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DENTRO COSANOSTRA: IL PENTITO PASQUALE DI FILIPPO SI SCONTRA IN AULA CON IL BOSS LEOLUCA BAGARELLA

Primo ottobre 1987,  Palermo. Nel contesto di uno dei processi più significativi dedicati agli attentati di mafia nello scenario nazionale, si apre un’udienza del procedimento sulle autobombe di Firenze, Roma e Milano. Attentati che insanguinarono l’Italia e devastarono il patrimonio artistico e civile del paese tra il 1992 e il 1993.

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Davanti ai giudici viene sentito Pasquale Di Filippo, uomo d’onore della Cosa Nostra palermitana, affiliato fin dai primi anni 80 e legato, per parentela a figure di vertice della mafia corleonese. Nato a Palermo, Di Filippo entra in Cosa Nostra attorno al 1982 come autista e uomo di fiducia del suocero Tommaso Spadaro, vice capo del mandamento di Porta Nuova e figura chiave nel traffico di stupefacenti fra l’Italia e gli Stati Uniti.

Con il passare degli anni, grazie anche al legame familiare con Leoluca Bagarella, Di Filippo diventa un uomo d’onore riservato, cioè inserito nei circuiti di fiducia stretta della cupola, mantenendo un profilo discreto  ma fondamentale nelle operazioni esterne, incontri e trasmissione di messaggi fra boss e gruppi di fuoco.

Nel processo strage a Firenze, Roma e Milano. La sua testimonianza è preziosa per ricostruire legami, incontri, ruoli e connessioni fra mandamenti e gruppi coinvolti nella catena di attentati mafiosi che nella primavera estate 1993 causarono morti, feriti e gravissimi danni al patrimonio culturale nazionale nelle città di Firenze, Milano  e Roma.

Quello che state per ascoltare è l’audio originale dell’udienza del primo ottobre 1987 con la deposizione di  Pasquale Di Filippo nel processo dedicato agli attentati di mafia in Italia. Un documento giudiziario di primaria importanza per comprendere come Cosa Nostra abbia organizzato e sostenuto la stagione delle bombe. Se questo contenuto ti è piaciuto, iscriviti al canale, attiva la campanella, lascia un like e scrivi un commento raccontandomi quale processo vorresti ascoltare nel prossimo video.

Ecco, circa per avere più chiarezza sulla cronologia, signor De Filippo, dunque, lei ha detto che è stato arrestato, cioè suo fratello fu arrestato febbraio 94. Ecco, circa dopo quanti mesi ci fu il primo incontro con Bagarella, di cui ha parlato ieri? dopo un paio di mesi, >> ecco. E successivamente, quindi diciamo febbraio, si arriva verso aprile del 94, quando Bagarella gli fece la proposta concreta di entrare nel cosiddetto gruppo ristretto delle quattro persone >> o il primo e il secondo incontro che abbiamo fatto, >> quindi grosso modo, in che epoca siamo?

> Sempre in quei periodi, perché ci siamo incontrati diverse volte e successivamente la prima volta. Ho capito. Senta, e successivamente quando è che lei ha commesso quel primo omicidio del gruppo ristretto, cioè Castiglione, in che epoca siamo? >> Eh, il primo omicidio l’ho commesso a fine anno. >> Fine anno del 94.

>> Sì. >> Ecco, sempre successivamente quando in quale epoca lei commise quell’omicidio dei due tunisini chiedendo l’autorizzazione? In che epoca siamo qua? Eh, dopo dopo un paio di mesi, 1 du mesi, >> quindi cos’è? Fine 94, siamo già nel 95. Sì, esattamente. >> Ecco, quindi e in quale periodo avvenne anche quell’omicidio di Pirrone ad Alcamo per cui Grigoli fu ferito, cioè sempre per collocarlo come mese, grosso modo, >> sempre in questi periodi, >> cioè gennaio 95, così per far rendere ridotta anche la Corte e noi che non

sappiamo esattamente la data di questi >> Sì, esattamente in questi periodi. Sì, ma comunque io non ho non è che ho fatto solo quelli di dei Tunisin, >> no? No, ma tanto per capire per i fatti qua del processo. Ecco. >> Sì, sì. Ecco, poi successivamente, se ho capito, ci fu quell’episodio che venne Grigoli, quello del foglio arrivato da Firenze, quello del >> successivamente a gennaio 95o foglio che avrebbe fatto vedere Carra se non mi >> No, quello non è stato agli inizi del 95, è stato è stato eh un poco prima del

mio arresto, quindi già siamo eh nel >> Mi pare che lei ha detto un paio di mesi prima dell’arresto, quindi Ilresto è del giugno 95, mi pare, no? 21 giugno. >> E giugno 95, sì. Quindi, >> quindi un paio di mesi prima, andiamo a maggio o aprile, all’incirca in questo periodo è stato. >> Ecco, su questo foglio mi pare aveva detto anche un’altra caratteristica quando aveva parlato, cioè c’era un qualcosa oltre che dati scritto anche scritta a mano, un’intestazione, un nome.

