Benvenuti su Storie Mafia. Ricordo alteresì che questo deposito di ferro, come ho detto, è stato uno dei posti più importanti in cui il Provenzano faceva i suoi appuntamenti e diciamo che è stato anche un posto dove venivano sterminati gli avversari del lato corleonese. Cioè, in questo posto venivano dati appuntamenti anche a quelle persone che non erano più ritenute affidabile e una volta che arrivavano lì non facevano più ritorno a casa, venivano uccisi.
Quindi questo posto aveva una duplice funzione. era come un campo di sterminio, uno dei campi di sterminio di Cosa Nostra, in modo particolare >> signor Geoffè, buongiorno. >> Buongiorno. >> Senta, quando hai iniziato a collaborare con la giustizia? Se ricordo bene, il 15 giugno >> di quest’anno. >> Di quest’anno. Senta.
>> Senta, lei in quel momento era libero o detenuto? >> Detenuto. >> Era detenuto in un particolare regime. >> Sì, in isolamento assoluto. Con il 41 bis. >> 41 bis. Quando l’ è stato applicato? >> A termine, se ricordo bene, mi è stato notificato prima di arrivare a Novara. Sì, quindi dal nell’immediatezza del suo arresto.
>> Sì, dopo 10 giorni, cioè dopo pochi giorni, paio di settimane massimo. >> Sì. Ricorda quando è stato tratto in arresto? >> Il 16 di aprile >> del 2002. >> Sempre del 2002. Sì. >> Sì. Lei in quel momento era ricercato della polizia? Era latitante. >> Sì. >> Da quanto tempo era ricercato dalla polizia latitante? >> A circa 8 anni.
>> In relazione a quali processi? e se lo ricorda in linea di massima per quali reati lei era latitante e ricercato dalle forze di polizia. Come primo procedimento mi ricordo che mi c’è un mandato di cattura per l’omicidio Lima e poi successivamente per altre per altre fatte, nonché le strage di Capace e Falcone e Borsallino e poi altre precedente che mi sono state notificate in seguito.
Lei ricorda più o meno il numero delle ordinanze di custodia cautelare in carcere? Se ricordo bene tra il sono più di 10 >> più di 10 benissimo. Circa 13 se bene. Lei in quel momento aveva riportato condanne definitive, cioè era ricercato anche per espiare la pena. >> Sì, se ricordo bene. Sì, e per associazione malosa. >> Senta, quando lei è stato tratto in arresto il 16 aprile 2002, lei faceva parte di Cosa Nostra? >> Sì.
>> Quando ha iniziato a far parte di Cosa Nostra? >> È l’80. Ecco, può dire nell’80 lei è stato, come si dice di solito, formalmente combinato. >> Sì. >> Ecco, in quali circostanze lei ha avuto i primi contatti e come è stato inserito nell’ambiente di Cosa Nostra, cioè in altri termini, come si è arrivati alla sua combinazione? Perché lei diventa, come si dice in gergo, uomo d’onore? divento uomo d’onore perché antecedentemente agli anni 80 comincio a frequentare alcuni uomini d’onore del mio paese cartano tra i più importante ricordo
Guzzino Diego e Stanfani Casio che poi successivamente diciamo è anche un mio parente per mezzo di mia moglie. Successivamente sono anche affiancato da altre due persone appartenente alla famiglia di Caccano, Puccio Salvatore e Puccio Michele e diciamo che con questi e inizio dei piccoli danneggiamenti, dei piccoli furti, cioè sono quelle persone, diciamo, che un pochino mi studiano e mi insegnano le cose principali, diciamo, di di Cosa Nostra e appositamente frequento il mulino e di cui proprietari Guzino e Inil, cioè
è ben presto, diciamo, anche prima di essere combinato, di fare parte ufficialmente nella famiglia di Ccamo, mi conquisto la fiducia delle suddette persone. Lei in quel momento chi era dal punto di vista, diciamo, sociale? Aveva un lavoro, lavorava? Che cosa faceva nella vita? >> Ero un insegnante, come ho detto, sono peragrario e facevo dei corsi di formazione professionale in agricoltura in campagna.
Queste persone che lei ha nominato Guzzino Diego, lei ha parlato di Intile. Intile, come si chiama di nome di battesimo? >> Intile Francesco. >> Si chiamava perché è morto. >> Sì, sì. Queste persone che le ha nominato in con che modalità entra in contatto con queste persone? Come si avvicina a queste persone che già, se ho capito bene sono, diciamo così, mafiose e lei non lo è ancora.
Diciamo che le persone che io avvicino per primi sono stampa e stanfa nei casi perché poi c’è un rapporto di parentela perché io sono fidanzato con la sua nipote, con l’attuale moglie che ho. Cioè da questo discorso poi diciamo che conosco il Puccio Michele, il Puccio Salvatore che abitano nella stessa contrada de dello stampo.
>> Sì. e successivamente, come ho detto, comincia a frequentare assiduamente nei momenti, cioè quando non lavorano, il mulino del Guzzino e del lentile. Quindi diciamo che è tramite lo stampa che lei ha questo contatto. Sì, diciamo che la prima persona che io entro in contatto, diciamo, con una certa fiducia e con una certa assetuità ha presente questo Stanfani Cassi. Sì.
Che rapporti c’erano tra ci sono tra questa persona e allora sua fidanzata, ora sua moglie? Diciamo che lo Stanfani Casio era fratello del papà di mia moglie, zio. Come si chiama il papà di sua moglie? >> Stanfa Ciro. Perfetto. Oh! E lei a un certo punto, abbiamo detto nell’80 viene combinato. Può riferire al tribunale le circostanze della sua combinazione, chi era presente, chi era il suo padrino, che cosa è accaduto e con quale rito è stato combinato.
cioè la funzione delle suddette persone, in modo particolare di stampa de e dei puccio e del Guzzino Diego era appositamente quello di curarmi, come ho detto antecedentemente, nello stesso tempo vedere e studiare un pochino il mio modo di comportarmi, il mio modo di pensare, perché questo è importante prima di entrare in casa nostra.
Successivamente quando hanno reputato che avevo le condizioni per potere entrare in Cosa Nostra che c’è fare parte della famiglia mafiosa del mio paese in una circostanza in cui un altro dei miei dei fratelli di Stanfani Casio che si trovava e si trova in America in in questo periodo si trovava a Caccano e durante questa sua permanenza sono stato convocato, cioè da questo stampa Giovanni, dallo Stanfa Nicasio, fratello di Stampfa Giovanni, sono stato invitato, convocato a recarmi un pomeriggio presso la casa di Cuzino Giovanni.
