23 novembre 1995, aula bunker di Palermo. Nel processo per la strage di Capaci, davanti alla Corte d’Assise viene ascoltato un testimone destinato a occupare un posto particolare nella storia delle indagini antimafia, Sergio De Caprio, conosciuto come capitano ultimo. Non è una deposizione qualunque.
In aula non si ricostruisce soltanto l’attentato del 23 maggio 1992, l’esplosione sull’autostrada che uccise Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Si entra anche nel lavoro silenzioso degli investigatori. Osservazioni, pedinamenti, mappe, obiettivi controllati, appostamenti, filmati, intercettazioni ambientali.
Il capitano ultimo racconta l’attività svolta dal Ross dei Carabinieri dopo la strage. Un’attività che parte dal territorio di Capaci e poi si concentra su Palermo, in particolare sull’area della Noce, sulle frequentazioni di Raffaele Ganci, sui rapporti con altri soggetti ritenuti di interesse investigativo, sui cantieri, sulle macellerie, sui negozi, sui luoghi considerati possibili punti di incontro.
Nel corso della deposizione emergono nomi, indirizzi, autovetture, movimenti. La narrazione è tecnica, ma dietro ogni dettaglio si avverte il peso di un’indagine condotta in un momento storico decisivo. Sono gli anni immediatamente successivi alle stragi, quando lo Stato cerca di ricostruire non solo chi ha eseguito l’attentato, ma anche la rete di relazioni, protezioni e interessi che ruotava attorno ai vertici di Cosa Nostra.
Questa udienza mostra il metodo, la tensione e la complessità di una delle stagioni investigative più delicate della storia italiana. Un documento sonoro che permette di ascoltare, passo dopo passo, come gli investigatori cercarono di leggere il territorio, i comportamenti e i legami attorno alla strage di Capaci.
Se ti interessano i grandi processi di mafia, le udienze storiche e gli audio originali delle inchieste che hanno segnato la storia italiana, iscriviti al canale, metti like e commenta. Per voi è un piccolo gesto che per noi significa tanto. Buon ascolto. >> Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
E preliminarmente Capitano, vuole riferire quale ruolo ricopriva all’epoca e e quali funzioni ha svolto nelle indagini relative al procedimento che stiamo celebrando oggi, al dibattimento che stiamo celebrando oggi. Sì, comandavo la prima sezione del primo reparto investigativo del ROS e ho condotto l’attività eh investigativa che poi si è manifestata prevalentemente nel territorio del quartiere Noce di Palermo.

Ecco, lei ha partecipato a un’operazione di controllo sul territorio di Capaci, un’operazione che è stata denominata Grande Falco, che è iniziata nel febbraio del 1993. Sì, ho partecipato. Può ricostruire in termini generali e le modalità con le quali questa operazione è stata espletata? Sì, praticamente in quella sede ci prefiggevamo di eh di svolgere un’attività di tipo tradizionale, cioè era accaduta la strage, abbiamo analizzato la situazione, abbiamo sicuramente pensato che i soggetti che avevano realizzato la strage avevano dovuto
avere la disponibilità di una base logistica nei pressi del luogo dove poi hanno deposto l’esplosivo e e quindi potevamo avremmo potuto trovare qualche elemento, qualche indizio verificando tutta l’area che era adiacente ai luoghi dove si è poi realizzata la strage. Quindi era un’attività di tipo tradizionale che attraverso una serie di perquisizioni, una serie di intercettazioni telefoniche, si prefiggeva di individuare qualche elemento che potesse essere utile per scoprire i responsabili della stracia.
>> Quindi, appunto, qual era il motivo per cui si effettuò questa attività investigativa e quali erano quindi gli scopi specifici eh che si prefiggeva questa attività? lei poco fa ha detto in termini generali, andiamo adesso un pochettino più in particolare. >> Sì, abbiamo posto molta attenzione a a quelle che erano gli obiettivi che ritenevamo da una prima analisi più significativi che sarebbero potuti essere utili, ecco.
E in particolare abbiamo visto che il c’era il casificio Puccio di Puccio della famiglia Puccio che era collocato a circa in prossimità del luogo dove da quelle che erano le indicazioni che avevamo avuto eh i componenti di Cosa Nostra avevano azionato il telecomando il giorno della strage, quindi vicino a quella a quella piccola casa in montagna.
Quindi vole si è cercato di fare un certo tipo di attività per vedere se i personaggi ci davano indicazioni, se erano vicini ad ambienti mafiosi e però ecco, per quanto riguarda il casificio Puccio non abbiamo avuto nessuna indicazione significativa. Volevamo vedere se le persone che stavano in quell’area avevano visto personaggi o movimenti di macchine sospette e quindi tutta una serie di verbalizzazioni tese a questo fine.
quali oltre a questo casi edificio di cui lei ha parlato, quali altri obiettivi eh erano stati interessati con maggiore attenzione nell’ambito di questa operazione? Se abbiamo >> e sempre e per quale motivo? Abbiamo attenzionato la Mobiluxor che è a circa un 600 m da dal cunicolo dove poi è stata deposto l’esplosivo e la società sia allevamento avicolo che è proprio in prossimità del cunicolo dove è stato posto l’esplosivo.
Bene, quali esiti ebbe questa attività investigativa e poi se può riferire eh quali elementi investigativi e probatori, se ce ne sono stati, sono emersi per il processo. >> Gli esiti non abbiamo avuto esiti positivi m perché non non abbiamo avuto indicazioni dai soggetti che lavoravano in quelle in quelle o abitavano in quelle zone là.
Ci sono stati esiti in relazione ad altri procedimenti penali, ad altre indagini per conto di altre autorità giudiziarie? >> No, lì su questa fase qua nessuno. >> Bene, andiamo adesso all’attività che è stata espletata di controllo statico e dinamico sul territorio della Noce. Ecco, lei, capitano, ha partecipato a queste attività di controllo statico e dinamico sul territorio della Noce, di cui vi è menzione nelle informative del 21 luglio 1993, del 7 novembre 1993 e del 9 novembre 1993.
Sì, ecco, se può dire quale esito hanno dato queste attività e se è stata inoltrata una informativa di notizia di reato, una comunicazione di notizia di reato ad altre autorità giudiziarie. Sì, abbiamo riferito l’esito di tutta l’attività anche alla alla direzione distrettuale antimafia di Palermo. Ehm, quando è iniziata quando è iniziato con precisione questo controllo e per quanto tempo si è protratto? >> Sì, abbiamo iniziato all’incirca del settembre del 1992 sino al luglio del 1993.
vuole precisare quali ragioni hanno indotto gli organi investigativi a operare questo questa attività, questo sforzo e con precisione per quale motivo si decise di effettuare uno studio mirato del comportamento sul territorio dei personaggi che gravitavano attorno e comunque e dei personaggi che erano riconducibili a all’imputato Ganci Raffaele.
Sì, come ho detto prima, da un lato abbiamo svolto un’attività di tipo tradizionale, cioè cercare de dei tipi di indicazioni, tracce che i soggetti che hanno realizzato la strage di capace hanno nei luoghi dove la strage è avvenuta. Questo da un lato. Dall’altro lato invece abbiamo ritenuto opportuno analizzare un’area criminale che da un punto di vista storico costituiva uno dei riferimenti più importanti per Rina Salvatore, cioè la famiglia della Nuce.
Questo perché le conoscenze dettateci da dalle da sentenze e dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ci avevano posto in grande evidenza già da molti anni questa famiglia mafiosa. in particolare ci aveva colpito la nostra attenzione quello che riportava che aveva riportato il pentito vitale e anche altri e cioè in particolare nel in una riunione nel corso di una riunione preseduta da Rina Salvatore si doveva questa è la cosa che aveva colpito di più la nostra attenzione si doveva decidere l’assegnazione di un appalto
della tangente di un appalto in un territorio di Altarello, in contrada Altarello. E questo questo la tangente di questo appalto della ditta Pilo sarebbe dovuto spettare secondo il criterio rigido della territorialità applicato tradizionalmente da Cosa Nostra alla famiglia di Altarello. Invece si stava discutendo in quella riunione affinché tale tangente andasse alla famiglia della Nuce.
Ci fu una serie di discussioni. Alla fine la tangente venne assegnata alla famiglia della Noce e la motivazione era perché Rina avrebbe detto in questa riunione che la noce l’aveva nel cuore. Quindi per noi il fatto che in cosa Nostra viene fatta una deroga al principio della territorialità, che la motivazione sia di tipo affettivo, ci facevano ritenere che lavorando sulla famiglia della Noce avremmo avuto e comunque documentato quelli che potevano essere gli interessi di Rina e quindi del vertice dell’associazione
mafiosa Cosa Nostra che ritenevamo responsabile del della strage di Capaci. Ehm, capitano vuole ricostruire in termini generali i metodi investigativi impiegati nel corso delle attività di controllo di cui abbiamo detto e in particolare come veniva iniziata questa attività, da quali obiettivi si è partiti e poi come si è sviluppata.
ancora se vuole descrivere, servendosi di apposite mappe che sono state predisposte e che fanno parte del fascicolo, l’ambito territoriale nel quale è stata svolta l’attività investigativa di cui si tratta e infine se può dire quali esiti sono scaturiti dalle indagini espletate e quali obiettivi sono stati attenzionati.
Perché abbiamo una cartografia da mostrare. >> Sì. E >> ciao. Sì, mandatela. >> Sì, un attimo. Dunque, noi abbiamo eh proceduto in questo tipo di attività cercando di verificare quella che era la realtà dei soggetti di che la realtà associativa eh che avrebbero espresso i soggetti che seguivamo di volta in volta.
siamo partiti questo al fine di individuare la proprio il tipo di realtà associativa a prescindere da quelle che potevano essere le indicazioni di collaboratori o o di o di tipo storico che potevamo avere a disposizione e attenendoli proprio volutamente separati per non essere condizionati da da storie pregresse.
Quindi abbiamo cercato di fare un’attività di tipo tecnico che mh mano mano che i soggetti effettuavano dei percorsi, frequentavano degli obiettivi, avremmo documentato quello che accadeva all’interno di questi obiettivi e sotto un profilo video, cioè con riprese televisive o fotografiche, e sotto un profilo audio, cioè attraverso intercettazioni di conversazioni tra presenti.
Siamo partiti da Raffaele perché era ritenuto l’elemento di vertice della famiglia mafiosa della Noce perché già in passato era stato tratto in arresto per favoreggiamento personale nei confronti di Gambino Giacomo Giuseppe che è un personaggio molto rilevante all’interno di Cosa Nostra e ci veniva indicato come il capo della famiglia mafiosa di San Lorenzo.
è sempre uno delle persone di maggior affidamento per Rina Salvatore. Infatti n era neanche il cognato Ganci Raffaele. Quindi abbiamo verificato che Ganci Raffaele, che aveva la residenza in via Mariano Accardo al 54 in realtà non dimorava in questa in questa abitazione e invece abitava in via Corpo di Guardia nel comune di Monreale al numero 18 che è qua indicato nella cartografia e di cui potremo anche vedere l’immagine.
Ecco, questa è l’abitazione di Ganci Raffaele, quella è il cancello di accesso e alle spalle in alto c’è la circonvallazione di Monreale. Abbiamo visto che in questo, quindi già lui abitava in questo in questo appartamento, nello stesso appartamento m abit nello stesso edificio, abitava anche il figlio Gci Domenico.
Qui possiamo vedere il figlio Ganci Domenico abitava sempre in corpo di guardia numero 18. Ecco questo qua della fotografia. ci abitava anche Anselmo Francesco Paolo, il figlio di Rosario che che è deceduto. E a proposito di Aneno Francesco Paolo, una cosa che ha mostrato la nostra attenzione è che il che il padre di Anselmo Francesco Paolo, Anselmo Rosario, era anche lui indicato come uomo d’onore prima della famiglia di Porta Nuova e poi della famiglia della Nuce e aveva ed era anche per noi era stato importante perché un un uomo
d’onore era stato al centro delle vicende di Cosa Nostra in maniera atipica in un momento storico pregresso, cioè Beh, praticamente questo Anselmo Rosario si era voleva sposarsi con Spina Caterina che era figlia di Spina Raffaele. Spina Raffaele è l’elemento di vertice della famiglia della Noce. Siccome questo Anselmo Rosario era di umili origini, ehm, Spina, Raffaele erano contrari al suo matrimonio con Spina Caterina e quindi ci fu tutta una discussione.
Alla fine Anselmo Rosario si sposò con Spina Caterina e ci fu proprio la discussione tra i rappresentanti della famiglia della Noce e rappresentanti della famiglia di Portanova per farlo transitare da Portova alla Noce perché lui era residente in territorio della Noce e perché si era appunto sposato con la figlia di Spina Raffaele.
Questo discorso, poi, come hanno spiegato i collabori della giustizia, venne sfruttato per le faide interne a Cosa Nostra, secondo lo stile tipico tradizionale di Cosa Nostra. Quindi, simulando che questo fosse un motivo per cui potessero esserci delle vendette o delle delle liti, in realtà poi venne utilizzato per sopprimere Calcedonio di Pisa, che era il il vecchio capo della famiglia della Noce e che era in contrasto con la Barbera Salvatore di Porta Nuova.
Questo è lo st e questo ci rimase molto impresso per noi perché quindi voleva dire che era veramente questa la noce era avevamo centrato le persone che costituivano e avevano radici profonde nella famiglia della Noce da Corpo di guardia. Quindi, eh. Scusi, mi scusi, capitano, una precisazione prima che lei vada avanti.
Io poco fa le mia domanda che era forse molto eh densa di temi le avevo anche chiesto se poteva precisare in termini generali l’ambito territoriale nel quale era stata svolta l’attività investigativa di cui stiamo parlando. Ecco, in termini complessivi se lo può chiarire. Sì, proprio da Corpo di Guardia abbiamo raggiunto poi il territorio della Noce e eh che comprende praticamente la via Lancia di Brolo, il territorio di Altarello eh dove c’è la via Perpignano, la parte superiore e tutte queste aree che costituiscono il territorio della che sono nel territorio
della Noce o comunque adiacenti al territorio della Noce. Abbiamo toccato anche via Auditore. Questa è stata l’area territoriale che in grosso modo è stata stabilmente toccata. Poi ci sono state delle proiezioni anche fuori, però ecco, prevalentemente abbiamo gravitato sul territorio della noce e quindi specificamente in questo ambito territoriale ehm quali obiettivi sono stati attenzionati oltre a quello che di cui abbiamo parlato ampiamente in via Corpo di Guardia e di cui alla alla proiezione che c’è stata poco fa? Ecco
gli obiettivi. >> Sì, da via Corpo di Guardia siamo arrivati al cantiere edile della società Camporeale Costruzioni Sita in Palermo, via Paolo Gili numero 22. Ecco, questa è la cartina alle spalle. Questo cantiere aveva due ingressi, uno dal lato di Piazza Principe di Camporeale e uno da via Paolo Gili.
Ecco qui vediamo nell’immagine sulla destra. Questo sulla destra è l’ingresso da Piazza Principe di Camporeale. Sulla sinistra c’è l’ingresso che si vede nello schermo in basso a sinistra all’altezza di quella via Lodico e sulla destra c’è l’altro ingresso. Questo è il cantiere di via Parucini. Questo è stato un momento molto significativo della della nostra attività avere individuato il cantiere di via Paolo Gini perché perché abbiamo visto che Ganci Raffaele in realtà era conosciuto da noi come organo investigativo come un macellaio, cioè
titolare di che aveva sempre lavorato in nell’ambito delle macellerie. E a questo proposito abbiamo visto che lui era aveva la disponibilità delle macellerie di eh via Loiacono numero 47 dove che era poi di fatto gestita dal figlio Domenico in prevalenza la macelleria di via Lancia di Brolo numero 129 che eh ecco la maceria di viancia di Brol numero 129.
