16 e 23 febbraio 1996, Roma. Nell’aula del processo alla Ban della Magliana viene ascoltato Antonio Mancini, detto accattone o zio Nino, collaboratore di giustizia ed ex esponente di uno dei gruppi criminali più discussi della storia romana. La sua deposizione entra nel cuore di una vicenda che attraversa gli anni 70 e gli anni 80.
La nascita di un’organizzazione criminale capace, secondo le ricostruzioni processuali, di unire gruppi diversi, quartieri diversi, interessi diversi. Magliana, testaccio, trullo, Valmelaina, nomi che nell’aula non sono soltanto luoghi della città, ma diventano frammenti di una mappa criminale che i giudici cercano di ricostruire attraverso domande, contestazioni e ricordi.
Mancini parla dei primi contatti in carcere, del ruolo di Franco Giuseppucci. di Danilo Bruciati, di Renato De Pedis, di Massimo Carminati, di Enrico De Pedis, di Maurizio Abbatino e di altri protagonisti indicati nel procedimento. Racconta come, secondo la sua versione, l’idea di una struttura organizzata sarebbe maturata all’interno degli istituti di pena, dove rapporti personali, protezione reciproca e interessi criminali finirono per intrecciarsi.
I giudici cercano di chiarire non solo chi faceva parte della banda della Magliana, ma anche come funzionava il sistema. I rapporti tra detenuti e uomini liberi, il sostegno economico alle famiglie, la gestione della droga, le armi, le alleanze, le fratture interne, gli omicidi e il progressivo sgretolamento di quello che Mancini descrive come un antico patto di mutuo soccorso.
L’aula è tesa. Le domande degli avvocati incalzano il collaboratore, mettono alla prova i suoi ricordi, contestano passaggi, cercano contraddizioni. Mancini risponde alternando memoria, esitazioni e frasi nette. In alcuni momenti la sua deposizione assume il peso di un racconto dall’interno, non una ricostruzione esterna, ma la voce di chi afferma di avere vissuto quella stagione criminale da protagonista.
Se ti interessano i grandi processi di mafia, le udienze storiche e gli audio originali delle inchieste che hanno segnato la storia italiana, iscriviti al canale, metti like e commenta. Per voi è un piccolo gesto che per noi significa tanto. Buon ascolto. >> Allora, la la prima domanda è >> Sì. >> a quando fa risalire i suoi contatti con i coimputati? >> A quanto risalgono? Ma eh ci sono imputati e imputati con alcuni in un certo periodo, con altri eh periodi successivi.
Sì, >> cominciamo con i più antichi. I i primi sono stati quelli con Selis, Toscano, Magliuolo, Girlando, insomma quella serie di nomi di cui io faccio nei primi verbali >> quando >> e quelli sono, signor presidente, qui la genesi della banda la Magliana è avvenuta all’interno del carcere, eh diciamo l’intenzione di creare questa organizzazione ed era un’intenzione mia di Selis ehm Girlando, eh Magliuolo, eh siccome io conoscevo dei personaggi che sarebbero potuto entrare in organizzazione Seris e altri, non so se
riesco a spiegarmi io, ecco, io eh portavo dei nomi Seris e degli altri e risale nel 75 all’interno del carcere di Regina Ceri perché Selis infatuato di Cutolo il quale morto amico all’interno dei manicomi era innamorato di del pensiero di Cuto che organizza un gruppo che si opponeva a chi veniva da fuori, non so i siciliani che, come si suol dire, la comandavano a Napoli, Cutolo voleva difendere il suo territorio.

Ecco, Seris voleva fare la stessa cosa a Roma dove allora imperversavano i marsigliesi, i calabresi e quant’altro. E quando avvenne la presa di contatto tra lei e Abatino e con la figli >> io li ho presi m io non sono molto afferato con le date, li ho presi durante una delle mie io li ho presi all’interno del carcere perché io a Basino io parlo con Toscana, Toscana esce dal carcere e organizza o comunque tenta di organizzare questa cosa.
Io dall’interno del carcere usufruisco degli appoggi di quei detenuti, pur non conoscendo, non so se mi spiego, i contatti con l’Abatino con con la Figli e e gli altri è avvenuto alla fine 79, a metà 79 e si sono rinforzati nell dall’80 all’81, cioè il periodo che sono stato fuori. Questi contatti come si sono tradotti sul piano della realtà >> della realà Beh, si è creato attività >> si è creato un’organizzazione.
>> Cosa intende lei quando parla di banda della Magliana? >> Io banda della Magliana intendo dire ehm quelli che non so faccio dei nomi. Io Selis Mancone Collafiglia, Abadino, Mastro Pietro, Pernasetti, anche se Pernasetti. Mastro Pietro, quale? Mostro Pietro, >> tutti e due i fratelli. >> Nomi. >> Sì, continua, continua il punto.
>> Ah, eh beh, insomma, questi sono i nomi. Lui ci sono. >> Lei parla anche di gruppo di testaccio. Testaccini. Cosa vuol dire >> i testaccini? Sarebbero i Depedis, eh, Pernasetti, Paradisi, Cassani, Maragnoli, Carminati che era un fascista ma che faceva capo ai testaccini. Presidente, metto a fare ultimi nomi, insomma.
>> Lei fu arrestato il 16 marzo 81. >> Sì. >> E infatti vivia Don >> Sì. Un omicidio proietti >> ed è stato in carcere. >> Sì. stando in carcere, lei ha mantenuto dei rapporti con queste persone o no? >> Beh, qualcuno si è comportato degnamente, cioè quello che doveva essere il codice, se così si può chiamare, d’omertà, no? Si è tenuto tipo con la figlia, tipo per nasetti, persone insomma altri pensavano solo per loro.
Ecco, >> perché altrimenti cosa dovevano fare? Cosa a cosa dovevano pensare altrimenti? Beh, alla famiglia di avvocati, a >> alla famiglia dei detenuti. >> Eh, certo, >> nel senso c >> è un mutuo soccorso, come si suol dire. >> E lei riceveva informazioni stando in carcere? >> Sì, sì, sì, come no.
Io per esempio, ma anche prima quando ero legato solo a Toscana, Selis eccetera, venivano in carcere, veniva Toscano, veniva a Bruciati, Carnovale, veniva con la Figli Van Nicola >> e la informavano. >> Sì, sì. >> In particolare, cosa cosa veniva a sapere? Cosa venne a sapere >> all’interno del carcere? Beh, gli sviluppi dell’organizzazione, no? >> Che sviluppi erano? l’allargamento, le conoscenze nel campo della droga, quello che poteva interessare un’organizzazione criminale.
Quando è uscito dal carcere lei dopo il 1981? In che epoca? >> Io sono uscito nel 93. >> In che modo e quando esattamente? >> In che modo? >> In che modo? Eh no, veramente io non sono uscito nell licenza per causa malattia dalla casa di lavoro. Eh dopo poco sono stato aressato per eh l’inchiesta scaturita dalle dal la collaborazione di Abatino.
Sono restato in carcere ancora per poco e poi sono uscito di nuovo e infine sono stato arrestato per un altro episodio. >> No, quando è uscito lei ha detto “Sono uscito dal carcere”. Perché è uscito dal carcere? Perché lei fu condannato, no? >> Sì, io lo st Vabbè, io avevo avuto 2324 anni, ma ricordo, insomma.
E dopo 11 anni, grazie all’abilità dell’avvocato Cerquetti, sono riuscito a ottenere un cumulo. >> Ah, quindi dopo 11 anni sono uscito, non definitivamente sono andato alla casa di lavoro, sarebbe una misura di sicurezza e da lì poi prendevo continuamente delle licenze. Adesso le farò dei nomi, lei mi dirà l’eventuale ruolo svolto da queste persone e i periodi ai quali si riferisce la conoscenza da parte sua di queste persone.
Urbani Gianfranco cosa può dire? Guardi, Urbano, Urbani Gianfranco io lo conosco da qualcosa come 24 anni credo e in coscienza devo dire che Urbani Gianfranco è stato sempre contari ad ogni tipo di organizzazione. Io con Urbani facevo le rapine, voglio dire, prima della banda della Magliana, ehm, c’era un gruppo a Vmelaina che, diciamo, non era Magliana, ma abbastanza forte.
E io in questo gruppo, oltre a fare le rapine con Urbani, spacciavo anche droga. Urbani della droga non ha mai avuto sapere in quel periodo. Poi se in seguito io questo non lo so. Urbani non ha mai fatto parte dell’organizzazione. Tant’è che quando noi stavamo creando questo con Selis, siccome ritenevamo che noi eramo un po’, come posso dire’, sbandatelli, ecco, non so se è il termine esatto, cioè un po’ avventati, avevamo pensato che io lo conoscevo bene Franco, sapev che era una persona di inserire urbani come una persona saggia
e lui si è rifiutato, non >> come consigliori, secondo il film americani e lui si rifiutò. Sì, si rifiutò. Guardi, voglio dire anche questo, ma per dovere di verità, quando io sono uscito nel 94 ho avuto modo di incontrare Urbani e abbiamo parlato di tutto, insomma, lui si lamenta sempre ogni volta, dice che c’entravo io con sta storia? Vabbè.
E io ho parlato di droga urbana e lui mi ha detto si era pine che ama droga non ne voglio sapere. Poi ripeto, se nel periodo in cui io non c’ero, eh >> quello lei deve dire quello che >> quello Certo. Eh certo. >> Carminati Massimo. >> Carminati Massimo era uno degli esponenti più importanti, era tenuto in una considerazione altissima.
>> Che cosa esponente? >> M da quelli che sono i tessaccini. Era tenuto da questi in una considerazione altissima. Ma lei lo conosceva? >> Eh, >> lei lo conosceva? >> Sì, sì. >> Quando l’ha conosciuto? >> Nel periodo in cui stavo fuori. >> Esattamente. Che periodo? >> Da marzo, da ottobre dell’80 a marzo dell’81.
Prima non lo conoscevo. >> No, poi l’ho rivisto perché una volta durante il processo che io stavo facendo la corte della Sagula per l’omicidio di un detenuto, lui è venuto a trovarmi perché aveva qualcosa da dirmi, insomma, sul loro interessamento nei miei confronti. Ma la banda cosiddetta della Magliana e il gruppo di testaccio si fusero.
>> Sì, era tutta la era tutta la cosa. Maiale e tessaccio. Era tutta una cosa, cioè voglio dire, signor presidente, se toccavo uno de testaccio, capisci? Se facevo uno sgarro a uno de tessaccio intervenivamo tutti. All’inizio, quando io parlo dell’inizio della banda Magnana, eravamo cons il termine compartimenti stagni, come si può dire, il tessaccio stava lì, sivano a fare da proporci, ce lo proponeva, lo facevamo insieme, capisce? Dopo l’uccisione di Giuseppucci abbiamo ritenuto opportuno unirci per attaccare i proietti.
>> Ma Carminati, il ruolo di Carminati era un ruolo interno o invece era esterno alla struttura? So che è interno, anche se lui ha un’ideologia politica eccetera, non disegnava di guadambiare con la droga ed altro con quelli di Tessaccio e della Magliana in generale, insomma. No, >> per Nasetti Raffaele, >> eh per Nasetti Raffaele, altri esponente di Tessaccio, m più importanti.
>> Quando l’ha conosciuto? Ma Raffaele lo conosco da tanti anni, abbiamo fatto il carcere, poi insomma ci frequentavamo ai tempi dei locali notturni quando gli anni 70, i tempi delle rapine >> e poi successivamente l’altro >> Sì, sì. Beh, l’ho l’ho rivisto in carcere, poi ci siamo ritrati fuori quando sono uscito.
>> Poi entreremo proprio nel merito delle singole questioni. De Tomasi. De Tomasi, io so che era uno vicino ai tessaccini, ma a livello di usura il ciccione sarebbe, insomma, lo chiamano il ciccione >> a livello di usura. >> Sì, sì. >> Cioè, si rivolgevano a lui per cosa? per per come si posso dire’ per movimenti di denaro.
Nicoletti, >> guardi, Nicoletti, io negli anni in cui ero fuori io era un personaggio conosciuto, sapevo che era amico di personaggi come Tiberio Cason, Nardinocchi stesso, Speranza, però vicino a noi in quel periodo non c’era Nicoletti o ho iniziato a sentirlo vicino a noi durante la mia detenzione. >> In che quando lei dice vicino a noi può essere più preciso? vicino a quelli di Tessacci, insomma, faceva >> Sì, ma vicino in che modo? >> Eh, signor presidente, Nicoletti c’ha una grossa abilità a far funzion a far
muovere il denaro. È sempre una questione di denaro. >> Ma lei risulta che ci sia stata una consegna di denaro a Nicoletti? >> Sì, credo. No, ritengo di sì. E sennò che stiamo a fa’? >> Ma lei personalmente non ha mai partecipato ad operazioni finanziarie? Ah, perché lei stava in car in carcere. >> Ha saputo di qualche operazione finanziaria.
Ce lo può dire questo? >> Eh, >> ci può dire qualche operazione finanziaria che è intervenuto >> No, presidente, non è che quando ci incontriamo in carcere parliamo dell’operazione finanziaria, eh? Parlamo più del modo per poterlo uscire dalla galera. >> Beh, io la domanda gli era passata. >> Vabbè, io ho dato la risposta. >> Io ho dato la risposta.
Simone, >> Simone, so che sempre vicino ai tessaccini per quanto riguarda il danaro e per quanto riguarda il gioco dei cavalli, eccetera. Se non ero Simone è un figlio di un di un medico importante, insomma è una persona che sta bene che capivo che stava a fa in mezzo a noi, insomma. >> Ma erainno alla struttura? >> Sì, sì, all’interno dei testaccini.
È chiaro. >> Bracci lo conosce >> Claudio? Io conosco due di fratello. Comunque quello che ho visto più spesso era Claudio. >> Cosa faceva? >> Eh, io lo so che Claudio era amico di Carminati. i rapporti con me non ne ha mai avuti. Poi insom >> Nicitra >> Nicitra Salvatore sempre nel periodo in cui ero fuori non apparteneva assolutamente a questa organizzazione.
Dopo durante la mia detenzione ho saputo che lui era come dire legato a Renato De Petis, Enrico De Peredis Renatino. A proposito di armi, cosa ci può riferire >> di >> delle armi? Parliamo eh del deposito di armi presso il Ministero della Sanità. Io sono andato tutto >> quello che sa rif eh >> tutto quello che sa lo >> No, io ci sono andato due volte.
Lei >> sì insieme a Colafigli, Sicilia, Enrico De Pedis, eh, Vabbè, adesso non mi ricordo, Sessile, comunque e e c’era un signore che faceva il custode e custodiva ste armi. La cosa che mi è rimasta impressa che lì uno poteva fa pure il tele a segno e non succedeva niente. Insomma, io di queste armi so che questo custode le gestiva dopo che eh la chiave era la portata di eh Sicilia di Colafigli io non ce l’avevo, però non è detto che se voleva andare non andavi non aveva la disponibilità di quelle armi.
