Pasquale nato a Palerm 19 agosto 63, consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza. Va bene. Ora risponda alle domande che le farà il pubblico ministero che è autorizzato a rimanere seduto.
>> Grazie presidente. Buongiorno di Filippo, sono il dottore Lombardo. >> Buongiorno. >> Quando ha iniziato a collaborare con la giustizia e per quale motivo ha fatto questa scelta? Eh, ho iniziato a collaborare con la giustizia il nel 95, credo. Sì, il 20 o 21 giugno del 95. >> Sì. Eh, sono stato fermato dall’Adia a Palermo e sono stato portato agli uffici della DIA dove la DIA mi comunicava che mio fratello Emanuele stava collaborando con la giustizia e aveva informato i magistrati che io ero molto vicino a Bagarella. In quel
momento Bagarella era il latitante numero uno e di Cosa Nostra perché già avevano arrestato Salvatore Rina e quindi lui aveva preso il comando di Cosa Nostra Bagarella. Eh, quindi io dovevo prendere una decisione, o farmi carcere o collaborare. Ho deciso di collaborare con la giustizia e quindi ho detto alla DIA inizialmente cosa dovevano fare per arrestare Bagarella.
>> Sì. E quindi in base a quello che ho detto io, dopo un giorno, due giorni è stato arrestato Lealuca Bagarella, quindi lei aveva informazioni molto attuali, molto fresche, diciamo, su quello che era, eh diciamo la latitanza di Bagarella. Ero molto spesso mi incontravo con lui, con Matteo Messenadero e con altre persone molto importanti in quel momento che poi ho fatto arrestare tutti.
Quindi io cosa succede? Succede che faccio arrestare Bagarella. Ovviamente le forze dell’ordine non sapevano niente di me, sapevano solo che io ero vicino a Bagarella. Che tipo di indicazioni lei diede alle forze dell’ordine per arrivare alla cattura di Bagarella? >> Io ho detto che l’autista di Bagarella era Tony Calvaruso. Sì. >> Quindi bastava seguire Tony Calvaruso per arrestare Bagarella, quindi e cosa che la D ha fatto, ha seguito Tony Calvaruso e quindi eh Bagarella è stato arrestato quasi vicino al negozio di Tony Calvarus.
Ovviamente e così completo io bene o male il il discorso se lei mi permette, >> anche sennò poi si accavallano le voci e quindi cosa succede? Poi succede che io non sapevo solo quel fatto >> di Bagarella e e quindi ho deciso di dire tutto quello che sapevo. Eh, quindi io cosa dico? Intanto comincio a dire le cose più importanti, eh, che Bagarella aveva un gruppo di fuoco.
Ho fatto in nomi di tutto di tutti i componenti del gruppo di fuoco e ho detto che Bagarella e questo gruppo di fuoco aveva fatto delle stragi e eccetera eccetera. Ovviamente non è perché io voglio le medaglie, ma giusto per una questione di attendibilità, anche perché ci sta una corte che ci sente.
Io nel 95 sono il primo collaboratore che parla di queste cose, quindi non c’è né Spatuzza, non c’è né Grigoli, non c’è nessuno. Ok? Quindi mi sono assunto la responsabilità di dire cose importanti. >> Quindi lei sta dicendo che nel momento in cui inizia a collaborare con la giustizia lei rivela tutta una serie di situazioni che non erano ancora note.
>> Non aveva non nessuno sapeva niente, quindi nessuno sapeva che chi erano stati i mandanti e gli esecutori delle stragi di Roma, Firenze e Milano. Nessuno sapeva e che erano stati fatti una cinquantina di omicidi in quel momento e chi erano stati. E quindi mi sono assunto la responsabilità di dire che la motivazione delle stragi, ho detto chi è stato a fare le stragi e ho detto chi era chi era stato a uccidere padri pugli e e quindi ho detto che era stato Grigoli e consideri che in quel momento Grigoli era una persona
incensurata. Sì. >> E quindi sconosciuta da tutti e addirittura aveva pure il porto d’armi a casa e e quindi ho detto tutto perché era inutile che io facevo arrestare solo Bagarella e e non non facevo una piena collaborazione, anche perché ho ritenuto pure che tutte queste persone che erano fuori erano un grosso pericolo per un po’ tutti per un po’ tutti i cittadini.
Ovviamente lei parla anche del suo ruolo in >> quel >> cosa >> lei ha parlato subito anche del suo ruolo all’interno di quel contesto criminale, cioè ha spiegato le chi >> Certo, certo, certo. Io ho spiegato Io ho spiegato chi ero, ho spiegato che io non ero solo un amico di Bagarella, ma ero pure uno che appartenevo a un gruppo di fuoco, ero uno che avevo commesso omicidi e eccetera eccetera.
Quindi tutto quello che dico io eh era tutto sconosciuto a a magistrati. >> M quando era entrato in Cosa Nostra e con che con che tipo di veste di di come era stato collocato all’interno di Cosa Nostra, di che cosa si occupava? >> Diciamo che io entro in Cosa Nostra nel 1982. >> Sì. Ehm, perché sono genero di Tommaso Spadaro.
Tommaso Spadaro era una persona importante di Cosa Nostra ed era vice capo della famiglia di Portanuovo perché il capo era era Pippo Calò. >> Sì. E quindi dal momento in cui io mi faccio fidanzato, comincio a camminare a fare l’autista di lui che era l’attitante per il marchisi processo e e quindi questo significa che io camminando con lui partecipo direttamente a fatti criminali assieme a lui.
Eh >> lei diventa subito uomo d’onore. >> No, no, no, >> no. Quindi quando lei dice entrai in Cosa Nostra nell’82 non sta dicendo nell’82 diventai uomo d’onore. Allora questa questa qua è una cosa che Allora, voglio spiegarmi bene. >> Ecco, bravo. >> E una cosa che io voglio spiegare è questa. Io ho fatto cose più delicate e più importanti, non essendo uomo d’onore, che quando ero uomo d’onore.
Quindi io voglio spiegare una cosa e e secondo un mio punto di vista, perché io c’ho vissuto e in queste cose fin da quando avevo 20 anni. Sì, >> quindi io da 20 anni in poi fino a al alla mia collaborazione ho sempre vissuto con Cosa Nostra e mi sono adoperato sempre per Cosa Nostra. Quindi questo che significa? Che uno per fare parte di Cosa Nostra non è che per forza deve essere uomo d’onore. Ci siamo.
Io poi sono stato fatto uomo d’onore dopo. Ah, quindi poi ci arriviamo là. >> Sì. Ma una persona, anche se non è uomo d’onore fatto come con la santina eccetera eccetera, può essere una persona che si muove per Cosa Nostra, come io ho fatto. Io sono stato 10 anni, non ero uomo d’onore, ma facevo cose delicate.
