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Il NUOVO aereo delle FRECCE sarà RUSSO?

Ma torniamo in Italia. Airmai senza più partnership russa. decide di ribattezzare il suo prodotto M346, dove la M sta per master, e di andare all in per quanto riguarda la tecnologia. Insomma, è praticamente tutto un altro aereo rispetto all’originale yak, come vedremo. E nel luglio del 2004 ci fu il primo volo del suo prototipo.

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 E allora, com’è fatto questo 346? Si tratta di un aereo biposto e biattore. È lungo 11,49 cm. Ha un’ampiezza l’area di 9,72 cm ed è alto 4,76 cm. Considera che l’Eurofighter e l’F35 sono lunghi quasi 16 m, dunque il 346 è fatto apposta per essere più piccolino e più agile nelle manovre che sono possibili anche grazie ai due motoriwell F124 GA200.

 Questi raggiungono una spinta totale nell’M346 di 57 kN e con una massa di circa 75 il 346 ha un rapporto peso spinta di quasi 1 a1. Per intenderci, l’MB39 ha una spinta totale di 17,8 kN, pesando comunque 4 tonnellate. Dunque, a span il 346 pesa quasi il doppio del 339, ma una spinta che è più del triplo e anche la velocità massima è aumentata 940 km/h del 339 fino ai 1090 del 346.

 Ma gli F124 non sono gli unici assi nella manica del 346, infatti ha diversi sistemi avionici che lavorando in parallelo lo rendono capace di manovre con angolo d’attacco fino a 35° e questo si traduce in un’estrema manovrabilità. Le soluzioni più visibili a colpo d’occhio sono il LERX, ovvero l’estensione del bordo d’attacco.

 In pratica è il primo punto dove il flusso d’aria incontra il profilo allare. Questa estensione permette la generazione di vortici d’aria controllati che mantengono il flusso attaccato all’ala, anche ad elevati angoli di incidenza. E sempre in questa posizione sono state montate due pinne che sono utili sempre per incanalare i vortici d’aria.

 In pratica tutto questo serve per far stallare il meno possibile questo aereo anche a bassissime velocità. Ha anche una particolare configurazione dell’ala chiamata zigzag. In pratica sarebbe un’indentatura dell’ala che permette di aumentare l’efficacia di due sistemi elettronici che controllano le superfici di volo, ovvero il Lfas, sistema di attuazione del flap del bordo d’attacco.

Dunque è un sistema che va a controllare la superficie di volo anteriore dell’ala, anche chiamato semplicemente slat, e il Tefas, sigla che sta per sistema di attuazione del bordo d’uscita. Questo invece controlla la parte posteriore dell’ala. In questo caso controlla i veri e propri flap o anche chiamati ipersostentatori.

Sia l’Efas che Tefas vengono controllati dai computer di bordo raggruppati nel sistema di controllo di volo FCS. Ma anche tutte le altre superfici di volo sono controllate elettronicamente. Questo significa che il 346 è un aereo dotato di fly by wire, letteralmente volare tramite cavo elettrico. Questa è probabilmente la differenza più grande tra il 339 e il 346.

 oltre al fatto che il 346 è un birreattore, dato che il 339 è ancora dotato di sistemi di controllo diretti servoassistiti idraulicamente, ma di questo ne parleremo in seguito nel video. Praticamente tutti gli aerei moderni sono flyby wire, come già citati Eurofighter e F35 e un addestratore avanzato come il 346 deve preparare il pilota anche a questo.

 Magari qualcuno che mi sta ascoltando potrebbe essere scettico in merito al Flyby Wire, infatti il 346 ha quattro computer di bordo che lavorano in parallelo per prevenire la perdita di controllo in caso di malfunzionamento. E ovviamente anche il secondo reattore rende il velivolo più sicuro, dato che come praticamente tutti gli aerei B reattore, il 346 è in grado di volare in sicurezza anche con uno solo dei suoi F124.

Insomma, l’M346 è chiaramente molto di più di un addestratore normale, dato che la sua configurazione è da caccia multiruolo leggero, infatti ne esiste anche una versione specializzata per il combattimento multidominio, ovvero l’M346 FA, sigla che sta per fighter attacker, dunque caccia saltatore.

