomini d’onore. Ma >> credo di sì. Credo di sì, però non è che credo di sì. >> Ma chi c’era oltre lei? Allora, >> a a portare queste persone? >> Sì.
>> Eh, che lo voglio dire? C’era per dire Nino Rotolo veniva >> e Nino Rotol è conosciuto a Totorrina. >> Eh, certo. >> Poi chi veniva? >> Certe volte veniva pure Giovanni Modo Pacchione a compagnia il noto Anto Torrina. >> Sì, sì. Poi >> certe volte Sansone portava a qualcuno, certe volte Angelo Baibera portava questo.
Tu per comunque non ogni caso le conosceva Dodorrena tutte persone che conoscente sono. >> Lei conosce un certo Ciccio Ganci m par cugino di di secondo grado. Dovrebbe essere qui, lo dico ipoteticamente di Raffaele Ganci. Eh, io un Ciccio Canci lo conosco. >> Eh, e come che tipo è? Che personalità ha? Era una personalità di poco conto? Non è uomo d’onore.
Se è quello che non è uomo d’onore, so che vabbè che non è uomo d’onore, sì, ma eh è una è una persona che aveva un certo rapporto e specificamente se aveva un buon un ottimo rapporto o addirittura un pessimo rapporto con Raffaele Ganci, il quale neppure lo considerava. Presidente, mi perdoni, non evitare che ci siano problemi.
Stanno parlando dello stesso Ciccio Ganci e in effetti un’indagine in tal senso sarebbe quantomai opportuna. >> Presidente, subito dopo dico ci risponde per non riproporre la domanda e subito dopo la faccio. >> No, avvocato, c’è un ordine logico che non possiamo superare. >> No, presidente, che c’è? No, e per non dimenticare la domanda, presidente, >> se la scrive.
>> Dunque, e Ciccio Ganci di cui di cui parlo io è un soggetto che abita alla noce ed è uno che, diciamo, un piccolo delinquente fa faceva reati contro il patrimonio, la Druncola e cose varie. E allora sarà lui, >> eh, ed è cugino di secondo grado di Gangci Raffaele. >> Sì, >> perfetto.
Quindi, allora parliamo della stessa persona. >> No, no, per carità, l’intervento di questo verbale in un altro. >> No, no, no, per carità, >> era un soggetto tenuto in considerazione da Ganci oppure era tenuto in pessima considerazione da Ganci? Ma guardi, diciamo, se ci bisognava a noi Ciccio Cancivamo pure, non è che non ce ne servivamo, però diciamo non è che c’era questo grande idilio fra G Raffaele e G Francesco, però fra l’altro lui era vicino al suo zio, a Toto Ganci, camminavano sempre assieme che era che Toto Ganci è un uomo d’onore ed è il
fratello del padre di Ganci Raffaele, quindi si rispettava bene male. >> Ok. Ma era in grado Ciccio Ganci di di chiedere favore inerente l’attività di Cosa Nostra agganci Raffaele? >> Presidente, c’è opposizione perché la domanda comporta una risposta che dovrebbe consistere in un giudizio. >> Non è detto.
Se se la risposta è positiva, chiaramente chiederemo un fatto. >> Opposizione accolta anche in sotto il profilo della genericità del riferimento alle attività di Cosa Nostra. Chissà se Ciccio Ganci ha mai chiesto favore inerente l’attività in genere e quindi quella che normalmente faceva Cosa Nostra a Raffaele Ganci. >> No, avvocato non risponde.
O precisa la domanda o rimane ferma. >> Sa se Ciccio Gangci si è mai interessato di un bar di certo mastro lembo posto nella noce. avvocato, precisi in che termine se interessarsi in un bar può essere anche la conduzione senso che ha avvicinato presente Prodromica che già l’avevamo detto rapporti con Raffaello. >> Sì, ma deve essere anche chiara la domanda.
nel senso che ha avvicinato, se sa che Ciccio abbia avvicinato eh Raffaeleci in relazione a un problema eh per un bar di proprietà di Certo Mastro Lempo. >> Avvocato, la domanda così non non la perché un problema di un di un bar per mettersi a posto con Cosa Nostra, presidente. Ah, su questa cosa sì, ha potuto intervenire sicuramente in queste cose sì, sicuramente poteva intervenire Ciccio Canci.
>> No, non sicuramente poteva intervenire. Io sto dicendo, le risulta che è interven >> proprio per questa cosa che mi ha chiesto lei. No, non mi risulta, però le ripeto che per queste cose Ciccio interveniva, va, magari c’era, siccome giustamente le persone sapevano che si chiamava ganci, magari ci dicevano, sai, mi serve questo e lui, per dire veniva e diceva se allora sì, però non so se poi l’ha fatto specificatamente per questo che mi sta indicando lei.
>> Questo non lo so. E lei ha mai è mai intervenuto per questa questione di barre di Mastro Lembo. >> Ma dove dove se lei mi dice dove è ubicato questo barre? Perché magari al me il nome non mi può dire niente, però lei mi >> alla noce. >> Alla noce dove è la noce. La noce la noce. E dove? Alla noce. >> Via Lancia di Brolia >> Lancia di Brolo.
>> Mastro >> Mastro lembo. >> Lembo >> titolare. Poi non lo so come si chiama il bar. Ah, il nome >> No, è è il nome del titolare, signor Ansome del titolare non mi dice niente a me. Io magari se le >> non so come si chiama il bar. >> Eh, non lo so. Allora, se lei mi dice il nome del bar, allora lanciato i brolo e ci potremmo arrivare.
Non è il mio costume inventarlo, non lo so. Eh, Marsolo, a me non mi dice niente. Avvocato, >> sento una cosa, suo cugino, eh, cioè il signor Gangi Raffaele, era solito stare all’interno della sua macelleria >> in via Lanciato di Brolo. >> Sì, >> sì, sì, ci stava. >> E era solito frequentare un campo di calcetto che si trova si troverebbe alle spalle di questa macelleria.
