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MANCINI RACCONTA CARMINATI, DE PEDIS E LA NASCITA DELLA BANDA DELLA MAGLIANA

16 e 23 febbraio 1996, Roma. Nell’aula del processo alla Ban della Magliana viene ascoltato Antonio Mancini, detto accattone o zio Nino, collaboratore di giustizia ed ex esponente di uno dei gruppi criminali più discussi della storia romana. La sua deposizione  entra nel cuore di una vicenda che attraversa gli anni 70 e gli anni 80.

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La nascita di un’organizzazione criminale capace, secondo le ricostruzioni processuali, di unire gruppi diversi, quartieri diversi, interessi diversi. Magliana, testaccio, trullo, Valmelaina, nomi che nell’aula non sono soltanto luoghi della città, ma diventano frammenti di una mappa criminale  che i giudici cercano di ricostruire attraverso domande, contestazioni e ricordi.

Mancini parla dei primi contatti in carcere,  del ruolo di Franco Giuseppucci. di Danilo Bruciati, di Renato De Pedis, di Massimo Carminati, di Enrico De Pedis, di Maurizio Abbatino e di altri protagonisti indicati nel procedimento. Racconta come, secondo la sua versione, l’idea di una struttura organizzata sarebbe maturata all’interno degli istituti di pena, dove rapporti personali, protezione reciproca e interessi criminali finirono per intrecciarsi.

I giudici cercano di chiarire non solo chi faceva parte della banda della Magliana, ma anche come funzionava il sistema. I rapporti tra detenuti e uomini liberi, il sostegno economico alle famiglie, la gestione della droga, le armi, le alleanze, le fratture interne, gli omicidi e il progressivo sgretolamento di quello  che Mancini descrive come un antico patto di mutuo soccorso.

L’aula è tesa. Le domande degli  avvocati incalzano il collaboratore, mettono alla prova i suoi ricordi, contestano passaggi, cercano contraddizioni. Mancini risponde alternando memoria, esitazioni e frasi nette. In alcuni momenti la sua deposizione assume il peso di un racconto dall’interno, non una ricostruzione esterna, ma la voce di chi afferma di avere vissuto quella stagione criminale da protagonista.

Se ti interessano i grandi processi di mafia, le udienze storiche e gli audio originali delle inchieste che hanno segnato la storia italiana, iscriviti al canale,  metti like e commenta. Per voi è un piccolo gesto che per noi significa tanto. Buon ascolto. >> Allora, la la prima domanda è >> Sì. >> a quando fa risalire i suoi contatti con i coimputati? >> A quanto risalgono? Ma eh ci sono imputati e imputati con alcuni in un certo periodo, con altri eh periodi successivi.

Sì, >> cominciamo con i più antichi. I i primi sono stati quelli con Selis, Toscano, Magliuolo, Girlando, insomma quella serie di nomi di cui io faccio nei primi verbali >> quando >> e quelli sono, signor presidente, qui la genesi della banda la Magliana è avvenuta all’interno del carcere, eh diciamo l’intenzione di creare questa organizzazione ed era un’intenzione mia di Selis ehm Girlando, eh Magliuolo, eh siccome io conoscevo dei personaggi che sarebbero potuto entrare in organizzazione Seris e altri, non so se

riesco a spiegarmi io, ecco, io eh portavo dei nomi Seris e degli altri e risale nel 75 all’interno del carcere di Regina Ceri perché Selis infatuato di Cutolo il quale morto amico all’interno dei manicomi era innamorato di del pensiero di Cuto che organizza un gruppo che si opponeva a chi veniva da fuori, non so i siciliani che, come si suol dire, la comandavano a Napoli, Cutolo voleva difendere il suo territorio.

Ecco, Seris voleva fare la stessa cosa a Roma dove allora imperversavano i marsigliesi, i calabresi e quant’altro. E quando avvenne la presa di contatto tra lei e Abatino e con la figli >> io li ho presi m io non sono molto afferato con le date, li ho presi durante una delle mie io li ho presi all’interno del carcere perché io a Basino io parlo con Toscana, Toscana esce dal carcere e organizza o comunque tenta di organizzare questa cosa.

