Stefano Bontade aveva preparato un piano di smantellamento, diciamo, di queste cosiddette persone che non rispettavano le leggi collaudate da tantissimi decenni in seno a Cosa Nostra di rispettare Cosa Nostra volevano atterare in un appuntamento il Pippo Calò in un determinato posto, credo l’appuntamento da Magliocco, di cui doveva essere strangolato da Magliocco.
contemporaneamente un altro appuntamento a Salvatore Reina in un altro posto dove non mi è stato specificato dopo per un motivo di cui mi ha detto per sua fortuna Salvatore Reina non è potuto andare all’appuntamento. Quindi questo piano di Stefano Bontade gli è fallito. Senta Marino, Marino Mannoia.
Dunque, vi dico subito che farò delle domande al Marino Mannoia in ordine agli episodi delittuosi >> cronologico, in ordine degli episodi delittuosi dei quali noi ci occupiamo. Quindi, naturalmente, mi riferisco agli episodi di maggiore rilevanza, agli omicidi. Quindi e Marino, lei conosceva Sirchia Giuseppe? Sirchia Giuseppe, >> quello che è stato ucciso davanti a Lucierdone, >> eh >> in quel periodo >> e si avvicini >> in quel periodo io frequentavo Stefano Giaconia, non mi >> adesso non mi viene niente in mente.
Se mi verrà qualcosa glielo dirò. >> Comunque allo Stato non ricorda proprio nulla di questo fatto. >> No, per il momento >> passiamo avanti. >> Voleva dire qualche cosa avvocato? No, non mi pare. Ha detto che non ricorda proprio nulla. Ecco, sull’omicidio di Cristina, mi sa dire >> in particolare niente sull’omicidio di Cristina io quando è accaduto non mi trovavo, non ero a Palermo, adesso non mi ricordo se stavo lavorando eroina o ero un po’ fuori Palermo, non mi ricordo.
Ritornando, andando da Magliocco, da Stefano Bontate, ho visto che c’era confusione, nel senso che c’era un riunione della nostra famiglia, c’era pure Pippo. >> Quanto tempo dopo? Ma credo o la stessa giornata o l’indomani, non mi ricordo di preciso. E c’erano i fratelli Citerone, c’era Salvatore Inserillo, Stefano Bontà e la maggior parte del nucleo della nostra famiglia di cui Stefano non sapeva niente di questo omicidio.
E ci siamo siamo rimasti lì a Magliocco, tanto che abbiamo messo le brande, i castelletti letti a castello nella casa di Stefano Bontada di Campagna. Poi Stefano ha avuto delle riunioni >> e ha raccontato che cosa era successo. È è successo quello che ho sentito. Sì, non so degli esecutori materiali, so che l’omicidio è avvenuto nella zona de di Salvatore Inserillo, che lui usciva da un appartamento di piazza che era venuto, credo, il giorno prima, era andato anche nel deposito di di Gasolio di di Salvatore Montaldo che
si si era incontrato si era lasciato con Alfio Fellito e che era venuto per riscuotere alcuni soldi anche del contrabbando di sigarette. Ma il contesto in cui si inquadrava il discorso era sempre in merito riguardante all’uccisione di Ciccino Madonia su quel contesto di cose. Subito dopo c’è stato dopo un periodo di tempo breve la riunione della commissione >> dove >> non lo so questo dove ha partecipato Stefano Pontai ci ha detto e ci ha messo in allarme perché aveva gli avevano proposto di mettersi fuori famiglia anche lui di
diciamo di di abbandonare la carica che aveva e di essere stromesso fuori Cosa Nostra. insieme a Gaetano Botalamenti e Stefano gli ha detto che potevano fare la la guerra, ma non aveva intenzione perché lui non aveva responsabilità e come ho detto poc’anzi poi camminava per un periodo con la macchina alfetta blindata data da Nino Salvo.

>> Lei da chi ha saputo questi? >> Direttamente da Stefano Bontà e dal componente della nostra famiglia. Lei lo conosceva il di Cristina? >> Sì, l’ho visto alcune volte. >> Aveva confidenza con lui? >> Non particolare, >> non per >> lei è male informato. >> Avvocato Clemente, mi dispiace di doverla contraddire.
>> Mi dispiace di doverla contraddire. Si documenti meglio. Boh, >> ho capito. Franco Romeo, lei conosceva parlare >> Franco Romeo per adesso non mi viene. >> No, delle dei della persona del soggetto di Cristina dell’omicidio non non sa dire altro oltre quello che ha detto. >> No, credo che ho detto quello tutto quello che sapevo.
>> Vabbè. Ehi, noi stiamo chiedendo proprio per questo. >> Lui si ricorda se era pare >> Ah, ricordo di aver sentito parlare di un ferimento nel nella sparatoria che c’è stata >> di qualcuno che è stato ferito durante la sparatoria. >> Durante la sparatoria qualcuno che rimasto >> parla delle di omicidio di Cristina.
Ma io ho detto che quel contesto si inquadra sempre attraverso l’uccisione de Ciccino Madonia, ripercussione e coso qualche particolare in >> che l’Alfio Fellito dice che ha visto che erano stati in due a eseguire tanto che era incavolato che non poteva non poteva intervenire e si rammaricava di questo. >> Adesso non mi ricordo presidente se c’è stato qualche ferito in quella stessa occasione.
>> Non ne ha sentito parlare? Non mi ricordo. >> Vabbè, andiamo avanti. Passiamo Stefano Bontate. >> Sulla persona di Stefano Bontate. Sì. Lei si è fermato ripetutamente nel corso degli interrogatori, delineandone un po’ la figura e la personalità sia nei rapporti con Lei Medesimo, sia nei rapporti con altri soggetti e ne ha parlato anche diffusamente a proposito del ruolo che Stefano Bontate esplicò specialmente nel fatto di droga.
>> Sì. Lei non dice nulla della uccisione di Stefano Bontate, >> anche se ci aveva promesso di fare e posso precisare che proprio lei >> in un Sì. in un non delle sue dichiarazioni ci dice “Mi riservo anzi di parlarne”. E soltanto però, ecco, dice esattamente così: “Riservandomi in prosieguo di parlare dell’omicidio di Stefano Bontate, posso dire che i rapporti tra i due fratelli erano pessimi.
E qua scivola all’altro aspetto della discorso che lei fa su Stefano Bondate, cioè sui rapporti con vari soggetti, compreso il fratello. Sembra che non fossero molto d’accordo, ma sull’omicidio di Stefano Bontate lei non dice nulla, solo un accenno è in quella proposizione che io poc’anzi leggevo a proposito dello scaglione Salvatore, quando lei fa riferimento al medesimo gruppo che ha eliminato Stefano Bontate e inserirlo Salvatore. Non dice nulla sull’omicidio.
sa qualcosa su questo omicidio, non ne ha parlato perché non si >> veda, signor presidente, io come le dicevo prima, non è che uno può sapere tutto di tutto, specie quando quando persone a lui molto legate o intime o molto vicine. Allora si evita di far percepire o di far sapere gli esecutori materiali proprio specificatamente, personalmente, nominativamente, anche perché è meglio sempre evitare lasciare queste cose che un domani possono essere sempre motivo di rancore e cose.
Io quanto riguarda l’omicidio in montade, credo di aver detto, non mi ricordo adesso se è verbalizzato adesso a che punto sono arrivate le mie interrogatori. Io ho appreso perché l’omicidio Stefano Bontate è successo durante la mia detenzione del 1980. detenuto alla nona sezione. L’omicidio è avvenuto mentre io ero rinchiuso insieme a Giovanni Bontate, mio padre ed altre persone alla nona sezione.
>> Allora, sarebbe il rosario mi pare, vero? >> Sì. Quello che ho preso io successivamente quanto concerne l’omicidio di Stefano Pontade è questo che quando succede il che poi eleggono una regenza. Tutto questo io lo so quando arrestano il quando succede il brizz di Villagra, anche se devo precisare che in quel periodo c’era detenuto, adesso non vorrei prendere errore, Francesco Paolo e Levantino che faceva i colloqui con suo fratello, noi lo chiamamo Titidda Levantino.
Tigio Levantino, tutti e due uomini d’onore della nostra famiglia. Prima ancora di succedere il brizze di Villagraia, e Paolino Levantino ci ha detto che fuori avevano fatto una regenza. In merito a questo. Quando succede il Brizz di Villagraia arrestano a Giovanni Bullarà, a Pietro Loiacono e tutti gli altri che voi avete lì scritti, elencati.
