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IL SEGRETO DI SOPHIA LOREN: la storia d’amore che ha nascosto al mondo intero

Ginevra, Svizzera. Notte del 14 settembre 1962. Una donna bellissima, avvolta in un cappotto di visone nero, entra furtivamente in una clinica privata attraverso l’ingresso posteriore. Indossa occhiali da sole enormi, nonostante sia mezzanotte. Il personale medico l’aspetta, ha ricevuto istruzioni precise.

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Nessuna domanda, nessuna registrazione ufficiale, nessuna traccia che questa paziente sia mai stata lì. Nella borsa di pelle della donna c’è una fotografia che nessuno vedrà mai. Un’immagine che, se rivelata, potrebbe distruggere non solo la sua carriera, ma anche la vita di almeno altre tre persone. Chi era quella donna? Sofia Loren, la più grande stella del cinema italiano, l’icona di bellezza mondiale, la diva che aveva conquistato Hollywood.

Ma cosa faceva in quella clinica svizzera nel cuore della notte? E perché per i successivi 60 anni nessuno avrebbe saputo la verità completa su cosa accadde quella notte? Esistono documenti sigillati negli archivi della clinica, lettere bruciate, testimoni che hanno firmato accordi di non divulgazione così vincolanti che alcuni hanno portato il segreto nella tomba.

E c’è un nome, un nome mai pronunciato pubblicamente che collega tutto. Non è Carlo Ponti, il marito ufficiale di Sofia, non è Carry Grant con cui si vociferò una Lison, è qualcun altro, qualcuno la cui identità è stata protetta con una ferocia che suggerisce un segreto pericoloso, uno scandalo che avrebbe potuto far tremare l’industria cinematografica internazionale.

Ma per capire quel segreto dobbiamo tornare indietro, molto indietro. a una bambina nata nella povertà più assoluta che sarebbe diventata una delle donne più desiderate del mondo. Una bambina che imparò prestissimo che l’amore ha sempre un prezzo e che quel prezzo è spesso troppo alto da pagare. Sofia Villani Scicolone nasce il 20 settembre 1934 a Roma, ma cresce a Pozzuoli, un quartiere povero vicino a Napoli.

Suo padre, Riccardo Scicolone è un uomo bello ma irresponsabile che rifiuta di sposare sua madre, Romilda Vigliani. “Non voglio legarmi”, dice quando Romilda gli annuncia la gravidanza. “Trova qualcun altro”. Romilda resta sola, disonorata, con una bambina illegittima in un’Italia cattolica dove l’illegittimità è una macchia indelebile.

La piccola Sofia cresce senza cognome paterno, senza rispetto, senza niente se non la bellezza straordinaria che eredita da entrambi i genitori. E quella bellezza, paradossalmente, diventerà sia la sua salvezza che la sua maledizione. Durante la guerra Sofia ha 10 anni quando accade qualcosa che segnerà per sempre il suo rapporto con l’amore e il sesso.

È il 13 agosto 1944. Pozzuoli viene bombardata dagli alleati. Sofia corre nel rifugio antiaereo con sua madre e sua sorella Maria, ma nel caos e nel terrore si separa da loro. Un soldato tedesco la trova sola, terrorizzata, bellissima, nonostante abbia solo 10 anni. Quello che accade nei minuti successivi non è mai stato completamente rivelato.

Sofia ne ha parlato solo una volta in un’intervista del 1989 che fu censurata e mai trasmessa. Secondo la trascrizione ritrovata negli archivi Rai disse: “Quel soldato mi guardò con occhi che nessun adulto dovrebbe mai avere guardando una bambina. Non mi toccò. Tazza! Grazie a Dio, ma le sue parole mi disse cose che una bambina di 10 anni non dovrebbe mai sentire.

