Per anni di lui si è sentita solo l’eco. Totoriina, il capo dei capi, il fantasma di Cosa Nostra, quello che ordinava ma non firmava, quello che decideva ma non si mostrava mai. Inchi intercettazioni, pentiti. Tutti parlavano di lui, ma lui taceva fino a quel giorno, il giorno in cui Totoriina entra in aula, si siede, alza gli occhi e parla.
Non urla, non minaccia, parla, ma le sue parole sono più pesanti di qualsiasi pistola. Siamo nel cuore del maxi processo di Palermo, il più grande processo antimafia della storia d’Europa. 474 imputati, centinaia di testimoni, ma tutti gli occhi sono su di lui. Il boss dei boss, l’uomo che ha fatto tremare lo stato, colui che ha dichiarato guerra ai giudici, ai politici, ai pentiti.
L’uomo dietro le stragi, dietro i silenzi, dietro le bare. Quel giorno Rina decide di parlare. Lo fa con calma, con astuzia, con quella voce ruvida, sottile, vellenosa. Nega tutto, sorride, si presenta come un padre di famiglia. Dice “Io sono un uomo per bene” e mentre lo dice lo Stato è costretto ad ascoltare.
Nel video che state per ascoltare c’è la sua voce autentica. Non ricostruzioni, non fiction, ma la realtà, la voce dell’uomo che ha tenuto in ostaggio la Sicilia e l’Italia per 20 anni. No, >> facciamolo accompagnare qui. >> Allora, il pubblico ministero niente, >> il pubblico ministero no. Vabbè, rileva che si tratta >> di un di una problema di ordine tecnico che non comporta soluzioni di ordine giuridico di ordine tecnico che non comporta soluzioni di ordine giuridico ma materiali.
che potranno essere opportunamente adottate. >> La Corte su questo punto >> la corte dichiara non lo provvedere. per le considerazioni rassegnate dal pubblico ministero messo per allora >> perché non Quindi si procede per tanto
l’interrogatorio. Il presidente dispone che l’imputato Regina sia condotto sul podio onde procede dal suo interrogatorio e ripeta le sue generalità. Salvatore o Giovanni si sente bene? Figlio di Giovanni, >> il più vicino, >> gli avvicin >> nato a >> Regina Salvatore fu Giovanni, nato il 16/1130 >> a >> Corleone. il suo domicilio della libertà.
> Via Ju Piano 13 >> Corleone. >> Sì, con Leone. >> Via sua del piano numero 3. >> Sua del piano numero 16. >> È sposato. >> Sì, >> ha fatto il servizio militare? >> Purtroppo no. Ha proprietà intestate al suo nome? >> No, non ho niente. Non lo tenete. >> Ha precedenti penali? >> Oh, questo ce ne ho parecchi.

Signor presidente, >> la sua attività che mestiere fai? mia attività misterio agricolo. Io era agricoltore quando era giovane. Dopo mi sono dato da fare, ho lavorato questultimi tempi in una ditta di costruzione e quindi ho campato la famiglia. Era una persona anziana che mi dava lavoro da più da 20 anni.
Avevamo un cantiere, cioè avevano avevo un cantiere piccolino, faceva parte 12, parte 13, parte 14 appartamenti e mi dava prima 300 al mese e poi l’ultimo tempo mi dava alla settimana e poi l’ultimo tempo mi dava 400 manire alla settimana e campava la famiglia. Io, signor presidente, sono un lavoratore, non sono quello che si dice nei giornali, nelle televisioni.
>> Aspetti, aspetti un momento, aspetti un momento. Lei, chiariamo, lei di questo processo è imputato nell’omicidio del dottor Michele Reina, avvenuto a Palermo il 9 marzo 1979. Dottor Michele Reina era il segretario provinciale della Democrazia Cristiana. dell’omicidio della presidente della regione Pier Santi Mattarella, avvenuto a Palermo il 6 gennaio del 1980 dell’omicidio di Pio La Torre, segretario provinciale dell’allora partito comunista italiano, avvenuto a Palermo il 30 aprile 1982, nonché dell’omicidio dell’onorevole La
Torre Rosario di Salva, avvenuto contestualmente, è imputato pure delle connesse imputazioni relative alla detenzione porti illegale di armi e altri illeciti connessi. Lei ci deve dire anzitutto se intende rispondere per difendersi. >> Certo che devo rispondere, signor presidente, perché sono qua. Allora, sono qua.
>> Investito dalla facoltà di astenersi risponde: “Non intendo avvenermi di tale facoltà”. Dunque, la sua, per riassumere i termini dell’accusa, le sue responsabilità, secondo l’impostazione accusatoria, derivano dalla circostanza che lei da molto tempo, perlomeno dal 1973, avrebbe fatto parte con posizione di prestigio del della cosiddetta commissione, cioè a dire dell’organismo preposto al governo della associazione criminosa denominata Cosa Nostra.
Questo convincimento dell’accusa è sorretto. >> Ma mi scusa, posso interromperlo? >> No, aspetta. >> Allora, allora, >> è sorretto sulla base delle deposizioni che sono state acquisite di personaggi che avevano a suo tempo fatto parte di questa associazione, che poi si sono dissociate e sono devenute collaboratori della giustizia.
Io le numero quelle che finora sono state acquisite in questo processo e sono quelle di Vitale Leonardo, Calderoni Antonino, Buscetta Tommaso, Contorno Salvatore, Francesco Marino Mannoia, Vincenzo Marsala e risulta risultano deposizioni anche di altri che però ancora non fanno parte di questo docenzo. Che cosa ci deve dire al riguardo? Perché la determinazione di realizzare questi omicidi sarebbe avvenuta proprio ad opera dell’organo direttivo di Cosa Nostra, cioè appunto della predetta commissione.
Che cosa ci deve dire al riguardo? >> Signor presidente, cominciamo a riguardo. Che cosa io ho da dire? >> Signor presidente, mi scusi, me pare che >> lo faccia rispondere. >> No, no, no. Presidente, mi scusi, è relativamente alla sua contestazione, vostra Eccellenza ha detto che >> Eccellenza, lo lasci stare. >> Vostra signoria ha detto che risulta della dichiarazione di Buscetta e di un altro >> Le ho envelate tutte quelle che ci sono nel processo.
>> No, non ci sono nel processo, presidente. >> Ancora nessuna contestazione. >> Sono gli atti. >> Non sono stati confermati ancora di quest. >> Non sono stati contestati. Ah, va bene. E prima >> siamo col vecchio rito, col rito del processo del codice penale 1980. Ho detto che fanno parte del processo, sono state acquisite, anche se ancora non sono state dichiarate utilizzabili ai fini della decisione. Prego, risponda.
>> Ma mi scusa, posso anche rispondere all’avvocato? Ma avvocato. >> No, lei a me risponderò l’avvocato. No, >> rispondo anche pure a lei. Ma che problema abbiamo? Mi scusa se mi soccoro. Che problema abbiamo di rispondere per uno? o pentito o collaboratorio, come lo dobbiamo chiamare o se dobbiamo rispondere per tutti.
Uno vale l’altro, anche perché sono tutti uguali e quindi con calma cominciamo piano piano e cerchiamo di vedere lei. Mi pare che ha letto si presume, signor presidente, >> no presume. Non ho detto sium lei l’ha detto così. accusa, fonda il suo convincimento su queste deposizioni. Ora vediamo queste deposizioni, queste pentite lo chiamiamo perché io le chiamo pentite, lei mi scusa e mi perdona se le se le >> può chiamare pure pentita.
