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ERO UNA COSA SOLA CON TOTO’ RIINA, CI DORMIVO PURE INSIEME: PARLA IL PENTITO GIUSEPPE MARCHESE

27 gennaio 1994, Roma. Nell’aula di giustizia si apre una nuova udienza del processo dedicato ai cosiddetti delitti politici avvenuti a Palermo tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80. È un procedimento complesso che mira a fare luce su una stagione segnata da omicidi eccellenti, tensioni istituzionali e profonde trasformazioni negli equilibri interni di Cosa Nostra.

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Tra gli imputati chiamati a rispondere alle domande dei giudici vi è Antonio Marchese, indicato dagli investigatori come esponente dell’Organizzazione Mafiosa palermitana. La sua posizione si inserisce in un quadro più ampio di indagini che, a distanza di anni dai fatti cercano di ricostruire responsabilità, dinamiche e possibili mandanti di una serie di delitti che colpirono figure politiche e rappresentanti delle istituzioni.

Il processo nasce, infatti dall’unificazione di diverse istruttorie relative a omicidi che avevano suscitato forte allarme nell’opinione pubblica. Tra questi l’uccisione del segretario provinciale della Democrazia Cristiana Michele Reina, del presidente della Regione Siciliana Pieranti Mattarella e del dirigente politico Pio La Torre.

Eventi che segnarono una fase cruciale del confronto tra lo Stato e le organizzazioni criminali. Nel corso degli anni 80 e nei primi anni 90 nuove dichiarazioni di collaboratori di giustizia e l’approfondimento di elementi investigativi portarono la magistratura a delineare l’ipotesi di una strategia mafiosa coordinata, riconducibile ai vertici della cosiddetta cupola.

Il dibattimento in corso a Roma rappresenta quindi un passaggio importante nella verifica processuale di tali ipotesi accusatorie. Se ti interessano i documenti audio originali dei processi più importanti contro Cosa Nostra, iscriviti al canale per non perdere i prossimi contenuti. >> Vuole dare le sue generalità. >> Marchese Giuseppe, nato a Palermo, 12163.

>> Lei attualmente è tenuto in espinazione di pena? >> Sì. presso una struttura carceria. >> Sì, sì. >> È affidato alla via. >> Sì. Dunque, lei viene interrogato come imputato di un reato collegato. Viamo atto sì della presenza della dottoressa Pellizzari. Marchese, se lei ha già reso delle dichiarazioni alla procuratore della Repubblica di Palermo.

>> Sì, >> nel settembre del 92. Dovrò farle delle domande a conferma e a chiarimento delle dichiarazioni che lei ha preso. >> Anzitutto vorremmo sapere, lei conferma di essere nipote di marchese Filippo? >> Sì. >> E faceva parte della famiglia di Marchese Filippo di Cosso dei 1000. è stato cioè affiliato a questa famiglia in che anno? >> Eh, fine 80. Inizio 81. Fine 80.

> A fine 80. >> Presidente, mi scusi. >> Prego. >> Presidente, >> sì, dica. >> No, sono io. >> È stato affiliato o combinato, cioè vogliamo specificare, no? Combinato. >> Combinato. L’affiliazione è diversa dalla combinazione. >> Sì, l’affiliazione quando uno mette a frequentare i vari uomini d’onore e si mette in valutazione il comportamento de della persona.

>> È una fase precedente quella dell’affiliazione prima della combinazione. Sì, sì. >> E lei prima di essere combinato era stato affiliato? Sì, affilato, ma io non ho avuto nessuna affilazione perché in quanto ero sempre in compagnia di mio zio Filippo e e altri uomini d’onore che all’epoca non conoscevo come uomini d’onore, m Totorreina, Bagarella, mio fratello da molto piccolo, 16 anni, 15 anni.

Scusi un momentino. E lei in che epoca, appunto, ha cominciato a frequentare suo zio? Eh, dal periodo che m i 16 anni. >> A 16 anni. 16, >> cioè 79 è stato il periodo quando hanno arestato nel 70 79 mio fratello marchese Antonino, >> il quale era già combinato. >> No, io non ero combinato. >> No, suo fratello. >> Sì, sì, sì.