>> Beh, mica c mica c’avevamo tutti la chiave, cioè non è che tutti potevano andare a bussare a >> appunto. Chi è che poteva entrare? Lì poteva entrare. Senta, nel periodo che c’ero io entrava con la figlia, entrava a Sicilia, entrava a Pompili, entrava Toscano, a Batino, entrava Carminati, insomma, >> come fa a dire che entr >> Perché ci si andare insieme >> con chi? >> Con Carminati, con questa gente qui.
>> Lei andò in questi locali insieme con Carminati? >> Sì, sì. Ma io non sono andato una volta sola. Una volta c’era De Vedis, una volta c’era De Vedis e con la figlia, una volta con la figlia e Carminati. >> E le armi se le ricorda quali erano? >> Io le ho viste tutte e non mi ricordo. Mica posso descrivere uno per uno.
Insomma, c’erano tutti i tipi d’armi. >> Pistole. >> Sì, sì, pistole, mitra. C’erano delle bombe. >> E per quanto riguarda Aleandri può riferire qualcosa? >> Aleandri? >> Sì. No, io non capisco stantiandoo sempre me. Io non c’entro niente. Ma tu se aver sequestrato Aleando. Comunque chiedono se può riferire qualcosa su Aleandri.
>> Eh, signor presidente, >> se può riferire qualcosa >> di Aleandri. Ma io stavo carcerato, a me mi accusano st Aleandri, stavo detenuto allo speciale de Trani è accusato per quanto riguarda >> 23. Sì, vediamo. Sì, eccetera. Quindi lei su questo episodio non sa nulla o ha saputo qualcosa? >> No, io io me lo sono ritrovato come imputato, ma non come imputazione, ma non potevo assolutamente perché ero impedito. Ecco.
>> E ha saputo qualche cosa comunque in ordine al sequestro di Aleandri? >> Sì, io l’ho saputo dopo. >> Cosa ha saputo? >> Eh beh, non mi ricordo particolari. Non era una cosa che mi interessava più di tanto. Lei, come abbiamo già accennato prima, fu arrestato in per i fatti di via Donna Olimpia. >> Ci può ricostruire i fatti secondo i suoi ricordi? Ci dica tutto quello che sa. quelle di Tonolimpia.
Ehm, è stato più una cosa fatta e così tolta e mangiata, perché eh noi eravamo nel bar di via Cabrera, io Sessili, Sicilia, eh Colfigli e basta. M Io avevo una casa lì vicino a via Gabriera e con la figlia in quel periodo era ospite di casa mia perché col cervello non ce la stava e io ero l’unico che lo sopportava, insomma.
Eh, avevamo avevo invitato la mia donna telefonicamente a preparare la cena perché saremmo tornati a casa con la figli mi ha detto “Aiamo a faare un giro a Donnolimpia, vediamo se possiamo pizzicare uno dei proietti”. Perché questa questo suo volersi muov tutti i costi? Perché c’era Abbatino e Toscano, credo anche nei paese, comunque Abatino e Toscano, quelle che ci premevano più di tutti, che si erano allontanati da Roma per farsi un alibi.
E Marcello mi diceva “Bisogna trovare sti proietti, altrimenti questi non possono rientrare.” Siamo andati a fare un sopralluogo, se così si può chiamare, e abbiamo trovato padre e due figli e abbiamo detto se ci lasciamo scappare stasera, insomma, un bel prendere questo. E ci siamo allontanati dal posto per cercare Paradisi che doveva portare la macchina.
Pernasetti non è voluto venire perché era impegnato e quindi ci siamo legati sul posto io per io con la figli e e Paradisi. Vabbè, poi tutta una serie di cose che fa con la figlia quando >> Abatino era presente su posto? >> No, assolutamente. >> Perché Abatino ha riferito per >> Abatino ha riferito che lui si trovava in una vettura con funzione di appoggio, di eventuale appoggio.
>> No, no. Assolutamente no. No, guarda, eravamo io, ripeto, Paradisi, eh, a Mabadini era fuori, fuori Roma, addirittura insieme a Toscano. Con la figi >> io è Paradisi, basta, non ce n’era un altro. Doveva venire Parnasetti, ma non è voluto venire perché era impegnato. >> Perché era impegnato? >> Credo che doveva avere un contatto di droga, qualcosa di simile.
>> Come le ho detto Abatino, invece dà la sua non esisteva proprio. Vabbè. Poi sono successi degli episodi dentro l’appartamento. Io ho chiamato dall’appartamento circondato, ho chiamato Sicilia. In un appartamento insieme con Colafigli, è vero. >> Insieme a Colafigli e Cola figlia e basta perché il Paradiso era dentro l’appartamento. Chiudete la porta.
Lei cosa ha fatto dentro l’appartamento? >> Niente, io mi sono preoccupato di Marcello perché era ferito, dico la figli e poi di rintracciare alcuni avvocati. ha telefonato. Allora, ci racconti le telefonate che ha fatto? Io ho fatto una telefonata a Sessili spiritosa dove dicevo lui mi diceva sbrigati dicevo sì >> dove a quale numero? >> Al bar Chiabrera.
>> Al bar di via Chiab. >> Sì, di via Chiabrera dove lui mi diceva sbighet a venire. Dice vabbè se vedemo fra 20 anni qualcosa >> ha parlato con chi? >> Con Claudio Franco Sestili. >> Sì, con Gianfranco Sestili. >> Sì. Poi ho telefonato, mi ricordo se pure a Sicilia, comunque. Poi ho parlato con l’avvocato Ventre.
eh con l’avvocato Ventre dove lui mi diceva “Vabbè, io per intervenire devo avere una tua richiesta di ai poliziotti che voglio l’avvocato Ventre e io vengo.” Poi invece sono riuscito a rinsacciare, adesso mi ricordo come l’avvocatissa Buresti, il quale punta sul posto. >> Sì, mi dica meglio il ruolo di Paradisi.
Paradisi stava dove? E >> Paradisi doveva essere la guida della macchina. >> Quale macchina, signor? >> Una 128. E da dove proveniva questa macchina? >> Prego. >> E la provenienza di questa 12 >> era rubata. >> Si ricorda da chi era stata rubata? >> No. >> Quindi Pernasetti non ha partecipato perché era impegnato in una vicenda di droga.
Sì, >> questo ha detto lui. Io poi non lo so perché m’hanno arrestato. >> Sì, lei l’ha saputo da lui di questa >> No, no, ma lì per lì quando io ho detto, “Guarda, noi andiamo a cercare i proietti”. Lui mi addirittura sembra una retorica, ma mi ha fatto giurare su mia madre che non sarei andato. >> Lei ha conosciuto Casillo e ha conosciuto un tale di nome Iacolare.
>> Corrado Iacolare. Sì, Cotuliano. Sì. >> Allora, ci racconti tutto quello che sa a proposito di questi due individui in relazione a movimenti di droga? >> Visto? No, io l’ho visto un paio di volte per uno scambio di droga con quell’altro che è saltato in aria, Casillo. È saltato in aria perché tutti sappiano cosa significa.
Cosa vuol dire saltare in aria? >> Certo. A prima valla con la macchina hanno messo la bomba. >> Hanno messo una bomba nella macchina e quindi tutto è saltato in aria. >> È un bel rumore. >> Bene. E allora parliamo. >> E no. E niente, abbiamo avuto perlomeno quella volta uno scambio di droga, 1 kg di eroina con 1 kg di cocaina. Poi c’erano state delle rimostranze da parte loro.
Comunque io e poi una volta credo che ci siamo andati siamo andati insieme con una donna a casa che avevo io una donna portata dal cugino Sicilia. >> Esattamente. Che cos’era questo stupefacente? Lei ha parlato di un movimento di stupefacente. >> Sì, ci siamo incontrati io a Batino, toscani e con la fig i solidi, insomma. >> Sì, che cos >> con questi napoletani >> dove? >> Ah, non mi ricordo se è prima vale.
Adesso non non ho e no poi, aspetta, c’era quell’altro napoletano, erano tre, Oreste Pagano. >> Sì, >> un camorrista bresciano, napoletano che sta a Brescia. E niente, abbiamo fatto questo scambio di droga. Ma era avvenuto, guarda, avvenuto >> di droga. Che tipo di droga? >> Eroina, cocaina.
Signor presidente, io ti do una cosa a te e tu mi dai una cosa a me. Eh, >> voi avete dato che cosa? >> Io noi abbiamo dato, non ricordo se l’eroina o la cocaina e loro hanno fatto, ecco, tutto questo scambio qui. >> E il peso quant’era >> il >> il peso? >> No, ma chi se ricordi per >> Ma poco o molto? >> No, no, è abbastanza.
però era era sopravvenuto una discussione tra noi, ma adesso non mi ricordo, ma più per una questione di principio che altro, ecco, per non per disaccordo, una questione di principio che noi non volevamo sta sotto, insomma, non volevamo far vincere i napoletani, loro non volevo. >> Sì, com’è che avete avuto questo contatto con questi napoletani lei, voi tutti, >> cioè io con la fisia battale motivo? >> Ma adesso non mi ricordo, ma per una questione di principio del tipo io volevo i soldi, tu >> no. Perché avete avuto i contatti?
>> I contatti, >> sì. Nel quale qual era la ragione che spingeva i contatti? >> Contti beh, i contatti l’abbiamo avuto per affari di che poteva interessa un’organizzazione criminale. Sì, qual era qual era il vostro vantaggio? >> Il nostro vantaggio, vabbè, se io sono sprovvisto di un certo tipo di droga, mi rivolgo ai napoletani, si sono sporvisti loro si rivolgono a noi.
Qual è il vantaggio? >> Siccome che siete entrati in contatto con questi napoletani, >> credo Sicilia perché era il cugino di Iacolare. Ah. Ma poi non, insomma, non c’è andare a dimentica, anche se poi i rapporti con Cutle si sono rotti dopo l’omicidio Seris, che comunque sia, insomma, già c’erano stati incontri con Cutolo dove credo che abbia partecipato Toscano con la Figli in quel di Fiugi, se non ricordo.
>> Quindi quante volte lei ha visto questo movimento di di droga? >> Una sola volta. Le risultano altri movimenti. >> Eh, certo. Io poi non è che stavo sempre lì a fa movimenti de droga, lì ci pensava Sicilia per lo smercio e i contatti della droga. A proposito della morte di Leccese e a proposito della morte di De Peris, >> di De Pedis, >> di Selis Nicolis, >> cosa ci può riferire? >> Sulla morte di Selis >> e di Lecces e di Lecce >> M su Selis che ha partecipato? Come è avvenuto? tutto quello che lei ricorda.
Eh, Selis era diventato, come si suol dire, un gargarozzone, uno di quelli che non si accontentava mai, uno di quelli che faceva il quattro all’otto. Nel senso a noi ci diceva Lucioli è tanto cattivo, poi invece lui con Lucioli ci guadambiava i soldi. Insomma, voglio dire, era diventato insopportabile su atteggiamenti capeschi.
Una volta ci diceva ad ammazz’ bruciati e non si capiva perché. una volta chiedeva una determinata somma in se cap, insomma era un po’ esoso sia nelle richieste finanziarie e non e gli era nato questo contrasto soprattutto tra Mancone Libero Mancone che era il referente di Selis in quel di Ostia Cilia e il Sis stesso con il toscano pure con l’abbatino, ma soprattutto con il Mancone e quindi era stato deciso di ucciderlo perché ormai è diventato eh Toscano, Mancone, Toscano con la Figli no, no pardon, con la Figli Toscano e Abatino presero un appuntamento con lui,
andarono a casa sua, insomma gli fecero un bel lavoretto, eh, lui si convinse a venire all’appuntamento da Mancone per chiarire e in quella casa. Aspetti, allora prendi l’appuntamento. Prendo un appuntamento. >> Sì, preso un appuntamento in >> dove? Una piramide, qualcosa simile, insomma. Vabbè, in un posto.
Io adesso non lo so se poi a me mi dic piramide, sono andata da un’altra parte. E lì ad attenderlo c’era eh Colafigli mh Toscano e Abadino. Lo portarono in villa dove ci trovavamo io, Mancone e casualmente ci si è venuto a trovare uno di fratelli Carnovale che se la memoria non mi inganna dovrebbe essere Vittorio. Entrato Selis fatto ci siamo scambiati due battutine.
Ehm eh Abatino ha tirato fuori da un cioccolatino, da una scatola di cioccolatino, una pistola 22 silenziata e gli ha sparato in testa. M poi dopo di questo sono entrati che erano a tendere fuori comunque a Badino sono entrati Abruciati, De Petis, Pernasetti e Paradisi. Io, siccome Lecces Cesi era riuscito, era andato via, non era caduto nel tranello, bisognava eliminarlo, io eh Toscano, Abruciati e De Pedis, ci siamo allontanati.
Io e Toscano con >> dopo la morte di SIS. dopo la morte di Sen appena fatto, insomma, >> eh, abbiamo deciso che era dovevamo ammazzare le cese perché sennò avrebbe detto chi aveva gli appuntamenti, insomma, avrebbe confermato degli appuntamenti. Allora, ci siamo recati immediatamente dopo l’omicidio leccese. Io ripeto, io a Bruciati, De Pedis, toscano, nei pressi della casa di di Leccese, io e Toschiani siamo andiati con una 112 di Mancone e abbruciati e de Petis con una moto.
Arrivati sul posto, prima l’avevamo intercettato, sapevamo che firmava Lecces, l’avevamo in caserma, l’avevamo intercettata per strada, c’è riuscita a sfuggire. Io conoscevo la casa e siamo andati a postarci lì. Toscano se n’è andato immediatamente e sul posto siamo rimasti io, a Bruciati e De Petis. il il leccese è arrivato e mentre chiudeva lo sportello della macchina io mi sono avvicinato e ho sparato i primi due colpi.
Poi è usciti nell’immediatezza, ha bruciati gli ha sparati delle altre e nel frattempo de perdisi con la moto faceva il giro da dove si era appostato, ci raccoglieva. Ci regavamo a casa di mia madre che abitava nei pressi a San Basilio. >> Avvocato Minghelli, dica che il presidente è impegnato. >> Sì, Sia, mi dica una cosa però.
Quanto tempo passò fra la morte di Selis e l’esecuzione di >> Quanto tempo? Passò fa una bella fatica oggi. Eh, >> quanto tempo passò fra la morte di Sis e l’uccisione di Lecce? >> Ma poco perché il tempo di arrivare e credo che il Leccese firmasse alle 6:00, ma roba di un’ora, un’ora e mezza, due, non lo so adesso quanto.
>> Questo intervallo un’ora un’ora e mezza. >> Sì, sì, sì, sì. Eh, fatto eseguito l’omicidio leccese, ci siamo recati a casa di mia madre e siccome noi dovevamo rientrare alla Garbatella per abbruciati era un rischio portarsi le pistole dietro. Allora io ho incaricato e lui voleva darla a mio fratello Giancarla, lasciarla a casa di mia madre.