>> Eh, io e questo foglio l’ho visto di sera, erano le 9:30, alle 10: di sera all’incirca e l’ho visto solo per un istante. La cosa che mi ha colpito in questo foglio è che ho visto scritto dottor Ghelazzi e indagini per la straggia di via Gerciofili, quindi questa è stata la prima cosa che mi ha colpito e poi c’erano tutte una serie di nomi e cognomi e uno sotto a sotto una, cioè praticamente >> in colonna >> in colonna e il primo era Carra, Piero e Paolo, mi pare il primo, poi c’era quello dei Graviano, c’era quello di

Matteo Messina Denaro, ma ripeto è stato questione di un istante perché ha fatto vedere il foglio e poi lo ha guardato Grigoli. Io l’ho guardato così, non l’ho avuto in mano e e poi lo abbiamo chiuso e abbiamo parlato, ecco, e abbiamo abbiamo lo abbiamo commentato. Sì, sì, ma appunto le ricordavo che nell’interrogatorio del 5 luglio c’era un altro particolare, c’è che in alto c’era scritto adesso un nominativo accompagnato da una qualifica che voi vi domandavate chi poteva essere, ecco, se lo ricorda questo? No, il nominativo non

me lo ricordo. C’era un nominativo che per quello che ho capito io e abbiamo capito all’istante e praticamente la Procura di Firenze chiedeva ai Carabinieri di Palermo di fare indagini su questo nome che io non mi ricordo e praticamente la procura voleva sapere se questo nome aveva avuto mai contatti con questi personaggi che erano elencati in questo foglio.

Questo è stato quello che ho capito io e all’inizio perché poi i commenti sopra questo foglio sono stati ben altri >> successivamente. >> Ecco quello che volevo capire, lei ieri ha chiarito che lei personalmente, ecco, diciamo, non era stato fatto uomo d’onore nel senso della pungiuta, però se avendo commesso i reati tipici di Cosa Nostra era ritenuto in Cosa Nostra.

Ecco, questo discorso valeva per lei e valeva anche per tutti i personaggi di cui ieri ha fatto il nome, cioè per quel gruppo di fuoco, diciamo, gruppo mangaro, come vuol chiamarlo lei. >> E io sinceramente non l’ho chiesto mai a loro se avevano fatto la santina. Eh Grigoli non l’ha fatto perché me l’ha detto, e qualche altro non l’ha fatto perché me l’ha detto.

Poi non è che io a tutti gli ho chiesto tu hai fatto la santina o no? No, no, certo, ma per capire, per esempio, lei veniva presentato ad altri uomini d’onore oppure eravate un gruppo ristretto, quindi, diciamo, sconosciuto agli altri uomini d’onore di Cosa Nostra? >> Altri uomini d’onore riguardante eh altre famiglie, dice lei, >> esatto.

Cioè proprio esterne, al di fuori di voi, tra di voi di questo gruppo. >> E adesso praticamente eh sempre dietro il fenomeno del pentitismo ehm si faceva così. Eh, se uno di noi aveva un problema, aveva bisogno di qualsiasi cosa che apparteneva a un’altra famiglia e noi ci dovevamo rivolgere al nostro capo che era Nino Mangano e poi era lui che si metteva in contatto con il capo di un’altra famiglia e per fare il tutto, per evitare di farci conoscere fra di noi.

Ecco, quindi, appunto, siccome abbiamo avuto altri collaboratori che hanno parlato, che ne so, Tra Alcamo, Trapani o Catania o Palermo c’era la presentazione, cioè un uomo d’onore presentava altri due come uomini d’onore. Ecco quello che mi interessava come fatto, cioè a lei questo personalmente non è mai avvenuto, diciamo, eravate un gruppo che doveva restare appunto ristretto, diciamo, e segreto per modo di dire. Esattamente.

Solo che se se nel caso mio, siccome noi avevamo contatto con un’altra famiglia e sempre vicino a quella nostra eh io mi esponevo un pochettino di più perché e quando Bagarella voleva incontrare il capo di quest’altra famiglia a volte ero io il tramite, quindi ero più esposto a questo per quanto riguarda qualche altra famiglia.

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