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Quando Bontate pensò di eliminare Calò e Riina: Marino Mannoia

Stefano Bontade aveva preparato un piano di smantellamento, diciamo, di queste cosiddette persone che non rispettavano le leggi collaudate da tantissimi decenni in seno a Cosa Nostra di rispettare Cosa Nostra volevano atterare in un appuntamento il Pippo Calò in un determinato posto, credo l’appuntamento da Magliocco, di cui doveva essere strangolato da Magliocco.

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contemporaneamente un altro appuntamento a Salvatore Reina in un altro posto dove non mi è stato specificato dopo per un motivo di cui mi ha detto per sua fortuna Salvatore Reina non è potuto andare all’appuntamento. Quindi questo piano di Stefano Bontade gli è fallito. Senta Marino, Marino Mannoia.

Dunque, vi dico subito che farò delle domande al Marino Mannoia in ordine agli episodi delittuosi >> cronologico, in ordine degli episodi delittuosi dei quali noi ci occupiamo. Quindi, naturalmente, mi riferisco agli episodi di maggiore rilevanza, agli omicidi. Quindi e Marino, lei conosceva Sirchia Giuseppe? Sirchia Giuseppe, >> quello che è stato ucciso davanti a Lucierdone, >> eh >> in quel periodo >> e si avvicini >> in quel periodo io frequentavo Stefano Giaconia, non mi >> adesso non mi viene niente in mente.

Se mi verrà qualcosa glielo dirò. >> Comunque allo Stato non ricorda proprio nulla di questo fatto. >> No, per il momento >> passiamo avanti. >> Voleva dire qualche cosa avvocato? No, non mi pare. Ha detto che non ricorda proprio nulla. Ecco, sull’omicidio di Cristina, mi sa dire >> in particolare niente sull’omicidio di Cristina io quando è accaduto non mi trovavo, non ero a Palermo, adesso non mi ricordo se stavo lavorando eroina o ero un po’ fuori Palermo, non mi ricordo.

Ritornando, andando da Magliocco, da Stefano Bontate, ho visto che c’era confusione, nel senso che c’era un riunione della nostra famiglia, c’era pure Pippo. >> Quanto tempo dopo? Ma credo o la stessa giornata o l’indomani, non mi ricordo di preciso. E c’erano i fratelli Citerone, c’era Salvatore Inserillo, Stefano Bontà e la maggior parte del nucleo della nostra famiglia di cui Stefano non sapeva niente di questo omicidio.

E ci siamo siamo rimasti lì a Magliocco, tanto che abbiamo messo le brande, i castelletti letti a castello nella casa di Stefano Bontada di Campagna. Poi Stefano ha avuto delle riunioni >> e ha raccontato che cosa era successo. È è successo quello che ho sentito. Sì, non so degli esecutori materiali, so che l’omicidio è avvenuto nella zona de di Salvatore Inserillo, che lui usciva da un appartamento di piazza che era venuto, credo, il giorno prima, era andato anche nel deposito di di Gasolio di di Salvatore Montaldo che

si si era incontrato si era lasciato con Alfio Fellito e che era venuto per riscuotere alcuni soldi anche del contrabbando di sigarette. Ma il contesto in cui si inquadrava il discorso era sempre in merito riguardante all’uccisione di Ciccino Madonia su quel contesto di cose. Subito dopo c’è stato dopo un periodo di tempo breve la riunione della commissione >> dove >> non lo so questo dove ha partecipato Stefano Pontai ci ha detto e ci ha messo in allarme perché aveva gli avevano proposto di mettersi fuori famiglia anche lui di

diciamo di di abbandonare la carica che aveva e di essere stromesso fuori Cosa Nostra. insieme a Gaetano Botalamenti e Stefano gli ha detto che potevano fare la la guerra, ma non aveva intenzione perché lui non aveva responsabilità e come ho detto poc’anzi poi camminava per un periodo con la macchina alfetta blindata data da Nino Salvo.

>> Lei da chi ha saputo questi? >> Direttamente da Stefano Bontà e dal componente della nostra famiglia. Lei lo conosceva il di Cristina? >> Sì, l’ho visto alcune volte. >> Aveva confidenza con lui? >> Non particolare, >> non per >> lei è male informato. >> Avvocato Clemente, mi dispiace di doverla contraddire.