Quindi, che significa? che partecipavo i facevo da tramite fra carcere e fuori e le persone fuori e muovevo i beni dei mafiosi, quindi per per non farli sequestrare li intestavo a diverse persone. Partecipavo a riunioni mafiose assieme a mio suocero con altri esponenti mafiosi e quindi parlo di altri esponenti, quindi mi riferisco al periodo della guerra.
Pippo Calò, Salvatore Rina, Renzino Tinnirello, tutti i personaggi che sono stati condannati per le stragi e ripeto io ancora non ero uomo d’onore. Quindi per quanto riguarda la mia situazione voglio specificare che io anche se non ero uomo d’onore in un in un in un periodo facevo cose molto più delicate di quando sono diventato uomo d’onore.
Effettivamente io poi nel 94 nel 94 divento effettivamente uomo d’onore riservato. Riservato perché eh Bagarella ha voluto così. Io dovevo essere un uomo d’onore riservato e nessuno doveva sapere niente di me, tranne lui, Matteo Messina Denaro, Antonino Mangano, Salvatore Grigoli e e Tony Galvaruso e Giorgio Pizzo. Queste erano le persone che dovevano solo sapere che io ero un uomo d’onore riservato.
Ovviamente nello stesso tempo che sono stato fatto come d’onore riservato, mi si dice che io faccio parte anche di un gruppo di fuoco. >> Sì. >> E quindi dovevo fare parte pure di un gruppo di fuoco, però dovevamo essere solo queste persone che io ho detto poco fa a saperlo e quindi Bagarella, Matchio Mstina Denaro, le persone che ho detto poco fa.
Si fermi un attimo, Si fermi un attimo. >> Si fermi un attimo, poi ovviamente proseguiamo perché lei ha già effettuato una serie di di indicazioni molto rilevanti, quindi intanto mi corregga se sbaglio. Lei quindi entra a far parte di Cosa Nostra nell’82 e fino al 1994 non è uomo d’onore ma fa cose molto importanti. Sono uomo d’onore, ma faccio parte di Cosa Nostra perché lavoro per Cosa Nostra, perché mi muovo per Cosa Nostra e quindi >> Perfetto. Il fatto per me era un lavoro.
>> Dica. >> Per me era un lavoro, facevo parte io. Non c >> Sì. lei diciamo assume quel compito, quindi al servizio di Cosa Nostra per i suoi rapporti di parentela, quindi con qualcuno. >> Ma lei di quale periodo parla? Dall’82 al 9494. Sì, >> sì, sì. per i rapporti di parentela con Tommaso Spadaro che è mio suocero e con Antonino Marchese che è mia cognato.
>> Benissimo. >> Antonino >> Antonino Marchese. >> Antonino Marchese >> è il cognato di Bagarella. >> Benissimo. Quindi possiamo dire che c’era anche una parentela come concetto, diciamo, molto ampio che la legava che arrivava fino a Leoluca Bagarella. Esattamente perché praticamente mio cognato Antonino Marchese è cognato di Lealuca Bagarella, perché Lealuca Bagarella era sposato con con la sorella di Antonino Marchese, la Vincenzina, quella che poi è morto.
>> Lei sta dicendo di Filippo di aver, diciamo, svolto compiti molto importanti in quegli anni e ce ne ha già indicati alcuni. Vorrei che lei si soffermasse su quelli che erano gli incarichi che lei riceveva. tra l’82 e il 94 di cosa si è occupato >> 82 al 94 per tutti questi anni facevo i colloqui settimani settimanali >> con mio suocero Spadara Tommaso e con mio cognato Spadaro Francesco che erano stati arrestati e condannati nel Machisi processo.
>> Qualche volta li facevo pure con mio cognato Antonino Marchese. Quindi questo significa che sempre io loro mi dicevano delle cose da io fare fuori, quindi molto spesso questo che significava? Che io e ipoteticamente loro avevano bisogno di fare sapere qualche cosa fuori e io la facevo sapere.
Sempre fatti attinenti a Cosa Nostra. >> Sì. Questo per quanto riguarda mio suocero e mio cognato Spadello Francesco e questo per quanto riguarda mio cognato e Spadaro e Antonino Marchese. Sì, >> però voglio voglio voglio sottolineare che io prima che arrestassero mio suocero nell’83 e con lui facevo eh fatti molto importanti per quanto riguarda l’eroina, cioè praticamente tutta l’eroina che arrivava in Sicilia praticamente noi la prendevamo, io e mio sucero ero altre persone che facevano parte della famiglia di Portanova, la portavamo
nelle raffinerie e si raffinava e si mandava negli Stati Uniti. ami. Sempre in questi periodi mio suocero si incontrava settimanalmente e io lo accompagnavo con tutti i mafiosi della mafia vincente, perché in quel periodo c’era la guerra >> fra i corleonesi e quelli di Stefano Pontade e quindi io partecipavo molto spesso a questi incontri dove accompagnavo mio suocero.
>> Quindi la facevano assistere agli incontri. Questo lei intende quando dice accompagnavo mio suocero >> accompagnavo mio suocero qualche volta entravo, qualche volta non entravo e >> però aveva la possibilità di assistere qualche vol Sì, sì, sì. Qualche volta ho assistito, ho sentito i discorsi e quindi già diciamo che si era creato il personaggio, cioè nel senso non non ero più una persona normale, ma uno che assisteva a discorsi di mafiosi molto importanti.
>> Sì. E poi sempre in tutti questi anni cosa si faceva? si faceva che ogni tanto arrivava il capo mandamento e ci diceva “Guarda, c’è un appartamento che tocca a tuo cognato, quindi vedete a chi lo dovete intestare.” E noi lo intestavamo e si muovevano soldi e tutta una vita sempre a a a combattere con queste cose illecite di Cosa Nostra fino al 94, ovviamente.
>> Fino al 94, quindi fino al 94 a lei vengono già affidati compiti importanti. Questo ci sta dicendo >> esattamente. >> Vorrei capire meglio, diciamo, oltre al rapporto col suo suocero, che tipo di rapporto lei ha tra l’82 e il 94 con Leoluca Bagarella. Leuca Bagarella, anche perché lui era arrestato in questo periodo, poi lui e mi pare che si è fatto 10 anni di carcere, >> se non erro è uscito nei primi anni del degli anni 90 o a fine >> o a fine o a fine anni 80 e quindi non è che avevo rapporti perché lui era in
carcere e poi lui quando è uscito eh subito dopo poco è cascato la titante E e nel 94 ci siamo incontrati con Bagarella, cioè mi sono cominciato a incontrare con Bagarella fino al 95, periodo del mio arresto e poi subito dopo quello di lui. >> M nel 94, quando lei inizia a incontrare Bagarella, in che periodo dell’anno siamo? nel 94 io guardi non questo bene con precisione non me lo ricordo però a consideri a a metà del 94.