Possiamo vedere anche eh la cartografia di queste macellerie. >> Sì, sì. Adesso arriviamo subito. >> Ecco, questa è la macelleria di Lancia di Brol numero 129. Possiamo vedere anche la foto. Eccola qua. Poi c’era la macelleria di via Francesco Loiacono numero 47, come ho già detto, che era gestita dal figlio Ganci Domenico.
E possiamo vedere anche, ecco, questa è la macelleria. Possiamo vedere anche la la l’immagine. Sì, questa qua sulla sinistra. Eccola dove c’è la scritta rossa. >> Esatto, quella lì. Poi aveva interessi anche nel negozio, l’esercizio gastronomia Amici a tavola che è in via Pacinotti numero 54 all’angolo. Eccolo lì è questo immobile che si vede in questo momento dove c’è l’insegna bianca, ecco che fa angolo >> dove ci sono le strisce pedonali dove si riuniscono.
Ecco, questo qua è il negozio gli amici a tavola. E questo negozio de amici a tavola di fatto è eh gestito da eh Levantino Francesco Paolo. Abbiamo visto che è il Levantino Francesco Paolo. A noi ci risultava, intanto è parente di Ganci Raffaele perché la moglie è nipote della prima moglie di G Raffaele che è Spina e ci viene indicato anche come uomo d’onore della famiglia della guadagna e veniva emergeva anche nel contesto della sentenza spatola + 74, quindi anche questo ci dava un valore della presenza di soggetti comunque ritenuti
inseriti nell’area area criminale di Cosa Nostra. E questa era quindi il fatto era questo, un macellaio che aveva attività anche formalmente quindi legate all’ambiente della macelleria di fatto frequentava un cantiere dile che era sempre stata un’altra tematica di fondo per coloro che hanno trattato Cosa Nostra, cioè gli appalti che si sono che da sempre noi avevamo sentito dire che erano elemento fondamentale dell’economia di Cosa Nostra.
più di quello che poteva essere il traffico delle sostanze stupefacenti, no? Noi sapevamo che il momento centrale dell’economia di Cosa Nostra era la gestione capillare degli appalti. Quindi avevamo fatto un passo avanti, abbiamo visto il macellaio che entrava in un cantiere edile. Ecco, vuole riferire più specificamente quali frequentazioni tra quelle naturalmente le più significative che sono state documentate presso il cantiere di via Paolo Igili.
Sì, via Paolo Gili, possiamo qui non si hanno interessato ganci e le ulteriori attività investigative che sono state che hanno preso le mosse da dall’attenzionamento, diciamo così, dal dall’individuazione di questo cantiere. Sì, abbiamo visto quindi il cantiere di via Paolo Gilli è stato ritenuto per noi un obiettivo rilevante nel contesto investigativo che sostenevamo.
Pertanto abbiamo sottoposto ad analisi sia sotto il profilo dell’osservazione con riprese televisive sia sotto il profilo successivamente anche delle intercettazioni ambientali. >> Quindi sono state effettuate delle intercettazioni ambientali nel >> Sì. E quindi abbiamo visto che questo cantiere veniva frequentato da Ganci Raffaele, di cui abbiamo visto la foto prima, poi da Corso Salvatore che formalmente era inserito nelle vicende societarie della Camporeale Costruzioni che era la società che aveva che realizzava questo
cantiere e che questa società era nelle vicende societarie figuravano sia Corso Salvatore sia Meola Luigi che eh è un altro costruttore, quindi Meola Luigi, il figlio Meola Carmelo, questi comparivano anche nelle vicende societarie. l’abbiamo visto frequentare, ecco qua, questa è Meula Luigi, poi abbiamo visto anche frequentare il cantiere Anselmo Francesco Paolo, detto conosciuto da noi come Paluzzo, eccolo qua nel nella nella foto, che era un personaggio m inserito per noi a livello investigativo nelle nella struttura mafiosa Cosa
Nostra e ricopriva un ruolo rilevante anche lui all’interno della famiglia della Nuce. Infatti poi le dichiarazioni dei collaboratori ce lo indicavano come sottocapo di quella famiglia il cui capo era Ganci Raffaele, c’era Ansemo Francesco Paolo. I figli di Ganci Raffaele, cioè Gci Domenico, qui possiamo vedere la fotografia, eccolo. E Ganci Stefano.
frequentavano ancora il cantiere Benigno Amedeo, qui possiamo vedere la fotografia, che ha sposato la sorella di Anselmo Francesco Paolo detto Paluzzo. E più frequentava il cantiere anche e anche Rizzuto Eugenio. Ecco, questo è un una presenza importante perché questo Rizzuto Eugenio è il fratello di Rizzuto Aurelio.
Tutti e due sono inseriti nella nella figurano nelle vicende societarie della cooperativa Pacam che vede tra i suoi soci anche Anselmo Francesco Paolo, il figlio di quell’Anselmo Rosario di cui ho detto all’inizio che è stato al centro di una disputa in Cosa Nostra. Ebbene, il fratello di Rizzuto Eugenio è stato tratto in arresto il giorno 10 giugno 1993 perché è ritenuto responsabile di favoreggiamento nei confronti di Ganci Raffaele, Ganci Calogero e Anselmo Francesco Paolo detto Paluzzo, mentre erano lati tanti. Infatti sono stati
arrestati alla presenza del Rizzuto Aurelio in una contrada agli androni del comune di Terrasini. Sì, quindi queste erano, diciamo, le frequenze più significative documentate al cantiere di via Paolo Gili. Ora capitano, vuole illustrare i contenuti in termini generali delle conversazioni ambientali intercettate, perché qui io vorrei aprire una parentesi e se mi è consentito.
E lo scopo di questo di questa escursione è quello di evocare nelle linee essenziali e per tematiche sintetiche centinaia e forse migliaia di pagine, molte delle quali è vero sono state inserite, sono state introdotte nel fascicolo del dibattimento, ma evidentemente una evocazione di tipo cartolare finirebbe per essere sterile, per essere appiattita come rappresentazione.
E quindi, detto questo, volevo che, appunto, lei, il capitano, illustrasse questi contenuti, delle conversazioni ambientali intercettate in maniera sintetica e in maniera essenziale del cantiere. Stiamo parlando di via Paolo Gini. Sì, nel all’interno del cantiere di via Pauloili l’attività di ascolto di intercettazione delle conversazioni tra presenti ci ha evidenziato soprattutto tre conversazioni.
Queste conversazioni eh sono quasi tutte quelle del giorno 20-112 e che sono state poi dettagliatamente analizzate e registrate dal maresciallo Smaldini Francesco che quindi sarà anche molto più preciso di me. Però, ecco, sinteticamente in queste conversazioni c’è stata la la prima conversazione in cui che subito c’ha c’ha un po’ c’ha c’ha si è evidenziata più delle altre in una conversazione praticamente Ganci Raffaele alla presenza di Corso Salvatore e di Ganci Domenico il nipote di Ganci Raffaele, non il figlio. Ecco,
all’interno del cantiere di via Paolo Gili Ganci Raffare con dice che ha visto una programma televisivo nel corso del quale venivano intervistati dei detenuti e questi detenuti alla fine eh finivano il programma perché che brindavano in felici proprio nel nella circostanza del dell’omicidio e della strage del giudice Bors Borsellino, quindi Ganci Raffare esprimeva, parlava di questo programma che aveva visto, parlava di questi detenuti che brindavano felici perché era stato ucciso il giudice Borsellino e tutti
insieme il Ganci Raffaele concorso ridevano, quindi mostravano la loro partecipazione alla gioia dei detenuti. E questo per noi era stato un momento perché voleva dire allora queste persone ovviamente non si propongono in termini antagonisti allo Stato e non non trovano disprezzo per queste persone in un’azione così riprovevole, ma ne sono liete.
Quindi, evidentemente, erano persone che si schieravano e si identificavano nel contesto antagonista allo Stato e quindi abbiamo dato un grande valore a questa indicazione che ci confortava ancora di più nella nostra ricerca di del tracciato di della famiglia della Noce e quindi di soggetti inseriti in Cosa Nostra.
Poi un’altra conversazione, sempre quella dello stesso giorno, eh, i soggetti commentano. Eh, in quel momento, proprio in quel giorno, era stato notificato a Ganci Raffaele e ad altri una proposta di sequestro patrimoniale ad opera della Questura di Palermo e il Ganci Raffaele legge, anzi veramente la legge Corso Salvatore, questa lui la dà a Corso Salvatore.
Salvatore legge passo per passo il provvedimento che gli era stato notificato a Ganci Raffaele e subito vediamo che nei commenti nei quali ripeto, il maresciallo Smaldini Francesco sarà più preciso dai commenti che che venivano fuori, a parte ovviamente la contrarietà nei confronti di coloro che avevano emesso questo atto, si dà proprio la preoccupazione di di Corso Salvatore che che al termine della convers conversazione rivolgendosi al al figlio di al nipote di Ganci Raffaele, cioè a Ganci Domenico, gli dice dice “Certo,
qua è bisogna stare attenti perché io gliel’ho detto anche a lui, inteso a a Ganci Raffaele che bisogna assumere un comportamento più prudente, bisogna far acquetare le acque in attesa che poi si risolve la situazione tra con i giudici e con gli avvocati e perché altrimenti vengo chiamato in mezzo anche io.
” Quindi si fa capire, si capiva chiaramente che i soggetti si preoccupavano di e si determinavano ad assumere un atteggiamento formalmente irreprensibile in maniera da non essere all di non diventare oggetto dell’attenzione delle forze di polizia. E anche questo ci ha dato un’alteriore conferma del fatto che, appunto, eravamo sulla sulle persone giuste dal nostro punto di vista.
>> Sì. Poi un’altra conversazione che è stata molto che chiarisce anche il tipo di rapporti che esistevano tra Corso Salvatore e Gci Raffaele è stata la conversazione del giorno 312 1992 e in quella conversazione praticamente parlano Corso Salvatore con uno dei Meola e il Meola gli proponeva gli propone un un investimento rilevante in un’attività diversa diversa da quella del cantiere e in quella circostanza Corso Salvatore gli dice chiaramente dice, “Guarda, io non posso prendere queste decisioni perché sai nide devi capire io devo chiedere a
loro”. Quindi anche da lì cosa abbiamo dedotto noi in quel momento che l’attività formalmente gestita da da Corso Salvatore però aveva dei limiti di decisione, cosa che era incredibile perché nelle vicende societarie lui non doveva avere dei limiti perché era socio proprio con Neola con cui parlava, quindi invece lui diceva che doveva chiedere a loro e questo per noi ha avuto.
Volevo chiedere al pubblico ministero queste trascrizioni ambientali di cui parla il capitano sono state trascritte? Certo. >> C’è stata una perizia da è una mia laguna. Chiedevo nel >> ed è già nel No, no? E siccome sono tantissime carte può capitare di non Grazie. Dunque, ehm allora è stato c’è stato un un incontro o più incontri eh nel cantiere di via Paolo Gili tra Ganci Raffaele e il collaborante Cancemi Salvatore.
Sì, che infatti ecco una cosa importantissima che poi è stato il culmine della nostra attività sul sul luogo è stato il fatto che il giorno eh il giorno 20 1992 abbiamo eh visto una presenza che subito ci ha ciha ci ha fatto è risalita, ci ha risaltato grandissimamente. Ecco, scusi, in questo filmato che si è visto, non so, vogliamo tornare indietro? >> Sì, sì, un attimo, adesso lo lo spieghiamo un attimo se spiega chi sono questi due soggetti.
>> Sì, il 20 è il giorno in cui eh praticamente in questo in questo filmato noi al cantiere di Papalogili abbiamo visto che è arrivato sul posto una golf verde che qui adesso si vede davanti. Questa Golf verde con due soggetti a bordo, ecco quella lì più avanti sulla sinistra decappottabile. Se fermiamo un attimo le immagini.
Grazie. Quindi quella quella sulla Golf c’era condotta da Tumminia Salvatore che è titolare di una macelleria in via Perpignano e sul lato passeggeri un altro soggetto che poi era il quello che poi è diventato il collaboratore della giustizia Cangemi Salvatore. Questi due soggetti sono arrivati qui al cantiere.
Cangemi ha chiamato Gangci Raffaele. Ganci Raffaele che era all’interno del cantiere li ha raggiunti. Adesso possiamo mandare anche il film, l’immagine in diretta e Ganci Raffaele ha parlato brevemente con con Cangemi. I due sono saliti sull’autovettura Clio che è di Ganci Raffaele che è Palermo A 86390 che è intestata a Gambino Nicolina.
sono saliti sull’autovettura e si sono allontanati seguiti da Tumminia Salvatore a bordo dell’autovettura. >> Scusi, scusi, Cancemi in questo filmato indossa quali >> la il maglione giallo. Questo qui a sinistra in questo momento è Ganci Raffaele. Eccolo. Un attimo. No, andiamo avanti. Ecco questo qua.
Sulla destra fermiamo l’immagine. Sulla sinistra c’è Ganci Raffaele. Sulla destra c’è Cangi Salvatore. >> Prosegue capitan. Quindi è importante perché quel giorno noi avevamo assistito senza saperlo in quel momento, cioè noi avevamo capito che era una cosa importante perché da quel momento poi loro se si allontanavano da dal cantiere e poi per un certo periodo non avevamo più traccia di Ganci Raffaele.
Quindi dai comportamenti, secondo quello che si poteva capire, come se il personaggio avesse avuto qualcosa di urgente da riferirli e subito si sarebbero allontanati. Allora, cosa era accaduto invece quel giorno? Quel giorno era accaduto che in quella stessa mattinata erano state emesse le ordinanze di custodia cautelare in carcere in relazione all’omicidio Lima e tra i numerosi soggetti che eh tutti i più rappresentanti rappresentativi esponenti di Cosa Nostra c’era inserito Cangemi Salvatore e non c’era inserito Ganci Raffaele.
Poi ce lo dirà lo stesso. Mi scusi, capitano, puoi ripetere la data di questo episodio? 20 >> ottobre, il 2010 1992. Cosa era accaduto? Mh, perché così è avvenuto proprio anche il riconoscimento di Cangemi Salvatore per noi. Cioè, quella stessa mattina abbiamo preso tutti i soggetti che erano inseriti in quell’ordinanza e abbiamo visto che uno dei soggetti era Cangemi Salvatore che prima noi non avevamo mai visto e che non conoscevamo neanche in quel in quel periodo non era attenzione della nostra attività.
Lo stesso Cancemi Salvatore ci dirà poi successivamente e lo dichiarerà e lo metterà nei verbali che cosa era accaduto. Lui la mattina si era recato con quel Tumminia Salvatore al Palazzo di Giustizia dove aveva parlato con una persona di fiducia loro, un certo Arnetta Sergio, il quale gli aveva gli aveva riferito proprio che diceva attento perché >> quindi niente, avevamo concluso che in quella circostanza noi avevamo capito dall’analisi dei comportamenti, quindi esclusivamente dall’atteggiamento che avevano mostrato i soggetti, che era
accaduto qualcosa che non sapevamo cosa che aveva determinato eh Kangemi ad andare urgentemente da Ganci Raffaele e ad allontanarsi precipitosamente. Questo avevamo capito dall’analisi dell’osservazione. Avevamo posto attenzione anche al fatto che era stata emessa quella ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Attraverso quella ordinanza abbiamo identificato il Kangemi e quindi avevamo capito che i due si erano allontanati a causa di questa sentenza, di questa ordinanza. E ritornando ai rapporti tra Salvatore Corso e Raffaele Cangemi e Raffaele Gangci, scusi. Ehm, ecco, vuole dire, quindi lei li ha accennati poc’anzi, ma adesso vogliamo focalizzarli un po’ meglio e in particolare vuole riferire quali interessi il GANCI aveva nella società Camporeale Costruzioni.
e se ne aveva da che cosa si desume questo questa cointeressenza? Niente, dal livello dall’analisi del fascicolo societario noi non avevamo raccolto nessun elemento formale che potesse collegare Ganci Raffaele al cantiere alla società camporeale costruzioni in cui figurava invece corso Salvatore Meola Luigi e Meola Carmelo, il figlio di Luigi.