Le chiamo pentite. Io le chiamo col mio dialetto, anche perché poi sono un quinta elementare, manco sparte, quindi sono un povero analfabeto e quindi leghiamo con un po’ il mio parlando di Buscetta o parlando di contorno o parlando di questi, signor presidente, questi una volta ai tempi quando c’erano le lettere anonime si chiamavano lettere anonime.
Ora che le retri anonime vengono cestinate e non sono più validi, allora si sono creati questi pentiti. Questi pentite che cosa fanno? che una volta la lettera anonima non era fermata, ora si firmano perché certamente non è come si dice lei che loro si sono dissociati, non sono associati perché né io ho fatto associazione con nessuno e manco loro hanno fatto associazione con me o discutere o stabilire.
Quindi questi qua oggi essendo gestiti questi, signor Pendite sono gestiti. Lei mi può lei mi può dire ecco, lei mi può dire da chi? Da chi? hali il comando di gestirle, signor presidente, chi ha il comando di gestirle le gestisce e le gestisce in un modo tale che quello che dice uno dicono tutti perché sono abbraccio, perché camminano come so dire a braccetto, perché c’è coi gestisci.
Lei se mi dice a me quali gestisce, ma questo lo so io che gestisce, ma certamente sono gestiti. Quindi un giorno, diciamo tanti anni fa e erano lettere anonime queste, oggi mettono la firma, lei sa che con la firma si esce di carcere, si prendono i soldi, si prendono i mesati, si prendono le stipendie, si prendono le ville.
Quindi certamente tutti cercano di fare i pentiti o tutte cercano di pentire accusando agli altri innocente. Signor presidente, qua bisogna invece guardare e scendere nel profondo dei pentiti. I pentiti debbono portare riscontro, signor presidente. I pentiti non debbono dire, oppure lei mi viene a dire a me, ma è più di uno che lo dice, signor presidente, ma che cos’è più di uno? Che sono tutti a braccio e che sono gestiti? Questo dobbiamo cioè no, mi scusa, guarda, fai parlare questo.
Dobbiamo cercare di approfondire che cosa sono queste pite, di chi sono gestite, come sono gestite, perché sono gestite, signor presidente, >> ma lei li conosce? >> Ma io non conosco nessuno di questi. >> Nessuno di loro conosce. E l’altra cosa che gli debbo chiedere, ma perché questi non mi debbono fare il confronto e mi dicono dove ci siamo seduti, dove siamo eh oggi siamo seduti all’aula buung stabiamo discorrendo del processo reina da torre e compagna bella.
Questi qua devono portare prove, signor presidente. Non debbono dire me lo disse Bontate, me lo disse Badalamenti e me lo disse questo, me lo disse questo. Signor presidente, Badalamenti è stato interrogato in America di tante presidente, credo che l’ha interrogato pure lei. Se non l’ha interrogato, l’ha interrogato.
Deve domandare abbadanamente se è vero quello che dice Buscetta. Buscetta dice un sacco di frantoni, un sacco di tesserie. Signor presidente, i pentiti di oggi lei ha visto che cosa sono? Sono quelli che fanno buttare all’avvocato Montana e si uccide. Sono quelli che fanno sparare a giudici e signorino.
Sono quelli che fanno assistare pezzi grossi della polizia. I pentiti sono questi. I pentiti sono un’arma troppo pericolosa. Fanno quello che vogliono. Signor presidente, che cosa si viene a dire? Cerchiamo invece di approfondire lei da presidente la Corte tutta. cerchiamo di approfondire veramente queste pentite che sono, che cosa vogliono e che cosa fanno.
Eh, signor presidente, questo dobbiamo vedere. Invece in base alla torre Orreina, signor presidente, io non è che ho fatto mai politica, non sono un politicante e non ho non ho non ho ambizione a pigliare il posto de Piola Torre, manco di di di Mattarella. Queste sono cose politiche. Qua dovete vedere più in alto, dovete cercare altrove.
Non dovete cercare in me in Salvatore Rina un povero agricoltore e poi s’ha dato da fare per accampare la famiglia a lavorare presidente di Rina si è voluto fare un parafulmine italiano. Di Rina si ha voluto fare per dire scarichiamo tutto lì pendent Ma Rina non è quello che dicono loro. A Rina gli debbono portare proprio dove ci siamo seduti, signor presidente, se io ho mandato a uno a fare una cosa, ci dov ci abbiamo dovuto sedere a qualche parte.
C’ho dovuto, ci doveva essere a chi persone presente. Se si par cupoli o di scupoli io non potevo essere solo, dovevamo essere tanti. E vediamo dov’erano questaci, chi erano. Signor presidente, io mi scusa, io mi scusa. Se vole posso pure continuare e gli dico io il contorno e Buscetta, io ho passato il processo terre, signor presidente, e desidero che gli avvocati miei prendono copia e portano io nel processo terzo accusato di buscett di >> quale? March ter marches ter successo terzo terzo mia mar io accusato di
Buscetta e accusato di eh condorno io sono stato assolto di tutti gli omicidi dell’associazione e signor presidente gliene debbo dire una quando il condonno è stato interrogato in America dal presidente a sua volta che non ricordo il nome che ha fatto la causa, ma lo potete vedere dei documenti, ci ha detto “Ma lei che ci ha visto fare a Gina?” dice io niente carice come accusa, ma così e allora il presidente gli ha detto mette a verbale, mettiamo a verbale.
Mettendo a verbale e che il condonno non ci ha visto fare niente a Signina, non ci ha visto commettere niente. E io vengo a sorte, signor presidente, io vengo a sorte in primo grado, vengo assorto in secondo grado, vengo assorto in Cassazione. Quindi allora questi pentiti m sono dei falsi o sono dei veri? Perché in un processo mi trovo condannato con le stesse pentite all’incastolo.
In un processo con tante omicidio e mi trovo assolti per non avere commesso i fatti. Addirittura manco per l’associazione vengo condannato, signor presidente. E che c’è questo c in Marsala in Marsala. Io oggi voglio parlare un minuto di Marsala. Il Massala fa in questa corte, dice che mi conosce, dice che siamo state lì in campagna da lui, abbiamo fatto una riunione, ma guarda caso quando l’avvocato Feleccia gli domanda “Ma che altezza è?” Salvatore Sil dice più alto di me.
Quanto è lei? 1,75 m. Signor presidente, mi scusa se miina Salvatore più alto più alto di 1,75 m. Rina Salvatore. Rina Salvatore che 1,60 1,61 m c’è. Allora a questo punto l’avvocato Fileccia ha tirato la tessera di riconoscimento e gliel’ha portata al presidente per dire “Ma guarda che questo è un grandissimo bugiardo e falso perché un uomo, signor presidente che conosce, un uomo che ci parla, un uomo che discute, un uomo che ben e gli è 15 cm in più e mi metto all carabiniere e vediamo che cosa sono 15 cm”. Ma 15 cm
per un per per un uomo sono come 1 metro, come 2 m. E come che allora in Marsala non mi conosceva, in Marsala diceva de bugiarderie, in Marsala diceva tutte cose frantone e il presidente a questo punto mi ha dovuto assolvere, non è che mi ha assortto così perché in Marsala non mi conosceva, ma in Marsala aveva detto lì anche in Corte d’Assisa, sperbali che sì, è venuto in campagna da me, abbiamo fatto la riunione, a me l’hanno presentato, io lo conosco, ma signor presidente come si va avanti con queste pentite così
io Io se vuole posso pure continuare. Se se vuole mi posso pure stare zitto. >> Senta, ma la dice una cosa? >> Sì, dei suoi coincuitati in questo processo. Conosce qualcuno? >> Io non conosco nessuno dei miei. >> Greco Michele non lo conosce. >> No, non conosco Michele. >> Bernardo Provenzano non lo conosce.
