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BRUSCA CONFESSA: COSI ABBIAMO ORGANIZZATO LA STRAGE DI CAPACI CONTRO IL GIUDICE FALCONE

1 luglio 1999, Caltanissetta. Nell’aula del processo d’appello per la strage di Capaci prosegue l’esame di Giovanni Brusca, imputato e collaboratore di giustizia, chiamato a riferire su uno dei passaggi più delicati della storia giudiziaria italiana, la fase ideativa, deliberativa ed esecutiva dell’attentato in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.

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Il processo riguarda l’attentato del 23 maggio 1992 lungo l’autostrada tra Punta Raisi e Palermo. Ma in questa udienza l’attenzione non è soltanto sul momento dell’esplosione. I giudici cercano di ricostruire ciò che avvenne prima, le decisioni interne a Cosa Nostra, il ruolo di Salvatore Rina, la scelta degli obiettivi, la sequenza tra l’omicidio Lima e la strage di Capaci e il modo in cui il progetto contro Falcone venne ripreso e portato alla fase operativa.

Brusca, rispondendo alle domande del procuratore generale, colloca l’attentato dentro una strategia più ampia. Nelle sue dichiarazioni Falcone viene descritto come un ostacolo costante per Cosa Nostra, per il maxi processo, per il lavoro investigativo sugli appalti, per il ruolo assunto a Roma e per l’attenzione sulla Cassazione.

Secondo quanto emerge dall’esame, la decisione di colpirlo non nasce all’improvviso, ma viene attualizzata nel contesto del 1992, dopo il fallimento delle aspettative riposte nei rapporti politici e dopo l’omicidio dell’onorevole Salvo Lima. Uno dei passaggi più rilevanti riguarda la preparazione materiale della strage. Brusca riferisce di incontri, sopralluoghi, esplosivo, telecomandi, controlli sull’autostrada e valutazioni sulla velocità del corteo di Falcone.

È il racconto giudiziario di una fase preparatoria fredda, tecnica, organizzata, nella quale il delitto viene trattato come un’operazione da pianificare nei dettagli. Questo audio è un documento importante perché permette di ascoltare direttamente, senza filtri narrativi, una delle deposizioni centrali sulla strage di Capaci e sul ruolo di Giovanni Brusca nelle dinamiche interne di Cosa Nostra.

La trascrizione dell’udienza conferma che l’esame si concentra proprio sulla ideazione e deliberazione della strategia stragista e sulla preparazione dell’attentato a Giovanni Falcone. Se ti interessano i grandi processi di mafia, le udienze storiche e gli audio originali delle inchieste che hanno segnato la storia italiana, iscriviti al canale, metti like e commenta.

Per voi è un piccolo gesto che per noi significa tanto. Buon ascolto. >> Allora, il sito riservato. Brusca è presente già, è pronto a rispondere. Un segno di assenso, >> signor presidente, chiedo scusa. Viterbo. >> Sì, Viterbo. Dica. L’imputato Montarto, cioè l’ut l’imputato Montarto Salvatore deve rinunciare al proseguo dell’udienza parzialmente perché deve assistere a una visita.

> Va bene, >> deve fare una visita. >> Vabè, quando vorrà tornare sarà libero di farlo. >> Va bene. Grazie. >> E allora, sito riservato. Brusca è pronto a rispondere. >> Sì, signor presidente. >> Va bene. Procuratore generale la parola. Sì. Allora, signor presidente, noi proseguiamo nell’esame, sempre con riferimento alla tematica ideazione e deliberazione della strategia stragista.

Signor Brusca, buongiorno. >> Buongiorno, dottore. >> Quando viene a conoscenza del proposito di eliminare Ignazio Salvo, cerchi di collocare l’epoca con riferimento alla riunione del febbraio del 1992, sulla quale ha già riferito nel corso della precedente udienza. Io l’eliminazione di Ignazio Salvo ne vengo a conoscenza i primi di febbraio, cioè metà febbraio, eh quando mi viene a trovare a me Giovanni Scaduto ad Altofonte e in quanto c’è Gaetano Sangiorgi che gli chiede, cioè gli fa alcune confidenze e gli fa confidenze per due

motivi. uno per il rispetto e l’altro per verificare se quello che Antonino Cinà, uomo d’ore della famiglia di San Lorenzo, era vero o meno quello che gli chiedeva. Dopodiché con queste notizie che il Giovanni Scaduto mi dà, io cerco subito un appuntamento con Salvatore Rina e gli racconto il tutto. lui mi dà conferma e mi dà l’incarico pure di commettere questo omicidio, però non c’è la premura di farlo subito, ce lo posso fare a mio pacimento e quando è come per il mio compito.

