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Il Campo di Sterminio di Bernardo Provenzano: Antonino Giuffrè

Benvenuti su Storie Mafia. Ricordo alteresì che questo deposito di ferro, come ho detto, è stato uno dei posti più importanti in cui il Provenzano faceva i suoi appuntamenti e diciamo che è stato anche un posto dove venivano sterminati gli avversari del lato corleonese. Cioè, in questo posto venivano dati appuntamenti anche a quelle persone che non erano più ritenute affidabile e una volta che arrivavano lì non facevano più ritorno a casa, venivano uccisi.

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Quindi questo posto aveva una duplice funzione. era come un campo di sterminio, uno dei campi di sterminio di Cosa Nostra, in modo particolare  >> signor Geoffè, buongiorno. >> Buongiorno. >> Senta, quando hai iniziato a collaborare con la giustizia? Se ricordo bene, il 15 giugno >> di quest’anno. >> Di quest’anno. Senta.

>> Senta, lei in quel momento era libero o detenuto? >> Detenuto. >> Era detenuto in un particolare regime. >> Sì, in isolamento assoluto. Con il 41 bis. >> 41 bis. Quando l’ è stato applicato? >> A termine, se ricordo bene, mi è stato notificato prima di arrivare a Novara. Sì, quindi dal nell’immediatezza del suo arresto.

>> Sì, dopo 10 giorni, cioè dopo pochi giorni, paio di settimane massimo. >> Sì. Ricorda quando è stato tratto in arresto? >> Il 16 di aprile >> del 2002. >> Sempre del 2002. Sì. >> Sì. Lei in quel momento era ricercato della polizia? Era latitante. >> Sì. >> Da quanto tempo era ricercato dalla polizia latitante? >> A circa 8 anni.

>> In relazione a quali processi? e se lo ricorda in linea di massima per quali reati lei era latitante e ricercato dalle forze di polizia. Come primo procedimento mi ricordo che mi c’è un mandato di cattura per l’omicidio Lima e poi successivamente per altre per altre fatte, nonché le strage di Capace e Falcone e Borsallino e poi altre precedente che mi sono state notificate in seguito.

Lei ricorda più o meno il numero delle ordinanze di custodia cautelare in carcere? Se ricordo bene tra il sono più di 10 >> più di 10 benissimo. Circa 13 se bene. Lei in quel momento aveva riportato condanne definitive, cioè era ricercato anche per espiare la pena. >> Sì, se ricordo bene. Sì, e per associazione malosa. >> Senta, quando lei è stato tratto in arresto il 16 aprile 2002, lei faceva parte di Cosa Nostra? >> Sì.

>> Quando ha iniziato a far parte di Cosa Nostra? >> È l’80. Ecco, può dire nell’80 lei è stato, come si dice di solito, formalmente combinato. >> Sì. >> Ecco, in quali circostanze lei ha avuto i primi contatti e come è stato inserito nell’ambiente di Cosa Nostra, cioè in altri termini, come si è arrivati alla sua combinazione? Perché lei diventa, come si dice in gergo, uomo d’onore? divento uomo d’onore perché antecedentemente agli anni 80 comincio a frequentare alcuni uomini d’onore del mio paese cartano tra i più importante ricordo

Guzzino Diego e Stanfani Casio che poi successivamente diciamo è anche un mio parente per mezzo di mia moglie. Successivamente sono anche affiancato da altre due persone appartenente alla famiglia di Caccano, Puccio Salvatore e Puccio Michele e diciamo che con questi e inizio dei piccoli danneggiamenti, dei piccoli furti, cioè sono quelle persone, diciamo, che un pochino mi studiano e mi insegnano le cose principali, diciamo, di di Cosa Nostra e appositamente frequento il mulino e di cui proprietari Guzino e Inil, cioè

è ben presto, diciamo, anche prima di essere combinato, di fare parte ufficialmente nella famiglia di Ccamo, mi conquisto la fiducia delle suddette persone. Lei in quel momento chi era dal punto di vista, diciamo, sociale? Aveva un lavoro, lavorava? Che cosa faceva nella vita? >> Ero un insegnante, come ho detto, sono peragrario e facevo dei corsi di formazione professionale in agricoltura in campagna.

