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Ndrangheta 2026: MAFIA №1 NEL MONDO! 60 MILIARDI! I RE DELLA COCAINA! Più potente di Sinaloa!

Il 13 gennaio 2021 nella città di Lamezia Terme, nella Calabria italiana, la regione più povera del paese, in un edificio appositamente riadattato di un ex call center, è iniziato un processo giudiziario che l’Europa non vedeva dagli anni 80. 335 imputati, 438 capi d’accusa, 600 avvocati, 58 testimoni dell’accusa, una parte dei quali ex membri del clan che hanno ottenuto lo status di collaboratori di giustizia, un’aula bunker speciale con vetro blindato, un proprio codice postale e un sistema di videoconferenza con decine di

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carceri del paese. Il processo è stato chiamato Rinascita Scott dalla parola italiana rinascita e in onore del defunto agente dell’FBI Scott Ziben che aveva aiutato a districare i legami tra i cartelli colombiani e la mafia calabrese. Allora, all’inizio degli anni 20, questo processo andava sulle prime pagine di ogni giornale italiano come il processo della generazione.

Ora, nella primavera del 2026 ha già superato tutti i gradi di giudizio, inclusa la Corte di Cassazione che ha emesso la decisione il 23 maggio 2025 e decine di imputati stanno scontando pene reali in carceri di massima sicurezza. Questo è un solo processo, solo uno. Parallel a Reggio Calabria è in corso un maxi processo ancora più grande iniziato sui materiali dell’operazione Evgistos del 2023, nel corso della quale in 10 paesi: Italia, Germania, Belgio, Francia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Romania, Brasile e Panama sono stati

arrestati contemporaneamente 132 membri di una sola organizzazione. La prima ondata di condanne emesse nell’ottobre 2025 con la procedura accelerata del rito abbreviato ha dato complessivamente 1098 anni di privazione della libertà e una multa di €440.000 solo per 76 dei 132 imputati. Allora, 20 anni fa una cifra simile sarebbe sembrata fantascienza, persino per i processi americani contro la mafia italiana.

Ora questa è solo una delle diverse grandi operazioni parallele  contro una singola rete criminale e questa rete si chiama Andranghetta. Secondo i dati dell’Interpol per il 2025, la Andrangheta opera in più di 84 paesi del mondo. Il suo fatturato annuo, secondo le stime degli esperti dell’Istituto di Alti Studi di Difesa Nazionale della Francia e dell’European  Studies Think Tank ammontani a una cifra compresa tra 40 e 60 miliardi di euro.

Secondo le stime  dell’Europol e delle ricerche accademiche dell’Università di Cambridge, l’organizzazione calabrese controlla circa l’80% del mercato all’ingrosso della cocaina in Europa. Allora, nel 1980 la Andrangheta agli occhi dello Stato italiano, era una mafia di seconda categoria, il fratello minore di Cosa Nostra Siciliana e della camorra napoletana, una struttura rustica di  pastori e sequestratori di persone dell’Aspromonte montuoso.

è l’organizzazione mafiosa transnazionale dominante dell’Unione Europea, riconosciuta nei rapporti EU SCTA del 2025 come una minaccia sistemica alle basi politiche, economiche e istituzionali dell’Europa. Tutto questo, nonostante formalmente la stessa esistenza della Endrangheta come struttura unica, sia stata riconosciuta giuridicamente dallo Stato italiano solo nel 2010, con una decisione della Corte di Cassazione nell’ambito del processo sull’operazione crimine.

Allora i procuratori italiani dimostrarono giuridicamente per la prima volta che i clan familiari della Calabria non sono gruppi frammentati, ma una rete unica. gestita da un organo di coordinamento comune. Ora, a distanza di 16 anni, questa rete è una delle strutture criminali più ricche e più influenti del pianeta, con una presenza nei sistemi bancari  di Londra, Francoforte, Zurigo e Dubai, nei porti di Anversa, Rotterdam e Amburgo, nel cemento delle località turistiche della Costa del Sol e all’ombra dei club calcistici

internazionali. Ma la domanda principale di questo film non risiede nei numeri. La domanda principale suona diversamente. come ha fatto una struttura chiusa, quasi medievale, di un villaggio di montagna nel sud dell’Italia, dove le posizioni direttive  ancora oggi si trasmettono per sangue, dove ci si sposa con le cugine per non far entrare estranei, dove i riti di iniziazione sono descritti con le stesse parole del X secolo a diventare il nodo nervoso centrale del narcotraffico europeo del XX secolo, come ha fatto una struttura

