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Pasquale Di Filippo: ‘Sono io che ho fatto arrestare Leoluca Bagarella! Primo Episodio

Pasquale nato a Palerm 19 agosto 63, consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza. Va bene. Ora risponda alle domande che le farà il pubblico ministero che è autorizzato a rimanere seduto.

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>> Grazie presidente. Buongiorno di Filippo, sono il dottore Lombardo. >> Buongiorno. >> Quando ha iniziato a collaborare con la giustizia e per quale motivo ha fatto questa scelta? Eh, ho iniziato a collaborare con la giustizia il nel 95, credo. Sì, il 20 o 21 giugno del 95. >> Sì. Eh, sono stato fermato dall’Adia a Palermo e  sono stato portato agli uffici della DIA dove la DIA mi comunicava che mio fratello Emanuele stava collaborando con la giustizia e aveva informato i magistrati che io ero molto vicino a Bagarella. In quel

momento Bagarella era il latitante numero uno e di Cosa Nostra perché già avevano arrestato Salvatore Rina e quindi lui aveva preso il comando di Cosa Nostra Bagarella. Eh, quindi io dovevo prendere una decisione, o farmi carcere o collaborare. Ho deciso di collaborare con la giustizia e quindi ho detto alla DIA inizialmente cosa dovevano fare per arrestare Bagarella.

>> Sì. E quindi in base a quello che ho detto io, dopo un giorno, due giorni è stato arrestato Lealuca Bagarella, quindi lei aveva informazioni molto attuali, molto fresche, diciamo, su quello che era, eh diciamo la latitanza di Bagarella. Ero molto spesso mi incontravo con lui, con Matteo Messenadero e con altre persone molto importanti in quel momento che poi ho fatto arrestare tutti.

Quindi io cosa succede? Succede che faccio arrestare Bagarella. Ovviamente le forze dell’ordine non sapevano niente di me, sapevano solo che io ero vicino a Bagarella. Che tipo di indicazioni lei diede alle forze dell’ordine per arrivare alla cattura di Bagarella? >> Io ho detto che l’autista di Bagarella era Tony Calvaruso. Sì. >> Quindi bastava seguire Tony Calvaruso per arrestare Bagarella, quindi e cosa che la D ha fatto, ha seguito Tony Calvaruso e quindi eh Bagarella è stato arrestato quasi vicino al negozio di Tony Calvarus.

Ovviamente e così completo io bene o male il il discorso se lei mi permette, >> anche sennò poi si accavallano le voci e quindi cosa succede? Poi succede che io non sapevo solo quel fatto >> di Bagarella e e quindi ho deciso di dire tutto quello che sapevo. Eh, quindi io cosa dico? Intanto comincio a dire le cose più importanti, eh, che Bagarella aveva un gruppo di fuoco.

Ho fatto in nomi di tutto di tutti i componenti del gruppo di fuoco e ho detto che Bagarella e questo gruppo di fuoco aveva fatto delle stragi e eccetera eccetera. Ovviamente non è perché io voglio le medaglie, ma giusto per una questione di attendibilità, anche perché ci sta una corte che ci sente.

Io nel 95 sono il primo collaboratore che parla di queste cose, quindi non c’è né Spatuzza, non c’è né Grigoli, non c’è nessuno. Ok? Quindi mi sono assunto la responsabilità di dire cose importanti. >> Quindi lei sta dicendo che nel momento in cui inizia a collaborare con la giustizia lei rivela tutta una serie di situazioni che non erano ancora note.

>> Non aveva non nessuno sapeva niente, quindi nessuno sapeva che chi erano stati i mandanti e gli esecutori delle stragi di Roma, Firenze e Milano. Nessuno sapeva e che erano stati fatti una cinquantina di omicidi in quel momento e chi erano stati. E quindi mi sono assunto la responsabilità di dire che la motivazione delle stragi, ho detto chi è stato a fare le stragi e ho detto chi era chi era stato a uccidere padri pugli e e quindi ho detto che era stato Grigoli e consideri che in quel momento Grigoli era una persona

incensurata. Sì. >> E quindi sconosciuta da tutti e addirittura aveva pure il porto d’armi a casa e e quindi ho detto tutto perché era inutile che io facevo arrestare solo Bagarella e e non non facevo una piena collaborazione, anche perché ho ritenuto pure che tutte queste persone che erano fuori erano un grosso pericolo per un po’ tutti per un po’ tutti i cittadini.