 La differenza principale con il T346A, quindi la versione d’addestramento, è il carico massimo che può trasportare che aumenta da 96 quintali fino a 105 quintali dell’FA. È anche dotato di una sonda per il rifornimento in volo per estendere ancora di più le sue capacità operative. La versione FA, come da sigla, può dotarsi di svariate armi per ingaggiare in tutti gli scenari di battaglia.

 Ha infatti sette piloni che possono essere occupati da armi classiche. Dunque, non guidate bombe, razzi ed eventualmente un pod con un’arma balistica che può essere da 12,7 mm o da 20 mm o anche missili area IisT che sono praticamente l’evoluzione europea dei missili sidewinder statunitensi, in particolare le versioni i9L e IM9M.

 La sigla dell’irist sta per sistema di aggancio infrarossi con coda spinta vettoriale controllata. In pratica è un missile dotato di guida infrarossi a ricerca di calore con un motore che può direzionarsi a seconda delle esigenze, migliorando notevolmente l’anticipo sul bersaglio e iGerazione che può sostenere che possono arrivare fino a 60, ma può essere dotato anche dei missili aria terra brimstone che sono dei missili anticarro e antimateriale che sfruttano diversi sistemi di aggancio che lavorano in parallelo. È dotato di un radar e

anche di una guida a illuminazione laser. Questo permette ai missili di essere lanciati e dimenticati senza una guida costante fino al bersaglio. E un altro missile molto simile è il Marte, soltanto che è un missile antinave. Ovviamente può montare anche bombe guidate, come quelle a guida satellitare JDAM, o quelle a illuminazione laser, come le GBU e anche sistemi ibridi di guida satellitare e laser.

 Tutte queste armi che ho elencato possono essere puntate o guidate sul bersaglio grazie a dei pod di punto, recning che sono montate direttamente nel pilone centrale della M346 FA. Ma non è finita qui, infatti è dotato anche di armi per il dat, dunque non più su un piano cinetico, ma digitale. Infatti ha un radar chiamato Grifo 346.

 Benché sia un radar a scansione meccanica, dunque molto modesto rispetto a ESA e Pesa che invece scansionano il cielo elettronicamente, è un radar bilanciato per un aereo che non pretende di usare armi a lunghissima gittata, né tantomeno cerca di essere invisibile ai radar nemici. Infatti non è sempre necessario celare il proprio aereo, dato che in diverse condizioni può far comodo far sapere ad un eventuale nemico che si sta presidiando un’area, esattamente come le forze dell’ordine accendono i lampeggianti per segnalare la loro

presenza, ma il Grifo non ha comunque compromessi, dato che può tracciare simultaneamente fino a 10 bersagli e nel frattempo continuare a scansionare un’area che arriva fino a 92 km dal velivolo. Questa caratteristica è stata studiata anche per le nazioni che non hanno bisogno di un caccia modernissimo e possono utilizzare i 346 per compiti di sorveglianza aerea senza necessariamente farsi proteggere da aviazioni di nazioni terze o da gruppi privati.

 Ovviamente non è tutto su questo radar. Potrei fare un video solo sul Grifo 346. Se volete qualche info in più date un occhio in descrizione che vi lascio le altre caratteristiche di questo radar. Può finire qui? Eh no, assolutamente no. Tutte le armi elencate sono anche disponibili per gli aerei di quarta e quinta generazione e dunque un addestratore deve essere in grado di preparare i piloti anche nel loro utilizzo.

 Infatti la versione d’addestramento del 346 è in grado di simulare ogni aspetto del loro funzionamento senza però portarle a bordo dell’aereo stesso. In pratica è come se il 346 si muovesse in un ambiente virtuale dove può combattere bersagli solo presenti sul suo computer e può ingaggiarli con una risposta fedele delle armi.

 Ad esempio si può simulare di piazzare svariate batterie antiaere e bersaglio e di ingaggiarle con tutte le tipologie di armi disponibili per i 346. Quindi è letteralmente un videogioco sandbox perché voi potete piazzare dei bersagli e il pilota del 346 può decidere come ingaggiarli con qualsiasi arma in realtà.