nata dai sequestri di persona in Aspromonte e dai pascoli di pecore siciliani ad accordarsi oggi con il CNG messicano, la Clara del Golfo Colombiana e i gruppi balcanici a parità di condizioni. Come sono finiti i suoi soldi nelle compagnie di assicurazione del Nord Italia, nei ristoranti di Düsseldorf, nelle squadre di calcio di  Monaco, negli appalti edilizi di Milano e negli asset virtuali delle borse di criptovalute degli Emirati Arabi Uniti? La risposta risiede nello stesso posto dell’inizio, in un

villaggio calabrese ai piedi del Monte Aspromonte con una popolazione inferiore a 4.000 persone. Il suo nome è San Luca. Da qui, dalla pietra gialla delle case e dagli ulivi sui pendi, sono uscite le persone che oggi siedono negli uffici  a Bogotà. A Bogotà firmano contratti per la fornitura di cocaina.

A Toronto aprono pizzerie e lavanderie. A Sydney possiedono squadre di muratori ed estorcono loro il pizzo. A Bruxelles  finanziano lobbisti. Allora, nel 1950 San Luca viveva dei soldi inviati dagli emigranti dalla Germania e dall’America e dei prodotti dei propri giardini. Ora, nel 2026, la metà dei suoi uomini maggiorenni è inserita negli archivi della polizia italiana ed è l’unico municipio in Italia dove nessun partito è riuscito a presentare candidati alle elezioni per più di 10 anni consecutivi.

L’edificio vuoto del municipio nel centro di San Luca è il simbolo più esatto di cosa sia la endrangheta  nel 2026. Per capire da dove provenga questa organizzazione bisogna tornare alla Calabria dell’ultimo terzo del X secolo. Allora, dopo l’unificazione dell’Italia nel 1861, il sud del nuovo paese rimase solo con la povertà, l’analfabetismo e l’isolamento dei villaggi montani dell’Aspromonte.

Nella portuale Reggio Calabria, a Messina e a Palmi vivevano artigiani, pescatori e piccoli commercianti. Sulle montagne, a 20 e40 km dalla costa vivevano allevatori di pecore e contadini. Le leggi del regno di Roma e del giovane stato italiano lì non arrivavano. Le sostituiva la consuetudine, antichi codici d’onore, il clan maschile, la vendetta per un’offesa.

Proprio in questo ambiente, alla fine del X secolo, le prime menzioni documentali nei bollettini di polizia sono datate agli anni 1860 e 1870 nella provincia di Reggio. prese forma un’organizzazione che definiva se stessa onorata società. La parola andrangheta è di origine greca da andragatia che significa coraggio e virtù guerriera.

Allora, questa era l’autodenominazione di una setta  castale, non di una corporazione criminale. Ora questa parola si trova nelle risoluzioni del Parlamento europeo e in tutti i manuali di diritto internazionale. La cellula base della Endrangheta si è sempre chiamata nradina o locale. località. È un clan composto da una famiglia unita da legami di sangue o da un’alleanza di diverse famiglie che controllano un villaggio specifico o un quartiere cittadino.

A capo c’è il mamma santa o capo locale. Accanto il contabile, il criminale, responsabile della violenza,  il mastro di giornata, responsabile delle operazioni quotidiane. Allora, all’inizio del XXo secolo, un locale bastava per un villaggio. Ora i locali dell’andrangheta operano a Toronto, Melburn, Duisburg, Barcellona, Buenos Aires.

È stata provata giuridicamente l’esistenza di non meno di 150 locali solo nella stessa Calabria e di almeno un altro centinaio al di fuori di essa in tutto il mondo. L’iniziazione dei nuovi membri avviene secondo lo stesso rituale di 140 anni fa. Sangue dal dito sull’immagine di San Michele Arcangelo, un giuramento davanti ai fratelli, l’obbligo del silenzio, omertà, la punizione, la morte.

La prima ondata di emigrazione in Nord America e Australia all’inizio del XXo secolo divenne per laheta non una perdita, ma un’espansione strategica. Tra il 1901  e il 1930 dalla Calabria partirono più di 800.000 persone verso New York, Philadelphia, Toronto, Buenos  Aires, Melburn. Tra loro partivano anche membri dell’onorata società.

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