27 gennaio 1994, Roma. Nell’aula di giustizia si apre una nuova udienza del processo dedicato ai cosiddetti delitti politici avvenuti a Palermo tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80. È un procedimento complesso che mira a fare luce su una stagione segnata da omicidi eccellenti, tensioni istituzionali e profonde trasformazioni negli equilibri interni di Cosa Nostra.
Tra gli imputati chiamati a rispondere alle domande dei giudici vi è Antonio Marchese, indicato dagli investigatori come esponente dell’Organizzazione Mafiosa palermitana. La sua posizione si inserisce in un quadro più ampio di indagini che, a distanza di anni dai fatti cercano di ricostruire responsabilità, dinamiche e possibili mandanti di una serie di delitti che colpirono figure politiche e rappresentanti delle istituzioni.
Il processo nasce, infatti dall’unificazione di diverse istruttorie relative a omicidi che avevano suscitato forte allarme nell’opinione pubblica. Tra questi l’uccisione del segretario provinciale della Democrazia Cristiana Michele Reina, del presidente della Regione Siciliana Pieranti Mattarella e del dirigente politico Pio La Torre.
Eventi che segnarono una fase cruciale del confronto tra lo Stato e le organizzazioni criminali. Nel corso degli anni 80 e nei primi anni 90 nuove dichiarazioni di collaboratori di giustizia e l’approfondimento di elementi investigativi portarono la magistratura a delineare l’ipotesi di una strategia mafiosa coordinata, riconducibile ai vertici della cosiddetta cupola.
Il dibattimento in corso a Roma rappresenta quindi un passaggio importante nella verifica processuale di tali ipotesi accusatorie. Se ti interessano i documenti audio originali dei processi più importanti contro Cosa Nostra, iscriviti al canale per non perdere i prossimi contenuti. >> Vuole dare le sue generalità. >> Marchese Giuseppe, nato a Palermo, 12163.
>> Lei attualmente è tenuto in espinazione di pena? >> Sì. presso una struttura carceria. >> Sì, sì. >> È affidato alla via. >> Sì. Dunque, lei viene interrogato come imputato di un reato collegato. Viamo atto sì della presenza della dottoressa Pellizzari. Marchese, se lei ha già reso delle dichiarazioni alla procuratore della Repubblica di Palermo.
>> Sì, >> nel settembre del 92. Dovrò farle delle domande a conferma e a chiarimento delle dichiarazioni che lei ha preso. >> Anzitutto vorremmo sapere, lei conferma di essere nipote di marchese Filippo? >> Sì. >> E faceva parte della famiglia di Marchese Filippo di Cosso dei 1000. è stato cioè affiliato a questa famiglia in che anno? >> Eh, fine 80. Inizio 81. Fine 80.
> A fine 80. >> Presidente, mi scusi. >> Prego. >> Presidente, >> sì, dica. >> No, sono io. >> È stato affiliato o combinato, cioè vogliamo specificare, no? Combinato. >> Combinato. L’affiliazione è diversa dalla combinazione. >> Sì, l’affiliazione quando uno mette a frequentare i vari uomini d’onore e si mette in valutazione il comportamento de della persona.

>> È una fase precedente quella dell’affiliazione prima della combinazione. Sì, sì. >> E lei prima di essere combinato era stato affiliato? Sì, affilato, ma io non ho avuto nessuna affilazione perché in quanto ero sempre in compagnia di mio zio Filippo e e altri uomini d’onore che all’epoca non conoscevo come uomini d’onore, m Totorreina, Bagarella, mio fratello da molto piccolo, 16 anni, 15 anni.
Scusi un momentino. E lei in che epoca, appunto, ha cominciato a frequentare suo zio? Eh, dal periodo che m i 16 anni. >> A 16 anni. 16, >> cioè 79 è stato il periodo quando hanno arestato nel 70 79 mio fratello marchese Antonino, >> il quale era già combinato. >> No, io non ero combinato. >> No, suo fratello. >> Sì, sì, sì.
>> E quindi lei è entrato al posto suo? No, io ci facevo come tramite contatti da caccia all’esterno >> e portavo delle notizie. Quindi nel 79 lei ha cominciato, >> ma anche da prima c’ero io come uno facevo parte a parte della famiglia di sangue, ma in più ero vicino a loro che già da piccolo quando uno nasce in una famiglia già vede tutto il comportamento.
Va, vedi già perché da piccolino già vedevo che mio padre era sempre ricercato, veniva alla polizia a casa, vedevo mio fratello e che so che non c’era mai a casa, vedevo che nascondere qualche pistola, qualche cosa. Allora, già ero già in quella fase di, diciamo, di di linea di comportamento. >> Ho capito, ma quando lei ha cominciato in concreto ad operare a fianco di suo zio? >> Verso il 79.
>> Verso il 79. >> Sì. Lei ha parlato poco fa. Lei ha parlato poco fa dell’arresto di suo fratello. >> Sì. Allora, mi pare di comprendere che lei si è informato della scoperta del covo di via Giraldi >> e dell’omicidio del povero questore Giuliano. >> Ci può dire qualche cosa >> su quel covo e su quell’omicidio? >> Scusa, eh questa domanda >> Presidente, presidente, mi consente un istante? >> Un momentino, vorrei >> Sì.
>> fare una domanda ancora preliminare. Ancora più preliminare, se è possibile utilizzare questa parola così. Presidente, io proporrei di chiedere a Marchese se conferma le dichiarazioni rese al pubblico ministero nella loro generalità e poi procediamo alle precisazioni piuttosto che dire un qualche cosa che altrimenti rischierebbe di rimanere soltanto in maniera episodica e non inquadrata nel complesso delle dichiarazioni giarrese e che quindi >> riservo di chiederlo successivamente.
>> Va bene, presidente. casomai dovesse sfuggirmi me lo ricordo. Perché piuttosto che nei dettagli prima >> dunque vorrei continuando appunto quelle prime domande che le ho fatto vorrei sapere da lei se lei ha conosciuto già nel 79 le persone che erano combinate alla costa di corso dei >> come combinati No, ma come affiliate sì >> tut io vedevo già i persone i personaggi che frequentavano mio zio io e altri altre altre persone.
>> Ecco, si può fare il nome di queste persone? Erano numerose? >> Sì, ma >> erano molte. >> Sì, >> che ci dica almeno i più vicini. >> Beh, i più vicini erano. >> Le quali ricorda? >> Eh, ricordi Madonia. >> Madonia. Chi? >> Eh, e tutta la famiglia Madonia. >> Tutta la famiglia Madonia. >> Tutta la famiglia Madonia.
>> Ma la famiglia Madonia >> in senso sanguigne? La famiglia Madonia Francesco, >> Francesco, Giuseppe, Antonino, Salvatore, Aldo, >> ma quel costoro >> non erano della famiglia di San Lorenzo. >> Re sottano. >> Il re Sottana. >> Sì. >> Io le domando invece quali fossero le persone affiliate a suo zio, ci vuol dire la famiglia di corso dei mini.
Quella è un’altra >> famigl. Ho capito, ho capito. >> Forse lei voleva dire che lavorav che frequentavano mio zio. >> Sì, ho capito. Però cominciamo dal dire quali erano le persone affiliate e combinate o combinate alla famiglia di suo >> insomma di quelle di Costo de Mille che mi ricordo io erano e Angelo Bagnamonte e Vincenzo Spadaro, Loiacono e Giovanni e Carmelo Zanca e Filippo Argano.
Poi >> eh dove c’er Benedetto Tinerello, eh, che è mio zio anche e altri vari uomini d’onore sempre della famiglia di questo >> Sì. Eh, poi lei diceva che comunque erano molto vicini a suo zio anche i Madonia, sebbene facessero parte di una famiglia diversa, quella di risultante. Ho capito bene? >> Sì, sì, sì. Fra gli uomini d’onore della famiglia di Corso dei >> Sì.
>> Lei ricorda qualcuno che abbia commesso ad esempio l’omicidio Tagliavia, l’omicidio fiorentino? Sì, >> io non le faccio in nomi di Costoro perché lei sia spontaneo nel suo ricordo. >> Sì. E Francesco Squadaro e Pietro Senata. E se poi torneremo su questo episodio. Per adesso seguiamo in certo ordine. Adesso il consigliere Salvago le rivolgerà, le ripeterà la domanda che le ha rivolto poco fa, >> cioè a dire la scoperta del covo di via Pecori Giraldi che, come lei ricorderà, portò all’arresto di suo fratello e volevo sapere se lei è in grado di dirmi
qualche cosa che riguarda il commissario Giuliano che scoprì quel covo >> e se ne al corretto. >> Sì, sì. E quello che ricordo io che m noi ci trovavamo in quel periodo, quando era stato mio fratello, ci trovavamo a Castellino e aspettavamo quel giorno che venisse Bagarella m e e mio fratello a casa di cui non si fecero non si son fatti vedere.
Allora, e ci hanno avvisato dopo che era stato arrestato mio fratello e allora abbiamo dovuto spostare tutta la famiglia di dove si trovavano e abbiamo saputo dopo che c’è stato un momento di fuggi fuggi, diciamo, di questa operazione che avevano trovato altri altre cose dentro quel coh di controllo, diciamo, di tutto i i gli indumenti, documenti che erano trovati.
Allora, un controllo per su per giù per vedere dove andavano queste indagini a finire. Eh, e niente, dopo mio fratello è stato lucciardone, dopo l’hanno portata a manicom di di Barcellona e se venuto a sapere che io sentivo parlare a mio zio con altri che era stato Boress Giuliano a farlo arrestare. Non so, dice che nel momento che lo portavano in giro perché lui forse non gli poteva dire dov’era la macchina.
E perché lui aveva la macchina, no? ci avevano trovato, mi sembra i chiavi addosso cercava da dove la macchina e mi sembra ava preso dei qualche ceffone, qualche pugno, non so, una cosa del genere e niente dopo da quella quella gli hanno trovato hanno risalito in questo covo e da questo covo dopo si è verificato dopo poco tempo l’omicido di di porsi Giuliano, ma in particolare io quello che posso dire che l’ho appreso anche da loro che praticamente a sparare era stato Bagarella, sempre per il fatto che questo era un
rompipalle e stuporest Giuliana e il fatto della scoperta del copia >> e chi lo ha decise la la l’uccisione di Giuliano? Questo dipendono, questi omicidi dipendono sempre dalla commissione che viene sempre deliberata da loro praticamente perché un funzionario o magistrate o o dottore quell che siano, sempre sono loro a stabilire i diciamo gli i sta bene dice sì vabbè se fa possiamo andare incontro a delle situazioni.
Allora si si fa tutto un discorso fra di loro per avere le carte in regola, diciamo, e non avere contrasti per neanamente con le altre famiglie. >> Ma tra di loro c’erano contrasti quando si decidevano gli omicidi di questi funzionari? >> No, tra di loro non c’è. >> Tra di loro della commissione? No, no, praticamente perché dipende eh dipende l’argomento di chi di di come viene affrontato, diciamo, portano una cosa valida m che questo va ha scoperto questo.
Questo ogni volta si infila da tutti i buchi. Se c’è stato pure il fatto, mi sembra indagini che stava facendo qu di cose di dollari, una cosa del genere. Insomma, quando una una persona me dà fastidio cercano di tutti i modi di eliminarla. Senta, lei, essendo molto vicino a suo zio, lo seguiva in tutte le sue azioni e anche nelle negli atti più significativi, nel governo della famiglia, nelle decisioni che prendeva.
Eh >> sì, in parte >> perché ci interessa sapere, ad esempio, come può essere lei a conoscenza delle delle funzioni della commissione, delle sedute della commissione, >> ma queste cose a noi ci vengono spiegate più in là, dopo quando uno viene combinato e e ti fanno presente che sono, diciamo, i V il tuo rappresentante o altri compagni di della famiglia, vengono dopo spiegate praticamente comeè formata e diciamo Cosa Nostra e ti indicano i che praticamente da noi al costo de Mil il capomandamento era Michele Greco Sciaculli che faceva
mandamento da quello nostro e mano mano dopo m perché eh piano piano uno non viene subito informato di tutte queste cose e dà un un seguito di norma piano piano in modo che la persona che è inserita in questa cosa si renda conto pure quello chi sono le persone, chi sono le persone e viene anche informato come tutto diciamo eh la gerarchia di Cosa Nostra che so io ho di bisogno e un controllo totale di tutta la Sicilia praticamente se io ho di bisogno una cosa che in un altro mandamento in un’altra zona ci sono quei vari uomini d’onore o in
mandamento che ci informa dice per questa situazione rivolgita a Tizio che c’è ci sta bene lui ci o o per altri vari motivi o per altre cose di lavoro eccetera informavano tutte queste cose come >> queste cose lei le ha prese direttamente da suo zio. >> Sì, da mio zio. Anche da Totorreina >> da >> Totorreina >> e anche da Totorina.
Quindi, se ho ben capito, lei cominciò ad operare a fianco di suo zio. Sì, >> già dal 1979. Sì, >> anche se da prima, per ragione della parentela, lei era a conoscenza della della situazione di suo zio e e delle sue funzioni in pratica. Ma io nella situazione di magiao vedevo l’importanza della persona, perché vedevo non sapeva ancora che eh uno viene combinato, gli fanno gli pungono il dito, gli mettono nella santina, quello è onore.
Io c’ho ci dobbiamo rispettare fra di noi, si deve dire la verità tutte queste cose. >> Queste cose lei le ha apprese quando poi fu combinato. >> E la combinazione sua fu verso avvenne verso la fine del 198 >> fine 801. Successivamente lei ha preso direttamente da suo zio e dato suo zio Marchese Filippo è dato Torrina della esistenza della commissione, delle funzioni della commissione.