Quindi da un punto di vista formale non vi era nessuna ragione che potesse giustificare la la presenza di Ganci Raffaele all’interno del cantiere, ma soprattutto quello che ci ha dato m indicazioni sul perché Ganci Raffaele stava all’interno del cantiere, quindi che tipo di di inserimento vi avesse in quella società è il tipo di comportamento che lui teneva all’interno del cantiere, perché erano frequentazioni diverse da quelle che avevano i normali clienti che andavano lì all’interno.
per cercavano di acquistare una un’abitazione. stava all’interno, frequentava il cantiere, quasi possiamo dire, in un orario di ufficio, all’interno si muoveva e controllava l’andamento della controllava gli operai, guardava gli operai, parlava e disponeva degli operai e quindi per noi era una partecipazione occulta, cioè non formale, che non risultava dalle carte, ma secondo me aveva interessi in quella in quell’attività e poi La conferma l’abbiamo avuta anche quando nella conversazione del 312 92, come ho citato prima, che in cui il
corso salvatore dice “Dobbiamo devo chiedere a loro quando parla con il Meula quindi per noi è una partecipazione reale, non formale, ma sostanziale, ma soprattutto ecco per noi era una è stata un’occasione unica, levo per vedere perché non è solo Ganci Raffaele, è anche Ansma Francesco Paolo Paluzzo che è anche titolare di un’impresa impiantistica mediterranea e anche lui stava lì all’interno.
Anche il Berigno Amedeo è titolare di un’impresa che ha attinenza con la la Sicilia Impianti, la Sicilia Impianti di Benignamedeo. Quindi per noi cos’era cosa significava per noi la nostra interpretazione da investigatori? per noi vedevamo il Ganci Raffaele che è il dominus dell’attività e vediamo quindi che che che condiziona Corso Salvatore e poi vedevamo anche abbiamo la possibilità del del dei lavori che venivano realizzati da ditte di familiari, di parenti, di amici di Ganci di Ganci Raffaele.
Perché è stata importante? Perché possiamo dire che queste frequentazioni hanno avuto avevano un valore significativo come associazione dei soggetti e non solo come frequentazione di un obiettivo? Perché le stesse frequenze poi verranno rilevate più o meno al su un altro obiettivo che è il negozio La nuvoletta di via Ercole eh Bernabei numero 81 e lo vedremo dopo più in dettaglio, che è un negozio di abbigliamento, però nel negozio di abbigliamento chi ci va chi si incontra si incontrano gli stessi soggetti che si
incontrano al cantiere, quindi non c’è un motivo legato all’attività economica che lega i soggetti, c’è è un legame di natura associativa, di amicizia, ecco, però è un legame che prescinde dal tipo di attività che caratterizza l’obiettivo. >> Sì, >> sì, questo è il negozio La nuvoletta in via Bernabei e poi tratteremo meglio successivamente.
Ora, eh vi è stato un periodo durante le indagini preliminari, durante questa investigazione nel quale Raffaele Ganci era scomparso? Sì, abbiamo detto che il primo momento in cui Ganci Raffaele si è allontanato, comunque si è reso irreperibile per noi è stato quello che in quel momento in cui abbiamo visto il 20 1992 il frame poco fa che possiamo rivedere in cui Kangemmi va ad agganci Raffaele, i due si allontanano.
dopo questo periodo noi precedentemente >> Quanto è durato questo periodo di di scomparsa di reperibilità, diciamo, se se lo possiamo specificare? >> Sì. Poi noi abbiamo visto comparire il soggetto il 311992, quindi il il 3 del mese successivo. È stata una fugacissima apparizione proprio qui al cantiere con Ganci Raffaele che si vede che ha si intravede che ha in mano una busta di carta, entra da dall’ingresso lato via Ludico che è quella la stadina che abbiamo visto prima e poi si allontana e poi lo rivediamo comparire nella settimana dal
17 al 111992. il 2011 1992, che è il giorno in cui gli viene notificato il provvedimento della del sequestro patrimoniale, si allontana nuovamente, scompare e ricompare il 9/12 1992 e ricompare. Lo vediamo che poi accede, va in via Pietro d’Asalo numero 13, lo riferiremo magari più nel dettaglio dopo se lei ritiene. Sì, sì, certo.
>> Queste sono stati poi non l’abbiamo visto più, è rimasto irreperibile, ha fatto la sua latitanza perché poi nel frattempo è stato colpito da un provvedimento restrittivo ed è stato tratto in arresto il 10 giugno 1993 in contrada agli androni nel comune di Terrasini in compagnia di Anselmo Francesco Paolo e Ganci Calogero il figlio.
>> Bene, senta un’altra domanda. Durante le indagini è emerso il nome e l’attività di Ciminello Francesco. Vuole indicarci chi è questo soggetto? E poi volevo anche sapere se il suo reparto ha svolto attività investigative nei suoi confronti e di quale tipo. >> Sì, Ciminello Francesco è è un soggetto, era un soggetto perché adesso è deceduto che eh ci è emerso proprio seguendo è venuto fuori seguendo Gci Raffaele.
Noi abbiamo visto che in più circostanze questo soggetto che poi è stato identificato in Ciminello Francesco ha fatto si è posto a disposizione di di Ganci Raffaele, li faceva da autista, lo accoglieva solo sulla propria autovettura, lo accompagnava la mattina al cantiere di via Paolo Gili, normalmente intorno alle 8:30.
il alle 12:30 lo andava a prendere quasi sempre il figlio di Ciminello Francesco, il figlio cioè Ciminello Giuseppe ci andava con un’autovettura eh getta targata Palermo 838088. Poi alle 15:30 lo accompagnavano nuovamente al cantiere e si ganci Raffaele scendeva, entrava all’interno del cantiere e invece Ciminello si allontanava e tornava nuovamente a prendere Ganci Raffaele intorno alle 17:30, quindi con un atteggiamento che per la nostra esperienza era proprio di un soggetto che si mette a disposizione addirittura con il proprio nucleo
familiare, perché coinvolgeva anche il figlio, per il trasporto di Ganci Raffaele. Quindi era un personaggio che per noi assumeva un’importanza investigativa. Allora abbiamo visto chi era questo Ciminello Francesco, siamo andati a vedere la storia di questa persona e abbiamo scoperto che era un personaggio interessantissimo e che ci confortava su come ancora oggi, nel momento in cui facevamo quelle indagine, l’attività degli appati, attività l’edilizia a Palermo era interesse vitale.
>> Sì. Allora, vogliamo dove eravamo arrivati, capitano? >> Su Ciminello Francesco. Ciminello >> Quindi abbiamo detto che ho detto che Ciminello Francesco è il soggetto che accompagnava alternandosi con il figlio Giuseppe Ganci Raffaele al cantiere di via Paolo Gini. Lo accompagnava, lo lasciava là, lo andava a riprendere.
Sembrava, quindi, sembrava dai comportamenti che esprimeva che era una persona a disposizione di Ganci Raffaele, lui e il figlio. Allora, in quel momento, questa è una cosa che io ho fatto, ho sono andato a vedere chi era Ciminello Francesco, perché era un soggetto che era importante in quel contesto investigativo e sono andato a leggermi gli atti che storicamente sono stati acquisiti a carico di Ciminello Francesco.
In particolare ho subito visto che Ciminello Francesco era inserito nelle vicende trattate dalla sentenza di spatola più 74 e in quel contesto ho letto quello che sono stati gli atti che ha compiuto proprio il giudice Giovanni Falcone che c’avevamo proprio verbali che ha redatto il giudice Giovanni Falconi che ha interrogato Ciminello Francesco.
Ho visto quello che era il dispositivo della sentenza, le parti che riguardavano Ciminello Francesco e cosa è venuto fuori? è venuto fuori che Ciminello Francesco e queste sono cose che io ho fatto materialmente, cioè una dinamica reale che è avvenuta in quel momento e che ha determinato poi la prosecuzione dell’attività perché non è che l’attività è andata avanti così, c’è stato proprio questa questa valutazione che è stata fatta in quel momento, non adesso.
In quel momento veniva fuori che Ciminello Francesco nel contesto investigativo, nel contesto definito dalla sentenza spatola + 74 era titolare della era stato titolare della società Ciminello e company, società in nome collettivo e aveva avuto quali soci? Spatola, no, Inzerillo Rosario. Esatto, Inzerillo Rosario e Buscemi Giovanni. Inzerillo Rosario era il fratello di Inzerillo Salvatore che che è un esponente di vertice di quella che era eh la vecchia Cosa Nostra.
E lo stesso Ciminello Francesco dichiarava nel verbale che ho inserito anche nella comunicazione notizia di reato che praticamente il la società di fatto era gestita da Inzerillo Salvatore e non dal fratello Rosario che era un suo semplice prerestanome. Questo quindi lui si leggendo il verbale dice che lui poi non c’entrava niente, che erano queste cattive frequentazioni che lo avevano messo in cattiva luce, se possiamo poi dare lettura del del verbale che ora non ho qua.
E all’interno della della sentenza veniva fuori che quindi nella sentenza c’è scritto e io me la ricordo, c’è scritto che in definitiva il Ciminello aveva gestito attività di sbancamento terra in regime di monopolio per conto delle imprese facenti capo al gruppo Spatola in Zerillo. Questo era scritto nella sentenza e e concludeva questa sentenza e l’ho evidenziato anche in grassetto nel documento che poi ho inviato.
In definitiva, il Ciminello era in quella in quel contesto processuale era stato accusato di avere gestito un’impresa di mafiosi per conto di mafiosi. Ora noi vedevamo che il Ciminello frequentava ganci Raffaele e quindi abbiamo deciso che poiché in passato frequentava Spatola e frequentava gli inserillo e quindi adesso frequenta ancora altri soggetti ritenuti inseriti in Cosa Nostra e vediamo che attività svolge.
E così abbiamo visto che era titolare, lui non compariva, ma comparivano i figli, di alcune società ancora di sbancamento terra e cioè la società Rita Costruzioni e la società sbancamenti Edili Lamp. Ora aspettiamo un attimo. Sì. In queste due società niente, abbiamo visto che c’erano i figli, trattavano sbancamento terra e abbiamo voluto verificare i lavori attuali reali, le frequentazioni che aveva il ciminello Francesco per renderci conto dell’entità, dei lavori, delle conoscenze che il soggetto aveva.
E così abbiamo iniziato a seguire il ciminello Francesco. Ciminello Francesco dopo il cantiere abbiamo visto che ha frequentato intanto invitini Tommaso numero 8 che è questo luogo indicato qua. C’hanno la sede gli uffici di tutte le società anche se poi legalmente hanno uffici legali da altre parti però di fatto gli uffici delle società hanno sede in via Marcerì Tommaso numero 8 e dove ci sono poi anche lì vicino anche i mezzi per gli sbancamento terra.
Ciminello ha frequentato il cantiere di via Pezzingoli numero 4 nel comune di Monreale dove costruisce la Rita Costruzioni e possiamo vedere anche la cartografia. Ecco, questa qua in alto è la circonvallazione di Monreale. Si scende, si raggiunge via Pezzingoli e sulla sinistra c’è proprio hanno c’è proprio l’ingresso, è una un’abitazione, sono tre abitazioni, possiamo vedere anche l’immagine.
Eccole, sono queste tre, quella sulla adesso vediamo la rotazione. Sulla sinistra c’è l’ingresso dove stanno eh uscendo adesso quella macchina che si vede. Ecco, questa è il via Pezzingoli numero 4 dove costruiva la società Rita Costruzion eh quindi ecco, questo è ancora il cantiere, ecco, va bene come immagine abbastanza chiara.
Poi abbiamo visto che ha frequentato il cantiere di via Ugola Malfa numero 28 nei pressi del numero 32 della società Tyress Service. Qui sì, questa è la via Lamalfa, vicino a via Nuova sulla sita, c’è un cantiere della società Tyress Service. Da via Ugolamalfa l’abbiamo visto frequentare il cantiere in via San Lorenzo. In via San Lorenzo più o meno all’altezza del civico 312.
Possiamo vedere anche qui la cartografia. Ecco, più o meno lì era la via San Lorenzo e dovremmo avere anche l’imm Ecco, questa è la grossa costruzione dove il Ciminello entrava all’interno. Poi dal cantiere di via San Lorenzo ha frequentato il cantiere in via eh ZS6. >> No, scusi, questo cantiere di via San Lorenzo ricorda quale è? >> Sì, della società ICOS.
Della società ICOS. >> Sì. Poi da eh l’altro cantiere che ha frequentato quello della via ZS6 della società ovest immobiliare dei fratelli cangelosi. Possiamo vedere l’immagine della foto di di questo cantiere se Ecco. E c’era anche la scritta ovest immobiliare, si legge l’edificio, è quello sulla sinistra arancione.
Qui c’è il il Ecco, questo è il cartello e a sinistra abbiamo invece nella nell’immagine, se ci portiamo un attimo a sinistra, andiamo ancora. Ecco, questo è l’edificio che realizzava la ovest immobiliare. Dunque, perché la ovest immobiliare? Quindi abbiamo visto questi quattro cantieri. Il giorno eh 91 1992 la mattina da via eh Marcellini Tommaso numero 8 che possiamo rivedere nella cartografia che è il luogo dove avevano sedi le società di Ciminello Francesco.
Vediamo uscire Ciminello Francesco e Ganci Raffaele. Erano sulla autovettura BMW di Ciminello Francesco. Autovettura che è targata Palermo 68 4940 e eh si allontanano su questa autovettura, raggiungono via Pietro d’Azaro numero 13, Ciminello Francesco rimane a bordo, Ganci Raffaele scende e accede all’interno del civico numero 13 di via Pietro d’Ao.
Eccolo qua indicato nella nella cartografia. È una traversa di badante. Lì in questa via Pietro d’Azaro ha sede anche la società ovest immobiliare dei fratelli cangelosi. I fratelli cangelosi sono costruttori indagati anche loro perché ritenuti contigui all’associazione mafiosa Cosa Nostra. Quindi questi sono i posti che poi il Ciminello Francesco a parte quindi quindi a cosa abbiamo visto? Abbiamo visto tutta una rete di cantieri edili, abbiamo visto le società di Ciminello e eh abbiamo visto il suo legame con Ganci Raffaele, legame che si è rafforzato con
le frequentazioni per noi ovviamente per le con le frequentazioni che il Ciminello ha avuto di della macelleria di via Lancia di Brolero 129 dove si è incontrato con Ganci Stefano, il figlio di Ganci Raffaele, mentre per noi Ganci Raffaele se l’ha reso irreperibile. Ecco, questa è la macelleria lancia di Brolo.
Questa è l’immagine e qui si è questa è stata frequentata da Ciminello Francesco, almeno in due occasioni si è incontrato con Ganci Stefano che è il figlio di Raffaele. Poi ha frequentato dal dall’ Lancia di Brol, ha frequentato anche eh via Monte Pellegrino numero 45 di fronte all’ortomercato m vicino anche a Lucardone.