Io era contrario, ma che stiamo? Ho ammazzato una persona e lasciamo vabbè lui ha detto che la mattina saremmo andati a riprendere. Allora io ho detto a mio fratello se gentilmente me le custodiva custodiva se se la mattina presto non saremmo andati a ritirarle lui non sapeva cosa c’avamo fatta naturalmente lui poteva andarla a buttare e così ha fatto e so che l’ha buttata in un fiume dalle parti del quartiere San Basileo sul al Tevere. Nel Tevere.
>> E il corpo di Selis che fine ha fatto? >> Ehm alla alla buca abbiamo provveduto. State alle parag di Ostia di Acilia. Abbiamo provveduto io e Mancone eh alla soportura. Credo che sia andato il Mancone stesso e non so chi altri in co insomma. Comunque la buca l’abbiamo fatta io e Manconi. >> Se ben ricordo a Abatino parte da un momento diverso per quanto concerne l’azione leccese, la fa partire nel momento dell’appuntamento quando Seris si lega la fiera di Roma accompagnato da Sis.
No, signor presidente, io avevo degli avvocati abilissimi e sono riuscito a a dimostrare che io non c’ho il senso, c’avevo il dono dell’ubicazione. No, io c >> Siete partiti dalla casa di Mancon? >> Sì, sì. No, guarda, io ho parato all’omicidio Elis e ho ucciso le Cese. Io so dove sono le pistole. Domani volete fare in sopralluogo.
>> Dovrebbe essere più preciso per quanto riguarda la posizione Pernasetti e per quanto riguarda la posizione Paradisi in relazione a quest >> No, per Nasetti. Per Nasetti. Ab bruciati de pedis paradisi sono entrati dentro la villa di Mancone a cose fatte. >> Sì, ma dove stavano prima? >> Eh, non lo so.
Certamente non stavano a fare l’omicidio leccese, questo è chiaro. Io non lo so. >> Quindi sono intervenuti quando il fato era già avvenuto, >> quando le quando tant’è che >> Ma lei sapeva che stavano nella zona? >> Sì. Tant’è che ha bruciati al solito suo, siccome era uno che non si fidava di nessuno, ha ragione perché aveva subito tanti tradimenti in vita sua, entrò in villa con le pistole Entrarono in villa con le pistole in mano.
>> Sì, ma io volevo vorrei sapere se queste persone sapevano del del progetto eliminazione Selis. Di certo, signor presidente, >> perché Certo. >> E certo perché il Selis, una de delle cause che ha scatenato l’omicidio Selis è stato pure il fatto che lui ci aveva chiesto all’interno delinterno del carcere di uccidere bruciati.
>> Sì. Di uccidere bruciati. E lì Ma che Aspetta, poi farà tutte le domande. Ma ma perché Paradisi e Pennasetti erano collegati ad Abruciati? Certo. >> Ecco, ci dica perché erano collegati, >> erano compagni di gruppo del testaccio. >> Signore avvocati, se siete d’accordo, altrimenti veniamo a lunedì.
Io vorrei dare la parola al pubblico ministero. Non c’è niente che incontrare da parte vostra, ma siccome mi ero impegnato prima a proseguire. Allora, oggi diamo la parola PM e la prossima udienza a voi. Pubblico Ministero vuole fare le domande >> delle persone che non sono >> può rimanere seduto, l’importante è che avvicini il microfono.
>> Troppo alto per quel microfono. >> Allora, ecco, se rammenta una persona, cioè Busato Fausto. Fausto Busato. Questo >> io non lo capisco. >> Fausto Busato. Ma signor presidente, potrebbe fare un’altra piccolo sforzo? Mi fa le domande lei è più vicino, sento meglio. Sì, sì, sì. Il pubblico ministero ha chiesto se lei ha conosciuto >> Fa Fausto >> Fausto Busato.
>> Busato, uno degli infusato. Ecco, >> sì. >> Ecco, quando risale questa conoscenza >> all’interno del carcere. >> In che periodo? >> Eh, 84 85. Ma quello nel periodo in cui facevamo i processi banda dalla Maiana che io mi trovavo a Roma perché ero sempre detenuto fuori le Bibbia, fuori regina ceri insomma. >> Oh, vai ha ha mai avuto rapporti con il vostro gruppo? >> Raporti aveva interessato ha avuto mai rapporti col vostro gruppo? >> Abusato. Busato.
>> Sì, >> Busato era il pupillo di Marcello con la figli. È stato il periodo che era un pupillo di Marcello Colfigli. >> Sì. Ecco, ma come oltre a essere il pupillo, cioè come ha partecipato in qualche modo che lei sappia ovviamente >> era vicino a Colafigli e un altro non dal momento che si è vicino a Cola figli vuol dire la pensi con la figli, no? Senò la pensi, signor Mancini, il pubblico ministero vuole sapere se Busato, se lei risulta che Busato abbia compiuto delle azioni.
>> No, io so che ha prese No, io non lo so cosa ha compiuto perché non c’ero. >> Questo voleva >> io so che ha preso rivolverate quando ha anzato, insomma, insieme a con la figlia altro. Poi ecco e stessa domanda per Dinzill Antonio. >> Inzill Antonio. Inzillo Antonio. >> Antonill Antonio >> Dinzillo. >> Dinillo.
>> Ah, Antonio Dinzillo. Antonio Di Zillo era forse quello che con il quale con la figli è più legato. >> Eccola. >> Eh beh, per Cola Figli ha fatto Dinzillo. Eh >> ecco se ci spiega ancora cosa ha fatto e soprattutto a quando risale questa conoscenza. sempre all’interno del carcere. Loro si sono conosciuti nella sezione psichiatria di Le Bibbia e da subito lui ha avuto un amore per >> che anni potevano essere? Che anni che periodo >> sempre quei periodi là in cui noi venivamo a Roma per dei processi e quindi con la figlia lo mettevano nella
sezione eh OPG, insomma. >> Ecco, che rapporti hanno avuto con la Flina. Senta, io quando ero fuori e quella l’unica persona che mi ha mandato valida, anche se poi vabbè, qui non siamo a fa’, è stato Dinillo proprio. Era era la vita sua Dinzillo per con la figlia. Non so se è il caso dirlo qui perché. >> Sì, sì.
>> Eh beh, perché Dinzill ha ammazzato De Petis, poi guidava la moto che ha ucciso De Petis. Eh, ma anch’io, anch’io prima di di questa rottura, prima di aver scoperto una serie di cose, Dinzillo lo vedevo perché fra Depis che uccide Toscano e Dinzillo, cioè voglio dire io ero più amico di Toscano perché a Deptisi lo responsabilizzavo di averci abbandonato per negli ultimi periodi in carceri, quindi anch’io vedevo bene Dinzillo, ero grato a Dinzillo per aver vendicato Edoardo.
Eh, si figuri con la figlia quale insomma era una cosa un po’ più diretta perché era lui fuori, non io. >> Che sia sempre a conoscenza sua e nel periodo, diciamo, noi arriviamo fino all’89, tutto all’89, diciamo, oggetto del processo >> fuori del carcere ha agito in qualche modo Dinzillo nell’interesse di Colafiglio o della banda.
Ha fatto qualcosa di specifico che lei sappia >> con chi? Dinzillo fuori del carcere, ovviamente. Siamo nell’89. >> Ah, io so che Dinzillo ha fatto due cose, eh. Qual è la banda, perlomeno quella buona, dovrebbe essere grata. Sicilia è de Petis. >> Cosa ha fatto? >> Ha ammazzato Sicilia insieme a Gennaro Mman, >> insieme a Gennaro >> Mockman, >> Claudio Sicilia, Senan.
e poi lo fa, è un è una persona che lo fa eh senza senza o perlomeno non lo fa principalmente per una questione di denaro, cioè lui non fa una cosa dicendo, pensando domani guadambio, no, lui lo fa perché proprio eh >> perché fu ucciso Sicilia, >> presidente, è come se m’ammazzasse la mezzomattina perché eh beh, insomma, con sto proprio cose, insomma, eh perché aveva collaborato con la giustizia, ma insomma Sicilia ha diverse poi a differenza di me che io non ho rubato nessuno, non ho derubato nessuno, mi sono fatto 20 anni di cavera
con la massima dignità. Sicilia, insomma, c’è stato un periodo in cui ha rubato Manassa sulla banda, insomma. Ecco, tutti i soldi erano i suoi. Eh, ma io credo che sarebbe stato ammazzato lo stesso, eh, anche se non diventava collaboratore, poi il fatto che è diventato pentito, infame, come si dice, in mezzo ambiente era, insomma, un motivo validissimo, come io riterrò un validissimo nel momento in cui avranno dare una rivolverata a testa, per quelli la pensano una maniera e ho fatto un’altra scelta, insomma. Ecco,
>> ecco. Ecco, introduciamo un attimino il discorso di Sicilia. Dice che ha rubato, no, a Manassa Sicilia. >> Cosa ha rubato? E e con che modalità >> perché gli addebitate? >> Vabbè, posso fare un esempio? >> Un discorso di quadro. Ecco, >> no, un esempio. >> S tessaccio scarica ipotesi 3 g di eroina, ne dà 1 g e mezzo a Sicilia e gli dici questa dividoli con i tuoi compagni che sarebbe Mancini con la Figli Abadino Toscana.
Invece Sicilia se prende tutto insomma ecco questo è. Sicilia gestiva il danaro con Travaglini e lui se interessi si viava lui, mica ci dava a noi, insomma. Ecco, sì, lui >> ecco ci spiega un attimino. Ecco, Sicilia è fuori del carcere, quindi no, molti di voi sono detenuti. >> Sì, >> Sicilia è fuori. Parliamo di un periodo in >> Ecco, come contribuiva, diciamo, per quanto riguarda le famiglie, il sistema qual è >> se ci descrive il sistema grandi linee? Guardi, io da quello che contribuiva, passando la cosiddetta settimana pagando gli avvocati, anche se non crede
che gli avvocati siano arricchiti con noi, perché tutti stessi soldi ne avranno presi. Comunque contribuiva, solo io avevo bisogno di 10 dute per poter avere un gruppo di detenuti a fianco. Lui mandava 10 dute, che so c’è stata una grossa spartizione per della droga avuta dai Tessaccini Sicilia nella misura credo di qualche miliardo, fra i quali 400 milioni miei sono andati a Toscano essere tenuti, non ho visti.
E quindi, insomma, voglio dire, >> ecco, si spiega il sistema come funzionava fra detenuti e gente che erano fuori, cosa cosa era dovuto al detenuto o per lui alla sua famiglia? Sì, cioè da detenuto mi spettava la cosiddetta settimana, il pagamento degli avvocati, eh quello che potevano essere le esigenze sanitarie eccetera, se c’era da fare una mossa, se mossa c’era, perché poi se mi lantava più che altro all’interno del tribunale, quindi qui era fuori doveva contribuire.
Se è vero che l’avvocato gli ha chiesto o il giudice glhava chiesto, non so se riesco a spiegarmi. Questo era il compito di chi stava fuori. C’era Toscano, c’era Badino, anche se poi Abadino, insomma, pure lui ha contribuito a a rubacchiare. C’era Toscano, tutto procedeva bene, tutte le famiglie ricevevano.
Arrestato Toscano >> non si è visto più niente, insomma. Ecco, poi devo dire e anche perché questa può essere un’accusa, ma per me è un complimento. Per Nasetti era uno che stava vicino alle famiglie perché, insomma, in mezzo alla malavita è uno che ci sa stare. >> Va aiutato. >> Sì, sì. A me perlomeno io, anche se adesso lo sto accusando a malin cuore, purtroppo io faccio il collaboratore, prima facevo l’umersà e insomma faceva un’altra cosa.
Anche io devo fare questo perché Abazino ha fatto dei verbali dove a me mi scagionava ed io in quel momento gliel’ero grato, ma dal momento che decido di fare il collaboratore dico la verità perché eh io mo parlerò per bocca mia, ma comunque l’irriducibile oggi possono essere i collaboratori di domani e io ancora non credo che sto a collaborare, però lo sto facendo, eh.
Senta, passiamo a qualche altro personaggio. I fratelli Shoscia si distinguono in Shosha Bruno e Shoscia Giovanni. Se li conosce che rapporto? >> Io conosco Shosha che faceva >> quale Shoscia? Quello che faceva il medico a Sant’Eugenio. L’ho conosciuto perché durante la mia detenzione alla casa di lavoro Cimino, a noi ci serviva un medico che facesse fare dei referti e non so Marcello Colfigli, non so Sicilia, insomma uno di noi conosceva Felicioni o comunque più di noi conosceva Felicioni, il quale a sua volta conosceva Shoscia e si è
interessato a far ricoverare mia madre a Sant’Eugenio, dove io con questo ricovero ho potuto tenere eh maggiori giorni di licenza. un periodo maggiore di licenza per >> l’unico rapporto che per quanto la riguarda >> per quanto riguarda me io poi non non >> per averla preso dagli altri >> no non non so che era uno che intralasszava la banda, però non nessun altro specifica a conoscenza >> i simmi Giovanni, i simmi Roberto e Simmi Tiberio.
>> I simmi. >> I Simmi. Guardi, io i simmi in tutta onestà, la prima volta che li ho sentiti, li ho sentiti durante il blitz da Badino. Non me non mi dicevano niente, perlomeno se n’era stato parlato, non mi sono rimasto impresso. >> Vanni Terenzio Terenzio Vanni. Terenzio Vanni >> Vanni. >> Eh, >> no, rispondo perché sono >> Ah, si sente. No, non so chi sia.
>> Non sa. Senta, poi passiamo a Zumpano Domenico e Zumpano Francesco. >> Eh, Zumpano Domenico e Zumpano Francese. >> Vabbè, erano ehm erano spacciano la droga, ma più che altro a livello de sciafferaggio, insomma. Sì, spacciavano la droga, però stavano a comando di tessaccini, cioè non potevano prendere iniziative loro.
>> Erano un rapporto di dipendenza. >> Sì. Una volta, per esempio, siccome si lamentavamo appunto per questo abbandono da parte di De Petis, io con la FI di Toscano, durante la sosta di un processo, una cella di dire Bibbia, noi abbiamo affrontato lo Zumpano, appunto, perché sapevamo Zumpano quello riccio imbriagone, adesso non mi ricordo nemmeno come si chiama, eh abbiamo affrontato il Zumpano perché volevamo sapere, visto che eramo a conoscenza delle sue eh qualità con i con dei suoi rapporti tessaccini, quando
guadambiassero i tessaccini con le video eh slot machine. >> Sì, >> lui ci disse vero, attorta aveva portato anche 180.000 al giorno >> con i con le machine, >> con le slot machine, il gioco e altro. Questo ci ha detto a me con la figlia del Toscano. >> E chi lo questo gioco chi lo gestiva? Allora, >> questo questi giochi slot machine, video poker chi li gestiva? Gestiva Maragnoli, Carminati, De Pedis, M per quanto riguarda Testaccio, insomma, quelli di Testaccio, c’è Cassani, adesso ricordo anche libero angelico
detto Rufetto. Libero. >> Io prima nessuno me l’ha suggerito, me lo ricordato. Io prima me lo ricordavo come libro Rufetto, sono prominato libero angelico detto Rufetto. Questo era al chille personale dei testacini, insomma colui che avrebbe ammazzato Toscano. Senta, ecco, proprio di questo, Nicitra successivamente iniziamo nel periodo della sua guarda, io devo essere onesto, Citra ha sempre negato la conoscenza di Conte Pedis, ma era come un Vabbè, per quell negata con lei personalmente. Con lei personalmente.
