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Emanuela Orlandi: Pista Londra, Don Vergari e la Banda della Magliana — I Soliti Sospetti 13

e è giustificata da 28 anni. Sono passati 28 anni, quindi ormai no. 28 anni è come un anno, come un giorno. Se è stata fatta un’ingiustizia a una persona, secondo me bisogna arrivare ad una chiarezza. Sono tanti, ma per me è veramente come se fosse ieri. >> Londra, martedì mattina. Le telecamere di chi l’ha visto seguono Pietro Orlandi sull’ultima pista che potrebbe portarlo finalmente sulle tracce della sorella Emanuela.

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>> Ma se anche c’è l’1% quell’1% uno lo deve verificare. >> L’ultima pista parte qui nella cucina di casa Orlandi dove è nato mia sorella Emanuela. Il libro che Pietro ha scritto con un giornalista del Corriere della Sera. >> Siamo partiti da una premessa fondamentale che per arrivare a scoprire se Emanuele è viva o comunque a accertare le responsabilità di chi l’ha sequestrata ed eventualmente uccisa, occorre mettere insieme tutti i tasselli di questa vicenda.

Ma tante cose sono riuscite proprio rileggendo le sentenze bene a fondo. Lì sono usciti dei particolari che all’epoca sinceramente erano sfuggiti o che non avevo saputo perché noi le cose le sappiamo dai magistrati, dagli avvocati e quindi le sappiamo così in maniera molto eh dall’esterno, diciamo. Anche la gente lupo ha letto il libro di Orlandi e Peronaci e attraverso il telefono ha consegnato ad una TV romana l’ennesima verità.

>> Buonasera. >> Buonasera. Posso chiederle il nome? >> Inorgo, nostro militare, mi chiamano Lupo e sono il lupo solitario >> in giaro. Perché? Perché in giardgo facciamo parte del servizi italiani e facciamo parte di una struttura protetta italiana. >> Lei ritiene in questo momento Emanuela dove si trova? in Inghilterra in una struttura privata e protesta.

>> Ora, quindi si troverebbe dove? In particolare in Inghilterra. In >> Inghilterra in centro Inghilterra dentro una, diciamo, un manicomio, mascomi come Bonti vuol dire. >> Ma dove? A Londra oppure in altre città? >> A Londra. Londra. Centro Londra. >> Ah, quindi nel centro di Londra. E in particolare sarebbe chiusa, segregata >> dall’inizio? Fino adesso è sedata.

>> Quali? persone si prenderebbero cura di lei. >> Sì, ci sono due medici che sanno tutto e quattro infermiere. >> Buonasera Pietro Orlandia e buonasera Fiore. Fiore, >> buonasera Federica. Siamo andati a bussare seguendo le indicazioni che lupo lupo solitario ha dato in quella diretta televisiva.

Intanto Pietro ti ha dato l’indicazione il nome dell’ospedale, no? >> Sì, era il Queen Elisabeth Hospital di Birmingham. Eh, mi chiedi se potrebbe essere ricoverata nella una struttura di lunga degenza, perché la stiamo cercando. Spiegatelo perché. dire la verità in quel momento mi ha dato un attimo di >> di ansia perché l’ho vista che entrata, guardava la foto, era un po’ agitata e diceva “Ma questo viso, questo non >> Eccetro”.

Quindi vediamola anche noi, facciamola vedere ai telespettatori la foto, l’invecchiamento che ha fatto la polizia scientifica. >> Particolari che combaciano e particolari che non tornano e le presunte rivelazioni dellaagente lupo che si chiamerebbe Luigi Gastrini. e che proprio per il suo ruolo nei servizi segreti sarà presto ascoltato dalla Procura di Roma.

Anche nella telefonata con TV7 aggiunge nuovi particolari. >> Lei che ruolo ha avuto in questa vicenda? Cioè, a che titolo parla? Parla per sentito di ci sono i supervisori quando si fa un incarico delle persone e controlla tutto. Se tutto va bene, tutto va a secondo i piani che si stabilita. Basta. >> Lei era un supervisore di questa vicenda o era un sottoposto? sul supervisore >> e quindi lei ha assistito proprio quel giorno, il 22 giugno 1983, lei era nella zona di Santa Pollinare dove è sparita Emanuela.