>> No, lo lo conosco. >> È paesano suo. >> È un mio paesano, però io non lo conosco. Non l’ho mai incontato e non l’ho mai visto. >> Brusca Bernardo lo conosci? Non lo conosco. >> Giuseppe Calò lo conosce? >> Non nemmeno. No, signor presidente, se le vuoi leggere io non conosco nessuno di quotato. >> Madonia Fran. Abbiamo finito.
>> Francesco Madonia lo conosce? >> Non lo conosco. >> Gira Antonino di Partinico. >> No, >> detto nenè non lo conosce. Allora, fatemi per valizzare la riassuntiva e poi chi vuole può fare delle domande. Mi protesto innocente da ogni addebito. >> Non ho capito. Parlava con me. >> No, sto dettando. >> Mi protesto innocente da ogni addebito.
le accuse rivoltemi da quelli che io definisco pentiti. Non levo io così. Sono persone che rivolgono accuse unicamente per trarne beneficio personale sono del tutto infondato. >> Signor presidente, poi una parola. Io non conosco alcuno >> aspetta faccia finire se verbalizzare sono tutto >> dif io non conosco alcuno così come conosco, non conosco alcuna delle persone con me coimputate in
questo processo. e che vostra signoria vi menziona. Conosco il nome soltanto di Bernardo Provenzano, poiché è mio compaesano, ma non l’ho mai visto. Chi deve rivolgere delle domande? Cominciamo dalle partecip Non ha finito. Dica, dica scusi presidente. >> Sì. Io voleva dire per quale motivo doveva, cioè quale interesse aveva io di uccidere o Mattarella o Orreina o la Torre.
Aveva detto ancora lo ripeto, cioè che interesse c’ho io? Quali sono i motivi che io posso avere queste persone? Cioè, voglio che lo mette, vale pure per dire, ma i motivi, >> faccio presente che io non avevo nessun motivo di partecipare agli omicidi di uomini politici, quali quelli che mi vengono attribuite. >> Presidente, aveva detto prima, non è stato verbalizzato che io non >> c’è la c’è la legislazione vot, >> ma siccome nella sintesi è meglio farlo, ha detto lui.
Io non ho mai svolto attività politica. Non conosco mai svolto attività politica. Esatto. >> Non ho mai svolto attività politica. Vabbè, quello che va. E allora chi comincia? Avvocato Criscimano si mette faccia in modo di farsi vedere. >> Sì, presidente. La postazione 71 Grazie. Già accesa al Francesco Crescimanno, difensore della parte civile Mattarella.
Presidente, preso atto di tutto quanto ha testeè detto l’imputato Salvatore Rina e cioè per definire il quadro la non conoscenza da parte sua di coloro che lo hanno indicato come eh posto a capo della commissione di Cosa Nostra. Credo di non ricordar male, avvocato Fileccia, che sia stato indicato, >> per favore, non interrompete >> da più anni a questa parte come il capo della cupola della commissione di Cosa Nostra.
Eh, ritengo di non ricordar male ancora una volta, avvocato, eh, preso atto comunque che non conosce nessuno di coloro che lo accusano, di coloro che sono con lo stesso coimputato, né chi avesse ragione alcuna di ordinare gli omicidi per cui oggi è processo. Mi rimane la esigenza di capire un po’ meglio. Intanto nell’anno 1979 l’imputato Riina era latitante.
Lo chiedo allo stesso. >> Sì, era latante. >> Se era latitante perché lo era? >> Ma è una cosa semplice. Io mi dovrebbe parto, se il presidente me lo permette. Io devo dire perché era la tetante. Sì, io >> lo dico, lo dico >> perché è giusto che >> eh >> io nel 1969 ho fatto un processo a Bari e quindi a Bari sono stato a sorte di otto omicidie, associazioni, quindi essendo assolte di tutte queste cose aveva pensato di rimanere lì sulle zone di Bari a Bitonto, quindi aveva fatto una richiesta di ristare lì a Bitonto e non
tornare più a Corleone o per meglio dire in Sicilia. di chi di da questo punto che cosa mi succede dopo 3 giorni che sono libero lì che già aveva fatto richiesta al municipio di Bit, cioè mi sono pensato di fare così, però non è che mi sono buttato tante perché pensavo 5 6 in caccia, assolte per non avere commessi i fatti, assolte per l’associazione, assolto per tutte le cose.
A questo punto non mi ho sentito di andare a soggiorno obbligato e sono andato a finale tanto. Questa è la risposta che do all’avvocato che la verità non è che Quindi stabilito che nel 1979 lei era la dittante. Era la ditante, era >> impropriamente l’aditante. >> Irreperibile. Ha ragione avvocato. Perché poi perché poi, signor presidente è avvocato, io andavo a lavorare regolarmente.
A me non mi ha cercato mai nessuno. A me non mi ha fermato mai nessuno. Io prendeva l’aereo, pigliavo cio treno per andare a Trapani, pigliava l’autobus. Quindi a me non m’ha mai fermato nessuno. A me non ha mai detto niente a nessuno. >> Ecco, può dirci nel 79 dove si trovava allora? >> Ma che signor avvocato, come faccio a 79 digli dove mi trovavo? Se io gli domando a lei dove si trovava a 78, >> sono in grado di dirglielo.
Conosciuto? E >> ma certo. Come faccio a dire dov’era i giorni così? Lavora lavor. Posso dirli, posso dirli che lavorava presso questa cantiere, questa persona che mi dava lavoro >> a Palermo, o no? Ma forse in questo tempo eramo in Giavane, credo, perché ha fatto pure due tre palazzetti in Giavane. In quel periodo ebbe mai modo di venire a Palermo, ma non penso perché c’era lì il cantiere e dormivamo là una volta tante rientravamo.
Quindi non ha mai mantenuto contatti col suo ambiente di origine, cioè lì, Cor Leone e in >> No, no, tantoè vero che credo che lei ha potuto vedere che i bambini miei, i miei figli non conoscevano il paese, quindi credo che è una cosa proprio spontanea. I bambini non conoscevano il paese, non non conoscevano mia madre, né mie sorelle né i nonni.
Sì, ma io infatti non le chiedo dei suoi figli che tra l’altro debbono per quanto riguarda in maniera estrane che io per dirgli avvocato che io non ho mai frequentato manco il mio paese, quindi io non ho avuto quindi fin dal 69 non l’ha mai frequentato >> no anche dopo non ho frequentato >> dico a partire dal 1969 non ha mai frequentato >> dal 69 dal momento in cui io me ne sono andato dal paese io il paese non l’ho frequentato e con Palermo, mi diceva poc’anzi non ha mantenuto in quell’epoca soprattutto intorno al 1979 alcun rapporto. 1979
parlo, non più 69, >> nessun rapporto. >> Quindi ha avuto modo di venire a conoscenza dei fatti accaduti in quell’epoca a Palermo, l’omicidio del dottor Reaina, in particolare poi all’inizio dell’80, per ciò che mi riguarda, l’omicidio del presidente della regione Pieranti Mattarella. tramite televisione.