Noi detenuti, io Giovanni Bontati, Pietro Vernengo e gli altri della nostra famiglia di Santa Maria Gesù, veniamo informati di quello che era accaduto, che avevano creato una regenza e che proprio Pietro Loiacono e Giovanni Pullarà mi hanno detto di questa regenza che avevano che Michele Greco, questo mi è stato raccontato da Pietro Loiacono subito dopo l’uccisione.
di Stefano Bontade l’ho mandato a chiamare a Pietro Loiacono sarà stato l’indomani, adesso non mi ricordo. Michele Greco accompagna Pietro Loiacono questo sempre raccontato da Pietro Loacono. Ecco, non parliamo sempre dei morti, parliamo qualche volta anche dei vivi. Lo accompagna in una zona di Gibir Rossa dove c’era Salvatore Reina.
ed altre persone. Il Salvatore Rena gli dice a Pierre Loiacono che avevano voluto tenerle escluse dalle dal dal piano dell’eliminazione di Stefano Bontade, quindi Pietro Loiacono non c’entra niente quanto concerne la partecipazione morale nell’omicidio di Stefano Bontate. gli dice Salvatore Reina di nominare, di fare una regenza, questa regenza di fare tre recenti.
Pietro Loiacono nomina Carlo Terese numero 1 e Lillo Motisi, quell’anziano. E poiché Giovanni Pullarà, essendo cugino di Bernardo Brusca ed ero in quel c’è stato un periodo che Giovanni Bonto un po’ in viso a Stefano Bontadi chiedendo di fare cosa gradita Pietro Loacono nomina anche Giovanni Pullaro e nomina questi tre dirigenti però sotto la supervisione di Pietro Loiacono fatti specifici o persone individualmente specificatamente chi c’è ciè andato.
C’è stato solo un commento sempre a distanza di tempo nel lungaggine detenzione o o qualche parola scambiata con qualcuno della nostra famiglia di cui era scontato che partecipare a deliberare questa situazione erano stati i gruppi avversi a Stefano Bontaniscatamente chi ciè andato. C’è stato solo un commento sempre a distanza di tempo nel lungaggine detenzione o qualche parola scambiata con qualcuno della nostra famiglia di cui era scontato che partecipare a deliberare questa situazione erano stati i gruppi avversi a Stefano Bontà nel
segillo, di Giuseppe Gambino, Pippo Calò e Michele Greco Scarpa e tutti questi altri con la partecipazione di Rino Rotolo. e di Mario Vestif Filippo, Lucchis, di tutti quelli che erano unanimamente e da tanti anni una corrente diversa, un’amicizia particolare diversa. Noi avevamo un’amicizia con che so Salvatore Inserillo, con Gegino Pezzuto e con altre persone e queste nonostante eravamo tutti componenti di Cosa Nostra e c’era le simpatie e l’antipatie.
Questo era quello che si diceva in seno a Cosa Nostra. nominativi precisi. Non ho mai avuto. Le ragioni, quali sono? >> Ma e le ragioni allora >> simpatia antipatie. le ah appunto le ragione di quello che alloro mi hanno detto a me di questa soppressione di Stefano Bontato. E >> dica rapidamente questa c’è un giudicio popolare che non sta molto bene.
Dovremmo sospendere presidente, >> ma è un po’ un po’ complessa la cosa. >> Dunque e allora stavamo chiedendo stavamo parlando delle ragioni dell’IS >> Ah, ecco. e ci eravamo interrotti quando le avevamo chiesto di darci qualche spiegazione sulle ragioni che avevano indotto qualcuno >> a eliminare Stefano Bonte.
>> Io ero arrivato al punto quando ho detto che era stato incaricato Pietro Loacono di di nominare una regenza. Ciò più dettagliatamente lo ha appreso da lui e da Giovan Battista Pullarato per loro arresto del Brizz di Villagra. Ritornando indietro nel tempo, parlando della prima di arrestarmi a me, non è che c regnava una tale tranquillità, una tale, ma non di questi livelli, di aspettarsi un’uccisione di Stefano Bontade all’improvviso, perché a me m’hanno arrestato il 2 dicembre dell’80, la sua morte è avvenuta in aprile dell’81, quindi sono
passati pochissimi mesi. sapevo dei turbamenti di Stefano Bontate che condivideva con me e soprattutto con Salvatore Federico e con qualche altro della nostra famiglia, con Manuela D’Agostino e con Salvatore Federico, credo che l’ho detto e connino Grado e qualche altro della nostra famiglia che lui a volte sfogava il del brutto comportamento sia di Salvatore Reina e sia principal modo del comportamento di Michele Greco nei suoi confronti perché lo bleffava.
bleffava nel senso che alcune paternità di certi omicidi che erano di chiara natura deliberate dalla commissione con esclusione di informare Stefano Bontade e di cui Michele Greco diceva a Stefano Bontade di non saperlo e di averlo appreso successivamente. Stefano Bontade poteva avere modo di constatare che determinati omicidi come del colonnello russo, come tanti altri, di cui erano partecipi i membri delle rispettive famiglie di Michele Greco stesso e degli altri.
Nel frattempo e lo scarpa pieno greco, scarpuzzed cominciava a essere un pochettino più arrogante ed è diventato anche lui membro della commissione cui si alternava con Michele Greco ed era un po’ in viso anche a Stefano Bonte. Stefano Bontato, in poche parole, stava affacciato alla finestra perché Michele Greco diceva che le cose si aggiuste si dovevano aggiustare, che così non poteva andare, nel senso che Salvatore Reina con i suoi affiliati deliberavano determinato omicidio senza che ci fosse un omogeneità della
commissione consapevole nella situazione. Anche se Stefano era successivamente dopo informato, faceva un tacito consenso perché non poteva tirare tanto la corda perché a volte una noce nel sacco non scuote, non fa rumore. E in quel periodo si era allegato anche con Totucci insero. si dice, dicono, mi hanno raccontato >> sulle regioni, cioè perché >> il perché >> il perché mi hanno raccontato sulla versione a me fornita da Pietro Loiacono da Pullarà e un po’ da tutti, diciamo, persone di una certa importanza in seno a Cosa Nostra,
che Stefano Bontate aveva preparato un piano di svantellamento, diciamo, di queste cosiddette persone che non rispettavano le leggi collaudate da tantissimi decenni in seno a Cosa Nostra di rispettare Cosa Nostra e le regole della commissione e deliberare le cose volta per volta con una unitarietà di decisione.
Mi è stato detto sempre da queste persone di cui parlo e anche confidenze falte da qualche altro che so Salvatore Montalto o qualche altro scambiando delle parole così che Stefano aveva preparato un complotto. di questo complotto aveva volevano atterrare in un appuntamento il Pippo Calò in un determinato posto, credo l’appuntamento da Magliocco di cui doveva essere strangolato da Magliocco.
contemporaneamente un altro appuntamento a Salvatore Reina in un altro posto dove non mi è stato specificato dopo per un motivo di cui mi è detto per sua fortuna di Salvatore e di Salvatore Reina non è potuto andare all’appuntamento. Quindi questo piano di Stefano Bontade, eliminando Salvatore Reina e Michele Greco avrebbe appianato un po’ la situazione in Cosa Nostra, gli è fallito per un puro caso, sempre quello che mi è stato detto.
Nel frattempo qualcuno di quelli che era consapevole del complotto ordito da Stefano Bontade, di cui il complotto avrebbero fatto parte, dovevano fare parte Salvatore Inserilli, Rosario Riccobono, di cui Rosario Riccobono dice che gli ha detto a Stefano Bontate, “Va bene Stefano, tu comincia che io sono a presso di te, però prima comincia tu.
” L’unico a lamentarsi dicevano che era stato Totino Micalizzi, fratello di Michele Micalizzi, genero di Saro Riccobono, perché era consigliere in quel periodo di Saro Riccobono. Stefano Ponto in una mangiata da Favarello a Magliocco, gli ha sbattuto la mano nella spalla a Totino Mecalizzi dicendogli mangia che bene ci finisce perché Totino Micalizzi non condivideva questo con questa diciamo complotto di Stefano Bontana cosa.
Quindi ci sono state delle fughe di notizie attraverso Salvatore Montalto di quello che si è detto che ha informato, chiamiamoli sempre con leonesi, che ha informato Totorreina, ha informato Michele Greppe e ha informato gli altri di cui c’era questo complotto preparato da parte di Stefano Bontade e Salvatore Inserillo e che quindi ha accelerato questa situazione di eliminare Stefano Bontato.
Ma perché io conoscevo benissimo Stefano Bontade, di cui ha partecipato è stato il promotore, l’autore della prima guerra di mafia insieme anche a Salvatore Reina, Luciano Ligi ed altri, ha fatto, a mio avviso, ha fatto una fine di un dilettante che si è fatto accompagnare da Magliocco facendosi battere la strada da un semplice d’onore come Stefano Di Gregorio.
il quale è ritornato indietro vedendo che Stefano ritardava ad andare da Magliocco. Quindi per me io ho accettato questa versione, ma per me non era tanto convincente, ma l’ho accettato per quello che mi hanno detto. In quel periodo mi ricordo anche che Pietro Loiacono mi ha raccontato che avevano ucciso avevano soppresso, ucciso e soppresso, fatto scomparire Pidu Panno, Giuseppe Panno prima dell’eliminazione di Stefano Ponto.
Un giorno Pietro Locono recandosi da Magliocco trovo una nuvola di ragazzi della nostra famiglia tra cui anche Giovannello Greco, Piacio Marchese e persone della famiglia di Salvatore in Serlo e gli chiede Pietro Loiacono perché in effetti è un una persona che non è un sanguinario, anche se tutti noi uomini d’onore o prima o dopo siamo coscietti a macchiarci le mani di sangue perché la base principale di quando siamo iniz siamo iniziati.