Vi Lanci Brol c’è un campo di calcetto. Dov’è questo campo di calcetto? Mi scusi. Cioè, io sto chiedendo, quindi non c’è campo di calcetto in via Lancia di Brollo dietro le spalle della macelleria per quanto le risulta. >> Ma un campo di calcetto in via di Brolo. La di Brollo tutti i negozi ci sono >> vicino Piazza Noce.
A piazzanoce, campo di calcetto. È nuovo sto campo di calcetto a Piazza Noce. Lo so, me ne rendo conto. Senta, Cancelli nel 1992, per quanto le risulta, è mai stato a rischio di vita? >> No, l’ho detto. Mi sembra che avevo risposto in questa domanda. >> Le ha risposto 93. >> Eh, appunto, che non aveva problemi, quindi si figura nel 92.
Se non aveva problemi nel 93. >> Mh. Lei conosce Scotto Gaetano? >> No. >> No. Ne ha mai sentito parlare? No, >> no, sento una cosa, Rina nel 92, per quanto lei risulta nell’estate del 92 e comunque dal mese di giugno 92 in poi le risulta che il posto dov’era la Titanta non mi interessa la casa, la zona, il paese. >> Dov’era la Tetante? Nel 92 da giugno.
>> Sì. No, non mi risulta. Io so io so dove abitava a Palermo, poi dove se ne andava, diciamo. Non sa si trovasse a Marsala in quel >> No, non so se era a Marsala, se era a Mazara, se era a Castrano, non lo so. >> Senta, lei Biondino nel 92 e lo ha sempre visto con una Citroën? No, non me lo ricordo se l’ho visto con una sing perché le ripeto sembra che si cambiavano le macchine.
Ma lo ha mai visto con una Fiat T1? >> Può anche darse >> con una 126. >> Non lo posso escludere, avvocato. Non è che non è che mi andavo a puntare la macchina con cui camminavam, mi scusi. Con una eh Audi macchina di grossa cilindrata. Guarda avvocato, lei mi può mi può nominare tutte le marche delle macchine.
Io ci dico che non lo posso escludere perché non chi fa? Ci guardavo la macchina con quale macchina veniva che che cosa mi interessava a me con quale macchina veniva. >> Scusi un attimo, avvocato è rientrato dal colloquio Vernengo l’ha annotato. È presente in aula Vernengo, vero? Va bene. Può proseguire avvocato? >> Non ho più domande e quindi non prosegue.
Presidente, >> salo, presidente? >> Avvocato Salvo. >> Sì, >> vuoi fare tu Paolo? >> Sì, sono tre domande in tutto. Avvocato Petronio. >> Allora, avvocato Petronio, prego. >> Signorzi, signor Anselmo, lei ha detto di essere stato molto vicino a Ganci Raffaele. >> Sì. e quindi ne ha conosciuto bene le abitudini, le attitudini, i gusti.
Può rispondere >> perso il sua l’ultima parte della sua domanda. Avvocato, mi scusi. >> Dico, mi ha conosciuto, dunque, dicevo, i gusti, le attitudini, le abitudini di Gier Raffaele o no? >> E vuole Ah, vuole che risponda su questa domanda. Sì, >> certo. Io lo conosco a G Raffaele, >> non come persona, lo so che lo conosce, dico, ma sapeva le abitudini, insomma, in buona sostanza risulta che qualche volta abbia mangiato un bambino vivo.
>> Chiele sta scherzando? Ma non l’ammettoo, >> presidente, mi mi consente >> ed evitate ed evitate domande ad effetto. Potete fare quelle suggestive, ma non >> No, non è suggestivo, signor presidente. Questo è stato detto da un altro collaboratore di giustizia. Presidente, allora c’è opposizione che formalizziamo perché già l’abbiamo detto l’altra volta, secondo noi, vediamo cosa ne pensa il presidente, quelle espressioni sono state utilizzate per enfatizzare volutamente un concetto, non per rendere un’idea esattamente corrispondente al
reale. Quindi noi formuliamo questa opposizione perché altri collaboratori di giustizia hanno utilizzato queste espressioni, ma non per indicare che effettivamente quella persona mangiasse i bambini vivi. Questa è la nostra interpretazione, però noi crediamo che anche la Corte l’abbia intesa in questo modo, quindi per questo motivo c’è opposizione.
posizione accolta può proseguire. Avvocato, >> a prescindere dall’incidente, volevo dire, siccome il pubblico ministero ha fatto un discorso unin ha dato un’inente di di intervenire sul punto poi il motivo per cui lei respinge. >> Non credo che l’avvocato Petronia abbia bisogno di un intervimento è stato adottato, io lo invito a proseguire.
Avvocato Petronio, >> non è chiaro come vuole dire il pubblico ministero l’interpretazione che dà lui. >> Signor presidente, mi consenta. >> Signor presidente, mi consenta. Abbiamo colto dalla viva voce del collaboratore che abbiamo sentito l’udienza scorsa che il linguaggio non era metaforico né con riferimento, diciamo, a immagini, ma era con riferimento alla concreta attività svolta da quel soggetto.

Le interpretazioni in questo momento di dichiarazioni già date sono fuorilogo, >> riserviamole alla fase più opportuna. >> Presidente, mi permetto di dirlo perché il pubblico ministro ha dato una sua interpretazione personale che non è che non può essere condivisa >> e io invito tutti, pubblico ministero compreso a non dare interpretazioni personali.
E allora, signor Gangci, un’altra domanda. Signor Anselmo, chissà perché il semplice uomo d’onore come viene chiamato nel gergo di Cosa Nostra? >> Uomo d’onore? >> No, quello del primo gradino, dicevo. >> Il primo gradino uomo d’onore. Soldato. Uomo d’onore, così. Soldato, ha detto lei, dico, ho sentito bene, ha detto >> no, è uomo d’onore, però soldato nel senso che non ha nessuna carica perché tutti uomini d’onore siamo >> d’accordo.