Certo, televisione, il giornale, principalmente la televisione lo ha preso e dello stesso fatto non ha mai avuto occasione di parlare con nessuno. Parlo dell’omicidio Mattarella che è ciò di cui mi occupo direttamente. >> Avvocato con nessuno, perché io non ho interesse di parlare. Io io facevo lavoro, casa, moglie, famiglia e chiesa, come si suol dire, dai parte nostre.
Quindi nessuna indicazione. Lei ha avuto in ordine alla causali, modalità, circostanze di questi omicidi? >> No, no, nessuna occasione. >> Nessuno gliene ha mai parlato. Nessuno le ha mai riferito nulla con riferimento all’omicidio Mattarella. >> No, no, tantoè vero che io fino l’altro giorno manco sapeva che era votato per Mattarella momento.
Cioè, questi omicidi per me sono un po’ come cassuto da cascato dalle nuvole, tutte queste cose. Va bene, presidente, grazie. Avvocato Galasso. >> Avvocato Galasso, parte civile di Salvo. Tre domande, presidente. Una se sapeva chi era Piolator, rispondmi. >> Ma io non so chi è questo Piolatore perché come aveva detto al presidente avvocato, non ho mai fatto politica.
Io non so la torre per me è come per esempio da noi ci potessi essere la torre e quindi credo che anche lei può sapere che da noi ci sono pure la torre avvocato Calaso a Corleone perché se non ricordo male lei anche a Forleone ha studiato. >> Sì >> e me lo ricordo quando era giovanotto che andava alla scuola.
Quindi per la Tos io conosco i corleonesi. >> Può chiedere presidente se conosce appunto a proposito dei corleonesi Luciano Ligio. >> Sì che lo conosco. Sono stato imputato a Bari assieme >> nel processo dove siamo stati tutti assolti. >> Se lo conosceva prima? >> No, da prima No, perché io l’ho conosciuto in carccia lì a Bari.
Ma Liggio ha detto di conoscerla >> e a Bare Ligio ha detto di conoscermi a Bare e io l’ho detto che lo l’ho conosciuto a Bare avvocato. Non non non cerchiamo diversare i punti però avvocato. Ligio ha detto che mi ho conosciuto a carcere perché siamo stati lì assieme. Io l’ho conosciuto lì a carcere a Bari assieme.
>> Quindi prima non lo ha conosciuto. >> Prima non l’ho conosciuto >> neanche quando stava a Corleone. Eh, ma guarda, io a Leone me ne sono andato circa da 18 anni perché il racconto non l’abbiamo detto io 18 anni no io ho 18 anni e mi scusa, ora vediamo qua che manco da colone. Allora ci prendiamo c’è un po’ di scorso >> per rispondere a lei.
Io a 18 anni ho avuto una lite dal ragazzo lì, una rissa e è successo che io sono stato ferito, è successo un omicidio e quindi me ne sono andato in carcere e aveva 18 anni, quindi sono ritornato a 24-25 anni. E poi sono stato aere imputato per altre cose e quindi io leggio non lo potevo conoscere perché quei tempi che io era al paese non non abitava lì a paese.
>> Ma lei nel 1957 era a Corleone? >> 57, sì. >> E si ricorda che ci fu una sparatoria nel corso della quale morirono molte persone? >> M 57. Sì, se lo ricordo. Certo. >> Ne conosceva di questi? >> Ma no, non conosceva nessuno io. Eh, un’ultima domanda, presidente. Ehm, lui eh non conosce, ha mai sentito parlare nel su nel nell’ambiente che ha frequentato di Cosa Nostra, Associazione Criminale Cosa Nostra? Guard che io avvocato non ho frequentato nessuna criminale Cosa nostra e quinta non conosco.
Ho detto se ne ha sentito parlare. Allora mi sc No, non ho sentito parlare. >> Quindi quando lavorava in questo cantiere svolgeva questa sua attività, diciamo, mentre era prima irreperibile e poi la titante non non ha mai sentito parlare di Cosa? Non non conosce questa organizzazione. >> No, no, >> non sa nulla di questo.
>> No, avvocato. >> Quindi l’ha letta soltanto sui giornali. >> Ma televisione giornale. >> Non ho altre domande, presidente. >> Mi scusi signor Rina, lei poco fa ha detto di avere sentito e mostrava di conoscere quello che ha detto Contorno al in America mostrava di conoscere quello che ha detto Buscetta.
Adesso sta dicendo di non avere mai sentito parlare di Cosa nostra. >> Sì, però tramite i giornali perché poi ho l’avvocate che mi difendono, quindi l’avvocate mi mandavano i notizie, l’avvocato Felccia mi mandava la cassetta per quello, cioè perché è andato in America a a interrogare a questo contorno e quindi poi ho avuto i notizie dell’avvocato Felce.
Quindi anche per quello che riguarda il processo Mattarella è da presumere che l’avvocato gliene abbia vagamente parlato. Ma st ultimi tempi così perché io manco sapeva che che manco immutato per queste cose. di quando c’è stata l’ordinanza di rinvio giudizio. Lei non ha avuto notizia che >> no io se dottoressa, signor presidente, come debo chiamare, chiamo dottoressa, quindi credo che meglio cosa dottoressa, io da questo mese che sono in carcere mi sono arrivate tutte ora queste notifiche e qualcuno ancora manco mi ha arrivato,
cioè a me mi hanno arrivato ora i mandati di cattura che io manco sapevo che l’aveva dal da qualche dal mi pare dall’84 e l’ho avuto tutti questi giorni notificati a Sebibia. Sì, questo lo sappiamo che li ha avuti notificati materialmente a Rebil, >> però lei ha detto che seguiva la televisione, ha saputo che c’era stato l’omicidio, ha parlato e ha saputo controbbattere le dichiarazioni dei pentiti dicendo che non forniscono riscontri, quindi le conosco.
>> Sì, ma questo perché io la televisione la l’ascolto dottoresso. >> E quindi per Mattarella non lo sapeva di essere imputato anche tranera questo processo pendente qui a >> se prendiamo altro. Altre domande? Pubblico ministero si accomodo. Se il signor Rina conosce Baldassare di Maggio di San Giuseppe Iato. >> No, non conosco nessun di Maggio.
>> Conosce conosciuto Tommaso Buscetta? No, mai visto. Ha conosciuto però Luciano Liggio durante il processo di Bari. Sì, perché eramo coimputati nel processo di Bari e ricordo che lui aveva un processo, mi pare, era a Catanzaro e quindi io non lo conosceva fino a quando lui a Catanzaro, quando siamo, cioè io sono arrivato a Bari e lui è venuto anche dopo e lì ci siamo conosciute perché eramo nel processo assieme.
>> Ebbe modo di parlare durante lo svolgimento di questo processo con Luciano Ligio? Sì. >> Luciano Ligio le disse se a sua volta conosceva o meno Tommaso Buscetta. >> No, non me l’ha detto a me danno se conosceva. >> Lei sa che Ligio ha ammesso di conoscere Tommaso Buscetta? Ma io non lo so se lui ha ammesso di conoscere Buscetta oppure no, perché lì in quel processo non era Buscetta non c’era, era a Catanzaro Buscetta coimputato con Ligio.