Possiamo vedere ecco la cartografia. Ecco qua, sulla sinistra c’è l’ortomercato, sulla destra c’è questo numero civico 45 dove c’è una società di frutta che è gestita da Damiani Antonino, che è il nipote di Damiani VI che è deceduto anche lui e che era era il sottocapo della famiglia mafiosa di Monreale. Damiani VI.
È importante questo discorso perché poi Damiani VI noi l’abbiamo rincontrato sempre seguendo Ciminello Francesco ed è poi la frequentazione l’ultima frequentazione significativa di Ciminello Francesco. L’abbiamo incontrato in come frequentazione alla Cassa Rurale e Artigiana di Monreale, agenzia di Bocca di Falco, che ha la sede in via Bocca di Falco numero 20.
quel giorno Ciminello. Eh, qui siamo il giorno 1012 1992. Quel giorno Ciminello Francesco in in compagnia di un imprenditore che si chiama Castagna Giuseppe e che è titolare della società Scagi srl, una grossa società che che lavora nel settore edilizio, ha raggiunto da via Tommaso Marcellini la Cassa Rurale Artigiana di Monreale, agenzia di Bocca di Faco, che è questa qua che si vede nell’immagine, in questo edificio bianco al centro dello schermo.
questa agenzia. Loro sono entrati all’interno e dopo una mezz’oretta circa sono usciti e in compagnia di Damiani VI che è il appunto il personaggio che ci per noi era indicato come elemento di vertice della famiglia mafiosa di di Monreale. I due poi si allontanano, si salutano e si allontanano. La cassa rurale artigiana di Monreale è un un elemento che compare sempre nella famosa sentenza Spatola +74 in cui compariva anche Ciminello e nel contesto della spatola +74 all’interno di questa agenzia della cassa rurale
artigiana erano avvenute operazioni di riciclaggio mh girate di assegni per conto di Cosa Nostra. Questo ci risulta da dalla sentenza spatola. Recentemente questo discorso poi a titolo così informativo, so che è stata emessa ordinanza di custodia causolare in carcere dal giudice dal Jeep Montalto della Tribunale di Palermo.
Quindi queste sono state le frequentazioni. Questo è il Castagno Giuseppe che è andato insieme a Ciminello. Ciminello ci torna anche una seconda volta il giorno dopo lì a questa agenzia e il giorno dopo accede dall’ingresso riservato ai dipendenti, quindi aveva una certa familiarità con quella con quell’istituto di credo.
Capitano, lei sa nell’ambito di questa attività di investigazione che lei ha riferito da ultimo siano emerse come riferimenti e comunque vogliamo sapere a quale titolo le società Rita Costruzioni e Interim società responsabilità limitata. Scusi, da quale vicende? Relative alla banca. >> No, Rita Costruzioni.
Abbiamo parlato interostruzioni costruiva il cantiere di via Pezzingoli. Terralampo. >> Sì, la Terralampo noi non l’abbiamo evidenziata nel nell’attività che abbiamo parlato della rita costruzione e della società interim. Invece >> la società interim è una società di abbigliamento che ha quindi ha una natura giuridica, ha un oggetto sociale diverso da quello che era l’interesse nostro, quindi trattano articoli da regalo >> per solo per questo non abbiamo eh ritorniamo al all’attività principale che, come abbiamo visto, era quella di osservare i
movimenti di Raffaele Ganci. E nel corso di questa attività Ganci, in quali luoghi si è recato, oltre a quelli di cui abbiamo visto il cantiere eccetera, le macellerie, ecco, possiamo focalizzare bene tutte le tutti i luoghi, tutte le le come dire i terminali in cui si è recato questo imputato durante questa indagine di osservazione e di pedinamento.
Sì, lui ha frequentato la macelleria di Lancia di Brolo numero 129. >> Sì, quella che abbiamo visto anche prima. >> Sì, >> sulla destra possiamo vedere anche la fotografia. Eccola qua. Questa qua. Poi ha frequentato la macelleria sit in via Cortigiani numero 24. La macelleria che all’epoca era di Kangemi Giuseppa, che è la cugina del collaboratore di giustizia.
e che è ecco questa qua e che è coniug era sposata con Tomminia Rosario che anche lui adesso è deceduto e che era indicato come uomo d’onore di Porta Nuova. Eccolo qua. e che è il fratello, questo qui è il fratello era il fratello di Tumminia Salvatore che è quel personaggio che è arrivato a bordo dell’autovettura golf verde il giorno in cui Kangemi Salvatore è andato al cantiere di via Paolo Gili che abbiamo visto precedentemente e si è si è allontanato insieme a Gci Raffaele, quindi era l’autista di Cangemmi Salvatore in quel quando Cangem
Salvatore è andato al cantiere di via Paolo Gili. Poi dalla macelleria di via Cortigiani numero 24 ha frequentato la macelleria di via Perpignano numero 336 di Priolo Vito. Eccola, la vediamo qua. Possiamo vedere anche l’immagine. Eccola qua. Questa è la macelleria di Priolo Vito. >> Sì, >> sì, che è lui. Esatto.
poi ha poi ha frequentato il cortile Prioli che è praticamente una piccola piazzetta intorno nella zona di via Margi Faraci dove ci sono delle piccole stalle e quindi non non abbiamo dato molto particolare a questa frequentazione. >> Sì, poi altri obiettivi non non li ha evidenziati. Amici a tavola. Non abbiamo detto >> Sì, c’è non abbiamo detto gli amici a tavola perché è importante perché gli amici a tavola che è questo edificio che avevamo visto prima Sì.
>> Sì. >> E questa è gli amici a tavola >> si trova ovviamente dove >> che si trova in via Pacinotti numero 54 >> e praticamente Ecco, qui vediamo meglio nella cartina. Sì, questa è la via Pacinotti. All’angolo c’è gli amici a tavola. una gastronomia, negozio di gastronomia, dove nelle vicende societarie figurano il figlio di Ganci Raffaele, Ganci Stefano, figura anche eh e è gestita di fatto da Levantino Francesco Paolo, appunto, che è il soggetto di cui abbiamo parlato all’inizio della mia esposizione, che viene indicato come uomo d’onore della
famiglia della Guadagna e che è lontanamente nipote di Gangi Raffaele, perché ha sposato una spina, spina Angela che è la nipote della prima moglie di Ganci Raffaele. >> Possiamo vedere la sul monitor la cartografia di via Pietro d’Azaro numero 13. Capitano, con riferimento a questo luogo, vuole riferire le correlazioni con Raffaele Gangi? Sì, il Ganci Raffaele ha frequentato questo numero civico, via Pietro, è entrato all’interno di via Pietro Sud d’Azaro numero 13 il 9, il giorno 9/1299 è stato accompagnato da Ciminello
Francesco all’interno in questa via Pietro d’Asaro numero 13, tra gli altri vi hanno la viala sede, la società ovest immobiliare dei fratelli Cangiosi. >> Ecco, >> poi altre >> bene così, capitano. Lei prima sulla scorta di una domanda fatta dal collega ha riferito della presenza di Rosario Tuminia in via Cortigiani numero 24.
>> Sì. Ecco, io le chiedo ora di specificare meglio in quale contesto ambientale e temporale è stata notata la presenza e le chiedo pure di specificare più nel dettaglio i rapporti sussistenti tra il predetto Tuminia e l’imputato di cui ha fatto menzione dell’odierno procedimento, specificando ovviamente chi è questo imputato.
>> Sì. E il Tumminia Rosario è abbiamo detto il fratello, ho detto il fratello di Tumminia Salvatore, cioè quel soggetto che accompagnato Kangemmi all’interno del cantiere di via Paolo Gili. Il soggetto viene eh Ganci Raffaele va all’interno della macelleria di via Cortigioni 24 due volte il giorno 1610 del 92 e si incontra con conversa con Tuminia Rosario.
Tuminia Rosario per noi era un soggetto indiziato di appartenere all’associazione alla mafia e in particolare era un uomo d’onore della famiglia di Portanova, la stessa di Cangemi Salvatore. Era sposato proprio con la cugina di Cangemi Salvatore, quella Kangemi Giuseppa, che era la titolare della macelleria di via Cortigiani 24. Ecco, lei nel, diciamo, nell’informativa più volte citata del 21 luglio 93 e ha riferito, ha posto in rilievo di incontri significativi documentati presso la macelleria di via Perpignano numero 336 gestita da Vito Priolo. Ecco,
vuole precisare se e in quali occasioni è stata constatata la presenza di Raffaele Gangi. Sì, Raffaele Gci c’è andato una volta in questa macelleria, mi sembra il giorno 16 1092 e ha conversato con Priolo Vito. Non ci sono state altre frequentazioni. >> Ecco, possiamo vedere la cartografia e la foto di Vito Priolo.
>> Sì, le abbiamo viste. Adesso le possiamo rivedere. Sì, >> questa è la questo, lui è Vito Priolo. E andiamo sulla cartografia. Regione Siciliana, la via Regione Siciliana verso verso Bocca di F dove c’è dove ci sono l’elinuc dove c’è l’eliporto. Ecco, a salire in fondo alla via Perpignano c’è la questa macelleria e possiamo vedere anche l’immagine.
Sì, questa qua. Ecco, solo quello lì vicino a un negozio di frutta e verdura. quello con la tenda rossa. Lei è a conoscenza di chi siano i proprietari dell’appartamento ubicato in via Margifaracci numero 40 e vuole anche specificare quali rapporti intercorrevano tra Domenico e Girolamo Guddo. Sì.
Dunque, l’appartamento di via Margefaraci 40, che poi fa angolo anche con la via Almeer, è eh l’appartamento dove eh avvenivano le riunioni eh più importanti presiedute da Rina Salvatore e eh dove Ganci non dove sì, dove anche Cangiemi Salvatore. Praticamente questa abitazione era l’abitazione gestita da Kangemi Salvatore di proprietà e quindi attraverso Guddo Girolamo che era una persona di fiducia di Cangemi Salvatore pur non essendo un uomo d’onore di Cosa Nostra.
Questo Guddo Girolamo che non è uomo d’onore di Cosa Nostra, anche è però cucino di un altro Guddo Girolamo omonimo che invece ci veniva indicato come uomo d’onore della famiglia di Altarello. Questo è quello che io so Guddo su Gudto Gironomi. Possiamo vedere la cartografia? >> Sì, possiamo vedere un immagine perché ecco, è importante.
Ved questa vede questa questa specie di torre che c’è qua. >> Ecco, ci dica cosa c’è all’interno di questa torre. Sì, questa casa noi l’abbiamo cercata per tanto tempo perché eh già anche di maggio dava descriveva i luoghi dove accadevano, ci descriveva dove accadevano queste riunioni di Rina, diceva alle spalle di Villa Serena, no, della Villa Serena e c’era una specie di chiocciola per salire come di come in una torre e infatti questa è la casa di Wood Girolamo dove c’era stato un paio di volte e di maggio Balduccio e e che
non e che non lui però essendo ci stato solo due volte non riusciva a a riconoscere, invece poi è stata riconosciuta e questa è Bwood Girolamo. Ecco, vuole specificare che distanza intercorre tra eh questa questa questo immobile che abbiamo appena visto in immagine e Villa Serena. Ma guardi, in linea d’aria è molto vicino, sarà nell’ordine di poche centinaia di metri, però per il problema è la viabilità che caratterizza questa zona perché è un un dedalo di veicoli, di strade che si intersecano e quindi anche una distanza breve. Poi di fatto
se uno non conosce luoghi ci si perde. Comunque è veramente molto vicino, saranno 2-300 m da in linea d’aria. Ecco, ecco, lei è a conoscenza in grado di riferire chi siano i proprietari formalmente di questo immobile di vi che abbiamo visto sull’immagine di via Margfaracci numero 40. Sì, è quel Guddo Girolamo di cui abbiamo parlato che è il proprietario del dell’appartamento che lo metteva a disposizione ogni volta che veniva attivato da Cangemi Salvatore, ma che abitava anche lì, Guido Girolamo.
>> Ecco, ma lei è a conoscenza se, diciamo, formalmente, quantomeno questo immobile fosse nella proprietà di altri soggetti? No, poi di questo no, non >> questo no non mi risulta. >> Quali sono vuole riferire di quali siano stati gli incontri più significativi che avete documentato all’interno del negozio di abbigliamento La nuvoletta? Sì.
E quindi dopo aver analizzato Ciminello Francesco, ci siamo dedicati al al negozio di abbigliamento La nuvoletta di sito in via Ercole Bernabei numero 81. Possiamo vedere la cartografia e e anche l’immagine. Eccolo qua. Questa è via Bernabei. È vicino agli amici a tavola, peraltro, poche centinaia di metri dagli amici a tavola.
Ecco, questo è il negozio della nuvoletta di seminara Maria Stella e Company, gestita da Saccone Carmelo che possiamo vedere che è il marito di Seminara Maria Stella. Eccolo qua. In questo obiettivo abbiamo, visto che abbiamo documentato le presenze dei soggetti che in prevalenza hanno frequentato anche il cantiere di via Paolo Gili e cioè Ganci Domenico, figlio di Raffaele.
In questo obiettivo abbiamo visto tutti e tre i figli. Qui abbiamo visto Ganci Domenico, Ganci Calogero, sempre figlio di Raffaele e Ganci Stefano, sempre figlio di Raffaele. Poi abbiamo visto Anselmo Francesco Paolo detto Paluzzo, eccolo qua. Poi abbiamo visto Benigno Amedeo che ha sposato la sorella di Anselmo Francesco Paolo.
Poi abbiamo visto Rizzuto Eugenio, esatto. Che è il fratello di Aurelio. E abbiamo visto anche eh Spina Raffa Spina Francesco di Natale, eccolo qua, che è uno un soggetto che anche lui ha interessi agli amici a tavola gastronomia di via Pacinotti 54. >> Capitan? Queste sono state le frequentazioni più interessanti oltre a innumerevoli avventori clienti del del locale.
>> Sì. Ecco, avete constatato se Raffaele Gangi e Domenico Gangi avessero nella loro disponibilità delle autovetture e dei motocicli. >> Sì, sono stati anche documentati con dei filmati. la disponibilità costante, specialmente da parte di Stefano, di tutta una serie di di motori di ciclomotori, eh scooter e a questo anche Ganci Domenico.
Poi come autovetture eh avevano la disponibilità il il Ganci Domenico aveva la disponibilità di un’autovettura Mercedes che era targata Palermo 78 46 77. Sì. E poi eh vabbè, il gancio Raffaele aveva la Clio che ho già citato e in più aveva anche c’è stata una questione sull’autovetture di Ganci Raffaele perché noi all’inizio avevamo fatto l’accertamenti al PRA e avevamo visto che lui era titolare di una autovettura Audi e questa autovettura Audi >> e ha cambiato proprietario? >> Sì, sì, infatti.
E perché poi abbiamo visto che lui non ce l’aveva, ma ce l’aveva il nipote di Ganci Raffaele, cioè GCI che si chiama come il figlio Gci Domenico, che abita in via in Umberto Giordano, che che è un soggetto che lavorava proprio lì al cantiere di via Paolo Gili e l’abbiamo documentato sempre la sua presenza e questa c’era questa autovettura Audi che ehm era era targata eh Palermo 79 55 92. No, 96. Un momento.
Era targata Palermo 97 5592. E questa è la targa esatta. Sì. >> Di telaio lo ricorda Capitano. >> No, quello non sicuro che non sta leggendo. Questa autovettura Audi 80 era poteva veniva utilizzata anche da Raffaele Gangi o comunque era nella disponibilità anche di Raffaele Gangi? Guardi, noi non abbiamo relevato il possesso da parte di Ganci Raffaele.