Ma non vi non viene mai chiamato guardia, custode? >> No, assolutamente. A me non mi risultano queste questi termini. Va bene, >> senta, se è lei in grado di rispondere, queste famose riunioni della commissione potevano partecipare dei soldati semplici. >> Presidente, c’è opposizione perché è generica. Vorremmo che l’avvocato chiarisse a quale riunione si riferisce.
Cioè attiene alla composizione, all’organizzazione. Sì. Cosa? >> Sì. Si parla di commissione provinciale. >> Sì, vabbè, >> in questi termini comunque c’è opposizione perché mi pare che abbia già detto chi partecipava e quali cariche fossero necessarie per partecipare alle riunioni di commissione. >> C’è una risposta in termini impliciti.
Comunque poi non poniamo la domanda in astratto non è potevano partecipare dei soldati a queste riunioni commissione. Se il soldato era investito, diciamo che era fatto regente, per dire, a noi quando ci hanno arrestato abbiamo fatto il regente del mandamento a Franco Spine a Nino Galleano ed erano dei soldati, dei semplici tenuto d’onore.
>> No, non parlo di regenti di soldati semplici nel senso più assoluto. Ma sa vedere, diciamo, perché certamente se se >> riunioni deliberative, cioè dove si doveva decidere di cose importanti >> e darsi pure che è un soldato semplice poteva pure entrare perché per dire poteva avere l’incarico di svolgere diciamo poi le funzioni per dire di mettere a posto quella quella tale decisione.
>> Ah, quindi insomma veniva convocato anche il soldato che doveva >> finalmente seguire il diritto. Ecco, questo sta dicendo. >> Sì, non è sano questo. >> Va bene, basta così. Grazie presidente. >> Arai di più. Avvocato Salvo. Eh, signor Anselmo, il lei aveva un rapporto di parentela già detto con Ganci Raffaele e le chiedo ora io.
Avevate godevate anche di lei godeva della fiducia di Ganci Raffaele per quello che le risulta. >> Sì. Quando poc’anzi ha riferito che Ganci Raffaele le disse di non andare a Terrasini ai tempi della strage di Capaci, le spiegò il motivo per cui lei non doveva andare a Terrasini? >> No, disse solo evita di salire a Terrasini e basta. >> Ecco.
E lei poi capì dopo >> Sì. >> il fatto perché gliel’aveva detto. >> Sì, sì. Così >> per tutto quel tempo. Quanto tempo prima glielo disse? Non mi ricordo se furono 20 giorni, se fu se furono 15, se fò 25, non me lo ricordo. Avvocato, >> comunque lei non gli sentì mai dire, guarda che stiamo facendo questo fatto. >> No, a me mi disse guarda, non salire a Terrasine, punto e basta.
Poi io le notizie mano, diciamo, dopo che sono stato detenuto le ho apprese, diciamo. Punto e basta. >> Benissimo. Oh, e lei come mai non chiese perché questo perché non ci devo andare? insomma, non fu incuriosito da questo. >> Eh, no, perché non è che non ero per dirmi così vuol dire che c’era un motivo, quindi inutile che ci chiedevo perché non ci doveva andare.
>> E questa sua riserv, diciamo, delicatezza nasceva da un fatto suo personale o da una regola o da un’abitudine che in Cosa Nostra non è opportuno domandare? >> In ogni in ogni caso non è opportuno domandare. Ma io questo problema con Ganci Raffaele non ce l’avevo. >> Però lo stesso lei non riteng di fare domanda.
Ho capito. E mi dico un’altra cosa. Poc’anzi lei ha parlato su, non mi pare su domanda del pubblico ministero o forse di qualche collega delle costituzioni in carcere di alcuni uomini d’onore avvenuti dopo il maxi processo. Si ricorda? >> Sì. Sì. >> Lei sa perché avvennero queste costituzioni? >> No, io so che si costituirono. Basta.
Mi sembra che è così. Ho detto sì, sì, lo so. Non ha dato il motivo per questo io lo >> fu un fatto strano per noi per dire, diciamo, ma perché fra l’altro per dire le faccio un esempio, Nino rotolo era abituato alla latanza va. Ecco dico, ma perché si sta andando a costituire? >> Lei sa quanti anni di carcere aveva fatto Nino Rotolo? È possibile otto, per esempio.
Alo rotolo nell’85 l’avevano arrestato, se non vado errato. >> E e lei sa se a quei tempi si godeva dei benefici della legge Gozzini? in quel periodo, diciamo, >> prima del 92, prima dell’estrade. >> Ah, sì, si godevano. Sì, sì, si godan. >> Quindi è possibile per quello che le sa ha sentito riferire da qualcuno che dato che avevano fatto 8 anni, 6 anni di carcere e potevano avere i benefici, dovendo scontare delle pene residue minime, si presentavano per questo, per restare completamente liberi, anziché fare la latitanza per un anno, per due
anni che gli restava. Le è capitato qualche caso di qualcuno che era in questa situazione che le conosca. >> Non ho capito bene. >> Per esempio, Rotolo era condannato a una pena di 12 anni o di 11 credo. >> Non lo so, non lo so a quanto era condannato. 6 set. Con i benefici avrebbe quasi finito la pena.
dico, è possibile che si presentava per questo motivo, per essere >> eh io Ma io non è che sto dicendo che >> scusi c’è opposizione a conoscenza ho detto male no se sa da qualcuno se ha commentato con qualcuno che le motivazioni per cui tutti costoro che nel maxi processo avevano fatto detenzioni da 6 a 8 anni si presentassero per usufruire dei benefici e quindi porre fine al debito che avevano con la giustizia.
Avvocato, io le dico che in fra di noi in cosa Nostra si diceva sempre nemmeno un giorno di carcere mi faccio, quando mi prendono mi prendono. >> Sì, però poi tanti imputati del max di processo si provocatore super mi basta >> quello che d’altra parte se quello che sa che può dire. Oh, ora le volevo chiedere un’altra cosa.