Al processo di Bare non era coimputato con con noi altri Puscetta, quindi non so se lui lo conosceva a Catanzaro oppure no. E >> pubblico ministero, chiedo scusa. E Rina, mi dica una cosa. Oltre all’avvocato Filccia c’ha altri difensori? >> Sì, c’ho l’avvocato e Fragalà che gli ho fatto la nomina al giorno 27 perché >> in questo processo >> in questo processo >> e è l’avvocato Molmino.
>> No, in questo processo no. O Mormino soltanto hanno qui c’è Mormino e Fileggio. >> Va bene, >> ho nominato pure però Fragarà avranno nominato in altro processo. Sostituto, lo nomino. Sostituto. Si mette d’accordo. Presentato l’avvocato Prego. Pubblico minister, >> prego. >> Ha mai conosciuto Stefano Bontate? No, no, signor >> Salvatore Inserillo.
>> No, nemmeno >> Rosario Riccobono, >> no, non lo conosco. >> Salvatore Contorno, >> no, nemmeno. >> Antonino Calderone, >> no, non lo conos. >> E questi già, chiedo scusa, pubblico ministro l’ha già negato i pentiti li hanegati. In particolare, per i pentiti citati dalla dal presidente in aggiunta volevo chiedere se ha mai conosciuto Gaspare Mutolo.
>> Sì, Gasparo Mutolo lo conosco perché è stato in carcere con me nel non sono sicuro sarebbe il 66 credo è stato in cella con me. Ma eh ricorda eh se sul sul personaggio di Gaspare Mutolo che poi verrà chiederemo che venga sentito in questo dibattimento. Abbiamo chiesto che venga sentito in questo dibattimento.
Ricorda quali che tipo di rapporti intrattenne durante la comune detenzione. Ma guarda, posso dirgli che lui era un laciunolotto così di di giornata, faceva il la trungolo, andava a rubare di qua e di là, quindi era lì in cella. sa che in cella ha mettono a me, mettono un altro, quindi eramo lì come compagni di di di cella o di cose.
Quindi il ragionamento che potevamo avere erano andare all’aria, passeggio. Poi credo che la mamma di questo mutulo e se non ricordo male anche quei tempi stava al manicomio, quindi era una pazza poverina, quindi era un povero diavolo pure lui e quindi eramo lì cella. Però io chiedo e desidero se posso fare il confronto con questo mutulo perché mi pare che mutulo dice altre cose e io vorrei che farebbe un confronto per vedere se questo mutulo queste cose che dice sono vere o sono bugiardie.
conosce Giuseppe Marchese Marchese. Non conosco Giuseppe Marchese e posso dirgli anche pure il motivo, se vuole, perché non conosco non conosco nemmeno mia cognata, perché mio cognato, sposato con una sorella marchesi, non ha fatto in tempo a presentarmi e quando era fidanzato, perché poi mio cognato è andato a finire in carcere per circa qualche 12-13 anni, non ci siamo viste più e e quindi se non conosco nemmeno mio cognata che non l’ho avuta presentata.
Come posso conoscere questo Giuseppe Marchese che non ho mai visto? >> E per quanto riguarda conosce Leoluca Bagarella? >> È il mio cognato. Ho detto che avevo che non lo vedo 14 anni, quindi di quanto ave circa >> nel periodo in cui ecco Leoluca Bagarella era detenuto ed è stato a lungo detenuto, ha mai avuto sue notizie o >> no? né con da parte mia non ha mai avuto notizie né né ho scritto né m’ha scritto e nemmeno ha fatto collohi perché io purtroppo era nei miei condizion >> e dal momento in cui è ritornato ad essere libero lo ha mai incontrato?
>> No, no, non l’ho incontrato. >> Conosce Giovanni Drago? >> No. >> È mai stato durante la sua latitanza? è mai stato in territorio. Signor propo mistero, non diciamo la dananza perché era un libero cittadino, andavo a lavorare, quindi durante il periodo in cui è st, diciamo, si è trovato in stato di irreperibilità, poi ci sono stati tutta una serie di mandati di cattura, nel tempo, quindi si è trasformato in latitante nel in tutto questo periodo moletante, ma io andavo a lavorare e veramente >> e mai e dico è mai ha mai risieduto in
territorio di San Giuseppe Iato? No, non sono stato mai in territorio di San Giuseppe Atato. >> Lei dov’è stato? Tutto sempre in territorio di Palermo, della città di Palerm? >> Ma in parte il territorio di Palermo, in parte in Trapani, quando lavorava a Trapani stava lì a Trapani. >> Sì, >> cioè perché c’era una casa adita per dormire, per mangiare.
E >> ha conosciuto Mariano Agate? >> No, non conosco Mariano Agate. >> Simone Benenati? >> No, nessuno. >> Vincenzo Milazzo, >> no. Lei ha affermato, signor Rina, che tutti i collaboratori o pentiti, secondo la sua definizione, obbediscono ad una logica comune, ad una logica di gestione comune e l’accusano per quindi non ha non avrebbe valore il fatto che le loro dichiarazioni siano concordanti, ma visto che lei praticamente con non conosceva non intratteneva rapporti particolari con nessuno di con nessun personaggio di questo ambiente,
né a Corleone né successivamente. Per quale motivo tutti questi pentiti dovrebbero accusarla esponendo con formulando dei racconti così dettagliati e così precisi? >> Posso rispondere? >> Sì, certamente. Questa è la >> C. Signor signor pubblico ministere, perché io sono i parafulmini di questi qua, cioè praticamente loro ricercato la verba, i giornali, televisioni, quindi scaricano tutto su questa persona perché prendono più soldi, sono più creduti.
Io, signor pubblico ministero, lo sai che cosa sono oggi per l’Italia? Io sono il Tortora di Napoli, se si ricorda del processo Tort Tortora mi pare. 20 pentiti che erano che facevano gioca con Tortora, che facevano associazione con Tortora e tutte cose e poi Tortora all’ultimo, poverino, l’hanno fatto pure morire di capacuore, è stato assorto perché non faceva droga, non faceva associazione con nessuno.
Quindi io sono il tortora di Napoli oggi in Sicilia per i pentiti. Quindi ecco perché i pentite tutti accusano, perché Salvatore dove? buttare addosso tutto perché loro prendono anche di più perché ognuno che accusa Salvatore Rina alza la pagella perché lei sa che lo Stato paga a queste signori e quindi la risposta è questa. >> Ma il motivo per cui avrebbero scelto una persona all’inizio sconosciuta, ma il primo che ne parla non Salvatore Cano non è sconosciuta perché ci sono i giornali televisioni che glielo fanno a diventare grosso e alto e n sapendo che
invece è piccolo è corto. Signor pubblico ministero, ecco perché loro si avallano di questa propaganda, di questa. Quindi, personalmente, perché tutti questi pentiti e mostrano di ritenerla responsabile di atrop lo possiamo domandare a loro perché io io il motivo gliel’ho detto perché perché prendono di più, perché sono creduti meglio, non lo so.