Sono stato una volta che sono entrato, mi scusi signor Giff, Guzzino Giovanni rispetto alla persona che le ha nominato prima, Guzzino Diego, chi è il padre? Perfetto. Continui. >> Una volta che sono entrato nella sua abitazione sono stato messo in disparte e sono stato un pochino di tempo a solo. Assieme a me vi era un altro fratello degli stampa di cui ho parlato, stampa Salvatore.
Entrambe siamo messe come isolate in una stanza. Dopo un pochino, 15 minuti circa è stato chiamato Stampa Salvatore e io sono rimasto solo. Dopo un po’ un po’ di tempo sono stato chiamato pure io e sono stato portato in una stanza dove c’erano altre persone e mi è stato detto che se a me faceva piacere da quel momento in poi potevo fare parte alla famiglia alla famiglia di Caccamo e stare insieme a loro e collaborare assieme a loro in tutto e per tutto.
La mia risposta è stata affermativa da parte del cugino Giovanni che diciamo che è la persona forse più anziana dei presenti. Mi è stato indicato di scegliermi una una persona dei presenti. Come padrino ho scelto stampa Giovanni e successivamente è stata presa una santina con un ago mi è stato punto l’indice della mano sinistra.
Me lo hanno stretto per fare uscire qualche goccia di sangue che è stato unto nella santina e successivamente il cugino Giovanni sempre mi ha fatto fare il seguente giuramento, cioè hanno acceso la la santina, l’hanno è accesa, me l’hanno messo nella mano e me la passavo da una mano all’altra. per non bruciarme e giuravo di essere fedele a cosa nostra e se non fossi stato fedele, se avessi tradito, le mie carne sarebbero bruciate come quella santina.
Fatto questo, diciamo che sono diventato a tutti gli effetti e uomo d’onore della famiglia di Caccano. i presenti che c’erano in questa circostanza. ricordo Ciccio Intila che poi successivamente mi è stato presentato come il mio rappresentante e come il capo del mandamento di Caccalo. Inoltre, tra i presenti, ricordo, come ho detto, Stampa Giovanni, Stampa Nicasio, Guzzino Diego, Guzzino Giovanni, Puccio Salvatore, Puccio Michele, Nicosia Filippo Stampa Salvatore che questo era stato conato in precedenza a me
e in questo momento non mi ricordo altre persone. Sì, mi ricordo che mi è stato detto che mancava una persona molto influente della nostra famiglia che non era presente, Lorenzino di Gesù, Lorenzo Di Gesù che poi successivamente mi è stato presentato dopo pochi giorni, cioè sono stato portato a Palermo, se ricordo bene c’era il cugino Diego, non mi ricordo.
se c’era l’intile Francesco e mi è stato presentato. Ricordo di questo una frase: “Ora anche tu sei diventato ricco”. Morissi in siciliano. Dice ora diventasti ricco pure tu. Io questa frase lì per lì mi infervorato perché ero molto contento non di fare parte di Cosa Nostra. Diciamo che non l’avevo capita. Poi piano piano l’ho cominciato a capire.
Sì, senta, in quel momento, quindi do diciamo dopo la combinazione le praticamente le viene rappresentato che l’ha già detto prima, il rappresentante, se ho capito bene, del mandamento di Caccamo, è in tile Francesco e cioè oltre ad essere il capo del mandamento è anche il rappresentante della mia famiglia di Cacca.
Oh, quindi ricopriva una duplice funzione, se ho capito bene. Perfetto. Sì. Senta, in quel momento lei ha saputo il mandamento di Caccamo, quali territori ricomprendeva e da quali famiglie era costituito? >> Sì. nel momento della sua combinazione, >> in quel momento facevano parte del mandamento di Caccano, oltre a Caccano, ventiglia di Sicilia per Bia, per Miniese, Sciara, Cerda, Montemaggiore, Bersito, Aliminusa e San Nicola Larena, cioè borgata di terapia.
Sì, senta, eh successivamente alla combinazione, lei è stato presentato come uomo d’onore, come componente della famiglia mafiosa di Caccamo ad altri membri dell’organizzazione, ad altri componenti, ad altri uomini d’onore. Lei ha già fatto il nome di di Gesù? di Gesù faceva parte perché è deceduto della mia famiglia di Caccamo.
Successivamente sono stato presentato ai rappresentanti dei vari comuni del nostro mandamento, cioè la rappresentante di ventiglia travia termine certa anche se diciamo che non c’era un vero e proprio rappresentante perché il vecchio rappresentante era stato ucciso Montemaggiore. Chi erano queste persone? all’epoca, parliamo degli anni 80 nel per quanto riguarda il rappresentante di Ventimiglia era una persona, il cognome non mi ricordo perché è diverso tempo che è morto, cioè ci dicevamo noi, Uzzu Costantino.
Per quanto riguarda Trabia, non mi ricordo se il Totuccio Rinella era già in carica o era ancora in carica il rancatore Giuseppe. Tra Bia c’è c’era Gaeta Giuseppe, un punto di riferimento. >> Gaeta Giuseppe dov’era, mi scusi? Termini Merese. Sara mi ricordo che poi successivamente mi è stato presentato il dottore Randazzo e c’era da me erano state presentate il biondolillo Francesco Rosolino Rizzo, non ricordo se era stato a quel tempo combinato oppure no.
Montemaggiore, se ricordo bene, c’era Gullo Giovanni. Antecedentemente al Gullo Giovanni c’era il padre de Giovanni e Giannuzzo e Gianlombardo. Sì. Senta, può riferire le circostanze già fatto cenno prima, nelle quali conosce di Gesù Lorenzo, come gli viene presentato, con chi era? di Gesù Lorenzo era, come ho detto, sono sceso a Palermo e se ricordo bene questo incontro è avvenuto in via Francesco Crispe l’ufficio di Filippo Real Muto.
C’era lì un appuntamento, poi sono stato chiamato in disparte, cioè assieme al di Gesù e in questa circostanza lì mi è stato presentato il di Gesù Lorenzo. >> Ma l’ è stato presentato come? come uomo d’onore della mia famiglia. >> Sì. >> Componente della famiglia di Caccam. >> Oltre al di Gesù ha conosciuto altre persone oltre a quelle che ha già nominato? >> E >> di Caccamo.