>> Esatto. >> E dopodiché Ma chi l’ha presa? >> Mh >> chi l’ha presa? Chi l’ha avuta in carico? Agenti italiani che l’hanno passata. >> Agenti Agenti in cui dovevano fare il lavoro. Ve l’ho detto troppo polverone, sto tirando su e troppo polverone si sta facendo. Adesso la faccenda si fa più seria. Adesso incominciamo a avere i frutti.

>> Questa conversazione lei pensa che viene ascoltata da qualcun altro? >> La stanno registrando perché lo sento sotto. Non si preoccupi perché le orecchie c’ero fine e lavoro mi ha insegnato tante cose nella vita. >> Comunque lei conferma che è a Londra, eh Manuela? >> Sì, sì. >> E perché c’è anche sul nome del del dell’ospedale dove sarebbe eh trattenuta.

>> Secondo lei gli do gli do il nome esatto. Gli do il nome del personaggi esatte. La saluto. >> Il procuratore di Bozzano, Guido Rispoli, ha indagato per usurpazione di titolo e simulazione di reato il sedicente agente segreto Lupo che alcune settimane fa aveva fatto rivelazioni sul caso di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana scomparsa 28 anni fa.

Non ci risulta, ha detto Rispoli, che abbia mai fatto parte dell’arma dei carabinieri dei servizi. Se i dati che ha fornito non dovessero trovare riscontro, chiederò il suo rinvio a giudizio. I dubbi della Procura di Bolzano sulla credibilità di Lupo non vengono però condivisi da Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela.

Orlandi e Fabrizio Peronacci, coautore del libro Mia sorella Emanuela, edito da A nordest, si sono presentati in procura a Bolzano per insistere sulla pista alta tesina dell’inchiesta, ovvero quella del presunto avvistamento di Emanuela a Terlano alcuni giorni dopo la sua scomparsa.

Sì, è una la testimonianza di una testimone che è accaduta un mese e mezzo dopo la scomparsa di Noela, l’ha vista a Terlano e sono all’epoca scattarono le indagini, portarono ad indagare quattro persone più una e che veniva da Monaco e questa persona di Monaco è stata identificata come un funzionario del Sismi. Lì poi la la questione è stata chiusa perché dissero che quel giorno non era in ferie, quindi non poteva stare a Terlano e si è conclusa.

secondo me poteva stare a Tellano anche nelle funzioni del suo lavoro. E io voglio fare chiarezza su questa vicenda perché secondo me c’è stata una forma di è stata insabbiata in qualche modo, è finita è finita lì e invece è una cosa importante anche perché questa testimone dichiarò di aver visto questa ragazza con un collarino e non metallico e io l’ho visto di recente guardando la sentenza di chiusura e questo collarino non metallico era un collarino che manuale portava il giorno prima un colonito di stoffa giallo e rosso e me lo ricordo perfettamente e

secondo me questa potrebbe essere considerata data una prova. >> Oggi hai incontrato appunto il procuratore, ieri invece ha incontrato proprio il cosiddetto lupo, no? >> Lui mi ha detto che vuole assolutamente fare chiarezza sia sulla sua posizione perché lui dichiara di essere stato un carabiniere e aver lavorato nei servizi nel sismi e sia a fare chiarezza una volta per tutte su questa vicenda di Emanuela.

>> Adesso andrai personalmente a Terlano a cercare cosa? Beh, io vorrei andare, visto che sono qua, vorrei andare a Terlano a parlare con questa testimone famosa che a quanto pare l’ultima persona che ha incontrato Emanuela, che ha visto Emanuela. >> 4 luglio 2011. Gli inquirenti della procura di Treviso sequestrano una missiva anonima proveniente da Palermo e recapitata la casa editrice Edizioni a nordest.

Il documento siglato dal presunto Kate Sams richiama i comunicati del collettivo Phenix rinvenuti in diverse chiese della capitale tra settembre e ottobre 83, caratterizzati da toni minacciosi, in uno dei quali si menzionava la soppressione della persona sequestrata. Secondo chi ha vergato la lettera, il linguaggio utilizzato dal gruppo Phenix e il rinvenimento di quattro sassolini in una busta datata 4 settembre 83 sarebbero chiaramente massonici, sollecitando gli investigatori a esplorare questa direzione.

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