La prima cosa di cui ci viene chiesto è con quale dito spariamo, se siamo destri o mancini. è il dito che viene punto per la celebrazione e il dito che dovrebbe usare il grilletto e o passivamente o attivamente chi o me o chi o più prima o dopo partecipa o a strangolamento o uccisione o a eccezione di qualcuno che ne rimane fuori per pure casi.
Quindi ritornando a questo discorsi Stefano Bontade alla domanda di Pietro Loacono perché c’era tutta quella riunione a Magliocco, Stefano Bontade gli dice senti Pietro dice l’hai sentito il fatto di Pid Panno? Stefano Bontade tendeva ad attribuire questa uccisione di di Pidopanno a un gruppo di ed è altavilla Milice di cui era composto da il notolitante Parisi ed altri romengo e cose che questa è la versione che mi è stata detta durante la mia detenzione perché io con Stefano non ho potuto fare nessuna seduta spiritica per poterci
parlare. tutti quelli che sono rimasti insieme alla nostra famiglia, piano piano ci siamo aggregati, ci siamo sottomessi alla volontà del rinnovamento di questaento di questa nuova direttive. Mi è stato detto anche che ho potuto anche constatare con la presenza poi in carcere da Nene Geraci, che il vecchio Nene Geraci che noi siamo stati aggregati a Partterco.
Ecco, questo è tutto un piano predisposto da molto tempo prima. È appunto, come dicevo, una scacchiera che muovevano le loro pedine a momento opportuno perché potevano benissimo aggregarci in una famiglia molto più vicina. in questo caso Michele Greco. Ma poiché Michele Greco c’era Pino Greco Scarpa che era una testaccia calda e per noi non simpatizzare tanto con Giuseppe con Giuseppe Greco Scarpuzzedda ci hanno aggregato un po’ più distanti dalle nei gireraci per ten persone anziane di cui i regenti dovevano
di volta in volta rispondere degli andamenti della nostra famiglia. Questo è quanto concerne la situazione di quello che ho appreso dell’uccisione di Stefano Bontati che si diceva che è stato Salvatore Montalto e poi successivamente da Pietro Marchese sio che anche Angelo La Barbera della famiglia di Passo di Rigano sarebbe stato uno di quelli che avrebbe uscito fuori questo piano che avrebbe voluto sviluppare Stefano Bontade per asserenare le cose in seno a Cosa Nostra perché Stefano Pont si andava a lamentare
sempre da Michele Greco, capo capo commissione e Michele Greco lo palleggiava sempre dicendo Stefano Stefano di qua e Stefano di là tanto che a volte hanno avuto anche dei litigi. Di quello che ho preso io è in questa dimensione, in queste circostanze perché non ero presente, non ero fuori. Il gruppo di fuoco dominante che è stato allora prevalente su queste situazioni era voce comune che trattavasi di Salvatore Reina, di Pippo Calò, di Pippo Gambino Otignoso Giuseppe Giacomo Gambino, Nino Rotolo che prima era intimo con Stefano e poi invece si è
distaccato di Madonia, di suo figlio Antonino perché che era colui che era più in voca di Pino Greco Scarpol Chiserro Mario Pristi Filippo, diciamo, di quelle persone che erano tutte simpatizzanti con queste persone, mentre tutti gli altri come Salvatore Serilli, come Ciccio Cenarti e Gigino Pizzuto e Pino Giuseppe Di Maggio che Giuseppe Di Maggio è stato ucciso sol perché quest’uomo chiamoo bravomo, tra virgolette perché era un brav uomo, però tra virgolette sempre perché parliamo di ambiente di Cosa nostra non si voleva né schedare né una parte
né all’altra dopo l’uccisione di Stefano Bontà. voleva mantenersi neutrale, non voleva aderire a questa sanguinaria campagna di fuoco che c’era in quel periodo, poiché credo che Spitalere e Rosario D’Agostino, quello che è stato ucciso, parente largo di contorno e cosa dopo la scomparsa di Lino Grado e Franco Mafer avevano chiesto ospitalità e consiglio a quest’uomo.
quest’uomo poi ha fatto sapere di aver avuto questa visita, hanno preso il cavillo che lui doveva invece farlo sapere mentre li aveva ancora a casa sua e quindi eliminarli. gli è stato attribuito questo. Purtroppo ancora molti continuano a essere convinti come Nino Loiacono il nipote di Pietro Loacono, come Pietro Loacono che gli hanno ammazzato il nipote di cui top secret non si sa niente, invece il discorso è sempre inquadrabile sotto notte che cosa che ognuno dice fino che fino a che non viene per me va bene andiamo per le
lunghe. Quindi il contesto è in questa situazione di cosa? il contesto di Stefano Pont ancora non perché fosse migliore degli altri o perché fosse un un galantuomo, perché quando parliamo di Cosa Nostra parliamo di sempre di di antistato e di cose, però ancora persistevano delle regole che si potevano dire ancora un po’ morali in certe situazioni di cose >> e quel complotto di cui lei parlava pocanzi questo piano di smantellamento, >> quello che mi è stato detto di cui io io tutt’ora non accetto.
>> Secondo lei non è vero. >> Come secondo lei non è vero? >> Secondo me no. >> Ma allora lei che cosa intende dire? Che lo si voleva attribuire a Stefano Bontade come pretesto, come che lei dice? Perché lei dice io non >> io quando ho chiesto non subito, ma poi se quando è successo la morte di Stefano Bontari per a dire ero alla nona sezione per me intuitivamente e anche per quello che aveva attraversato insieme a Stefano Bontà a cominciare dalla macchina blindata subito dopo le suomissione di Caetano Batalamenti perché a Stefano gli
avevano detto di dimettersi perché lui insieme a noi della nostra famiglia di Santa Maria Gesù aveva detto possiamo possiamo fare la guerra, invece poi le cose si sono un po’ pianate per tutto questo andare di cose. Stefano Bontade era una persona molto pericolosa per il suo e saper parlare, per il suo modo di condurre e diciamo guidare la strutture omogene della Cosa Nostra.
è stato sempre una persona molto valida questa persona e che e si creava le sue simpatie, come gli altri creavano le loro simpatie nelle varie province, nelle varie cose. Quindi c’è stato una spaccatura di simpatizzanti. Ecco, quello che mi è stato raccontato a me era che Stefano Bontate aveva creato, voleva creare un complotto di smantellare quelle teste marce, quelle teste criminali di cui facevano efferrati delitti anche politici o anche dei funzionari dello Stato, senza ripensarci tante volte, mentre negli anni precedenti non si facevano.
Siccome lui non poteva tirare tanto le corde perché era solo e chiedeva sempre l’aiuto di Michele Greco nella sistemazione di una certa dignità e regolarità delle cose. E allora è stato detto questo che Stefano Bontate voleva creare un complotto per eliminare Salvatore Reina Pippo Calò. detto >> questo è quello che mi è stato raccontato e tutt’oggi io lo rifiuto.
>> E chi era d’accordo con bontà in questo? >> Sempre per quello che mi è stato detto Salvatore Inserillo, Pietro Marchese, Giovannello Greco e Saro Riccobo dove gli ha detto “Va bene, tu comincia che poi noi ti seguiamo”. E loro poi hanno ucciso pure Gigino Pezzuto, perché Gigino Pezzuto era sempre da Magliocco, da Stefano Maiocco e Ciccio Cenardi perché apparteneva era dalla famiglia, diciamo, era dalla >> questo complotto di cui lei parla, questa diciamo macchinazione che a lei è stata raccontata come espressione
versione >> di un momento, diciamo, di Stefano Bontate che voleva ridare di certi contenuti eccetera. A quale periodo si riferisce rispetto alla morte di Stefano Bontade? E lei >> Ecco, ecco perché la cosa da me non è accettata, perché ho detto che sono stato arrestato il 2 dicembre dell’80. Stefano Bontade viene assassinato in aprile dell’81, quindi sono passati pochissimi mesi.
Non credo che in questi 4 mesi che siano passati ci sia stata una volontà talmente irruente da Stefano Bontà di voler distruggere un’intera regola di di origine secolare di Cosa Nostra. Ne giro di poco tempo, quindi io ho lasciato un mondo prima di arrestarmi e ne apprendo tutta un’altra versione dopo dopo che sono successi i fatti dell’uccisione di Stefano Bontade, perché cominciano prima da Stefano Bontade e non da Salvatore Inserillo o da qualcun altro perché sapevano benissimo che Stefano Bontade era una persona molto che poteva
influenzare moltissime persone e non era facile. poterlo fregare in quella maniera. E ribadisco che Stefano Bontato, essendo stato uno degli artefici della prima guerra di mafia del cavataio degli altri in quel periodo, non si sarebbe fatto fregare se aveva quel proposito a recarsi da casa sua a Magliocco con una semplice al alfetta, anche se aveva una pistola addosso.