Parliamo >> di Caccamo. Vi erano poi altre persone che ora sono, diciamo, decedute. Era per un Giovanni di Bella, un Giovanni Muriella che era allora il consigliere della mia famiglia. Se ricordo bene c’era anche se in questa perché era era un pochino vecchio, c’era Collette Gioacchino, padre di Salvatore, Giovanni e Filippo, uomo d’onore pure e se ricordo bene c’era anche un colletto Filippo.
>> Sì. Senta, successivamente il territorio del mandamento che lei sappia si è modificato, si è allargato, ha acquisito altri territoriamente ancora, come ho detto, ma questo se ricordo bene poi mi è stato detto successivamente in seguito, il padre di del dottore Gianlombardo Giovanni, non mi ricordo come si chiamava, che era il vecchio rappresentante di Montemaggiore.
aveva anche competenza su aliminusa e su e su certa, però poi il discorso, diciamo, a causa dei continui litigi tra gli uomini d’onore di certa, il giallombardo non ha voluto più avere a che fare con questo paese e diciamo che il Gianlombardo ha pregato allora a Ciccientiles e non non ci voleva avere a che fare più con Non certa.
Diciamo che questo è il mandamento originale di Caccamo. Successivamente il mandamento si è allargato, si è ampliato e dopo l’uccisione di Gegino Pizzuto e diciamo è l’avvento dei corleonesi, il mandamento originario di Castronuovo di Sicilia è stato ammesso al mandamento di Caccamo e precisamente sotto Ciccio Vintile. Ricordo che questo mandamento appositamente il mandamento di Castronuo, è composto da altri paesi.
Ercara Vicari, Rocca Palumba, Ali Valle d’Olmo. Da quel momento in poi e fino al mio arresto, i due mandamenti sono stati unificati in uno solo. Sento a Pizzuto che lei ha nominato chi era il capo mandamento di allora. Giggino Pizzuto. >> Di quale mandamento? >> Castronom di Sicilia. >> Castrono. Sì.
In che contesto viene ucciso Gigino Pizzuto? Lei lo sa. Gigino Pezzuto era una persona vicina a Stefano Pontat con l’avvento, come ho detto, dei cuoronesi. È stata definita una persona inaffidabile e quindi è stato ucciso. Senta, questo fatto, questo allargamento del mandamento da un punto di vista temporale, ovviamente nei suoi ricordi sono fatti accaduti molti anni fa.
Quando lo possiamo collocare? Cioè, diciamo, dopo breve tempo dell’uccisione di di Gigino Pizzuto e viene chiamato Ciccientile e gli viene chiamato sia dal Rina e poi successivamente, cioè dal Provenzano e gli viene affidato ufficialmente, diciamo, il mandamento di Castronuovo, cioè Il mandamento di Castronuovo dopo un breve periodo dell’occisione penso che saremo intorno all’8283.
Sì, senta, in questi anni, ecco, quali erano? Mi pare di capire che il rappresentante del mandamento della famiglia era Cicentile. Ecco, io vorrei sapere in questi anni in cui lei è rimasto è stato uomo d’onore, quindi semplice affiliato alla famiglia di Caccam, quali erano i suoi rapporti con Inile Francesco e poi con Guzzino Diego? Diciamo che in un primo tempo i miei rapporti sia con l’intile Francesco che con il guzzino Diego erano ottimi in modo particolare con il secondo, con il cuzino Diego.
Successivamente i miei rapporti con il cugino Diego sono andati sempre più deteriorandosi a causa del suo matrimonio. >> Ecco, possiamo spiegare perché si sono deteriorati i rapporti con Guzzino Diego? si sono deteriorati perché da e cioè il cugino Diego da diverso tempo era fidanzato con una ragazza baratta Giovanna, l’attuale sua moglie e di cui la famiglia antecedentemente al mio ingresso nella famiglia mafiosa appositamente di Calcamo, era contraria per buona parte era contraria a questo matrimonio.
addirittura a questo fidanzamento. Io come ultimo arrivato, diciamo che di queste cose ne cominciavo a prendere nota e conoscenza mano che andavo prendendo confidenza con i discorsi familiari della mia famiglia appositamente. e comincia comincio ad avvicinarmi sempre più a Ciccio Gentile e ben presto entro nella sua fiducia.
E in un primo tempo il Guzzino accompagnava sempre il ciccientile nei suoi spostamenti. E dentro il mandamento e fuori dal mandamento. Piano piano questa funzione l’ho andato acquistando io, anche se ero un po’ dispiaciuto di questo per fare una parte poco bella al guzzino Diego. Ma il cicentile allora mi ha detto, se tu mi vuoi accompagnare da questo minuto in poi lo puoi fare perché mio cognato non ha più i requisiti per io portarlo davanti ad altre persone di fuori e dentro il mandamento. così divento
l’accompagnatore ufficiale del Ciccient e come ho detto lo accompagno e nei paesi vicini, cioè facente parte del mandamento e anche fuori del mandamento. >> Sì, mi scusi un attimo. Torniamo un attimo a questo problema. fare, mi perdoni. >> Sì, sì, prego. >> Una precisazione. Dopo pochissimi giorni che sono stato combinato, come ho detto, mi sono stati presentati i rappresentanti dei vari comuni del nostro mandamento e ricordo che successivamente sono stato accompagnato dopo pochi giorni, non più di 10-15 giorni a
Favarella da Michele Greco e sono stato presentato AT a lui. Mi è stato detto, avrai l’onore di conoscere il capo dei capi. In quella circostanza ho conosciuto anche il fratello di Michele Greco Salvatore, detto il senatore. Mi scusi, una breve precisazione. >> Sì. E allora, visto che abbiamo toccato l’argomento, due soltanto ulteriori chiarimenti su questo.
Eh, chi è che la porta la a Favarella da Michele Greco e la presenta come evidentemente componente della famiglia di Caccano? >> La funzione spettava al capo mandamento a Ciccio Entila ed è Ciccio Entila appositamente che mi ha presentato a Michele Greco. >> Sì. Allora, torniamo un attimo a questa situazione che si era creata con Guzzino Diego.