Comunque non ero da solo quando lo incontravo perché c’era c’era Tony Calvaruso, c’era che comunque anche lui ha collaborato, c’era Grigoli, c’era quando io mi incontravo con Bagarella eravamo solo queste persone e quindi adesso glielo dico, eravamo io, Salvatore Grigoli, Giorgio Pizzo, Matteo Messina Denaro, Antonino Mangan e Tony Calvaruso.
>> E dove vi incontravate? ci incontravamo eh molto spesso in case che io personalmente avevo in uso per me e glieli ho passati a loro. Quindi io avevo due due o tre appartamenti che tenevo io per conto mio e gli ho dato le chiavi a a lui, a Bagarelle. An >> dove? Palermo. >> Una sì, >> una e due a Palermo e una a Misilmeri.
Quindi ci incontravamo in questi posti. Comunque sono posti che già io ho detto Sì, sì, già indicato. Sì, per non lasciare, diciamo, >> dove sono stati dove dove sono stati trovati libri mastri, soldi e lanciamissili eccetera eccetera. >> M Perché vi incontravate? Perché partecipava anche lei a questi incontri? Di che cosa dovevate discutere? inizialmente perché lui ha avuto bisogno di me, perché >> lui è sempre bagarella bisogno >> cosa? >> Lui è sempre Bagarella.
>> Sì, sì. E perché comunque io ero sempre il cognato di un suo cognato, ero il genero di Tommaso Spadaro e e poi lui aveva bisogno che qualcuno gli facesse da tramite con la sua famiglia per quanto riguarda, essendo che lui è l’atitante, no? Sì, >> non si poteva incontrare con la famiglia, soprattutto quello della moglie marchese e quindi molto spesso mi dava dei bigliettini a me chiusi e io glieli facevo avere a a alla famiglia marchese.
>> Quindi lei continuava a svolgere, diciamo, anche il ruolo di messaggero. >> Sì, sì, sì, sì. >> Di che cosa si di cosa si parlava negli incontri di cui ci ha parlato prima? >> Con Bagarella. >> Sì. E con Bagarella di cosa si parlava? Si parlava sempre di di morti. Con Bagarella dovevi parlare solo di morti, >> di c’era la guerra, quindi eh sempre bene o male sempre quelle erano le cose.
>> M senta, è quello il periodo in cui poi decidono di farla uomo d’onore? Questo mi pare >> chiaro perché assumono quella decisione, cioè in realtà lei aveva già un ruolo importante, quindi non è che le serviva il riconoscimento formale. >> Beh, è normale che poi io per come si dice anche lui ha voluto ha voluto che che si facesse così.
è stata soprattutto una decisione di lui, perché io per me non era importante essere uomo d’onore perché già io mi sentivo uomo d’onore, anzi pure di più. Quindi il fatto che Ma parliamo uomo d’onore, tanto per dire, cioè io già mi facevo io dentro la mia testa e per tutto quello che facevo per me già ero uno che facevo parte di Cosa Nostra.
Certo, >> quindi per me per me non è che mi interessava tanto sta cosa. >> È per questo, >> anzi per questo le chiedo perché si arriva a questo passaggio >> e si arriva a questo passaggio non perché Bagarella e ha ritenuto così è perché comunque lui aveva pure bisogno di avere delle persone fidate che facessero un gruppo a parte di fuoco senza che gli altri ne dovevano sapere niente.
Quindi, diciamo, tutto sommato è successo pure questo, che tutto sommato è successo che e in quel momento oltre a essere io uomo d’onore, per come dite voi, nel No, per come dite voi, cioè perché magari c’è c’è c’è una cosa che dice tu per essere uomo d’onore devi essere fatto con la santina, non è così. Non sto dicendo questo, sto cercando di capire, anzi esattamente il contrario.
Cioè a me interessa capire la sostanza delle cose, capito? Non la forma. >> Esatto. E adesso io mi spiego meglio. Bacarella aveva aveva bisogno di diversi gruppi di fuoco. Ok. >> Sì. >> Questa era la questa era la sua strategia. Ok. Non voleva solo un gruppo di fuoco, ne voleva due, tre 4 5 in modo che lui era sempre pronto per farne fuori uno.
Ci siamo? L’idea sua era questa. >> Sì. E quindi il momento in cui lui si crea un gruppo di fuoco con me, lui, Matteo Messina Denaro, Antonino Mangano e altri, già c’ha quel gruppo di fuoco pronto per fare delle cose senza che gli altri devono sapere niente. Difatti questo mi è stato detto a me. A me mi è stato detto che nel momento in cui io eh e loro decidono di farmi uomo d’onore, mi dicono pure che da quel momento qualsiasi omicidio si si faceva nessuno doveva sapere niente tranne quei cinque che eravamo.
Ci siamo >> benissimo. Benissimo. Perché lei non diventa lei non diventa un uomo d’onore come tanti altri. Lei ha detto prima, “Io divento uomo d’onore riservato.” >> Sì, però poi purtroppo purtroppo è successo che dopo un po’ di tempo gli altri che facevano parte del gruppo di fuoco di Brancaccio, ok? mi hanno conosciuto e quindi tutto sommato dopo un po’ di tempo è venuta a cadere la mia la mia riservatezza, ma non per colpa di qualcuno e che sia chiaro, però io inizialmente parto così, ci siamo. Parto che tutto quello che
dovevamo fare queste cinque persone nessuno doveva sapere niente. >> Benissimo. >> E se qualcuno mi chiedeva “Ma è successo questa cosa, tu ne sai niente?” Io gli devo dire no, io non ne so niente. Parla con il capo. Il capo era Antonino Mangano. E allora, intanto vorrei capire una cosa.
Lei inserisce, diciamo, nel panorama di Cosa Nostra questa figura dell’uomo d’onore riservato e ci spiega quali sono le caratteristiche che, diciamo, quel componente assumeva anche nei confronti degli altri. Intanto quella era una figura che all’interno di Cosa Nostra già esisteva o viene creata nel momento in cui diventa uomo d’onore pasquale di Filippo? No, no, io per quelle che sono le mie conoscenze sapevo che che c’era sempre qualche uomo d’onore riservato.
Certo, adesso in questo momento non non mi ricordo chi era, però l’uomo d’onore riservato c’era sempre stato. Ah, >> cioè nel senso che per che che gli altri non dovevano sapere e >> quindi uomo d’onore riservato significava che anche nel nell’incontro, nel confronto con un altro uomo d’onore lei non doveva rivelare quello che era.
>> Assolutamente no. Nessuno doveva sapere niente. >> Nessuno doveva sapere niente, tranne quelli che lei ci ha indicato prima. Esatto. In questo caso che io ero uomo d’onore riservato, lo dovevano sapere solo >> Bagarella, Antonino Mangano, Matteo Messina Denaro perché era presente quando noi ci incontravamo.