Ovviamente lei parla anche del suo ruolo in >> quel >> cosa >> lei ha parlato subito anche del suo ruolo all’interno di quel contesto criminale, cioè ha spiegato le chi >> Certo, certo, certo. Io ho spiegato Io ho spiegato chi ero, ho spiegato che io non ero solo un amico di Bagarella, ma ero pure uno che appartenevo a un gruppo di fuoco, ero uno che avevo commesso omicidi e eccetera eccetera.

Quindi tutto quello che dico io eh era tutto sconosciuto a a magistrati. >> M quando era entrato in Cosa Nostra e con che con che tipo di veste di di come era stato collocato all’interno di Cosa Nostra, di che cosa si occupava? >> Diciamo che io entro in Cosa Nostra nel 1982. >> Sì. Ehm, perché sono genero di Tommaso Spadaro.

Tommaso Spadaro era una persona importante di Cosa Nostra ed era vice capo della famiglia di Portanuovo perché il capo era era Pippo Calò. >> Sì. E quindi dal momento in cui io mi faccio fidanzato, comincio a camminare a fare l’autista di lui che era l’attitante per il marchisi processo e e quindi questo significa che io camminando con lui partecipo direttamente a fatti criminali assieme a lui.

Eh >> lei diventa subito uomo d’onore. >> No, no, no, >> no. Quindi quando lei dice entrai in Cosa Nostra nell’82 non sta dicendo nell’82 diventai uomo d’onore. Allora questa questa qua è una cosa che Allora, voglio spiegarmi bene. >> Ecco, bravo. >> E una cosa che io voglio spiegare è questa. Io ho fatto cose più delicate e più importanti, non essendo uomo d’onore, che quando ero uomo d’onore.

Quindi io voglio spiegare una cosa e e secondo un mio punto di vista, perché io c’ho vissuto e in queste cose fin da quando avevo 20 anni. Sì, >> quindi io da 20 anni in poi fino a al alla mia collaborazione ho sempre vissuto con Cosa Nostra e mi sono adoperato sempre per Cosa Nostra. Quindi questo che significa? Che uno per fare parte di Cosa Nostra non è che per forza deve essere uomo d’onore. Ci siamo.

Io poi sono stato fatto uomo d’onore dopo. Ah, quindi poi ci arriviamo là. >> Sì. Ma una persona, anche se non è uomo d’onore fatto come con la santina eccetera eccetera, può essere una persona che si muove per Cosa Nostra, come io ho fatto. Io sono stato 10 anni, non ero uomo d’onore, ma facevo cose delicate.

Quindi, che significa? che partecipavo i facevo da tramite fra carcere e fuori e le persone fuori e muovevo i beni dei mafiosi, quindi per per non farli sequestrare li intestavo a diverse persone. Partecipavo a riunioni mafiose assieme a mio suocero con altri esponenti mafiosi e quindi parlo di altri esponenti, quindi mi riferisco al periodo della guerra.

Pippo Calò, Salvatore Rina, Renzino Tinnirello, tutti i personaggi che sono stati condannati per le stragi e ripeto io ancora non ero uomo d’onore. Quindi per quanto riguarda la mia situazione voglio specificare che io anche se non ero uomo d’onore in un in un in un periodo facevo cose molto più delicate di quando sono diventato uomo d’onore.

Effettivamente io poi nel 94 nel 94 divento effettivamente uomo d’onore riservato. Riservato perché eh Bagarella ha voluto così. Io dovevo essere un uomo d’onore riservato e nessuno doveva sapere niente di me, tranne lui, Matteo Messina Denaro, Antonino Mangano, Salvatore Grigoli e e Tony Galvaruso e Giorgio Pizzo. Queste erano le persone che dovevano solo sapere che io ero un uomo d’onore riservato.

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