Lei nel 95 circa, in regime di 41 bisenuto a Lucciardone. A quei tempi era possibile, facendo una domanda, dato lo scarso numero di passeggi, fare l’aria assieme ad altri imputati di 41 bis. >> E perché non ho detto che andavo a passeggio con i miei parenti? >> Ecco, appunto, >> previa a domandina. Ho detto così io? >> Sì, sì. No, non ero presente.
Volevo sapere, come l’avevo letto in alcuni verbali, non sapevo se l’aveva detto oggi, quindi volevo sapere questo introdurre questa. >> Tra l’altro concalogio eravamo pure nella stessa cella. >> Sì, sì, lo so. Volevo sapere questo. L’ è capitato mai 90 fino a 94-95 parlando con Ganci Raffaele che lo stesso commentasse e gli arresti fatti a seguito per la strage di via D’Amelio? A seguito delle dichiarazioni di questo Vincenzo Scarantino.
Ha sentito mai esprimere un giudizio? Siccome lei ha riferito di Ferrante proposione di Cangemi e dell’Asquico. Ganci Raffaele o i suoi cugini avete mai parlato di questo scarantino? No, perché non ci interessava a noi questo scalantino, poi a noi non ci toccava proprio. Quindi, >> quindi non fu fatto alcun commento su questi arresti di queste persone a proposito della strage di via D’Ameglio da suo zio.
>> Viene zio o cugino Ganci, io non me lo ricordo. >> È zio di mia moglie, acquisito, poi mi mi ha cresimato pure a me. Comunque avvocato, noi pure per che le voglio dire per dire per tutti dicevamo che sono tragedatore anche se sapevamo che ci accusavano per delle cose vere, noi sempre dicevamo traggedatore su.
>> Ma quindi fu detto anche in questo caso. >> Sì, ma era una cosa scontata che noi per tutti lo dicevamo per dire per Balduccio Di Maggio che a me mi accusava per una situazione che poi io l’ho confessata, io non dicevo è un traggedatore, era una situazione quella scontata noi in casa nostra parlavamo così, tutte cose tragedie erano.
Cioè, mi segue quello che voglio dire? Sì, l’ho capito. Ma in questo caso specifico poi lei ebbe altre persone che commentarono diversamente la cosa, quindi non ha alcun elemento, non ricorda alcuna >> e sto finendo. >> Quali altre persone commentarono diversamente? >> Non ha riferito questo. >> Non ha riferito.
Quindi vorremmo che ci spiegasse a che cosa si riferisce l’avvocato quando fa questa. >> Beh, io ho letto i verbali che ha fatto >> e evitate comunque i dialoghi. >> Comunque quando sarò interrogato io risponderò. Pubblico ministro. PM non condivide perché lei deve fare domande deve partire da premesse corrette se è necessario sintetizzare io ho il dovere di verificare che non si induca involontariamente anche in errore il conte io ho letto dei verbali resi al PM e in altri procoso espliciti.
Siccome sono arrivato in ritardo e non ho ascoltato l’esame del pubblico ministero, è possibile che abbia dato per scontato un fatto che invece allora mi risultava, se non l’ha detto gli faccio la domanda, che avesse commentato questo delitto, ma immagino gli sarà stato chiesto questo per cui è processo oggi questa strage con Raffaele Canci e con Ferrante Giovan Battista è stato detto oggi, penso >> con Ferrante? >> Con Ferrante io l’ho commentato.
>> Sì. con Ferrante. Sì, >> sì. >> Con l’altra persona che lei ha indicato? No, >> non ne ha parlato in questa in questo dibattimento. >> Ho capito. Vabbè. E quindi questa era la mia premessa. Non credo che fosse scorretta o altro e ho detto così come l’ è capitato di commentare con queste due persone di questo, le è successo anche di parlare di Scarantino.
Questa era la domanda, non a questa risposta. Va bene. Quindi ci fu una generica e lei conosceva tutte le persone, ha letto sui giornali i nomi degli arrestati e di questo processo. Signor Anselo, >> di quale processo? Mi scusi. >> Questo, scusi, questo lei giustamente non lo sa. Di questo per la strage di via D’Amo, dell’occisione del dottor Borsellino e degli agenti di scorta.
A seguito delle dichiarazioni di Scarantino furono emessi degli ordini di custodia cautelari, ma ricordo se non ricordo male nel 94 agosto 94 lei ha riferito che va a commentare genericamente tra generatore generatore però l’esse sul giornale >> no io non è che commenti il tra generatore scarantino.
Noi commentavamo trageneratore dicevamo tutti i collaboratori ma >> tutti i collaboratori. >> Sì anche per così era una cosa una parola che ci usciva così dalla bocca proprio. >> Lo so. È chiaro questo, l’abbiamo chiarito. Volevo sapere una cosa, però lei lesse allora o ricorda di avere letto i nomi delle persone raggiunte da questa ordinanza di custodia cautelare più o meno.
Può darsi che l’ho letto, sì, non mi ricordo. Quando fuo mandati di cattura, >> ma fu agosto 90, luglio 94 se non ricordo male. >> Luglio 94 era da scola Piceno. Può darsi che che le Sì, può darsi. Sì, non escludo di averli potuto leggere perché Sicilia ci arrivava l’anno ad Ascoli. >> Non ricorda nessuna nessun fatto circa questo questa lettura, cioè questa lettura le suscitò e ora facendo mente locale si ricorda se leggendo questi nomi si meravigliò della presenza di alcuni che non li erano conosciuti o meno insomma può ricordare qualcosa? No,
non me a me non No, nessuna meraviglia, non mi interessava la situazione. Avvocato, >> lei ricorda seesse fra questi nomi alcun quello di alcuni soggetti che non le risultavano né che non conosceva né come uomini d’onore né come esseri viventi? >> Eh, perché oggi non l’ho detto, la la dottoressa mi fece delle domande, ho detto non li conosco, non li conosco tutt’ora.