Ci risultava dagli atti che ne era stato il proprietario e che l’aveva ceduto a Ganci Domenico e Ganci Domenico era il nipote di Ganci Raffaele. Poi gli ha se ne avesse avuto la disponibilità o meno. Comunque certo noi non l’abbiamo rilevata. E senta capitano, quali rapporti intercorrevano tra i membri della famiglia Gangi e Salvatore Rina, oltre a quelli già descritti? Beh, e >> ecco, diciamo, lei ha riferito nel nelle informative che Domenico Gangi è stato notato a cedere in uno stabile ubicato nella stessa zona in cui veniva tratto in
arresto Salvatore Rina. Sì, >> in particolare anche con riferimento alla domanda che è stata fatta prima, le chiedo di indicare dove si trova l’area dove è sparito anzitetto Gangi e la distanza intercorrente tra quest’ultimo punto e il luogo di dimora di Rina con riferimento anche e al luogo dove è stato visto uscire Salvatore Irina poco prima del suo arresto.
Sì. Dunque, a parte quelli che erano i i legami storicamente evidenziati da da dalla serie di di sentenze che legavano la noce a Rina Salvatore, possiamo parlare della eh di quanto abbiamo documentato nel nella relazione di servizio del giorno 71099. Praticamente in in quella in quella circostanza abbiamo seguito Gci Domenico, il figlio di Ganci Raffaele.
Abbiamo particolare attenzione la riponiamo in quello che è accaduto sempre nel pomeriggio dopo che lui era all’interno con la moglie, è andato accompagnato la moglie all’interno di via eh Lo Monaco Ciaccio numero 32 che è in fondo alla via Auditore, una stradina molto piccola sulla dest. Il 7 ottobre >> il 7 era il giorno 7. Sì.
E allora eh praticamente da via eh dall’abitazione dove dove c’aveva la residenza la sorella della moglie di Ganci Domenico, via Lo monaco Ciaccio numero 32. Lui esce con l’autovettura Mercedes, percorre la via Uditore, gira in via UR15 e arriva nel controviale di via Regione Siciliana. E possiamo potremmo vedere anche la cartografia di questa zona, se ce la manda l’operatore.
Ecco, arriva in via Regione Siciliana. In via Regione Siciliana incrocia e supera la via Mernabei, anzi Bernini, scusate, e raggiunge, vedete dove c’è quel puntino rosso sulla destra, ecco lì è il bar Licata. Il bar Il bar Licata. Lui scende dallautovettura, conversa brevissimamente con un soggetto sconosciuto, risale nuovamente a bordo dell’autovettura Mercedes, percorre un 20 m, gira a destra in via Giorgione.
Ecco, in via Giorgione, dove c’è proprio la scritta via Giorgione. Lì la strada è chiusa, nel senso che c’è un cancello con il divieto di accesso e sulla destra continua e sbuca esattamente in via Bernini, se possiamo andare con il cursore in via Bernini più sulla destra. Più sulla destra, no? Tra i due isolai. Esatto.
Lì si la via Giorgione raggiunge la via Bernini. Sulla sinistra è posizionato il numero 131 che quell’isolato lì sulla sinistra e sbuca esattamente a circa 10 m, non di più, 10 15 m al massimo. Sulla sinistra c’è il civico numero 54 di via ecco di via Bernini dove il giorno 15 gennaio 1993 è uscito Rina Salvatore sulla tua vettura Citroen ZX condotta da Biondino Salvatore.
Ecco qui sono proprio le immagini di quel giorno verso le ore 8:55. Precedentemente, circa 10 minuti prima, era entrato solo Biondino all’interno del numero 54 e poco dopo usciva insieme a Rina. >> Capitano, lei l’ha visto l’ha visto di presenza con i suoi occhi questo? Eh, poi dopo abbiamo seguito questa autovettura da qui lui è uscito, l’abbiamo seguito, ha percorso la via Bernini, ha girato nel controviale della Regione Siciliana all’altezza di viale Kennudy, cioè la rotonda comunemente nota come Motalagip, poi abbiamo siamo intervenuti e all’interno c’era alla
guida Biondino Salvatore e lato passeggeri Reina Reina Salvatore. Quindi noi quel giorno quando abbiamo visto che Ganci Domenico si è allontana se cosa è accaduto? è accaduto che noi abbiamo seguito fino a quando, se ritorniamo sulla cartografia, per favore. Ecco, lui è entrato al bar La Licata, poi ha girato in via Giorgione sulla destra, è arrivato in via Bernini, ma noi lì l’abbiamo perso e non l’abbiamo seguito lì all’interno, noi l’abbiamo eh verificato fino alla via Giorgione.
Nel frattempo noi abbiamo coperto però perché se per noi era un’area delicata che non favoriva la nostra presenza e allora rimaneva abbiamo chiusa l’area, cioè abbiamo lasciato sempre a vista la via Bernini, cioè il bar Laricata su Regione Siciliana e alle spalle è stato coperto, vedete questa via Cimab è a sinistra in parallelo alla Regione Siciliana c’è la via Auditore.
>> Vogliamo indicarlo col cursore? Ecco lì a sinistra. Questa è la via Cima e prosegue e va in via Auditore e lì abbiamo lasciato sempre abbiamo chiuso anche quella zona lì, quindi chiudevamo via Auditore, via Regione Siciliana e io controllavo appunto poi piano piano la via Giorgione per vedere se era entrato in qualche numero civico e invece lui non era la macchina non era rimasta parcheggiata all’esterno, quindi abbiamo pensato che comunque in questa zona lui avesse avuto la possibilità di lasciare l’autovettura parcheggiata in una luogo
che non poteva essere rilevato dalle. le vie adiacenti. Questa è stata l’unica considerazione che abbiamo fatto quel giorno. >> Quali conclusioni si possono trarre sul piano investigativo da tutte queste attività che sono state svolte e sono state oggi commentate? riferimento alla domanda che ha fatto il collegio qualificazione >> presidente c’è un’opposizione formale anche il magistrato quest >> anche a questa ulteriore domanda da parte del pubblico ministro >> alle conclusioni perciò ufficiale di PG non può chiarire quali conclusioni
>> e a quali conclusioni ha approdato il suo lavoro. Mi permettete per favore di dire la mia? gradirei che lei rispondesse alla domanda che è stata da ultimo formulata dal pubblico ministero con particolare riferimento a collegamenti, rapporti tra soggetti e mettendo in evidenza quelli che sono stati appunto i rapporti di frequentazione o le cointeressenze economiche senza esprimere valutazioni in ordine alla configurabilità o meno di un’associazione perché compete poi alle autorità giudiziaria e anche alle parti
in sede di discussione. Dunque, la nostra attività ha ehm è stata ehm si è basata essenzialmente sull’analisi dei comportamenti delle di più persone con riferimento particolare noi abbiamo evidenziato quello che c’era intorno a Ganci Raffaele nei nei giorni nelle quando è stato possibile seguire Ganci Raffaele prima, poi in una fase successiva Ciminello Francesco con l’attività che abbiamo svolto su Canci e Raffaele.
Abbiamo evidenziato che questo soggetto ha avuto frequentazioni all’interno del cantiere di via Paolo Gili che non erano non trovavano per noi ovviamente solo a titolo soggettivo non trovavano una giustificazione apparente. all’interno del cantiere ha avuto una serie di incontri che avvenivano con modalità che noi definiamo compartimentate, cioè loro non evitavano di riunirsi tutti insieme contemporaneamente, lo facevano in questo luogo dove non avevano eh che non era riconducibile a loro.
Per esempio, noi mai saremmo potuti andare a fare le attività di iniziativa al cantiere perché non c’era una traccia storica che ci riconduceva lì al cantiere se volevamo iniziare su Ganci Raffaele. Quindi ci siamo arrivati seguendolo, siamo arrivati là, lì si incontrava con questi soggetti. I tipi di frequentazioni erano compartimentali, cioè si incontravano uno alla volta in periodi successivi al massimo due alla volta.
Lo stesso tipo di frequentazione l’abbiamo potuto rilevare anche al negozio La nuvoletta, dove formalmente non aveva titolo il GANC Stefano a a stare, però evidentemente lo riteneva un luogo, era amico del titolare di questo di questo negozio e lo riteneva un luogo dove gli altri, se volevano incontrarlo, si davano appuntamento là.
I soggetti che frequentavano la nuvoletta erano gli stessi che più o meno, ad eccezione di Ganci Raffaele che frequentavano il il cantiere di via Paolo Gili. L’attività poi su Ciminello Francesco ci ha consentito di evidenziare come il soggetto, benché già sfiorato da indagini per reati di mafia, continuava a a svolgere attività nei legate all’imprenditoria edilizia e in particolare aveva frequentazioni con quattro cantieri edili che vanno da via Pezzingoli a via San Lorenzo, alla via ZS6 a via Ugola Marfa.
Abbiamo visto che il Ciminello era un soggetto nella piena disponibilità di Ganci Raffaele, al punto che gli faceva da autista alternandosi con il figlio. Abbiamo visto che quella relazione in cui abbiamo seguito Ganci Domenico, quella relazione che abbiamo visto in conclusione della mia esposizione è stata una relazione molto importante perché ci ha consentito poi di potere individuare l’abitazione dove da cui è uscito Rina Salvatore il 15 gennaio del 93 e ci ha consentito di arrivarci perché perché eh credo che ho il dovere
di dirlo Signor presidente, non è una mia considerazione, una realtà che è accaduta praticamente. e noi quell’abitazione, questa reazione di servizio che al momento non ci aveva dato nessuna indicazione utile per i fatti su per cui procedevamo, si è rivelata importantissima perché parlando quando si è giunto il collaboratore di maggio ha dato indicazioni, dava indicazioni, diceva che Rina Salvatore era tenuto o dai Ganci o dai Sansoni, però noi sui ganci avevamo fatto c’eravamo da da tempo dietro loro materialmente
non lo non lo gestivano. I Sansone avevano la residenza in via Beato Angelico di Palermo, sempre zona auditore e però non residevano lì. Abbiamo visto che in questa via c’era un’utenza telefonica intestata a uno dei Sansone, pertanto abbiamo ritenuto che quello allora l’abbiamo ricollegato GCI Sansone e effettivamente poi da quell’abitazione è uscito Orina Salvatore.
Quindi questo credo che siano le cose più rilevanti che abbiamo evidenziato nella nostra attività. Le ho anche scritte nella notizia di reato che è agli atti e lì c’è scritto le valutazioni che secondo me i comportamenti erano comportamenti ovviamente tutto è un associarsi, cioè persone che si associano. L’espressione di un’associazione avviene attraverso frequentazioni, incontri e comunicazioni, altrimenti non c’è non si può associare nessuno.
quello che ho scritto, le conclusioni le ho inserite nella notizia di reato che penso sia chiara. >> Bene, noi abbiamo concluso l’esame del capitano. Se vogliamo fare una pausa di 5 minuti. >> Sì, facciamo una pausa, senz’altro. >> Avocatessa Di Carlo, che avevamo nominato come sostituto di udienza per moltissime posizioni processuali e che viene sostituita dall’avvocato Fileccia.
Diamo altresì atto che sono fratto. Presenti gli avvocati Mammana e Grillo. >> No, no. Grillo. Grillo. Giuseppe. Gi. >> Allora, possiamo procedere con il controesame? >> Posso, presidente? Sì, presente avevi da fare una domanda. >> Ah, la parte civile. >> Ah, sì, scusate. >> No, prego. Presidente, >> Francesco Crescivanno, parte civile Falcone Morvillo.
Capitano, fra le tante indicazioni che lei oggi ci ha dato, >> avvocato, non si sente, >> è la mia non proprio alta statura che malgrado seduto non mi consente di arrivare al microfono. Troppo buono. Grazie. Eh, capitano, dicevo, fra tante indicazioni forniteci oggi, lei ha anche fatto riferimento alla macelleria dei ganci di via Loiao.
Può collocar meglio sulla via Loiacono la ubicazione di questa macelleria? Mi sente? >> Sì. >> Sì. In che senso? si è avvicino alla via Notar Bartolo, non so se sarà a 20 m. Ecco, >> le chiederei con direzione di marcia eh dalla via Giustia alla via Notar Bartolo. >> È sulla sinistra andando verso la la via Notar Bartolo. Sì.
Ed è prima o dopo la via di marzo, sempre con quella direzione di marcia da >> Sì, avvocato. Prego. Dicevo, è eh prima o dopo la via di marzo rispetto alla direzione di marcia che io le ho indicato poc’anzi da via Giusti a via Notar Bartolo. >> Guarda, se vediamo la fotografia si vede meglio.
Un attimo, eh, se vediamo la foto così non ci sono dubbi che >> Ecco, vedete? Ora noi andando avanti, quindi alle andando avanti troviamo la via notar Bartolo, quindi quella lì sulla sinistra è la macelleria. Poi non so >> prima della via Bartolo, c’è un’altra traversa. >> Sì, quella lì sulla sinistra dovrebbe essere.
Ed è la via di Marzo, se io non vado errato, del resto la pianta poc’anzi riportava questa indicazione. >> Hanno svolto loro attività di accertamenti relativi a possibilità di avvistamento dalla macelleria dei ganci della via di Marzo e della via Notar Bartolo. Glielo dico con un preciso riferimento, la via Loiacono è ad angolo. Cosa a lei ovviamente notissima dello stabile in cui abitava il giudice Giovanni Falcone.
>> Sì. hanno svolto attività di accertamento per eh stabilire le possibilità di avvistamento da quella macenderia eh dei movimenti che avvenivano in via Notarbartol in via di Marzo. >> Ma noi attività specifica non l’abbiamo fatta, ecco, non non perché non era quello. Sapevamo che era in prossimità era vicina all’abitazione del giudice, però non abbiamo fatto attività di tipo tecnico.
Ecco, >> risultava loro che in via di Marzo stesse abitualmente parcheggiata nei periodi di assenza, soprattutto da Palermo, del dottore Falcone, l’autovettura in uso allo stesso. >> No, non abbiamo fatto proprio questo tipo di attività. Ecco, questa è un’attività che la la potrebbe svolgere il nucleo operativo di di Palermo, ecco, e penso sia l’interlocutore più che ha una conoscenza più diretta di questi di questi particolari.
Quindi a chiusura di queste mie domande loro con riferimento a questo obiettivo si sono limitati a individuarlo e ad osservare i movimenti dei frequentatori dell’obiettivo stesso. >> Sì, noi abbiamo visto che era gestito da Ganci Domenico e abbiamo seguito Ganci Domenico. Non è che abbiamo fatto altre altre valutazioni o un altro tipo di attività.
Ci siamo mantenuti sull’attività propriamente dinamica, tecnica. >> Grazie. Altri difensori di parte civile? Prego. Posso presidente? Poche domande. Prima di tutto mi debbo complimentare con il capitano per la esposizione che ha fatto dei fatti, anche se non condivido la interpretazione che ha dato a questi fatti. E partiamo proprio da una delle prime cose che ha detto il capitano.
Ha detto: “Noi abbiamo attenzionato la nostra attività investigativa su ganci e sulla famiglia mafiosa e ha fatto riferimento alle dichiarazioni rese da Vitale Leonardo. Domanda. Sa il capitano quando sono state rese queste dichiarazioni da Vitale Leonardo? >> In che in che senso? Come data? >> Sì, come data. >> No, >> non la sa.
