Posted in

DENTRO COSANOSTRA: LEOLUCA BAGARELLA INTERROMPE L’INTERROGATORIO DI LA BARBERA

In un’aula di tribunale va in scena uno dei confronti più duri e simbolici della storia giudiziaria italiana, quello tra Leoluca Bagarella e Gioacchino La Barbera nell’ambito del processo per l’omicidio di Ignazio Salvo. Da una parte Bagarella, cognato di Totori, uno dei capi più feroci e carismatici di Cosa Nostra, uomo simbolo della stagione stragista.

"
"

Dall’altra la Barbera, ex capo del mandamento di Altofonte, coinvolto nelle dinamiche criminali che portarono agli omicidi eccellenti degli anni 80. Il processo riguarda l’uccisione di Ignazio Salvo, potente esattore siciliano, figura chiave nei rapporti tra mafia, politica e finanza. Un omicidio che segna la fine di un’epoca e l’inizio di una guerra interna a Cosa Nostra, in cui vecchi equilibri vengono spazzati via dai corleonesi.

Il confronto tra Bagarella e la Barbera è teso, diretto, senza filtri. accuse smentite, silenzi carichi di significato. È il faccia  a faccia tra due uomini che hanno conosciuto il potere mafioso ai massimi livelli e che ora si trovano uno contro l’altro davanti allo stato.

In aula emergono dinamiche interne,  ordini dall’alto, responsabilità e rivalità. Ogni parola contribuisce a ricostruire uno dei delitti più delicati della storia di Cosa Nostra, dove affari, tradimenti e strategie di dominio si intrecciano in modo indissolubile. Quello che state per ascoltare è l’audio originale del confronto tra Leoluca Bagarella e Gioacchino la Barbera, un documento di enorme valore storico e giudiziario che ci riporta nel cuore oscuro del potere mafioso.

Se questo contenuto ti è piaciuto, iscriviti al canale, attiva la campanella, lascia un like  e scrivi nei commenti cosa ne pensi. Senta la Barbera, noi siamo la Corte di Assise di Palermo e ci stiamo occupando dell’uccisione di Ignazio Salvo. Lei è stato chiamato come imputato di reato connesso per rispondere su alcune circostanze che sono a sua conoscenza.

Lei però per legge può anche non rispondere alle domande che le andranno a fare il pubblico ministero, i difensori e io nell’interesse della Corte, anche il suo difensore di fiducia che è presente in aula. Lei intende rispondere alle domande? >> Sì. avvertito della facoltà che ha di non rispondere, intendo essere sottoposto ad esame e allora deve dire tutte le sue generalità al microfono.

>> La Barbera Giacchino nato il 23/1159 d’Altofonte, provincia di Palermo. >> È sposato lei? No. >> E allora, pubblico ministero si può accomodare. >> Grazie. Signor La Barvera, lei ha fatto parte, per stessa ammissione dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra. È vero. >> Sì, fin dal 1981. >> E in che modo è entrato nell’organizzazione? Eh, sono stato convocato in una riunione e da da quel giorno mi hanno detto che ho fatto ho sono entrato in Cosa Nostra.

> Ha prestato un giuramento. >> Ho prestato un giuramento, sì. >> Con le formalità ormai ben note riferite da altri collaboratori. >> Sì. >> Si ricorda almeno alcune delle persone che erano presenti a questo suo giuramento? Quel giorno c’era erano presenti Bernardo Brusca, di Matteo Mario Santo e di Gallo Giulio e qualche altro che adesso non non mi ricordo di preciso.

>> Senta, lei quando è entrato nell’organizzazione mafiosa di quale famiglia faceva parte? >> La famiglia di Altofonte, mandamento di San Giuseppe Iato. >> Il capo mandamento in quel momento chi era? in quel momento era Bernardo Brusca, >> mentre il capo famiglia >> eh a quell’epoca era di Carloandrea, ma eh proprio in quel periodo era in carcere.