>> Sì, sì, con me ha sempre negato Nica, >> chi è? Dove l’ha conosciuto? parole delle nostre conoscenze dicevano qualche altra cosa. Per esempio, io sapevo che Colafigli durante eh la sua fuga dallgio Emilia aveva avuto un incontro con Nicida, appunto perché sapeva che Nicid in quel periodo stava vicino a Tebetis.
Siccome con la figlia aveva un buon rapporto all’interno dei manicomi con Nicitra, lui se l’è mandato a chiamare l’appuntamento e gli ha detto “Insomma che intenzioni c’hai? Fagli il 4 all’otto oppure sei neutro?” Ecco, Nicidra ha assicurato la sua neutralità. Adesso però insomma uno che con la fenò va a piat per tonicida si incentra niente con dei pensi me pare un po’ Beh, poi il resto sono ecco.
Ah, sì, ecco. Duci Duci Santo Santino gioielliere. >> Credo che sia che era un gioielliere. Eh, >> per rapporti ecco prima di tutto se ha avuto lei rapporti di carattere personale oppure Sì. Io no, io non lo conosco, >> però eh so che eh riciclava gioielli rapinati eccetera da soprattutto dai fascisti. >> Ecco la fonte di questa sua conoscenza.
Come come sa questa cosa a lei >> di questa >> sì >> che una volta eravamo nella sezione speciale di Re Bibbia e c’erano dei ragazzi della destra Cavallini, Giuliani, adesso non li ricordo, insomma c’erano un bel po’ Rossi, adesso non li ricordo tutti e questi mi pregarono affinché io riferissi all’esterno, attraverso la mia compagna di mandare qualcuno, qualcuno in modo particolare Carminati da questo Tucci, Tucci, Tucci, come si chiamava e per poter avere o la istituzione di gioielli, oro e quant’altro si era si
era appropriato o comunque il pagamento. Queste sono le mie conoscenze su questo. Ducci >> si fermo. >> No, niente. Le persone del rit abbreviato erano >> la settimana di cui lei parlava a quanto ha montato? >> La settimana >> a quanto ha montato? >> Ma all’interno del carcere? >> Sì.
Beh, secondo le esigenze, ripeto, c’era fuori Toscano, eh, era una cifra perché Toscana era più champagne nei primi tempi, quando poi interveniva questa cifra qual era? >> Senta, signor, io potevo chiedere tutto. Io chiedevo, io ero uno di spentacioni, insomma, perché belle somme, non lo so. >> Ma capisci, è tutto relativo, milione già moto per poco? Ma non lo so, una settimana c’avevamo bisogno di una cosa, una settimana di un’altra.
Cioè, se io una settimana gli dicevo, eh, questo sta settimana c’ho bisogno di un orologio da regalare alla guardia di custodia perché ecco, e non lo so adesso poi, signor presidente, se io sto io ero detenuto, ero uno dei pochi detenuti sempre fuori dalla da Roma e la mia la mia moglie è chiaro che c’ aveva bisogno di una cifra maggiore, aerei, treni, per nottam media in albergo, capisci? Quindi >> qua 1 milione, 2 milioni, 3 milioni, ma andava a lavorare per 1 milione.
Ma andavo a lavorare per 1 milione. >> Eh beh, 5 7 10. Ripeto, io non lo posso dire perché questa settimana non mi occorreva nulla e quindi mi accontentavo del mezzo milione che mi mettevano alla porta, della tuta, delle scarpe che mi portavano e del pacco. La settimana dopo darsi che avevo bisogno. >> Senta, ma lei aveva tutti questi soldi in carcere? >> C’avevo >> tutti questi soldi.
Glieli portavano in carcere? tutti quanti il mezzo milione. Vabbè, sì, >> quello che serviva questi. Certo. Per esempio, c’è cosiddetti libretto a interno dove la famiglia deposita il danaro e poi io ho bisogno di orologi, ripeto, per poter agevolare la gente di custodi che a volte mi aggevolava nei movimenti, oppure regalare cinque duti alla nuova famiglia, perché ci poteva essere rischio che arrivando un cutuliano, vista la storia de Selis mi arrivavano sette coltellate.
Ecco, quindi non posso specific’are la somma settimana per settimana. E >> quindi tutto questo accadeva perché in carcere lei aveva una certa libertà di movimento. >> No, in carcere accadeva perché uno cercava di sta meglio. >> Non si capisce quasi davanti al microfono. Vogliamo capire >> eh capito sempre soltanto adesso. La frase è risultata smorzata. Sì.
Cosa diceva allora? Queste mie richieste servivano solo per rendere la mia ditione meno pesante. >> Sì, questo dal suo punto di vista, però dal punto di vista del carcere lei doveva avere dei controlli. >> Sì, ci sono i carceri che controllano i carceri che fanno rire, insomma. Poi nelle detenzioni c’erano gli alti e bassi, c’erano periodi in cui con quelli che erano i miei compagni all’esterno, quelli che veramente si interessavano alla mia persona, magari riusciva a trovare un trasferimento in un carcere più F. C’erano periodo in cui
il ministero stringeva di più, quindi rimaneva i doveri. Ecco, >> senta, ma quando lei è uscito nel 92, per questo 93, questo cumulo che ha detto, ha ripreso contatti con alcuni vecchi, non c’era nessuno fuori, >> quindi la situazione era >> Sì, ormai c’era più niente, insomma. mi sono avvicinata ad altre persone >> e se lei dovesse questo non ci interessa, se lei dovesse dire quando è finito tutto di queste organizzazioni che lei ha raccontato, non lei è in carcere, a un certo punto ha la sensazione che non ci sono più queste
bande o non contano più come prima o non esistono più. Quando è accaduto questo? Mh. Beh, nell’808586 io ancora avevo il sostegno di Trullo, Tufello, eh Testaccio, Maiana. Poi no, poi continuava a pensarci sporadicamente De Pedis in modo più eh serio con la Figli anche lui dal carcere >> e quindi le strade diciamo della Magliana e del Testaccio erano diverse per voi sapevate che erano ciascuno ormai erano chiuse, no? Poi con l’omicidio con la morte di di di signor presidente e signor consigliere durante il processo alla banda già sarà stata
stabilito che De Pet doveva essere ammazzato sotto le celle del tribunale, quindi allora c’era finita. Ecco, c’era quel buon vis cattivo gioco, ma non c’era più niente. E su eventuali rapporti di componenti questi del gruppo della Magliano, del festaccio con agenti delle forze dell’ordine, puoi puòi riferire qualcosa? >> Sì.
Allora, lei mi ha chiesto agenti de forze dell’ordine, poi >> in generale >> eh >> in generale >> devo fare i nomi. >> Sì. No, preferisco non farli perché domani ho un interrogatore. >> No, aspetta, nell’ambito nell’ambito di questana >> nell’ambito di questo processo, >> in relazione a questi imputati, >> ci sono alcuni imputati? >> Beh, io sì, sapevo a Minnella era un maresciallo di carabinieri la polizia.
No, non non del dei Carabinieri. Qui abbiamo imputati che non sono dell’arma dei Carabinieri. Sentiamo dire, però >> comunque cosa c’ha da dire? No, io non vorrei che rispondesse per questioni che non riguardano il processo. Chirelli Italo Walter lo conosce >> il >> Chilelli brigadient >> era sa quello che aveva venduto il mitra. Aveva venduto.
>> Ma cosa sa lei su di lui? >> So che aveva venduto un mitra, signor pres. >> Sì, ma chi gliel’ha detto? >> E in Sicilia me l’ha detto chi l’ha preso sto mitra? Eh, poi su di lui non salto. >> Io non l’ho visto mai sto livesto. So che veniva so che veniva a >> a via Chiabrera, ma io mica stavo sempre lì.
Anzi, io non ci stavo mai perché non >> Ma lì l’ho visto. >> Io non lo so se l’ho visto lui. Sio che arrivava lì, io non me lo ricordo. No, non l’ho visto. C’erano degli agenti che prendevano anche loro la settimana. Guardi che quando io sono stato arrestato insieme, io sono stato riarrestato dopo un’evasione della casa di lavoro, m ci ci fermarono al trullo, eravamo io, Mancone, Carnovale, mh vabbè, Castelletti, Picone, Giuseppucci, i nomi stanno lì.
con la figli venne la la pattuglia della della polizia con la figli mostrò un documento falso. Mostrato documento falso con la figlia una cosa ritoscono tutti e il poliziotti ha detto gli aveva chiesto di ripetere il suo nome con la figlia capito che ha smaronato i insomma è riuscito a convincere questi agenti a non denunciarlo per quel documento promettendo una determinata cosa.
So che poi gli sono stati dati a questi degli orologi o qualcosa di simile. Ecco, questi stessi agenti si sono lamentati perché ad altri agenti che io non conosco non funziona. Ad altri agenti che io non conosco invece erano stati regalati dei BMW. Questo io sentivo dire. Eh, è in grado i >> ecco, di indicare i nomi, non non li può indicare.
>> Però se lei va al che ne so alla centrale e vede chi è che ha fermato e ha portato quel giorno in questura Mancini Antonia e con la figlia di Marcello, eh, vedrà chi erano sta gen che ha uno suo fruito di questi oggetti. >> Che epoca era? Eh, nel 79, a fine 79, metà 79, in nella prima nella mia prima licenza, dove sono stato poi di 20 giorni perché poi mi hanno subito riarrestato.
>> C’è qualcosa che non ha detto >> adesso >> e che può essere che non ha detto negli interrogatori del pubblico ministero del giudici istrutor? Una volta ho fatto il confronto con Luci, ho detto raccontata Gerusalemme liberata e non sapevo quello che raccontavo io. No, ho detto tutto. >> Perché si è pentita >> qui senza fare io mi sono pentito perché veramente ho scoperto qualcuno in gabbia lo sa cosa significava per me l’ertà ma quella vera. Ho scoperto valori veri.
Sono innamoratissimo di di mia moglie, sua moglie >> mi sono reso conto mi sono reso conto che quello che doveva essere un’organizzazione d’un pugno era diventato un fatto di sangue e chiacchiere. Si ammazzavamo uno con l’altro, poi omicidi strani che non riuscivo a capire. Non c’era più aiuto fra un compagno e l’altro, ripeto, tutte questione di chiacchier.
Poi io mi sentivo strumentalizzato perché vedevo in televisione persone che a me mi devono dire qual era il bene e qual è il male, quando io so che magari qualcuno di noi con quella persona c’aveva contatti non certo per andare a prendere il caffè, ha capito? Ma io c’ho una nausa. Sicuramente non l’ho fatto per Danaro, questo è assolutato.
E né per vigliaccheria ci tengo. Io l’ho fatto né per danaro né per vigliaccheria. Ho fatto sta scelta. >> Vabbè >> più questo >> pubblico allora. E per quanto riguarda sua moglie è Moretti Fabiola. Come si chiama sua moglie? >> Fabiola Moretti. No, guardi, signor presidente, io vorrei pregarla di una cosa.
Eh, qui io debbo dire il interrogarla, >> no? Mia moglie sta male, io ripeto. >> No, d’accordo. Vabbè, quindi aspettiamo che che si riprenda. >> Ma signor presidente, no, mi facci parlare. Ecco, allora nel momento che ci sono, la prego di farmi parlare perché noi qui stiamo a faare sempre chiacchiere. >> No, io faccio chiacchiere perché racconto sempre le stesse cose.
Chiunque incontro racconto le stesse cose. Mia moglie non può star bene, anzi se va avanti così questa situazione, mia moglie starà sempre male, eh. Capito? Ne prendiamo atto. >> Signor Mancini, volevo farle questa domanda. Cosa può riferire in ordine al signor Dio Talleni? >> Cosa posso dire? >> Sì, >> era un esponente fra i maggiori della del gruppo Tessaccio.
Si sente? >> Sì, è stato altro da dire? No, domande. Pubblico ministero, difesa. Eh, vabbè, dopo che ci per quanto riguarda il signor Frabetti, può riferire qualcosa? >> Frabretti? Fabretti era un povero Cristo vittima di libero mancone, era uno che girava intorno a quello che era il gruppo Asiria, ma senza nessun ruolo specifico se non quello de forse in termine uso spesso choffè era lo choffè di Libero Manconi povero Cristo che >> Povero Cristo in che senso >> che c’ha più rimesso che guanambiati in questa situazione. Insomma,
>> il suo ruolo era quello dello CF. Niente, io banda far parte della banda significava un’altra cosa, cioè lui non è che partecipava a discorsi o poteva prendere decisioni, lui niente, era mi niente. Ecco, >> la parola agli avvocati. Chi vuole incominciare? >> Presidente, ricordi sempre il problema. Mi faccia da da filtro ripeto io.
>> Da filtro. Sì, grazie. Sono l’avvocato Naso, difensore di Carminati e Bracci. Signor Mancini, senta, sul punto lei ha già risposto, seppure in manier in in maniera frammentaria e allora la prego di ricapitolare per chiarezza >> i periodi che lei ha trascorso in carcere negli ultimi 20 anni, dal 75 al 93.
chiede dal 75 >> esatto >> al 93. Faccio prima di quello col discorso fuori. >> Ecco, meglio >> la stessa cosa. >> Vabbè, il periodo più lungo del di quello che dice l’avvocato è stato di 5 mesi, dalla fine da ottobre dell’80 a metà marzo dell’81. >> Benissimo. Lei era stato arrestato nel 75. Per quale reato? >> Per rapina. ed è stato condannato.
>> Eh, assolto in prima primo grado ero stato condannato, poi in appello sono stato assolto >> e quindi lei dal 75 all’80 è stato >> 79 perché poi c’è stato il periodo della casa di lavoro dove ho tenute delle licenze, ma sono state cose settimanali, breve, insomma. >> Ecco, ma la casa di lavoro è una misura di sicurezza conseguente ad una condanna, >> ma una cosa ancora più vecchia.
Sono stato uno dei più giovani sorvegliati speciali di questa Repubblica Italiana. >> Sì. Poi è stato riarrestato nel Sono stato riarrestato nell’80 nell’81 per i fatti di via Donna Olimpia. >> Cioè che cosa sono i fatti di via Donna Olimpia? Mm ma l’ho detto, debo ridirlo. >> Lo ripeto. >> Che cosa sono gli imputadisi abbiamo attentato alla vita di uno dei proietti.
>> Attentato alla vita con successo. >> Sì, sì, con successo. Con pieno successo. >> Successo. Con pieno successo. E in quel processo che condanna hai riportato? Ho riportato una condanna a 28 anni, poi grazie all’abilità del mio ex avvocato Cerquetti, il quale è riuscito a ottenere un cumolo, ho scontato 11 anni e poco più.
