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Antonino Madonia Sfida Riina: Il Boss di Resuttana, le Stragi e i Servizi Segreti

E allora qual era la preoccupazione di Rino? che Antonino Madonia avesse avesse messo in campo una strategia di Rina dicendo che in qualche occasione commetteva omicidi senza avvisare i responsabili del territorio, tipo quello di Giuseppe di Cristina per ormai un fatto abbastanza chiaro, e che le stava subendo la stessa eh mancanza di regole e che uno due chiamati in causa da da parte del mandamento di Biondino Salvatore per dire, “Guarda, è successo questa cosa e noi non sappiamo nulla”.

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Quindi lui fa una brutta figura, ma principalmente per quello che lo conosco, eh poteva essere si può rivolgere anche contro di me, quindi si si doveva togliere un nemico all’interno di Cosa Nostra, quindi perché nontava più legge e regole, non dava più fiducia. Abbiamo visto nella scorsa puntata come Nino Madonia si è entrata a far parte di un gruppo di fuoco formato da killer spietati che agisce sotto le direttive di Totorina.

Di quel gruppo fanno parte anche Giuseppe Giacomo Gambino, Pino Greco Detto Scarpuzzedda, Mario Prestifilippo, Filippo Marchese, i fratelli Antonino e Giuseppe Marchese, Giuseppe Lucchese, Giovan Battista Pullarà, Vincenzo Puccio, Calogero Ganci e altri minori. Abbiamo visto come l’entrata in commissione di Francesco Madonia abbia aperto ad omicidi eccellenti sul proprio territorio, quello di Resultana, come quelli di Mario Francese e Cesare Terranova.

Il 6 gennaio 1980 il presidente della Regione Siciliana Pieranti Mattarella viene assassinato e Antonio Madonia è sospettato come autore materiale. Secondo una sentenza della terza sezione della Corte di Assise di Palermo. 10 ottobre 98 tutti i collaboratori hanno escluso ogni coinvolgimento di personaggi esterni all’organizzazione mafiosa del del indicando la maggior parte Nino Madonia, il killer che si avvicinò a Mattarella per sparargli.

I giudici evidenziano che Madonia aveva fatto parte del gruppo di fuoco a disposizione della commissione e che somigliava moltissimo a Valerio Fioravanti, avendo come lui occhi chiari e un’espressione glaciale. Sul caso Mattarella, in attesa di nuovi sviluppi che promettono le indagini in corso, vi rimando agli specifici video. 4 maggio 1980, omicidio Basile.

Il capitano dei Carabinieri Emanuele Basile. Questa notte alle 1:40 a Monreale presso Palermo, mentre erano in corso i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso, è stato ucciso il comandante della compagnia dei carabinieri, capitano Basile. L’hanno ammazzato in mezzo alla folla, in una strada stretta ad una ventina di metri dalla caserma dove aveva l’alloggio.

tornava a casa con la moglie e teneva in braccio la sua unica figlioletta di 4 anni, Barbara, che si era addormentata. è caduto sul selciato dove mani pietosi oggi hanno deposto mazzi di fiori. Gli hanno sparato alle spalle almeno sette colpi a tiro incrociato. Cinque hanno raggiunto il bersaglio tra la nuca e la schiena.

Il capitano Basile, che aveva 30 anni, è morto due ore dopo all’ospedale di Palermo. Viene ucciso secondo il pentito mutulo. L’omicidio avviene perché il Madonia Francesco si sentiva perseguitato da lui, avendo egli emesso alcuni mandati di cattura. Nell’agguato partecipa e viene arrestato il fratello Giuseppe insieme a Vincenzo Puccio.

Il caso processuale che vede coinvolto Giuseppe Madonia crea l’odio dei Madonia verso Paolo Borsellino, Reo, di non essere avvicinabile e porterà alla morte del giudice Saetta.  Settembre 1980. Il dottor Nicolicchia, che svolge le funzioni di quest’ore di Palermo e che abbiamo visto nella precedente puntata essere iscritto alla loggia P2, ritiene di ravvisare una somiglianza con l’identi kit del killer di Mattarella con Salvatore Inzerillo, allora sospettato di essere l’assassino del giudice Costa. E sulla base di

questa sensazione invia il dirigente della Criminal Poll Bruno Contrada a Londra per mostrare le foto di Salvatore Inzerillo alla vedova Mattarella Irma Chiazzese. Ma la donna non ravvisa alcuna somiglianza. Durante la seconda guerra di mafia, Madonia partecipa come esecutore agli omicidi dei boss rivali quali Stefano Bontate e Giuseppe Enzerillo.

