attualità Raffaele Cutolo, don Raffaele, per i compaesani di Ottaviano o per i poveri di Napoli che lo considerano un benefattore. Dentro dal 1963 la Cella è stata la sua scuola. Ha iniziato la carriera uccidendo un giovanotto che infastidiva la sua ragazza. Ha messo insieme un piccolo esercito di devoti.
È considerato il mandante di centinaia di esecuzioni, tra i caduti il bandito Francis Turatello, al quale Pasquale Barra strappò addirittura le viscere. Pasquale Barra è uno dei pentiti che hanno accusato Enzo Tortora. Proprio ieri il pubblico ministero della Corte d’Appello ha chiesto per Raffaele Cutolo la conferma della condanna già pronunciata in primo grado nel procedimento contro la nuova Camora organizzata, 13 anni di reclusione.
Questo colloquio è stato registrato in un’aula del Tribunale di Napoli. La ripresa è di Maria Maddalena Ion. Signor Cuto, se lei si mette qua penso noi possiamo cominciare subito >> se il suo figliolo vuole venire >> non è il luogo adatto come dire non è dissese di dire delle cose. A me mi fa piacere di parlare con le param >> è un uomo che non ha paura di avere coraggio.
Ecco, >> no parliamo con tutta tranquillità. Questo è suo figlio? >> Sì, mio figlio. >> Buongiorno. Che cosa che avenire augura suo figlio? Il signor Cuttalo, venire Agora quelli che aprono tutti i padri onesti. Comunque già lo devo vedere qui dentro indecendamente. >> Senta, signor Cutolo, quanti anni ha passato in carcere? >> 23. Ho persico, tra l’altro, ma sono 23.
Comunque >> 23. E la prigione ha cambiato qualcosa in lei? No, io sono sempre lo stesso, sempre le stesse idee. Semmai io devo dire che forse in Italia si stava meglio quando si stava peggio. Senta, signor Cuto, lei ha previsto la sua morte a 49 anni. Quanti ne mancherebbero ancora? 5 anni. 5 anni >> ancora cinque.
E c’ha qualche altra profezia che cosa prevede? Lui ho previsto tanti anni fa che uscivano i pentiti, sono usciti questi falsi piti, tra l’altro piti, diciamo, creati qui a Napoli. >> Poi ha previsto anche un’eruzione del Vesuvio. >> Sì. >> E adesso che cosa ha in vista? No, ripeto, io vorrei parlare con lei ma attentamente, mi meravigliano, ripeto, ancora una volta noi abbiamo dati il permessi della prepar accontentiamoci intanto di quello che è possibile.

Senta, signor Cuttolo, lei presumibilmente è un uomo ricco, possiede un castello con 350 stanze. È vero, fesserini che dicono purtroppo la stampa. Ma no, dottor Perzzi, comunque ero ricco 20 anni fa, poi le regalato tanti soldi comunque per >> mio ideale per favorire sempre l’umanità sofferende. >> E la sua fortuna da che cosa è nata? >> Mi chied una fortuna.
Beh, avere un castello con 350 stanze >> No, non è vero. Non è mio. Tra l’altro non è mio. Ci sono nato in questo castello, non è mio. >> Quindi è nato un fortunato lei. >> No, sono orgoglioso di essere figlio di contadini perché lei mi insegna comunque che non ha non ho mai mangiato il pane del dolore e che non mai sospirato.
Untot sospirato il mattino, non può capire il dramma dell’umanità sofferene. >> Ci sono state nuove perizie che hanno detto che lei non è normale o sbaglio? Non è vero. Io sono pazzo. Se poi avere questa idee significa essere pazzo, accetto anche questa etichetta. Se poi perché tutti i grandi uomini come dicono che è pazzo.
>> Ma lei non si identifica con Gesù Cristo, con Buddha, con Maometto? Che cos’ha di comune con questi personaggi? Ma io penso che abbiamo gli stessi ideali, nel senso che non è che Gesù era un grandissimo uomo a quell’epoca e ma anche Gesù >> a quell’epoca adesso come sarebbe? >> Adesso come tanti altri. Ma Ges non ha saputo soffrire, tra l’altro, 33 anni ha voluto morire sulla croce.
Ha detto che non ce la facevo più. >> E perché lei vuole morire a 49? >> E proprio perché questo questa vita quanto più più si va avanti è più puzza, diciamo così. Quanto più alto si va, più si sente la puzza. >> È una sua frase o gliel’hanno attribuita? Dopo aver porto la guancia è lecito ammazzare. >> Sì, perché un’interpretazione Gesù ha detto che si deve porgere l’alta guancia, però il me l’ha detto.
L’ha detto come tante altre cose. >> Che cosa ha insegnato a suo figlio un giovane che oggi ha 24 anni? Io l’ho tenuto sempre lontano da tante cose, la strada del lavoro innanzitutto, ma vedete questo sarebbe un ragionamento lungo comunque perché ai giorni si deve insegnare che la storia che il lavoro è meglio è meglio andare a lavorare che rubare, che è meglio l’amore che l’opio, è più bello perdonare che condannare, però ce lo devono insegnare.
Ma questa società di oggi tutto sa fare tranne che giustizia di insegnare queste cose. >> Che parte ha avuto sua sorella Rosetta nella sua vita? una parte importante, ma solo che è innocente di tutto. Diciamo che può essere soltanto stata plagiata da me, ma è innocente di tutte le cose che le attribuisce.