Vabbè. e quindi è stato scarcerato nel 93, >> riportato alla casa di lavoro e da lì eh ho iniziato a frequentare la libertà con delle licenze. Oh, io volevo sapere questo. I suoi rapporti con Abbruciati, con Danilo Abbruciati, >> che cosa ci può dire in particolare? che non abbia già detto nella precedente udienza, >> per me Daniela Bruciati era come un fratello, perché che che se ne dica cinico, tirchi, eccetera eccetera.
Con me era un generoso, era un leale, non c’era cinisma e niente. >> Lei quando lo aveva conosciuto? Io guardi, io a Bruciati l’ho conosciuto nel 76-77 all’interno del carcere, ma c’è stato un episodio che ha portato a bruciati verso di me a fidersi di me m negli anni 70, i primi degli anni 70, bruciati era, se così si può dire, in guerra con un certo Bebbo Berardinelli.
Lei avrà sentito parlare >> qualche volta, >> eh. Io mi sono schierato dalla parte del della bruciati perché nel suo gruppo non c’era nessuno, come si può dire, infame, tutte persone regolari, mentre >> Scusi se la interrompo, perché un infame non è regolare, >> no? Come me adesso posso faare qualche no? Io sono un irregolarissimo.
>> Lei è un irregolarissimo? Grazie della precisazione. Prego. Continui. >> Certo. Eh, io sto dicendo. Io mi sono schierato con Abruciati perché il suo gruppo era composto da persone corrette, mentre quello di Beardinelli no. Vol sapere anche i nomi di queste persone non corretti. Risponda alle domande >> e sto rispondendo.
Sto cercando di essere più chiaro possibile. Siccome conosco l’avvocato Naz come sanguigno. >> Come fa a conoscermi se dovrebbe essere la prima volta che mi vede in >> Dinoomea? di Nomea. >> No, non di Nomea, di Fama, perché è bravo. >> Sarebbe interessante sapere se questa conoscenza si deve alle sue vecchie conoscenze o alle sue attuali conoscenze.
>> Vecchie, vecchie, vecchie, vecchie. Non ho attuale conoscenze. >> Questo mi conforta molto. >> Allora, lei quindi conosce Abruciati in detenzione? >> Sì. >> In carcere. >> Beh, poi lo vedevo, non eramo amicizia, lo vedevo. Frequentavamo gli stessi locali. No, mi perdoni, forse Allora io non ho capito bene.
Lei poco fa ha detto che lo ha conosciuto. Sì, conoscere ma non frequentarlo. Lo conoscevo. Esatto. >> D Ecco, >> quindi la diciamo l’amicizia nasce in carcere nel 76-77. >> Sì. >> In quale carcere? >> Eh, Re Bibbia. Nasce nel carcere di Re Bibbia perché allora Bebbo Beardinelli era forte anche all’interno del carcere. C’erano personaggi come lui abbastanza eh Claudio Vannicola.
coimputato di Abbruciati che si trovava in detenzione con l’Abruciati stesso a Frosinone. Eh, siccome a bruciato venire a Roma per un processo, mi fece avere una lettera dove mi chiedeva, chiedeva a me, chiedeva a Toscano, chiedeva a Magliuolo, quello che allora era, ecco, di stare vicino ad Bruciati ed evitare che il gruppo Bardinelli potesse fargli del male.
Cosa, cosa che ho fatto >> cosa che >> tranquillamente. >> Senta, durante il Van Nicola Van Nicola o Vannicola che dirsi >> Van Nicola Vanicola scritto la lettera. >> Sì, ha scritto la lettera al Mancini. Questo già è stato dichiarato nel >> in altri atti. nel 76-77 nel carcere di Re Bibbia quando nasce o si consolida questa amicizia con Abruccianti.
>> Ecco, su questo cerchi di essere preciso se ci riesci. >> Abruciati le parlò mai di Carminati? >> No. Lei poi esce nell’ottobre dell’80. >> Sì. Nell’ottobre dell’80 chi frequenta o chi riprende a frequentare in libertà? >> Io >> Sì. Beh, io intanto nella breve udienza di 20 giorni le prime persone che incontro oltre a buona parte del dei miei accusati eh bruciati in modo particolare perché perché a Bruciati allora era legato con gente del Tuufello con i quali era stato imputato e siccome noi volevamo tassare il terreno
sugli su eventuali interessamenti di questi signori per lo spaccio della droga. Io mi sono incontrato più volte con Abruciati m proprio per parlare di questo. >> Ho capito. >> Senta, ma lei ha detto in maniera molto lucida che la Genesi, per usare un’espressione sua, della banda della Magliana avviene appunto in carcere tra lei e Selis che volevano un po’ organizzare la criminalità romana sul modello di quella napoletana. Ho capito bene.
>> Sì, sì, sì. >> A questo progetto Abruciati non collabora. >> No, ma non c’era Bruciati. >> Ah, non c’era. >> Non erano No, no, >> non c’era. >> Senta Mancini, qual è la iniziale attività criminosa della banda della Magliana? Cioè la banda della Magliana appena si costituisce comincia a fare quali attività criminose.
>> Io io ero in carcere. Comunque eh eh l’attività diciamo quella dove si reggeva, dove si cercava di era la droga. >> La droga. >> Sì. Sì. Poi si facevano delle rapine, ma io non c’ero, ero in carcere. Comunque si facevano anche delle rapine. >> Si facevano anche delle rapine finalizzate a conseguire mezzi da impiegare nel traffico della sostanza stfacente.
>> Certo. Sì. >> Ma lei non sa. Questa è una sua deduzione? >> No, questo è sono mie conoscenze indirette. >> Indirette. >> Sì. >> Quindi nell’80 lei trova, non so se mi può passare questa espressione, una realtà consolidata. M Sì, ma ho spiegato io. C’erano dei gruppi tipo Trullo, tipo quello che era stato creato con Toscano, Seris, eccetera, tipo Tessaccio che, come posso dire, eh si se io c’ho la droga io allese ce la lea dove la dove noi ci siamo scoperti, abbiamo detto siamo uniti è stato la morte di Giuseppucci. Perfetto.
>> A proposito di Giuseppucci, è una domanda che lo volevo fare dopo, ma visto che lei parla di Giuseppucci, qual è la causale, secondo le sue conoscenze dell’omicidio Giuseppucci? >> Il gioco dei cavalli. >> Si spieghi meglio il controllo del gioco dei cavalli. >> Sì, sì. >> Ma chi è che aveva, secondo le sue conoscenze, deciso e fatto eseguire l’omicidio Giuseppucci? Chi? >> Chi aveva deciso di uccidere Giuseppucci? Ma >> se non abbiamo ammazzato la gente che non c’entrava niente i proietti.
>> I proietti. >> Eh beh, sì. >> No, perché in un’altra sua dichiarazione >> lei fa riferimento ad un tal Ottaviani bookmaker di Tordivalle. >> Beh, >> allora si spieghi. E Ottai Ottaiani era il, come posso dire, colui che tirava fuori i soldi del gioco sul quale mangiavano i proietti. Ha capito? Io ho parlato di ottaiani >> e lei mi deve capire, non si meravigli che io sappia certe cose. Per figuri.
>> No, no, >> io in questa vicenda c’entro come avvocato, sa, lei invece forse c’è una funzione un pochino più centrale della mia. Allora, quindi questo Ottaviani era un uomo dei proietti o i proietti erano i proietti erano uomo. Sì, >> erano uomini di Ottaviani. >> Sì, sì. >> E allora mi scusi, perché non ve la siete presa proprio con Ottaviani? >> Guardi, ehm, a noi da Ottaviani non ce ne poteva far fregare di meno.
Ottaviani era parcheggiato là, non è che Ottaviani pva la pistola e veniva, eh. Il problema erano i proietti >> che erano quelli che prendevano le pistole. Ma comunque anche per Oltaviani sono stati fatti begli appostamenti. Eh, >> vabbè, ma solo gli appostamenti >> e beh, non l’abbiamo trovato, eh, sennò >> Ma lo avete cercato? >> Sì, sì, sì, sì, sì, sì.
>> No, perché è la prima volta che >> No, guardi, si legge bene i verbali. Io l’ho già dichiarato, ci siamo appostati più volte per il signor Ottaviano. >> Per il signor Ottaviano. >> Sì, sì, sì, sì. >> Eh, vabbè. Dunque, nell’ottobre dell’80 bruciati era già dedito al traffico di sostanza stupefacente che lei sappia.
>> Sì. >> Con chi operava? >> Con i cosiddetti tessaccini. >> Con i tessaccini. >> Sì. >> E lei con Abruciati ha fatto traffico di sostanza stupefacente? Perché io lo facevo con l’altro lato. >> Qual è l’altro lato? >> Il lato toscano, il lato con la figlia, il latoino. >> Senta, invece la banda di Valmelina è qualche cosa di diverso da quello che sta dicendo ora? >> Sì, sì, sì.
Nel 72 c’era >> e faceva traffico di sostanza stupefacente. >> Sì, è stato la prima organizzazione di un certo di una certa ampiezza a Roma. Sì, sì, facevamo traffico di stupendo. >> Quindi, insomma, lei la sua esperienza nel traffico di sostanze stupefacenti lo fa dal 72 al 75 come banda di Val Mel >> e poi dall’ottobre dell’80 al marzo dell’81 >> lo faccio con quella banda della magliana.
>> Con la banda della magliana. >> Senta, in questi 4-5 mesi lei quanta sostanza avrà trattato? Eh, bisognava chiedere a Sicilia perché la la droga la gestiva Sicilia. >> Sì, ma io sto >> No, vabbè, ma io non lo so perché io non andavo a prendere la droga. La droga era gestita cosa che >> chiede la la signor presidente la consistenza poco? Molto? >> No, no.
Beh, insomma, se a quei tempi noi rifornavamo Roma non poteva essere poca. Insomma, >> voi rifornavate tutta Roma. >> Buona parte, non tutta Roma, buona parte. Ho capito, ma secondo le sue conoscenze, le sue personali, cioè lei non ha mai portato una partita di droga a qualcuno? >> Sì, quando nonamo niente a che fare con la figlia portavamo il kilo di cocaina, andavamo nel deposito di Luciano Moscia dove era depositato questi fusti di droga.
>> Certo, io mica stavo a Fangioletto, però non era quello il mio compito. >> E qual era il suo compito? Una volta ho letto da qualche partecipare a raddrizzare i torti. >> Raddrizzare i torti. >> Sì, >> come Don Kishot. >> Eh, magari. >> Vabbè, >> magari perché Don Kishot >> Don Chisot che cosa? >> Non mi pare che abbia fatto facciamo morale, frase di >> non facciamo morale qua, eh.
>> No, no, >> eh. No, eh, avvocato, faccia tutte le domande che vuole. Non mi faccio la morale che io non ne ho bisogno. >> Mancini, guardi, io i consigli non li prendo. >> Eh, continui. Eh, >> va bene, per favore, facciamo le domande e diamo le risposta. >> Adesso vorrei che lei mi invece riferisse in merito ai suoi rapporti con De Peris, Renato De Peris, quando lo ha conosciuto, per quali ragioni e se ha fatto con De Pedis attività criminali.
Se io con De Peris l’ho conosciuto negli anni nei primi degli anni 70, con lui ho fatto qualche ravina, avevo un ottimissimo rapporto. Mh quando ho potuto G ho l’ho tolto dai guai. Questo era il mio rapporto con me. >> Beh, sembrerebbero riferimenti che nulla hanno a che vedere con un processo penale. Lei, se De Pedis fosse vivo, probabilmente sarebbe imputato con lei di concorso in associazione per delinquere.
>> Sì. Lei ha fatto traffici di sostanze stupefacenti con >> Ma io con De Pedis se ho ucciso Selis con De Peris ho ucciso Leccese con De Pedis ho fatto appostamente Ottaviani con De Pedis mi sono anche divertito. >> Si è anche >> divertito. Siamo andati a C insieme. >> Ah >> eh >> no pensavo divertito a fare queste cose.
Eh, >> senta, De Pedis, con De Pedis ha mai diviso il carcere? Ha condiviso il carcere? >> Sì. >> Quando? >> Poco. >> Quando? >> Poco negli anni. >> Sì. Non quanto? Quanto? >> 77-78. Non posso essere preciso per l’età. >> 77. >> Sì, lui stava pagando la rapina una banca, qualcosa di simile. >> Ecco, nel 778. Non non insista su Io non posso essere preciso.
Le date sono quelle più o meno >> prima della sua scarcerazione. >> Sì, certo. >> Ecco. >> Certo. >> Allora, mi è sufficiente per porle la domanda che le voglio porre ed è la stessa di prima. Durante questa convivenza in carcere con De Pedis. De Pedis antecedentemente alla sua scarcerazione dell’80, le ha mai parlato di Carminale? No, >> facciamo anche la domanda.
L’ hai mai parlato di Bracci? >> Non mi interessa, presidente Bracci, perché oggi tutti mi vogliono suggerire qualcosa. Io mi rendo conto di dare certamente unimmagine di insufficienza. Intervengo e dico le mai parlato di bracci. >> No, >> no, non è un suggerimento a lei, è una un incoraggiamento a me di porre la domanda.
Lei non ha bisogno di suggerimenti. >> Me non è detto. Presidente, senta, signor Mancini, lei ha detto, se non vado errato, che De Pedis prese il posto di Giuseppucci nei suoi rapporti con esponenti delle istituzioni, chiamiamole così, >> esponenti >> delle istituzioni. Sì, >> lei disse più precisamente con persone e rappresentanti dello Stato.
>> Sì. >> Che cosa voleva dire in questo? >> Ha fatto i nomi. >> Ha fatto >> i nomi di queste persone. >> E quali sono questi nomi? >> Non voglio ripeterli qua perché >> non voglio ripeterli >> perché ritiene di non >> Perché non voglio ripeterli. >> Perché non vuole ripeterli? >> Sono obbligato a farlo. >> Va bene, ne prendo alt, ne prendiamo atto.
>> Non non intendo ripeterlo in quest’aula. Si discute in un altro processo, signor presidente, che c’è >> presente che alla Corte interessa conoscere tutti i >> Io, signor presidente, chiedo scusa, ma io qui non intendo ripeterli. >> Prendiamo atto, presidente. >> Prenda atto. >> Senta, lei ha anche parlato di rapporti di abbruciati con la massoneria.
>> Sì. >> Su questo intende dire qualche cosa in questa sede o no? No, perché ne sto parlando in un altro processo, >> ma non questo decidere la Corte. >> Vabbè, vabbè, io eh su questo mi rifiuto di rispondere. Poi, >> senta, allora le faccio un’altra domanda. >> Può dirci in poche battute che cos’è la massoneria? >> È un’associazione di persone che si riuniscono, non so, affaristi, politici, si divertono a giocare a bridge, non lo so.
>> A giocare a brig, >> non lo so. Questo è quello che lei sa della massoneria. >> Presidente, mi scusi, una difesa del Mancini, ma come fa il Mancini a sapere cos’è la massoneria? È un massone forse il Mancini? >> Al collega Capograssi dico che io non sono massone, ma so che cosa questa domanda? Lei per caso è massone? >> Eh, >> è massone lei? >> No, assolutamente.