 Ovviamente del 346 come di altre ere esiste già un simulatore che si può utilizzare a terra per appunto andare a simulare digitalmente quello che può fare l’aereo in volo. Ma il 346 ha una particolarità perché si può combinare l’aspetto del simulatore a terra con un aereo in volo. Infatti il 346 in volo può simulare la posizione del 346 del simulatore come se fosse vero, come se fosse lì e quindi si possono sfidare in un ingaggio, un in combattimento, un dog fight, anche se effettivamente l’aereo del simulatore non c’è, non è presente nello spazio 3D e questo è possibile

perché il radar di bordo va a rilevare una traccia preimpostata che si muove nello spazio 3D a seconda di come il pilota del simulatore decide di spostarsi, ma anche ovviamente grazie a tutti i sistemi di consapevolezza spaziale di cui è dotato il 346. Questo, ovviamente, come detto, fa risparmiare ancora di più sui costi operativi e di manutenzione perché al posto di volare con due aerei se ne vola soltanto con uno, ma a turno i piloti possono scambiarsi, quindi addestrarsi su un singolo 346. Per me questa cosa è

semplicemente incredibile e infatti il 346 è usato anche come aggressor in combattimenti simulati contro gli Eurofighter dell’Aeronautica Italiana. Aggressor è il termine che si utilizza per unità amiche che interpretano il ruolo di aggressori, appunto, dunque aerei nemici. In questo caso uno degli esempi più famosi di Aggressor è l’F5 di Top Gun, dipinto di nero e con la stella rossa per simulare un aereo sovietico.

Nel film poi viene chiamato MIG 28, ma il concetto è proprio lo stesso. Dal 2015 Air Macchi è confluita in Leonardo che si occupa della produzione, manutenzione e aggiornamenti futuri degli M346. E parlando di aggiornamenti, a luglio 2024 Leonardo ha annunciato una nuova versione a cui stanno lavorando, ovvero l’M346 Block 20.

 Questa variante sarà dotata di un radar a il che permetterà anche l’utilizzo di missili aria area di nuova generazione. I mica NG, che sono dei missili made in Europe di cui esistono due versioni, gli RF e gli R. Gli RF hanno un piccolo radar a ESA montato direttamente sul missile, il che lo rende in grado anche di tracciare oggetti a bassa osservabilità radar.

 Ma anche l’IR non è da meno, infatti ha un sensore estremamente sensibile che può essere usato in combinazione con il radar dell’aereo che lo lancia. Insomma, tutto questo renderà sempre più sottile la differenza tra un caccia multiruolo normale e questo addestratore che è ormai difficile chiamarlo semplicemente così.

 Ma torniamo per un momento a parlare del presente. I T346A in servizio presso l’Aeronautica Italiana sono concentrati in due basi. La prima è quella del 61º stormo che funge da scuola di volo con sede all’aeroporto di Galatina in Puglia, mentre la seconda è la base di Decimo Mannu in Sardegna in cui dal 2022 vengono utilizzati dalla scuola di addestramento al volo internazionale.

 Qui si addestrano tutt’ora proprio con i 346 piloti austriaci, britannici, canadesi, giapponesi, catarioti, sauditi, singaporiani e tedeschi. Precedentemente la scuola era stata inaugurata proprio a Galatina, ma l’Italia ovviamente non è l’unica utilizzatrice. Infatti gli M346 di configurazione addestrativa sono stati scelti dall’aviazione greca israeliana, polacca, catariota e singaporiana, quindi ha ancora più senso il fatto che facciano addestrare i propri piloti a decimo manu e poi comprino gli aerei su cui sono già stati

addestrati. Mentre il 346 in configurazione FA è stato scelto dal Turkmenistan e verrà in futuro introdotto in Austria e in Nigeria. Insomma, si sta parlando un sacco del 346 negli ultimi anni, ma la notizia più famosa che recentissima è il fatto che il 346 andrà pian piano a sostituire tutti gli MB39 italiani, anche quelli del 313 gruppo addestramento acrobatico, meglio noto come Frecce Tricolori.

 Sono ormai 43 anni da quando l’MB339 ha preso il posto del G91 e sta arrivando anche per lui il meritato pensionamento. La livrea pan del T346A, Pan sta per pattuglia acrobatica nazionale, è stata reinterpretata dall’azienda italiana di design Pini in farina ed è stata presentata il 12 settembre 2024 a Estrana in Veneto, sede del 5uneso Stormo.