Un altro dei suoi pensieri: “I miei fiori preferiti sono le orchidee, ma sovente amo mandare Crisantemi.” Ha fatto molte ordinazioni e per chi? >> Vedete i crisantem si devono mandare al momento giusto. Mamo mandato, li ho mandato perché per me è vera giustizia quello che non fa la giustizia. Signor Cuttolo, chi è secondo lei un camorrista? >> Ma diciamo una scelta di vita, non è che il camorrista perché è unetichetta che si dà il camorris.
Io non ho detto mai che c’era questa nuova camorra. Comunque è un diciamo che era un partito, è un mio de ideali. >> E cam che cosa vuol dire? >> La disoccupazione non è insegnare proprio ai giovane che è più bello il lavoro, però glielo devono anche trovare. >> Che cosa pensa della droga? Io sono stato sempre contrario con fatti concreti, non soltanto con le belle parole che ho scritto anche una poesia sulla droga colore bianco.
> Che idea si è fatta dei pentiti e dei vecchi amici come Pandico, Barra e via dicendo. >> Vedete Pandicto non è stato mai amico mio. Tra l’altro i benditi non esistono, per sono dei falsi pentiti, diciamo, sono proprio create napoletane maggiormente. Ma poveretta anche loro, nel senso, sono stato giostrato da questi giovani magistrati.

per arrivare a potere fanno dire un sacco di cose. Il dissociato non lo capisco per più del pentalro. Questo che voglio chiedere anche al presidente. >> C’è chi la considera anche un benefattore. Che cosa ha fatto per il suo prossimo? >> Io ho fatto tanto, ho sempre regalato un sorriso a chi ne avevo bisogno.
>> Che rapporto ha con Ottaviano? Il paese dove è nato? paese che mi ha dato di m tanti sono orgoglioso e ottavi non solo paese di camorra come si suol dire paese di professionisti un paese diciamo come tanti altri >> avrebbe una ricetta fuori dagli omaggi floreali per risolvere i problemi di Napoli? >> Eh, ci sarebbe comunque perché la società, questi politici che ci governano, dovrebbero essere più giusti e dovrebbero essere prima loro in pace se vogliono che noi siamo in pace in sostanza.
Qual è la sua giornata di detenuto? Scrivo, leggo, comunque si pensa comunque che è assurdo. È possibile che nel brivido della solitudine, ma io sopporto tutto con dignità. Mi dispiace di mio figlio la migliore gioventù sta in carcere per colpa di questi falsi pentiti. >> Lei è considerato il mandante di centinaia di omicidi.
Tra le vittime ci sarebbe anche Francis Toratello. Come mai mancano le prove di questi delitti? Vedi, è assurdo. Loro dicono che questa è l’associazione verticista, che ogni cosa avrei fatto io, perché non è tutto assurdo. E ho fatto, non è che non fa, io non sono uno stringo di sbangere come ho come ho fatto del male.
Ma chi voleva farmi del male è chi voleva farmi piangere. >> Certamente lei ha una sua idea della vita. Che cos’è? >> Di di aiutare la povera gente, innanzitutto, perché così non c’è più delinquenza. >> Ed è la morte. L’amor si deve accettare. Comunque >> chi è per lei un amico? >> Un amico è la cosa più belle che può esistere.
Comunque si può confidare le cose tutte le cose della vita. >> Oggi Oggi purtroppo l’amicizia è una cosa rara. >> E chi è un nemico? >> Ma io rispetto maggiormente un un nemico leale che avere un amico che poi non si sa se è un amica, tra l’altro. >> Qual è l’accusa o il gesto che la offendono di più? Ne calunni questi e questi che imboccano i pentiti.
>> Ha paura di qualcosa, signor Cutolo? >> Di niente. >> Qual è il sogno che lei fa più di frequente? >> Vedere una società migliore. >> C’è qualche tipo di rapporto tra mafia e camorra? >> Ma non so se lei parlo della camorra che che attribuiscono a Cutol. A me non è stato mai camorra. A me è un ideale di vita da ripetere.
Poi la camorra, l’andrang della mafia e tutte un’altra cosa. Ma la mafia sta a Roma. La camorra sta a Roma. La vera camorra sta a Roma. Mica sta qui. >> Grazie. >> Le grandi organizzazioni criminali spadroneggiano in alcune regioni meridionali. Il loro potere economico è gigantesco. Una prova indiretta viene dall’entità dei beni sequestrati.
Cifre cospicue che però scalfiscono ben poco la loro forza. I soldi sequestrati negli anni 1992-1993 e 1994 sono alla camorra 2 miliardi e 368 milioni, a Cosa Nostra 2 miliardi e 367 milioni, alla Andrangheta 1 miliardo e 209 milioni, alla Sacra Corona 79 milioni. La Fiat nel 1993 ha fatturato circa 50.000 miliardi.
La criminalità più del doppio, 109.000. Il traffico di droga ha reso 18.500 miliardi, l’usura 16.500, le attività immobiliari 14.200. Mafia, camorra, Andrangheta avrebbero accumulato 400.000 miliardi in palazi, terreni, attività commerciali e finanziarie, imprese industriali e titoli di stato.
Don’t I got
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