>> Sì. >> E Tony Calvaruso, Salvatore Grigoli e Giorgio Pizzo, gli altri. E quindi sto parlando di altre 15 persone. >> Sì. E quindi mi riferisco a Spatuzza, mi riferisco a tutti quelli che hanno fatto le straggi. >> Di loro nessuno doveva sapere che io ero un uomo d’onore riservato. >> Benissimo. Ora le chiedo uno sforzo ulteriore.
I soggetti che ci ha indicato, che ci ha appena indicato, che ruolo avevano in quel momento storico all’interno di Cosa Nostra? cioè quelli che dovevano sapere di lei, o meglio quelli che sapevano di lei. Intanto sempre allora in quel momento >> Lea Pagarella, lei ci ha detto che era il capo di Cosa Nostra. >> Sì.
Dopo la dopo l’arresto di Salvatore Tinina, il capo di Cosa Nostra è Leoluca Bagarella. È vero che fuori c’era pure Provenzano, però le posso assicurare che Provenzano non contava niente nei confronti di Bagarella, le decisioni si pigliavano al momento. Quindi se io se io dicevo qualcosa a Bagarella, Bagarella anche di grave non è che mi diceva “Aspetta che poi te lo faccio sapere che devo parlare con qualcuno”.
Le decisioni le pigliava lui subito all’istante. >> Poi se magari glielo faceva sapere a Provenzano, io questo non lo so, ma anche se lo glielo faceva sapere, comunque la decisione era stata presa. Ci siamo. Quindi non è che >> Sì, sì, sì, è chiarissimo. È chiarissimo. Ovviamente quando lei parla di decisioni di Bagarella, parla di decisioni che non vincolavano soltanto Cosa Nostra, palermitana o corleonese, cioè parla di Cosa Nostra nel suo complesso.
>> Cosa Nostra nel suo complesso. Se io andavo da Bagarella e gli diceva, “Senti, ascolta, devo fare questo omicidio in questa zona.” Lui mi diceva subito “Sì, fallo a fare”. Non non è che mi diceva, “Aspetta che ne devo parlare, ci siamo”. >> Benissimo, benissimo, chiaro. >> Quindi su su Bagarella penso voglio dire che ci sia poco da aggiungere in relazione al ruolo che aveva.
A me interessa anche il ruolo degli >> No, no, Bagarella è il capo di cosa nostra in assoluto. >> In assoluto. Su Bagarella ci torneremo. Ci torneremo. Eh, le chiedo >> per quanto riguarda >> gli altri, gli altri che guarda gli altri. Allora, eh mi piace sottolineare questa cosa perché io sono un tipo molto molto Allora, tutti questi soggetti che dice lei, Spatuzza, Giorgio P, tutti questi che hanno fatto le stragi.
No, no, ma non sto parlando di questi però, di Filippo, io a me interessa in questo momento, poi ci arriviamo anche a Spatuzza, a me interessa capire lei ci ha indicato alcune persone che sapevano del fatto che lei era stato fatto uomo d’onore riservato. >> Sì, >> tra questi c’erano Bagarella, Matteo Messina Denaro. >> Sì, >> eh >> Salvatore Grigoli.
>> Salvatore Grigoli. A me interessa capire questi soggetti che carica avevano in quel momento storico all’interno di Cosa Nostra. Ok. Allora, Antonino Mangano era il capo del mandamento dopo l’arresto de Graviano. >> Ok. >> Brancaccio. >> Quindi >> Brancaccio. Sì, però mi ascolti anche in questo dobbiamo precisare una cosa.
>> Sì. Dopo l’arresto de Graviano non ci sono più famiglie nel mandamento. Ci siamo? >> Sì. >> Oh, il mandamento è unico, unico, unico perché prima c’era il capomandamento e poi c’erano i capi famiglia. Questo per quanto riguarda questo territorio, io sto parlando poi negli altri territori ovviamente facevano come volevano. Sì.
>> Nel nostro territorio, dopo l’arresto dei Graviano comanda solo Antonino Manganalo. >> Sì. Non ci sono più capi famiglie, quindi non c’è più un capo famiglia di corso dei 1000, uno di troccella. Comandà tutto lui. >> Viene unificato il mandamento, viene unificato. >> Ok. Ecco, esattamente. Quindi comanda tutto lui.
Non ci sono più i capi famiglia. Quindi Antonino Mangano è il capo, il capo di tutto il mandamento. >> Sì. Matteo Messina Denaro in quel momento lo avevamo noi come noi come mandamento noi ci dovevamo occupare della sua latitanza, cosa che noi facevamo. Quindi questo significa che gli si doveva trovare casa. >> Sì. >> E lui abitava a Bagheria.
si doveva spostare Matteo Messina Denaro e quindi chi lo spostava era uno che faceva parte del nostro mandamento. Mi riferisco a Giorgio Pizzo, lo trasportava con la macchina dell’acquedotto, cioè Giorgio Pizzo lavorava all’acquedotto >> Sì. >> E quindi se lo metteva in macchina con lui e loro camminavano per evitare che potessero essere fermati a un posto di blocco.
Quindi fino a qua mi segue? Sì, sì, assolutamente sì. >> Esatto. >> Oltre alla latitanza le chiedo una precisazione che Matteo Messina Denaro fosse latitante, lei ce lo ha detto con chiarezza, ma oltre ad essere latitante, la sua carica all’interno di Cosa Nostra qual era >> la sua carica? era che per quanto riguarda Trapani e provincia lui comandava tutto quello.
>> Bene, >> Trapani e provincia, quindi qualsiasi cosa qualsiasi cosa che loro avevano eh se ne se ne occupava, cioè il capo della famiglia trapanese e provincia era lui. >> Era lui. Perfetto. Andiamo avanti. Quindi abbiamo parlato di Bagarella, Matteo Messina Denaro, abbiamo parlato di Nino Mangano. Andiamo avanti.
>> Adesso parliamo di Salvatore Grigoli. Salvatore Grigoli era >> assieme a Gaspare Spatuzza e i killer più pericolosi che ci stavano nel mandamento. Ok. >> Sì. Quindi era un soggetto di vertice dei gruppi di fuoco. >> Sì, quelli quelli più feroci praticamente, quelli che quando facevano un omicidio è come se facevano una partita di calcetto per loro, perché io li vedevo, li osservavo, sapevo che doveva si si doveva fare un omicidio.
