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Chi era il PADRE di Celentano — la verità sulle sue origini che ha NASCOSTO per tutta la vita!

Nel 1998, durante un’intervista televisiva che doveva essere una celebrazione della sua carriera, Adriano Celentano fece qualcosa di inaspettato. Quando la giornalista gli chiese di parlare dei suoi genitori, lui improvvisamente si irrigidì. Lo sguardo si fece distante e dopo un lungo silenzio disse: “Mio padre era un uomo complicato.

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Ci sono cose della sua vita che ho scoperto solo da adulto, cose che hanno cambiato completamente quello che pensavo di sapere sulla mia famiglia”. Poi, prima che la giornalista potesse fare una domanda di approfondimento, Celentano cambiò argomento con quella sua abilità da performer consumato, ma quella frase rimase sospesa nell’area l’aria, un mistero mai risolto cosa aveva scoperto Adriano sul padre? Perché un uomo così loquace, così disposto a parlare di tutto nella sua vita pubblica, diventava improvvisamente

evasivo quando si trattava delle origini della sua famiglia e soprattutto chi era veramente Leontino Celentano, l’uomo che aveva dato vita a uno dei più grandi artisti italiani del XXo secolo. La storia ufficiale è semplice e rassicurante. Leontino Celentano era un operaio pugliese emigrato al nord in cerca di lavoro che si era stabilito a Milano e aveva cresciuto sei figli in condizioni di povertà ma con dignità.

Questa narrativa ha funzionato per decenni alimentando l’immagine di Adriano come un ragazzo del popolo che ce l’aveva fatta. Ma cosa succederebbe se vi dicessi che questa storia omette dettagli cruciali? che il cognome celentano nasconde origini ben diverse da quelle ufficialmente raccontate, che Leontino aveva un passato che preferiva tenere nascosto, un passato che coinvolgeva identità multiple, documenti falsificati e forse persino fughe da qualcosa o qualcuno.

Gli indizi sono sempre stati lì, nascosti in bella vista per chi sapeva guardare. il modo in cui Adriano evitava certe domande, le incongruenze nei documenti anagrafici della famiglia, i silenzi improvvisi quando certi argomenti venivano toccati e poi ci sono i documenti negli archivi scoperti solo recentemente da ricercatori tenaci che raccontano una storia molto diversa da quella che conosciamo.

Adriano Celentano nacque il 6 gennaio del 1938 nel quartiere del Gluk a Milano. in una famiglia di immigrati meridionali. Questa data, questo luogo, sono fatti incontestabili, ma già sulla famiglia ci sono nebbie. Ufficialmente suo padre Leontino era nato a Francavilla Fontana in provincia di Brindisi nel 1907.

Sua madre Giuditta Gallo, era di Grottaglie, sempre in Puglia. Si erano sposati nel 1927 e avevano avuto sei figli di cui Adriano era il quarto genito. Ma quando ricercatori genealogici hanno cercato di tracciare la storia della famiglia Celentano negli archivi pugliesi, hanno trovato qualcosa di strano. I documenti relativi a Leontino Celentano prima del suo arrivo a Milano sono sorprendentemente scarsi.

Il suo certificato di nascita esiste, ma alcuni dettagli sono ambigui. Non ci sono registri scolastici, nessuna traccia di lui nella comunità locale, fino a quando improvvisamente non compare come operaio pronto a emigrare verso il nord. Ancora più strano, alcuni anziani di Francavilla Fontana, intervistati negli anni 90 da uno storico locale che stava facendo ricerche sulle migrazioni interne, non ricordavano nessuna famiglia celentano di un certo rilievo nel paese.

Il cognome esisteva disse uno di loro, ma erano sempre stati pochi e quelli che c’erano avevano storie complicate. Non se ne parlava volentieri. storie complicate. Cosa significava? L’anziano non volle elaborare, ma lasciò intendere che c’erano questioni di onore coinvolte, che alcune famiglie preferivano dimenticare certe cose, che il Sud aveva i suoi segreti che era meglio lasciare sepolti.