Ma in altri tempi, nel 1978, eravamo quasi 10 persone che camminavamo con Stefano Bontà e lui con la macchina blindata, perché c’era il discorso che gli avevano detto di dimettersi. Quindi con una cosa molto così più grave complottata da Stefano Bontate, io non penso che Stefano Bontate si avrebbe fatto ammazzare come un scemo, come un ragazzino.
Quindi per me è stato una sorpresa fatta a lui e non lui che la voleva fare agli altri. Però ribadisco, sono cose che mi sono state raccontate da persone della mia famiglia e anche da qualche altro, nel senso che Stefano voleva fare questo, voleva fare quell’altro, >> cosa alla quale lei non crede, però >> no, cosa che non credo, come per esempio il fattore che Stefano Bontà sarebbe stato un santo che era contro Croca, io visto vengo a dire che era il più uno dei più grandi trafficanti di gioca.
Quindi, come vi dico ve ne dico ve ridico l’altro, quindi io vi dico quella che è una mia convinzione, quella è una scienza diretta. Nelle cose dove non c’è scienza diretta io mi limito a dire quello che ho percepito. Mentre per quanto riguarda l’inserimento di Stefano Bondate nel traffico di droga, lei ne ha parlato diffusamente nelle sue dichiarazioni, era una conoscenza diretta che lei aveva perché >> quella è mia personale >> perché lei aveva rapporti con lui sul piano personale e dei traffici conseguenti, ma lei poc’anzi dicendo
accostando le due figure, i due personaggi Stefano Bontate e Salvatore inserlo. >> Diceva comunque che secondo quello che è il racconto fatto a lei, Stefano Bontate veniva ritenuto una persona di maggiore che avesse un prestigio maggiore, capacità di incidere, >> una delle più intelligenti, >> più diciamo >> è più importante a Cosa Nostra.
Parlando di Cosa Nostra, >> Salvatore Inserillo rispetto a Stefano Bontate, che cosa aveva di meno? Non aveva l’esperienza che aveva Stano Bontato, tantoè vero che si è fatto ammazzare perché stava andando per i fatti suoi. Stefano Bontade, secondo quello che lei dice, si è fatto ammazzare da però c’è una differenza.
Presidente, mi scusi, se ciò se ciò sarebbe successo a Salvatore inserirlo prima, a Stefano Bontade non lo fregavano più. E vabbè, quella diventa poi, >> allora ci sarebbe stato ci sarebbe stato una s guerra, ma tutta diversa, ma però con l’eliminazione delle teste marci e non con questo sterminio. Come mai Salvatore in Sero, morto Stefano Bontate, non ebba a prendere precauzioni ancora >> quali, appunto, il caso esigeva che fossero prese >> e invece si fece, come dire, sorprendere uscendo da quella casa, >> se non prendo errore è stato assassinato
mentre scendeva da un appartamento, sotto aveva una macchina blindata, quindi è una precauzione che aveva presa. Quando c’è il Giuda o il traditore non si è salvato mai nessuno. Quindi le precauzioni Salvatore inserirlo le aveva prese >> con la sola macchina blindata, diciamo. >> Macchina blindata, ma non gli sono bastate.
>> E di questo episodio di Salvatore Inserillo, che cosa ci può dire lei >> sul le ragioni moventi? No, le ragioni, presidente, io forse mi mi ripeto, ragione le meglio ripetersi anche per singoli personaggi piuttosto che lasciare i >> le ragioni di cui mi sono state dette erano sempre quelle annesse al complotto con Stefano Bontano, >> anche per inserirlo.
>> Sì, l’ho detto prima. anche per inserirlo le stesse motivazioni. Stion >> il complotto che si attribuiva a Stefano Motante che lei però non crede, va bene, avrebbe coinvolto, ma questa è una valutazione >> avrebbe coinvolto anche Salvatore Inserillo, quindi su sul fatto di Salvatore Inserillo lei può dire questo che ha detto ora, non può dire altro.
Io posso dire che Salvatore Insillo, che aveva preso delle precauzioni e cose, a mio avviso, è stato tradito da componenti della sua famiglia, perché quando adesso diventa rappresentante Salvatore Buscemi e sotto capo Angelo La Barbera, di cui erano della famiglia di Salvatore Inserillo e penso che le valutazioni le concluderete voi, io mi posso limitare mi posso limitare ai miei pensieri e di qualche notizia frammentaria.
Mi dica una cosa, ma il Salvatore Inserillo lei lo conosceva bene? >> Sì. >> E che soggetto era? Che tipo era? Ma io da le ho conosciute da quando erano lavoratori, nel senso che delle semplici persone, lui i suoi fratelli, poi è diventato uomo d’onore. Io lo sono diventato un po’ un po’ dopo di lui, perché lui è diventato un po’ prima e era tutto suo zio Rosario di Maggio, mentre suo padre era il rappresentante dell’uditore.
Nel nel traffico degli stupefacenti il ruolo di Salvatore Inserilloì. >> Sì. >> Quale era esattamente >> il ruolo di Salvatore Inserirlo? era quello primoritario, diciamo, per la spedizione della merce negli Stati Uniti. E rispetto al ruolo di Stefano Bontade, >> Stefano Bontade era quello che tramite l’UNZO la mattina per l’approvvigionamento della morfina base di cui noi lavoravamo per conto di Stefano Bontade e Salvatore Inserillo perché erano in società sia Stefano per la lavorazione e l’approvvigionamento e Salvatore Insirillo per la spedizione.
Sì, in occasione proprio di qualcosa di tutti le famiglie. Sì, nel che riguarda proprio i nominativi di Stefano Bordate e di inserirlo Salvatore. A proposito dell’omicidio di uno funzionario dello Stato, lei dice al giudice che lei interrogava le ragioni dell’omicidio, mi riferisco al compianto dottor Boris Giuliano.
Sì, >> vanno riferite a un certo >> rinvenimento di 500.000 al sequestro. >> Ma non so, non è stata questa la causa. >> Lei ha detto, dice, vanno riferito al fatto e io per ora mi soffermo sulla seconda proposizione, cioè una >> lei non dice il quanti dollari c’erano, mi sembra che non esata, ora lo precisa. >> $500.
000 Lei dice esattamente, >> ma io tante cose non ho detto e tante cose ancora ho da dire per i fatti miei. >> Esatto. Di pertinenza, se lei ha da dire delle cose, >> per ora >> che riguardano questo processo. Una volta che lei è >> nella determinazione di aprirsi, va bene, alla giustizia, lei ha il dovere di dirlo a noi che siamo i giudici naturali dei fatti di questo procedimento, >> di quello che compete in questo processo.
di se ricordi perché il suo preciso in questa posizione lei sa benissimo che ha il diritto di non parlare ma una volta che è venuto in questa determinazione e se mantiene questa determinazione sono venuto in questa determinazione presidente se lei mi domanda e io do qualche risposta che non c’è nel verbale io sono a disposizione. Mi >> lasci parlare però se è venuto nella determinazione allora lei deve dire tutto quello che sa sui fatti va bene di questo procedimento.
Ma questa è una parentesi. Torniamo all’argomento di poc’anzi. Lei esattamente va dire che quei dollari erano di pertinenza di Stefano Bontate e di inserirlo Salvator. Mi vuole spiegare dicendo di pertinenza di Stefano Bontade e di inserirlo Salvatore che cosa intendeva dire? Era denaro che apparteneva a Costoro. >> Si intende illecitamente perché proveniva da traffici illeciti.
Va bene, ma era denaro che apparteneva a costoro? era parte del denaro di merce spedita da loro e da Salvatore Inserillo e da Stefano Bond >> e apparteneva a loro. >> A loro, sì, >> a loro, esclusivamente a loro. >> Veda, signor presidente, noi stiamo parlando di chi erano i promotori di questa situazione.
Se poi Stefano Bontà aveva chiamato a raccolta a fare mettere 50 milioni a Gigino Pezzuto o 20 milioni 50 milioni Calderone o qualche altro simpatizzante. Queste sono altre situazioni. Noi stamo noi stiamo parlando chi erano i promotori di questa >> no e a me siccome io ho fatto una precisa domanda che ho colto nelle sue risposte alle domande del giudice che la interrogava erano di pertinenza di Stefano Bontat e di Salvatore Inserillo.
Ora lei mi dica se sa che erano anche di pertinenza di altri o se quello che lei mi dice >> erano di pertinenza di Stefano Bonto e Salvatore Inserit >> i quali all’interno >> poi i quali all’interno poi loro sapevano a chi aveva >> se e a chi >> a chi dovevano dare delle piccole quote che già in precedenza loro si avevano chiamati come partecipanti, >> quindi loro lo facevano abitualmente questa >> e come avveniva questo fatto era un una cosa abituale che loro raccogliessero per poi investire e quindi poi fare l’ho
detto poc’anzi presidente è una politica Stefano Bontade in questo traffico di stupefacenti. Quanto concerne Stefano Bontade? Parlo della nostra famiglia, della famiglia di cui appartenevo io, di Santa Maria di Gesù, di cui appartenevo >> Santa Maria di Gesù era esclusivamente Stefano Bontari e Salvatore Inserillo di cui curavano quella partita di ero di morfina base che la faceva import che era importata attraverso i canali di Nunzio la mattina che si sono allacciati sti canali attraverso il contrabbando di
sigarette dei turni delle navi a Napoli. Quanto riguarda poi Stefano Bontà a chiamava a partecipare in questa situazione sono persone simpatizzanti di Stefano Bontade perché in quel frattempo Giovanni Bontade si si gestiva il suo traffico di stupefacente insieme a Michele Greco. Quindi Stefano aveva i suoi simpatizzanti.