Loro erano tranquilli, non non erano preoccupati per niente, non erano nervosi, non erano niente. Ovviamente erano personaggi di spessore, anche perché avevano Spatuzza soprattutto aveva partecipato alle stragi, cosa che ho detto io, eh, perché in quel momento loro non era nessuno pentito, eh, quindi tutte queste cose le ho dette io. >> Sì.
e e Grigoli perché comunque era un killer spietato e aveva aveva ucciso al padre Puglisi >> e quindi erano erano era un personaggio molto molto quotato in Cosa Nostra. Grigori >> bene. >> Poi c’era Tony Calvaruso che era l’autista di di Bagarella >> e che quindi >> era anche una persona quotata perché camminava tutto il giorno con lui. >> Era l’unica autista di Bagarella o era l’autista principale? era l’autista principale perché Bagarella io quando lo vedevo arrivare lo vedevo arrivare solo con lui.
>> Qualche volta Bagarella e guidava anche da solo, cioè qualche volta l’ho visto anche da solo con la macchina che guidava lui. >> Mh. Poi Giorgio Pizzo, invece, chi era? Giorgio Pizzo era un personaggio importantissimo perché già lui stava con i Graviano. Vabbè, a parte che tutti stavano con i Graviano, tutti questi soggetti che sto parlando adesso io >> prima di stare con Nino Mangano stavano con Igraviano, quindi questo che sia chiaro, sono stati arrestati Graviano e poi sono passati tutti alle dipendenze
di Antonino Mangano. Giorgio Pizzo era un personaggio importantissimo e teneva la cassa teneva la cassa delle del mandamento, camminava personalmente con Matteo Messena Denaro e perché lui lo accompagnava spesso, l’ho detto poco fa con la macchina dell’acqua dotta, quindi anche lui era un personaggio importantissimo.
Senta, quando lei parla dei Graviano, di chi parla nello specifico? >> Eh, di di >> di Graviano sono più di uno. E >> Sì, sì. di Filippo e di Giuseppe, anche se anche se nell’82, giusto per precisare 83, quando io mi incontravo con quei mafiosi di cui dicevo, no? >> Sì. Eh eh quindi sto >> Esatto. Quando mi incontravo io, lui Pino Greco, Pippo Calò, insomma Antonino Marchese, questo e quello e prima di loro c’era il fratello Benedetto.
In quelle riunioni veniva Benedetto, non loro, loro ancora non contavano niente, veniva Benedetto. >> M >> poi >> poi >> e non so per quale motivo e Benedetto non si è visto più e hanno preso il comando tutti e due fratelli, Giuseppe e Filippo. Giuseppe e Filippo che ovviamente mantengono questo ruolo fino al giorno della loro cattura.
>> Sì, sì, fino al giorno della loro cattura. Loro erano i capi in assoluto del mandamento. >> Oh! E Ninoangano prima della loro cattura che ruolo aveva nel mandamento? >> Guardi, le devo dire e credo che era un uomo d’onore della famiglia di Roccello. >> Credo perché lei dice credo che lei non lo conosceva. Bene.
>> No, no, io non lo conoscevo, le dico la verità non lo conoscevo per sentito dire perché sapevo che eh lui, Guttauro, tutti questi erano personaggi molto influenti nella famiglia mafiosa di Roccella. Ovviamente non so se in quel periodo era modo onore o no, questo non me lo ricordo.
Quindi il periodo primo no interessava saperlo. Ecco, più che altro questo. >> Senta, lei prima di >> perché io quando ho conosciuto mangano >> già era capomandamento, quindi non mi interessava sapere cos’era prima. Ci siamo. >> E quindi nel 94 già lo era quando c’è stata la riunione, >> anche perché anche perché ripeto prima del prima dell’arresto dei Graviano noi avevamo a che fare con Giuseppe e Filippo, soprattutto eu.
>> Che cosa vuol dire che avevate a che fare? Voi incontravate Giuseppe e Filippo Graviano? No, mio fratello li incontrava ehm li incontrava per sempre per fatti attinenti a Cosa Nostra, >> perché Giuseppe e Filippo Graviano che stavano fuori e avevano i contatti con mio cognato che era in carcere, io parlo sempre mio cognato Antonino Marchese.
>> Sì. E e qui e quindi il tramite era mio fratello e quindi parliamo di soldi, soldi che i graviano facevano avere a noi, parliamo di beni, di case eccetera eccetera che facevano avere a noi, quindi un contatto ci doveva essere fra loro e mio cognato. >> Ovviamente suo fratello Emanuele. >> Sì, sì, sì. Mio fratello Emanuele.
>> Quindi era era lui che aveva i rapporti con il Graviano? >> Sì, la maggior parte sì. Eh, perché era mio fratello pure che soprattutto si occupava di mio cognato Antonino Marchese. Io di più mi occupavo di Spadaro. Loro erano tutti in carcere ovviamente, no? >> Sì. >> E mio fratello si occupava pure di fare avere i bigliettini eh fra Antonino Marchese e Salvatore Rina, le famiglie eccetera eccetera.
Vabbè, penso che queste cose poi sentirete lui e ve li darà lui. >> M bene. Quindi il suo ruolo era comunque diverso rispetto a quello di suo fratello Emanuele. Senta, mi spiega, fratelli Graviano. Sì, >> sì. Senta, mi spiega un’altra cosa? Mi spieghi un’altra cosa? Lei dice a un certo punto il fatto che io fossi uomo d’onore riservato in realtà venne meno perché poi questa cosa si seppe e così >> si seppe perché si seppe perché per quanto riguarda eh qualche omicidio >> eh mi so dovuto mettere avanti io ehm perché perché che diciamo che la persona interessata ero
più io e soprattutto in un duplice omicidio e in un altro duplice omicidio e quindi per cose tecniche, allora mettiamola così, per problemi tecnici e di come fare funzionare le cose meglio e mi sono dovuto mettere pure di mezzo io. >> Mh. E quindi è venuta meno la copertura le dice. >> Esatto. È cambiato qualcosa nel momento in cui questa copertura è venuta meno, quindi nel momento in cui hanno saputo che lei era uomo d’onore? >> No, no, no, non è cambiato niente, non niente di particolare.
>> È cambiato qualcosa anche in relazione a chi invece aveva deciso >> di mantenerla riservata? No, no, niente, perché io con Pagarella non avevo problemi, non E poi comunque era sempre tutto concordato, non è che io facevo qualcosa senza che lui lo sapesse, cioè nel senso, quindi anche se per questioni tecniche gli altri del gruppo di fuoco e mi hanno mi hanno mi hanno scoperto bene e comunque erano cose che si dovevano fare in forza, quindi Bagarella già sapeva tutto.