E lo so, è per questo le faccio la domanda, perché mi ha colpito questo fatto, dico, lei quindi non le fece impressione che in un fatto così grave ci fossero soggetti che lei avrebbe, se fossero stati uomini d’onore, insomma, l’avrebbe dovuto sapere. >> E perché lo dovevo sapere? mi scusi, non è che erano della mia famiglia o del mio mandamento, >> però lei è un sotto capo, ha avuto contatti, poc’anzi, ha riferito che aveva avuto dei rapporti con la famiglia di Santa Maria di Gesù, ha fatto qualche nome, quindi poi, per esempio, c’erano
altri soggetti che le sono assolutamente sconosciuti. Questo fatto non le fece nessuno. >> No, assolutamente no. >> Ho capito. Mi può dire un’altra cosa? Lei poc’anzi ha parlato di elezioni, di nomine formali e poi di regenze di fatto in in assenza, diciamo, di di elezioni ufficiali. In questo senso mi può dire chi era, diciamo, a quei tempi chi è o chi era il rappresentante, per esempio, della famiglia di Branca? >> Scusami, in quale periodo? Che >> 92 92 >> Guardi, >> mi pare che abbia già risposto, presidente. È stata fatta la domanda
proprio con riferimento al periodo delle stragi del 92. In questo senso, però pubblico ministero >> anche anche per Brancaccio è stata chiesta, mi sto riferendo, presidente a questa non alla regenza, ma alla carica formale e poc’anzi ha fatto una precisazione, ci ha distinto fra quando ci sono formali elezioni e cariche formali che e poi la regenza e mi pare che ha fatto anche una distinzione.
Volevo sapere se vi è >> ha dato comunque delle indicazioni precise sulla situazione in quel mandamento a cui è fatto riferimento. >> Non parlavo di mandamento, parlavo di famiglia. Questo credo sono sicuro che non è stato chiesto >> famiglia di Brancaccio. >> La famiglia di Brancacci rappresentante è Pino Savoca.
Mi ha detenuto Pino Savoca e gente sono il sotto capo chi era? C’era un sotto capo di Pinocca. Credo di sì, ma non lo non lo so non lo so chi era il sotto capo. >> Quindi i fratelli Graviano che lei ha indicato non avevano una carica formale, >> no, erano regenti del mandamento e reggevano della famiglia automaticamente. >> Va bene.
E quindi ora un’altra cosa, a parte questa riunione del 90 a cui lei ha partecipato e in cui ha visto entrambi i fratelli Filippo e Giuseppe, giusto? >> Sì. E Giuseppe poi lo ha visto tante quell’altro episodio che le ha citato che avreste dovuto fare, però poi non avete fatto quel l’omicidio. Poi l’ha visto molte volte Giuseppe oltre a queste due volte >> precedentemente.
>> Sì, prima, dopo. >> Eh sì, mi ci sono incontrato con Giuseppe anche qua dove avevano loro la Renault. Sì, ma quando >> però però l’avvocato non è che mi posso ricordare il periodo quando io voglio sapere se era se erano incontri questi incontri come avvenivano se erano abituali o se sono stati occasionali.
>> No, abituali no, perché non è che noi ci frequentavamo nel senso che ci davamo ogni giorno. Se c’era bisogno di un appuntamento, una certa situazione, allora sì, o magari pure occasionale, ci siamo pure potuti incontrare. >> E come faceva lei quando voleva parlare con Giuseppe per trovarlo? >> Chi? Lei lei se l’è capitato di cercarlo lei a Giuseppe.
>> No, a me no, >> no, non no, non ho avuto motivo di cercare. >> Senta, e invece con Filippo ne ha commesso reati assieme? >> No, credo di no. >> E con lui le è capitato di cercare Filippo >> per un appuntamento, per qualche cosa a lei personalmente? Ma credo di sì che se andavo io andavo da suo zio Quartararo e ci facevo sapere per dire abbiamo bisogno di parlare con Giuseppe, abbiamo bisogno di parlare con Filippo, da lui ci potevo andare io da suo zio.
>> Mh. E dico lei ricorda un caso specifico in cui ha cercato per esempio Filippo e gli ha dato un appuntamento? Non mi ricordo se fu, diciamo, in occasione che loro si stavano comprando dei locali qua nel cantiere che era di pertinenza nostra piazza vicepreale e c’erano problemi. Mi sembra che per questo una volta lo cercai negli ultimi periodi >> e poi e lui venne, lo trovò poi.
>> Sì, sì. E parliamo di Filippo in questo caso. >> Ah, non mi ricordo se fu Filippo Giuseppe avvocato, non me lo ricordo. Comunque loro erano >> m >> Non me lo ricordo, avvocato, perché loro si stavano acquistando un grosso magazzino qua da noi a personale, >> capito? E poi non fecero più questo acquisto, >> no? Mi sembra che poi loro già avevano versato dei soldi di caparra suo zio, diciamo, registrati, poi ci furono ritornati per problemi, quindi ci furono dei problemi in merito a questa situazione.
>> Vabbè, comunque dico per fatti le citi sempre. Senta, e lei conosce Urso Giuseppe? No, io credo di non conoscerlo. >> E Gambino Antonino, >> lo stesso. Credo di non conoscerlo. >> Va bene. Io non ho altre domande, la ringrazio. >> Presidente avvocato Turrisi. Buonasera signora Alzelmo. >> Buonasera. >> Senta, lei ha parlato poco fa di un rituale di affiliazione da parte sua, affiliazione formale.
Io voglio sapere una cosa. Per quello che è a sua conoscenza, si usa ancora questo rituale formale di affiliazione in una famiglia? Sì. Sì. >> Senta, lei l’ultima volta quando è stato arrestato? >> Nel 93, 10 giugno, se non vado errugno del 1993. >> Sì. E lei sa invece quando è stato arrestato il Canceni? Quando si è consegnato? >> Dopo l’arresto.