Quindi io non sto qui ad elencare chi erano tutti i loro simpatizzanti e cose. Io mi riferisco a quella di scienza mia personale. Noi chiediamo io facevo io raffinavo l’eroina per conto di Stefano Bontate a Quintali. >> A Quintali >> a Quintali. >> E quindi diciamo un interesse che rispecchiava l’interesse della famiglia a cui lei apparteneva. Sì.
Sì. e a cui appartenevano Stefano Bontade che ne era il capo e Salvatore Inserillo. >> Certamente Salvatore Inserillo perché era in combut diciamo in società con io avevo a che vedere con Stefano Bontà e anche ogni tanto con Salvatore Inserillo quando mi recavo in qualche posto di sua dipendenza o per altre circostanze attenente al di gioco.
Vabbè, >> visto che l’abbiamo toccato, completiamo questo dio. Sì, sì, lo possiamo anche fare delle l’omicidio, dato che poc’anzi si è parlato di quel >> di quella causciale che potrebbe essere il a base della eliminazione del commissario Boris Giuliano. Ecco, e lei può dire qualche cosa più di quello che non abbia detto nelle pagine quasi iniziali del >> Present. Tanto periciare.
Lei ha detto esattamente così. >> Sì, sì, lo so. Credo >> allora era libero. Allora era libero. >> Sì, >> credo che sia stato il 709. Lei ha detto proprio >> sì che è stato >> riprendendo un tema che era stato trattato in qualche rigo precedente. In sostanza i due suddetti ufficiali sono stati uccisi per la loro soli.
Aggiunge subito lo stesso di >> peraltro per altro va bene altri Sì, esattamente. Poi dice aggiunge lo stesso dicasi per Giuliano Boris che venne ucciso per la sua complessiva attività di funzionario di polizia, ma soprattutto perché aveva sequestrato una valigia di dollari provenienti dal traffico di stupefacenti e dagli Stati Uniti, di pertinenza di Stefano Bontade e di inserirlo Salvatore.
Poi lei dice che l’omicidio era stato deliberato in commissione e per quanto si diceva in seno all’organizzazione autore materiale sarebbe stato quel Bagarella Leoluca che se io non ricordo male da questa imputazione di omicidio è stato prosciolto, va bene in istruttoria, mi sembra non è stato, >> ma mi sembra che proprio >> ci deve Mi sembra forse da Sìo è stato assolto.
>> Beh, comunque potrebbe darsi che io mai >> ricordi male avevo l’impressione che con un mandato di cattura dell’81 dell’omicidio giuliano fosse stato dato carico anche a Bagarella Leuluca assolto poi prosciolto in istruttoria per insufficien Marchese c’era pure. >> Beh, allora sarà un mio errore.
Comunque correggiamo anche gli errori. Tutti sbagliano. Comunque lei dice che appunto Bagarella Leo Luca che lei dice così omicidio autore materiale testato Bagarella Leoluca, ma erano anche presenti Marchese Pietro, Greco, Pino Scarpazzetta ed altri. Il particolare che fosse avvenuto nel bar Lux è noto a tutti e che la zona rientrasse nella così gestione della famiglia di Madonia Francesco. Si sapeva anche questo.
Sullo i particolari. Torniamo perché il fatto storico è quello che lo sappiamo sui particolari che indussero indusse qualcuno chi decise e chi eseguì. a commettere l’omicidio del compianto giuliano può dire altro oltre quello che qui ora ha letto e che in un certo senso lei ha qui ripetuto. Mentre Stefano Bontade aveva tutto questo quantitativo di di lavorazione di eroina, di morfina, di eroina e la spedizione gli Stati Uniti che arrivavano dollari che anche quei dollari forse credo che in quel periodo Giuliano voleva attribuire al
rinvenimento di via Pecore Girardi dove è stata trovata eroina eccetera e tutte ste cose. In sostanza ci stava sulla pancia, sullo stomaco, detto in parole così volgare, al gruppo di Bagarella, Madonia e Salvatore Reina, >> cioè insomma dava fastidio, >> dava fastidio, mentre gli altri, guadag Stefano Bontade era il promotore dello smess delle della rafferazione delle eroina e alcune cose si volevano tendere a ad attribuire a questi gruppi di persone per il rinvenimento di quei 4 kg, non so quanti chilano, in via peccore Gerardi. Io ho
aggiunto pure che il proprietario del baromicidio di Vittorio Ferdico, lei non dice nulla se non No, >> presidente, io volevo concludere con quel fattore di Giuliano. Ah, eh, dica allora, >> nel senso che >> dica, >> poiché il gestore o il titolare del bar, perché io vedo anche la televisione, perché sono un detenuto, ma come tutti i detenuti hanno la televisione.
L’altra volta il tempo addietro in Samarcanda c’era il fratello del compianto, come ha detto lei, >> commissario gioriliano di cui commentavano di qualcosa che avrei detto io, però dice Marino, dice una in una cosa non è stato esatto, quella dice che proio proprio quel poveraccio del gestore o del proprietario del bar è stato lui a fornire particolari di questa situazione, poiché avevo detto che questo proprietario gestore è parente, non so a che grado di parentela, con Vito Siragusaì >> era stato avvicinato per Ma io non è che
intendevo, come ha capito il fratello del dottor Boris Giuliano che fosse stato avvicinato prima dell’esecuzione, quindi di non dare descrizione. Quel poveraccio immediatamente dopo che è successo l’omicidio ha dato quei particolari che potevano essere utile. dopo è stato avvicinato questa situazione che lei >> questo per rispondere per rispondere al fratello del situazion processo nel non ce ne dobbiamo occupare di questo di Vittorio Ferdico che era il padre del lavagista.
Sì, era confidente dei carabinieri della polizia o dei carabinieri. >> Lei lei non ha detto nulla propriamente perché si è più soffermato al fatto del figlio, il lavagista Antonino. >> Io presidente parlo quando sono cose a volte più di scienza diretta o cose che >> E io le chiedo ora invece di Vittorio Ferdico >> per scienza >> per scienza sua diretta.
>> No, per scienza diretta. In quel periodo la famiglia era sciolta in corso dei 1000 di questo periodo. Aspetti, quando è stato assassinato? 79 >> pure nel 79 >> 79 ancora era sciolta la famiglia di costo dei 1000 >> quindi e di quel che si vociava nell’ambiente di Cosa Nostra che Vittorio Ferdico era confidente dei carabinieri e della polizia dello dei non so di chi era un confidente >> ma non sa altro di questo dei particolari del non sa nulla sopra aver stabilito la commissione No, a chi fosse riconducibile questo fatto.
>> No, questo non riguarda fattore di commissione. Questo riguarda perché la famiglia di costo dei 1000 era aggregata alla famiglia di Michele Greco perché era sciolta. Quindi qui non deliber non c’era motivo di deliberazione di commissione perché trattasi di normali omicidi di comune amministrazione, quindi ci poteva essere il procedimento libero o tantomeno previa informazione di Michele Greco. Tutto qui.
>> Codici insomma che subiscono anch’esse le loro riforme, va bene? Quando parliamo di criminalità criminalità spicciola non occorre di >> non occorre che si riunisca il vertice. >> Atti di ordinaria amministrazione. >> Sì. ad una sola eccezione, quella che è stata deliberata per tutti coloro parlando di territori e rispettare territori e territori ad unica eccezione fatta per i cosiddetti scappati o perdenti.
E lei mi ha parlato di questo anche chiunque è autorizzato in qualsiasi posto si trovava potevano essere benissimo eliminati senza chiedere permesso a chi che sia e dopo informesi dell’est così va bene quindi questo ma è peri per Ferdico non c’è vediamo in ordine. Oh dunque Teresi Mimmo. >> Girolamo. Girolamo. Mimmo. che qualche volta per errore io lo chiam detto Domenico in qualche altro, ma è un errore.
Giralmente lo chiamavo >> inteso Mimmo, detto Mimmo di Franco Giuseppe >> detto cagnolo >> e i due fratelli Federico mi pare Salvatore ed Angelo >> Pinzetta Salvatore mi pare >> e Angelo Fed >> e Angelo. Va bene. Oh >> sì, >> di questo fatto lei ha parlato e ha detto va bene qualche cosa. Lei dice di >> Non lo so quello che ho detto.
Mi faccio la domanda, presidente. >> Sì, sì. Eh, lo ricorda quello che ha detto. Lo ricorda? >> Ecco, lei ha detto di avere ricevuto le confidenze da Pietro Loiacono >> Sì. >> E poi sono state confermate da un talagier Pietro, >> quello fuori, successivamente alla mia evasione. >> Sì, sì, signora. Lei dice che >> ha trascurato Giovanni Pollarà.