Mh, sentati Filippo, eh abbiamo capito eh che lei, appunto, ha avuto un rapporto anche eh importante con Bagarella. Ora, con Bagarella, lei ha mai parlato di politica? volte che noi ci incontravamo, parlavamo un po’ di tutto e è normale che abbiamo parlato anche di politica, ma non è che abbiamo parlato di politica perché ci siamo seduti e quel giorno quel giorno abbiamo deciso di parlare di politica e evidentemente c’erano dei fatti e e quindi poi siamo dei fatti di cui abbiamo discusso e quindi poi Poi subito dopo siamo andati a finire alla politica
per una per una per una questione normale, non perché dovevamo parlare di politica. >> M E quali fatti erano quelli che poi vi hanno portato a parlare anche di politica? Guardi, eh, signor pubblico ministero, se lei mi permette, io sempre rispondendo alla domanda, >> io sto rispondendo alle domande, quindi non è che sto facendo dei commenti o delle Sto rispondendo alla sua domanda, però per rispondere a questa domanda devo rispondere in una maniera più ampia.
Prego, risponda come ritiene, >> perché poi non vorrei essere frainteso e non vorrei essere attaccato dai giornali, da questo e da quello, quindi è giusto che io mi spiego bene quando io mi deve dare solo 5 minuti. >> Prego, prego, risponda come ritiene. >> Quando io ho collaborato con la giustizia ho fatto arrestare subito dopo un giorno Bagarella.
>> Sì. Ho fatto trovare subito dopo armi, missili e lanciamissili che dovevano andare a finire dentro ai tribunali praticamente, cioè c’era un missile che doveva finire dentro il tribunale di Palermo. >> Soldi ho detto e ripeto, non voglio la medaglia, sto rispondendo alle domande perché è importante che io rispondo così.
Ho fatto il nome di 20 persone che nessuno conosceva, dico nessuno. Quindi parlo di Spatuzza, di Grigoli, di tutti i più feroci criminali che ci stavano in quel momento alle dipendenze di Bagarella e di Antonino Mangalo che avevano fatto le stragi. Ok? >> Sì, >> ripeto, io sono il primo che dico queste cose, no? Ovviamente poi loro collaborano pure, collabora Spatuzza, collabora Agricoli, collabora Romeo e penso che abbiano detto le stesse cose.
Penso sicuramente. Quindi mi assumo queste grosse responsabilità di dire vedete che sono stati fatti delle stragi, ho detto anche la motivazione delle stragi, sono il primo a parlare di queste cose, non ci sono altri. Mi assumo la responsabilità di dire, vedete che a uccidere padre Puglis è stato Salvatore Grigoli.
I magistrati quasi quasi erano sconvolti perché dice Salvatore Grigoli, andiamo a guardare Salvatore Grigolo. Salvatore Grigola è incensurato. Vabbè, non vi preoccupate che è incensurato. È stato lui e aveva le armi a casa, pistole, fucili denunziati. Ah, >> e ho parlato di un 40-50 omicidi che avevano commesso tutti loro e poi ovviamente loro collaborando pure presumo che abbiano detto le le stesse cose che ho detto io perché io non ho detto né una parola in più e neanche meno durante la mia collaborazione.
Ovviamente ho parlato anche di politica, però sono questa domanda che mi sta facendo lei è normale che io devo rispondere. Sono 25 anni che io collaboro con la giustizia. >> 25 anni. >> Sì. >> Fatto tutti i processi che ci stanno o quasi tutti. Borsellino primo, secondo, terzo, Falcone, Primo, secondo, terzo, le stragi, questo, quello, le motivazioni, ho detto tutto.
Ovviamente ho pure detto questo discorso che io ho parlato con Vagarella, ma io non è che eh come siamo andati a finire a questo discorso? Perché mio socio era a Pianosa. >> Sì, >> Pianosa. >> Quando hanno dopo la strage dopo la strage del dottore >> Sì. Dopo la strage del dottore Porzellino e il del dottore Falcone hanno portato tutti i detenuti più pericolosi a Pianosa e alla Sinara. Ok.
>> Sì. Il mio socio era a Pianosa, io andavo sempre a colloquio a Pianosa da mio suocero. Per quello che capivo io, non erano trattati bene loro dalle guardie, da nessuno, stavano male e loro dicevano che subivano delle percorse eccetera eccetera, questo è quello. Quindi volevano subito che si togliesto su 41 bisi, volevano subito che si chiudesse il carcere di Pianosa.
Quindi questa cosa a me mi faceva anche rodere perché vedevano io vedevo che loro soffrivano tutti. Ovviamente ero molto arrabbiato anche di questa cosa, no? Quindi in un incontro con Bagarella io ero molto arrabbiato e gli dico, perché io lo chiamavo Luca a lui, no? >> Sì.
Gli ho detto, “Scusa un attimo Luca, noi eh abbiamo votato eh Berlusconi, ma perché con con la cosa che ci doveva aiutare, no? Perché non ci ha aiutato? perché sta facendo in questa maniera che tutti stanno a morire nel carcere di di Pianosa, allasinara, eccetera eccetera, questi trattamenti e lui e lui mi ha detto mi ha detto dice lascialo, me l’ha detto in siciliano, mi ha detto a San Luere al suo maschenazzo, dice poi quando può ci aiuta e questo è stato il discorso.
Però aspetti, mi faccia finire. Sicuramente in questo discorso, siccome me lo chiedono sempre, sono 25 anni che me lo chiedono nei vari processi, io non sono attendibile perché in tutto sono stato attendibile, in tutto e per tutto. Io ho parlato di stragi, di omicidi, di questo, di quello, tutto. E questo lo potete andare a controllare perché se andate a controllare le dichiarazioni degli altri, di Spatuzza, di Grigoli, questo e quello, loro possono dire se io ho detto tutta la verità.
E di fatto però non credo che sono stata attendibile e mi dispiace questa cosa perché me lo chiedete sempre e quindi io a volte dico può essere che mi sono sbagliato, che ne so, perché la prima cosa che io ho detto ai magistrati dopo che hanno arrestato a Bagarella, >> eh io la prima cosa che gli ho detto al dottore Caselli e al dottore Grazio e a tutti gli ho detto, guardate che non è solo Bagarella la persona pericolosa.
Dice che eh ce n’è un altro che è ancora più pericolosa e che ha fatto un patto con loro e che li deve aiutare. Ovviamente ho detto il nome di di Berlusconi, però se mi sono sbagliato a questo punto eh >> lei deve riferire ovviamente quello che ricorda esattamente per come lo ha vissuto. >> Esatto.
Io l’ho l’ho detto, però siccome vedo che me lo chiedono sempre dopo 25 anni, >> allora sicuramente non sono attendibile solo per lui. Senta, fermiamoci un attimo. Eh, quindi l’origine, diciamo, di questi discorsi e i commenti che poi Bagarella fa sono legati, diciamo, a quello che era il momento storico di particolare rigore nelle carceri. >> Esattamente. Sì.
>> Dove vi trovavate quando avete parlato di questa cosa? E ci trovavamo in un appartamento e che io adesso la via a Palermo, io se me lo dice adesso non me la ricordo, però in questo appartamento e io mi incontravo con lui, con Matteo Matteo Messinato, c’era anche Grigoli e c’era anche Tony Calvaruso.