Non ce? >> Dopo l’arresto vuol dire un mese dopo, un anno dopo? >> No, quale anno? >> Eh, no, non lo so. No, subito dopo, non ricordo se passarono 20 giorni, se passò un mese, non me lo ricordo. Abband >> E >> lei quando ha saputo che Cancemi si era pentito? E in occasione di un colloquio che fece io, Ganci Calogero, ganci Domenico che eravamo tutti e tre detenute alla nona sezione di Palermo e quindi abbiamo fatto il colloquio assieme perché mia moglie, sua moglie e la moglie di Mimmo sono venuti assieme e e con loro è
venuto pure Stefano. Ora non so Stefano per chi si fece scrivere, se si fece scrivere per Calogero o per Mimmo. >> Vabbè, questo >> e quindi diciamo ci comunicò questa notizia di qua che Toto perché per noi era arrestato Toto Gangeme. >> Sì. E rispetto appunto al suo arresto del 10 giugno 93, questo fatto quando avvenne? >> Ma guardi, lo può verificare, io non me lo ricordo.
Comunque comunque le ripeto fu breve przo luglio. Penso luglio. >> Luglio. >> Penso luglio. Sì, luglio. I primi di agosto, credo così fu. Non >> ho capito. >> Senta, mi invece all’episodio del di cui lei ha parlato del maggio 94 nel carcere di Termini Meresi. >> Sì. Lei ha detto, abbiamo commentato col Ferrante, se non sbaglio, che il Cancemi non si era autoaccusato.
No, no, io non ho detto non ho detto così, avvocato, mi scus. Allora, mi può ripetere? >> Io ho detto che si commentava la collaborazione di Gangemia >> in generale >> e e Ferrante mi disse, dice ma dice com’è che non ci parla, dice il dottor Bossellino, punto e basta, finirà la situazione. >> Ferrante prima le aveva anticipato allora che esso stesso era partecipe di questa strada? No, no, assolutamente.
>> E le anticipò direttamente il discorso. >> Sì, perché noi commentavamo la collaborazione di Gangemia. >> Sì, ma è ovvio. Cioè, almeno secondo me, dico, lei non ha pensato appena il Ferrante le disse questo che Ferrante era partecipe della strage. >> Ci mancherebbe perché non l’ho detto, mancherebbe, però non ci ho chiesto.
Che ci chiedo? Ho capito. Senta, ma durante questo questo periodo in cui lei è stato detenuto al calcio di termini di merese, lei ha preso notizie dalla televisione, dai giornali che riguardano la strage? Guardi, a terminese ci sono stato, diciamo, in questo periodo, non lo so, ci sono stato una ventina di giorni, >> nel 94, non mi ricordo se il telegiornale parlava di questa situazione, certamente lo sentivo il telegiornale io.
>> Eh, dico e si ricorda se si parlò di deposizioni del cancemi e >> No, non me lo ricordo, avvocato, non me lo ricordo. Comunque le ripeto che se se la se la televisione le ha trasmessi io le ho sentite, senza ricordare. >> Sì. No, se magari era questo lo spunto che vi portava poi a parlare del cancing o fu >> e commentaste anche degli ho avuto comunque notizie che arrivavano sempre da da fonti giornalistica del giornale che riguardavano gli indagati di questo processo e del processo per la strage del dottor Borsellino.
>> Eh, di quale, mi scusi? Di questo processo a maggio 94. >> Sì, sì. No, io non ricordo. No, no, non mi ricordo che lo quindi, però, diciamo, sostanzialmente il Ferrante non le disse che lui aveva partecipato alla strage di Borsellino, ma fu lei a intuirlo, giusto? Cioè, non affrontaste altri discorsi. >> Assolutamente, assolutamente.
Quando lui mi dice come mai non ci parla di questa situazione, non è che me lo deve scrivere sulla carta. Sì, dico, lei lo intuisce, però dico non ha la curiosità, non non chiede altri pari, capito? Vabbè. Oh, poi ha detto sempre questa mattina che ci fu un periodo in cui la commissione si riuniva, diciamo, con un numero ridotto di partecipanti.
Io voglio sapere da quando, grosso modo, >> partì questa situazione. Eh, non me lo ricordo poi >> orientativamente. >> No, non me lo ricordo. Non >> e il perché di questa di questa diciamo riunione a numero, >> ma furono furono per motivi di sicurezza, diciamo, per evitare tutto questo assemblamento di tutte queste persone.
Questo fu il motivo, non è che c’erano altri motivi >> e sicurezza che vuol dire? >> Eh, un debietare per dire che lo voglio dire, un’interazione delle forze dell’ordine, un’arretata. invece di arrestare tutti se ne salvavano diverse persone. Quindi questo era il motivo più che altro per quello che sono i miei ricordi è questo. Ho capito.
Senta, lei per sua esperienza o per sua conoscenza eh anche in diretta sa di riunione della commissione deliberative, quindi per decidere omicidi eccellenti, cui parteciparono numerosi personaggi e tra i quali vi era chi non aveva ruoli di comando dirigenziali insieme a Cosa Nostra. Presidente, questa domanda è stata fatta più volte e c’è opposizione >> posizione accolta per quanto riguarda la riunione di cui le ha parlato a casa di Guddo nel 90, mi dovrebbe spiegare se può dove si trova esattamente questo posto più specificatamente lei ha dato delle
indicazioni. >> Noi qua lo chiamiamo al tavello di Biden. >> Sì. >> Eh, come ce lo spiego? Volevo sapere intanto se c’era vicino, se era annesso o vicino a una stalla a una >> Ma qua è pieno di stalloni, >> eh. Era una struttura in >> È una villa, eh? >> Una villa, >> sì. A due piani. >> Senta, lei sa chi era il capofamiglia di corso dei 1000? >> Di corso dei 1000? >> Sì.