>> Ma a parte pot spiegargli all’avvocato che masson posso metter a par la massoneria? Io c’ho già di essere io sto certo, per carità. Sì, ma io mi faccio parlare. Ha il dovere di esplicare la sua funzione difensiva e lui ritiene che sia utile fare questa domanda. La domanda è stata ammessa e lei ha dichiarato >> anche perché il primo a parlare di massoneria non è l’avvocato Naso, è l’imputato Mancini.
Senta, è circa i rapporti di esponenti della banda della Magliana con con rappresentanti della Polizia di Stato. Anche su questo non intende parlare? No, no, io gliela faccio lo stesso, poi lei mi dica di no. >> Lei ha dichiarato di aver avuto dei benefici sul piano personale lei durante la sua detenzione per intervento di esponenti della magistratura, della polizia. Su questo vuole soffermarsi.
A me questo è quello che mi mandavano a dire. Chi glielo >> se io >> chi glielo mandava >> chi all’esterno chi si muoveva per me >> e cioè >> e cioè i miei compagni >> faccia qualche nome >> De Petis Abruciati Carminati stesso è venuto nel tribunale dell’Aquila a dire che si stavano muovendo per me. >> Benissimo.
>> Benissimo. >> Quando è venuto Carminati a trovarlo >> durante il processo per l’omicidio Nardinotti, >> cioè >> l’anno. >> Le date ci sono. Io non me le ricordo. Stavo ero in aula. Stavo facendo il processo per l’omicidio Nardinocchi. È venuto Carminati che conoscevo. È un signore che ho conosciuto in seguito, Maurizio Lattarulo.
>> Senta, quando l’ha conosciuto a proposito Carminato? >> Carminato l’ho conosciuto fuori. Quando ero fuori in quei 5 mesi. >> In quei 5 mesi >> era portato in mezzo a noi. >> Dove lo ha conosciuto? >> Vale, dico Fermi a bar Vittoria. Care dalle parti di casa sua. Do si riunivano tutti i ragazzi della destra.
>> Chi glielo ha presentato? Vabbè, io adesso dovrei potrei dire un nome qualsiasi i miei compagni >> Toscano, Colfigli, Abatino. >> Beh, andavamo insieme lì al Ministero della Sanità bruciato. Poi andamo un po’ tutti. Carminati era sempre presente. >> Era sempre presente. >> Sì. Benissimo. Senta, le volevo chiedere un’altra cosa.
>> Lei ha parlato dalla scorsa udienza dell’omicidio leccese? >> Sì. E del dopo omicidio ha detto che siete andati a casa di sua madre. >> Sì. >> E avete consegnato le armi a suo fratello. >> Sì. >> Queste armi che fine hanno fatto? Eh, quando la corsa vuole disporre un sopralluogo, io >> lei non mi sta rispondendo.
Io le sto chiedendo che scusi avvocato, mi sembra che stia proprio rispondendo perché ha detto quando la Corte vuole fare il sopralluogo, continui, continui. >> Ci riportano, non >> si porterebbe sul posto dove stanno le armi. >> Certo. >> Eh, ma e dov’è questo posto? Me lo può dire? Beh, >> quando il presidente disporrà il sopralluogo ci andiamo perché >> no mi mi consenta.
Siccome alla scorsa udienza >> Senta, è è facilmente raggiungibile questo posto da Roma? >> Sì, sì, ma qui a Roma e da parti dove è successo? >> Siccome il signor Mancini alla scorsa udienza ha detto che queste armi sono state buttate in un fiume vicino Roma. >> No, no, no, forse vicino Roma, ma credo di non averlo detto vicino Roma. a Roma.
In un fiume. A Roma, >> comunque in un fiume. Sì, sì, sì, sì. >> E allora così facile andare a recuperare queste armi dopo 12 anni? Non mi pare che sia poi, >> non è colpa mia, eh. >> No, mi permetto, l’avvocato, proprio per chiarire meglio questa posizione, queste armi sono state inserite in qualche involucro? >> Sì, beh, chiaro.
>> E poi sono state gettate nell’acqua. >> Sì, sì. E quindi non è molto facile il recupero. >> Presidente, io adesso ho deciso di collaborare, ci decide, >> altrimenti la Corte stessa si sarebbe immediatamente spostata sul posto. >> Ma le ha gettate lei? >> No, le ha gettate mio fratello. Ho spiegato. Se vuole spiegare.
>> Rispieghi. Io ero contrario a lasciare le armi a casa perché erano stati fatti era stato fatto un omicidio a bruciati che non riteneva opportuno portarsele dietro fino a San Paolo, via Gabriela. Chiese se era possibile lasciarla a casa. Io all’inizio mi opposi, poi acconsentì con eh l’intento che l’indomani mattina, se non fosse andato nessuno a recuperarlo mio fratello le andava a buttare.
Poi è chiaro, io a mio fratello gli ho chiesto dove l’aveva buttate. Se l’aveva buttate do le aveva buttate. >> Senta, ma perché le doveva buttare suo fratello se non Perché le doveva >> Perché devo tenerle? >> No, io glielo sto chiedendo a lei. >> E io sto rispondendo perché dovevo tenerle? C’amo fatto l’omicidio.
>> Ah, quindi era vostra abitudine? >> No, no, non era nostra abitudine buttare niente. Mio fratello non si teneva le pistole a casa. Mio fratello non c’entrava niente con questa storia. >> M >> hai capito? >> Mh. >> Va bene. Ma quelle erano arme sporche, chiamiamole così. >> Ma non potevano essere sporche o pulite? Mio fratello le bissole dentro casa non poteva non doveva tenerle sporte o pulite, >> quindi però se fossero state pulite sarebbero state gettate porte no pulite perché io devo lasciare a mio fratello,
me le porto appresso oppure non le prendo per niente. C vo mica va sempre in giro con la pistola, cioè non si >> mi sembra che abbia risposto. Senta, a proposito, lei adesso ha fatto una un’interlocuzione, dice “Adesso ho cominciato a a collaborare”. Esattamente quando lei ha cominciato a collaborare? >> Mh, quanto restare? marzo, ma marzo aprile del di anni fa.
>> Marzo aprile del 94. >> Sì, vabbè, non mi ricordo. C stanno i verbali. Io non sono molto forte con le date. >> E va bene, noi siamo qui per aiutarla. >> No, ma lei non mi aiuta così mi confonde. Io sto dicendo che lì ci sono le date di quando è iniziata la mia collaborazione. >> Si riporta i verbali.
Lei prima di quel momento non aveva collaborato, >> no? >> In nessuna forma, in nessuna maniera. >> Ero stato contattato. >> Prego. >> Ero stato contattato >> da chi? >> Da chi? Da chi è interessata la mia collaborazione? >> Cioè chi? >> Da qualora non mi ricordo il nome io. >> Ma era stato contattato da un magistrato? Da un polizia? >> No, no, da uomini della polizia.
>> Uomini della polizia. Sono per caso il sovrintendente greco Luigi? >> Chi conosce? >> Non lo conosce? >> No. >> Non conosce neanche il sovrintendente Michele Petrilli. >> No, >> presidente, scusi, presidente, non hanno ad oggetto imputazioni questa domanda. >> Un reato di associazione >> non ha oggetto. >> Noi rispondiamo di 416.
Sono domande che riguardano fatti del 1993, non sono oggetto di imputazione. Noi ci fermiamo all’89, quindi chiedo che il presidente non voglia rivolgere al l’imputore di connessi questa domanda. >> Dunque, presidente, sulla opposizione del pubblico ministero qui ciascuno può il pubblico ministero? >> Certo.
Per quale motivo? non attengono all’imputazione oggetto del presente procedimento. Si parla >> riguarda riguarda secondo la tesi difensiva l’attendibilità del signor Mancino. Quindi la domanda è ammessa. Prego. >> Allora, io le ho fatto appunto due nomi di due sovrintendenti. Le dico una terza cosa. >> Sì. Lei conosce un poliziotto, esponente della polizia, con il quale lei aveva contatti con il nome convenzionale di Sergio.
>> Sì, sì, sì. >> E non le risulta che questo Sergio sia tal sovrintendente Luigi Greco? >> Ma io non conosco. Se vengono nomi falsi, non lo so. Un signore che veniva con nome Sergio. Sì. >> Ecco, veniva dove, signor Mancini? >> Mi ci incontravo >> dove? all’esterno. >> Ma perché lei all’epoca era libero o detenuto? >> No, io ero detenuto, ma prendevo le licenze.
>> Allora, riprendiamo un attimo da dove avevamo lasciato prima. Lei viene scarcerato nel 93. >> Sì. >> A seguito del cumulo eccetera eccetera. E va alla casa di lavoro. >> Sì. >> Prende delle licenze. >> Sì. Lei si incontra con questo signor >> Vengo i arrestato per Abatino, per l’operazione Colosseo. >> Questa quindi >> sì.
E lì iniziano le visite di questi signori. >> Ah, quindi iniziano in carcere. >> Certo. >> E questi signori che cosa le dicono? >> Volevano che io se volevano mi invitavano a fare la collaborazione. >> Ho capito. E lei che cosa risponde? >> Presidente, la difesa si oppone a quest dom. >> Questo rientra nel rapporto collaborativo del Mancini con l’autorità giudiziarie.
Sono dettagli completamente, >> ma come ho già detto tutte queste domande riguardano l’attendibilità del signor Mancino, per cui ancora l’avvocato può fare domande relative alla procedimento. Presidente, si avvosta io ho respinto la sua opposizione. >> Allora >> dica >> il presidente la invita a rispondere se ritiene di rispondere sempre a valersi della facoltà di non rispondere.
Venivano questi signori e mi invitavano la collaborazione. >> Questo avveniva in che anno? >> Durante la mia detenzione per l’operazione Colosseo. >> Quindi diciamo dopo l’aprile 93. >> Sì. >> E lei che cosa rispose a queste prime proferte di collaborazione? Non ero assolutamente interessato. >> Non era interessato, >> no? >> E cominciò a collaborare nel marzo del 94, >> secondo quello che risulta dai verbali.
Senta, lei nel marzo del 94 è detenuto, però >> Sì. >> Per quale ragione? >> Per traffico di droga. >> Commesso >> commesso >> successivamente alla sua scarcerazione. >> Sì. Quindi quando lei riceveva queste profofferte di collaborazione nello stesso momento trafficava in droga? >> No, nel momento in cui io ricevevo le offerte stavo detenuto, ma non mi pare che io avevo accettato.
Io volevo tranquillamente continuare a delinquere, >> no? Perché questo sovrintendente della Polizia di Stato, Greco Luigi, dice esattamente una cosa diversa. Eh, quello che dice lui sono cose che riguardano lui. >> Lei sa che si sta celebrando in questi giorni un processo lo dice e non è possibile se mi fate finire di >> non è nel processo presidente per quanto riguarda gli altri processi un processo tutto quello che riguarda l’attendibilità del signor Mancini in questo processo.
Sì, ma per quanto riguarda episodi fatti che riguardano un’altra autorità giudiziaria a questo punto la sala cinesca. Presidente, >> no, presidente, poi vorrei far considerare che i fatti che sta domandando il collega Naso al collaboratore attengono a un procedimento che è ancora pendente. Ora che il Mancini non si renda conto di quello che dice sotto un profilo processuale è un discorso che lei, presidente, ammetta che si chiedono fatti circostanze ancora sotto processo e un altro.
>> No, avvocato, lei lei non ha capito. Mi concedo la parola. ci mancherebbe. >> Lei forse non ha capito il mio intervento. Io ho detto che per quanto riguarda le domande che riguardano fatti che sono oggetto della cognizione viata autorità giudiziaria, lì dispongo il non la non ammissibilità della domanda stessa.
Quindi lei ha detto la stessa cosa che avevo detto prima io, commentandolo con migliori parole, più elevate parole. >> Grazie. Mi scusi, >> presidente. Lei alla scorsa udienza ha rivolto al Mancini una domanda che stando alla logica del pubblico ministero e del collega doveva essere dichiarata inammissibile e cioè perché signor Mancini lei si è pentito, se lo ricorda è consacrato nei verbali le mie domande mi spieghi perché non era non sarebbe stato ammissibile? Perché non è attinente all’imputazione secondo il pubblico ministero.
>> No, ma è una battuta, presidente, è solo una battuta quello che voglio dire. >> Le mie domande >> Sì, ma io posso anche smettere di rispondere all’avvocato le mie domande di oggi tendono a dare una risposta a quella sua domanda. Perché si è pentito? Bisogna verificare come lo facciamo in tutti i processi.
>> Ma avvocato, ma perché le ho avviato sette domande io? Anzi, le ho ammessi nonostante l’opposizione, quindi perché ritorniamo sull’argomento? È pacifico questo fatto e tant’è la mia domanda perché si è pentito che farò a lui e ho già fatto da che ho già fatto a lui da Batina e eventuali altri collaboranti.
>> Certo. Perfetto. Allora, le domande che sto facendo ora al Mancini tendono a dare una risposta o a provare a dare una risposta a questa sua domanda. Perché il signor Mancini si è pentito? tutto qui. E questo ci serve per verificare la sua credibilità, la sua attendibilità, visto che per molte delle imputazioni vi è solo la parola di questo signore.
Se certo la Corte ci dice preventivamente che non gli basterà solo la parola, allora io mi siedo perché non ho più ragione di fare domande. Quindi continuo a dire dopo che lei viene scarcerata, >> Sì. Lei collabora con la polizia e nel tempo stesso >> No, io non collaboro con nessuno. Questo lo sta dicendo lei.

Sarà lei che collabora con la polizia, non io. Io non collaboro con nessuno. Io ricevo dei contatti con questa gente che mi invita alla collaborazione. all’imputato Teste che deve assumere un contegno non oltraggioso nei confronti degli avvocati perché come soggetti processuali siamo stati già fin troppo censurati in questo processo iniziando dagli inquirenti.
Non consento sia come avvocato che sia come non consenta. Mi permettete la parola per favore? Qui dobbiamo applicare il sistema che io debba debbo poter staccare o non staccare gli interventi perché qualche volta vorrei parlare anch’io e non ci riesco. >> Senta, per favore, quando l’avvocato fa una domanda, lei per favore risponda senza assumere toni polemici.