Lei ha detto si è creato un problema a causa di un fatto, diciamo, personale che lo riguardava. >> Sì. >> Ecco, ma questo fatto personale, cioè questa situazione riguardava lei e Guzzino oppure tutta la famiglia mafiosa e Guzzino? Diciamo dottore che c’era per ipotesi per quello che ricordo Lorenzino di Gesù che era d’accordo al cugino Diego.
le persone, diciamo, all’interno della famiglia che il Ciccio Intila aveva intervistato, allora si erano proclamati contro, però poi c’era chi babbiava, così detto, cioè davanti a Cicentilo facevano un certo ragionamento, poi magari si vedevano con il Guzzina ne facevano un altro ragionamento, cioè si è creato all’interno della nostra famiglia cioè un un momento di tensione in modo particolare quando poi lui è andato a convivere con lei, cioè con la sua attuale moglie e se n’è andata addirittura fuori fuori del nostro paese, se n’è andata a Trabia, cioè questa, diciamo, tensione
si è ulteriormente intensificata. eh si sono creati dei contrasti in modo particolare, poi si sono creati dei contrasti tra me, il Guzzino e il di Gesù Lorzo, >> sempre a causa del problema personale o a causa anche di altro tipo di problemi? Cioè alla base vi era da questo discorso eh dei discorsi suoi personali con questa sua convivenza, perché in seno a Cosa Nostra non non era serio eh convivere con una persona, cioè vivere con una persona senza essere sposata e cioè appositamente convivere. Allora non
era ritenuto serio. Cioè, tra l’altro bisogna anche dire che i contrasti tra il Guzino e il Ciccio Gentile che l’avevano avute un pochino da sempre, anche con questa scusa si erano un pochino ulteriormente aggravate. C’è un discorso poco bello che abbiamo vissuto in seno alla nostra famiglia. >> Sì.
Senta, lei ha parlato di appuntamenti dell’intile. Ecco, all’interno di Cosa Nostra, quindi diciamo è anche al di fuori del mandamento, evidentemente lei che accompagnava Intile, può dire chi era Inile Francesco? Cioè era un mafioso del mandamento, un capo mandamento così semplicemente o era un personaggio che aveva dei contatti di alto livello? Ma come ho detto e la prima cosa che ha fatto, una delle prime cose che ha fatto mi ha apportato da Michele Greco e mi ha a lui presentato e mi ha presentato, cioè ad una persona che mi è stato detto
che era il capo dei capi, ragioni, eh il Michele Ciccioentile, diciamo, che era nelle grazie di Michele Greco e giustamente Michele Greco aveva in quel periodo la funzione anche di rappresentante provinciale, ragioni, Ciccientile faceva parte della commissione provinciale. >> Ci sono stati altri contatti con Michele Greco che le ricordi oltre a questo della presentazione? Diciamo che i contatti con Michele Greco da allora sono diventate sempre frequenti, cioè quasi tutte le volte che io ero disponibile accompagnavo a Favarella a
Ciccientile e mi ricordo che lui aveva le chiavi del catenaccio. Io mi fermavo, lui scendeva, apriva il cancello, successivamente lo chiudeva e ce ne andavamo. Chi è che aveva le chiavi del catenaccio? >> Ciccientino. >> Sì, ma Michele Greco in quel momento era una persona libera o era una persona ricercata? Era latitante? Che cos? Il periodo in cui parlo io era libero.
Siamo all’inizio fra l’80 e parte dell81, cioè >> sì >> questi incontri avvengono fino al giorno che viene ucciso Stefano Bontato e il giorno, cioè dopo l’omicidio di Pont Francesco Intile mi prega di accompagnarlo a Favarella dopo pochissimi giorni all’omicidio e quando siamo arrivati là mi sono fermato dietro il cancello principale e non ci hanno fatto entrare perché dall’interno della proprietà sono venute due persone armate e ci hanno detto che una volta che il Cicent aveva chiesto e lo conoscevano e voleva
parlare con Michele Grec, gli è stato risposto che Michele Greco non c’era, che non c’era nessuno e quindi ce ne siamo tornati indietro. Se ricordo bene, dall’ora in poi poi è iniziata anche le sue disavventure, cioè con la giustizia, se ricordo bene, poi e lì dopo questo preciso momento storico non ci siamo andati più.
sempre che ricordo bene questa forse è l’ultima volta che ci siamo recati a Favarella a cercare eh Michele Greco. Poi successivamente dopo non non ricordo più quanto lui si dà alla latitanza e i nostri incontri, diciamo, avvengono in in clandestinità successivamente. Ecco, possiamo, ecco, dove avvengono questi incontri, in che territorio? Michele Greco, che allora era il rappresentante della commissione provinciale, trascorre la sua latitanza.
Diciamo che buona parte della latitanza Michele Greco la trascorre nel nostro mandamento in questo preciso momento storico. Tengo ancora una volta a precisare che faceva parte anche il mandamento di Castronuovo di Sicilia e parte, diciamo, di questa sua latitanza l’ha passata in qualche paese che ricadeva nel mandamento di Castronuovo prima e poi dato che era stato annesso come ho detto al mandamento di Caccamo, diciamo nel nostro mandamento di Caccamo.
posto anche oltre diciamo che buona parte come ho detto della latetanza la trascorre nel nostro mandamento, salvo qualche eccezione che mno in altra zona di altro mandamento dal nostro. Quando era nel suo mandamento chi è che si occupava di lui? di di Greco, di Michele Greco. >> Diciamo che nel periodo nel primo periodo se ne occupava il principe Vanni Calvello di San Vincenzo e lo portava lui in casa di Ciccio Gentile quando si doveva fare lui degli appuntamenti con persone o delle sue parti o con persone estranee.
Successivamente, diciamo che per diversi anni ne ho curato io di persona la sua latitanza e quando dico di persona ne ho curato, cioè ne cercavo i posti in cui lui abitava e lo trasportavo quando aveva degli appuntamenti. Mi sembra che sia giusto il termine, cioè ho curato per diversi e diversi anni la sua latetanza.