>> Lei ha avuto mai occasione di essere presente >> alla commissione >> alle sedute della commissione? >> No. >> Ricorda o ha saputo chi fossero i componenti della commissione? in quel periodo, nel 1980. >> Io posso dire che in quel periodo quando hanno cominato a me che io ho messo a ho messo a sapere com’erano i funzioni di questa cosa nostra, quel periodo c’era da noi c’era Michele Greco >> come capoandamento.
>> Capoomandamento. Dopo c’era Dottor Reina Bernardo Brusca. Eh, >> scusi, si fermi un momentino. Ha parlato di Totor Rina, >> ma c’era anche Bernardo Provenzano? >> Sì, come sostituto. >> Come sostituto di Rina? >> Sì. >> Ha avuto mai occasione lei di vedere Provenzano? >> E l’ho visto un paio di volte così di sfuggire a San Giuseppeato.
>> Ricorda in che occasione? >> Nell’81. >> Nell’81. >> Verso l’81. Sì. E a quale proposito? >> No, io sono andato là per incontrarmi col Totorrina. In occasione che sono arrivato là c’era c’erano persone in cui c’era anche Provenzano che stava andando via. >> Dove incontrò Rina in quell’occasione? >> L’ho incontrato in una tenuta di Uzzu Totono, ci dicevamo che si chiamava Totolazio nelle nelle campagne di San Giuseppe? >> Sì.
le fu presentato col suo nome e cognome. >> Sì, l’ho preso e l’ho preso dopo che quell che erano con me che c’era anche Giovanni Brusca e stuzzu Toto e questo eh Toto Lazio che dopo questo si è suicidato per motivi familiari eccetera e e niente al capito. Quindi torniamo alla composizione della commissione.
Lei ha detto che Bernardo Proven e >> Totorreina Brust. >> Bernardo Provenzano era sostituto di Totorrina. Dopo >> Ma ogni capomandamento c’è sto sostituto? >> Ogni capomandamento. >> Sì. >> E per adesso parliamo dei capi mandamenti componenti della commissione. >> Mh. E niente, c’era Nenè Geraci. >> Nenè Geraci.
Chi? Perché ce n’erano >> il vecchio, >> il vecchio, >> il vecchio. >> Dopo c’erano all’epoca c’era prima della sua morte Stefano Bontade e Salvatore Inserillo. Dopo c’era Bon Giuseppe e e Madonina Francesco Scaglion Scaglion Salvatore Saro Riccobono. Questi quelli che ricordo >> M nel 1980 >> i nomi lei li ha appresi da qualcuno? sempre all’interno de della famiglia nostra o o da mio zio quando si parlava.
E lei chi di costoro ha conosciuto personalmente? >> M praticamente ho conosciuto a a tutti di questi all’inia di Inserirlo e Stefano Bontale. >> Presidente, presidente, presidente. Io >> non so. Prego. >> Io per completare la domanda se vi era pure il mandamento di Porta Nuova tra i vari mandamenti Calox >> e di Caccamo.
>> Eh, intille, intille Francesco. >> Ecco, presidente, come ritiene lei vuole che noi pubblici ministeri interveniamo in seguito oppure via via che lei svolge le perché altrimenti si si confrare le mie domande, >> altrimenti lo aggraviamo unelasticità mentale eccessivamente dom. Va bene. >> E dunque lei ci ha detto chi erano i componenti della commissione nel 1980 a sua memoria.
Adesso può dirsi che cosa si occupava in pratica questa commissione? No, io mi mi ricordo che nel periodo che io mi vedevo giorno, sera e notte, tutti i giorni ero sempre con mio zio, loro ogni sera si urriivano o o alla Favarella o alla tenuta de Popa Ciaculle dove c’a la villa Michele Greco e si riuniva mio zio con Michele Greco con Pino Greco e di cui si apportavano in una stanza stanzetta e si mettevano a parlare.
Io aspettavo nella stanzetta accanto magari o con Salvatore Senatore, con Giuseppe Greco, il figlio di Michele e la commissione consiste nel decidere delle varie situazioni che si devono eh decidere che che so i rappresentanti magari rapportano qualche cosa al capomandamento e il capomandamento dopo magari dipende dipende di che cosa si tratta faranno una riunione fra di loro i capi mandamenti e stabiliscono quello che che hanno da fare, quello che si dovrebbe fare.
>> Lei ha detto rapportano qualche cosa, ma cioè in pratica che cosa rapportavano rapportano >> alla commissione, >> ma rapportano tutto dall’omicidio ai traffichi di droga ai interesse dei di istruzione a tante cose. Ma omicidi di uomini d’onore >> anche >> o o soltanto di persone estrane alla organizzazione. >> Sent quel periodo si parlava molto perché eramo in fase di guerra, no? E allora e in quel periodo di quello che si parlava erano sempre cercare di di di ammazzare, diciamo, quelli diciamo gli avversari e i contatti che magari e loro
avevano di frequenza erano questi praticamente. E dopo se parliamo di altre cose, a parte questo, perché si parlava spesso che anche dei traffici che noi quel periodo che c’era anche la guerra in funzione e abbiamo più di una volta investito dei soldi su nei traffichi di droga. >> M in particolare di questa guerra che cosa può dirci? B io di questa guerra posso dire soltanto che nel periodo quando c’è stato su su questa ribollizione perché non è venuto subito a noi uomini d’onore affrettare a spiegare le situazioni,
ma bensì di stare bene attenti con gli occhi bene aperti perché e quando si verificano una cosa del genere loro prima vogliono vedere diciamo proprio quelli più stretti di Cosa Nostra, quelli di una certa di un certo lato, vedere il vento da dove tira, vedere chi è che sta quella sponda e chi ora io magari essendo che magari quell’età che era molto giovane 17 anni mh non mi veniva eh a dire mio zio o qualcun altro dicendo “Dai eh camo a fare la guerra Stefano Bontà ciamo a fare la guerra Giovanni a a inserirle
queste altre, ma già loro sapevano gli obiettivi e praticamente dopo delle eliminazione di questi due, >> cioè >> e inserir le bontate dopo m si è messa a dare alla caccia a tutti quelli che praticamente stavano dal lato di inserirle di bontarle e da sempre che dalle famiglie loro c’erano quelle che erano infate da famiglia da parte che so di Cleonese E queste decisioni venivano prese dalla commissione a quanto pare.
>> Sì, sì, sì. >> Come funzionava questa commissione? Cioè, lei ha fatto il nome di diverse persone >> come componenti della commissione, >> tutti i capi mandamento intervenivano tutti. Ma questo io non lo posso dire se intervenivano tutti, però a me il regola, il codice rapporta che quando si decide una cosa debbono essere tutti presenti.
Infatti io spesso alla Favarella vedevo molte persone che si rinogano dentro un garage, un garage dove c’era la lavorazione dei manderini >> che venivano, diciamo, uciuri da cosa nostra. Ho >> capito? E lei comunque ricorda che in queste occasioni oltre, cioè si rispettava la regola della presenza di tutti i capi mandamenti.
>> Sì, sì. Quindi tutti erano presenti e se qualcuno non interveniva o perché era detenuto o perché era malato o perché aveva un qualsiasi altro impedimento, >> c’è sempre l’intermediario o o quello che sta sotto sotto che so in sostituzione si informava la persona che era in sostituzione a far presente che di rapportare questa situazione a Franco, a Ghiachino.
>> Ho capito, cioè al capo mandamento. >> Ma rapportarla prima della seduta della commissione o dopo? Ma v quello che si deve stabilire e mica è quanto subito si decide e si fa una cosa. >> Prima ne parlavano fra di loro perché si deve vedere l’accordo che c’è fra di loro per vedere anche se c’è qualche melamaccia anche fra di loro.
>> Ho capito. Se c’è qualche opposizione, se c’è qualche siccome Dodor Reina nella commissione ha voluto sempre più uomini di sua fiducia che non dicono mai no o mettono qualcuno, qualche pupolo là davanti, >> ho capito >> che vanno tutto quello che dice Totorrino. >> Ho capito. Questi erano questi di sua fiducia.
Ma quelli che sono fiducia erano Ugambino, Madonia e Totom Montarto, Calò e i ganci e m nene Geraci e e via scorrend >> e Brusca. Brusca Bernardi, quello stava sempre con lui. >> Ho capito. Senta, quindi >> queste >> Ma pure che uno non c’ha la possibilità che uno si trova in caccia, non c’è neanche la possibilità di farlo sapere, >> tocca vedere chi sia il capomandamento, se c’ha qualche figlio o è combinato.
pure che non ha combinato. Noi nell’ultimo periodo usavamo i bigliettini che noi dovevamo andare a dire qualche cosa a Totorreina, usavamo dei bigliettini e erano carta finissima. >> Sì, >> che si ruota dopo diventa come una pallina piccolissima e facciamo avere sti bigliettini a Totorreina, >> cioè Totorrina per fare un esempio, >> no? No.
Totorreina per fare pratica. Sì, sì, non concredo. >> Quindi se qualcuno se qualche altro capo mandamento oppure >> della commissione fosse impedito o a a presenziare o fosse detenuto. >> Sì, >> la commissione, gli altri componenti della commissione lo informavano prima >> della oggetto della deliberazione, cioè di ciò che si doveva discutere e decidere.
Ho capito? Ho capito bene? Sì, sì. E fra i metodi di informazione, se ho ben capito, c’era anche questo della comunicazione dell’argomento attraverso un bigliettino che >> Esatto. Sì, >> che si che credo di capire si faceva recapitare nell’ipotesi che fosse detenuto perché se era ammalato non c’era bisogno del bigliettino. >> Esatto. e la comunicazione della mh della volontà del capoandamento impedito, come avveniva agli altri componenti della commissione, cioè chi la dava? >> Come chi la dava? >> Chi >> ha già risposto presente? Ha >> già risposto, presidente.
>> Chi comunicava agli altri? >> Se io c’ho, per esempio, io sono il capo >> Sì. E lui è sotto capo. >> Io mi trovo in carcere. Sì. >> Allora, tutti gli altri delle altre famiglie sanno che in sostituzione mia c’è lui. >> Ho capito. >> Allora tutti si rogono a lui e lui fa sapere a me. >> Ho capito. Va bene.
E allora, dunque, se ho ben capito, tutti erano consenzienti, tutti i capi, tutti i capi mandamento componenti della commissione erano preventivamente informati e consenzienti sugli argomenti. >> Sì, sì. sui quali la commissione è deliberata. >> Sì. Adesso possiamo ci sono domande a questo proposito? >> Ma vedete continuerei dire >> adesso passiamo ad argomenti particolari, a episodi particolari e dal momento che lei già dalla 78, se ricordo bene, no? 79 era già dal 79 è stato molto vicino a suo zio.
Avrà saputo probabilmente qualche cosa a proposito dell’omicidio di Cristina Giuseppe? >> M Sì. Io >> ne ha sentito parlare? Ho sentito parlare di di mio fratello, di >> da suo fratello. >> Sì, perché mh lui ha avuto un spesso e che lui è in carcere. C’è stato un periodo che lui non si fece vedere più a casa, che abbiamo messo in giro la voce che lui ha avuto un incidente nella fabbrica dove lavorava, che dopo la fabbrica dove lavorava era una copertura.
>> Qual era questa fabbrica? era quella delle gomme de Giarrusso. Gomme gomme della delle ruote. >> Ah, sì, ho capito. Da automobile. >> Da automobile. Eh, e niente, praticamente eh dice avuto questo incidente nella fabbrica, si era bruciato, infatti era dopo l’abbiamo visto che era il il braccio il braccio destro che l’aveva fasciato, ma più in là dopo con l’andare del tempo, dopo quando ci siamo visti che dopo nel nel periodo che eramo in detenzione assieme, lui soffre spesso di di dolore alla spalla e e gli viene eh della febbre.
Siccome già in precedenza, quando io tempo fa sono stato incaricato da dottor Reina a fare un omicidio nelle parti de San Giuseppe AO, nel paese più avanti San Giuseppe Ato. Ritornando da questo omicidio, io m mi sono tolto due pistole che avevo due pistole addosso, no? E Totor Reina con una battuta ridendomi disse dice che è che fa prende le precauzioni e ero unicamente gli ho detto ma scusa perché mi dici sta cosa passi no perché danno dice Nenuzzo c ci stava se antic faceva fotterece >> Ninuzzu chi a chi >> mio fratello
>> ah >> si faceva di degrisi e basta quello è stato un argomento che dopo con l’andata del tempo quando io mi sono incontrato con mio fratello nel caccia che c’aveva problemi di spalla e Freebbe eccetera. Io gli dicevo spesso, ma perché un video magari fatto fare un controllo generale e mi disse che m che non si voleva fare fare il suo controllo generale perché aveva preoccupazione quando fatto tutte Cristina cè muna era Pelluchino mio cognato.
Cannato anticchia che non mi fotteva di Cristina. >> Suo cognato chi è? >> Bagarella Leoluca. >> Ah >> Bagarella >> c >> se non fosse stato per Bagarella. >> Sì. Siccome mio fratello mi ha raccontato che lui era sceso per sparagli a di Cristina, nel momento in cui va per sparagli questa pistola ci inceppa, non ci funziona.