Cioè, oppure diciamo facciamo una un la domanda, la risposta la facciamo in testa, può essere che che le gestisce e ci dice date così e che lo sa proprio come certo che c’è >> quando quando lei ha quando lei a proposito di questi omicidi ha detto ha esposto una sua ipotesi in ordine a questi omicidi che vorrei che chiarisse più concretamente Lei non conosce l’organizzazione Cosa Nostra? No, io non conosco.
>> La conosce attraverso gli organi di informazione, suppongo informazione di televisione. >> Per quanto riguarda tutti quei i delitti e gli omicidi che hanno avuto come vittime familiari di pentiti. >> Ma guarda, eh io qua non credo che non sono imputato per queste cose. No, assolutamente. >> Quindi potrei pure dire, però per me la si sposta va bene perché posso dar io non ne so parlare.
Io non ho niente a che nel fare con queste eh mi pare trasversale chiamate. >> Sì. >> Quindi proposso dare già la risposta. Come vedo io non ho niente a che vedere né coi pentiti e né con i familiari dei pentiti. >> Io ricordo al pubblico ministero che nessuno un capo di imputazione è stato elevato nelle centinaia come autore materiale del delitto, quindi tutto come concorrente morale.
>> Sì. No, semplicemente siccome >> No, avvocato Filccia come mande. >> Il signor il signor >> mai come autore materiale del delitto >> in nessun delitto centinai stato di imputazione. È tutto perché >> i pentiti lo dicono e basta. >> È mai stato alla conosce la tenuta la Favarella di Michele Greco? >> No, signor, non sono stato mai in >> Ha mai conosciuto Vincenzo Puggio? No, non conosco.
>> Va bene. Allo Stato il pubblico ministero ha esaurito le sue domande. >> I difensori debbono fare delle domande. >> Io nessuna, presidente. >> I difensori degli altri imputati. Prego. Avvocato. >> 90. >> Avvocato Sorrentino, parte civile, PDS. Una domanda che non riguarda aspetti criminosi, però devo risalire al collaborante di giustizia Calderone nelle deposizioni, che peraltro questo passaggio è stato confermato in dibattimento riguardo alla vita di Palermo, dice il Calderone: “Ignoro se Ciancimino
sia uomo d’onore, ma non è questo che rileva. Posso dire però che Rina Totò può influenzare fortemente la vita politica amministrativa di Palermo. >> Cosa ci può dire? >> Io posso dire che non posso prenzare nessuna politica a Palermo perché non conosco nessun politico, nessun segretario di politici perché magari conoscesse un segretario allora potrebbe pure influenzare tramite il segretario la politica.
avvocato >> Ciancimino che è di Colleone l’ha conosciuto. >> Io non conosco Ciancimino perché Ciancimino è forse nato a Colleone ma non ha mai stato al paese a Colleone. Io non conosco nessuno Genimin >> e dico capisco che può essere Ma perché Calderone dice ciò? Calderone afferma di avere conosciuto Rina intorno agli anni 70 a Catania.
Calderone >> presidente presidente io mi oppongo a questa domanda. Ma lo chiediamo a Calderone perché io pure questo volevo rispondere avvocato. Lo domandiamo a Cardone, quindi è semplice. Facciamo il confronto con Cardone e lo chiediamo a Cardenone. >> Grazie. Va bene. E allora se nessun altro ha da fare delle domande posso riaccompagnarlo al tuo posto.
Buongiorno. >> Una riserva su istanze l’ennesima istanza formulata dalla difesa dell’imputato Calò. Le do lettura >> e è un’ordinanza >> in trisbura stampa. Silenzio, per favore. Cosa si è scritto? Letta l’istanza depositata in cancelleria il 5 febbraio 1993 dall’avvocato Giuseppe Oddo nell’interesse dell’imputato Caro Giuseppe con la quale viene prospettata una presunta violazione del diritto di difesa connessa all’allontanamento del predetto Calò dalla casa circondariale Terminimerese dove lo stesso trovava il
ristretto effettuato in data 20 gennaio 1993 e protrattosi fino al giorno 31 successivo Osserva il precetto contenuto nella disposizione di legge richiamata dall’istante articolo 26 disposizione di attuazione codice procedura penale 1930 obbligo di permanenza dell’imputato del luogo del giudizio.
Va correttamente riferito ai giorni in cui si svolgono le udienze in modo continuativo, ma non si estende ai periodi in cui il dibattimento rimane sospeso per un tempo affezabile. Il caso di Menesame risulta attraverso le notizie contenute nella distanza medesima che il calor si assente dalla casa circondariale in termini marese a partire dal 20 gennaio 1993, data successiva a quella dell’udienza 14 gennaio 1993 in cui la Corte adottò la decisione di espletare con le modalità prescritte dall’articolo dagli articoli 450 bis 453
e 450 54 codice per luce penale 1930 l’esame di Gaspar Mutola e Giuseppe Marchese al 31 gennaio 1993 giorno antecedente l’udienza di rinvio del dibattimento nella sua sede artinaria al primo febbraio 193 poiché in tale intervallo di tempo non poteva svolgersi alcuna attività dibattimentale è chiaro che l’assenza del calò in tale periodo dalla sede carcerati assegnat per questo giudizio non poteva comportare alcuna violazione del suo diritto di per questi motivi rigetta l’istanzaamo questa la prende il presente comunica
che dalla casa circondariale di Termini Pedese è pervenuta la copia del diario clinico relativo al detenuto Geraci Antonino. Tale documentazione viene allegata agli atti. Infine abbiamo Grazie >> da adottare qualche determinazione per quanto riguarda le richieste che sono pervenute da parte di Di Marco Domenico che voleva essere sentito come testo, però >> credo che ci debba dare.
Prego, si accomodo. >> 79. Grazie, presidente. Presidente, prima che la Corte prenda adotti decisioni su questo punto, ho da adempiere a un preciso dovere e cioè fornire alla Corte stessa del materiale che mi è pervenuto. Nei giorni scorsi mi si è riferito proprio ieri il Di Marco, comunque persona qualificatasi per Domenico Di Marco, si è recato a casa della signora Irma Chiazzese Mattarella.
ed è anche riuscito a raggiungere l’abitazione della stessa con la quale chiedeva di conferire. non avendo avuto alcuna accoglienza, ha lasciato, credo, introducendola sotto la porta della abitazione una busta con due fogli uso bollo, uno dei quali porta come intestazione omicidio Mattarella ed è indirizzato per Irma Mattarella e figli da consegnare all’avvocato Crescimanno parte civile e un altro che inizia con le con le parole il collaboratore di Marco Domenico.
è stato ammesso eccetera. Nel primo foglio si formulano, tra l’altro, per cui mi astengo per il momento da leggerlo perché sarà la Corte eventualmente a valutare se se ne deve dare o meno lettura in questo dibattimento. Si formano, tra l’altro, si forniscono, tra l’altro indicazioni relative all’omicidio Mattarella, così come se ne forniscono numerosissime con riferimento ad episodi e fatti assolutamente estranei a questo dibattimento.
Secondo foglio è una sorta di autopresentazione con indicazioni di processi nei quali è intervenuto lo stesso Di Marco, un curriculum, un foglio di benemerenza, non so bene come definirlo. Beh, questo non si adatta perfettamente, ma comunque rende il concetto e ed è l’unico dei due fogli che porta una apparente firma di Marco Rosario.