E in quel momento capì che il mio corpo non era mio, era qualcosa che gli altri volevano, che potevano prendere, che mi rendeva vulnerabile. Da quel giorno Sofia sviluppa una relazione complicata con la propria bellezza. La usa come un’arma, come un mezzo di sopravvivenza. Ma la teme anche perché sa che attira non solo ammirazione, ma anche predatori.

A 14 anni Sofia vince un concorso di bellezza locale. Il premio è insignificante, ma qualcuno nota la ragazza, un produttore romano di nome Carlo Ponti. Ha 37 anni, è sposato con Giuliana Fiastri e ha una figlia. Ma quando vede Sofia sul palco, con i suoi occhi enormi e il corpo che promette una sensualità esplosiva, decide che deve averla non sessualmente, almeno non subito, ma professionalmente, vede in lei il potenziale per diventare una stella.

“Vieni a Roma” le dice dopo il concorso. “ti farò diventare famosa.” Romilda, la madre di Sofia, è scettica, ma disperata. Sono povere, hanno bisogno di soldi. Vai, dice a sua figlia, ma stai attenta. Gli uomini come lui vogliono sempre qualcosa in cambio. Sofia va a Roma nel 1949 a 15 anni. Vive in una pensione economica, fa provini, accetta piccoli ruoli.

Carlo Ponti la segue da vicino, troppo vicino. le paga a lezioni di recitazione, le compra vestiti, le presenta persone importanti, ma c’è qualcosa di inquietante nel modo in cui la guarda, nel modo in cui la sua mano indugia troppo a lungo sulla sua schiena quando la guida attraverso una stanza. Lui mi faceva sentire sicura e spaventata allo stesso tempo, racconterà Sofia decenni dopo.

Era l’unica persona che credeva in me, ma era anche un uomo sposato di 23 anni più vecchio che guardava una ragazza di 15 anni con occhi che non erano solo paterni. A 16 anni Sofia, che ha cambiato il nome in Sofia Loren per sembrare più internazionale, ottiene il suo primo ruolo importante e Carlo Ponti inizia a corteggiarla apertamente.

Non può divorziare. In Italia il divorzio non è ancora legale, ma promette che lascerà sua moglie, che troverà un modo per essere con lei. Ti amo le dice una sera dopo le riprese. Sofia ha 17 anni. Lui 40. Non puoi amarmi, risponde Sofia. Sei sposato, hai una famiglia. L’amore non conosce regole dice Carlo, e bacia quella ragazza che potrebbe essere sua figlia.

Sofia lo lascia fare perché è giovane, perché è sola, perché Carlo rappresenta tutto ciò che non ha mai avuto. Sicurezza, protezione, qualcuno che la vuole, ma sa anche in quel primo bacio che questo amore avrà un prezzo terribile. Quello che Sofia non sa è che Carlo ha un segreto ancora più grande.

Un segreto che riguarda non solo lei, ma anche qualcun altro, qualcuno che sta per entrare nella loro vita e che cambierà tutto. E quel qualcuno ha un nome che nessuno avrebbe mai immaginato. Roma. Estate del 1951. Sofia Loren ha 17 anni e il suo viso è già ovunque. Manifesti cinematografici, riviste, fotografie che promettono una sensualità esplosiva.

Ma dietro quell’immagine di Diva nascente c’è una ragazza confusa intrappolata in una relazione con un uomo che controlla ogni aspetto della sua vita. Carlo Ponti decide quali film deve fare, quali vestiti deve indossare, persino con chi può parlare. Non è solo il suo manager, è il suo pigma, il suo amante segreto, il suo prigioniero dorato.

“Mi sentivo come Cenerentola” racconterà Sofia anni dopo, ma invece del principe azzurro avevo un patrigno che voleva sposarmi. Il loro rapporto è complicato dal fatto che Carlo non può divorziare. L’Italia cattolica non permette il divorzio e lui è terrorizzato dallo scandalo. Ma questo non impedisce loro di vivere come una coppia, nascondendosi negli hotel discreti, viaggiando insieme, ma sempre con stanze separate per i giornalisti.

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