>> >> Oh, senta, curare la latitanza significa mettere a disposizione anche case per riunioni, per diciamo che in modo particolare all’inizio qualche riunione ristretta la faceva nella casa di campagna del cugino Diego. Dico il ristretto perché in quella casa lui spesso ci pernottava per diversi giorni, ma diciamo che uno dei luoghi abituali dove all’inizio, come ho detto, lo portava il principe Vanni Calvello, era la casa di campagna di Intele Francesco sita in territorio di Caccano contrata San
Rocco. Sia quella sua veniva usata che quella vicina del cognato di lui, Guzzino Antonino, deceduto. Anche lui è un uomo d’onore. E in questo preciso istante mi sto ricordando che quando sono stato combinato una parentesi, anche lui era presente e di tanto in tanto diciamo che anche la casa mia di campagna veniva anche usata per fare appuntamenti con il Michele che Greco aveva con altre persone di fuori.
Mi sto ricordando in questo preciso istante che in casa mia, diciamo, di mio papà in campagna, un giorno è stata fatta una riunione dove si sono appositamente riuniti tutti i capi della Sicilia, dove partecipava Catania, che Nitto Santa Paavola aveva mandato e delegato suo un suo fratello Pido Madonia, Giuseppe Madonia di in qualità di rappresentante della provincia di Caltanissetta e come uomo influente anche di Enna.
Mi ricordo che vi era Colletti di della provincia di Agrigento, Brusca, Bernardo e altre due tre persone che non mi ricordo una di queste c’era un il rappresentante anche della provincia di Trapani. Ricordo che il responsabile di Catania, fratello Benitto Santa Paola, era venuto assieme a un’altra persona che poi dopo giorni abbiamo appreso dai giornali che era stato ucciso un’altra persona che poi successivamente ha detto incontro dopo 20 giorni, un mese massimo è stata ucciso, è stato colletto.
Quindi questa riunione la possiamo datare precedentemente all’omicidio Collette. Questa riunione ha sancito il passaggio dei poteri di Michele Greco quale responsabile regionale di Cosa Nostra a Totorri e a Michele e a Bernardo Provenzano. Poi più in là chiarirò perché ho fatto tutte ho nominato tutte e due il nome.
Diciamo che da quel momento in poi ufficialmente come Cosa Nostra Totorrina si prende la regione nelle mani come Cosa Nostra e diventa il rappresentante regionale di Cosa Nostra. >> Senta, ma lei era presente a questa riunione? Sì, è stata fatta, come ho detto, in seno alla mia casa è situata in campagna. >> Sì, ma dico lei ha parteci era presente all’occasione, ma ha partecipato alla riunione? >> No, signor procuratore, non si può non non ho partecipato, diciamo, perché non avevo le qualità per potere partecipare.
>> Il suo il suo capomandamento chi era? C gentile e poi tutte queste discussioni eh >> le ho sapute sia da lui e poi un pochino anche da Michele Greco che poi siamo rimasti soli si ha un pochino commentato su questo discorso. Ho capito. Senta, lei prima ha fatto riferimento a delle riunioni, a degli appuntamenti che Michele Greco faceva, diciamo, nel suo territorio, quindi diciamo in in luoghi bene o male che lei controllava e che ha indicato.
Lei ha detto con persone sia appuntamenti ristretti, no? >> Sì. >> Ecco, quando parla di appuntamenti ristretti a cosa si cosa intende? Quando parlo di appuntamenti ristretti, mi intendo riferire a degli appuntamenti che lui aveva con persone, diciamo, in un primo tempo del suo mandamento, fino a quando lui, diciamo, che aveva il mandamento nelle mani e anche successivamente di persone a lui vicine.
Ricordo Giuseppe Preste Filippo, Mario Preste Filippo, Lucchis, cioè altre persone diverse persone, Renzino Tennirello all’inizio e molte altre persone, diciamo, del della sua della sua zona, oltre a queste si incontrava anche con altre persone di altri posti, spesso si incontrava con Giuseppe Madonia di Vallelunga, con Pippo Calò e poi diciamo che qualche volta all’inizio si regava anche a qualche riunione che avveniva a Palermo.
Siamo proprio nell’inizio della sua della sua latetanza, diciamo. Poi a Palermo questo modo di quello che mi ha dato sapere quando si è messo nelle mani mie non c’è andato più. Mi scusi, mi scusi. >> Prego. >> Quindi, diciamo, quando lei fa riferimento, ha parlato di una riunione, diciamo, della commissione a livello regionale, quella in cui, diciamo, c’è il passaggio dei poteri che si svolge a casa sua e partecipa Michele Greco.
Poi ha parlato di appuntamenti, riunioni, ristretti con persone che, se ho capito bene, fanno tutte parte di Cosa Nostra, sono intrane all’organizzazione, no? >> Sono fatti integrante di Cosa Nostra. Perfetto. Lei poi ha fatto riferimento, mi scusi signor Fre, ha delle lei ha riunioni, contatti, appuntamenti.
Lei ha detto con persone estrane. Ho capito bene? Sì. Vuole dire chi sono le persone strane che Michele Greco ha incontrato quando era latitante? Una di queste era Nino Salvo e un’altra era il fratello, penso, se ricordo bene, di Giovanni Gioia. Chi sono Nino Salvo e Giovanni Gioia? E Giovanni Gioia e Nino Salvo sono delle persone.
I Salvo sono delle persone molto influente che sono i gestori assieme ad Ignazio Salvo delle sattuie siciliane originarie di Saleme se ricordo bene. E con questi Nino Salvo spesso e volentieri si incontrava e questi incontri avvenivano quasi sempre nella casa di Ciccio Intile in campagna. Cioè, che succedeva per questi incontri? Perché dico queste persone erano persone allora libere, diciamo, a quell’epoca erano persone conosciute.
Come avvenivano questi incontri con Michele Greco Latitante? >> Gli appuntamenti se li faceva lui tramite i suoi canali. Allora, in modo particolare veniva portato, come ho detto dal siamo all’inizio della sua latitanza, signor procuratore, veniva portato dal principe di San Vincenzo e lui ci mandava a dire a Cicentile che quel giorno aveva di bisogno per farsi l’appuntamento e noi ci facevamo trovare sempre sul posto.
Dio, diciamo che in quasi tutti i suoi appuntamenti ero quasi sempre presente. >> Sì, ma Salvo, Gioia, come arrivavano? E arrivavano per i fatti propri, cioè noi nei discorsi con Salvo e con Gioe non c’entriamo, cioè gli faceva accompagnare persone di sua fiducia. Non ricordo se c’era addirittura Galati, quello che poi è stato ucciso, che può essere di tanto in tanto accompagnava a qualcuno di questi.