>> Beh, e lo aggiunge. Lei lo precisa. Forse io non gli avevo dato peso e ora lei lo ricorda. >> No, è importante perché scaturisce il contesto. Va bene, va bene. >> Dell’elimazione fatta in un >> lo ha detto e lo sta ripetendo. >> Dunque su questo episodio di in relazione a questo episodio di Teresi Girovamo e degli altri tre. Sì.
>> Ecco quello che lei ha detto e qui lo potremmo anche leggere, salvo magari chiedere qualche particolare. Sì. Io però, che ho letto naturalmente la sentenza e gli altri atti, ho visto sempre un accostamento tra questi quattro individui e quel D’Agostino Emanuele che lei anche ha richiamato >> qualche volta. Emanuele D’Agostino.
Lei di questo dell’omicidio di Emanuele D’Agostino non dice nulla come particolare. >> Non mi è stato non mi è stato neanche chiesto. >> Ah, non l’è stato chiesto. Questo credo che sia, cioè un verbale non lo so. >> Lei si sofferma a parlare veloce verbale >> di Teresi Girolamo più gli altri. Io ricordo che nelle pagine, alcune pagine del processo si legge, perché è stato detto evidentemente da qualcuno che il Teresi e gli altri tre si erano visti in una certa località, in un certo baglio nel quale era convenuto anche da
Agostino Emanuele che il Teresi e gli altri erano stati convocati e si dovevano recare in un certo posto che contorna Lo so, non vollero andare. Gli altri andarono. Da quel momento non si ebbero più notizie. Eravamo al 26 di maggio del 1981. >> Ecco, lei da chi ha saputo >> questi fatti? >> I fatti. >> Sì. >> E ne avevamo fatto un cenno pocanzi.
E come di D’Agostino Emanuele non trovo niente qui e se lei mi sa dire qualche cosa. >> Ecco, >> io dico quello che so io, quello che hanno detto gli altri prima di me, a me >> quello che lei sa di scienza propria, se lo sa, >> non interessa >> per un caso o l’ha saputo e ci dirà da chi, >> perché Contorno dice che sono state soppresse nel baglio sorce.
Eh sì, appunto questa è la conclusione. >> Il discorso il discorso può rientrare nei suoi o i suoi ricordi rimangono. >> Lei ha parlato di cattivo ricordo perché alcune riunioni si facevano nella villa Sorgio. Appunto questo per sentito dire quando io ero carcerato. Quanto concerne la scomparsa e la soppressione dei quattro dei di e dei Federico di Di Franco e di Mimmo Teresi.
Questo mi è stato a me detto. Anzitutto ha preso della scomparsa durante la mia cancerazione. >> E vabbè, questa è una notizia state soppresse. Quando hanno arrestato Pietro Loacono e Giovanni Pullarà e gli altri De Brizzi di Villagraia. Ho preso particolari più precise, poiché eh Mimmo Terese e Nino Grado e Federico e e Salvatore Federico, Angelo Federico si incontravano dopo l’uccisione di Stefano Bontade, qualche volta andavano a trovare a Salvatore in Sero.
Pietro Loiacono che era stato nominato supervisore di quella regenza, di quei tre, li ha chiamato dicendo: “Sentite qua, non andate a trovare a inserirlo perché siamo in un momento particolare e a voi vi sembra che nessuno guardi e invece voi siete osservati i vostri movimenti.
” Loro si giustificano dicendo “Ma Pietro” ci fa Mimmo Teresa, “Ma noi dice dobbiamo ancora e chiudere dei conti quanto riguarda il traffico di gioca”. Va bene, dice questa situazione dice lo facciamo presente ufficialmente. Dice si chiariranno, invece di voi andarci a recarvi in quella situazione dice può apparire come se ci fosse un complotto che continua a persistere in questa situazione.
Il discorso della soppressione di questi quattro è avvenuta al baglio Bontade. Mi è stato detto personalmente >> Bontà. Bontà, cioè Nino Bontà. >> Sì, Nino Bontà, >> perché io comunemente Stefano lo chiamo bontà, invece Bontate. >> Sì, perciò dico >> mente Nino Bontà. >> Bontà, bontà, il baglio bontà. >> E questo mi è stato detto da Pietro Locono e soprattutto il discorso è maturato con Giovanni Pullarà perché dividevamo la stessa cella.
alla 139, al terzo piano, alla nona sezione, quando Giovanni Bontade, pressato dal nucleo famale femminile, vista la loro grande amicizia, perché avevano capito tutto queste poveracce donne. Questi quattro non è che sono stati attirati in un cianello, nel senso che come il discorso di del Baglio Sorce e qui si recavano spontaneamente su richiesta di Pietro Loiacono e di Giovan Battista Bullarà e di Nino Bontà che si dovevano fare vedere perché era un periodo molto molto delicato.
Si dovevano fare vedere e si facevano vedere nel baglio Bontato. Sono arrivati due per volta, il fratelli Federico e successivamente poi è arrivato Mimmo Terese con Giuseppe Di Franco, tanto che dice che Di Franco gli ha dato anche un morso a uno nel momento in cui veniva acchiappato per essere strangolato. >> Sì, è così.
gli esecutori materiali di questo strangolamento. Perché da quando scaturisce questo discorso pure la che Giovanni Bontade ingenuamente, pur avendo una vita di uomo d’onore alle spalle che sapeva che mai nessuno si era fatto ritrovare se non accidentalmente come il caso di Stefano Giaconia che è stato un cano una volpe per per fatalità.
gli chiede a Giovanni Pullarà se era possibile fare trovare in un posto X il corpo di Mimmo Terese. Giovanni Bontate e Pullarà in mia presenza si incavola, si incazza, scedo scusa alla corte per esprimere un le par le fedeli parole dette in quell’atmosfera di cosa? Dice ma che cavolo è? dice, “Le abbiamo disciolte nell’acido e poi tu non sai che ste cose non si vanno a neanche a domandare.
Prima sono stati sangolati dal baglio bontà occultati alle sponde del fiumoretto dove l’unico conoscitore perfetto di questi luoghi è Nino, bontà di questi luoghi. Poi per paura che possano nascere sempre di una libera pentiti, collaboratore, qualche cosa dopo alcuni giorni, qualche giorno questo racconto vivo da Giovanni Pullarà e da Pietro Loiacono e ha avuto conferma fuori da Pietro a ieri che ha partecipato a questa situazione e un po’ da tutti gli altri perché eravamo intimi amici, non c’è niente andare a nascondere.
Sono stati occultati, portati dalla proprietà di Pietro ieri, detto signorino, e sono stati disciolti nell’ascito. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Questo è quanto ho appreso io. >> Va bene. E lasciamo intanto da parte questa sfida. Ma vediamo un po’. Speido, no, Sfido, chi >> non so capito a chi si riferisce lei, è chiaro.
Va bene, ma dico, lasciamo da parte questa intenzione di sfida e vediamo un po’ di quel D’Agostino Emanuele del quale vi le parlavo poc’anzi. Per favore, >> silenzio. >> Si facciano sentire quando hanno qualcosa da dire. >> Lo dico io quando si devono far sentire, quando do loro la parola, altrimenti è inut >> No, ma questo vociare mi disturba.
E ma Marino Vannoia lei non deve assolut a me quando va bene deve fare qualche insomma perché potremmo essere più disturbati noi. Dunque e allora di D’Agostino Emanuele lei che cosa mi può dire >> il discorso di Emanuele D’Agostino, poiché lei ha detto >> questo D’Agostino Emanuele che in quell’altra versione di cui ho parlato appare essere andato insieme.
Ma presidente, che colpa ne ho io se quando una persona decide di collaborare o di parlare dice le sue verità. Io sto dicendo le verità. Non >> sto facendo nessun appunto. >> Io sto dicendo le mie verità. Lei sto chiedendo semplicemente se lei sa qualche cosa dell’omicidio di Manuele D’Agostino. Manuele D’Agostini non è andato in questi normale appuntam, diciamo, visite di normale routine, ma quando ha appreso che questi quattro erano scomparsi, perché si figura che è diventata notoria la cosa tramite le famiglie, addirittura se qualcuno di
loro c’era vestito al lutto, si sono fatti trovare dalla polizia che piangeva, è stata notoria la cosa. Subito immediato. Manuele D’Agostino, perché aveva una grande amicizia e si conosceva da moltissimi anni con Saro Riccobono, Rosario Ricco Bono, si è sentito di andare a rifugiarsi da Rosario Riccobono, Rosario Riccobono di come hanno fornito la versione loro, a me, ripeto a dire gli altri della versione che Stefano Bontade voleva organizzare questo complotto e che Saro aveva detto comincia tu che io poi ti
vengo dietro. credendo di fare cosa gradita a Salvatore Reina, a Pippo Calò e agli altri, strangola Manuele D’Agostino per fare capire che lui in effetti non aveva niente a che vedere con gli altri e che era partecipe ed era affidabile nei confronti di Salvatore Rina, di Pippo Calò e di tutti gli altri Pippo Gambino e Maldonia.