Allora, ho lette dalla sentenza l’ho tratte dalla sentenza dei diritti politici in maniera l’ho scritto anche nella notizia di reato che ho compilato più o meno se ha avuto mol >> lei ha detto lei ha detto anche dalle dichiarazioni di Vitale Leonardo >> abbiamo appreso che Rina avrebbe detto a proposito di quel di quella disputa che c’era sull’attribuzione della tangente per un fabbricato che si >> dove doveva costruire ad Altarello, mi pare.
>> Lei ha detto che Reina l’assegnò alla famiglia della Noce accompagnando questa sua decisione. La noce io ce l’ho nel cuore. >> Sì. Questo fatto avrebbe poi indotto voi ad attenzionare su la vostra attività investigativa su Ganci Raffaele. Allora io le chiedo, lei mi ha già risposto che non sa quando sono state rese queste dichiarazioni.
Queste dichiarazioni sono state rese nei primi anni 70 e negli e nel nei vari organigramma che sono state fatte dalle famiglie mafiose di Palermo. All’epoca non esisteva Ganci Raffaele. Allora, che cosa vi ha attenzionato se Ganci Raffaele all’epoca delle dichiarazione di Leonardo Vitali non esisteva? Posso rispondere? >> Sì.
E allora io ho detto, cioè non io, i fatti sono questi, cioè Reina ha avuto modo comunque di dire in una circostanza che la noce l’aveva nel cuore. Pertanto per noi era importante verificare chi effettivamente era la la persona fisica che poteva svolgere un ruolo di di vertice all’interno della noce.
Che ganci Raffaele era una persona di spicco nel quartiere Noce. A me era noto, a me, a me personalmente come investigatore. E poi, voglio dire, il fatto che era cognato di Gambino Giacomo Giuseppe è un indicatore che per me è investigatore, ma è una cosa bellissima. Cioè, vuol dire Rina, Gambino Giacomo Giuseppe, per noi investigatori significa parlare di Rina, non c’è differenza e quindi anche parlare di Ganci Raffaele per noi era Rina Salvatore.
Questo a livello soggettivo, giustamente. Cioè, con questo io non ho mai pensato di dire che io ho ragione. Saranno poi fatti a dire se queste sono mie conoscenze personali legate alla mia professione. Questo lo sapevo 10 anni fa io lo sapevo queste cose che i ganci e gli spina erano i padroni della noce. padroni, fra virgolette, senza voler offenderlo, senza voler entrare in valutazioni.
Eh, questa è una è una conoscenza mia personale. Eh, >> quindi quindi lei mi sta dicendo, se non ho capito male, che la sua opinione sulla personalità mafiosa di Gci Raffaele gli deriva dal fatto che aveva un rapporto parentale con Gabino Giacomo Giuseppe. >> No, >> e così ha detto, >> non è questo. Ah, avvocato. Io dico c lei le può interpretare come vuole.
Io se lo io le sto dicendo che Ganci Raffaele per me era un obiettivo molto sotto il profilo investigativo, cioè per me era una persona che io volevo volevamo vedere cosa faceva, con chi si incontrava e che disponibilità economiche avesse, cioè se volevamo proprio vedere se era il macellaio che risultava dalle carte o se invece faceva cose diverse.
Quando ho esposto, >> ora ci arriviamo a questo. Va bene, andiamo avanti. Lei dice che aveva un’opinione su Gangci Raffaele quando se la formò questa opinione su Gangci Raffaele, sulla sua mafiosità. No, io guardi non non c’ho opinione. Io ho fatto de delle valutazioni mie personali che non hanno voluto valutare la mafiosità di Ganci Raffale.
Io ho detto proviamo a fare questo senza voler potevamo farlo anche su altri, non è che è stata una semplo attività per verificare il comportamento di una persona che comunque ritenevamo fosse vicina o conte a noi. Non era importante se lui era al braccio destro valutare la personalità del soggetto, non era importante.
Basta che noi facevamo un lavoro tecnico su questa persona. Mi scusi, lei sa che Gangi Raffaele è stato denunziato per il 416 bis nel Max di Palermo, >> ma per me non era importante, voglio dire. Ecco, non è No, no, io quello che so l’ho detto. Ecco, poi non >> Eh, lo sa o non lo sa? No, non lo sapevo per sentito dire, ma non ho studiato il Maxi1 per vedere Ganci Raffaele che, cioè, non era fondamentale per me sapere tutto quello che ha fatto Ganci Raffaele, di quello di cui era accusato Ganci Raffaele, >> sa nel maxci Raffaele e siamo nel 1986,
è stato assolto con formula piena, vabbè che ora sempre piena su conforme richiesta del pubblico ministero Sì, sì, >> lo sa questo benissimo. >> Solo adesso che me lo dice, però non le ripeto, io non ho e non l’ho anche evidenziato, non ho mai curato il con particolare profondità il il profilo dei vari soggetti, perché preferisco verificare quello che fanno e non sapere quello che si dice.
>> Dunque, passiamo ad altro. Lei ha detto, citando una serie di nomi, che da queste frequentazioni lei si è formata una certa opinione su ganci Raffaele e soprattutto sulle frequentazioni delle cantiere di via Paolo Gille. Scusi avvocato, scusi, posso dire? Mi scusi un attimo perché almeno ci capiamo ci capiamo meglio, cioè perché sennò vedo che >> io non mi sono fatto nessuna opinione, io le ho semplicemente detto con estrema precisione quelle che sono state le decisioni per cui ho fatto una cosa, perché sennò poteva sembrare che
io una mattina mi alzo e seguo Ciminello Francesco. Io Ciminello Francesco non lo conoscevo, le voglio dire, quindi io no, ci tengo a precisare che io non mi sono fatto nessuna opinione sui su valutazioni, ho semplicemente esposto quello che ho pensato nel momento, quelli che sono stati i parametri per decisioni operative, ha capito? Cioè non è che io ho voluto fare un’inquisizione dei soggetti.
Mi scusi, mi scusi capitano. Lei ha detto il cantiere di Pia Paolo Gilli è frequentato da Rizzuto, da Benigno, da Anselmo Francesco Paolo, da Ciminello, ha fatto tutti questi nomi >> e queste frequentazioni lei qui ha prospettato alla Corte d’Asise. Certamente non avevano una un un una luce chiara, li ha prospettati come elementi di sospetto a me pare.
Ora io le chiedo, lei ha si è ha fatto indagine per sapere le ragioni per le quali Rizzuto frequentava il cantiere di via Paolo Gill? >> E in che senso? >> Lei ha detto frequentava, ma lei ha fatto indagini per sapere qual erano le ragioni che inducevano il signor Rizzuto Eugenio a frequentare quel cantiere? E dipende cosa intendere per le indagine.
Cioè se io seguo una persona e poi vado a chiedere perché sta là e mi sembra che è inutile che poi lo seguo. No, scusi. No, l’avvocato le chiede: “Vi siete limitati semplicemente ad un’attività di rilevamento visivo per attestare un rapporto di frequentazione tra soggetti o tra un luogo e un soggetto o avete anche cercato di approfondire sulle possibili ragioni di queste frequentazioni, sulle ragioni per le quali una persona frequentava un negozio, un esercizio commerciale?” Sì, non abbiamo comunque ecco, non è che abbiamo fatto un’attività proprio
prior noi abbiamo quello che ci interessava era questo, per esempio, nel settore delle delle imprenditorialità edilizia, qual era il discorso? Perché non abbiamo non siamo andati a a fare tutto questo discorso proprio nel minimo dettaglio? Perché? Perché per noi il concetto fondamentale era documentare che Ganci Raffaele comunque aveva interesse in quel cantiere per noi.
I soggetti che la avevano anche potuto avere ovviamente la possibilità di fare de dei lavori là, ma confermava già a priori la nostra la nostra teoria, cioè qual è che poi non è una teoria, quello che era che si è sempre detto, cioè la gestione degli appalti come si può fare o avendo delle tangenti, quindi imponendo le tangenti, oppure imponendo le lavori.
Ecco perché non abbiamo fatto una domanda, lei si limita a rispondere alla mia domanda. Io sono presidente proprio. Ecco, questo era il motivo nostro. Quindi, mi scusi, capitano, io rinnovo la domanda, ritornando alla alla >> la domanda è questa, >> lei ha cercato di capire, ha investigato sulla natura della e le ragioni che hanno indotto Benigno, Anzialmo Francesco Paolo, Rizzuto, Ciminello a frequentare il cantiere di via Paolo Gilli.
>> Io ho fatto quello che documenta la situazione con comunicazione di notizie di reato, niente di più. Allora io le faccio un’altra domanda. Sa chi ha fatto gli scavi per l’edificio di via Paolo Gilli? >> No, non lo sa. Sa se questi scavi sono stati fatti da Rizzuto e da Ciminello. >> Le ripeto che so soltanto quello che c’è scritto nella notizia di reato.
>> Sa chi ha fatto l’impianto l’impianto eh elettrico di tutto l’edificio. >> No, >> non lo sa. Quindi non lo sa se lo ha fatto l’impresa Benigno. Non lo sa. sa chi ha? >> Me lo immaginavo, però ecco, me lo immaginavo, lo potevo immaginare, ma mi sa avrebbe fatto piacere, mi avrebbe confondato ulteriormente nelle mie idee saperlo, però non potevo espormi perché altrimenti i soggetti avrebbero saputo che c’era attività su di loro.
Ma magari l’avessero sin dall’inizio queste cose. >> Non si poteva esporre allora, ma si poteva esporre stamattina quando ha reso quella deposizione. Va >> bene avvocato, lo lasciamo stare le considerazioni. Faccio la domanda. sa sa se l’impianto di idraulica e termica è stato fatto da Anselmo Francesco Paolo? >> No, >> non lo sa.
Sa se Benigno ha fatto quello elettrico? >> Questo è già stato chiesto, avvocato. >> E non lo sa. Non lo sa. Benissimo. Allora, quindi secondo se lei avesse accertato che le ragioni per le quali Ciminello, Rizzuto, Benigno e Anselmo aveva frequentavano il cantiere avrebbe accertato che erano ragione di lavoro. Perché questa non è una domanda, non è niente, è una considerazione estranea.
E vabbè, ma lo pensi per conto suo, avvocato. Non interessa qui. >> Benissimo. Allora, andiamo a un’altra domanda. Ha accertato il capitano se Rizzuto e Ciminello erano i fornitori abituali di tutti gli inerti, sabbia, cemento per per la costruzione dell’edificio di via Paolo Gill? E no, non l’ha accertato. Ha accertato il capitano se c’era un compromesso per l’acquisto di alcuni magazzini da parte di Gangci Raffaele con i signori Meola e Corso.
>> Avvocato quell ripeto sempre il solito discorso. Non so, io lo so, quello che ho documentato l’ho messo nella notizia di reato, senò se lei l’ha letta sa cosa ho detto e cosa non ho detto. >> Eh no, io chiedo se lei l’ha accertato e non l’ha detto, può darsi che è fuggita alla sua memoria. Mi pare difficile.
Comunque un’altra domanda. Lei ha parlando del del corso Antonio, mi pare Salvatore Antonio >> Salvatore >> Salvatore ha detto questo si poneva tra coloro che costituivano l’antistato. Allora io le domando >> cosa cosa >> l’antistato. Lei ha parlato di antistato. >> Antagonista allo Stato. Forse >> l’antistato. Benissimo.
>> Oh, io le chiedo, sa se se corso si trova in stato di libertà? No, non so niente. >> È libero, glielo dico io. >> Avvocato Fileccia e a mio avviso le sue domande che sono state poste in sede di conto esame sono pertinenti perché attengono ai rapporti di frequentazione o eventuali cointeressenze economiche tra il Gani e altri soggetti.
Io però non le consento, dopo aver ottenuto la risposta del del teste, di chiosare o di commentare in in tono assertivo quello che lei poi proverà o in sede di discussione o nel corso dell’istruttura dibattimentale. Perfetto. Ha detto il capitano che il G si recò in via Pietro Dasaro e diede una interpretazione e ha detto si recò in via Pietro d’Azaro dove c’erano la sede dei fratelli cangelosi come costruzione ovest ovest costruzione.
E io le chiedo, il capitano ha accertato se in quell’edificio vi è anche una fabbrica di ganci Calogero, figlio di ganci di ganci Raffaele M >> nello stesso stabile. >> Nello stesso stabile no. In via Pietro d’Asaro >> del figlio. No, non mi risulta del figlio. >> Non non mi Vabbè, noi ci riserviamo di provare che quella è difficile.
Benissimo. >> Il capitano ha parlato e di sentenze che legavano Rina alla noce. Quali sono queste sentenze che io non conosco? >> Non mi pare che abbia parlato di sentenze. >> No, ha detto di aver letto in una sentenza dichiarazione di vitali. È diverso il discorso, >> no? Questa l’ha detto all’inizio, invece quella che legava Rina alla noce è una delle ultime cose che ha detto il capitano.
>> Comunque avvocato, faccio la domanda. Domanda, facci la domand. >> No, io volevo sapere qual erano queste sentenze, perché a me non risulta. >> E le sentenze che riassumono le dichiarazioni dei collaboratori, ovviamente le sentenze >> le sentenze dei delitti politici parlano dei collaboratori, dove sono confluite le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, no? Io desidero sapere dal capitano se eh occupandosi di Ciminello ha accertato che il Ciminello oltre ad occuparsi di scavi e di trasporti di materiale
edilizio, si occupava anche aveva un’altra attività. >> Ma ma a me non mi sembra che avesse un’altra, cioè che lui il suo tempo lo dedicasse alla gestione al 90% del dell’attività imprenditoriale edilizia. Questo sono sicuro di questo. Poi se avesse altre attività non sono in grado di di avesse allevamento di bestiame? >> No, non l’ho documentato nella mia attività.
Ecco, può darsi che ce l’abbia avuto, però non ha parlato della via Marcellini dove a sede il deposito degli automezzi di Ciminello. Non ha accertato che attigue a questo vi sono degli stalloni con degli animali. Ma non non abbiamo, cioè non c’è emersa questa situazione dalla nostra attività perché noi abbiamo fatto un’attività proprio direttamente per verificare i comportamenti che lui poneva in essere.
Non è come le ho detto anche prima, ecco, non sono in grado di di tende, presidente, mi scusi, sembrerebbe una domanda senza alcun senso. La domanda invece tende a dimostrare la natura lecita del rapporto tra Ciminello e Ganci. Torniamo ritorniamo al solito discorso. Avvocato, io non le posso consentire di continuare su questo di condurre il controesame, altrimenti mi vede costretto a toglierla la parol.
Lei si deve limitare a fare domande su fatti e circostanze specifiche, a recepire le risposte del testare e senza giustificare a che cosa mira la sua domanda. Non facendo più tornare sull’argomento. Io io >> perché è assolutamente irrituale il modo con il quale lei sta conducendo il controesame.
La invito per l’ultima volta a mantenersi rispettosamente nei binari segnati dal codice di procedura penale. >> Presidente, allora io dico questo, le risulta se Ciminello si occupasse anche di allevamento di bestiame? No, non allo Stato non credo di avere altre domande da far. Sono altre domande? >> Posso, presidente? Avvocato Salu.
Signor capitano, volevo chiederle questo. Lei lei poc’anzi ha iniziato la sua esposizione spiegando, a proposito parlo del fatto per cui è processo strage di Capaci che prescindendo dai collaboratori avete iniziato questo tipo di indagine sul territorio della Noce e ha precisato che è arrivato agganci a seguito di quella affermazione di Vitale.
È giusto? siccome non sa eh che che non sa collocare nel tempo, ne avrei fatto oggetto di domanda pure io quando Vitale ha detto questa cosa e mi dica una Quindi è corretto dire che lei ha iniziato le indagini su Ganci perché le ha lo ha ritenuto vicino a Rina. >> Sì. >> E perché ha iniziato le indagini su Rina? Cioè è partito dal presupposto che Rina fosse il responsabile della strage di Capaci.