E li portavano dove? in casa di Giccientile in campagna e si facevano appositamente i loro appuntamenti tra il Michele Greco e il salvo o il o il gioio. lei era presente in queste occasioni >> e diciamo che come non partecipavo perché erano discorsi ristretti che lui faceva con queste persone e successivamente ci dava magari la confidenza e ci diceva sia a me che a Ciccio Gentile che si doveva lui muovere nell’interesse di Cosa Nostra e siccome Questi avevano, cioè quando dico questi
intendo dire a conferma di Nino Salvo e di Gioia appositamente che questi avevano dei contatti molto influenti sul Roma e che lui, il Michele Greco, pregava appositamente questi due interlocutori di intervenire in alto luogo per cercare di limitare e di aiutare sia a lui che i danni, di limitare i danni che si cominciavano a vedere all’orizzonte per Cosa Nostra.
>> Danni di che tipo? danni causati dalla magistratura e dalle forze dell’ordine. Ricordiamo che siamo nella prima metà dell’80 dove già c’è le forze dell’ordine e una guerra in corso tra la mafia. Senta, la parola che lei ha usato, contatti romani è un termine suo che ci riferisce oggi o è un termine che lei ha preso a sua volta? Io non mi permetterei di usare un discorso mio se non fosse sicuro che è stato detto da loro.
Mi sono spiegato? Sì, perfettamente. dice loro chi? >> Come ho detto è stato un discorso che poi confidenzialmente, dato che il Michele Greco era ospite nostro, lui ci confidava e che si prodigava appositamente per cercare aiuti e in modo personale, perché lui, come ho detto, era raditante e poi vi erano altre tante persone che erano tante, cioè cercare Aiuto in alto loco a Roma.
Senta, sempre con Inile, lei ha conosciuto altri capi di Cosa Nostra, altri personaggi di spicco in quegli anni abbiamo parlato di Michele Greco. Poi >> successivamente conosco Bernardo Provenzano, successivamente conosco Totorrina. E allora parliamo di Bernardo Provenzano. Com’è che lo conosce? Chi la porta da lui e per quale motivo? E faccio una breve premessa sul discorso di Provenzano.
Siamo agli inizi dell’81 dopo che ha l’uccisione de pontate e di inserirlo, cioè siamo agli albore nello scoppio della guerra di mafia e un giorno uno dei punti del riferimento principale di Ciccentile era Bacheria e allora gli uomini di punta erano Nino Gargano e Leonardo Greco. ricordo che un giorno lo hanno mandato a chiamare.
Il punto di riferimento di loro era sia di Gargano sia de Greco. Deposito del ferro a Bagheria situato ai bord limitrof all’autostrada Palermo Catania e quando siamo arrivati là c’erano diverse altre persone. Con chi è lei? >> Io accompagnavo a Ciccio Gentile. >> Sì. Quando siamo arrivati e ci hanno fatto entrare, non mi ricordo se c’era un ufficio, là c’era un’altra persona, una decina di persone e diciamo che ha preso la parola Leonardo Greco e ha detto che era iniziata la scalata a potere da parte dei corleonesi e che lui e la sua famiglia
in linea di massimo avevano Avevano fatto una scelta ben precisa, Bernardo Provenzano, quindi e consigliavano, era sottointeso di schierarsi i vari mandamenti con Bernardo Provenzano, cosa che da parte del mio capo mandamento è avvenuta e si è schierato ufficialmente e pubblicamente con i corleonesi. Dopo questo incontro avvengono degli incontri con il Provenzano tra Ciccio Gentile e il Provenzano.
Ed è proprio all’inizio di questo periodo che dopo, come ho detto, l’uccisione di Gig Pizzo, da parte di questi viene annesso viene pregato il Cicci Ventile di badare a questo mandamento di Castronuovo di Sicilia. Da questo minuto in poi, diciamo, dopo questo incontro che avviene a Bagheria, m i rapporti fra il Provenzano e il Ciccientile si salvano e continueranno fino per sempre, diciamo.
Ecco, ma lei come Mi scusi, lei lo ha conosciuto in occasione di uno di questi incontri che l’Inile aveva con Provenzano a Bagheria o in un’altra occasione? Dico lei personalmente, lei Giuffre? Sì, io in una successiva di queste di questi incontri tra il Provenzano e il Ciccientile mi è stato presentato il Provenzano appositamente.
Non mi ricordo di preciso se questo sia avvenuto a Bagheria o sia avvenuto a Palermo direttamente, perché se ricordo bene all’inizio propria in cui il Provenzano era si cominciò a muovere, diciamo, per scalare a Semarrine e agli altri alleati potere di Cosa Nostra, se ricordo bene una dei primissimi Appuntamenti è avvenuto presso l’uditore e se ricordo bene presso un cantiere.
>> Quando dice l’uditore dov’è? >> Come una borgata. Mi sembra che sia a Palermo. >> A Palermo. Sì. Successivamente diciamo che saltuariamente fa anche delle cappatine alla deposito del ferro Bagheria e poi quest diventerà, diciamo, la sua rocca forte, cioè il posto dove lui farà tutti o buona parte dei suoi appuntamenti, il Provenzano positamente di cui parlo.
E non c’è quasi settimana che io non accompagni il Ciccio Inile in questo posto e per questi appuntamenti. Ricordo. >> Quindi lei come viene presentato a Provenzano e da chi? Io vengo presentato al Provenzano da Ciccio Inve >> che era ancora libero, quindi >> sì, siamo all’inizio appesitamente del dell’81, subito dopo penso l’uccisione di Stefano Bontà, cioè all’inizio proprio della della guerra.
Non mi ricordo onestamente se anche prima della guerra ci sia stata qualche occasione in cui ho conosciuto tramite l’entile il Provenzano. Questo non mi ricordo. Ricordo benissimo che tutte le volte e cioè che ci recavamo a Bagheria al ferro di mattina e cioè c’era il Provenzano. Ricordo altresì che questo deposito di ferro, come ho detto, è stato uno dei posti più importanti in cui il Provenzano faceva i suoi appuntamenti e diciamo che è stato anche un posto dove venivano sterminati gli avversari del lato corleonese. Cioè, in questo
posto venivano dati appuntamenti anche a quelle persone che non erano più ritenute affidabile e una volta che arrivavano lì non facevano più ritorno a casa, venivano uccisi. Quindi questo posto aveva una duplice funzione. era come un campo di sterminio, uno dei campi di sterminio di Cosa Nostra e in modo particolare del Provenzano, secondo come posto dei suoi appuntamenti con le persone più vicine.