Io non me lo ricordo la via, però quando fu allora nel 95 io gliel’ho detta la zia qual era questo appartamento. Difatti loro sono andati là e hanno trovato il libro mastro e il lanciamissili sempre in questo appartamento dove ci siamo incontrati. Però adesso io non me lo ricordo la via precisa il discorso però l’ho det l’ho detto alla dia io.
Eh >> va bene, va bene il discorso che poi arriva a Berlusconi lo fate solo lei e Bagarella o sono presenti anche altre persone? No, no, io e lui quando io e lui personalmente, noi abbiamo avuto solo questo discorso, non ce n’è stato né più e né meno. Io gli ho detto “Ma perché questi stanno a morire in carcere? Questo è quella e quella e quello?” detto perché io, guardi, se lei mi chiede di Dellutri io non lo conosco Dellutri, cioè non lo conosco proprio.
Eh, conosco Berlusconi, ma non è che lo conosco personalmente, lo conosco perché tutta la mafia si è adoperata per fare salire a loro a Berlusconi >> perché lui ci doveva aiutare. Quindi io questo lo so. È normale che io vado a battere con Bagarella e gli vado a dire “Ma come, questo ci deve aiutare ancora? Cosa ha fatto? non ha fatto niente.
Anzi, mi ricordo bene, lui mi ha detto “Lascialo stare” è verbalizzato. Dice “Lascialo stare”, dice “Per ora, per ora non può fare niente perché ci sono dei politici vicino a lui che lo guardano per vedere lui cosa sta facendo e siccome tipo lui si sente troppo guardato, per ora non può fare niente.
” Quindi mi ha parlato di due politici >> che osservavano il suo fare, quello che lui stava facendo e che quindi in quel momento gli davano degli impedimenti a lui per quello che poteva fare. >> Ma le fece i nomi di questi politici? No, no, no, no, non me li ha detti i nomi, però mi ha detto che il momento in cui poi lui ci poteva aiutare ci aiutava e così è finito il discorso.
>> Senta, facciamo un passo indietro. Lei ha appena detto perché tutta Cosa Nostra aveva sostenuto quel movimento politico. Quindi sostanzialmente di quel movimento politico se n’era parlato anche prima. prima che e certo già tutti ci siamo adoperati per votare lui, per fare salire lui, tutta cosa nostra per fare salire lui.
Ma è sempre stato così >> qualsiasi partito >> a voi a voi chi comunica chi comunica che bisogna sostenere il movimento politico di Berlusconi >> sempre dal carcere. Guardi, io personalmente mi hanno sempre comunicato a chi dovevo votare. Lei deve pensare che io personalmente quando c’è stato il momento del Partito Radicale che si doveva aiutare il partito radicale, >> io sono andata al colloquio e mio socio è Pippo Calò che hanno fatto il colloquio assieme e quindi io sentivo cosa mi hanno detto loro, mi hanno dato l’ordine di uscire fuori dal carcere e
fare dei vaglia dei vaglia, cosa che ho fatto. Quindi ci sono ci sono le le la conferma, nel senso alla posta si vede a nome mio, a nome di mia moglie, a nome della moglie di Pippo Calò, a nome di mia suocera. Sono tutti i soldi che abbiamo mandato al partito radicale che io ho mandato, ho fatto dei vaglia, quindi e >> e perché bisognava sostenere il Partito Radicale in quegli anni e soprattutto di quali anni parliamo? >> Eh, forse anni prima.
anni prima perché il Partito Radicale doveva aiutare sempre a noi che per i carceri eccetera eccetera. Quindi praticamente eh è è sempre stato così, magari prima cè partito Radicale e poi subito dopo Berlusconi e però con Berlusconi è stato diverso perché diciamo il partito era più grosso e quindi tutti abbiamo votato lui perché lui doveva avere un ritorno con noi.
Questo era quello che ci hanno detto da fare dal carcere. Mh. Senta, lei ha parlato lei ha parlato dei radicali adesso, eh, ma per quello che lei ha preso nella sua lunga militanza in Cosa Nostra, c’erano state anche altre forze politiche che Cosa Nostra aveva in qualche modo agevolato. Allora, per quanto riguarda quello che mi ricordo io, ha agevolato a Partito Radicale, poi ha ha agevolato a eh a un altro politico che era vicino a non a Martelli.
Martelli, sì, l’onorevole Martelli, >> poi >> e faceva parte delle del Partito Socialista, credo. Adesso, comunque, io l’ho detto questo, eh. E >> poi >> e poi a a Berlusconi. >> A Berlusconi. Quindi questi sono i suoi ricordi per quanto riguarda >> i partiti appoggiati, >> come dice lei. >> Sì. >> E tutto e tutto veniva deciso dai vertici di Cosa Nostra che poi lo comunicavano alle varie articolazioni.
>> Sì, sì. sia quelli che ci stavano dentro e sia quelli che ci stavano fuori, perché lei deve considerare una cosa che molto spesso le cose escono anche dal carcere perché anche nel carcere decidono le cose, non pensi che le decidono pure sopra anche fuori, eh m >> cioè ipoteticamente le eh molto spesso ne discutono pure in carcere delle cose, poi li fanno sapere fuori, >> poi si concordano fuori con dentro e decidono, cioè anche dentro il carcere non è che certa perde del potere.
Ah, >> senta, mi faccio capire una cosa. Mi faccio capire una cosa. Nel marzo del 9, >> ipoteticamente ipoteticamente le le porto un esempio. Giuseppe Graviano era arrestato, no? >> Ok. >> Fuori fuori c’era tutto il gruppo che aveva lui a di appartenenza prima. >> Ovviamente se Giuseppe Gabiano a noi ci >> ci ci mandava a dire qualche cosa fuori, noi la dovevamo fare subito, eh? subito, subito, subito.
Qualche volta si è lamentato anche per i soldi che non che non gli arrivavano, quindi ha voluto che noi gli mandavamo 5000, 5000 e 5000 a tutti e tre fratelli. Qualche volta si è lamentato di fare un omicidio, ma noi non lo potevamo fare perché ci stava una guerra in corso e quindi prendevamo tempo.

Lui alla fine ha scritto una lettera, si è incazzato, dice “No, adesso lo dovete fare come lo dovete fare”. Quindi non non pensi che loro perdono potere in carcere? Certo, lo perdono, però a secondo chi sono i personaggi e sono sempre importanti. Eh, >> senta, nel marzo del 92 viene ucciso l’onorevole Salvo Lima. Lei di quella vicenda conosce dei particolari? No, io non No, coi particolari che lo hanno ucciso e basta.