>> Mi dispiace di doverla contraddire. Si documenti meglio. Boh, >> ho capito. Franco Romeo, lei conosceva parlare >> Franco Romeo per adesso non mi viene. >> No, delle dei della persona del soggetto di Cristina dell’omicidio non non sa dire altro oltre quello che ha detto. >> No, credo che ho detto quello tutto quello che sapevo.

>> Vabbè. Ehi, noi stiamo chiedendo proprio per questo. >> Lui si ricorda se era pare >> Ah, ricordo di aver sentito parlare di un ferimento nel nella sparatoria che c’è stata >> di qualcuno che è stato ferito durante la sparatoria. >> Durante la sparatoria qualcuno che rimasto >> parla delle di omicidio di Cristina.

Ma io ho detto che quel contesto si inquadra sempre attraverso l’uccisione de Ciccino Madonia, ripercussione e coso qualche particolare in >> che l’Alfio Fellito dice che ha visto che erano stati in due a eseguire tanto che era incavolato che non poteva non poteva intervenire e si rammaricava di questo. >> Adesso non mi ricordo presidente se c’è stato qualche ferito in quella stessa occasione.

>> Non ne ha sentito parlare? Non mi ricordo. >> Vabbè, andiamo avanti. Passiamo Stefano Bontate. >> Sulla persona di Stefano Bontate. Sì. Lei si è fermato ripetutamente nel corso degli interrogatori, delineandone un po’ la figura e la personalità sia nei rapporti con Lei Medesimo, sia nei rapporti con altri soggetti e ne ha parlato anche diffusamente a proposito del ruolo che Stefano Bontate esplicò specialmente nel fatto di droga.

>> Sì. Lei non dice nulla della uccisione di Stefano Bontate, >> anche se ci aveva promesso di fare e posso precisare che proprio lei >> in un Sì. in un non delle sue dichiarazioni ci dice “Mi riservo anzi di parlarne”. E soltanto però, ecco, dice esattamente così: “Riservandomi in prosieguo di parlare dell’omicidio di Stefano Bontate, posso dire che i rapporti tra i due fratelli erano pessimi.

E qua scivola all’altro aspetto della discorso che lei fa su Stefano Bondate, cioè sui rapporti con vari soggetti, compreso il fratello. Sembra che non fossero molto d’accordo, ma sull’omicidio di Stefano Bontate lei non dice nulla, solo un accenno è in quella proposizione che io poc’anzi leggevo a proposito dello scaglione Salvatore, quando lei fa riferimento al medesimo gruppo che ha eliminato Stefano Bontate e inserirlo Salvatore. Non dice nulla sull’omicidio.

sa qualcosa su questo omicidio, non ne ha parlato perché non si >> veda, signor presidente, io come le dicevo prima, non è che uno può sapere tutto di tutto, specie quando quando persone a lui molto legate o intime o molto vicine. Allora si evita di far percepire o di far sapere gli esecutori materiali proprio specificatamente, personalmente, nominativamente, anche perché è meglio sempre evitare lasciare queste cose che un domani possono essere sempre motivo di rancore e cose.

Io quanto riguarda l’omicidio in montade, credo di aver detto, non mi ricordo adesso se è verbalizzato adesso a che punto sono arrivate le mie interrogatori. Io ho appreso perché l’omicidio Stefano Bontate è successo durante la mia detenzione del 1980. detenuto alla nona sezione. L’omicidio è avvenuto mentre io ero rinchiuso insieme a Giovanni Bontate, mio padre ed altre persone alla nona sezione.

>> Allora, sarebbe il rosario mi pare, vero? >> Sì. Quello che ho preso io successivamente quanto concerne l’omicidio di Stefano Pontade è questo che quando succede il che poi eleggono una regenza. Tutto questo io lo so quando arrestano il quando succede il brizz di Villagra, anche se devo precisare che in quel periodo c’era detenuto, adesso non vorrei prendere errore, Francesco Paolo e Levantino che faceva i colloqui con suo fratello, noi lo chiamamo Titidda Levantino.

Tigio Levantino, tutti e due uomini d’onore della nostra famiglia. Prima ancora di succedere il brizze di Villagraia, e Paolino Levantino ci ha detto che fuori avevano fatto una regenza. In merito a questo. Quando succede il Brizz di Villagraia arrestano a Giovanni Bullarà, a Pietro Loiacono e tutti gli altri che voi avete lì scritti, elencati.

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