E io mi ricordo che c’era prima c’era Filippo Machese, poi ci fu tano. >> Sì. >> Senta, lei dopo la strage di via D’Amelio fece dei commenti in merito con Ganci Raffaele? No, no, l’ho detto io. Non >> con i suoi cugini, sui figliol, non non in merito al fatto, cioè al fatto in sé come fatto di cronaca. >> No, niente.
>> Non aveste a commentare. >> No. >> E perché non cioè ci fu un motivo particolare per il quale lei non affrontò il discorso o non capitò? No, no, non ci fu per me non ci fu un motivo particolare. A me già per dire quando in se stesso Raffaele ministra non salire a Terrasini in merito dalla straggia di di via di Capaci, >> già mi passò questo.
Ripeto per me fu una cosa grande non averci partecipato né alluno né all’altro. Quindi siccome già ero disgustato io non avevo nessun interesse di andare a chiedere. Ho capito, >> non mi interessava proprio. >> Certo. Senta, esiste invece una regola in Cosa Nostra secondo la quale un uomo d’onore per conoscere della qualifica dell’altro uomo d’onore deve essere presentato ritualmente da un terzo uomo d’onore >> che deve conoscere a tutte e due.
Sì, sì. >> E questa regola è ancora in vigore a tutto >> e ci mancherebbe che come faccio a presentarmi io con un altro da solo? ci presentiamo da solo. >> Sì, dico appunto dico è una regola fondamentale, insomma, a casa nostra sempre stato >> per esserci la presentazione si deve essere in tre e e uno deve conoscere a tutti e due se non ce ne sono presentazioni.
>> Certo, ma automaticamente no. E invece parliamo degli uomini d’onore riservati. Lei sa quali sono i criteri di scelta in seno a una famiglia degli uomini d’onore riservati? >> Io non lo so quali sono i criteri. Io le posso dire che noi avevamo a Nino Galleano per dire che evitavamo di presentarlo a tutti.
Lo lo presentavamo solo più ai più fidati che lo voglio dire a Toto Cangemi, a Peppo Gambino, Andino Madonia, a Bern Brusca o Giovanni Brusca per chi per lui questo. >> Oh, volevo sapere una cosa intanto perché vengono tenuti questi uomini riservati in seno ogni famiglia? Qual è il motivo? Ma a noi Nino Galallano ci serviva perché era una persona pulita, diciamo, non aveva problemi con la giustizia e ci poteva servire per tante cose.
>> Eh, quindi questi sono i criteri in base ai quali uno lo sceglie, cioè che non ha avuto mai problemi con la >> Ma io le sto parlando. No, io mi scusi, io le sto parlando >> Sì. per il suo caso speciale. Esatto. >> Eh, per il vostro esempio. >> Poi per altri quello che fanno non mi interessava. >> No, no, dico con riferimento al Galliano, che è l’unico esempio del quale lei ci può parlare.
Dico aveva non aveva avuto precedenti con la giustizia, aveva diciamo un un impiego, no? Io devo però chiedere una precisazione all’avvocato. L’avvocato parla di Galliano che è l’unica ha detto l’unico esempio di cui lei ci può parlare. E è un esempio o l’unico esempio? Cioè deve chiarire perché la premessa secondo me non è non è perfettamente corretta.
>> E allora vabbè, possiamo chiarire. Lei ha altri esempi concreti che le portano che che in base ai quali ci può parlare di di uomini d’onore riservati? No, io c’ho questo esempio mio di Gliano, poi ci sono altri che ce l’hanno, perché io lo so che ce l’hanno persone uomini, però io non li conosco, non so perfetto.
>> Per che cosa se li tengono riservati. Benissimo, perfetto. E questa quindi era giusta la mia premessa >> e allora volevo sapere appunto stavamo dicendo i criteri in base ai quali il Galliano è stato scelto. Dico con per i vostri appunto criteri, appunto, perché era impiegato in banca. Abbiamo detto perché non aveva precedenti penali, perché non era, diciamo, conosciuto come criminale, come non nell’ambiente.
>> Ora, perché appunto a voi serviva un uomo d’onore riservato? Ce l’ho detto, ci potevano essere dei contatti con delle persone, diciamo, importanti per come c’erano e quindi ci interessava così tener la Nino Galliano a noi, non non metterlo davanti a tutti, non lo volevamo mettere in vetrina che lo dovevano sapere tutti e ce lo tenevamo più riservato.
Questo cose nostre cose nostre personali della nostra famiglia e ce lo tenevamo così. Mh, non sicuramente, diciamo, ecco, faccio io un’ipotesi, eh, vediamo se questa rientra nelle possibilità di di utilizzo per cogliere di sorpresa altri uomini d’onore o fargli degli agguati. >> No, assolutamente non avevamo questi problemi noi.
>> Quindi, diciamo, come sorta di messaggero, forse sotto questo aspetto, diciamo, >> ci interessava tenerlo così. Poi si poteva pure verificare che doveva andare a fare un omicidio che qualcuno che magari conosceva a me poteva partecipare a lui singolarmente come persona da solo. >> E questo è mai successo? >> No, non è mai successo.
>> Senta, e appunto lei ha detto che fu presentato a Brusca e ad altri di quelli appunto poco fa ha fatto i nomi e m il Rina doveva conoscere della della qualità di di uomo nel riservato. >> Certo che lo conosceva Andeno Galleano. Ci mancherebbe. >> No, no, sì, lo so. dico in generale Rina doveva conoscere dalla qualità di uomo d’onore riservato di un uomo d’onore doveva essere presentato, cioè se per esempio capitava che c’era Rina una riunione o in una >> eh e c’era un e quello si portava a quellomo d’onore riservato
>> eh doveva conoscere di >> Contator Torrina sicuramente ce lo presentavano perché con Torrina non c’erano problemi. >> Benissimo, perfetto. All’uomo d’onore riservato vengono indicati i capi mandamento e i capi famiglia. Guardi, noi per dire ce lo dicevamo a Nino Galleano, >> anche persone che lui non conosceva, che non ci era presentato.