Bene, se per caso lei ritiene che il tono polemico sia assunto dall’avvocato, lasci a noi valutare questa cosa, lei risponda >> con la massima calma e con la massima freddezza. Evitiamo le polemiche. Va bene, >> anche perché a me non va di intervenire come un maestro di scuola. >> Avvocato, l’avvocato Minghelli è qui presente? Non è perché lui, l’avvocato Mindelli, forse pensava pensa che il presidente abbia in mano un bastoncino come i maestri e quando l’alunno si comporta male, almeno una volta da così danno un colpo sulla mano. Io non ho di
questi poteri. Prego pertanto tutti di di usare un tono quantomai mi riferisco all’imputato, naturalmente corretto, >> non faccio il polemico, eh. Posso? >> Sì, se cortesissimo. Questo agente >> se fa un passo indietro. >> Passo indietro. Grazie. o due passi avanti. >> Allora, signor Mancini, dato poi per scontato che non mi sento offeso nell’essere stato accusato di collaborare con la polizia, ma un cittadino può collaborare con la ritengo è una >> Vabbè, lo chieda, lo chiedo al signore che ha scritto questo, lo chiedo al
signore che ha dichiarato questo. Io le sto dicendo. Io infatti adesso chiederò alla Corte di convocare il sovrintendente di Stato della Polizia di Stato Luigi Greco >> per riferirci in merito ad una sua relazione di servizio nella quale dice che dal mese di novembre 93 lo scrivente prendeva contatti con i noti pregiudicati Mancini Antonio e Moretti Fabiola, i quali si rendevano disponibili a fornire notizie utili inerenti l’ambiente della criminalità organizzata.
e assume e assume che da questa collaborazione ha avuto luogo la cosiddetta operazione Macedonia. >> Il nome di Speranza le Marcello le dice qualcosa. Oh, e allora >> vabbè, questo poi lo chiarirà lui. Comunque non sto smentendo che questi signori volevano la mia collaborazione. Non lo sto smentendo e non lo smentisco. Se poi questo ha scritto altro, macedonia, non so che cosa, lo chiarirà lui qui.
>> Benissimo. >> Capitovocato?A. per favore. >> Allora, per facilitare poi i nostri studi, produca questa produ e la la teniamo in verbale. >> Certamente, presidente. La la depurerò delle mie annotazioni perché forse non è opportuno che arrivino e poi >> speriamo che non ci siano commenti nei riguardi del pubblico ministero o della Corte.
della Corte sicuramente no, ma forse nemmeno >> Allora, dunque, signor Mancini, per ricapitolare, lei viene scarcerato nel alla fine del 92, primi del 93 per i fatti per i quali era in esecuzione di PE, >> viene arrestato ad aprile 103 per l’operazione Colosseo. Questo processo >> sì >> riacquista la libertà quando? Dopo pochi mesi. >> Sì. >> Poi viene riarrestato per traffico di sostanza stupefacente.
Quanti chili di droga? >> Sì. M un paio di chili. >> Un paio di chili di droga. Senta, incidentalmente le chiedo quanto si guadagna con la droga? Cioè, se io compro 1 kg a 100, lo rivendo a quanto? Quanto ci faccio? >> Secondo quello devo che eh come si presta la piazza >> sulla piazza romana >> secondo i periodi.
Eh io la rivendevo anche a 200 mischiandola a 80 si era mischiata maggiorment si guadagnava l’80 100%. >> Sì, >> dopodiché >> No, non è che ci siamo. Può quantificare somma di denaro con 1 kg? >> Prego. >> Con 1 kg che >> si può mischiare? >> Cos’è? L’eroina. Sì, l’eroina. L’eroina è anche cocaina. Di eroina pura o già tagliata? >> Secondo c’erano dei momenti qualche volta arrivava pura pura, insomma abbastanza buona qualità.
>> Con 1 kg di eroina pura. Il guadagno quant’era? >> Signor presidente? Io adesso non so quantificare, ma si dice 14 13, cioè si può raddoppiare due volte, tre volte, quattro volte secondo il tipo di qualità. >> Prezo di acquisto rispetto al prezzo di vendita. >> Sì. >> Sì.
Il prezzo di acquisto quanto poteva ammontare? >> Sì. Quanto poteva montare il prezzo di acquisto da parte vostra? >> E noi la pagavamo, io quella che mi hanno trovato l’ho pagata 80.000 lire e si poteva rivendere benissimo doppiandola a 120 140 >> 80.000 lire. >> Ah, sì, >> al grammo. >> Sì. >> Cioè, quanto fa al chilo? Per essere più chiari, per far capire ai giudici 80 milioni >> 80 milioni >> 80 milioni al ch >> noi giuristi non siamo forti in matematica, bastava aggiungere il quindi quindi allora per completare sulla sua sul suo pentimento, quindi lei a marzo comincia a
collaborare >> Sì. >> con i magistrati e infatti ci sono dei suoi verbali. >> Sì. A maggio lei viene imputato ancora di detenzione di sostanza stupefacente. >> Sì. >> Quindi durante la sua collaborazione lei deteneva >> No, forse non Ah, beh, sì. E posso spiegare perché. Quindi durante la sua collaborazione lei >> detenevo dell’eroina >> e si stava dando da fare.
>> No, io non mi stavo dando da fare un bel niente. Io ce l’avevo nascosta perché la persona che me l’aveva data rivoleva dopo il mio arresto, rivo la droga o i soldi. Io non potevo renderla, ero in difficoltà perché altrimenti mia moglie e insomma la cosa non mi sarebbe piaciuta perché non eravamo in difficoltà economiche e non potevo pagarla.
>> Ma scusi, le sembra che sia compatibile questo comportamento con la sua volontà? Io mica l’avevo messo, ma mica vendevo la droga io. >> Guardi che ci sono delle intercettazioni ambientali che dimostrano esattamente questo che lei tentava di È un altro processo per l’ennesima volta. >> Ho capito che è un altro processo, ma vogliamo verificare se costui ha collaborato pienamente e lealmente >> o no? Eh, avvocato, questi atti ricordo di averli letti perché fanno parte del processo.
>> Presidente, c’è un processo in Corte di appello per questo. Scusate, i verbali, chiedo scusa, i verbali relativi agli interrogatori nei quali si racconta, così lo diciamo lo sanno tutti, i verbali relativi agli interrogatori di Mancini, nei quali di Mancini e di Moretti nei quali si racconta tutta la vicenda della droga conservata, poi riconsegnata, eccetera, che sono del maggio giugno 94 mi fanno parte degli atti di questo procedimento, sono stati acquisiti dalla Corte perché quando il giudice struttore li ha
trasmessi c’erano e ci sono. Quindi su questo si sta riferendo su fatti che comunque sono presenti, altro poi se siano o meno valutabili in relazione alle ragioni di tempo, all’imputazione eccetera, però ci sono, >> sarebbe stato se questi atti non fossero stati presenti nel fascicolo, ma dato che il pubblico ministero e il giudici istruttore hanno hanno inserito questi atti nel fascicolo del processo, quindi non vedo la ragione per cui non si possa fare domande in proposito.
Detto questo, signor Mancini, >> su quella droga perché collaboravo e detenevo la droga? Eh, perché io vo il grosso problema di portarmi dietro la mia compagna. >> E allora? >> E allora una volta che io ho convinto la mia compagna è venuta fuori la droga. Ci sono intercettazioni ambientali che parlano chiaro.
Io non volevo vendere droga. parlano molto chiaro. >> Eh, >> quindi lei non ha collaborato in piena totale. >> Io ho collaborato in piena totale. >> Eh beh, una riserva. >> Correzza. La riserva era dovuta. >> Quella riserva era dovuta. Questo lo ha giudicato lei. Lo giustifica. >> Sì, io beh, certo, lo deve giustificare lei. Lei me lo deve dire.
>> Per favore. La riserva era dovuta. Era dovuta a che cosa? >> Al problema di mia moglie. Ma io lo devo spiegare all’avvocato Naso. Perché Ah! Ah! Siccome è stato interrotto, io ho voluto che lei proseguisse il pensiero. >> A parte il fatto che lei lo deve spiegare anche. >> No, io non glielo spiega a lei.
Io posso spiegare al presidente. Lei mi spiega lo st rispond una giustificazione più o meno convincente. Lui ha fornito questa giustificazione a lei non pare convincente. Ma >> io non sto dicendo questo. Io sto contestando il suo la sua pretesa di sottrarsi a >> No, io mi sottrag niente, sto qui e la guardo in faccia.
Avvocato, >> non mi faccio eh la polemica, la polemica. Vediamo la polemica. Siamo andati così. Senta un’ultima sempre sul pentimento, perché lei alla scorsa udienza, quando il presidente le ha chiesto perché Sicilia è stato >> ammazzato. ammazzato, ha risposto con una battuta, io almeno per tale l’ho interpretata >> e cioè per la stessa ragione per la quale se domani mi arrivasse una pistolettata a me, non mi dovrei chiedere perché.
Sì, >> ricordo bene, vero? >> Sì, sì, perfettamente. >> Ecco che cosa voleva dire lei con questa cosa. >> Ma io per loro sto facendo una cosa, eh. No, per loro sono un infame io. Se i signori in gabbia. Eh >> sì, ma lei poco fa ha detto che lei si sente molto irregolare. >> Sì, io sono irregolare.
Cioè io non sono né carne oggi, non sono né carne né pesce, hai capito? Sono un infame, come si suol dire. Sono un infame. Ecco, quindi se mi arriva la ripolverata e perché devo chiedermi chissà come mai voraccio. Senta, lei ha detto che il le ragioni del suo pentimento, tra virgolette, le poteva riassumere nel fatto che la banda della Magliana si era ridotta ad essere sangue e chiacchiera.
Sì, >> ricordo anche questa battuta. Sì, sì. Che cosa voleva dire con questa espressione? Eh, volevo dire che prima, all’inizio c’era qualche fatto, quel muto soccorso di cui parlavano e dopo non c’era niente, cioè niente che >> sangue chiacchiere, continuavano ad ammazzare ammazzarsi de Vellis Toscano. Ma capito quello le chiacchiere e il sangue.
Le chiacchiere erano le chiacchiere, il sangue era quello che lasciavano i compagni miei per >> e questa prospettazione a lei le sembra una prospettazione negativa, censurabile, ridurre il tutto a sangue e chiacchiere. Questo >> ridurre la propria vita a sangue e chiacchiere. Beh, >> questo lei lo giudica negativamente? >> Non lo so.
Per lei è positivo, per me sì. Per me è negativo. Per me è negativo. Sì. Per lei è negativo. >> Certo. >> Quindi lei giudica negativamente la sua vita, la sua esistenza >> rivista >> perché la sua esistenza è stato sangue e chiacchiere. >> Sì, sì, sangue e chiacchiere. Sì, sì. Senta, un’ultima cosa, >> potevo fa qualcosa di meglio nella vita, >> ma su questo forse possiamo l’unica cosa sulla quale siamo d’accordo.
Un’ultima cosa, lei dice che uno dei motivi ulteriori del pentimento, glielo ricordo io, lei adesso non lo ha detto, è che era nauseato da un certo non faccia >> mondo, da un certo tipo di persone che i tatuaggi non li hanno sulla pelle, ma sotto la pelle. >> Eh, sì. >> Che cosa voleva dire? sia più esplicito.
>> Eh, volevo dire che che la persona che apparentemente era per bene sotto sotto non era per bene per niente, ma non tanto sotto sotto poi. >> Ma non si riferisce ai suoi coimputati? >> No, assolutamente. Quelli dei tatuaggi sottoperelle sono altre persone. >> Sono altre persone. >> Per esempio chi? >> No, ad esempio farò io ho fatto i nomi in altri processi per questi signori de tatuaggi sottopelle.
Va bene. Vogliamo sospendere 5 minuti? Volete sospendere 5 minuti? Parla voi, ragazzi. >> Ah, un’ultima cosa. Lei ha letto i verbali di questo processo? Ho letto >> i verbali di questo processo. >> No, mai. >> Non sono interessato. >> Allora, sospendiamo per 5. Ha finito l’avvocato nostro. >> Nessun verbale di questo processo.
>> No, cioè quali? quelli che facevo durante la collaborazione. Non capisco se dopo, vuole dire se dopo mi hanno mandato i verbali per poter No, parli chiaro, avvocato. Io non capisco, non posso rispondere con chiarezza se lei non è chiaro. >> Ecco, allora >> cerco di essere chiaro. Lei viene arrestato nell’aprile 93 per l’operazione Colosse, >> sì.
>> Quindi deve rispondere di quei fatti. >> Sì. i verbali di quel processo. Il mandato di cattura del dottor >> Mandato di cattura. Sì, i verbali non l’ho letto. >> Ecco, il mandato di cattura lei l’ha letto. L’ha letto tutto. Sì, sì, sì, sì. Beh, tutti quelli che mi interessavano. >> Eh, insomma, il mandato di cattura, quello che hanno fatto a lei, >> quello che le cose che mi interessavano.
>> Quello l’ho letto. >> Sì, >> sì. Allora, sospendiamo 5 minuti e poi proseguiamo. Ho >> diritto ovviamente di colloquiare con i loro clienti eventualmente detenuti superando le transenne. Ove volessero un colloquio in apposito locale o e gli imputati non fossero detenuti per questo processo, dovremmo chiedere in nulla osta all’autorità competente.
Sì, >> no. >> Sì, sì. Vbè, meno male. Qualche altro avvocato vuole stare Come >> qualche altro avvocato vuole porre domande. >> Io solo tre domande. Avvocato Spinelli, senta Mancini. Ma se faccio prima difensore Angelotti con la figlia dannesi. Tutti li devo
elencare, presidente. Penso che >> no. No, è sufficiente questo. >> È sufficiente. Grazie. Setta omicidio lei ha riferito alla scorsa udienza >> avvocato Spinelli, mi scusi, ho problemi di udito. >> Sì, mi scusi. Ha riferito nell’omicidio SIS di aver effettuato poi la buca dove fu seppellito il selis.
La mia domanda è questa: lei è andata con gli organi di polizia a cercare di individuare quel luogo? dopo il pentimento. >> Non mi scusi presidente, potrebbe >> Sì. Dopo la morte di Senis lei ha partecipato all’occultamento? >> No, no, io ho partecipato alla buca. Ho fatto la buca >> e col dopo successivamente lei con gli organi di polizia è andato sul posto per rintracciare >> No, no, no.
Eh, a fare in sopralluogo? >> Fosso la >> No, no, non mai. >> Quindi sarebbe in grado di indicare il posto dove ha fatto lei la buca? Eh, se tutto è rimasto come prima o comunque eh insomma potrei anche, perché no? Io più o meno eh ricordo >> ricorda quindi il punto >> però ripeto, professor Spinelli, sono passati tanti anni, se lì ci hanno costruito, ci hanno fatto qualcosa, non sarei più in grado.
>> Vè questo poi faremo un’istanza alla Corte se lo riterà opportuno di fare un sopralluogo perché mentre le pistole furono buttate nel fiume chiaramente quello è inutile andare a scandagliare il te. Io io sono disponibile, fermo restando quello che >> ho detto, insomma. >> Senta, la mia seconda domanda è questa.
Lei ha detto che detto risulta che dall’ottobre 80 al 16 marzo 81 è il periodo suo di libertà. La domanda che le faccio è per le armi depositate alla sanità. Voi andavate in questo periodo, potevate accedere liberamente chiunque di voi alla sanità e farsi aprire dal custode alesse oppure andavate solo quando le armi vi servivano per qualche operazione? >> Ma io qualche volta ci sono andato anche così, almeno una volta, due sono andata anche così, tant’è che con la figlia si è messo a faare il tiro a segno su i cosi della luce, insomma. Ma tutti
potevano andare o sono qualcuno? >> No, no, signor professore, io ho spiegato chi è poi se andavano anche altri non lo so, io mi ci recavo con le persone con le quali ho fatto, >> no? Siccome sulle persone che sulle quali si ricava ci sta una divergenza di nomi che non le dico naturalmente presidente >> vuole ricordare effettivamente alla corte e anche a me stesso chi quali erano le persone che potevano accedere e soprattutto se voi andavate in relazione a un fatto specifico. Vi spiego meglio.