Quindi, >> secondo quello che lei dice, >> quello di quello che io ho preso lei mio, >> sarebbe stata un’iniziativa di Saro Riccobono. >> No, Manuele D’Agostino se n’è andato da Saro Riccobono e l’ha e l’ha strangolato Saro Riccobono. >> Sì, e perciò dico un’iniziativa di Saro Riccobono, di prenderlo e strangolarlo.
>> No, iniziativa già era nella lista di attesa, Manuele da Così. in lista attesa e allora Saro Riccobono, Rosario Riccobono, com’è che attuò questa va bene? Come >> c’era l’ordine? C’era l’ordine di ucciderlo >> e facciamolo dire a lui, >> presidente, >> com’è stato questo fatto? Lei dice cheuele D’Agostino sia in lista d’attesa.
Poiché Emanuele D’Agostino in precedenza era stato salvato più di una volta da Stefano Bontade con l’intervento di di Rosario Riccobono, si è andata a rifugiare per la sua lunga amicizia che divideva con Rosario Riccobono, perché prima ancora di essere uomo d’onore Manuele D’Agostino andava a uccidere persone per conto di Saro Riccobono. è creduto di andarse a rifugiare in una persona di cui era sicuro, >> poteva avere protezione, >> sicuro.
Ma poiché saro riccobono in quel periodo si univano tutti alla cacciauzzi concarpa con gli altri e ed era notorio che queste persone si dovevano eliminare. Quando gli è andato Manuele D’Agostino a rifugiarsi da lui l’ha strangolato. Punto. E basta. Non su altro. Presidente. >> Sì, d’accordo. R, quindi è stata una determinazione del momento Sì.
del momento che era notorio a quelli che lo sapevano e tra cui Sarò Riccobono, che era ancora capomandamento, era a conoscenza di quelli che dovevano essere eliminati. >> Va bene. Quindi Saro Riccobono lo strangolò. >> Sì, >> va bene. E ancora prima di essere eliminato >> no dica. >> No, no, no, basta, basta.
No, ancora prima stavo parlando pensavo a un altro episodio lì. >> E quale episodio stava pensando? >> Stavo pensando e Mafara e grado. Stavo pensando. >> Beh, ci arriveremo anche a Mafara e grado. Dunque eravamo arrivati a ora Francesco ne ha sentito di noto Francesco. >> Come? Dinoto Francesco era uomo d’onore di costo dei 1000.
>> Sì. >> Una volta >> lo conosceva lei >> di vista. di vista, >> però poi dopo la mia iniziazione, dopo tempo, ho saputo che lui per il passato era stato sotto capo di Corso de Mille. Era molto Sì. >> nel passato. >> Nel passato Corso de Mille prima della famiglia di Shoers >> del fatto della sua soppressione.
Sa qualche cosa? >> Perché era molto amico di Pine Greco e di Stefano Bontà e di qualche altro. Ecco, è tutto un macchingegno. Sono cose che purtroppo sono questi i fatti. Su presidente, >> comunque sa questo solo >> so solo questo, >> ma dei particolari dell’uccisione non sa nulla. >> Non lo so. >> Non sa niente. >> Non so.
Ecco Vincenzo Severino, il fratello che lei indica col solo cognome e con la qualità di fratello di Enzo Severino e Gnoffo Ignazio. >> Io conoscevo Enzo Severino. >> Enzo Severino. Enzo Severino. Ecco, lo conosceva. Sì, >> come uomo d’onora. Sì. >> E sì, appunto. Quali erano i suoi rapporti con questo Enzo? Ci siamo conosciut ci conoscevamo così.
Lui era molto intimo di di Ignazzo Ignorfo. Mh. Tanto che una volta è stato salvato da Ignazzo Gnolfo. Ecco, dice quali sono le mancanze? Perché Stefano Bontade lo voleva uccidere, perché quella poveretta ragazza che è stata assassinata tantissimi anni fa in una casetta a Santa Maria di Gesù, una donna, una ragazza che è stata rinvenuta, era stato Enzo Severino ad ucciderlo.
Quando poi si è saputa questa cosa, tramite l’intervento di Ignazzo Gnorfo, Stefano Bontade lo ha salvato. questa situazione. Quanto riguarda la soppressione di Enzo Severino, posso dire che la cosa è certa, che la cosa è è stata notoriamente detta l’ambiente di Cosa Nos ma non so gli esecutori, >> né i particolari né la ragione precisa.
Lui era della famiglia della Noce, quindi subentra nel contesto anche di Toto Scagliono e degli altri. >> Ma per qualche cosa di più puntuale, >> presidente, quanto so quando so qualcosa di più sarò io stesso a dire. >> Allora, si ricordi di questo che lei sta dicendo >> che quando io faccio una domanda singolo una risposta chiara, completa.
Quando lo so, quando lo so, presidente quando lo sa. Eh, certo, altrimenti le direi di dire delle bugie, non di dire quello. >> Come vede io blocco subito quando >> Dunque Gnoffo Ignazio, ecco, lo conosceva. >> Sì, perfetto. Era aggregato prima alla nostra famiglia. Sì, >> prima di essere recostituita la >> Sì. era molto vicino a Severino.
Sì, erano molto in erano molto lei dell’omicidio di Ignazio Gnoffo non dice nulla sostanzialmente è semplicemente fa una indicazione temporale per collegare >> a dopo l’uccisione di Ignazio Gnoffo la fuga di Cambria, di Franco Cambria, ma non dice altro dell’omicidio di Gnoffo Ignazzio.
Sa qualche cosa di questo omicidio particolare? Ben in quel contesto che era molto intimo di Stefano Bonto. >> Beh, questo è quello che lei dice quando >> lo so. È è poerile come risposta, è poerile come situazione. >> Il discorso è quello che si stava facendo una campagna e completamente di decapitare tutte quelle persone che per il passato erano state intime con quel gruppo di persone.
>> Mh. Va bene. >> È stato avvicinato da Giovan Battista Fullarà. Comunque sa questo solo >> so solo questo, >> ma dei particolari dell’uccisione non sa nulla. >> Non lo so. >> Non sa niente. >> Non lo so. Andiamo avanti. >> Ecco Vincenzo Severino. Gnoffo >> Severino, il fratello che lei indica col solo cognome e con la qualità di fratello di Enzo Severino e Gnoffo Ignazio.
>> Io conoscevo Enzo Severino. >> Enzo Severino. Enzo Severino. Ecco, lo conosceva. >> Sì. E >> come uomo d’onora? Sì. >> E sì, appunto. Quali erano i suoi rapporti con questo? E insomma ci siamo conosciuti, ci conoscevamo così. Lui era molto intimo di di Ignazzo Ignorfo. Mh. Tanto che una volta è stato salvato da Ignazzo Gnolfo.
Ecco, dice quali sono le mancanze? Perché Stefano Bontade lo voleva uccidere, perché quella poveretta ragazza che è stata assassinata tantissimi anni fa in una casetta a Santa Maria di Gesù, una donna, una ragazza che è stata rinvenuta, era stato Enzo Severino ad ucciderlo. Quando poi si è saputa questa cosa, tramite l’intervento di Ignazzo Gnorfo, Stefano Bontade lo ha salvato.
questa situazione. Quanto riguarda la soppressione di Enzo Severino, posso dire che la cosa è certa, che la cosa è è stata notoriamente detta l’ambiente di Cosa Nostra, ma non so gli esecutori, >> né i particolari né la ragione precisa. >> Lui era della famiglia di della Noce, quindi subentra nel contesto anche di Toto Scagliono e degli altri.
Ma per qualche cosa di più puntuale, presidente, quanto so quando so qualcosa di più sarò io stesso a dire. >> Allora, si ricordi di questo che lei sta dicendoì >> che quando io faccio una domanda una risposta chiara, completa. Quando lo so, quando lo so, presidente, quando lo sa.
Eh, certo, altrimenti le direi di dire delle bugie, non di dire quello. >> Come vede io >> blocco subito quando >> Dunque Gnoffo Ignazio, ecco, lo conosceva. >> Sì, perfetto. Era aggregato prima alla nostra famiglia. Sì, >> prima di essere recostituito >> era molto vicino a Severino. >> Sì, erano molto intimo. erano molto lei dell’omicidio di Ignazio Gnoffo non dice nulla sostanzialmente è semplicemente fa una indicazione temporale per collegare >> a dopo l’uccisione di Ignazio Gnoffo la fuga di Cambria, >> di Franco Cambria, ma non dice altro dell’omicidio di Gnoffo Ignazzio. Sa
qualche cosa di questo omicidio particolare? su Ben in quel contesto che era molto intimo di Stefano Bontato. >> Beh, questo è quello che lei dice, >> lo so, è poerile come risposta, è poerile come situazione. Il discorso è quello che si stava facendo una campagna e completamente di decapitare tutte quelle persone che per il passato erano state intime con quel gruppo di persone.
