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LA MAFIA – Storia dei Boss più Potenti – TUTTI GLI EPISODI COMPLETI!

L’emigrazione è i primi anni in America. Alla fine dell’800 e nei primi decenni del 9 milioni di italiani abbandonarono il proprio paese. La fame, la disoccupazione, la durezza della vita contadina spinsero oltre 15 milioni di persone a imbarcarsi verso le Americhe. Diretti soprattutto in Argentina e negli Stati Uniti.

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I Lucania furono tra questi. Era la primavera del 1907 quando Antonio decise di portare la famiglia oltre l’oceano. La loro destinazione New York, la città che stava diventando la capitale mondiale degli immigrati. L’arrivo fu un trauma. Nel lower East Side la miseria era ovunque. Palazzi fatiscenti stipati di famiglie. Un gabinetto in comune per quattro appartamenti, strade invase da rifiuti, odori nauseanti, epidemie frequenti.

I bambini giocavano tra i topi e nelle torride estati molti dormivano sui balconi di ferro per sfuggire al caldo insopportabile. Per i nuovi arrivati non c’erano lavori dignitosi, le paghe erano bassissime e la discriminazione verso italiani, irlandesi ed ebrei era fortissima. In questo contesto tanti immigrati finirono presto per affidarsi alla criminalità come unica via di riscatto.

Il giovane Salvatore, che in America iniziò a farsi chiamare Charles, perché non sopportava che lo chiamassero Sal, fu uno di quei ragazzi che scelsero la strada. Nel lower east side bande di adolescenti scippavano passanti, derubavano venditori ambulanti e si avventuravano persino sui traghetti verso  Staten Island per rapinare i cittadini più benestanti.

Luciano non tardò a farsi notare, organizzò presto una sua gang di ragazzi che storcevano denaro ai coetanei in cambio di protezione mentre andavano a scuola. Fu in una di queste occasioni che conobbe Meerlanski, il ragazzo ebreo che avrebbe cambiato la sua vita. Luciano tentò di imporgli il pizzo, ma Lanski rifiutò con coraggio.

Quella sfida impressionò Charlie che da quel giorno lo considerò un amico e alleato. Insieme avrebbero fatto la storia del crimine americano. Antonio, il padre non si arrese facilmente alla deriva del figlio. uomo di principi tradizionali, cercò in tutti i modi di tenerlo lontano dai guai, ma senza successo. Nel 1911 Luciano fu mandato in una scuola di correzione a Brooklyn per i suoi continui problemi di disciplina, ma vi rimase solo pochi mesi.

A 14 anni abbandonò del tutto gli studi e trovò un impiego come impiegato alla Goodman Company. Per 4 anni lavorò lì, mostrando una certa capacità, tanto che lo stipendio cresceva regolarmente, ma nel frattempo la sua carriera criminale avanzava. Di giorno era un lavoratore diligente, di notte e nei fine settimana guidava la sua banda di ragazzi nell’Est Side.

Nel 1916 arrivò il primo arresto serio. A soli 18 anni fu catturato in un bar e condannato a 8 mesi di riformatorio. Tornato libero, riprese per poco tempo il lavoro onesto, ma ormai era chiaro. Luciano non voleva vivere da cramp, da uomo qualunque. Se devo essere un miserabile, preferisco morire, diceva. la vita normale non faceva per lui.

Tra la fine degli anni 10 e l’inizio dei 20, Luciano iniziò a intrecciare rapporti con nomi che sarebbero diventati leggendari. Al Capone che poco dopo si sarebbe trasferito a Chicago, Baxi Sigel, giovane ebreo violento e temerario, Frank Costello e Vito genovese, italiani come lui. Con Lanski e Sigel formò un trio inseparabile, ma il vero salto lo fece grazie a un evento epocale, il proibizionismo.