 E quindi, probabilmente il 346 farà ingresso nelle frecce tricolori nel 2028. E come possiamo aspettarci questa nuova formazione? Intanto un paio di considerazioni. L’MB339, come detto, non è un aereo flyby wire. Questo riduce la sua sicurezza, ma incrementa la follia delle coreografie che può fare. Tanto che una delle manovre più famose che il solista Pony 10 può fare è proprio il volo folle, che è praticamente una simulazione della perdita di controllo in fase di atterraggio.

 In pratica il solista procede a fare una rapida discesa fino a 50 m dal suolo. Poi l’MB339 viene fatto roteare sugli assi longitudinali e trasversali, il che fa apparire il velivolo scoordinato e privo di controllo. Il pilota ovviamente controlla perfettamente l’MB39 e per ottenere questo effetto fa roteare la barra di comando con movimenti ciclici sapientemente calibrati.

 Una volta terminata questa fase, Poloni 10 si ricongiunge con la formazione effettuando una cabrata. Ma ci sono altri esempi come la scampanata o la Lomzovac che sono quasi impossibili da replicare con un aereo che tenta in tutti i modi di impedire al pilota di andare in stallo. Dunque è probabile che i ruoli dei componenti verranno reinterpretati.

 Dal singolo solista potremmo vedere una coppia di solisti che sfrutta la velocità del 346, magari per fare avvitamenti mozzafiato, come tra l’altro fanno altri gruppi acrobatici come i red arrows britannici. E in generale i 346 renderanno la formazione probabilmente più dinamica e più veloce rispetto agli MB339. Questo renderà unici entrambi gli aerei.

Come nota finale è giusto anche citare l’M345, un aereo da addestramento avanzato che è un derivato del CIA Marchetti 211 risalente agli anni 80. L’M345, aereo sviluppato inizialmente con il nome M311 condivide degli aspetti simulativi con il 346. A esempio, un sistema sovrapponibile di simulazione digitale degli armamenti e delle minacce, ma risulta decisamente inferiore a livello di prestazioni.

 Infatti è monoreattore e quest’ultimo è un Williams FJ4 4M34 che sviluppa una spinta di 15,12 k. Il 345, avendo una massa di circa 35 quintali, risulta nettamente inferiore rispetto alle prestazioni del 346. Nel 2013 si progettava che il 345 inquadrato dall’Aeronautica italiana come T345A doveva essere il sostituto del 339 sia nell’addestramento avanzato, ma anche nelle frecce tricolori.

 Però ritardi e slittamenti hanno fatto optare per il fratello maggiore, il 346. Comunque il T345A viene e verrà utilizzato dall’Aeronautica italiana per l’addestramento base, andando a sostituire i 339 meno aggiornati. Ed eccoci arrivati a fine video, ragazzi. Allora, è stato abbastanza complesso per me mettere assieme a questo video.

 So che può sembrare molto denso, ma è facile che abbia commesso qualche imprecisione qua e là. Non sono così ferrato con le unità aeronautiche, con gli aerei, con l’avionica. Sono ancora abbastanza acerbo questo argomento, quindi devo informarmi molto di più e prepararmi ancora tantissimo per rendere ancora più efficaci i miei video.

 Infatti, come potete vedere guardando anche gli altri video sul canale, sto ancora cercando di perfezionare il formato in modo tale che possa essere più fruibile da tutti. Però spero che vi sia piaciuto questo video. Se così è stato, magari lasciatemi un commento, un mi piace alle solite cose, lasciatemi un feedback. Però mi è stato molto utile preparare questo video perché ho intenzione di parlare di altri aerei, tra cui aerei che ancora non esistono.

 Infatti ho già anticipato agli abbonati del canale che mi piacerebbe un sacco parlare degli aerei di sesta generazione perché c’è ancora un sacco di confusione in merito e magari provare a fare un po’ di chiarezza, fare un po’ di luce anche su i famosi prototipi di sesta generazione cinesi oppure i B21 anche americani sarebbe interessante da proporre sul canale.

 Ancora una volta ragazzi grazie mille per essere arrivati fino a qui. Come al solito vi lascio tutte le fonti in descrizione se vi va di dare un’occhiata, magari approfondire un po’ meglio quello di cui ho parlato e noi ci becchiamo al prossimo video. ชo

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