>> Quella di suo fratello, >> quella di mio fratello. E di Cristina dice che aveva una pistola o Di Cristino o quello che era con lui, non lo so chi c’era con lui. insomma, ha avuto una contraresposta de da De Cristina, da parte di De Cristina >> e l’ha preso nel braccio, nel braccio a >> a mio fratello che dice c’è entrato la pallottola di qua e mi sembra gli è uscita da questa parte >> e mio mio fratello mi raccontò che se non era per Luca perché ha avuto la la diciamo la prontezza Bagarella di rispondere subito
>> a fuoco quando ha visto che mi fatora pistola non ci funzionava. No, >> ho capito. >> Mio fratello mi disse che ha paura in qualche esame che ci possono fare potrebbero riscontrare qualche cosa, qualche frammento, qualche cosa all’interno del braccio. Allora è Antonino. Sì. Sì, sì, sì, sì. Quindi ripeta quest’ultima osservazione >> e che mio fratello mi disse che eh ne sto conflitto a fuoco che ha avuto che se non era per Luchino, dice praticamente dice di Cristina lo futva e e lui non si voleva fare fare queste
esame che aveva paura che potessero riscontrare qualche cosa. i medici del carcere cheo o magari anche se lo portavano a fargli fare qualche avviso da ambulatoriale aveva preoccupazione se potevano capire o riscontrare qualche cosa del genere. E niente, questo è stato l’argomento di >> cè qualche cosa del genere identificare, credo di capire che >> che era una una una un colpo d’arma da fuoco.
Ecco, >> un colpo d’arma da fuoco >> che fosse partito, cioè dalla pistola di Cristina. Sì, sì, >> ho capito. Eh, quindi lei ha saputo >> Mi scusi, no che fosse partito dalla pistola di Cristina, il colpo è partito dalla pistola di Cristina, però il medico mica sa che ci ha sparato di Cristina, però i medici facendo gli esami dicendo “No, questo è un colpo di amma da fuoco”.
>> Ho capito. Senta, quindi se ho ben capito lei apprese dell’omicidio di Di Cristina la prima volta da Rina. >> Sì. quando le fece quella osservazione a proposito delle due pistole che lei portava per commettere >> quell’omicidio a San Giuseppeato che poi era quale omicidio? Era l’omicidio di Dio.
Qua si è staccata >> di >> Di nuovo si è staccato qua. >> Ah, >> funziona. >> Funziona. >> Ecco, >> lei ha il controllo costante, può parlare. >> M è stato l’omicidio di un mi sembra si chiamava un certo Napoli. >> Napoli. >> Napoli. Insomma, questo omicidio l’avevo fatto io con Balduccio di Magango. Questo omicidio >> che è commisso con Balduccio di Magio? >> Sì. E Giovanni Brusca.
>> Insieme a Giovanni Brusca. Sì. E dunque e successivamente poi parlando con suo fratello apprese che era stato suo fratello insieme con Bagarella, >> con Pagarella >> a sparare di Cristina >> a commettere a sparare di Cristina ed ha prese quelle circostanze che si ha detto >> ha preso qualche altra cosa a proposito di questo omicidio, dei motivi dell’omicidio >> dei motivi dice che era un pezzo di sberrone, un cornutone, una cosa del genere. Ho capito.
Da chi lo ha apprese questo? >> Da mio fratello. >> Sempre da suo fratello. Eh, apprese dove avvenne questo omicidio? >> Avvenne a Palermo, però il punto >> il luogo preciso non l’ha saputo o non l’ha chiesto. Altre circostanze, altre notizie ne ha avuto a proposito di questo omicidio? Va bene. Domande ce ne sono a proposito. Ioerei, se la Corte ritiene di fare conservare previvamente tutto quello che è stato già dichiarato in maniera tale che venga integrato e non occorre così richiedere tutto quello che viceversa è già scritto.
Continuo acquisiamo al dibattimento tutto quello che già è stato reso in este. Altrimenti dobbiamo richiedere tutto. La prego, presidente di svolgere questa domanda generale. Comunque lei conferma già su questa circostanze e anche lasciutto. >> Ho capito. Conferma già su questa circostanza le dichiarazioni che ha reso.
>> Sì. >> E e comunque conferma per intero queste dichiarazioni che ha reso al pubblico ministero. Lei se le ricorda in particolare? >> Quali? Quelle che ho fatto, >> quelle che ha fatto. >> Io ne ho fatte tante dichiarazioni fino da ieri ho fatto dichiarazioni, vero? >> Cioè, >> presidente, le possiamo specificare con le date? Noi abbiamo tutte le date delle dichiarazioni, quindi richiamiamo le date.
>> Ecco, vuole >> la prima dichiarazione è quella dell’1 settembre 1982 resa al PM. >> 992. >> 92 resa al PM. >> Sì. >> Poi seguono tutte le altre. Posso anche indicare le date se vuole, però arrivano arrivano fino al alle dichiarazioni rese il 16 giugno 1993. >> 93. >> Quindi >> conferma >> potremmo chiedere specificamente se conferma tutte le dichiarazioni resa al PM dal dall’1 settembre 92 al 16 giugno 93.
Senta, vabbè, si ha parlato comunque della vogliamo fare rispondere. La domanda è questa. Se conferma tutte le dichiarazioni rese al PM dall’1 settembre 92 al 16 giugno 1993. >> Sì, sì, conf. >> Ha detto che confermo. >> Detto sì. Va bene. Lei poco fa ha accennato alla guerra di mafia. A proposito, ma prima ancora della guerra di mafia, aveva già fatto qualche accenno all’omicidio del commissario giuliano se ricorda oltre le circostanze che ha detto poc’anzi è in grado di ricordarne qualche altra che non abbia detto?
Praticamente no, perché la morte che ho saputo che era stato Bagella a ucciderlo >> e già capisco che che rientra n nel nostro circu nel nostro nel nostro diciamo eh ambiente mentalità de di de di Cosa Nostra. Sì, ma altro particolare. E ma lei ha anche parlato poc’anzi del covo di via Pecori Giraldi >> e se ricordo bene ha anche detto che qualcuno nel suo ambiente lamentava che il commissario Giuliano facesse delle indagini approfondite e nocive alla vostra famiglia o all’intera organizzazione? organizzazione >> all’intera organizzazione
e queste circostanze da chi l’ha appreso sempre all’interno di della famiglia nostra o o da mio zio a don d’onore che erano sempre dalla famiglia nostra E lei sa, c’è stato un episodio in particolare, quello delle con il sequestro che è avvenuto all’aeroporto di Palermo ad opera del commissario giuliano di una valigia contenente $500.000.
>> Sì, ho sentito sempre nell’ambiente nostro, però niente di >> non c’ha nulla di particolare. Comunque nel suo ambiente ha sentito di questo sequestro. E era anche questo episodio da inquadrare nei disturbi che >> Sì, sì, sì, sì. Ma questi qua entrano tutti. Praticamente si fa quando decidono una cosa del genere si fa tutto, diciamo, una un’analisi di di di un comportamento di una persona. Mh.
>> E che magari se non lo so, cerca a me e non cerca un altro, c’è sempre l’altro che dice “Vabbè, a me non mi però dopo mentendo i discorsi miei in commissione no a me mi a rompatolo per ogni buco.” Allora stabiliscono quello che devono fare. Siccome qua è una cosa generale che quello che si sentiva si giuliano si andava a ficcare dovunque.
>> Ho capito. >> E autore dell’omicidio, autore materiale è stato Leon Bagaro. >> Mag, >> il quale a quale famiglia apparteneva? Cor Leone. >> Corleone. E come mai l’esecuzione viene affidata a uno della famiglia di Bagarella, a uno della famiglia di Corleone e non a qualcuno della famiglia alla quale apparteneva il controllo del territorio della zona, cioè dove viveva il dottore Giuliano, >> perché è una cosa che interessa a loro principalmente.
Allora l’ha deciso, hanno deciso che ci pensava lui stesso a fare una cosa del genere >> perché interessava in particolare, >> ma non ha importanza questo, signor giudice, perché se per esempio a me chi mi ci porta a San Giuseppe ad andare a fare quell’omicidio io al limite posso operare nel mio mandamento, no? a me che mi ci porta.
Ma siccome ci interessava allora che un viso nuovo, che là al paese non mi conosce nessuno e e in più perché hanno deciso ha deciso Totor Reina c è un orsanero, però altri omicidi che magari vengono fatti in altri territori stabiliscono l’oro. Dice ci mandiamo a Tizio ci mandiamo a Cario. Non ha niente di >> dal momento che Totorrina faceva parte della commissione e d’altra parte lei poco fa ha detto che era la commissione a decidere.
>> Beh, se io io io dico che eh che vorrare già ci si ha rotto le scatole. Io faccio presente a mio cugnato Totor Reina. Tot Reina che a fare Tot Reina chiamerà della commissione, parlerà con dice tale cesta situazione e dopo Totina è stato deliberato, si può fare, non si può fare tale va vi fai. >> Ah, quindi >> quindi come come parte attiva o come persona influente nel seno alla commissione? dopo non so se insieme a lui ha partecipato, hanno partecipato altre eh che so o di altre famiglie o della famiglia dove è stato fatto
l’omicidio. Ho capito, >> questo non lo so. >> Vabbè, >> una sola domanda per chiudere il discorso. >> Se dopo l’omicidio di Boris Giuliano vi fu qualche componente di Cosa Nostra, in particolare qualche capomandamento che si ebba a lamentare dell’omicidio se lui risulta. >> No, questo >> non sa rispondere, non le costa.
E allora lei poc’anzi ha parlato della guerra di mafia. >> M >> perché è in sostanza questa guerra di mafia? in sostanza, perché di quello che si diceva erano che praticamente eh questione di potere, questione di interesse all’interno di questa di di strafottenza, all’interno di loro, diciamo, della commissione.
Però i particolari specifici non lo so, soltanto a noi eramo dei ragazzi e comandati, andiamo qua, andiamo a fare questo, andiamo a fare quello, mai ci intromettevamo nelle cose della commissione. Ho >> capito. Lei veniva comandato da suo zio o anche da altri della commissione di commettere qualche >> da mio zio e da dottor Reina.
>> Veniva comandato direttamente da suo zio e da dottor Rino. E allora in particolare a proposito dell’omicidio di Stefano Bontare che avvenne nell’81, lei a quell’epoca era già combinato, >> può aggiungere qualche altra cosa a quello che lei ha già dichiarato? >> No, >> non sa nulla. dell’omicidio di Inserillo.
Niente quello che >> Stefano inserirlo. >> Quello che ho dichiarato praticamente >> Salvatore Salvatore inserito della degli omicidi di Stefano Bontata e Salvatore Inserillo mi riporto a quanto ho già dichiarato al pubblico ministero e lo confermo. Lei sa qualche cosa a proposito dell’omicidio di gnoffo? >> No. >> Lo conosceva questo? >> No, non l’ho in mente completamente.
E >> senta, ma a Bontate e Inserlo facevano pure parte della commissione? >> Sì, sì. >> Ma erano d’accordo o non d’accordo con gli altri? Mo vedi quello che dicevano che è quando ci che siamo tutti che stiamo parlando parliamo di una certa cosa magari dopo ci sono quelle che magari hanno sempre a che dire di di qualcuno della commissione e di qualcuno magari c’è sempre quello che magari come che so o Michele Greco o qualche altra persona gli gli esce da dalla bocca qualche frase che magari non sta bene.
E cioè dica >> qualche frase che so che sta maniera o ci cesta o c sparato cuitto una cosa del genere che l’intenzione che volevano tipo volevano scavalcare torre volevano ammazzare una cosa del >> Ah, lei ha saputo di questa intenzione >> nei confronti di Totorre dice >> di contate e di inserirlo. >> Sì, stiamo attenti perché si vanno lo sucio.
Questa era una voce corrente o lei l’ha saputo comunque da qualcuno in particolare? >> Da mio zio. >> Da su tuo zio Marchese Filippo. >> E >> ma queste cose per commissione >> ha detto pure che questa frase è sfuggita pure a Michele Greco. >> Sì, questo l’ho preso da altri uomini d’onore, però >> l’ha preso da >> da altri uomini d’onore nel periodo che ero in carcere.
M ma gi praticamente perché dopo vedete che succede che in carcere dopo finché che uno è fuori allora tutto va bene dopo quando uno si trova in carcere io mi riferisco a Puccio Vincenzo e dopo ci sono delle critiche che non piacciono più quello che fanno all’esterno, ma finché ci convivono che sono fuori e tutto è lecite.
Quando dopo si trova all’interno a caccia, le cose le vede diversamente di quelle che magari come come su lui si trovava e praticamente all’interno del caccia si parlava i comportamenti di di di di Totor di Totorreino oppure di Michele Greco. >> Cioè si parlava disapprovandoli, criticandoli, >> disapprovandoli in senso che in varie cose che magari facevano, no? portate in serie tutti alle Io la volevo sapere se lei ciesse qualcosa sulle armi, come funzionavano queste armi, cioè a dire ogni famiglia aveva le sue armi, queste armi
>> queste armi si passavano da una famiglia all’altra, cioè per l’omicidio ognuno portava le proprie armi, >> no? Ognuno praticamente un po’ capire come avveniva questo sistema, >> no? Ognuno portava le sue arme. Le sue arme. O che so io, che so debo andare a commettere qualche omicidio in qualche altra zona.
Eh, o già anticipavo un giorno prima a portare la macchina o o la motocicletta o la borsa con le armi in quella zona che magari ci sono quelle dell’altra famiglia che le le tengono in custodia, ma ognuno si portava le sue. >> Non esisteva il cedere le armi da una famiglia ad un’altra. >> No, no, no. Quindi se due tre omicidi venivano commessi da una stessa arma significava che avesse sparato sempre la stessa persona.