Primo foglio, quello che parla dei processi, non porta firma alcuna. E ritengo appunto doveroso da parte mia, dopo consegnati dalla signora Irma Chiazzese Mattarella e ritengo doveroso da parte mia fornirli alla Corte per le eventuali determinazioni. Sarà poi la Corte a valutare se questi pogli debbono o meno andare in Procura della Repubblica, appunto è una valutazione che la Corte farà nella sua saggezza.
>> Sul punto avvocato Calasso, sul punto. Aspetti. Chiedo quindi di potere >> Sì. Avvocato Crescimanno ci faccia la cortesia. Breviamo i tempi tecnici li dia direttamente al pubblico ministero che c’ha c’ha un docale ci deve dare >> Mi dà la parola su su questo punto. >> Sì.
L’avvocato Fileccia si oppone alla produzione di questi di queste dichiarazioni perché sono firmate e perché provengono da un individuo già noto alla Procura della Repubblica di Palermo, già noto ad altre corte, non solo a questa Corte d’Asisi e per cui ritengo che sia perfettamente inutile acquisire agli atti quanto da costui dichiarati. >> Va bene? Vi riservate oppure ci dite qualcosa subito? No, già il pubblico ministero ha nella requisitoria scritta con osservazioni fatte proprie più o meno dal giudice istruttore, ha ritenuto la inutilità della testimonianza del signor
Di Marco in questo processo. per ragioni illustrate in quella sede, in sostanza il signor Di Marco si presenta più o meno per tutti i processi che appaiono, che hanno notizie adeguate sui giornali, fornendo dichiarazioni, di solito del relato qualche volta presuntamente di prima mano. È stato anche detto dagli organi di polizia che all’inizio furono incaricate delle indagini che si tratta appunto di notizia attinta esclusamente dai giornali assolutamente inattendibile.
che la Corte avesse sentisse il bisogno alle due pagine dell’avvocato Crescimanno io ho procurato, ma non sono tutte, una sessantina di pagine di esposti mandati in procura o anche a Caltanissetta dal signor De Marti che testimone che per qualsiasi omicidio spunti sul giornale lui è in condizione di riferire qualcosa.
Quindi il pubblico ministero si oppone all’audizione del di Mario. Allora, la corte >> la corte tenuto conto >> delle risultanze offerte. dal pubblico ministero >> e dalle osservazioni prospettate dalla difesa dell’imputato Rina, >> nonché >> difesa del contenuto della missiva offerta oggi della difesa di parte
civile Mattarella, poiché dalla documentazione offerta in visione dal PM si ricava in modo inequivocabile che il Di Marco non potrebbe offrire alcun contributo attentibile alla decisione di questo procedimento? potrebbe offrire alcuna >> alla decisione di questo procedimento? Per questi motivi dichiarano un luogo a provvedere sulla richiesta
della propria audizione fatta per venire da Di Marco Domenico. Avvocato dica. Avvocato Galasso. >> Vabbè, presidente, io eh avvocato Galasso, parte civile di Salvo. Io in relazione anche alla prima parte del dell’interrogatorio di Rina, volevo ribadire sollecitare la richiesta già formulata nell’ottobre scorso di audizione di Mutolo Marchese e di Leonardo Messina e anche, come dire, una certa urgenza ormai di ascoltare cosa già decisa dalla Corte Puscetta e Marino Mannoi.
Eh, quindi >> Marino Mannoia è stata ammessa. >> Aspettiamo di avere il via dalle autorità. >> Sì, >> ma anche Buscetta mi pare che la Corte va già deciso. Buscetta. >> Mentre per gli altri per gli altri tre io mi permetto di insistere, presidente, anche in relazione a quello che abbiamo ascoltato stamattina. pubblico ministero a sostegno della richiesta che ha già fatto sia per Mutolo che per Marchese deve aggiungere qualche altra cosa? >> No, noi siamo già abbiamo anticipato di essere favorevoli alla audizione, anzi
facciamo nostra la richiesta di audizione di Marchese Giuseppe Mutolo Gaspare e aggiungiamo Drago Giovanni. Solo alla prossima udienza però potremo depositare quella con tutti quei limiti che si sono sempre detti a proposito dell’immissione degli atti di nuovo rito in un processo di vecchio rito.
Comunque quelle copie di dichiarazioni che costituiranno in qualche modo il capitolato di prova su cui ammettere queste sentire se la Corte riterrà queste persone. Non siamo invece favorevoli all’audizione di Messina Leonardo che secondo noi in questo processo per i temi oggetto di questo processo non è in condizione di portare contributi utili.
>> Avvocato Galasso, dovrebbe lei dirci se e perché ritiene la Corte non conosce assolutamente le dichiarazioni di Leonardo Messini. >> Il pubblico ministero ci dice che non è utile. Lei dovrebbe specificare perché secondo lei invece lo è. per per presidente eh la ragione sta in ciò che è stato pubblicato nei giornali riguardanti delle deposizioni rese o dichiarazioni comunque rese da da Leonardo Messina con riferimento proprio all’imputato che abbiamo ascoltato stamane.
Non le conosciamo. Dobbiamo aspettare di averle. Avvocati >> comunque allo Stato >> sono, come dire, sono quasi un fatto notorio. Non saprei altro che dire. Niente, >> presidente, non saprei altro che dire, insomma. Cioè, mi pare che siccome di Cosa Nostra della commissione di Riina come numero uno di Cosa Nostra, Messina ha parlato e ne hanno parlato i giornali e sono state divulgate ampiamente, addirittura pubblicati stralci della motivazione del dei mandati di cattura per il delitto lì.
Insomma, mi pare che, voglio dire, se vogliamo dire che non sappiamo la ragione, non la sappiamo, la dobbiamo acquisire. Io me non è che importa molto questo, presidente. Io volevo sollecitare proprio per avere sentito qua Rina nella prima parte del suo interrogatorio una certa, come dire, urgenza che vengano ascoltati qui e se del caso anche che venga disposto un confronto in relazione alle cose che sono state dette.
E al presidente, a questo proposito e tenendo in considerazione le ultime osservazioni dell’avvocato Galasso e nella prossima udienza con preghiera per l’avvocato DAZ e gli altri difensori interessati di precisare, posto che non si possono citare in questo momento le dichiarazioni del Messina formalmente di formulare il capitolato di prova sul Messina, anche il pubblico ministero si riserva di adottare le sue conclusioni per questa audizione.
>> Ah, ecco. Trasformate trasformate le vostre eh conoscenze giornalistiche in capitolati di prova. Ecco, >> scusi >> presidente, mi dà la parola. Presidente, >> sul punto. >> No, ma ci dobbiamo dobbiamo avere un certo ordine. >> Sì, presidente, >> va. Bene, >> esauriamo questo punto. >> Sì, no, presidente, >> che non facciamo.
>> Scusi, presidente, io adesso non a proposito del capitolato di prova da formulare, io non credo di essere tenuto a farlo, non ho difficoltà a farlo, non sono tenuto a farlo, non ho difficoltà No, voglio dire, scusi presidente, che se si va a riprendere l’istanza formulata da me a suo tempo per l’audizione, per essere per sentire Messina, le motivazioni ci sono.