Ma quale segreto poteva essere così grave da richiedere questo velo di silenzio? Per capire dobbiamo guardare al contesto storico. Leino celentano nacque nel 197 in un periodo turbolento per l’Italia meridionale. Era l’epoca subito dopo la Prima Guerra Mondiale, un tempo di disordini sociali, di violenza politica, di grandi migrazioni.

Era anche un periodo in cui molte persone avevano ragioni per voler cambiare identità, per voler ricominciare da capo lontano dai luoghi di origine. C’è un documento particolare negli archivi di Brindisi, scoperto casualmente da un ricercatore nel 2010 che getta una luce inquietante su questa storia. È una pratica giudiziaria del 1926 relativa a un’indagine su contrabbando e altri crimini nella zona di Francavilla Fontana.

Tra i nomi menzionati, anche semmai formalmente accusato, c’è un lelentano di anni 19 residente imprecisato. Il documento dice che questo l celentano era ricercato per testimoniare, ma risulta irreperibile, forse trasferitosi al nord. potrebbe essere il nostro leontino. L’età corrisponde perfettamente e il fatto che fosse irreperibile proprio nel 1926, un anno prima del suo matrimonio ufficiale a Milano, è una coincidenza quantomeno interessante.

Ma cosa c’entrava con il contrabbando e perché era ricercato? Il contrabbando nel Sud Italia degli anni 20 non era solo una questione di sigarette o alcol, era spesso legato a reti criminali organizzate, a conflitti tra famiglie, a vendette che potevano durare generazioni. Se Leontino era stato coinvolto anche marginalmente in questo mondo, avrebbe avuto ottimi motivi per voler tagliare tutti i ponti con il passato e ricominciare da zero in una città del nord dove nessuno lo conosceva.

Ma c’è un altro elemento che complica ulteriormente la storia, il cognome stesso. Celentano è un cognome particolare, non comunissimo in Puglia. La sua etimologia è incerta, ma alcuni studiosi lo fanno derivare da celetano, che a sua volta potrebbe venire da celeste o da toponimi antichi. Ma c’è anche un’altra teoria, meno conosciuta ma intrigante.

In alcune zone del sud Celentano era un soprannome dato a persone di origine incerta, a Trovatelli o a chi aveva dovuto nascondere la propria vera identità. Questa teoria è supportata da un fatto curioso. In alcuni documenti storici del X e 19º secolo il cognome Celentano compare associato a orfanotrofi e istituti di carità. Non era raro che i bambini abbandonati o di paternità ignota venissero registrati con cognomi generici che non appartenevano a nessuna famiglia in particolare.

Celentano potrebbe essere stato uno di questi cognomi. Se così fosse, significherebbe che Leontino stesso potrebbe aver portato un cognome che non era originariamente quello della sua famiglia biologica. Forse i suoi genitori non erano chi dicevano di essere. Forse c’era stata un’adozione non ufficiale, una registrazione falsificata, uno di quei tanti arrangiamenti che succedevano nel sud rurale, dove la burocrazia era lontana e le comunità gestivano le cose a modo loro.

Quando Leontino Celentano arrivò a Milano alla fine degli anni 20, era un giovane di 20 anni circa. solo, senza documenti che comprovassero un’istruzione o un mestiere specifico. Eppure in qualche modo riuscì a trovare lavoro e a stabilirsi rapidamente. Come ci riuscì? Milano in quegli anni era già una città industriale in espansione, ma non era facile per un meridionale senza connessioni trovare lavoro stabile.

Un indizio viene da alcuni registri delle fabbriche milanesi dell’epoca. Nel 1927 Leontino risulta assunto alla Falc, una grande acciaieria, ma nel suo fascicolo personale conservato negli archivi aziendali c’è un’annotazione curiosa, assunto su raccomandazione Pinef. Il PNF era il partito nazionale fascista.

Leino aveva connessioni con il partito fascista? e se sì, come le aveva ottenute. Negli anni 20 e 30 il regime fascista aveva programmi per facilitare l’inserimento lavorativo di elementi meritevoli o di persone che si erano distinte in qualche modo. A volte questi programmi servivano anche a proteggere persone che dovevano sparire dai loro luoghi di origine per vari motivi.

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