>> Sì, della stessa sempre la persona della famiglia di cui fa parte. >> E mi può dire qualche cosa sul gruppo di fuoco? Come venivano scelti quelli che dovevano andare a fare l’omicidio? >> Questi omicidi della guerra di mafia, Lontate, Inserillo, Teresi e tutti gli altri. Ma questo il gruppo di fuoco era composto da Pino Greco, Scarpuzzedda e Nino Madonia e Gambino Giuseppe e mio zio, io e i ganci, i Madonia Salvo, Madonia Giuseppe, eh, Mario Pestefilippo, mh insomma erano tanti, diciamo, il gruppo di fuoco, però c’era sempre
quello questo gruppo di quelli che il ristretto erano questi praticamente dipende una certa cosa che si doveva fare. Allora, magari l’op l’operato operativo di diciamo di di di forza era quello. >> E tutti questi fino a quando siete andati insieme? >> Beh, nel periodo quando è successo questo cominciato di inserirlo bontade questa di qua.
>> Sì, sì. Un’altra domanda >> a proposito >> per esempio se io scusa un attimo presidente se voglio fare una presentazione se io magari mi trovassi che so in un’altra zona che dovrei commettere qualche omicidio, posso anche eh o o vado io con la mia arma o magari sprovvisto di armi che magari debo commettere qualche cosa me la danno loro nel territorio.
Per esempio quella di San Giuseppe Aato me l’hanno dato loro l’arma per commettere l’omicidio. Questo volevo precisare. A proposito del tentato omicidio in persona di Salvatore Contorno >> mh >> può dirci qualche altra cosa in aggiunta a quello che lei ha già detto al pubblico ministero? No, io posso direitare la causa di questo >> posso eh perché contorno era della della dello schieramento Bontade Bontade era uno che dalla sua linea praticamente però era di quello che ho capito io era uno che non voleva stare né da questa parte né da
quella parte. >> Era un po’ piuttosto indipendente. >> Sì. Eh, loro guardavano su per giù da le persone da quale da quale vento tiravano. Allora, magari con Tonno perché era Giovanni Pullarà quello che portava le le notizie e quella volta si cercava di di farlo scomparire a Contone un appuntamento, ma e infatti lui non non si era non si era presentato e >> non si era presentata la commissione, >> no, all’appuntamento che avevamo formato noi là da nella ceramica di di Oliveri >> e questo appuntamento >> non lo so di chi è stato. dato questo
appuntamento o come era stato formato questo appuntamento? Non lo so. >> E perché gli era stato dato questo appuntamento? E per per ammazzarlo per per >> Ah, perché già >> per farlo scomparire praticamente. >> Ho capito. Domando, a proposito, lei ha già parlato di Senapa >> M >> Pietro e Spadaro Francesco come appartenenti alla famiglia di Corso dei Mille.
li ha conosciuti personalmente. >> Sì. >> Ci sa dire qualche cosa a proposito dellomicidio di Gioacchino Tagliavia? Mh, sì, praticamente l’omicidio di Giacchino Italia via era un tipo che un ribelle, diciamo, uno che dava fastidio, un rapinatore, uno di mi era stato incaricato erano stati incaricati loro di andarlo a prendere e portarlo alla caccia struzzi praticamente perché più di una volta era stato richiamato questo, però da un orecchio c’entrava e dall’altro ci usciva anche mi sembra dal da dallo zio era stato eh Pietro Tagliavia che questo
fa parte anche del corso 1000 era stato anche chiamato, però se ne strafotteva. >> Quindi fu prima sequestrato da Costoro, >> sì. >> Da Senapa e da Spadaro e fu portato nei locali della >> Cacciestruzza. >> E poi cosa è successo? E poi è successo che lui arrivando là e già e noi eravamo là dentro, c’era io, mio cugino, mio fratello e Lucchiese e Pino Greco e mio zio.
arrivarono loro e appena arrivaro è entrato dentro questo magazzino che era un magazzino dove di solito c’erano degli attrezzi dei camion delle del cemento e si e si è chiusa la sala cinesca e là dentro si è fatto sedere e è stato lui interrogato dicendoci che ancora faceva il cratasso, faceva buffone, faceva e lui su queste domande lui ancora insisteva, impettava a quello che gli veniva rivolto, no? E infatti dopo è stato messo a corda a collo è stato ammazzato.
>> Lei era presente a questo episodio? Scusi, >> Senapa e Spadaro partecipavano pure all’uccisione. >> Sì, sì, sì, >> partecipavano. >> Sì, sì, sì, sì, sì. Erano dentro il garage con noi. Eran. Ma ci può dire lei del ruolo in genere che questi due signori, Senapa e Spadaro, svolgevano in seno alla famiglia? >> Cioè di che cosa si occupavano costume? si occupavano di traffici e de di omicidi >> abitualmente si occupavano >> Sì, perché quel periodo era un viavai di omicidi quel periodo perché c’era la la eh la ricerca dei familiari di contorno,
chi è che ci gli dava appoggio. Allora era eramo, diciamo, un gruppo di persone che si dedicavano a queste cose, no? capito. E quindi quando furono incaricati di sequestrare il tagliavia conoscevano già i motivi del sequestro, i motivi per cui lo dovevano condurre alla al capannone. >> Vedete quando quando a noi ci viene detto dice Tal dice di andare a prendere a Tizio o poi tmalasiano e già è automaticamente che sappiamo e manco facciamo domande.
Già sapete >> Sì, sì, sì, è normale. >> Sapete lo scopo che lo scopo è quello di >> Sì, Sì, sì. A parte a parte Ginetto Tagliavia, Ginetto Tagliavia perché già era e già era destinato, già si sapeva che doveva essere ammazzato. >> Quindi costoro quando sequestrarono il Tagliaria sapevano già che fine avrebbe fatto, che fine era destinato.
e cercare pure vi vengono anche informato di cercare perché viene anche quando uno va a prendere una persona per strozzarla e viene anche informato di essere eh di essere più m guardigno, diciamo, nel pellevalle, non si fa notare di altre persone, va. Ho capito. E questo perché era prassi comunque che se ho ben capito che il sequestro di una persona aveva lo scopo della eliminazione successiva. Sì.
>> Della stessa, no? >> Conferma quindi questa circostanza e poi loro presenziarono di fatto allo Sì. E a proposito dell’omicidio di Fiorentino Razio, Fiorentino Razio hanno partecipato anche tutti e due, >> Senapa e Spadana. >> Senapa e Spadana, >> sì. >> Ci sa dire in quali circostanze avvenne questo omicidio? Prima di tutto, anzi ci dovrebbe dire e come lei è a conoscenza di queste circostanze che ci dirà dell’omicidio, della partecipazione di Siena per spadare vera.
E io in quel periodo noi ci spostavamo da da una parte all’altra, stavamo o a Favarella o a parte da Renella o da Pipino Abate nei tenuti, diciamo, dove c’erano alberi, dove c’erano posti di rifugio, diciamo, o in qualche appartamento. E quella volta io stavo andando via da Pino Abate, mentre che stavo uscendo con la macchina e entrava spadato con Senap mi dissonoce senza uscire perché c’è c’è movimento di polizia perché dice dice feiorentino >> loro >> sì >> dichiararono di avere ucciso fiorentino.
>> Dove si trovava lei in quel momento? >> Da dalla tenuta di Pino Abbate. Roccella. >> A Roccella. >> A Roccella. Quindi arrivarono Senapa e Spadaro e avvertirono lei. >> Sì. No, io stavo uscendo, no? Che era obbligatorio avvertirmi, ma siccome fa parte della nostra stessa famiglia, allora ogni cosa che magari commesso tale non girare da qua perché c’è movimento di sbiro.
Successe chisti, st successe chi? >> Quindi l’avvertirono mentre lei stava uscendo di non allontanarsi perché c’era movimento. >> Avendo loro commesso questo omicidio. >> Sì. Le dissero dove l’avessero commesso, in quali circostanze. >> Questo no, però cè lo sapevo chi era il fiorentino e dove frequentava i post, no? Non era neanche il caso di di di chiedere perché non vedevo il motivo, ma l’obiettivo nostro l’importante che è che l’hanno ammazzato. Va.
>> E questo fiorentino che cosa aveva commesso? >> Questo fiorentino era contrabbandere di sigarette. Mh. >> E di quello che dicevano anche loro sempre nell’ambiente nostro e dicevano questo aveva eh ma part che dicevano che era un pezzo di sberrone, un pezzo di quinotone e in più dicevano che dice questo di qua voleva essere inserito de voleva essere inserito nel nel traffico della droga.
Chiedeva spesso, però dice un lingua lunga >> e quindi non si fidavano di lui? No, a parte non si fedva, non si poteva mai fedare, però non lo so se è proprio questo il motivo che l’hanno ammazzato, però perché girava la voce che era un pezzo di sbirro, un pezzo di però non lo so i motivi.
E a me quello che mi passa di fiorentino erano sti queste cose, >> capito? Eh, >> perché dopo dopo frequentato il Fiorentino erano sempre di casa anche Spadaro e la borgata era quella va. Ah, >> tra alla CSA e via Lincol, quelle nei posti dove che lui ho capito. >> Sì. E questo omicidio di Fiorentino è quello precedente di Tagliavia. Eh, sa lei da chi furono ordinati? Queste sono vengono ordinate da mio zio.
>> Da suo zio. Perché ricadevano? Sì, sì, abitavano una cosa che interessava a noi praticamente. >> Cosa che aspettava a voi. >> Per questi due che erano rapinatori non occorreva allora il consenso della commissione? >> No, loro praticamente vengono sempre informati. Michele Greco veniva sempre informato.
Io mi ricordo che spesso eh quasi ogni sera si incontravano loro per parlare >> con Michele Grec. >> Sì. >> M >> possiamo passare ad altri episodio o avete delle domande da rivolgere a proposito di questo? Sì. Senta, a proposito di Prego, scusi. Nel frattempo vorrei che si desse atto che sono intervenuti nel corso dell’interrogatorio gli avvocati Arnone >> e dell’Aira dell’avvocatura dello Stato, l’avvocato Milio >> Giuseppe Dante per Marchesi >> e poi altri la domanda.
L’avvocato il suo nome, per favore. Prego. Avvocato Dante per Marchese. Presidente, >> chiedo scusa per per il ritardo. >> Non è inserito. Ecco, adesso è inserito. avvocato Vito Ganci. In relazione all’omicidio del dottore Giuliano e il signor Marchese ha dichiarato che tutti i componenti la commissione avevano un sostituto. Desidero sapere se Brusca Bernardo aveva un sostituto.
Sì, sostituto. Io mi ricordo che c’era suo figlio Giovanni. suo figlio Giovanni come sostituto di Brusca Bernardo. Sì, all’epoca c’era, io mi ricordo che all’epoca prima di Bernardo c’era anche Antonio Salamone, però non lo so questione che lui era confinato eccetera, era, diciamo, messo messo da parte, non veniva tanta Non lo so che problema aveva sto Salamone, non so.
Presidente, io vorrei che su questo punto fosse più chiaro, specialmente in relazione al fatto che noi parliamo di un fatto del 197980. 1980. >> Più chiaro in che senso? >> Più chiaro? Nel senso che adesso il signor Marchese ha detto che sostituto di Brusca Bernardo era il figlio Brusca Giovanni, però poi ha corretto e affermando che Prego.
Ha aggiunto Sì, ha aggiunto che Blusca Bernardo aveva un altro sostituto. >> No, >> no, >> no, >> no, non è il contrario che era che era a sua volta sostituto di altra persona. Mi è sembrato di capire. No, no, >> no, neanche questo. Lei ha detto che c’era fatto che lo chi, scusate, lei ha fatto il nome anche di un certo Antonino Salamone di quello che si diceva che c’era un certo Antonino Salamone prima de di come capo mandamento qua a San Giuseppe.
Sì, >> sì. Antonio Salamone. >> È chiaro adesso, avvocato. >> Chiarissimo, presidente. >> Va bene. E allora qual è la sua domanda? No, no, per me è sufficiente. >> È sufficiente. Io vorrei pregare i signori difensori che sono intervenuti in ritardo di rivolgere le loro domande integrative su episodi per i quali il marchese è giato è stato già interrogato al termine dell’interrogatorio in modo che si possa seguire organicamente la impostazione dei reati e secondo le contestazioni del decreto di citazione.
>> Non ho capito. Può sapere se può andare arrivato il difensore di fiducia. >> Sì, grazie. Può accomodarci. >> La prego. Per domani. >> Sì. Senta, lei ha conosciuto o ha sentito parlare di un certo Bruno Francesco? Sì, sentito parlare che è imputato al magistero cesso. Allora, però di specifico non so niente.
>> Cioè, non sa niente di lui, >> no? Di lui completamente non sa niente. >> Non ne ha sentito parlare soltanto in occasione del maxi processo >> e della di Stefano Gallina ha sentito parlare? Non mai. >> Pietro Marchese era cugino di Filippo. >> No, era cognato di Filippo. >> Cognato.
Perché Filippo ha sposato la sorella di Piero Marchese. >> E a proposito della episodio della morte di Pietro Marchese, ci sa dire qualche cosa? >> Della morte no. So che era destinato che si doveva ammazzare perché prima che loro l’arrestassero eramo noi che andavamo alla ricerca per poterlo rintracciare, per ucciderlo. >> Voi c’è della famiglia di Sì.