Questo per dire tizio, questo è Ocaio. Poi se gli altri lo fanno non lo fanno, io non lo so questo avvocato, io ne posso parlare per cosa diciamo? >> Sì. Senta, per quello che ha a sua conoscenza, lei poc’anzi ha detto che Galliano e Spina per un certo periodo, che però non ha precisato, furono regenti del erano dei regenti.
Volevo sapere se hanno mai partecipato a riunioni della commissione. >> Ma questo le ce lo dov chiedere a Neno Galliano perché Neno Gallano collabora. Io non lo so se loro ci partecipano per chiedere in carcere. Noi l’abbiamo fatto del regente, l’abbiamo messo davanti del mandamento, se lo dovevano gestire loro. >> Tra l’altro le dico, ma sicuramente ci avranno partecipato perché poi a noi ci arrivarono delle lamentele da parte di Giovanni Brusca, da parte dio Cuguzza, da parte di Nicolà De Travani che e quindi noi l’abbiamo levata a loro e
abbiamo fatto a Pierino di Napoli, poi arrestarono a Pierino di Napoli e abbiamo rimesso di nuovo a loro. C. Quindi >> sì, no, volevo sapere se per quello che era sua conoscenza anche da notizie che arrivavano al carcere. Oh, senta, il la zona della via D’Amelio in quale territorio ricadiri? Quale famiglia? >> Ma se non vado errato, diciamo come mandamento è Resultana.
Poi non lo so se cade nella famiglia dell’acqua santa, non lo so. Senta, Ganci Raffaele, le raccontò mai di particolari dei particolari di episodi criminosi eclatanti ai quali lei non aveva partecipato? >> In che senso? cioè a posteriori, dopo che succedeva un omicidio eccellente al quale lei non aveva partecipato e del quale lei non sapeva nulla se non dai giornali.
Ganci Raffaele arrivava e le diceva e sai è successo questo, questo e quest’altro, c’è andato tizio che sempronio? No, no, c’è andato Tizio che Sembronio. No, non me lo dicevo, però però per dire in merita all’omicidio >> salvo per dire che era una situazione legata a questa situazione delle condanne definitive del Machis processo e che la stessa situazione doveva fare pure Ignazio Salvo, cioè ancora prima che accapitava Giio Salvo in verità questo sì un commento di questo l’abbiamo avuto con G Raffaele, >> quindi se non ho capito male le spiegava
qual era la causale, però non le spiegava chi erano gli autori, >> no? E non c’era motivo. E perché non lo doveva dire? Perché appunto perché non c’era un motivo particolare per il quale non le doveva dire, non le doveva comunicare gli autori materiali o comunque >> chi scusa se lui può darsi che nemmeno lui lo sapeva se lui non ci ha preso parte a quell No, ovviamente io sto parlando dei di quelli sui quali ovviamente lui aveva preso parte o era informato, >> ma quelli che lui ha preso parte, diciamo, io non ci ho preso parte, sono
secondo me sono queste, diciamo, l’omicidio del dottore Borsellino, l’omicidio del dottore >> Sì. E è per quello che è a sua conoscenza Ganci Raffaele, stesso discorso che ha fatto a lei, però riferito al cancemi, cioè a dire il Ganci Raffaele, sempre per quello che lei sa, raccontò mai dei particolari di episodi criminosi al Cancemi? Dei particolari il Cancemi non sapeva di per sua fonte, per sua >> Ma guarda i can Raffaele, diciamo che con Toto Gansemi l’ho detto vocanzi erano troppo vicini >> mh >> e quindi può darsi pure che ce l’ai
raccontate >> Sì, ma lei ricorda episodi particolari? No, no, non me non me le ricordo, però però le dico che non l’escludo che G Raffaele ci faceva delle confidenze a Toto in Game. >> Senta, sa se Brusca ha Brusca Giovanni ha partecipato a riunioni della commissione? Eh, io con me non c io non lo >> No, non con lei, per quello che lei sa ovviamente indirettamente, >> ma io penso di sì, perché era lui che nell’ultimanza faceva come un pazzo per averlo il mandamento per lavarccia la Balduccia maggio.
>> E sa se per caso in qualche occasione in cui il Brusca Giovanni ha partecipato a queste riunioni era presente anche il Cancemi? >> No, non lo so come faccio. No, non lo so avvocato, non lo so. Senta, questa mattina ha detto di essersi accusato di delitti dei quali non era neanche stato sospettato. Ora, ovviamente lei si riferisce al fatto che non aveva ancora ricevuto avvisi di garanzia, giusto? Guarda, io ho confessato delitti che a me non mi avevano mai contestato nessuno.
>> Ecco, quindi non aveva ricevuto ancora una un’ordinanza di custodio quello che che sia. E questi omicidi per i quali lei non era mai stato accusato e di quali si è stato accusato ce li può riassumere nominativamente. Quali sono stati? >> Ma che tutti? >> No, i più eclatanti. >> Eh, mi sembra che l’ho detto io.
I più eclatanti li ho detti quali sono? Cioè io non voglio ripetere, credo di avere scritto, ma non so se sono >> Quindi le vuole vuole che ce le ripeto io, >> eh. >> E va bene. Allora, ce >> ce lo ripeto di nuovo. Sì. >> L’assaggio della circonvollazione. >> Sì. >> Gir della chiesa. >> Sì. >> Assaggio che dici? >> Sì.
>> Dottore Cassano. >> Sì. >> E poi il capitano D’Aleo. >> Sì. Poi ci fu una situazione, diciamo, che io ho avuto un ruolo nell’omicidio del dottor Insalo. M >> m >> Questi sono quelli eccellenti. >> Sì. E a quelli Cassarà e Montana, >> scusa. Sì. No, io non avevo una mia lacuna, non >> Eh, vabbè, ma non possiamo sempre ripetere per carità.
No, non ero non ero non avevo intento di fare cadere il collaboratore comunque. senta.
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