Sì. E l’appuntamento con Salvatore Rina e l’incontro con Giovanni Scaduto avvengono prima della riunione del febbraio 92 di cui ha parlato. >> M guardi, l’appuntamento con Giovanni, l’incontro con Giovanni Scaduto viene sicuramente prima perché eh poi io successivamente mi incontro con Salvatore Lina ci incontro diverse volte.

Io faccio vado da Salvatore Biondino, richiedo l’appuntamento, poi ci vediamo sempre nell’arco di giorni e credo che dobbiamo fissare m metà febbraio, fine febbraio. Questo è il punto perché poi da lì c’è poi subito l’incarico, il progetto per l’onorevole Lima e subito poi c’è il progetto per il dottor Giovanni Falcone, quindi siamo uno dietro l’altro.

>> Sì. E l’appuntamento, ecco, lei ha detto che l’incontro con Giovanni Scaduto era avvenuto prima di quella riunione e l’appuntamento con Salvatore Rina >> avviene prima o dopo la riunione? Dopo con Giovan prima con Giovanni Scaduta e dopo dopo con Salvatore Rena. Sì, questo lo ha chiarito, però volevo sapere questo, se lo ricorda l’appuntamento con Salvatore Rina avviene avviene prima o dopo la riunione nel corso della quale si è deliberato il cosiddetto progetto criminale aperto? Guardi, e questa riunione di Ignazio

Salvo avviene prima del progetto, quello, diciamo, aperto, eh, non gli posso dire di quanti giorni, ma avviene prima. E poi mi c’è, diciamo, l’altro incontro dove si parla di un progetto aperto. Ripeto, saranno stati 5 giorni, 4 giorni a settimana, non li so dire, però siamo a distanza di giorni tutti vicino, non che sono molto in lontano.

>> Sì. E lei ricorda se si sia parlato del progetto di eliminazione di Ignazio Salvo nel corso della riunione di metà febbraio, fine febbraio, in cui si è decisa la strategia? No, di Ignazio Salvo non non se ne parlò perché già quello era un fatto scontato. >> Lei sa dire se la decisione di eliminare Giovanni Falcone con quelle modalità nel corso del 92 implicasse conseguenze negative per Cosa Nostra? Nell’affermativa di Cacquali.

Guardi, in quel momento storico l’eliminazione di Giovanni Falcone non era negativo perché già era tutto negativo quello che che aveva prodotto il dottor >> Procurore generale, non chiediamo delle opinioni, chiediamo se in quel contesto eh si fecero discorsi relativi a conseguenze negative che poteva avere la eliminazione del dottor Falcone.

Sì. E signor Brusca ha sentito l’intervento del signor presidente? >> Sì, sì. >> Ecco, vuole riferire allora >> Sì, posso rispondere? >> Sì, sì. eh non non non fu oggetto di discussione, di valutazione in quanto già era stabilito l’eliminazione del dottor Giovanni Falcone a a causa dei del suo operato, quindi il suo operato ha fatto frutti tutti negativi, quindi già era scontato, quindi quello che poteva venire di più non si aspettava una catastrofe così pesante, però si pensava era fatto a fin di meno, non perché si aspettava il il

peggio, ma si aspettava di avere un risultato positivo, cosa che invece è stato al contrario, però inizialmente fu valutato l’eliminazione di Giovanni Falcone in quanto già era un nemico storico. >> Sì, >> il ruolo di Giovanni Falcone e l’importanza di Giovanni Falcone era però diversa rispetto a quella che rivestiva quando eh venne decisa per la prima volta la sua uccisione.

Ecco, su questo punto voi avete parlato, ne avete discusso. >> Dottor Tescaro? Non c’era, ripeto, non c’era bisogno di discutere perché a cominciare già dall’8182 da quando lui cominciò a lavorare a Palermo e cominciò a fare indagine e il dottor Giovanni Falcone si incominciò a interessare di di di mafia, prima con i cugini Salvo, poi con il processore de 162, poi la la confessione di Buscetta, c’è il prendimento di Buscetta, poi Contorno, poi eh Pizza Con l’operazione Bigy John, mafia appalti, cioè coinvolgendo Ciancimino, i Costanzo, cioè dottor

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