>> E per quale ragione? Hai ragione perché lui era schierato dalla parte opposta. >> Sì, era schierato dalla parte opposta, cioè >> di bontà in >> di bontà sempre per via di quel tentativo che Sì, sì, sì, sì, sì. >> E che bontà inserirlo avrebbero meditato >> in danno di Rina. >> Sì, sì. E anche spica Antonino.
Cercavate soltanto >> Ma spica Antonino pure >> perché spica che aveva fatto questo non lo so. Soltanto che si si diceva da in quel spiga e anche ospitaleere Rosario che che andavamo in cerca di loro che erano sempre della corrente de Pietro Marchese. Giovannello Greco anche erano dalla corrente de Pietro Marchese, diciamo.
>> Quindi cercavate a tutte e quattro. >> Sì, sì. Ma Pietro Marchese apparteneva anche lui alla famiglia di corso dei 1000? >> No, lui mi sembra che apparteneva aiulli. >> Mi sembra non sono non so sicuro, ma mi sembra Ciacullo apparteneva. >> Quindi era del vostro mandamento comunque? >> Sì, sì, sì. >> Quello capeggiato da Michele Greco.
>> Sì. E quindi lei ha appreso che questo omicidio, come quello degli altri che ha nominato poc’anzi, era già stato deliberato per via >> Sì, sì, sì, sì. Chi lo trovava prima l’ammazzava. Praticamente c’era ordine tassativo che chi lo trovava prima di di di >> avrebbe potuto ucciderlo, avrebbe anzi dovuto ucciderlo. Sì, sì.
chi lo trovava prima >> e chi lo proteggeva moriva anche lui. >> Quest’ordine da chi veniva? >> Da dalla nostra famiglia e da da dalla commissione perché eramo tutti, diciamo, in azione attiva quel periodo con anche co altre famiglie. >> E lei in particolare quest’ordine da chi l’ha appreso? da mio zio. >> Da suo zio direttamente.
>> Sì. >> Lei sa che in quella circostanza, cioè dell’omicidio di Pietro Marchese, fuato un altro detenuto certo Campora. >> M >> sai motivi? >> Ho sentito, però il motivo specifico non lo so perché quel periodo io mi trovavo a mani comodi Reggio Emilia. domande su questo episodio? >> No, di spica no. Eh, io volevo sapere un’altra cosa.
Durante questa guerra di mafia lei ha parlato che ha detto che nell’estate 81 Brus e Rina stavano insieme, se non ho capito male. >> Allora, io voglio sapere, cioè si interessavano tutti e due di questa guerra di mafia dando delle direttive, partecipavano a questi omicidi oppure no? No, lui Reina si trovava là magari per una valleggiatura o o la famiglia si è andata a prendere un po’ di area in campagna o o si è staccato un pochettino da giù perché c’era un pochettino di di di movimento e allora magari se si stava
in quella tenuta, diciamo che anche là ci stava Brusca e niente di >> e io voglio sapere si interessavano tutti e due della guerra di mafia degli omicidi oppure una volta deliberato non se ne interessavano più >> No, no, ma loro erano attivi nella nella gestione della commissione di >> E Provenzano non partecipava mai a quest a Provenzano non l’ho visto mai che va in certe riunione e neanche ho visto qualche che so delle persone che si riunivano.
Vedevo solo delle volte magari che si riunivano in vari posto anche alla Favarella eccetera, però prevenzione >> allepocanzi ha detto di avere visto due volte Provenzano. >> Sì, sì. Occasione che ero là a San Giuseppe perché quel periodo ci portavo le notizie di mio fratello a Totorreina. Allora, >> si ricorda l’epoca? >> Eh, è stato l’80-81 questo >> tra l’8 e l’8181 >> l’ha trovato in casa di >> No, era proprio a noi diciamo nell’uscita di sta di sta casa >> dove abitava Rina, >> no? abitava qua. È una tenuta che ci
badava, non lo so se questa tenuta di Brusca Bernardo, ma ci badava Totò Lazio. >> Ma comunque c’era Rina che abitava in quella casa. >> Sì, sì, sì. >> E due episodi avvenuti comunque nell’81. A che distanza l’uno dall’altro? ricorda, era d’inverno d’estate. Per quale ragione lei era andato in quella tenuta? portare notizie della famiglia >> della famiglia ricorso dei 1000 o delle volte ci andavo con mio zio >> e in quell’occasione o anche dopo seppe quale fosse la funzione di Provenzano.
>> No, sapevo le >> pocanzi ha detto sostituto di Rina. >> Sì. Ma in quell’occasione c’era anche il Rina presente. >> Io a Reina andi a trovare e in quell’occasione c’erano tante persone là che venivano andavano insieme. >> Da chi seppe lei che era sostituto di Rina? >> Dagli uomini d’onore. Dagli uomini d’onore da mio zio.
>> Anche da suo zio. >> Sì. Quindi tornando alla all’ordine della decreto delle contestazioni, ha detto che di Romano ha saputo che >> spica spita >> di Romano ha saputo che la cause di cioè Pietro Romano di Spica ha detto >> e di Pietro Romano di dell’omicidio di Pietro Romano non ne sa parlarci dell’omicidio di Spica.
>> Ma dove sono state fatte questi omicidi? a Milano. Sono stati a Sì. Lombardia. >> Eh, Lombardia io >> non ne ha saputo nulla. >> Non ho saputo nulla, però so che c’è stato un periodo che erano partiti mio fratello con l’UCES andavano spesso a Milano, però per se era per questo omicidio non lo so. >> Ma comunque ne ha sentito parlare di Pietro Romano >> che erano ricercate.
Sì, ma di Pietro Romano di Spica. Sì. >> Che Spica fosse ricercato, lo sapevo. Non romano. >> Sì. era ricercato perché >> c’era un romano che noi ci dicevamo umrecano, però non lo so se è questo. >> Non so se fosse questo. Mas Spica era ricercato perché anche lui partegiava per bontate, >> no? Questi erano dalla dalla parte di de Pietro Marchese.
Erano tutti un gruppo, diciamo, fra di loro che a sua volta Pietro Marchese era allato con quelli. No, >> ho capito. Sì. Sì, sì. >> Sa qualche cosa lei dell’omicidio di Rodolfo Buscemi e di Matteo Rizzuto? No, sono soltanto che sono state fatte che nel territorio nostro di Cosso dei 1000 che però chi ha partecipato materialmente non >> non sa chipato.
Che cosa in particolare ha saputo di questo omicidio, di questi due omicidi? Ho saputo che sempre sempre dall’abito del Maxis processo. >> Sì, che a parte a parte quello che lei ha preso nel nel corso del maxi processo prima, cioè >> ma prima nel senso che erano dei la ciungole che erano dei dei dei dei gente che si andavano rubato ovunque, se ne fregavano >> e quindi sarebbero stati uccisi per questa ragione.
Questo non lo so se sono stato ucciso per questa ragione, però io quello che ci sto dicendo sapevo queste cose, però se sono stato uccise per questo non lo so. >> N sa chi li abbia. >> Ah, no. Dico una cosa, Mariscalco Salvatore che ruolo svolgeva? Che rapporti c’erano? Lui era uomo d’onore della della famiglia di Costo de Mille e ottimi rapporti, dormivamo assieme perché mio zio quel per tant, allora certe volte invece di andare a dormire lui a Casteldacci a casa andavamo o nella villa sua che aveva ad Alta Villa Milice o o a Palermo in una casa che lui aveva
a Palermo. >> Di chi? Manescal. >> Manescalco. >> Ma quando suo zio decretava degli omicidi si consultava con questo maniscalco oppure no? Si poteva anche consultare, si parlava anche di di qualche omicidio, si poteva parlare anche ov Cici Pamis Cici Pamis. >> Ma mi dica, lei ha detto che Mani Scalco era un uomo d’onore.
>> Sì, >> ma sa anche che fosse incaricato o sia stato incaricato in determinate occasioni di commettere qualche omicidio? >> Come no? che se lui stava insieme a noi che tutti quello dovre erano in movimento per cercare gente per ammazzarla e lui era tutti i giorno con noi. >> Ma e sa di qualche omicidio che sia stato eseguito da Mariscalco Salvatore? >> Sì.
>> E quale? >> Eh, due ragazzi che sono stati strangolati >> sempre della zona di corso dei Mil >> e il nome di questi ragazzi li li sa. >> Non lo so. Io non lo so se ne posso parlare perché è in fase struttore, non so se ne posso parlare. >> E perché che età avevano? Eh, questi erano dei rapinatori, >> erano >> rapinatori >> e vivevano >> rapinatore che è praticamente manovravano altre ragazze per fare scipp e eh tiravano collanine queste cose, però loro erano anche il rapinatore che facevano i rapin anche in banca. anche
in van e operavano anche fuori della zona. >> Sì, sì, fuori del territorio. Sì, >> ma vivevano nella zona di corso soggetta >> al controllo di suo zio. >> No, che lui controllava mio zio, ma >> non mi interessa. >> No, assolutissimamente no. vorrei che si chiedesse per favore se >> non per ho capito bene si sta indagando su questo.
Lei ha fatto altre dichiarazioni in altra sede, quindi non occorre neppure acquisire copia di queste dichiarazioni. Va bene, grazie. Nient’altro così. Ora eh adesso c’è un episodio del quale dovrebbe parlarci e del quale lei eh dovrebbe essere bene a conoscenza. l’omicidio del professore Giaccone, il medico m >> se lo ricorda ha da dirci qualche altra cosa a proposito di questo omicidio, forse quello che ha dichiarato già >> al pubblico ministero? Sì, l’omicidio di Giaccone rientra nella nella contestazione di una perizia che aveva
fatto a me riguardante impronte digitale. >> Ah, sì. e e che praticamente lui non ha voluto modificare questa impronta e c’è stato la pressione di di mio zio alla commissione di se si poteva prendere un provvedimento per questo. >> Ah, quindi suo zio fece pressione alla commissione perché >> si intervenisse contro il giaccone per il suo rifiuto a modificare la perizia.
Sì, sì. E di che cosa in particolare si era occupato lei? A che proposito, cioè erano state assunte queste impronte del quale si occupava il professore Giacomo? è stato incaricato mio zio, quello è fatto pressione, no per ha informato la commissione per le pressione per far cambiare la moda, ma le pressione per farla ammazzare se si poteva ammazzare l’ordine per poter eseguire questo omicidio.
>> Ho capito. Quindi aveva aveva sollecitato la commissione a dare l’autorizzazione >> ad eseguire l’omicidio del professore Giaccone. Ma le domandava >> a me mi hanno arrestato nel 1982 di gennaio, 15 gennaio. Io nell’81 ho partecipato nella strage cosiddetta, la strage di Natale m quella che fu commessa a Bagheria.
Eh >> sì. E in questa in questa stia è st la macchina di quella quella che abbiamo adoperato noi è rimasta un’impronta nello sportello e lato sinistro e da queste impronte hanno risalito a me. hanno risalito sempre per dimostrare quanto sono brave le i signori con leonesi e i compagni, perché questa hanno risalito a me dopo che ci è arrivata una telefonata e o una telefonata o una lettera anonima dicendo che su questa su questa strage dovete indagare su un Giuseppe Marchese.
Allora, >> chi è arrivata questa lettera? Nona. >> Ma non lo so. Questuro non lo so dove è arrivata, ma io ce l’avevo nei nei nei nel mandato di catture questa >> questa segnalazione, diciamo. >> Ho capito. E lei perché parla dei corleonesi? Perché collega la lettera anonima ai corleonesi? Perché dopo tanto tempo e di tutto quello che ho appreso io e e di quello che ho vissuto all’interno di questa cosa nostra, ho visto che in realtà eh sono tutte maschere di ipocrisia.
È come uno strofinaccio, usa e getta. Siccome e io vengo dalla dalla corrente marchese e dalla corrente anche tua torreina, perché tua torreina era mi doveva crisi male, eramo padre n figlio. Quando è successo dopo e siccome in questa ritornando nella lettera anonima, quel periodo a Bagheria c’era una raffineria e le indagine si stavano indagando riguardo quella strage.
Allora, per evitare che la polizia e altri investigatori stavano facendo delle indagini su questa strage, non arrivassero magari a scoprire altre e dietroscena che c’era una bagheria. E allora per sviare l’indagine che devono fare? tutto sul corso de 1000 i sindacati su macchisi siccome quella macchina non è stata bruciata, sicuramente qualche impronta la trovano e infatti io ero arrestato, le impronte mie ce l’hanno in Marricola, ce l’hanno in questura e così hanno scoperto l’assaggio di Bacheria che chi l’ha commesso e e praticamente è finita
l’indagine di di di Bagheria, è passato tutta a un’altra corrente, ma il rapporto con le indagini sulla raffineria qual è? >> Sviare le indagini ha detto fine di sviare le indagini da Bagheria. >> Se io c’ho se io c’ho una raffinera che sto lavorando per ora a Bagheria >> Sì. dopo viene commessa questa strage.
Allora, ci sono indagini in corso per questa strage. Da dove viene? Allora, la protettazione degli investigatori è piombata sui i bagheresi, >> è piombata sulla strage e quindi sui bagheresi >> che sono della zona. Ho capito. >> Allora, siccome i bagheresi con l’interesse anche iotorreina c’avevano gli interessi loro nel sarraffeneria. Mh mh mh.
Ma queste sono sue deduzioni o sono circostanze >> No, non sono mie deduzioni. Cose fatte, cose che abbiamo parlato più di una volta con con Bagarella, >> eh. E Bagarella l’ha informato in questo senso. >> Bagarella mi diceva Pino dice, facciamo un nuovo carcere. >> Cosa? >> Bagarella mi diceva Pino, facciamoci il carcere.