> Nella disponibilità di chi era questo deposito del ferro? Chi lo aveva? a Leonardo Greco, eh, non so se era anche socio Nino Gargano, poi c’era un’altra persona che c’è, diciamo, un ragioniere, non so se erano socio o meno. Senta, sempre con Inele, lei ha avuto appuntamenti, quindi abbiamo detto Michele Greco, Provenzano, ci sono, ha conosciuto altri personaggi, successivamente ho conosciuto Totorrina sempre in questo periodo e un giorno accompagno Ciccientina e mi dice che dobbiamo fermarci a Bagheria, che dobbiamo prendere a

Giovanni. Mi fermo a Bagheria e se ricordo bene, appositamente nel ferro, sempre nel deposito del ferro ci prendiamo Giovanni Scaduto. Allora, capo mandamento di Bagheria, genero di Salvatore Greco, il senatore e ci siamo recati scaduto, se ricordo bene, mi insegnava la strada, siamo mi ha portato lui era assieme, se ricordo bene, nella mia macchina, ci siamo addentrati nel territorio di San Giuseppe Iato e poi in una masseria, ricordo che c’era un cortile.
Siamo entrati là e successivamente siamo entrati dentro il fabbricato e in quella circostanza mi viene presentato il Totorrina. c’era un appuntamento, una riunione con diversi capiemandamente della provincia di Palermo. Appositamente c’era Ciccio Entila, Giovanni Scaduto ed altre persone che non mi ricordo. >> Sì, senta, tutti questi fatti accadono, questi che ha riferito finora in un momento in cui lei è semplice affiliato della famiglia mafiosa di Calcam, giusto? >> Sì.
Ecco cos’è, quali sono gli eventi che cambiano la sua condizione di affiliato, cioè per diventare, diciamo, per fare un passo avanti nella gerarchia mafiosa. In questa circostanza, diciamo, di accompagnatore di Ciccientile, conosco un pochino quasi tutti i capomandamenti della provincia di Palermo e Giuseppe Farinella, >> notorio processuale, >> molte rappresentante anche di altre mandanamente, come ho detto avevo anche conosciuto Bernardo Brusca e altre, se ricordo bene, neneg Geraci di Partinico ed altre personalità di altissimo spessore di allora.
La situazione cambia dopo l’arresto di Ciccio Gentile. Non ricordo se sia avvenuto questo 84, ma grosso modo questo dovrebbe essere il periodo, ma cioè l’arresto di Ciricentile per la scomparsa se ricordo bene di Mariano Marsala di Vicali. Siamo 8384. In questo preciso momento succede un fatto un pochino poco spiegabile, diciamo, perché come ho detto il cugino Deco era un pochino stato accantonato ed io ero stato una persona che portavo a circentire in giro.
In questo dopo l’arresto riceve da parte di Cicci riceve incarico Guzzino Diego di muoversi per conto del mandamento e siccome io ero un po’ addentrato e nelle conoscenze e nei posti, diciamo che ora accompagnavo a lui in alcuni appuntamenti che lo stesso faceva con persone di fuori e in modo particolare ricordo che ha fatto degli appuntamenti anche con il Provenzano e che io non partecipavo a questo incontro, cioè restavo fuori.
>> E mi scusi un attimo se la interrompo, soltanto ho due precisazioni, sennò poi non si comprende bene la prosecuzione. Lei ha detto viene incaricato Guzino Diego, gentile Francesco è detenuto a questo punto di muoversi nell’ambito del mandamento per il mandamento da chi viene incaricato? Cioè, chi è che dà l’input affinché il Guzzino Diego in libertà si muova per il mandamento >> da parte di suo cognato, >> cioè >> Ciccientile, >> quindi arriva dal carcere l’ordine, >> ma forse forse se ricordo bene Cicentile
viene portato alla caserma di Termine Merese dopo la Gcia e perché era stato accompagnato dal maresciallo che c’era la stazione di Caccamo e mentre che lui era lì Eh, lui è entrato dentro la caserma e in questa circostanza, diciamo, che gli ha detto di muoversi, di interessarsi, diciamo, per il mandamento, per portare avanti il mandamento.
>> Sì. Chi è che è entrato nella caserma? >> Eh, Guzzino Diego. >> Guzzino Diego. Senta, ecco, può spiegare meglio perché forse non l’ho capito io, come avviene questo recupero? Cioè lei aveva detto che Guzzino Diego a seguito di una vicenda, insomma, personale, c’era una situazione un po’ particolare, praticamente era stato un po’ accantonato.
Ecco, com’è che viene ripescato? c’è come come ho detto e c’è un pochino di contraddizione di fondo in tutto questo discorso perché in un primo tempo e poi diciamo cioè in un primo tempo succede quello che io ho detto, cioè questo suo accantonamento, successivamente diciamo c’è questa contraddizione di fondo, penso sbagliando e non è un mio pensiero di oggi, ma era un pensiero di allora nella componente, diciamo, nella nostra famiglia, per non di meno.
Noi abbiamo tutti ubbiditi meno meno e cioè più che mai io e da quel momento in poi ci ho accompagnato o al cuzino dove dove mi diceva però i miei rapporti come ho detto erano molto freddi e addirittura in questa circostanza, dato che non c’era il ciccientile, comeè facilmente ben capibile e diciamo che erano molto molto molto tesi perché e lui si comportava in un modo poco corretto nei miei confronti, cioè cercando di vendicarsi un pochino della mia mala parte, se così si può dire, ma io penso di non incentrare niente in questo discorso, ma è la sua
opini. Tutto questo avviene fino, >> quindi diciamo, mi scusi, cioè la quella che lei chiama la contraddizione non ha una spiegazione, ma è semplicemente l’esecuzione di un ordine dal carcere, dal dall’intile. >> È una questione, diciamo, una contraddizione familiare. Si dimentica Ciccio Intele che è suo cognato, cugino Diego, diciamo, più che un uomo d’onore è un suo cognato, cioè un un fratello di sua moglie e questa sua debolezza, diciamo, lo fa andare in contraddizione e ha ricevuto delle critiche un pochino
da tutti perché un primo tempo si era comportato in una determinata maniera. Successivamente quando poi stava o è finito in galera si è comportato in maniera diversa. Scusi, discorso un pochino contraddittorio. Signor Giff, un attimo, scusi, il pubblico ministero e ma se ho capito bene il Guzzino andò a fare visita all’intile mentre era stato arrestato.
era in uno stato di fermo, signor presidente, non era, e cioè proprio nel momento in cui è sceso dalla macchina e cioè non era ancora non c’era stato notificato né un mandato di cattura n e io sono rimasto fuori e se ricordo bene che ricordo bene il cugino cioè l’ho andato a salutare e poi dice s quando è uscito dice lo arresteranno quando è arrestato nel discorso.