Nel 1920 l’America vietò la produzione e la vendita di alcolici, un provvedimento che avrebbe dovuto moralizzare la società, ma che in realtà aprì la strada a un impero criminale senza precedenti. Le mafie italiane, irlandesi ed ebraiche si arricchirono come mai prima. Luciano e i suoi soci iniziarono a gestire il contrabbando e la distribuzione di enormi quantità di  liquuori.

Senza proibizionismo forse nessuno avrebbe mai sentito parlare di lui. Un’altra figura fondamentale nella sua ascesa fu Arnold Rodstein, detto The Brain. Era un ebreo elegante, figlio di una famiglia benestante, con un fiuto straordinario per il gioco d’azzardo e gli affari. Si dice che fosse lui l’artefice della Combine nelle World Series del 1919, anche se non fu mai provato.

Rotstein prese Luciano e Lanski sotto la sua ala, insegnando loro a pensare da uomini d’affari piuttosto che da gangster di strada. Fu lui a convincerli che la vera forza non stava nel premere un grilletto, ma nell’apparire rispettabili, vestirsi bene, frequentare gli ambienti giusti. Luciano lo ascoltò e presto smise di sporcarsi le mani direttamente.

dirigeva, organizzava, decideva, lasciando agli altri i rischi operativi. Il legame con Rotstein aprì a Luciano le porte di un mondo nuovo, ma anche di grandi pericoli. Negli anni 20 New York era un campo di battaglia. Bande rivali si contendevano il traffico di alcol e gli omicidi erano all’ordine del giorno.

Luciano si avvicinò a Joe the boss Masseria, uno dei capi più influenti. La loro alleanza lo portò a partecipare ad azioni sanguinose, come quella contro Umberto Valenti, un sicario che aveva attentato alla vita di Masseria. Secondo alcuni fu proprio Luciano a mantenere la calma e a premere il grilletto che mise fine alla vita di Valenti, ma la fortuna non poteva durare per sempre.

Nell’ottobre del 1929 Luciano subì l’agguato che lo marchiò a vita. Fu rapito, pestato brutalmente, accecato a pugni, sfigurato con un coltello alla gola e lasciato moribondo in un bosco di Staten Island. Sopravvisse miracolosamente, ma da quel giorno ebbe sempre un occhio cadente. Per i giornali divenne Lucky, il fortunato che non moriva mai.

Per lui invece quella cicatrice  fu un promemoria. Nel mondo del crimine non esisteva sicurezza, solo potere o morte. Quando Rotstein fu ucciso nel 1928, Luciano si avvicinò ancora di più a Masseria, ma nello stesso periodo un altro siciliano, Salvatore Maranzano, arrivato a New York con modi eleganti e cultura classica, pare parlasse latino e avesse pensato da giovane al sacerdozio, stava costruendo la sua forza.

La rivalità tra Masseria e Maranzano esplose nella guerra di Castellammare tra il 1930 e il 1931 che insanguinò le strade di New York per oltre un anno. Luciano pragmatico, comprese che Masseria stava perdendo terreno e così nell’aprile del 1931 organizzò il tradimento in un ristorante di Coney Island.

dopo aver pranzato e giocato a carte, si alzò con la scusa del bagno. Quello era il segnale. Vito Genovese e gli altri sicari irruppero e crivellarono di colpi masseria. Quella scena ispirò  in seguito la celebre sequenza del padrino. Con la sua morte Luciano aprì la strada a una nuova era. Maranzano prese il potere proclamandosi capo dei capi, dividendo la città tra cinque famiglie, le famose Five Families, ma commise un errore fatale.

sua arroganza, il suo disprezzo per gli alleati ebrei come Lanski e Sigel e i sospetti che meditasse di eliminare Luciano spinsero quest’ultimo  a muoversi. Nel settembre del 1931 quattro sicari, travestiti da agenti delle tasse entrarono nel suo ufficio, lo accoltellarono e lo finirono con una raffica di colpi.

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