>> Senta, prima del giuramento, quindi prima di entrare, diciamo, formalmente l’organizzazione, aveva commesso reati? >> Sì, avevo fatto già un omicidio, >> diciamo di sua iniziativa o su richiesta di qualcuno? No, no, mi mi aveva mandato il che allora era regente ad Altofonte Marfia Giuseppe. >> Marfia Giuseppe aveva commesso anche reati di minore gravità rispetto a questo omicidio, >> varie istruzioni e cose varie.

>> Ok. Senta, siccome i fatti di cui noi parliamo sono avvenuti nel 92, molto rapidamente dal 1981, data della sua affiliazione a Cosa Nostra, a appunto ai fatti che ci interessano, ci può dire molto rapidamente che cosa ha contrassegnato la sua attività in Cosa Nostra? >> Con chi stava lei principalmente? Che tipo di attività criminale ha svolto? dall’81 al 92.

>> Sì. >> E ero a disposizione di Andrea Andrea Di Carlo. >> Ha commesso omicidi con Andrea Di Carlo o su ordine di Andrea Di Carlo? Sì, con Andrea Di Gallo e verso l’86-87 lui è stato è stato messo da parte e allora era mandamento sempre San Giuseppeato, ma comunque lo reggeva Baltuccio e Di Magio >> e con Di Magio ha commesso omicidi.

>> Sì, diversi omicidi. >> Sono quelli per cui lei è stato arrestato >> precisamente. Sì. >> Quindi le accuse che lei ha fatto di maggio sono rispondenti al vero? >> Sì. Senta, lei conosce Di Matteo Mario Santo? >> Sì, certo che lo conosco. >> Lei sa che Di Matteo Mario Santo è stato accusato di molti degli stessi omicidi che ha fatto lei.

>> Sì. >> Era con voi? >> Sì, sì, sì, era con noi. Faceva parte del gruppo di San Giuseppeato >> e sempre come famiglia di Altofonte. >> Famiglia di Altofonte, sì. Mandamento San Giuseppe, >> senta, quando è finita questa regenza, se non sui tempi, ma perlomeno così come orientamento, questa regenza di di maggio e che cosa è successo? Eh, di preciso comunque nell’anno 87-8 fino a fino verso metà dell’89 ricordo io >> c’è stato di maggio.

>> C’è stato di maggio. Alon >> sì dopo l’arresto dopo l’arresto di Bernardo Brusca in sua assenza era lui regente per il mandamento di San Giuseppe Iato e >> fino a quando non è uscito perché allora c’era Giovanni Brusca che era confinato all’isola di Linosa, se mi ricordo bene. E quando lui è tornato e si è messo lui al posto di Balduccio di Maggio.

Senta, questo accantonamento, chiamiamolo così, di maggio dal suo incarico di regente del mandamento, vi è stato comunicato a tutti gli uomini d’onore della del mandamento stesso? C’è stata una riunione, una qualche notizia più o meno formale? Sì, sì, c’è stato c’è stata una riunione e in cui ha partecipato lo stesso Giovanni Brusca con Balduccio Di Maggio.

Era presente anche lo zio di Giovanni Brusca, Mariuccio Brusca, mentre di Altofonte c’ero io, di Matteo Mario Santo, Antonino Gioè e Marfia Giuseppe. >> E che qual è stato il messaggio che vi è stato dato? E la riunione era stat, cioè era stato era eravamo tutti stati convocati per annunciarci che da quel momento in poi non ci dovevamo rivolgere più a Baltuccio Di Maggio, ma a Giovanni Brusca.

>> Ho capito. I suoi rapporti con Di Maggio come erano stati fino in quei due >> fino a qu fino a quella data buonissimi, >> cioè non c non c’erano stati problemi almeno fino allora. E lei aveva avuto anche un incarico nella famiglia di Altofonte in qualche modo o no? >> Sì, un circa un anno prima di questa riunione ero stato regente della famiglia di Altofonte, >> diciamo su incarico di Di Maggio.

>> Su incarico di Di Maggio, sì. >> E dopo che Di Maggio è stato accantonato con la riunione di cui ha parlato, lei che cosa ha fatto? >> Dopo un periodo era agosto del 90, io sono andato a lavorare fuori a Nord Italia. C’ho c’avevo un’impresa edile stradale e sono andato a lavorare a nord. >> Ha lavorato >> fino Sì.

Read More