>> Quindi fu un contatto veloce, capito? Sì, perfetto. Un contatto dove ha presente in questo contatto il signor presidente ha avuto il tempo di dire di muoversi lui. Tanto è vero che quando lui è uscito mi ha detto dice, sai, dice mi ha detto che ora mi devo muovere io. Ma contenti voi, contenti tutte.
Non ho poosto la minima. Eh, prego. >> Allora, spiegato questo, stavamo parlando, diciamo, della Poi tengo a precisare una cosa, mi perdoni, signor pubblico ministero, signor dottore, cioè poi se è ricordato bene, quasi tutte le settimane il cugino o lui o suo padre o suo fratello andavano a colloquiare con Intele Francesco.
Anche questo, diciamo, che faceva parte, agevolava, diciamo, un pochino questo discorso contraddittorio che io ho detto in modo che si scambiassero i pareri su come andare e portare avanti il discorso del mandamento. >> Ho capito quanto dura questa sorta di regenza di Cuzino Diego? Eh, dottore, di preciso, non me lo ricordo, dura circa un anno, un anno e mezzo, cioè fino e c’è una data ben precisa fino al suo arresto e cioè poi successivamente anche lui è stato arrestato.
>> Perfetto. >> Da quel momento in poi, cioè >> viene arrestato Cugino Diego. >> Sì, sì. Mh. >> Anche lui è stato arrestato e da quel momento abbiamo un periodo di stase successivamente ciccientile tramite il suocero il cognato che andavano a fare e il colloquio, cioè mi ha mandato a dire, se ricordo bene, che mi pregava ora di interessarmi io a portare avanti il mandamento e di mettermi in contatto.
come nel Provenzano direttamente io. Cosa che ho fatto? >> Ecco, può spiegare che cosa è successo e come ha fatto? È successo che nel momento in cui io ricevo il via da Intile Francesco, mi reco a Bagheria e prego o a Nino Gargano o a non mi ricordo se Leonardo Greco era ancora libero e stato arrestato che avevo di bisogno di un appuntamento con il Provenzano, un appuntamento che mi è stato fatto e nel momento in cui mi incontro con lui, con il Provenzano, gli dico quello che mi ha mandato a dire l’intile. Il Provenzano è stato ben
contento di questo perché, come ho detto, ci conoscevamo da diverso tempo e avevamo degli ottimi rapporti. Successivamente a questo riunisco la mia famiglia, metto all’occorrente di quello che manda a dire il rappresentante della mia famiglia appositamente e ne chiedo anche l’autorizzazione e e il consenso a muovermi per conto della mia famiglia di Calcano, per conto del mandamento anche la mia famiglia.
autorizzazione che ricevo e da quel minuto in poi diciamo che divento il punto di riferimento del mio mandamento con Provenzano. Mi scusi se soltanto ho due chiarimenti, poi proseguiamo nel suo racconto. Perché lei se ne va dal Provenzano? Cioè lei già sapeva a quel momento che il, come dire, rappresentante regionale era Rina.
Perché lei se ne va dal Provenzano? Perché, come ho detto all’inizio, quando in un primo tempo ho parlato di Rina e poi ho parlato Rina e Provenzan, il motivo appositamente era questo che anche il Rina e mi perdona, il Provenzano ha preso parte attiva alla scalata dei corleonesi, cioè si sono un pochino divisi i compiti, cioè il Provenzano ha ricevuto avuto delega da parte di Rina ad occuparsi e di alcune fasce di territorio, di mandamenti e di Sicilia, in modo particolare e io e anche alcune province della della
Sicilia, uno dei più importanti Caltanissetta, ragioni, sapevamo già da quel discorso che Leonardo Greco ha fatto all’inizio che con Bernardo Provenzano si instaurava un rapporto, lui stava restaurando e consigliava di instaurare un rapporto di fedele amicizia con il Provenzano. Come vede, né una dimostrazione pratica di questo discorso, cioè non c’erano completamente problemi e il Provenzano, diciamo, che aveva carta bianca su alcune e territorie e perché ne aveva ricevuta delega, anche se lo informava sempre,
diciamo, di quello che faceva al al il Provenzano, formava sempre il Rin Quali erano questi territori, diciamo così, delegati al Provenzano sul quale il Provenzano esercitava un potere particolare? Ma diciamo quelle persone che in un certo qual modo erano legate a Bagheria o altre persone vicine al Provenzano.
Era queste ricordo che c’era anche in un primo tempo Faren Giuseppe che poi però questo rapporto tra i due si è un pochino raffreddato e allentato e tra queste diciamo un pochino la parte est della Sicilia, diciamo, appositamente la zona la zona di Caccamo, la zona delle Madonie, la zona di Caltanessetta. E quindi questi erano territori sui quali Provenzano diciamo contava di più.
Sì, perfetto. Aveva un’influenza da diverso tempo con le sue conoscenze, con le sue amicizie e che poi parte di questi li troviamo fino a ieri. >> Certamente. Senta, ma fin qui praticamente lei riceve, diciamo, questo incarico dall’intile. Questo incarico trova una sua conferma, diciamo, in quella riunione di cui lei ha fatto riferimento lei riunisce la famiglia e poi un input nel Provenzano.
Ma fin qui diciamo c’è o non c’è ancora un’investitura formale della sua posizione, diciamo, di punto di riferimento, di capomandamento? >> Non c’è e non ci può essere. >> Perché non ci può essere ancora? Come ho detto ufficialmente, il rappresentante provinciale è Rina Salvatore, ragioni, se io non ricevo da questi e dalla commissione l’investitura, io non posso diventare capo mandamento.
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