Poi magari eh le le cose che si sentivano a Palermo, ecco, non è che le le voci che giravano >> che era democristiano Salvo Lima. >> Sì, sì. Si diceva che l’avevano ammazzato per fare un dispetto a Andreotti eccetera eccetera perché perché per il Machis di processo. Però le ripeto queste io non mi sono assunto nessuna responsabilità di dire queste cose perché non li sapevo dirette.
Può essere che sono vere, può essere che non sono vere. E io adesso sto rispondendo, questa è la prima volta che rispondo a questo fatto dell’onorevole Lima. Le cose che si sentiva erano che dovevano fare fuori tutti quelli che facevano parte del partito di Andreotti, >> no? Perché lei ha fatto riferimento a Forza Italia, quindi a Berlusconi, ai Radicali, ai socialisti.
Le chiedo, e dei democristiani non si era mai parlato come partito appoggiato da Cosa Nostra? Sì, se n’era guardi, le dico la verità, se n’era parlato, però io eh non se le guardi, se devo essere sincero, non ho mai voluto parlare di queste cose qua, >> ma no perché non non li sapevo, non li sapevo direttamente, indirettamente, non avevo cose certe e quindi ho preferito di di è inutile che io vada a dire a un magistrato, so questa cosa per chiacchiere di Cosa Nostra, non mi andava. Assolutamente no.
Quindi il suo compito all’interno di Cosa Nostra, mi pare di aver capito, era un altro. Quella fu l’unica occasione, >> quella che ci ha raccontato prima, fu l’unica occasione in cui lei parlò con Bagarella di questi argomenti? >> Beh, di di Berlusconi una sola volta abbiamo parlato. È solo di lui. Eh, >> è solo di lui.
Quindi lei ha detto prima che di Dellutri non ne ha mai parlato nessuno. >> Cosa? di Dellutri non le ha mai parlato nessuno, cioè un nome che non è stato fatto da nessuno in sua presenza. No, no, io dell’UPRI non lo conoscevo proprio e poi non mi interessava anche per me anche qua. Allora, nel caso in cui io conoscevo Dellutri uguale.
Aprei detto Berlusconi perché comunque so che Dellutri è una pedina di Berlusconi, quindi non ne avrei neanche parlato perché non noi di solito quando parliamo certi personaggi non andiamo sotto, andiamo sopra, quindi significa subito alla testa dell’acqua. Spiego meglio chi comanda. Ok, è inutile che portiamo tempo a parlare di persone che sono sotto.
Quindi se io parlo con Bagarella e dobbiamo parlare di una cosa, dobbiamo parlare di chi comanda. >> È inutile che parliamo del vice di questo e di quello. Non so se mi sono stato spiegato. >> Ok, è chiarissimo. È chiarissimo. >> Ok. Senta, Bagarella le parlò mai di movimenti meridionalisti, secessionisti che in qualche modo riguardavano la Sicilia? >> No, non abbiamo mai parlato di queste cose.
>> Lei ne ha sentito parlare da qualcun altro? >> No, no, >> no. Tullio Cannella l’ha conosciuto. >> No, io non lo conoscevo. Tullio Cannella >> non conosceva Cannella. Conoscevo Tony Calvaruso, Ton Cannella no. >> Né qualcuno le ha mai parlato di Cannella? >> Se mi Io non mi ricordo. Non credo. >> Non crede.
Senta, mi faccia capire ancora un’altra cosa. Lei parlava prima ovviamente dei problemi in carcere e diceva a un certo punto quando potrà aiutarci ci aiuterà. in questo momento non lo può fare perché ci sono due politici, lei ha detto, che lo guardano, lo osservano e dei Io io adesso mi guardi, non mi ricordo se mi ha detto due o o politici che lo osservano, >> eh >> ma lo osservavano in senso male, non in senso bene, perché questi politici voleva non erano d’accordo magari con quello che voleva fare lui e quindi lui si è dovuto fermare
e non poteva fare quello che aveva deciso di fare con Cosa Nostra, perché parliamoci chiari, Berlusconi hanno ha fatto un patto con con con Cosa Nostra. Io quando sono stato sentito al processo Stato Mafia mi sono permesso di dire, guardate io uno ne conosco patto con Cosa Nostra. Dice quale? Quello con Berlusconi, quello prima non lo conosco perché io di quello ho parlato con Bagarella. Mh.
Ma lei parla di patto? Lei parla di patto perché Bagarella le parla di patto o è una valutazione che fa lei indipendentemente? Noi ti facciamo salire. Il patto è questo. Noi ti facciamo salire, però tu ci devi aiutare. E non è un patto questo. Cos’è? >> Scusi, se un politico si mette d’accordo con il capo di Cosa Nostra e gli dice e mi fate salire? Sì, però in cambio mi dovete aiutare, ci dovete aiutare a Cosa Nostra. Penso che un patto.
Cos’è? >> Sì, sì, sì. No, io volevo capire se il termine patto l’ha utilizzato Bagarella o invece lo sta utilizzando lei per spiegarci quello che era l’accordo. >> No, no, Bagarella non mi ha parlato di patto, io gliel’ho detto a lui. Gli ho detto, “Scusa, noi lo abbiamo votato, lui doveva mantenere delle cose e non li ha mantenute.
” Per quale motivo? Bagarella mi dice per ora non può fare niente perché ci sono altri politici che che lo stanno osservando, ma comunque appena ci può aiutare ci aiuta. Se l’è difeso praticamente. Non è che m’ha detto e questo stronzo, questa cosa. Diciamo che se l’è difeso per dire statevi zitti che appena ci può aiutare ci aiuta.
>> Va bene. Senta un ulteriore particolare. Lei dice, “Ci arriva dal carcere l’ordine di votare per questo nuovo movimento politico, però non ci ha detto quando vi arriva quest’ordine, cioè quando per la prima volta lei percepisce che esiste un movimento politico che Cosa Nostra deve appoggiare.” >> Guardi, è un soggetto che che sta tutto il giorno con Cosa Nostra.
Eh, io non è che ero un tipo che Cosa Nostra la vedevo una volta al mese. Io con Cosa Nostra ci convivevo e era la mia convivente Cosa Nostra. Quindi ogni giorno io non è che aveva a che fare con i rappresentanti, io ogni giorno ero Cosa Nostra perché tutti i giorni stavo con soggetti tutti che facevano parte di Cost.
>> Questo lo abbiamo capito, lo abbiamo capito. >> Ok, quindi se lei mi dice il giorno, questo non lo so. il gi vabbè il giorno veramente non non mi sarei mai permesso di chiedere e il periodo, cioè siamo nel 94 andav a colloquio >> e noi noi lo sapevamo quando andavamo a colloquio >> e anche fuori perché se ne parlava a colloquio e fuori è normale sicuramente prima delle votazioni è normale che tutti >> Bravo, ci sono delle votazioni nel 94.
Quanto tempo prima rispetto alle votazioni vi arriva questa indicazione?
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