>> Mh, va bene. Non lo non so non >> quelle che pur essendo intime non furono destinate, diciamo, alla eliminazione. >> Cominciando da me. Cominciando da me perché scelti quelli, >> ma e si vede siccome Ignazzo Gnoso >> la scelta come avveniva che taluni erano, diciamo, >> ma questo non glielo so dire, >> se stavano in vita e altri invece no.
Alcune erano più in vise, alcune erano più simpatizzanti, nel senso che magari eh li facevano più affidabili, che si potevano rinserire, nel senso che potevano sottostare a certe regole di cose e bisogna bisogna saper ble fare in questo ambiente. Presidente, erano io ho saputo bleffare >> e quindi ha salvato la vita sostanzialmente.
Lei intende dire questo? Come tanti altri sono convinti ancora di salvare la loro stupidamente. Posserei dire del tentato omicidio di Totuccio Contorno. Lei che cosa mi può dire? >> Niente, completamente. >> Completamente niente. >> Non sa nulla. Nepure per sentito dire. >> Niente, no? Eppure un fatto direi insomma eclatante oltretutto perché essendo avvenuto, se io non ricordo male, nel giugno dell’81, >> presidente, non è che io mi vogli non è che io mi voglia rifiutare in certe cose, però qua sono passate altre persone prima di me.
>> Mi lasci completare il discorso perché altrimenti non ci intenderemo. Sto dicendo che essendo avvenuto nel giugno dell’81 è molto vicino quindi agli episodi di Stefano Bontate e di Salvatore Inserillo i cui particolari lei ha detto di aver appreso dopo il blitz di Villa Grazia che mi pare del 19 ottobre 19 o 19 ottobre.
Ecco, >> lei ha ricevuto delle confidenze in carcere, avviato dei discorsi. Ecco, io pensavo che un episodio come quello che riguardava Contorno del giugno dell’81 potesse essere pure soggetto di discorsi come erano stati dei discorsi di altri. >> Posso dire cosa? Posso dire solo una cosa che Contorno Salvatore in quel periodo è stato avvicinato da Giovan Battista Pullarà con tutta la fasciatura che aveva lui dice che era ingessato nella villa che si stava costruendo Salvatore Contorno e di cui Giovanni Pullarai gli ha detto ricotuccio “Ma
perché non ti fai vedere? Stiamo parlando dopo la morte di Stefano Bontan che possiamo avere bisogno di te. fatte vedere. E Salvatore Contorno era guardigno. Salvatore Contorno dice, “Vabbè, non ti preoccupare che mi faccio vedere”. L’ordine era quello di uccidere Totuccio Contorno, ma non perché Totuccio Contorno, come volevano dire, ecco perché contraste il discorso che Stefano Bontade voleva fare un complotto e volevano attribuire anche a Salvatore Contorno un la partecipazione perché proprio in quel periodo par
>> Stefano Bontade a Salvatore Contorno non lo guardava di buona luce, >> poiché c’erano contrasti Pino Greco, Scarpuzzedda e Salvatore Contorno che risalivano a tanti anni prima da quando che contrasto >> contrasti perché camminavamo sempre assieme io Scarp e contorno per fatti di comune interesse >> interess è nato contesto di ragazzi perché 20 anni che ci conoscevamo.
Tanto che una volta in una situazione di cose Contorno si si era bisticciato con Giuseppe Greco Scarpa. Tanto che questa situazione che non andavano d’accordo è stato combinato a Santa Maria di Gesù e non a Ciaculli dove gli avrebbe aspettato e questo lo ha detto chiaramente. >> Quando c’è stata poi questa campagna di decapitare a tutte quelle persone, ognuno cercava di pulirsi i piedi più che poteva.
Tanto’è vero che ci sono centinaia di morti che nessun in nomi non dicono niente assolutissimamente che mai al mondo sarebbero morti o per scoppettati o per revolverate perché dovevano fare terra bruciata, perché dovevano pulirsi i piedi come se erano i giustizieri del chissà che cosa. Quando Pullarà gli dice a contorno, “Fatti vedere, fatti avvicinare”.
Si sapeva, questo sempre per raccontato da Pullarà e dagli altri della mia famiglia che contorno si recava da un barbiere a Piazza Guadagna e lo aspettavano, casomai si recasse là di fargli un attentato là. Poiché Pino Scarpa voleva portarsi la bandiera di essere lui a uccidere Salvatore Contorno perché avevano questi contrasti, ha organizzato lui questa situazione perché altrimenti a contorno loro ci riuscivano tranquillamente o a sangolarlo perché sarebbe andato in qualche appuntamento con Giovan Battista Fullerà o essere
eliminato da persone della nostra famiglia perché andava in un barbiere a Piazza Guadagno. Questo potete chiederlo al contorno, queste cose le sa più di me, i particolari se sono veri o se corrispondono meno. Ma circa, >> quindi dur per quanto riguarda il tentato omicidio di contorno, quello che io ho saputo che 100% che c’è stata la partecipazione di Filippo Marchese, di Pinoscet Pino Scarpa, culochisieri e di Mario Presti Felippo.
Come si sono svolti i fatti precisamente e come in quale in quale diciamo >> con quali ruoli? >> Con quale ruolo con quale cosa? Che modo? Non ve le so dire. >> Quali determinazioni furono prese? >> Non so niente di questo. Questo >> né ne ha sentito parlare in nessun modo, neppure indirettamente. >> No, >> no.
Quindi gli oggetti l’oggetto dei >> credo che possa essere più chiaro Salvatore Contorno in queste cose, >> l’oggetto dei discorsi che lei fece dopo quel brizz di Villa Grazia nelle carceri riguardava solo Bontà e inserirlo sostanzialmente >> quei discorsi che in carcere furono fatte, quelle notizie che lei ha prese dei fatti del mondo esterno perché lei era detenuto, >> riguardavano Stefano Bontade e Salvatore Insili.
Credo credo che nonostante io abbia detto, presidente che non so niente dell’attentato con Tono, ho raccontato degli episodi di cui Giovanni Pullarai è andato a trovarlo, si doveva ammazzare se andava a guadagna. Sono fatti precedenti. Va bene, va bene, >> ma è sempre durante la mia detenzione, presidente. Quindi >> bene che lei ha preso in quel momento e il resto, >> poiché Salvatore, ecco, ritorniamo un po’ indietro.
Eh Pietro Loiacono e Giovanni Pullarà e altri mi avevano detto a me che Pietro Loacon aveva chiamato insieme a Giovanni Pollara a Ninogrado per fare portare a Salvatore Contor dicendogli voi siete un sacco di fratelli. >> Lei parla del Ninogrado che poi venne soppresso con >> Mafara o Mafara >> Francesco. >> Sì. Ti comincio da capo.
Presidente, >> continui, continui. >> Pietro Loiacono aveva avvicinato, aveva commentato con Nino Loiacono poiché Salvatore Contorno era nella lista di quelli che avevano che volevano fare un complotto e cose che avevano deciso che doveva essere eliminato. Ha detto a Nino Loco, a Nino Grado, Nino sente a me, dice ti voglio bene, siete un sacco di fratelli.
V pittar sto cuccino a cosittam e a buat un piccchia a mettere nei guai e Nino Grato gli diceva “Ma io mi incontro con cucino io non lo vedo”. Mentre siccome Nino Grado è stato notato, è stato visto, è stato pedenato, è stato acefalù, è stato visto in questa situazione, ma era tutta una scusa perché anche se il minogrado portava a Salvatore Contorno e tranquillo che anche gli altri venivano eliminati lo stesso così come è avvenuto.
>> Va bene? E questo per quanto riguarda il fatto contorno è quello che vi è annesso e allora quest’altra domanda e poi va bene decidiamo, va bene della della scomparsa di quei due ragazzi Giuseppe Inserillo e Pecorella Stefano. Mi può dire qualche cosa? Presidente, c’è stato solo un piccolo commento critico di cui dice che Pino Greco Scarpa abbia infierito crudelmente contro il figlio di Salvatore Inserillo mozzandoci anche a una mano.
Cioè per noi era scontato che erano l’autore di queste non andavamo a investigare di come andavano i fatti e queste cose perché per lei fosse scontato va bene >> ma non sempre si può chiedere presidente lei mi deve dire questo se ha saputo qualche cosa se non ha saputo qualche cosa. Solo queste frammentare cose perché non sempre si può chiedere, perché chiedere può significare >> un’ingerenza indebita, >> una cosa che uno possa cercare di >> avere guai.
>> Avere guai. Non con tutti si può parlare. >> Ho capito, >> ma con quelle simpatizzanti o quelli che ti confidano magari certe cose. >> Ho capito. >> Sì, credo che qualche cosa l’ho l’ho letta nelle dichiarazioni. >> Pagina 126. Sì. Pagina 126 di quel di Fazio Giovanni, mi pare detto osso di Siccia, può essere che sia così, che era uno contrabbandiere dello Sperone e che è stato ucciso il 9 luglio dell’8.
E questo era uomo d’onore di Fo dei >> Sì, questo qui era un uomo d’onore. Questo venne ucciso da gente venuta dal mare. Lei si è limitato a questa notizia storica. Sì. >> Oltre questo che ha detto può dire qualche cosa? No, non ha altri elementi. non ha altri elementi.
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