Ma detto questo, non ho nessuna difficoltà a riformular. Se ci sono e sono verbalizzate non è problema. >> Sono sono è l’istanza che presentammi. È un’istanza motivata quella. Va bene. Allora, la difesa, >> presidente, >> no, fatemi fatemi verbalizzare per qualche sia che poi le cose fungono. La difesa di parte civile di Salvo insiste nella richiesta già formulata di audizione come testi di Mutolo Gaspar, Giuseppe Marchese e Messina. Come si chiama? Leonardo.
>> Leonardi. >> E Leonardo Messina. Gaspar, Giuseppe Marchese >> e Leonardo Messina. Il pubblico ministero >> si associa >> alla richiesta per quanto concerne l’esame di Gaspare Mutolo e Giuseppe Marchese riservandosi di produrre alla prossima udienza. copia delle dichiarazioni da costola giarrese >> da utilizzare come capitolato di prova.
e si riserva di esaminare il contenuto del corrispondente articolato che la difesa della predetta partecip vorrà produrre la parte civile PDS deve fare delle richieste. >> Che numero è avvocato? Che numero è? >> 89. >> Avvocato Crossa, difensore di parte civile PCDS. Devoare la Corte che in data 12 gennaio 93 questa difesa di parte civile ha presentato un’istanza affinché fosse acquisita il verbale degli interrogatori da parte della
commissione antimafia dei predetti Buscetta e Messina. >> Dov’è che l’ha presentata qui >> in quest’aula? Sì, è stata illustrata dall’avvocato Sorrentino. A questa difesa sembrava estremamente utile questa acquisizione perché da questi verbali, peraltro notissimi in quanto sono stati ampiamente riportati dagli organi di stampa, emergevano una serie di spunti sui quali poteva svolgersi un utilissimo interrogatorio nel momento.
>> La dichiarazione resa all’antimafia da chi? pardon dei interrogatori resi all’antimafia da dalla parte dei pentiti Buscetta e Messina rigettata. L’estanza è stata proposta e rigettata. >> No, non è stata ancora rigettata quanto mi risulta. >> No, no, le risulta male. >> No, no, no. C’è una riserva della >> C’era una riserva della coste >> c’era un’opposizione che devo dire mi ha lasciato un po’ stupito.
Dell’ufficio della Procura della Repubblica, del pubblico ministero c’era la nostra istanza. Non ci risulta che a questa istanza sia stata ancora data risposta dalla Corte. >> Udienza del >> 12 gennaio. >> 12 gennaio 93 per dell’avvocato Sorrentino. >> Se non è stata decisa la decisemo. Tutto qui. Allora possiamo rinviare >> Ah, presidente, mi scusi, io avevo chiesto la parola.
Ah, sulla richiesta di citazione del Leonardo Messina, io, presidente, ho assistito all’interrogatorio fatto dal GP di Caltanissetta, dottor Buongiorno a Riina Salvatore, relativamente all’operazione Leopardo che trae fondamento dalla dichiarazioni di Leonardo Messina. Le contestazioni che sono state fatte a Rina per questo processo sono estremamente generiche, non hanno nulla che possa essere ricondotto a questi a questo processo.
Per questi motivi noi chiediamo che sia rigettata la richiesta. L’avvocato è passato tanto tempo che non mi ricordo più il suo nome. Presidente, >> prego. >> Sì, grazie presidente. Avvocato Ogi per sigur Avanti Valerio. Fare due richieste presidente. La prima riguardo l’espulsione dibattimentale di un teste che è stato sentito, appunto, come teste in questo processo dal giudice istruttore.
Il riferimento preciso è l’epoca della conoscenza e sembrerebbe avere una certa rilevanza questo aspetto tra il Francesco Mangiameli e Valerio Fioravanti. La persona che intendo indicare è Vaccaro Gaetano, sentito dal giudice istruttore di Valero. Appunto in questo processo. Posso dare il riferimento processuale presidente? Il volume 20 foglio 64240.
Baccaroagetana era l’unico referente insieme al Francesco Giameli a Palermo di quell’organismo di estrema destra denominata terza posizione con sede in Roma e sembrerebbe quindi essere al corrente della precisa sembrerebbe potesse in grado di datare in maniera precisa l’epoca della conoscenza tra il Valerio Fioravanti e il Mangiamelli stesso.
L’altra richiesta riguarda il processo, se non ricordo male, è denominato Nar 1 celebrati in Roma il >> Corte d’assise di Roma. Presidente NAR 1 denominato processo per gli omicidi Mangiameli, Evangelista, Scialabba ed altro. >> Tutto il processo? No, presidente, la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma tesa ad accertare e che accerta anzi le motivazioni dell’omicidio Mangiameli che ritengo che possano avere una certa rilevanza in questo par >> di primo grado solo c’è presidente è acquisita soltanto quella di primo grado, non quella della Corte d’assist
d’appello. Ho capito. Sì, sì, >> va bene. >> Insisto nelle due richieste. >> Va bene. Decideremo anche questo. >> Grazie. Quindi la verbalizziamo questa l’avvocato Salvalongi >> fa richiesta di audizione del test. Come si chiama il test? >> Paccaro Gaetano. >> Paccaro Gaetano. E chiede l’acquisizione di che cosa? L’acquisizione della sentenza della Corte d’Assise d’appello.
>> L’acquisizione della >> di Roma. Sentenza emessa dalla Corte Assise di appello di Roma in data. Eh, non la so questa >> non ho il riferimento comunque per l’omicidio mangiameli ed altro denominato NAR 1. Procedimento per omicidio mangiameli se poi altri dati riserva di forn poi in caccelleria. Pubbico ministero su questa richiesta deve esprimere parere.
>> Pubblico Ministero richieste >> non si oppone all’audizione del testaro che peraltro è stato sentito dal giudice istruttore. Per la verità non vedo l’utilità della sentenza di acquisire un’ennesima sentenza di appello. Comunque si >> di appello è solamente. >> Prego. >> Quella di primo grado c’è.
Di appello? >> Quella di primo grado è >> Sì. Sì. >> Ed è confermativa. >> Sì. E se è confermativo, allora è molto importante sulle motivazioni. >> Comunque non si oppone alla a questa registra. Giudizio dei giudizi poi si trascura di di seguire l’iter fino alla >> Quindi lei si associa >> naturalmente. >> Va bene. >> Per la verità sono state acquisite mano mano tutte le sentenze possibili e immaginate in linea di massima.
particolare biglietta. >> Sì, >> che ha formato sempre oggetto diinizio di numerosi procedimenti penali che poi >> no ci sono ci sono anche le sentenze di Corte. >> Corte la Corte no ammette la testimonianza indicata dalla difesa Fieravanzi. Ed il presidente si riserva di determinare la data per la sua audizione.
>> Per la sua Corte ammette altre sì. La sentenza, la produzione della sentenza dalla Corte di Assise di Appello di Roma resa nel procedimento concernente l’omicidio di Mangiamelli Francesco. >> Si dovrebbe richiedere perché non è che >> e la richiediamo, >> quindi ammette >> facciamo in modo di avere la data.
>> Certo. No, non mi riservo di fornire in celleria gli estemi della sentenza. Eh, >> presidente, rinvia il procedimento all’udienza dell’11 marzo 1993, ore 10. E abbiamo dato che la >> Disponendo la ritroduzione degli imputati detenuti. >> Ore 10 ha detto. >> Ore 10. Sì. L’udienza è tolta. Eu
Disclaimer : This content may be created by AI for entertainment purposes. Any resemblance to real persons, events, or places is coincidental.