>> E quindi lei è entrato al posto suo? No, io ci facevo come tramite contatti da caccia all’esterno >> e portavo delle notizie. Quindi nel 79 lei ha cominciato, >> ma anche da prima c’ero io come uno facevo parte a parte della famiglia di sangue, ma in più ero vicino a loro che già da piccolo quando uno nasce in una famiglia già vede tutto il comportamento.

Va, vedi già perché da piccolino già vedevo che mio padre era sempre ricercato, veniva alla polizia a casa, vedevo mio fratello e che so che non c’era mai a casa, vedevo che nascondere qualche pistola, qualche cosa. Allora, già ero già in quella fase di, diciamo, di di linea di comportamento. >> Ho capito, ma quando lei ha cominciato in concreto ad operare a fianco di suo zio? >> Verso il 79.

>> Verso il 79. >> Sì. Lei ha parlato poco fa. Lei ha parlato poco fa dell’arresto di suo fratello. >> Sì. Allora, mi pare di comprendere che lei si è informato della scoperta del covo di via Giraldi >> e dell’omicidio del povero questore Giuliano. >> Ci può dire qualche cosa >> su quel covo e su quell’omicidio? >> Scusa, eh questa domanda >> Presidente, presidente, mi consente un istante? >> Un momentino, vorrei >> Sì.

>> fare una domanda ancora preliminare. Ancora più preliminare, se è possibile utilizzare questa parola così. Presidente, io proporrei di chiedere a Marchese se conferma le dichiarazioni rese al pubblico ministero nella loro generalità e poi procediamo alle precisazioni piuttosto che dire un qualche cosa che altrimenti rischierebbe di rimanere soltanto in maniera episodica e non inquadrata nel complesso delle dichiarazioni giarrese e che quindi >> riservo di chiederlo successivamente.

>> Va bene, presidente. casomai dovesse sfuggirmi me lo ricordo. Perché piuttosto che nei dettagli prima >> dunque vorrei continuando appunto quelle prime domande che le ho fatto vorrei sapere da lei se lei ha conosciuto già nel 79 le persone che erano combinate alla costa di corso dei >> come combinati No, ma come affiliate sì >> tut io vedevo già i persone i personaggi che frequentavano mio zio io e altri altre altre persone.

>> Ecco, si può fare il nome di queste persone? Erano numerose? >> Sì, ma >> erano molte. >> Sì, >> che ci dica almeno i più vicini. >> Beh, i più vicini erano. >> Le quali ricorda? >> Eh, ricordi Madonia. >> Madonia. Chi? >> Eh, e tutta la famiglia Madonia. >> Tutta la famiglia Madonia. >> Tutta la famiglia Madonia.

>> Ma la famiglia Madonia >> in senso sanguigne? La famiglia Madonia Francesco, >> Francesco, Giuseppe, Antonino, Salvatore, Aldo, >> ma quel costoro >> non erano della famiglia di San Lorenzo. >> Re sottano. >> Il re Sottana. >> Sì. >> Io le domando invece quali fossero le persone affiliate a suo zio, ci vuol dire la famiglia di corso dei mini.

Quella è un’altra >> famigl. Ho capito, ho capito. >> Forse lei voleva dire che lavorav che frequentavano mio zio. >> Sì, ho capito. Però cominciamo dal dire quali erano le persone affiliate e combinate o combinate alla famiglia di suo >> insomma di quelle di Costo de Mille che mi ricordo io erano e Angelo Bagnamonte e Vincenzo Spadaro, Loiacono e Giovanni e Carmelo Zanca e Filippo Argano.

Poi >> eh dove c’er Benedetto Tinerello, eh, che è mio zio anche e altri vari uomini d’onore sempre della famiglia di questo >> Sì. Eh, poi lei diceva che comunque erano molto vicini a suo zio anche i Madonia, sebbene facessero parte di una famiglia diversa, quella di risultante. Ho capito bene? >> Sì, sì, sì. Fra gli uomini d’onore della famiglia di Corso dei >> Sì.

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