Io dall’interno del carcere usufruisco degli appoggi di quei detenuti, pur non conoscendo, non so se mi spiego, i contatti con l’Abatino con con la Figli e e gli altri è avvenuto alla fine 79, a metà 79 e si sono rinforzati nell dall’80 all’81, cioè il periodo che sono stato fuori. Questi contatti come si sono tradotti sul piano della realtà >> della realà Beh, si è creato attività >> si è creato un’organizzazione.

>> Cosa intende lei quando parla di banda della Magliana? >> Io banda della Magliana intendo dire ehm quelli che non so faccio dei nomi. Io Selis Mancone Collafiglia, Abadino, Mastro Pietro, Pernasetti, anche se Pernasetti. Mastro Pietro, quale? Mostro Pietro, >> tutti e due i fratelli. >> Nomi. >> Sì, continua, continua il punto.

>> Ah, eh beh, insomma, questi sono i nomi. Lui ci sono. >> Lei parla anche di gruppo di testaccio. Testaccini. Cosa vuol dire >> i testaccini? Sarebbero i Depedis, eh, Pernasetti, Paradisi, Cassani, Maragnoli, Carminati che era un fascista ma che faceva capo ai testaccini. Presidente, metto a fare ultimi nomi, insomma.

>> Lei fu arrestato il 16 marzo 81. >> Sì. >> E infatti vivia Don >> Sì. Un omicidio proietti >> ed è stato in carcere. >> Sì. stando in carcere, lei ha mantenuto dei rapporti con queste persone o no? >> Beh, qualcuno si è comportato degnamente, cioè quello che doveva essere il codice, se così si può chiamare, d’omertà, no? Si è tenuto tipo con la figlia, tipo per nasetti, persone insomma altri pensavano solo per loro.

Ecco, >> perché altrimenti cosa dovevano fare? Cosa a cosa dovevano pensare altrimenti? Beh, alla famiglia di avvocati, a >> alla famiglia dei detenuti. >> Eh, certo, >> nel senso c >> è un mutuo soccorso, come si suol dire. >> E lei riceveva informazioni stando in carcere? >> Sì, sì, sì, come no.

Io per esempio, ma anche prima quando ero legato solo a Toscana, Selis eccetera, venivano in carcere, veniva Toscano, veniva a Bruciati, Carnovale, veniva con la Figli Van Nicola >> e la informavano. >> Sì, sì. >> In particolare, cosa cosa veniva a sapere? Cosa venne a sapere >> all’interno del carcere? Beh, gli sviluppi dell’organizzazione, no? >> Che sviluppi erano? l’allargamento, le conoscenze nel campo della droga, quello che poteva interessare un’organizzazione criminale.

Quando è uscito dal carcere lei dopo il 1981? In che epoca? >> Io sono uscito nel 93. >> In che modo e quando esattamente? >> In che modo? >> In che modo? Eh no, veramente io non sono uscito nell licenza per causa malattia dalla casa di lavoro. Eh dopo poco sono stato aressato per eh l’inchiesta scaturita dalle dal la collaborazione di Abatino.

Sono restato in carcere ancora per poco e poi sono uscito di nuovo e infine sono stato arrestato per un altro episodio. >> No, quando è uscito lei ha detto “Sono uscito dal carcere”. Perché è uscito dal carcere? Perché lei fu condannato, no? >> Sì, io lo st Vabbè, io avevo avuto 2324 anni, ma ricordo, insomma.

E dopo 11 anni, grazie all’abilità dell’avvocato Cerquetti, sono riuscito a ottenere un cumulo. >> Ah, quindi dopo 11 anni sono uscito, non definitivamente sono andato alla casa di lavoro, sarebbe una misura di sicurezza e da lì poi prendevo continuamente delle licenze. Adesso le farò dei nomi, lei mi dirà l’eventuale ruolo svolto da queste persone e i periodi ai quali si riferisce la conoscenza da parte sua di queste persone.

Urbani Gianfranco cosa può dire? Guardi, Urbano, Urbani Gianfranco io lo conosco da qualcosa come 24 anni credo e in coscienza devo dire che Urbani Gianfranco è stato sempre contari ad ogni tipo di organizzazione. Io con Urbani facevo le rapine, voglio dire, prima della banda della Magliana, ehm, c’era un gruppo a Vmelaina che, diciamo, non era Magliana, ma abbastanza forte.

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