Queste persone che lei ha nominato Guzzino Diego, lei ha parlato di Intile. Intile, come si chiama di nome di battesimo? >> Intile Francesco. >> Si chiamava perché è morto. >> Sì, sì. Queste persone che le ha nominato in con che modalità entra in contatto con queste persone? Come si avvicina a queste persone che già, se ho capito bene sono, diciamo così, mafiose e lei non lo è ancora.

Diciamo che le persone che io avvicino per primi sono stampa e stanfa nei casi perché poi c’è un rapporto di parentela perché io sono fidanzato con la sua nipote, con l’attuale moglie che ho. Cioè da questo discorso poi diciamo che conosco il Puccio Michele, il Puccio Salvatore che abitano nella stessa contrada de dello stampo.

>> Sì. e successivamente, come ho detto, comincia a frequentare assiduamente nei momenti, cioè quando non lavorano, il mulino del Guzzino e del lentile. Quindi diciamo che è tramite lo stampa che lei ha questo contatto. Sì, diciamo che la prima persona che io entro in contatto, diciamo, con una certa fiducia e con una certa assetuità ha presente questo Stanfani Cassi. Sì.

Che rapporti c’erano tra ci sono tra questa persona e allora sua fidanzata, ora sua moglie? Diciamo che lo Stanfani Casio era fratello del papà di mia moglie, zio. Come si chiama il papà di sua moglie? >> Stanfa Ciro. Perfetto. Oh! E lei a un certo punto, abbiamo detto nell’80 viene combinato. Può riferire al tribunale le circostanze della sua combinazione, chi era presente, chi era il suo padrino, che cosa è accaduto e con quale rito è stato combinato.

cioè la funzione delle suddette persone, in modo particolare di stampa de e dei puccio e del Guzzino Diego era appositamente quello di curarmi, come ho detto antecedentemente, nello stesso tempo vedere e studiare un pochino il mio modo di comportarmi, il mio modo di pensare, perché questo è importante prima di entrare in casa nostra.

Successivamente quando hanno reputato che avevo le condizioni per potere entrare in Cosa Nostra che c’è fare parte della famiglia mafiosa del mio paese in una circostanza in cui un altro dei miei dei fratelli di Stanfani Casio che si trovava e si trova in America in in questo periodo si trovava a Caccano e durante questa sua permanenza sono stato convocato, cioè da questo stampa Giovanni, dallo Stanfa Nicasio, fratello di Stampfa Giovanni, sono stato invitato, convocato a recarmi un pomeriggio presso la casa di Cuzino Giovanni.

Sono stato una volta che sono entrato, mi scusi signor Giff, Guzzino Giovanni rispetto alla persona che le ha nominato prima, Guzzino Diego, chi è il padre? Perfetto. Continui. >> Una volta che sono entrato nella sua abitazione sono stato messo in disparte e sono stato un pochino di tempo a solo. Assieme a me vi era un altro fratello degli stampa di cui ho parlato, stampa Salvatore.

Entrambe siamo messe come isolate in una stanza. Dopo un pochino, 15 minuti circa è stato chiamato Stampa Salvatore e io sono rimasto solo. Dopo un po’ un po’ di tempo sono stato chiamato pure io e sono stato portato in una stanza dove c’erano altre persone e mi è stato detto che se a me faceva piacere da quel momento in poi potevo fare parte alla famiglia alla famiglia di Caccamo e stare insieme a loro e collaborare assieme a loro in tutto e per tutto.

La mia risposta è stata affermativa da parte del cugino Giovanni che diciamo che è la persona forse più anziana dei presenti. Mi è stato indicato di scegliermi una una persona dei presenti. Come padrino  ho scelto stampa Giovanni e successivamente è stata presa una santina con un ago mi è stato punto l’indice della mano sinistra.

Me lo hanno stretto per fare uscire qualche goccia di sangue che è stato unto nella santina e successivamente il cugino Giovanni sempre mi ha fatto fare il seguente giuramento, cioè hanno acceso la la santina, l’hanno è accesa, me l’hanno messo nella mano e me la passavo da una mano all’altra. per non bruciarme e giuravo di essere fedele a cosa nostra e se non fossi stato fedele, se avessi tradito, le mie carne sarebbero bruciate come quella santina.

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