In questo periodo avvengono all’omicidio leccese e Senise. >> Le armi erano state prelevate per questi omicidi alla sanità oppure erano armi che provenivano da >> Mi dispiace ma non me lo ricordo. Non se lo ricordo. Non me lo ricordo. >> Ma voi quindi andavate per un fondo al di là di Colafigli che fa anche esercitazioni dentro il dentro il ministero spara.
No, io ci sono andato per controllare una volta, ripeto, si è venuto quel quell’episodio che ho raccontato, ci andavo per controllare così, ma non voglio dire non non capisco la domanda, professore. No, lei è chiaro, ma io non siccome ci sono alcune persone, cioè mettiamo con la figli che difendo, è stato già giudicato per le armi alla sanità e quindi non mi interessa.
Ci sono altre persone che sono imputate di delle armi alla sanità che alcune una lei le ha menzionata, altre non le ha menzionate. >> No, no, ma infatti io con quelle che non ho menzionato perché non ci >> Ma mentre Abatino riferisce, tanto per spiegarmi meglio, che lì si poteva andare solo alcuni che avevano la possibilità di essere riconosciuti di Alesse e basta e non tutti generale.
Ma infatti io ho fatto i nomi che di quelli con i quali andavo altri. Ecco, ecco, me li può ricordare quei nomi? >> Ripeto, io sono andato con Sicilia, sono andato con eh con De Petis, sono andato con Colaficli, sono andato con Abatino, sono andato con eh Toscano, con Carminati, altri non li ricordo. Non li ricordo.
>> Scusi avvocato, forse sarebbe opportuno fargli una domanda specifica. Con Bracci c’è stato >> chi? >> Bracci. No, presidente, a me, scusi bracci, a me mi riguardava un altro nome che risulta dal verbale che io difendo e che lui a oggi non ha ricordato. Quindi lei è liberissimo di fare tutto l’elenco. >> Cassani c c c’è stato con Cassani.
>> Chi? >> Cassani. >> Cassani. >> Sì, >> Cassani. >> Io non ho mai nominato Cassani. >> Allora dica sì o no? Certa persona che non è >> mai venutoata e non c’è lo nomina prima una volta e poi non lo nomina. >> Mastro Pietro, Enzo >> con >> Mastro Pietro. Paradisi. >> Con me non è mai venuto. >> Paradisi. >> Sì, Paradisi. Poteva andarci.
Non ricordo se è venuto con me. >> Pernasetti. >> Sì, poteva andarci. >> Piconi. >> Chi? >> Picconi? >> No. >> Sestini Gianfranco. >> Poteva andarci perché stava era legato a Sicilia. >> Ma è stato con lei? >> Io non me lo ricordo sinceramente. >> Ecco, continui avvocato così appena. Presidente, la domanda l’ultima che ha fatta è quella che mi riguardava, perché in questo momento io mi occupavo di sest e siccome nel primo lo nomina, poi invece non l’ha nominato, poteva andare se stava col Sicilia.
>> Chi è >> Sestini? Così mi sembra che ha detto al presidente, no? ha risposto. Vabbè, comunque senta, le armi per l’omicidio proiettili del 16 marzo 81 furono prese dalla sanità? >> No, è arrivato Paradisi e già portava le armi. >> Ah, le armi pure? >> Sì, l’ha portata Paradisi con la macchina.
Lei naturalmente in relazione a questo fatto conferma le persone che aveva già indicato. Lei naturalmente Cola figli e non c’erano altre persone >> sull’omicidio. >> Sull’omicidio >> e l’ho detto >> era l’ha già detto. Lei conferma perché su questo punto noi abbiamo due versioni, una a Sicilia che è diversa e una a Bato che è completamente diversa.
Se lei conferma, lei è autore materiale perché anche se ha detto nel processo che non ha sparato, adesso forse lei ha usato quelle armi perché nel primo processo quello che si fece alla corte d’assist, si ricorda poi f separata la posizione di Colafigli, lei dichiarò di non aver sparato, >> beh, eh era d’accordo >> naturalmente era per una difensiva.
>> Io non ho altre domande. A questo punto mi inserisco perché lei dovrebbe fare fornire un chiarimento. Lei ha detto che a Batino Toscano si erano precostituiti un alibi, o meglio, si erano avevano costruito un alibi andando fuori Roma. >> Sì, sì. >> Ma perché si volevano costruire un alibi? Sapevano che sarebbe stato ucciso Proietti Maurizio.
>> Sì. No, loro sapevano che dovamo ammazzare i proietti. Lo sapevano, avevano contribuito. >> No, no, signor presidente, noi eramo alla caccia decisione al programma dell’eliminazione. >> No, guardi, signor presidente, siccome Abatino e Giuseppucci erano, come si suol dire, culo e camicia, si sapeva che non appena sarebbe morto un proietti, Abbatino sarebbe stato >> Sì.
Ma come faceva a sapere Abatino? Ma perché noi ce li ricercavamo, sapevamo che prima o poi li trovavamo in quel periodo, in quella settimana, in quei 23 giorni, noi eravamo dediti alla ricerca dei proietti. >> Noi quando lei dice noi si riferisce a chi? Anche ad Abbatino. >> No, no, Abatino non c’era proprio. Cioè Abatino come organizzazione, ma lui sul luogo non c’era.
>> Sul luogo non c’era. Ma sapeva che sarebbe stato ucciso. >> Sì, certo, certo. Sapeva che dovevamo uccidere un proietti. >> Ma era intenzionato all’eliminazione o no? Era contrario all’uccisione >> da proietti? >> No, ma contrario. No, >> altre domande? >> Sono l’avvocato Pera. Sarò molto breve. Due domande al signor Mancini.
Conosceva lei, signor Mancini, le persone o i soggetti con i quali aveva contatti l’abbatino nel contesto organico della banda e le loro fusioni. >> M Non ho capito. >> Ripeto la domanda, avvocato. Mi dispiacei sapere, signorini, >> lei ha fatto parte di un’organizzazione >> criminale che sia, va bene. Capeggiata e lei era un esponente di questa organizzazione. Va bene.
Eh, >> detto questo, unitamente ad altri esponenti e a più persone. La domanda è questa: lei le persone o i soggetti? Che è la stessa cosa? Che conosceva? L’abbatino. >> Beh, lui aveva per quella che riguardava le persone. >> Scusi se interrompo, sono stato molto chiaro. >> Eh, se io penso di aver capito. >> L’abbatino era in contatto con più persone, va bene, >> per il compimento di reati o fatti gravi o delittuosi.
>> Lei, signor Mancini, ripeto, era a conoscenza delle persone con le quali l’abbatino è stragrande maggioranza. Sì. in questo concetto organico. >> La sta grande maggioranza. Sì, >> ecco lei li conosceva tutti in sostanza. >> La sta grande mag grande maggioranza. >> Se poi a lui aveva dei contatti con persone diverse fuori dall’organizzazione, posso anche non saperlo, insomma.
>> Però per quanto riguardava l’organizzazione, sì, >> io ho detto per quanto attiene all’organizzazione. La ringrazio. >> Sì, sì. Sì. >> Seconda domanda. era lei a conoscenza direttamente o derelato, cioè in forma riflessa, di tutte le attività poste in essere dalla banda da parte della banda? Credo di sì.
Se poi c’era qualcosa fatto di nascosto, non lo so. >> Ecco, lei ne era a conoscenza. >> Credo di sì. Perfetto, la ringrazio. Altra domanda che forse il signor presidente della Corte non me la non me l’ammette, non sia così pessimista >> perché potrebbe essere la reiterazione di concetti già espressi da lei. Io non sono fanno bene i miei colleghi a martellare, diciamo, di domande >> come appunto clotz del Nord Italia, no? il martellatore della Val Passuvia, quindi fanno il loro dovere, però io sono una persona un po’ più modesta, normale e ritengo anche che
il processo debba svolgersi in una forma coordinata, anche perché più domande, per la mia esperienza anche di questi processi piuttosto grossi, più domande poi vengono si disperdono e quindi non sono utili, a mio avviso, all’economia del processo. Io mi permetto fare una domanda. Tutti noi qui presenti la fa esempio a noi >> assenti presenti e assenti.
>> Ma a lui lo devi fare domani. >> Sì, presenti e assenti. Chi più o chi meno, chi ha più titoli o chi ne ha meno ha un curriculum vite. Le chiedo cortesemente con il consenso della Corte, a prescindere, ripeto, che lei già in gran parte di esse domande del suo curriculum ha già risposto. potrebbe cortesemente farmi, io sono un gran curioso, il curriculum della sua vita ed in particolare a quelle azioni cosiddette militari alle quali le ha partecipato unitamente a più persone.
il curriculum della sua vita deliziosa. >> In sintesi ce lo dite in sintesi il curriculumo, la sua le sue vicende da quando ho iniziato >> Sì, ma non ci non ci racconti tutto, altrimenti dovremmo stare per molti mesi, immagino. No, brevemente incominciata con con quali reati? >> Io ho iniziato come tutti con il furto.
>> Con il furto. Poi dopo i furti cosa sono? >> Rapine. >> Rapine. Dopo le rapine >> mi sono ritrovato in mezzo a sta organizzazione. >> E quindi ha commesso reati. Ma io le avevo commesse anche prima. >> Sì, relativ >> sparavo. Avevo preso la pistola in mano anche quando ero nel gruppo cosiddetto di Valmela >> e ci ha fatto la sua descrizione sintetica del divita.
>> Sì, ma la richiesta che a me interessava mi mi consenta a quelle cosiddette partecipazioni armate o quantomeno militarmente armate come appeni verbali. Lei dove è stato determinante o ha partecipato in via come con causa? Sono stato chiaro? >> Una per tutti. >> Cioè, quante persone lei ha ucciso? Poche. >> Quante? >> Due, tre.
E quante altre, mi scusi, lei ha concorso o ha consigliato o è stato concorrente morale su quanti altri omicidi? >> Sì, signore. >> Devo citarli. >> Se vuole l’eser grado farebbe parte della finale del suo curriculum. >> Io ero io moralmente era d’accordo su tutti. Benissimo. >> Ma quando non sono stato d’accordo l’ho evitato.
Tipo quando volevano uccidere Abruciati, tipo quando volevano uccidere De Petis. >> Di lei ha anche una sua morale, mi sembra. Ho finito. Le, se mi può cortesemente precisarmi, sotto il profilo oggettivo e sotto il profilo soggettivo e sotto il profilo morale, quali sono stati gli elementi costitutivi che lo hanno indotto nel contesto, diciamo, delle dazioni dello Stato a pentirsi.
Guardi, sgombriamo il campo da ogni da ogni quello che me dalle domande mi faceva l’avvocato Naso, si capiva che io potevo averlo fatto anche per vigliaccheria, per pararmi il sedere, come si suol dire, no? Tutto meno per vigliaccheria. >> Allora, per motivazione. >> E allora perché lo spiegate al presidente e non mi faccio sempre le stesse domande? >> No, è la prima volta che lo domando.
>> Avvocato. Lei è simpatico, eh. io l’ho spiegato, >> la ringrazio, ho un curriculum diverso, comunque la ringrazio e sono simpatico, ma se mi vuole dire per quale motivi, non so, spirituali, motivi cattolici, >> ma avvocato, permett, io ho fatto proprio questa domanda a lui, perché si ha dato una risposta, >> ma >> ripeto, convincente o non convincente, sarà oggetto di valutazione.
>> Prendo atto della sua risposta, ma non sono soddisfatto. Non è soddisfatto. >> No, sì. È una dimostrazione di intelligenza. Eure io mi sottopongo tranquillamente. Intelligenti. Sono sempre soddisfatto. >> Ci sono altre domande? >> Sì, presidente. Avvocato Mendola per Simone. >> Solo uno. >> L’avvocato l’avvocato Mendola.
Secondo prima di Sì, >> chiedo scusa, presidente. Avvocato Mendola Percione, sono in fondo, siamo numerosi. >> Ah, sì, ecco perché controlo male. >> Volevo chiedere lei ha commesso mai attività illecite insieme con Simone e Giuseppe dei reati? Insomma, >> l’avvocato vuole sapere se ha agito mai in concorso con Simone.
>> Con >> Simone? >> Simone, >> sì, >> Simone. Lo sapevo, un personaggio legato con i tessaccini. Io non ci ho fatto nessun reato. Grazie, >> presidente. Capograssi come difensore >> avvocato Mele si era prenotato nel primo. >> Una sola domanda molto breve. Signor Mancini com’era soprannominato lei? >> La cattone.
>> Grazie. Il giudice vuole sapere, il signor Mancini, il giudice Alatre vuole sapere perché il perché di questo soprannome, >> perché ero rimasto colpito dal film di Pasolini. Va bene. >> Tra l’altro un bellissimo film, uno dei più bei film che sia stato mai prodotto. >> Presidente, mi >> commento commento artistico del presidente.
>> Per la spiegazione riterrei in via logica che sarebbe più opportuno richiederla a coloro che gli affibiavano questo soprannome e non a lui personalmente. >> Però credo che la risposta sia intuitiva, la risposta non detta sia intuitiva. Le è piaciuto quel film? Prego. >> Le era piaciuto questo film? >> Sì. >> E ne ha parlato con gli amici >> di questo film? >> Sì.
Voglio dire l’avvocato Meri che lo vuole sapere. Lei vede il >> perché a Cattone in grazie. >> Ma non lo so perché molto probabilmente rimanendo entusiasta di questo film, >> ecco, risposta Tacita che oggi non è più Tacita. E presidente, come difensore della Moretti, signor Mancini, per quanto le risulti, qual era il ruolo della Moretti nell’associazione? Eh, avvocato, questa domanda non gliela posso ammettere perché la posizione Moretti Fabiola è stata stracciata, eventualmente renderà dichiarazioni spontanee la >> Ah, no, anche lui è coimputato, con
giudizio abreviato, renderà le dichiarazioni spontanee nel corso del relativo processo. >> Silenzi in aulain mi spettatore. No, perché io sono ammirato dalla sua ratonia. Io aspetto le domande da lei. No, la ringrazio. Meno male. Meno male. >> Come avete visto i complimenti non vi sono mancati, signori principi del forte.
>> Sì. Sua moglie sta poco bene. >> Sì, signor presidente. >> Sì, perché ho sentito la radio che è stato rinviato un processo per malattia di sua moglie. di casa poi allora per il momento si può allontanare, però lasciatelo qui non si sa mai perché può essere che si faccia qualche confronto.
Disclaimer : This content may be created by AI for entertainment purposes. Any resemblance to real persons, events, or places is coincidental.