Oggi si tocca a noi e domani toccherà Daci >> e E quindi durante la detenzione >> perché vedi Bagarella, ma eh anche lui vedeva che dietro queste cose c’erano tante eh maschere di iocrisie >> m >> perché tutto potere è là, signor presidente, i soldi, >> quindi in sostanza volevano proteggere se stessi sviando le indag che indirizzavano i sospetti e le indagini per l’omicidio di Natale di Bagheria sulla famiglia di Corso dei Mille e in particolare su di lei, se ho ben capito.
>> Sì. >> Eh, va bene. A proposito di questo episodio, domande? Domande da parte di qualcuno a proposito di questo episodio? Forza presidente, forza, forza. Volevano eliminare tutti i marchese, si dice da qualche parte, tutta la famiglia, insomma, mi pare che era contro, a un certo punto non era più ben vista da dai corleonesi.
Vincenti, non è il fatto che non ha più in vista, come trai e Totorreina c’è una parentela con Bacarella, no? Allora, m con l’eliminazione di mio zio Filippo che ha partecipato anche lui in vari omicidi dei propri familiari, dopo è diventato un rischio Filippo Marchese perché a parte che sapeva tutto e a parte che magari c’erano dopo i i suoi figli che si andavano viedendo i motivi della morte del padre Allora avevano po paura che potesse succedere qualche cosa nei confronti di che so questi ragazzi a crescere, magari possono fare qualche cosa.
Però questo non è successo perché c’è stato anche l’intervento di Bagarella dicendo che spesso i madonie si informavano con noi a carcere di dare un’occhiata e tu cucine. Ma sta occhiata che cosa intendi tu occhi mie cucine. Intendevano stare attento. Fa sti perciut se può par che ci manca e di darci una guida, va, cercarla di farlo inquadrare.
Siccome mio fratello dopo l’hanno arrestato l’hanno arrestato nell’83 che era lui che che gestiva diciamo la famiglia di mio zio, dopo hanno ristato il mio fratello e praticamente è subentrato e dice dare un’occhiata a sti ragazzi quello che fanno, quello che non fanno e tutto quello tutte ste belle cose e spetta e queste cose ci sono state sempre altre cose che sono subentrate perché e non doveva comparire mio zio che era scomparso i beni.
Ora vediamo come possiamo farli recuperare. ci pensa ganci Raffaele, invece hanno sequestrato tutto in parte anche a Caccia Suz che ci ha incaricato questo signor Guttadavaro Giuseppe >> e lei però in occasione delle dichiarazioni che ha resa al pubblico ministero, adesso faccio un passo indietro, A proposito dell’omicidio di Gallina, Stefano >> m >> ha fatto delle dichiarazioni >> m >> no.
1893 del popolo 18593. Lei ha detto so che nella zona di Cinesi si dovevano eliminare tutte le persone che erano state vicine a Badalamenti Caetano. Poi ha ancora aggiunto: “In sede di confronto con Rina Salvatore il 13 maggio scorso ho fatto cenno ad alcuni episodi dei quali non avevo ancora parlato in sede di indagini preliminari.
Per esempio ho riferito in ordine all’omicidio di Cristina. Fermiamoci all’omicidio di Gallina Stefano. Ha saputo qualche altra circostanza lei oltre questo che ha dichiarato al in quella sede al >> E che io parlo di Gallina e Stefano qua. >> Cosa? >> Parlo di Gallina e Stefano. >> Sì. >> E che dico? >> Ha detto so che nella zona di Cinisi si dovevano eliminare tutte le persone che erano state vicine a badalamenti Gaetano.
Queste sono le sue dichiarazioni che ha reso al pubblico ministro. Sì. Mi fa la domanda che di questo gallina, ma io so soltanto che si devono ammazzare ste persone decise, ma io di Gallina non so niente. >> Presidente, nulla. >> Presidente, testualmente ha detto non so null non so nulla si confondono. >> Sì, sì.
>> Non so nulla in ordine all’omicidio dei cap. >> Ma comunque lei sa che c’era anche un ordine di ammazzare nella di ammazzare le persone che erano state vicine a Vadalamento Gaetano >> nella zona di Cina. Va bene. Senta, vogliamo passare allora ad un altro episodio? E allora a proposito dell’omicidio di Ferlito Alfi, che altro ci può dire in aggiunta a quello che ha già detto? >> Niente.
>> Non sa nulla? >> No, perché io mi trovavo a Reggio Emilia quando c’è stato questa questa strage, diciamo. >> Era a Reggio Emilia? >> Sì. >> Cioè dire in che epoca c’è stata a ReggioElia? >> 82. nell’82. Lei sa dove è avvenuta la strada? >> Sì, la circonvalazione. >> Sulla circonvalazione. E quella zona a chi apparteneva? >> Questo non lo so.
A che finché a Chiaco è stato l’omicidio a Chiaco e rientrava sera carine o >> m >> non lo so. Non ci può dire >> non c’è nulla. Ma di Ferlito ne ha sentito parlare? Comunque mi sentivo parlare mh poch era un un cistazzo, diciamo, nell’ambiente nostro, >> cioè >> che era la parte opposto di Santa Paola, ma niente in particolare solo >> aveva colpe, aveva fatto aveva fatto qualche cosa? >> No, questo non lo so.
>> Non lo so. Cioè se fosse anche dalla parte di Bontate o o e di inserirlo. Senta, e riguardo queste cose io di preciso proprio preciso non so niente. soltanto delle sfumature su tutto questo, diciamo, intreccio di queste cose che c’erano delle intenzioni anche da parte loro che avevano cotto Torreina, da parte di Stefano Pont eccetera che erano alleato con loro però di specifico non so un certo Pellero, un certo Tour Caged queste però di specifico non so perché all’epoca c’era Bagarella che era Spoleto, c’era
Stupillera che cercava di avvicinare a Bagarella di scusarsi lui non sapeva niente che si si riferano a Tog Totuccio, tutte queste cose, però di di di concreto di di di >> di preciso non sa nulla così questo episodio. E c’è ancora un ultimo episodio del quale dobbiamo chiederle qualche qualche informazione, cioè quella l’omicidio del generale dalla chiesa, della moglie e della gente di scorta, omicidio che è venuto a Palermo nell’82.
Lei di questo ha sentito? Ho sentito sempre perché ero in carcere, ma niente di particolare. >> E che cosa ha saputo in carcere? >> Niente. Ho saputo che e c’è stata una bicchierata, una bevuta di di di stomicido, che era un tipo che stavamo in a scava su tante su tante cose. >> Dopo l’omicidio c’era stata una bicicchierata.
>> Sì. E questo omicidio eh >> dove? Ne varie carcerei. >> Ah, nelle varie carcerei. >> Eh, bicchierata in >> o vino o aranciato. >> No, no, non mi interessa di che la champagne veramente. >> Ma non ci interessa di che cosa? Ma per quale ragione questa picchierata? >> Per l’anaugurazione della morte del generale.
>> Cioè come espressione Sì, sì, sì, sì. >> Espressione di soddisfazione. Sì, sì. >> Perché >> Ma non solo succede solo con lui, ma con tutti altri. >> Ah, in genere. >> Sì, sì. Tutti gli altri? Chi? >> Eh, poliziotte, magistrate. >> Ah, si usava fare >> perché è una una matrice mafiosa che viene dalla nostra parte.
Sappiamo che è una cosa che succede una cosa del genere, sappiamo che è una cosa che interessava ai nostri delle diciamo di Cosa Nossa. Allora, è una cosa, diciamo, positiva, va. >> Ho capito. Si inneggiava quindi all’episodio come >> espressione della potenza della organizzazione. Sì, sì. >> Va bene. Io avrei finito.
Se ci sono domande integrative. Allora, >> sì. E lei della famiglia di Corso dei Mille ha nominato poc’anzi delle persone uomini di onore. >> Mh. >> Ha detto anche che si è recato alla tenuta alla Favarella. In pratica chi vi apriva quando andavate alla tenuta alla Favarella? >> Ma noi avevamo la chiave della Favarella. >> Voi avevate la chiave >> o delle volte trovavamo aperto? trovavate aperto, ma c’era una persona incaricata comunque della custodia di questa tenuta di aprire i cancelli? >> Là dentro ce n’erano tanti. Io mi
ricordo c’era un certo Uzuntonio, una persona anziana che >> cosa? >> Usuntonio. >> Usuntonio. >> Usuntonio. Chi è una persona anziana che era >> una persona anziana >> molto vicinata. >> È il cognome di questo signore. >> No, non glielo so dire. Non è quello che >> ha sentito di un certo la Rosa Antonino. >> E la Rosa Antonino io ne conosco tanto in live.
Nella rosa ce ne sono una marea, però >> E chi conosce lei? Io conosco i fratelli e la rosa. I gemelli. >> I gemelli? Che nomi li conosci? Angelo Nino e dopo c’è i figli Filippo e Angelo e un certo Giovanni La Rosa che era imputato anche a Magistesso. >> Figli di chi? Di tutto e >> non lo so. Non c’ ho fatto >> figli de Ma eh questo Antonino del quale ha parlato che età c’ha? Me avrà sui 50 anni.
Era un uomo d’onore della famiglia di >> Sì, sì. E dopo è sprunto di capelli. Senza capelli >> è senza capelli. >> È senza capelli. Qualcuno che di questi la rosa che tenesse le chiavi dei cancelli della Favarella? Come no? E ce ne sono tante di rrose qua che la maggior parte erano e c’era quello che hanno ammazzato Galat Galate Galata, una cosa del genere.
Galate >> sì >> che era pure lui là che ci badava alla tenuta. Dopo ce n’era un altro, un certo Nenuzzo che è un picc uno piccolino. >> Eh >> eh >> cioè e questo Nenuzzo che cognome aveva? >> Non lo so. La rosa pure >> anche la rosa perché eh badava sempre i cosi Michele Greco ci andava anche a casa, ci portava il pane, ci portava, mi pare che faceva studiava una cosa del genere.
Questo >> studiava che cosa? >> Non lo so. Pensché studiava raffineria. >> Raffineria. raffineria di di super >> cose di chimica, cose non lo so, ma può darsi anche perché io vedevo sempre buttato là, però potevo sempre con dei libri in mano a questo girava sotto qualche per di manderini, qualche per di nuovo. >> Ho capito, era nella cioè nella tenuta Favarella teneva le chiavi di questa >> ed era la rosa Nino, >> mi sembra Nino si chiama.
Sì, >> e studiava >> Sì. >> E studiava testi di chimica. >> Aveva dei libri delle volte. aveva dei libri e ci diceva che sta facendo un professore cose cose sofisticate cose che >> Sì, >> ma non so se faceva raffineria, non faceva rafferan ha detto >> sì, ma dico può darsi che fa studiava anche in raffineria qualche cosa perché >> può darsi cioè una sua immaginazione.
>> Lei non ha mai visto questi libri? Che cosa? >> No, no, no. >> E di che cosa si occupava questo la rosa? Questo >> della tenuta di Michele Grego. >> della tenuta di Michele >> Sì, vadava anche là dentro >> e aveva 50 anni circa. >> No, questo era giovane. >> Più giovane. >> Sì. >> Su per giù >> su una non lo so, una trentina d’anno d’anno >> 26 anni.
>> E sa se costui era un uomo d’onore? >> No, no, completamente. >> Cioè, non lo sa o lo nega? Per me no, perché io lo potevo usare là dentro sempre che senò me lo dicevano i presti Filippo qualcuno me lo diceva stessa cosa. Va, ma com’era possibile che vivendo a fianco di Michele Greco non fosse uomo d’onore? >> Quanti ce ne sono vivono a fianco di gente con su uomo d’onore? ce ne sono tanti.
Questo si vede che mi lo teneva soltanto per delle cose personali, per la tenute, per >> ma >> e vedeva anche vedeva gente che veniva, uscivano, >> ecco, data la sua posizione veniva a conoscenza anche dei segreti della famiglia o quantomeno >> i segreti quando uno gli racconta qualche cosa al delegato, ma se se lui sta là e uno ci vede entrare, uscire le persone che sono là Ciao Nenuzzo.
C ci perché volte ci mettevamo anche a giocare là mentre che loro che so stavano in riunione là dentro noi che so i pesti Filippo co greco del senatore ci mettevamo là a giocare e a scherzare ma niente di di più di là. >> Ma già per questa sua posizione >> era in grado di conoscere le persone che frequentavano la tenuta.
>> Sì, sì, questo sì. >> La Faella. Sì, sì, è normale. >> E quindi è possibile che una persona così non fosse uomo d’onore anche lui? >> Ma chi l’ha detto che present? No, no, completamente. E se io a quell’epoca quando l’ho visto, io non ero se dopo da da io ho passato 11 anni, eh se l’hanno combinato non lo so perché, >> cioè lei nega che fosse uomo d’onore perché nessuno lo ha mai glielo ha mai presentato come tanto Sì.
però ignora se successivamente sia stato combinato. Sì, sì, >> c’era qualcuno che faceva da consigliere nella famiglia di corso dei 1000 di suo zio >> consigliere? >> Sì. o qualcuno che vi seguiva, che facesse il medico, che si occupasse delle vostre, che intervenisse e che ce n’ero tantissimi.
Collega Bamonte, presidente corso de consigliere Bamonte secondo >> era Baiamonte. >> Era Ma lei ha conosciuto un dottore Guttadauro? >> Come no? >> E che cosa ci può dire a proposito? Questo attualmente è rappresentante de della Roccella dopo la morte di Pinbate, >> ma non faceva parte della famiglia di Corso dei >> No, Roccella.