Potevo rispondere. >> Certo, le sto chiedendo per la risposta precedente, se le un attimo come sono andate le cose. Dunque, noi siamo partiti da un >> senza usare i collaboratori, mi scusi, era questa la mia ec sì, senza collaboratori, a livello personale posso rispondere. Praticamente noi non abbiamo io non ho pensato che eh se ho se ho fatto delle mie valutazioni e sono basate da da parametri oggettivi sempre.
Io sono sempre un’entità soggettiva, quindi io ho pensato che il giudice Giovanni Falcone costituiva un ostacolo a una struttura criminale che si chiama Cosa Nostra. La struttura criminale che si chiama Cosa Nostra è un’entità che nella sua storia si manifesta nascondendosi, cioè mentre una struttura eversiva si manifesta con piati distruttivi e ha la voglia di rivendicarli perché sfida lo Stato in questo senso.
Cosa Nostra invece è una struttura parassitaria, una struttura che si manifesta nascondendosi fa le cose e poi non vuole apparire, vuole avere nega, si manifesta negandosi e è segreta per questo e si differenzia da dalle strutture eh che costituiscono poi gruppi everivi. Ora, su questo presupposto, io ho pensato che far esplodere l’autostrada, attaccare il giudice Giovanni Falcone inequivocabilmente, ma sempre per me lo sto dicendo, eh, cioè io non è che voglio essere la verità, poteva significare per quello schieramento
criminale che viene definito lo schieramento dei corleonesi, se esiste lo schieramento dei corleonesi, se esiste la mafia e si chiama Cosa Nostra e se è vero che lo schieramento dei corleonesi è diretto da Rina Salvatore Allora questa cosa potrebbe averla fatta diretta o comunque tutelava interessi di Rina Salvatore, ma ho anche pensato che magari dico altrimenti potrebbero essere gruppi antagonisti allo schieramento dei corleonesi che hanno voluto crescere, farsi vedere che sono più forti dei corleonesi e avrebbero fatto questo, ma

al tempo stesso avremmo visto in un rapido periodo morire tutti i corlleonesi, cosa che non è accaduta. Quindi per questo motivo abbiamo pensato che potesse, era una possibilità, ecco, non è che ho detto sono sicuro lui c’ho le prove, no? Perché a quel tempi se l’ho potuto pensare. Sì. Quindi dico è corretto quel dire che è stato questo il criterio che ha ispirato le indagini che lei ha iniziato, diciamo.
È stata questa convinzione di che era opportuno per tutti i motivi che lei ha esposto, indagare in questa direzione. È corretto affermare questo? Sì, sì, è corretto. Benissimo. Ora vorrei sapere un’altra cosa cambiando argomento. Lei ha affermato che Ganci si occupava di numerose macellerie, ha elencato quelle che ha elencato e ha parlato di amici a tavolo, ha detto che è gestita da tale Levantino di cui mi sfugge il nome.
Ora, Francesco Paolo. Lei ha accertato, ha guardato documenti di questa se Levantino è impiegato di questa società o è socio? Il Levantino ce l’ho visto proprio io che lui valiva la casa e vendeva e vendeva proprio le cose. Per questo io sto dicendo per una cognizione diretta, non >> Sì, ma ma volevo sapere se la sua indagine era stata anche documentale, se aveva visionato i documenti costitutivi di questa società.
nella visura compare, se ricordo bene, e lo comunque lo possiamo verificare dall’informatti che lei dovrebbe avere. Io mi ricordo che ci doveva essere Spina Francesco, quello che abbiamo visto e il figlio di Raffaele Stefano. Se penso che sia questo. Sì. Stefano e quindi Levantino non figura come come l’ha detta e gestita.
Io le chiedevo ha verificato se è impiegato noi fisicamente non non è una noa in detto gestiva. Non >> ho capito. Poi volevo chiederle un’altra cosa. A proposito del cantiere di in cui vedeva in è stato avvistato Ganci Raffaele, si può dire all’incirca, anche approfittando della memoria che ha dimostrato, quante volte Ganci in quel periodo di appostamento è stato visto in questo cantiere? >> Sì, i giorni 13 del 10 circa due settimane possiamo dire quantificando 10 volte circa.
>> Quanto? Non più di 10 volte. Io ho qui trascritto le le date, se gliele posso leggere per ricordarle. A me risultano sette volte. Non che cambi nulla. Uguale. Non c’è problema. Non c’è problema. Sì, sette. Non c’è problema. Circa set >> non c’è problema. >> E e le chiedo un’altra cosa. In queste occasioni lui incontrava queste persone.
Lei ha mai visto entrare in questo cantiere il figlio Caloggero? No, mai. Mentre l’abbiamo visto alla nuvoletta al cantiere, lui non l’abbiamo mai visto. Sì, se io mi ricordo così. >> Sì. Ecco, lei ricorda che ha detto che i negozi Famila, Energy e la società Gama srl erano Non avete trovato elementi sospetti su queste attività? No, non è che non abbiamo Sì, abbiamo rivolto la nostra attenzione più alla nuvoletta e al cantiere che non agli altri, anche per motivi pratici.
Ecco, quindi lei l’Energy Calogero si occupa della ditta Energy. >> Sì, vuole dire anche il fatto della New Mix, l’ho capito, c’ha anche altri interessi societari. Sì, >> sì. E ma lei sa se l’ha il locale nuvoletta è vicino >> a Energy. È vicino. La cosa strana era questa che pur potendo avere di supporti logistici o comunque luoghi di riferimento formalmente intestati a loro, frequentavano più assiduamente un un locale che non era intesto, semplicemente questo.
>> Sì. Ma mi dica una cosa, Energy che cosa vende? >> Non so, non mi ricordo. Penso sia abbigliamento, credo. Eh, non mi ricordo. >> E la nuvoletta che cosa è? la stessa cosa. >> E che distanza c’è fra i due locali? sono vicini, saranno 50-60 m, non ricordo bene. Comunque sempre sulla stessa via, quindi >> ho capito.
Ora le volevo chiedere un’altra cosa. Poc’anzi, poc’anzi lei ha risposto a una domanda dell’avvocato Fileccia che non sapeva. A proposito di via Lasaro numero 13, dove è stato visto entrare Ganci Raffaele e si è ipotizzato che si recasse alla ovest immobiliare. Lei è a conoscenza se in questo immobile GCI Raffaele è proprietario di un appartamento che è stato sequestrato dall’autorità giudiziaria.
Cioè, se me lo dice adesso che me l’ha detto non >> prima di che glielo dicessi io era a conoscenza di questo. >> No, perché non mi sono soffermo. Vai essere benissimo, non ci sono problemi. >> Ho capito. E a proposito di quella fabbrica di abbigliamento che l’avvocato Fileccia di cui le ha chiesto prima, lei a conoscenza se in questo luogo vi è una fabbrica di abbigliamento intestata ad Anselmo Isabella.
>> Anselmo Isabella è diverso, sì. Non Calogero. >> Lei sa chi è Anselmo Isabella, capitan? La ce ne sono tante, comunque penso lei si riferisce alla moglie di Calogero. >> Di Calogero, giusto. >> E allora se va bene questa le volevo fare un’altra domanda che non le faccio. Poi volevo chiederle un’altra cosa e lei ha se io dicessi che tutte le persone che lei incontra nell’arco della sua giornata sono carabinieri direi cosa esatta? Io una situazione particolare, forse se faceva un altro esempio era >> magari parliamo di qualche anno fa. Se
io avessi detto cheato, la prego. >> Vabbè, è evidente, presidente, è una una domanda non è che è una domanda offensiva, è una domanda che presuppone una una successiva domanda. Allora, >> che registra una caduta di livello, >> no? pubblico ministero. C’è un motivo tutte le evidente che se lei ha affermato se lei ha affermato che le persone che si incontravano si incontravano per eh per scopi illeciti è perché ha ritenuto che ci fosse una causale, un interesse comune a questi incontri. Come fa lei a escludere
rapporti di amicizia tra queste persone? elementi non possono avere degli amici le le le anche uno che lei ritiene essere un delinquente. Opposizione è troppo generica la domanda. Non ammetto la domanda, anche perché il Teste non ha affatto affermato che quei rapporti avevano una valenza illecita, si è limitata a registrare dei fatti oggettivi, >> rapporti di frequentazione.
valutazioni le tirerete voi nel io chiedo un’altra cosa a questo punto e a conoscenza del teste se vi se vi sono agli atti del suo ufficio dei fermi effettuati nei confronti di Tumminia Rosario, Tumminia Salvatore, Priolo Vito e Gangci Raffaele mentre acquistavano bestiame. Prego. >> Ma le ripeto, queste sono situazioni che trattano più i colleghi dei nuclei operativi.
Io non nel mio ufficio non tratta queste cose qua, quindi vi devo dire di no. Va bene. E lei a conoscenza se ha visionato i documenti del cantiere di corso, se questo corso e Meola erano clienti di amici a tavola, ad esempio di Ganci Stefano. >> No, non ho avuto >> non ha trovato fatture in di fatta questo tipo di attività. Capito? Ho capito, ho capito, ho capito, ho capito.
>> Lei è a conoscenza se la Gama srl, la società gestita da Calogero, era fornitrice di carne ai carabinieri? >> No, proprio no. >> E neanche alla polizia. Nucleo >> No, non ho fatto queste attività. Mi può dire, per cortesia in relazione all’incontro di Tumminia Salvatore, di Cangemi e Ganci Raffaele il giorno 20, se non ricordo male, e come avvenne esattamente questo incontro? L’abbiamo per fortuna questo è documento.
Sì, sì, se possiamo anche rivedendo il filmato, se fosse possibile c’è opposizione, anche perché c’è un test ad hoc che successivamente verrà chiamato per riferire i particolari sul punto. >> È stato già proiettato questo, ma >> è ripetitiva la domanda. Poi il problema è questo, presidente, non possiamo andare avanti in questa un attimo, le dispiace ripetere la domanda.
>> Riformulo la domanda. Mi può ridire se >> quando Kangemi fu visto assieme a Gancio e Tumminia è giunto in macchina assieme a Tumminia? >> Sì, >> è sceso dalla macchina. >> Beh, guardi, io mi ricordo cheemi è sceso dalla macchina. >> Sì. Chi chiamò ganci? Cangemi o T? vedere il filmato.
Perché potrei essere >> e allora avevo fatto questa richiesta per vedere per per volevo sapere chi fu a chiamare a fare segno agganci di avvicinarsi se Tumminia o Cangeni per motivi ovvi che poi fanno parte della >> Il test dice che per ricordarselo devo vedere il filmato. Chiedo al presidente di rivedere il filmato. >> Sì, ma risulta anche dalle relazioni.
Possiamo leggerle e c’è scritto, quindi >> non lo so. Io facevo una domanda, >> ma francamente, signor presidente, non potrà rispondere perché non si vede dal filmato. >> E come mai non si vede? >> Se non si vede, ne prenderemo altro. >> Lo sto chiedendo perché non si perché quello è un frame, si può vedere il filmato originale dove c’è tutto proprio completamente sono stati depositati.
È stata fatta una sintesi perché altrimenti, >> capitano, lei ha anche la possibilità di consultare gli atti a sua firma, eventuale relazione di servizio è stata fatta da non è stata fatta da me perché quella era osservazione al cand io però ho rivisto il filmato, quindi posso interpretare come può interpretare l’avvocato e tutti quanti.
Eh >> no, no, ma io volevo sapere >> stendo sullo schermo >> Questo è quando vanno via. Sì, >> sì, qui è quando vanno via. Prima sarano stati erano >> Eccola qua. Tomino più avanti sulla sulla golf non si vede >> m e non si vede da qua. >> Non si vede. >> M questa è >> Esatto. >> Non si rileva votato. >> No, >> lei ha visto questo filmato, capitano? >> Sì, sì.
E ricorda se eh Cangemi entrò dentro il cantiere. >> No, lei ci dovrebbe avere la relazione di servizio di quel giorno del 20. Lì c’è proprio orario minuto per minuto ci scrive tutto quello che fanno. Così facciamo prima perché eh c’è scritta e >> la può chiedere più utilmente all’operatore proprio all’ufficiale di PG che ha redatto quella relazione eventualmente che noi abbiamo citato e che sarà escusso da qui a poco tempo.
>> Avvocato Salma. Prego. >> Eh, signor presidente, sto cercando fra le tante carte di identificare questa relazione di servizio, dato che >> Ma non è a sua firma, avvocato, lo chiederà al verbalizzante che redatta. Ho >> citato l’ufficiale di prima che ha firmato la Questa è l’osservazione fissa al cantiere, cioè voglio dire quello che è accaduto all’interno del cantiere con continuità lo vedeva l’operatore che operava il filmato al cantiere.
è otto perché il suo compito specifico. >> Capitano, capitano, non è che abbia un’importanza determinante. Io volevo solo sapere se lei ricordava chi aveva chiamato Ganci e mi pare che mi ha detto se Tuminia o Cangemi e lei mi ha detto che >> e mi sembra proprio Tuminia, mi ricordo >> e se ricorda poi e quindi Ganci che fece? Uscita dal cantiere, si avvicinò salutarono presenza e si avvicinò. Sì.
>> E poi salirono in macchina e andarono via. E quindi Cangemi non entrò nel cantiere da quello che stiamo ricostruendo adesso, >> no? Lì dove siamo adesso, però diciamo che è il cantiere perché è l’ingresso del cantiere, non è che ci sono altre situazioni lì vicino. >> Certo. Va bene.
Non credo di avere altre domande. >> Presidente, una domanda. L’avvocato da qui. Senta, capitano, sa se dopo la strage furono fatte delle rivendicazioni da parte di associazioni eversive? Eh no, questo non lo so perché non non lo so. Va bene, grazie. >> Una domanda, presidente, >> avvocato Micalizzi. Presidente, capitano, poco fa parlando delle autovetture nella disponibilità dei signori Gangci, lei ha indicato una autovettura Audi? Conferma? E conferma che ha detto che poi questa autovettura è stata trasferita a un parente del Gangi.
>> Sì. Sa indicare chi? >> Ganci Domenico, il nipote di Ganci Raffaele, quello che abita in via Umberto Giordano 67 mi sembra. Sì. >> E conferma che dopo questo trasferimento l’autovettura non è più stata nella disponibilità di Gange Raffaele. >> Cioè noi non l’abbiamo mai più visto, non l’abbiamo visto mai su quell’autovettura.
Dopo, infatti non l’abbiamo mai visto su quell’autovettura. No, no, mi è sembrato che lei avesse detto poco fa dopo l’avvenuto trasferimento noi non l’abbiamo più vista nella disponibilità di S. >> No, noi non l’abbiamo mai visto su qu vettura. >> Ho capito mai >> Non sa per caso a quando risale il trasferimento dell’autovettura? >> No, presumo diversi anni prima, però non mi ricordo la data, ma prima sicuramente che noi iniziassimo l’attività.
>> Benissimo, grazie. >> Non mi ricordo. >> Posso? Avvocato Grillo? Senta, capitano, ehm, mi pare che lei poc’anzi abbia cennato un incontro avvenuto il 20 ottobre 92 tra il Kangemi e il Gangci Raffaele. >> Sì, >> si ricorda, anche se per la verità poc’anzi lo ha detto, qual era l’oggetto, quale fu l’oggetto della dell’incontro e dell’avvenuta discussione che, peraltro fu intercettata.