>> Ci stiamo spostando, mettendoci sulla strada, vediamo in velocità arrivare la l’onda colpino greco che ci faceva segnale di rientrare con la mano, tipo di ritornare e abbiamo capito che era già fatto tutto. sempre come onore si commentava che che ha sparato una scopertata a Stefano camo camo >> l’omicidio di Salvatore in Sero avvenuto a Palermo l’11 maggio del 1981.

Cosa sa lei di questo omicidio? E ne ho preso parte indirettamente. >> Ne ha preso parte >> personalmente. >> Personalmente >> aveva confessato questo omicidio, cioè prima di confessare questo omicidio era mai stato sospettato di >> No. >> E eh cosa sa dirci dellaorganizzazione di questo omicidio? E posso dire che è venuto una notte mio zio Marchese Filippo assieme a a Antonino Madonia e a casa di dov’è che io dormivo, a casa di Gregorio Marchese, mio fratello, mi disse, dice di scendere.

sono sceso e e mi disse che dovevamo andare a cercare un furgone che ci serviva subito e dopo nelle mattinate mentre che aspettavamo loro che si parlavano diceva che e c’era stato si aspettava la la battuta che doveva dare Montpro Salvatore. >> Che significa aspettare la battuta? Ma la battuta è che si devebbe dare un ordine sull’obiettivo da colpire.

Praticamente si aspettava l’ordine praticamente. >> E lei fino a questo momento aveva saputo qual era l’obiettivo da colpire? >> No, no, no. È arrivato Madonia e Antonino con Pino Greco dicendo che se eravamo già pronti e potevamo andare via. E quindi eravate eh in quale parte della giornata? >> Ma le 11:30, una cosa del genere.

Già negli anni 70 la famiglia Madonia e uomini a loro legati come Galatolo e gli Scotto si avvicinano, almeno secondo i pentiti, al mondo delle istituzioni deviate. I contatti con Bruno Contrada sarebbero stati accesi, secondo Gaspare Mutulo, da Stefano Bontate, dopo il rapimento Cassina da parte dei Corlonesi.

Sina avrebbe chiesto la protezione di Bontate e tramite l’imprenditore il principe di Villagraia avrebbe agganciato Contrada, il quale sarebbe appartenuto all’ordine del Santo Sepolcro di Palermo, guidato dallo stesso Cassina. Il rapporto sarebbe poi passato a Sarro Riccobono e dopo la morte di quest’ultimo a Madonia. Galatel, sì, avevano rapporti con eh con il loro erano i padroni della caserma che c’era all’acqua santa eh e dei carabinieri.

E poi in diverse occasione siamo stati io presente al Barcarello dove che il contrata diverse volte si è incontrato con eh Sarò Riccobono, dove presente c’era pure Enzo Galatolo, all’epoca c’era pure Nino Madonia, all’epoca c’era pure Salvatore Lo Piccolo, Caetano Carollo Eh, Barcarello Sperracavallo. >> Sì, >> che io ero ero il ragazzino che andava a prendere il caffè, parlo del 1980, ma già ero Cosa Nostra.

Senta, i Galatolo avevano una sede, diciamo, dove si vedevano molto spesso, un posto dove si vedevano spesso. Poi diverse volte sono sono stato a Vicolo Pepitone, eh, dove i Galattolo facevano riunione, si incontravano, a parte le riunioni si incontravano con personaggi anche eh dell’istituzione. Analizziamo ora altri fra gli omicidi più rilevanti in cui è stato coinvolto a vario titolo Antonino Madonia.

Carlo Alberto dalla Chiesa 3 settembre 1982. Il prefetto e la sua scorta vengono uccisi e Madonia verrà condannato. >> Il barbaro assassinio del generale della Chiesa e della sua giovane moglie non soltanto ha suscitato in tutto il paese profonda commozione, ma ha posto in drammatica evidenza la gravità del fenomeno mafioso e delle sue probabili connessioni con il terrorismo.

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