>> Ah, Roccella era il rappresentante >> Sì. Era figlioccio di marchese Filippo. >> Figlioccio di suo zio Marchese Filippo. >> Sì. E la famiglia di Roccella faceva capo >> capeggiata de Pino Abbate. Faceva capo a Pino Bate e questo Guttadauro era medico. >> Sì, >> medico. Aveva rapporti con suo zio. >> Uh, ottimi.
>> Ottimi rapporti. Frequentava suo zio. >> Sì. >> Lei ebbe modo di vederlo più volte. >> Sì. E questo Cuttadauro, questo dottore Cuttadauro era quindi uomo d’onore. >> Sì, sì. >> E che carica aveva in seno alla famiglia di Roccello? Uomo d’onore semplice. Dopo avere un incarico soltanto interessassi per cose di medici, cose di deenuti, qualche aggancio, qualche possibilità, queste cose.
E il rappresentante chi era? Pino Abbate. >> Pino Abate l’ >> Eh, ma Pino Abate poi venne ucciso e adesso c’è lui il rappresentante. >> Vabbè. >> Oh, senti, questo dottore Cuttatauro interveniva quando qualche componente della famiglia era ammalato >> o della famiglia o magari di altre anche altre famiglie. >> Anche di altre famiglie.

Era ammalato o era stato ferito? ammalato, è stato ferito o che so io ho di bisogno una cosa di urgenza. Chiam Cutara pure bene? Ah, ho capito. >> No, per queste cose era l’unico che noi praticamente ci fedevavamo perché era sempre a casa era spesso anche la moglie che era una signora alta e bionda, una bella signora e era spesso a casa di mia zia, >> era a disposizione di tutte le famiglie e quindi anche lei a volte ha fatto un ricorso alla sua assistenza, alle sue cure.
>> Io ringraziando a Dio mai >> non ha avuto bisogno e era in ottimo rapporti con suo zio. quando suo zio abitava in una villa di >> Casteldaccia. >> Di Casteldaccia, lei frequentò questa villa di Casteldaccia, eh, ebbe occasione di vedere qualche volta in questa villa anche questo dottore Guttadauro. >> Sempre ha buttato là, >> sempre lì.
sempre >> perché la frequentava abitualmente. >> Sì, sì, perché c’era eh mio zio si stava interessando per il fratello, non lo so, per fargli prendere una cosa di di di di di di pozzo d’acqua là per fargli fare un’esamenzione, una cosa per fargli >> per il fratello di Cuttada. >> Sì, sì. Non mi ricordo.
E c’era Luca, si stava interessando con mio zio. >> E quindi erano queste le ragioni di questa continua frequente. >> Sì, no? A parte questo, era una frequente che c’erano ogni giorno. A parte questo, ma in specifico, mi ricordo che lui spesso sentivo parlare con con mio zio di questa cosa, perché una volta è venuto anche un suo fratello che è pure due mesi suo fratello.
>> Mh mh. >> E parlavano di questa cosa a Castaggi. >> Ho capito. Lei poc’anzi ha detto di ha parlato di una ipocrisia di persone della organizzazione. A chi in particolare si riferiva? A chi in particolare mi riferisco? Io mi riferisco mh mh eh in parte eh a tutte quelle della linea colonese, ma io adesso ve lo dico maschera di ipocresia di quello che ho visto da da vari anni adesso, le tragedie, le retroscena, le fasse e fasse parole.
Questo e per il motivo di di degli per esempio Madonia Gambino e i ganci >> Calò >> Calò st caldo sto calò un altro >> uno saporeicchio che sto calore >> in che senso >> in senso che m ha due maschere qua a parina c nave uno e qu parla con no >> ma può raccontarci qualche episodio in relazione al quale lei ha desunto che ci fosse un atteggiamento di ipocrisia >> di calò >> da parte di delle persone che hanno nominato dei corleonesiò >> e di e degli altri che stavano dalla parte dei corleonesi che a quanto ho capito erano In definitiva tutti i
componenti della commissione. >> Sì, sì, >> tutti i componenti della commissione. >> Ma tutta linea totorreina però. >> Cosa? >> Tutta linea Totorreina. >> Sì, appunto. >> Tutta, cioè erano tutti >> corrente Totorreina. erano tutti sulla linea di Totorr dopo >> che furono eliminati Bontade e >> Sì, perché dopo praticamente e eh Salvatore Montarto gli ha dato le battute di Toto inserirlo.
Allora Toto Montarto gli hanno dato il posto di capomandamento per la bate dove c’erano i peri quelli che noi nell’81 l’abbiamo ammazzato. >> Ho capito. >> E qua ci hanno messo a Busceme. >> Ho capito. Dopo Sarcobono, San Roccobono l’hanno ammazzato e gli hanno messo Saruccobono è stato uno di quelli che anche con noi operavano ad ammazzare altre persone diciamo a parte di Stefano Bontà >> m >> hanno ammazzato anche a Salorco Cubono e ci hanno messo a Peppo Gambino perché altro che Peppo Gambino che lei torreina le cose si possono gestire meglio.
>> Ho capito. Quindi era sempre finalizzato a il loro intervento e l’eliminazione di queste persone che hanno nominato a creare un fronte comune. Sì, perché se domani se c’è una cosa si deve decidere. Io non c’ho un capomamento che mi dice no, sta cosa non si fa e magari ci possono essere altri capiemandamenti che possono mettere in minoranza a Totor Reina, no? Perché Totorreina c’ha tutta i i diciamo i suoi fedeli ogni mandamento.
>> Mh. Ma vi dico una cosa, lei insiste su Totorrina come una figura >> di spicco in seno a Totorina mi dic >> Posso parlare? >> Ma c’era Sì, aspetta che così lei mi risponde un po’ a tutto. Ma c’era pure Michele Greco che era il capo della commissione. >> Sì, sì. >> E quindi come funzionava questo? Michele Grec deve figurare che Michele Greco una volta gli disse a sua moglie che noi spesso ogni sera eravamo là e parlavamo con sua moglie, mi sembra che si chiama eh Sara Sara o Caterina, ma mogli mi chi >> Sì.
>> Eh suo figlio stava girando un film con Franco Franchi e siccome e mi vedeva che era un ragazzino nei capelli ricci, questo è quello, mi disse “Ah, signora”. Dice, dice C Pino dice, “Perché non vediamo ti fatto fare qualche parte in qualche film? Tu ci saresti bene di qua e di là.” E lei ha proposto questa cosa a marito, a a Michele G e Michele gli fa a Penuzio ci facciamo fare un film, ma quale filmamo a fare? Salo piedo quasi meglio di fare che un film e e Michele Greg era una persona posso dire che anche suo fratello che mi volevano molto
bene spesso ci andavo oppure eh mi invitavano a casa per andare a mangiare tutte queste cose. Ritornando a Totorrina, Totorrina io ci sono stato molto molto vicino a Totorrina. Siamo stati assieme, siamo abbiamo dormito assieme e io torre davo la vita. >> E come si spiega questo? Questa i motivi di questa vicinanza >> del modo come parla, del modo di quello che mi dicevano anche mio cognato, mio zio, perché mio zio Pino Grega e tutti gli altri ne parlavano di Totorrino, una cosa immensa.
>> Cioè, che cosa si diceva di Tot Torrino in particolare? in particolare che è una degna persona e eh se ammazzano, siamo tutto a muo che diceva pure Peppo Gambino una volta la mia mi >> senta, >> aveva delle qualità particolari oltre ad essere una degna persona che facessero temere della sua morte, cioè a dire era una persona che aveva un ascendente che sapeva sapeva comandare, che aveva una strategia, cioè a dire che sapeva organizzare le linee di azione della organizzazione.
Quali erano, insomma, le ragioni di questa >> il modo di parlare, il modo di fare, il modo di di di di comportarsi anche nei confronti di omini d’onore, il carisma della persona si vedeva il modo del carattere de de delle espressione, il modo di fare, che so l’interessamento anche nei confronti di omino d’onore, lo appoggiava e magari appena dopo se ne andavano, magari dopo ci staccava la destra.
>> Ah, faceva quindi il doppio gioco. >> Eh, >> è perciò che lei >> però no ci stava bene perché noi seguivamo quello che lui ci diceva che per noi quello che faceva Totorreina era legge e era giusto perché a me io quando ci parlavo con lui a me mi penotizzava e per me io torrina davo sempre la vita e fino all’ultimo io ho dato la vita fino all’ultimo per Totorrina.
Ma lei da tot dotorrina ha avuto degli atti di riconoscenza, ha avuto manifestazioni particolari di simpatia? Sì, nel modo come si comportava con me e che in parte questo non ci faceva mancare mai niente a me, anche la famiglia >> e e in più che lui voleva che io stassi una persona riservata di Cosa Nostra, dice di essere più ristretto, rinchiuso, perché a lui quello che ci interessava in me era i contatti con un Bagarella o con mio fratello che si trovavano in caccia e spesso gli diceva “Menché mio zia dice stamattina dice non facciamo a bruciare
Appenuzzo che è Picciotti a Bruciare in senso non lo mettiamo troppo affaccio di tutti gli altri. >> Questo prima che lei fosse combinato. >> Sì. >> E fu sempre quindi una persona di fiducia di Totorrina. >> Sì. >> E questa simpatia di Rina nei suoi confronti come nacque? e nacque le frequentazioni che abbiamo abbiamo avuto coi mia famale, coi suoi quando ci stavamo a casa assieme, a villa a mangiare assieme >> perché lei si era dimostrato persona sensibile.
Ma vedi, io ero un ragazz ragazzetto e già lo sai quando un ragazzetto eh non c’ha ancora quella maturità di di di in certe cose, allora mi sentivo già quel il comportamento che che mi dimostravano nei miei confronti. Io mi sentivo va un principino va dove andavo andavo vedevo a a Garollo che mi rispettava stamattina per un rapito l’accchio di qua di là.
insomma, queste cose che mi circondavano e mi sentivo mh sicuro, mi sentivo eh >> protetto, >> protetto e in tutti e benvoluto, va in tutti in tutti gli effetti. Ma eh dottor Rina qualche volta le ha dato anche del denaro oltre che >> Ma sempre dottorina l’ha mandato i soldi >> la sua protezione >> sempre >> l’ha assistito >> lui quando è stato eh dell’arresto di mio fratello che ci pensava alla famiglia di Ciaculle per quanto riguarda gli avvocati, i soldi eccetera e hanno quando hanno arrestato a me Totor Rein ha fatto ha fatto sapere alla
famiglia di Costo d’Emilia dice, “Quanto riguarda i marchesi è una cosa che mi vedo io personalmente e lui ogni volta ci faceva avere i soldi e a mio fratello, quello gregorio, quello che è fuori e gli dava te questi sono per tuo fratello e queste sono per per l’avvocato. Faccelo avere e vede quello che hanno di bisogno.
Mh >> mh. E Totorrina le ha dato a lei personalmente incarico di eseguire alcuni omicidi. >> Sì, c’è stato un incarico quello de questo che sono andato a commettere la a a San Giuseppe, >> questo che ha detto poc’anzi di Napoli, >> il paese più amanti di San Giuseppe, non mi ricordo come si chiama. Roccamela. Roccamela.
di questi omicidi di quali io le ho domandato poco fa, male lei ha ha commesso, a quale ha partecipato? >> Bis dire a cominciare dall’omicidio Bontade >> di Cristina, poi inserirlo >> e Bontade c’è dire inserirlo contorno a quali episodi lei ha partecipato personalmente >> a parte questi, >> no? A queste mi riferisco a questate per essere omicidio a bontate tut in tutte e cioè ho partecipato >> ha partecipato all’omicidio bontà inserirlo contorno e lupare bianche >> scusi un momentino, andiamo nell’ordo.
Quindi ha partecipato all’omicidio bontanato, all’omicidio inserirlo al tentato omicidio in danno di contorno >> e poi >> tagliavia >> quello di tagliavia. ha detto ora lupare bianche, cioè prima aveva parlato di di tagliavia, della soppressione di tagliavia cui partecipò assieme a Senape >> e Spadar confermato gli episodi votati >> ha confermate tutte. Va bene.
Ci sono altre domande da parte del pubblico ministero? Da parte i difensori hanno domande da rivolgere a Marchese. Prego. >> Non è attivato. Riesci a sentire la mia voce? Sì, vorrei che dicesse il suo nome. >> Eh, Roberto Avellone, partecipile dalla chiesa. >> Eh, no, semplicemente il teste ha detto che se dell’omicidio dalla chiesa praticamente ha saputo l’ha saputo in carcere.
Era da chi l’ha saputo in particolare? alt uomo d’onore che perché in quel periodo io stavo a Reggio Emilia di Uomo d’onore con me non c’era nessuno, ma quando sono sceso a Palermo e quando sono sceso a Palermo mi sono incontrato là con vario uomini d’onore >> e si parlava di più meno, ma già non c’è bisogno che c’è bisogno Non è il caso che ma mi mi riferiscono questa cosa perché già quando c’è stata questo omicidio che io mi stavo vedendo un Prima, ma faceva scritta e c’è stata là, diciamo, una bicchierata e dopo eh
quando sono sceso a Palermo mi hanno detto e pure là a Palermo hanno fatto il brindise. >> Ho capito. >> E no, dico successivamente lei ne ha parlato con cioè ha chiesto notizie circa l’esecuzione a qualcuno che magari era più vicino a lei? >> No, no. Notizie della morte dalla chiesa. No, >> vabbè.
ne sapeva il evidentemente dico era a conoscenza di alcuni rapporti che avvenivano tra i corleonesi e le famiglie di Catania. >> Sì, sì. >> E in particolare, mi scusi presidente se posso continuare e no se >> e se event cosa ci può dire circa questi rapporti tra per esempio la famiglia Santa Paola e i corleonesi? Eh, ottimi il rapporto perché io spesso ne sentivo parlare del mio cognato Bagarella quando eravamo assieme a carcere e lui aveva sempre molte molti contatti con altri catanese che ci mandava anche dei vagli e a vari detenuti di >> lui. Chi?