Cosa disse sostanzialmente il Kangemi al Ganci? E questo non si sa perché non non sappiamo cosa le ha detto. >> Mi perdoni se non ho capito male lei >> abbia capito male? >> Probabilmente >> mi pare di avere capito che non ha costruito >> probabilmente. Siccome però il capitano ha fatto riferimento ad un situazione che il Cangemi avrebbe esplicitato al GANCI relativamente all’emissione di un provvedimento giudiziario.
>> Ma non era Cangemi uno degli interlocutori di questa conversazione? È vero o sbaglio? Ah, cioè il discorso era questo che in quel momento quando c’è l’ambientale >> si riferisce al 20 del mese successivo >> e si riferisce al sequestro patrimoniale che gli era stato notificato aggancio a quella della Questura e loro dicono appunto concorso Salvatore di di prendere accorgimenti per sfuggire alla all’individuazione di forze di polizia mentre ganci la considerazione che >> No, mi scusi presidente, mi scusi se la
interrompo. Io penso di aver capito, di aver sentito bene, forse avrò capito male, ma ho sentito bene. Lei mi pare che ha detto nel corso della dell’introduzione che il che il Kangemi ebbe a riferire non della emissione di un provvedimento di sequestro relativo a beni immobili, ma all’emissione di un provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria di Palermo.
Omicidio Lima. >> Omicidio Lima. >> Eh, ma non nell’ambientale perché non erano all’aperto, aveva visto anche nelle immagini. Praticamente l’abbiamo dedotto noi che quello era andato lì ad avvisarlo perché nella stessa mattinata era successo qualcosa. Poi c’è stato il discorso delle dichiarazioni scusi se la continuo a interrompere, mi faccia comprendere.
Quindi la sua era una deduzione e così abbiamo riconosciuto Kang, grazie a questa deduzione abbiamo riconosciuto Kangemi perché io sono andato a vedere e ho visto che in quella mattinata era accaduto che era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere in relazione all’omicidio limo. Ho visto chi erano i soggetti, ho preso le fotografie e ho riconosciuto Cangemi Salvatori.
Ho capito. Senta, capitano, quindi avevate a seguito di questa circostanza avete individuato il Kangemi. Ho capito bene? Sì, perfetto. Senta, ma mi può spiegare perché, visto che il Cangemi era stato raggiunto da ordine di custodia cautelare per un fatto grave, l’omicidio dell’onorevole Lima, non vi siete attivati per la sua cattura >> e questo in base a cosa lo dice? Che noi non ci siamo attivati per la sua cattura. Non ho capito. Scusa.
Costantemente segu. Pare che voi avete avvistato il changemi, lo avete identificato, sapevate il motivo in ordine al quale il Kangemi veniva attivamente ricercato dalle altre polizie e non mi risulta che il kanangimi sia stato arrestato dai carabinieri, mi risulta tutt’altro che sia poi volontariamente recato presso una struttura territoriale dell’Arma dove si è costituito.
E io penso che ho già risposta a questa domanda, se vuole la rispiego un’altra volta come ne sono andati. Allora, ripeto, lì lei ha visto quel filmato, no? Cioè il filmato in cui >> arrivano mi scusi, guardi, è inutile che perdiamo tempo. >> Quando fatto riconoscimento quell No, presidente mi perdonat stav deve lasciar rispondere.
>> Qual è il problema avvocato? ha formulato la sua domanda il test. >> Presidente, io vorrei che anche per la questione di economia processuale il Io ho fatto una domanda ben precisa, ho detto se risultava il Cangemi essere ricercato per l’omicidio dell’onorevole Lima. Come mai non si sono attivati per la sua cattura? Io desidvo avere una risposta in tal senso.
>> E le ha già detto, ma che lo dice lei che non si sono attivati e sta cercando di spiegare perché. Sto cercando di spiegare. >> Sì. E noi quando l’abbiamo riconosciuto erano già si erano già allontanati ovviamente, altrimenti l’avremmo avremmo provveduto. Quindi Ma pensavo di averlo già detto prima, perché le ho detto che noi abbiamo riconosciuto il Kangemi in un periodo, cioè dopo che abbiamo acquisito la la questa ordinanza, abbiamo fatto le fotografie, abbiamo chiesto le fotografie dei soggetti che comparivano nell’ordinanza e poi abbiamo
fatto la comparazione fotografica. Quindi è semplicemente per questo motivo. >> Sì, ma ci conoscevano. >> E certo, non lo conoscevano, presidente. Al momento lo conoscevano. >> Mi pare che era stato chiaro questo concetto, >> presidente. Siccome non lo conoscevano in quel momento e posso convenire col capitano, per carità, la mia non è né un commento né volesse una chiusatura della risposta del capitano, è una considerazione logica che stiamo facendo un po’ tutti.
Siccome il fatto si verifica il 20 di ottobre, nella quasi nell’immediatezza, eh la il reparto a cui appartiene il capitano riesce ad identificare la il il Kangemi, ripeto, nei confronti del quale c’era un ordine di custodia caelare e poi soltanto nel luglio del 93 il Kangemi viene a costituirsi spontaneamente la l’oggetto, la conducenza e la logicità della mia domanda mi dava proprio a questo, cioè a capire perché come mai in questo lasso di già superato questo discorso e già si è avuta già una risposta e qui stiamo anticipando
un tema che è oggetto di discussione. >> Io non sto anticipando ni a che ulteriormente si vada avanti. Sto cercando di chire pubblico ministero sto cercando di chiarire se parliamo in due non ci comprendiamo. Sto cercando di chiarire al presidente chiaro, è troppo chiaro, >> non c’è bisogno di chiarirlo. >> Ritiene di aggiungere altro a quello che ha già ha già risposto sul punto.
>> Assolutamente proprio punto. >> Avvocato ha già dato le sue giustificazioni. >> Presidente e io ne prendo atto, sarà poi oggetto di valutazioni in discussioni. >> Ci sono altre domande? Io avevo un paio di domande da rivolgerle, capitano. E lei all’inizio della sua esposizione ha fatto riferimento sostanzialmente a due conversazioni telefoniche, ma due conversazioni ambientali tra presenti e che avete ritenuto di una certa rilevanza investigativa, quella del 20 novembre 92 e una del 3192.
>> Sì. >> Ve ne sono state altre che potevano avere una rilevanza investigativa? Dunque, lì sul cantiere di via Paolo Gili queste sono state quelle che per una valutazione nostra hanno avuto maggiore importanza e nel dettaglio potrà essere preciso il maresciallo Smaldini Francesco che ha fatto tutta l’attività, quindi potrà eventualmente ricordarsi cose >> lei sa in base a quali elementi siete pervenuti alla identificazione degli interlocutori di questa conversazione? Sì, quando li abbiamo riconosciuti, li abbiamo riconosciuti attraverso le
indicazioni che potevano dare. Per esempio, se uno all’interno della conversazione dice “Meola, Meola Francesco, cosa ne pensi?” Sì. Allora, in questo caso diciamo che quello lì per noi però in prevalenza abbiamo fatto riconoscimenti sempre confortati dal filmato che avevamo la possibilità di di vedere chi era che entrava in quel momento e quindi potevamo risalirci in questo modo, ma in prevalenza si vede sia, quindi vedevamo chi è che entrava, poi parlava, si chiamavano anche per nome nella maggioranza delle delle
circostanze. Ecco l’ha fatto anche questo il maresciallo Smaldini, il nostro tecnico. Lei poco fa ha fatto riferimento ad un rapporto di affinità che non mi è mi sono sfuggiti i soggetti interessati. Poi ha ripreso e mi pare di avere capito, volevo avere soltanto una conferma, che il Gang Raffaele è cognato di Gambino Giuseppe.
>> Sì. >> Quindi non Rina. Riina è estraneo a questo rapporto di >> Sì, è una un’affinità, cioè Sì, sì, sì. È estraneo come parentela. Avevo capito che ci fosse un rapporto di parentela tra Gangi e Rina, mentre Gangi Raffaele è cognato di Gambino Giuseppe. In che modo? Me lo può precisare? Perché ha sputato la sorella Gambino Nicolino.
>> Gangci Raffaella ha spato la sorella di Gambino. >> Gangci. Senta, lei o comunque il suo gruppo investigativo, avete fatto delle indagini in ordine a eventuali rapporti di cointeressenza economica tra qualcuno degli odierni imputati? rapporti che esulavano dall’attività commerciale svolta ufficialmente. Non so se sono stato chiaro.
Per esempio, il Gangci Raffaele, i gangci mi pare che sono titolari di macelleria. >> Sì. >> Avevano degli interessi economici diversificati in altri settori con altri soggetti di interesse investigativo. >> Avete fatto indagini di questo tipo? Di tipo patrimoniale? Ecco, un’attività di tipo patrimoniale, cioè approfondita, penso che la fa l’organo tecnico, quindi noi ci siamo limitati a fare una gestione così non approfondita della materia, quello che ci rileva che che si rilevava da dagli atti, dalle misure camerali, questo tipo di qui. Al di là
di quelle che possono essere state indagini di carattere contabile, che non rientrano nella vostra competenza specifica, avete fatto indagini proprio su interessi economici diversificati da quel dall’attività ufficiale che potesse trarre spunto da rapporti di frequentazione più o meno sospetti, per esempio? No, no, noi abbiamo visto che loro erano interessati nel nell’edilizia dalle frequentazioni più che altro.
Poi loro chi >> i ganci, cioquentazione del cantiere. Sì, sì, questo sì, però non risultava formalmente, ecco, a noi non c’è risultato in quel momento. Poi avete avuto la sensazione visiva eh che questi incontri, questi rapporti di frequentazioni fossero caratterizzate da modalità furtive, da dall’adozione di particolari cautele, di precauzioni, di coperture.
>> Sì, per noi era molto strano come avvenivano questi incontri. Intanto il fatto che avvenivano all’interno di un cantiere e non e poi allo stesso modo in un negozio di abbigliamento, cioè quando uno si vuole incontrare con una persona che è titolare di una macelleria si va tranquillamente nella sua macelleria e normalmente si incontra lì.
Invece in questo caso c’era una certa era diverso, c’era un modo di incontrarsi compartimentato, cioè un certo ora arrivava uno, poi si allontanava quello, dopo un po’ arrivava un altro in giorni diversi, in periodi diversi, evitavano proprio di stare tutti insieme e questo viene fuori soltanto da da dalla dall’esame delle dei dei comportamenti, non che questo abbia un valore in sé come contenuti.
Il fatto, per esempio, che il Rizzuto Eugenio andava sia al cantiere e sia al negozio l’abbigliamento la nuvoletta era qualcosa per noi che quindi voleva dire che lui voleva incontrare la persona non era interessato all’attività in quel momento. Poi per carità poi aveva anche altre attività aveva sicuramente attività economiche nel quelle che gli risultano.
>> Probabilmente l’avrà già detto, ma forse mi è sfuggito. L’immobile dal quale abbiamo visto dal filmato uscire la macchina sulla quale prendeva posto l’imputato Salvatore Rina. Questo immobile era nella disponibilità o di proprietà di chi esattamente? Ma noi abbiamo soltanto valutato che in quell’immobile era attestato un contratto SIP a favore dei fratelli Sansone, quelli che abitavano in via eh Beato Angelico 31 come residenza anagrafica e di fatto uno di loro abitava lì, non mi ricordo se è Giuseppe o Gaetano, credo Giuseppe, abitava
proprio lì in via Bernini 54. >> E il proprietario? Il proprietario non ho sviluppato io questo accertamento, però ho ricollegato la zona dove abbiamo perso ganci Domenico e il fatto che c’era questa utenza e abbiamo quindi deciso di lavorare su quell’immobile là e infatti avevamo ragione. >> Avete effettuato delle perquisizioni in quell’immobile? >> No, io no.
ha preceduto il non cooperativo di Palermo. >> Va bene. Io non ho altre domande. >> Sì, una domanda, presidente, un paio di domande. Se il capitano può precisare, può indicare l’esistenza di altre autovetture oltre a quelle già ehm segnalate e diciamo indicate nella disponibilità della famiglia di di Ganci. Dunque, oltre a quelle che abbiamo evidenziato, abbiamo evidenziato dunque manca, ecco, bisogna evidenziare l’autovettura che compare nel giorno nel 26 febbraio del 93 presso la nuvoletta >> perché quell’autovettura lì era una
Fiatuno bianca che era targata a Palermo B53576 ed era intestata a Ruisi Giovan Battista di Utro Mariano e company con sede in via Principe di Camporeale numero 2 ed è la società di Utro di Utro Mariano. Questa questa vettura c siamo abbiamo visto che era condotta in quella circostanza il nel febbraio da Ganci Domenico che e ha condotto su a bordo di questa sua vettura presso la nuvoletta anche Ganci Stefano e Spina Francesco quindi l’aveva l’ha usata lui quel giorno.
Senta, capitano, un chiarimento a proposito della dell’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio Lima, il reparto da lei diretto è stato era destinatario di una delega per l’esecuzione di questo ordinanza di custode cautelare? No, assolutamente. Infatti è stata proprio una una circostanza fortunata perché proprio abbiamo riflettuto questo comportamento, questo fatto che una persona arriva e e chiama Ganci, poi l’abbia chiamato io l’altro per noi non aveva importanza, però Ganci era era andato là e non aveva
fatto, quindi aveva tolto tutte le attività, aveva soppresso in quel momento tutto quello che stava facendo, era salito sulla sua macchina e aveva guidato lui, che era importante per noi il fatto che Angel Raffa era salito in macchina, aveva guidato lui che si era allontanato precipitos amente era successo qualcosa di strano, ma per noi qualcosa di strano doveva avere attinenza con la matrice criminale che ritenevamo di di verificare, cioè Cosa Nostra.
Ho chiesto ai colleghi in giro, alla fine ho saputo che in quel momento, proprio quella mattina, c’era stata questa questa ordinanza e infatti abbiamo identificato così Cangi Salvatori. >> Avvocato Filccia, ricorda il capitano se il il collaboratore di giustizia di maggio quando ha indicato l’abitazione, l’eventuale abitazione del Reina, ha indicato uno o più abitazioni. Sì.
E il collaboratore aveva indicato altre abitazioni che però a noi non ci davano nessuna indicazione operativa e pertanto non le ho non le abbiamo analizzate noi, quindi non non risultano sicuramente nelle dichiarazioni che sono state già depositate. >> L’ultima domanda, signor presidente, è questa. risulta al capitano.
Se nell’arco di tempo che il cantiere di via Paolo Gilli era sotto osservazione, furono i carabinieri autorizzarono l’appostamento, cioè i titolari del cantiere autorizzarono i carabinieri ad appostarsi per catturare dei rapinatori all dell’attua banca industriale. >> Beh, guardiele, ripeto, questo lo potrà sapere il reparto territoriale.
Io non non la posso non so proprio queste cose, non non è la mia materia. Vabbè, solo una domanda, presidente. Se il capitano ricord capitano ricorda dove abitava o dove abita il corso Salvatore, c’è nella sua relazione, nel prospetto iniziale c’è scritto c’è l’indirizzo lo lega perché tanto non ci sono problemi per me.
>> Come? Sì, non mi ricordo. Comunque >> corso Salvatore è nato a Castelvetrano, è questo, no? Presidente a Palermo, via Bernabei numero 48. >> E sa e lei ha mai fatto ha visto esattamente dove abita in questa via Bernabe? >> Ma guardi, mi ripeto, noi ci siamo mantenuti sui comportamenti delle persone che venivano seguire.
Poi non ho fatto un sopralluogo per vedere perché non >> il negozio, la nuvoletta si trova in via Bern. >> È vicino sicuramente, non ci sono problemi. >> Vabbè, >> vabbè, nessun’altra domanda. M.
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