>> Bagarella. >> Bagarella. >> Sì, sì. >> Mandava dei a detenuti catanesi. Sbaglia a detenuti catanesi. >> Sì, sì. Catanesi. >> Ma di sua iniziativa? No, no, di sua iniziativa, di iniziativa di Bagarello o per incarico di qualcuno. No, no, di sua iniziativa, perché praticamente si è costituito un killer di killer in carcere.
>> Un gruppo di killer in carcere anche catanese, >> a parte noi. >> Ah, avevano anche loro un gruppo di killerà. Cioè, Ninofaro, Marano, questi erano gruppi che ci pensava a Bagarella, diciamo. >> E >> e in più lui aveva molte frequen frequenze anche con Coano, con lui >> Bagarella. >> Ma come mai Bagarella, che pure era un gregario, insomma, della cioè era un uomo d’onore semplice della vostra famiglia, aveva queste iniziative di sovvenzionare.
>> Ma presidente, Bagarella è una cosa incredibile. >> In che senso? È incredibile perché Bagarella e parliamo sì è un sicario, ma in quelli che fanno i sicari dobbiamo vedere che che mentalità c’hanno. Bagarella è arrivato il punto un giorno gli ha detto a Pippo Gambino, capo mandamento di San Lorenzo, gli ha detto “Pi fa tu carcere”.
Cioè lo consigliava a fare il carcere >> perché Pippo Gambini era rientrato dall’ospedale perché dice non c’erano state tante pressioni diciamo a farci parare domiciliare perché non ha avuto lui tanto, diciamo, un avvallo nel >> sostenere questa >> di sostenere questa esame di queste questo controllo praticamente lui è entrato in caccia e voleva subito la resta domicilare per poambino.
Siccome Baganella ci ha fatto un sacchio d’anni di caccero che anche lui ha visto che per andare all’ospedale s’ha dovuto bere una cosa d’aceto per farsi casalì cobble rosso là una cosa del genere. Pippo Gambino arriva e si si chiede a Bagarella st avvicinato fuori ma però dice che da un po’ e si lamentava su quel senso dice ah tipo che c’era pesante il carcere >> ho capito >> e Bagarella gli ha detto P fa cacciero >> quindi insomma lei intende dire che Bagarella era un’autorità anche se >> Bagarella voleva parlare certe volte con
Bernardo Brusca che io dicevo ma come non l’ho capito chi è il capomandamento e lui ci dava delle delle direttive delle direttive in senso riconsigliarlo va’. >> Ah, >> perché a Bagarella sempre io mi ricordo di fuori 78 Bagarella era mh rispettato, ma a a massimo, ma 1000 per 1000 e anche nei carceri >> era una persona autoregola.
>> Sì, sì, prop >> eh altre domande? Un’altra Sì, un’altra precisazione. Ehm eh a parte e dico la famiglia dei Corleonesi, ma altre famiglie di Cosa Nostra erano in rapporti con i catanesi? >> Sì, sì. >> E anche quella di Cosso de Mille, Pino Greco. E >> Pino Greco faceva parte della famiglia di >> di Saculli. >> Di Shacul, >> sì.
che lui spesso si incontrava anche con delle varie catanese che eh parlavano, non lo so di che cavolo parlavano, però si incontrava spesso contro dei catanesi. >> E gli incontri dove avvenivano? >> Eh avvenivano delle volte o a Bagheria o alla Favarella. >> Ah, quindi sempre nel territorio del palermitano, diciamo. >> Sì, sì, sì. >> Con il rappresentante della famiglia dei catanesi.
Ma noi c’è stato un periodo che noi ci siamo appoggiati e a Catania. >> Appoggiati in che senso? per ammazzare a contorno dopo c’è stato un periodo che ci hanno dato delle battute a noi che dice avevano dato un appuntamento a contorno che si doveva trovare in un distributorio di benzina nell’entrata dei Catania e una sera noi abbiamo partito con le macchine e ci siamo appoggiati in una tenuta di Santa Paola.
>> Ah, ma l’appuntamento a contorno chi gliel’aveva dato? >> Un certo matranga Giovanni. E questo l’hanno ammazzato adesso. >> Ha ammazzato. L’hanno fatto scomparire. A quale famiglia apparteneva? >> A nessuna famiglia. Era vicino a Graviano Michele. >> Graviano Michele di >> di Brancacci. >> Di Brancacci.
Quindi a mezzo di Graviano Michele, a mezzo di questo signore di cui lei ha parlato, Lucanza, aveva dato un appuntamento a Contorno perché si trovasse, >> aveva un appuntamento perché si dovevano fare degli scambi di di di non lo so di che cosa e lui ci fece sapere a noi che a tale orario dice questo viene a Catania nel distributore Tizio e caro.
Noi ci siamo fatti trovare là la sera, siamo arrivati appuntamento nelle mattinate verso le 3 le 3:30, non mi ricordo di preciso, ma in questo appuntamento però Contorno non è arrivato, >> non si è presentato. >> No, no. >> Voi andavate per incarico di chi a questo appuntamento di Catania? e rincarro di mio zio, di Peno.
>> Eh, scusi, presidente, eh se ehm a parte i rapporti diciamo economici ehm che altro tipo di rapporti c’era? Per esempio, armi venivano? Armi da Catania? >> Sì, sì, sì, sì, sì, sì, armi venivano. Sì, infatti i calci in corta l’hanno mandati i catanese. >> Eh, ma chi in particolare dei catanese? >> Da parte di Santa Paolo, non lo so chi.
dalla parte di Santa Paola. >> Non sa fosse Ferlito o fosse Santa Paolo. >> No, no, no, no. Ferlito, no. Ferlito era una tarrazza. >> Ah, a quale anno si riferisce? A quale anno? Di quale anno? Il >> mio periodo 81, l’80. Berlito e Santa Paola erano in contrapposizione fra di loro, >> di quello che sentivo io anche negli ambienti carcerario >> lei, insomma, >> io ho conosciuto anche i fratelli fratelli si chiamano queste m eh no, non mi ricordo.
A parte i i Ferrero ai >> cioè della famiglia di Catania. >> Sì, i Turi tu. Eccole. No, questi però non c’erano imputate e per lei l’ho conosciuto anche. >> Ma a Catania c’erano diverse famiglie o una so? >> A Catania erano diverse famiglie, >> però dopo c’erano fra di loro dei gruppetti a parte che si erano distaccati a Santa Paolo che infatti si ammazzavano fra di loro.
>> Anche là c’erano queste cose >> Sì. E una volta hanno interpellato a Bagarella questiano e altri dice di vedere magari se si poteva fare qualche qualche cosa nei confronti di qualcuno di Santa Paarella gli dice sento un po’ dice a me dice queste cose frate di voi dice non mi interessa riguardo a pace io sono a disposizione a mettermi in mezzo a far fare pace >> però riguardo altre cose no però Bagarella dopo quando era uscito andava alla ricerca con altri di catanese ammazzare oggi il meme E c’è il tuo tutto una una maschera di
ipocrisia che >> ora ci torneremo su questo argomento dell’epocrisia. Quella appuntamento che fu dato al contorno a Catania vicino alla tenuta di Santa Paola fu precedente alla all’appuntamento che gli era stato dato qui a Palermo >> prima dell’attentato. >> Prima dell’attentato di Palermo. Quindi anche in quell’occasione >> No, no, mi scusi signor presidente, è stato dopo l’attentato de via Giafari.
>> Ah. Oh, successivo l’ha tentato di viaggiare. Sì, >> ho capito. Quindi si voleva continuare, si continuava a perseguirlo. >> Sì, sì. >> Altre domande, avvocato? >> Un’ultima. ehm dell’omicidio Lipari sa niente, >> non è oggetto del nostro processo. >> Sì, però è interessante per stabilire anche un certo collegamento tra quello che abbiamo detto sino sino ad adesso.
>> Avvocato, dobbiamo fare delle domande che siano pertinenti al >> per me pertinenti comunque >> al processo. Se ha finito. >> Sì, grazie. Finito. >> Vorrei fare anch’io un’altra domanda per completare quel panorama che lei poc’anzi ha descritto. Lei ha parlato di ipocrisie. >> Mh. >> Ipocrisie. Queste ipocrisie ha dato una ha fatto un accenno a queste ipocrisie, se non ricordo male.
V >> presidente, forse >> cosa? Sì, >> questo sì, >> ma ha parlato di un episodio in particolare di ipocrisia. Comunque lei può indicare altri episodi dai quali si può si possa rilevare questa ipocrisia dei corleonesi. >> Ipocrisia >> Ha capito la domanda? >> Sì, sì. I collonese e chi catanese? corleonese.
Vabbè, questo riguarda il fronte comune che i corleonesi facevano con i catanesi. Per corleonesi si intende sempre non soltanto Rina, ma anche tutti coloro che erano con Rina, è chiaro. Eh, e questo corleonese e catanese, lei ha detto che avevano un rapporto, ma lei ha parlato anche di ipocrisia. Faccia di ipocrisia, ha detto poc’anzi.
quando eh viene vengono messe delle persone da di davanti a delle determinate situazione, allora si fa un discorso e magari bensì quel discorso ci può interessare relativamente, fanno a capire magari che cosa potrebbero essi irrilevanti di questa situazione e dopo magari ammazzano. >> Ho capito.
Lei in particolare, a proposito dell’ipocrisia, adesso che ricordo, ha parlato di quella lettera anonima che è stata fatta a suo riguardo per distogliere le indagini dalla raffineria >> a cui era interessato Rina e Bagheresi. È vero. >> Sì. eh questi episodi o comunque questo atteggiamento di ipocrisia lei l’aveva già individuato prima ancora di essere arrestato oppure è stata una riflessione sua successiva all’arresto quando ha potuto riesaminare >> dopo dopo esatto >> successivamente e in particolare può dirsi qualche altro episodio da cui lei ha attratto questa
conclusione. Attratto questa conclusione, per esempio, la scomparsa di mio zio, >> eh. E cioè >> e il fatto che ero messo anche con una ragazza da tanti anni, dopo tanti anni do ho dovuto lasciarla perché volevano che ammazz’asso padre >> perché >> ammazzasse il padre perché il padre dice che ha lasciata che la moglie allora i colonesi questi non li non li condividono perché uniese che è parentrato qui con leonese non si può sposare una che c’ha il padre lasciato la moglie >> m e questo perché lei pensa ritiene, cioè che sia
un episodio, una manifestazione di ipocrisia. >> Ma perché non si allenano a Luciano? >> Perché? >> Perché non guardano a Luciano? Luciano era lasciato che la moglie era messo con un altro. >> Ah >> e Giovanni Brusca. Giovanni Brusca ha avuto un figlio con un altro. Ah, metto fuiglia, però tutto lecito, non il male è stato a posto e c’ha avuto un figlio.
Ho >> capito, ho capito. Mentre nei suoi confronti questo un motivo analogo le veniva addebitato come ragione di di colpa. >> Madonia Salvatore si marò con una a Cagliari o cacciero chi da terrorista. Ah ah >> tutto lecito. Ah >> ah mentre a lei veniva rimproverato questo. Un fatto analogo. >> Esatto. >> Ho capito.
>> Ho capito. Va bene. Ci sono altre domande? Dica avvocato. Eh, per favore il nome. >> Avvocato Napoli per Santa Paola. poco fa ha detto, desideravo sapere quando è venuto a Catania in occasione dell’episodio Contorno, lui ha detto che l’incontro fu dato nella tenuta di Santa Paola. Lui c’è andato? >> Sì, sì.
>> E dove si trovava questa tenuta? Io non lo so la tenuta perché abbiamo fatto delle diverse strade, era un un garage e sopra c’era una casa, però noi siamo rimasti giù in attesa che ci davano il via per uscire >> in città o fuori città? >> No, era l’entrata della città. >> Un’altra cosa, lei poco fa ha detto che a Catania c’erano delle altre famiglie oltre Santa Paola.
Lei sa qual erano queste famiglie? >> No, no, questo no. >> No, grazie. Senta, lei ha sentito parlare, Marchet, mi ascolto? >> Sì, sì. ha sentito parlare, ha sentito fare un qualche ehm a debito, a contorno a proposito di un qualche qualche mancanza che lui avesse commesso nei confronti dell’organizzazione, oltre il fatto di essere, >> cioè gli si addebitava >> che avesse commesso un furto di di stupefacenti appartenenti all’organizzazione o a qualcuno dell’organizzazione? No, no, >> non ha mai sentito.
Va bene. Eh, non mi pare che vi siano altre domande da da rivolgere al teso se il pubblico ministero Va bene. Quindi, in sostanza, dopo queste precisazioni, lei conferma comunque le dichiarazioni che ha reso al pubblico ministero su questi stessi argomenti. >> E allora aggiungiamo questo in verbale. >> Allora, a questo punto possiamo concedarlo.
>> Grazie. Abbiamo concluso. Что?
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